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Sviluppo


Prato - 

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Siamo rincuorati nel leggere delle dichiarazioni rassicuranti dei direttori delle ASL di Lucca, Pistoia e Prato. Il documento firmato dal dirigente dell'ASL 2 di Lucca, Lisandro Fava, non viene però smentito, ma lo stesso autore afferma che tale documento è stato erroneamente interpretato. Quale sia però l'interpretazione autentica non è dato di capire, persa in un linguaggio che ben si potrebbe definire "burocratichese".

Prendiamo atto con piacere della disponibilità dimostrata dal direttore della ASL di Pistoia, Turco, che si è detta disponibile a rispondere a qualsiasi domanda inerente il nuovo ospedale di Pistoia. Siamo certi che da parte del direttore della ASL 4 di Prato, Majno, vi sia la stessa disponibilità, per questo lo invitiamo ad un incontro aperto alla cittadinanza. Un momento di confronto, pacato ma franco, sulle caratteristiche, i vantaggi e i problemi che la nuova struttura ospedaliera rappresenta per i pazienti pratesi e per la cittadinanza tutta
In quanto alla non risposta di Enrico Rossi, crediamo che egli non abbia alcun motivo di offendere i cittadini pratesi. Il suo patetico tentativo di buttarla in caciara è roba da politicanti consumati. Saremo pure trogloditi, ma non abbiamo l'anello al naso. Venga a Prato a rispondere nel merito, se ha argomenti.

Movimento 5 Stelle Prato


Prato - 

Toscana: Il progetto faraonico dei 4 nuovi ospedali toscani, fortemente voluto da Enrico Rossi, allora assessore alla sanità ed ora Presidente della Regione, rischia di trasformarsi in uno dei più grossi scandali in ambito sanitario.

I problemi tecnici riscontrati a Pistoia (e già oggetto di esposto da parte del M5S locale) riguardanti l'impianto elettrico, le infiltrazioni dal tetto, l'areazione dei locali, l'emissione di fumi e rumori oltre la soglia di tolleranza, si sono poi ripresentati nel presidio di Prato. I dubbi sulla corretta progettazione e costruzione dei quattro presidi, nati a seguito di numerose segnalazioni da parte del personale sanitario e dei cittadini, vengono adesso confermati ufficialmente da una determina della ESTAV Nord Ovest che riconosce l'urgenza di dover procedere con ulteriori controlli al nuovo ospedale di Lucca, prima della sua apertura che, nel frattempo, è stata rinviata a data da destinarsi. E' importante sottolineare che si tratta di quattro strutture identiche, nate da un'unica soluzione progettuale. Negli allegati alla determina si fa riferimento ai problemi già riscontrati nei due presidi già operativi di Prato e Pistoia, nei quali sono state riscontrate gravissimi deficit sotto l'aspetto igienico-sanitario, ed il cui elenco lascia sgomenti. E' possibile che i vertici delle ASL e l'assessore regionale Marroni ignorassero che gli ospedali di Prato e Pistoia sono stati attivati con quelle gravi carenze? Quanto si apprende dalla lettura della determina ESTAV e dalle dichiarazioni dell'assessore, ci fa ritenere che la situazione fosse ben conosciuta, ma si è scelto di tacerla all'opinione pubblica, cercando di porre rimedio ai problemi con soluzioni che, forse, si riveleranno peggiori dei danni già fatti.
Il Movimento 5 Stelle, di fronte alla gravità dei fatti esposti nei documenti dell'ESTAV, non poteva restare impassibile. Non si possono chiudere gli occhi di fronte ad una vicenda che necessita urgentemente di essere chiarita; perciò i gruppi M5S di Pistoia, Lucca, Prato e Massa con i propri attivisti e consiglieri comunali hanno in questi giorni presentato esposti presso le competenti Procure della Repubblica, segnalando i gravissimi problemi tecnici e sanitari che, in base alle informazioni in nostro possesso, sono presenti nelle nuove strutture, agendo di concerto con l'interrogazione il 16 gennaio da nove portavoce del M5S in Senato. Altrettante interrogazioni arriveranno a livello locale. E' interesse primario del Movimento difendere e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, nonché segnalare ogni possibile spreco di denaro pubblico che, nel caso in questione, ha già provocato l'esborso di centinaia di milioni di euro.

Ufficio Stampa
MoVimento 5 Stelle
Toscana


Prato - 

Venerdì 13 Dicembre a Prato, i parlamentari del M5S Alfonso Bonafede ed Alessandra Bencini hanno visitato alcune zone dell'ex area industriali di Prato dette Macrolotto. Caratteristica principale di queste aree è la massiccia densità di azienda cinesi che operano prevalentemente in condizioni di costante illegalità e sfruttamento di mano d'opera, anch'essa cinese. L'area è balzata recentemente alle cronache nazionali a causa di un drammatico incendio in un capannone che ha portato alla morte di sette operai cinesi che dormivano all'interno.


I parlamentari 5 stelle, hanno scelto di visitare personalmente l'area del Macrolotto Zero e Macrolotto Uno per capire le problematiche e lo stato di degrado.

Il 16 dicembre altri quattro deputati, nello specifico Marco Baldassarre, Massimo Artini, Walter Rizzetto ed Aris Prodani hanno deciso di replicare il tour visitando anche loro la zona interessata.



Prato - 

Dopo questo racconto, che basterebbe anche, si inizia con gli interventi del pubblico, molto interessanti e qualificati. Se il racconto di Rovai, autore del libro, lascia esterrefatti, le testimonianze non sono da meno, anzi. La struttura non permette di aprire le finestre, spiega un infermiere. L'aria condizionata è in funzione sempre, i mal di testa di operatori e pazienti pure. Eppure, spiega Venanzio, la prima lezione della scuola di infermeria è sull'importanza dell'aerazione dei locali per mantenerne la salubrità.

L'impianto di condizionamento, tanto per non sbagliarsi, è stato progettato male. A Pistoia il settore degli infettivi è stato aperto e poi richiuso. Nell'ospedale di Prato, aperto poco dopo su un progetto fotocopia di quello di Pistoia, questo reparto non è stato neanche aperto, ma immediatamente sono iniziati i lavori di rifacimento dell'impianto di condizionamento dell'aria. I problemi sono specificati nel libro, ma anche ai non esperti sembrano mancanze da dilettanti allo sbaraglio.

I reparti specialistici sono sostituiti da "open space" (che i nostri nonni chiamavano "androni"), dove stazionano degenti con le più disparate patologie. La divisione è per intensità di cura, in base all'acutezza del problema di salute. Questo modello di assistenza sanitaria è ispirato, dice qualcuno, al modello Toyota, dove le maestranze di giorno in giorno cambiano postazione in base alle necessità della produzione; il che porta ad avere operai polivalenti. Assemblare autocarri forse non è la stessa cosa che curare in infartuato, ma questi sono dettagli; così come il fatto che in Giappone ben si guardano dall'adottare questo modello nei propri ospedali.

Si susseguono gli interventi degli operatori sanitari coinvolti. Il nuovo ospedale di Prato, ma lo stesso è per le altre strutture, ha un numero sensibilmente inferiore di posti letto. Per mantenere un livello di cura adeguato, nei documenti ufficiali della Regione Toscana questo aspetto viene giustificato con la necessità di provvedere alle cure dei malati non acuti con formule diverse dal ricovero in ospedale.

Si parla di non meglio specificate "reti territoriali" (case della salute, poliambulatori, hospice ed altro), ma la cosa che lascia esterrefatti è che il nuovo ospedale è stato inaugurato, ma di queste strutture territoriali non v'è traccia. Ne' si sa quando saranno in essere.

Le deficienze nella struttura (a parte il fatto che si è scoperto che ci piove dentro, sia a Prato che a Pistoia) a volte sono tragicomiche. Mancano i bagni per i pazienti in cardiologia. Non si sa bene quale che sia la logica di certe scelte, però un infartuato, anche il giorno dopo può essere in grado di andare in bagno da solo. Anzi, suggerisce un cardiologo, è consigliabile che ci vada. Gli spazi per gli ambulatori, poi, sono angusti e inadatti. Alcune funzioni sono rimaste o sono tornate immediatamente al Misericordia e Dolce, il "vecchio" ospedale di Prato. La privacy per comunicare coi pazienti e i loro familiari è un'opinione.

Arriva la testimonianza choc di Eva, infermiera nell'ospedale di Montepulciano, definito, in base ai Agenas, l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Nazionali, come uno dei peggiori d'Italia. Secondo quanto riferito, questo ospedale è stato l'apripista del sistema ad intensità di cura. Una notizia che non fa ben sperare.

Ma la domanda più importante è: come siamo arrivati a questo punto? Cioè avviati verso la distruzione di un sistema sanitario che era uno dei fiori all'occhiello di questa regione? Questa situazione è il frutto avvelenato di molti anni di scelte scellerate e patti leonini. Una responsabilità è del sistema informativo. I giornalisti, è questa l'opinione di tutti i presenti, anziché essere dei cani da guardia, sono diventati dei barboncini da compagnia.

L'opposizione in Toscana è da molti anni pressocchè inesistente. Un sistema politico ingessato (anche grazie ad una legge elettorale regionale che è stata madre di quella nazionale, il c.d. "porcellum") ha prodotto una rete di connivenze e di strani intrecci affaristici dove i legami di affari vanno oltre gli schieramenti politici, per non parlare degli interessi dei cittadini.

Per questo il primo compito del Movimento 5 Stelle sarà quello di informare i cittadini e di fare opposizione, dura e senza compromessi. Informare, opporsi e proporre scelte alternative e di buon senso, un compito arduo per cuori impavidi.


Prato - 

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Ascoltare Daniele Rovai che parla del suo libro "La Nuova Sanità Toscana - I 4 Nuovi Ospedali Toscani e la Legge Truffa del Project Financing" è piacevole come ogni buona puntata di Report. Ti chiedi fin dove può arrivare l'arrivismo, la corruzione, la stupidità umana. Sono onorato di essere stato uno degli organizzatori e il moderatore della prima presentazione del libro.

Una storia, quella dei 4 nuovi ospedali toscani (Lucca, Massa, Pistoia e Prato, oltre al quinto in progetto a Livorno) che inizia da lontano, cioè dal 2002, quando la Regione Toscana delibera di iniziare le procedure per la realizzazione di 4 nuovi nosocomi. La storia di questa scelta è abbastanza curiosa. Ad aprile la Regione approva un piano sanitario dove dei quattro nuovi ospedali non v'è traccia, ma anzi per alcuni di essi (tra i quali Prato) è prevista uno stanziamento per una ristrutturazione.

Ad agosto, il governo nazionale stanzia alcuni miliardi di euro per la costruzione di nuove strutture ospedaliere, la quota per la Toscana è di circa 160 milioni. A dicembre, la Regione, stravolgendo la decisione di aprile, decide di procedere alla costruzione di nuove strutture. Per giustificare la decisione, viene invocata la necessità di procedere ad un nuovo modello sanitario, ad "intesità di cura", ipotesi fino ad allora sconosciuta nei documenti regionali in materia.

Dice che a pensar male si fa peccato, ma sembra proprio che la sanità toscana sta per essere stravolta perché i nostri governanti 10 anni fa avevano bisogno di 160 milioni di euro di finanziamento. Un bell'affare.
Per il finanziamento delle quote mancanti, viene deciso di adottare un modello di finanziamento chiamato "project financing", un inglesismo per dire "finanza di progetto". Roba che nei Paesi anglosassoni, sembra che neanche sappiano cos'è. In pratica, attraverso un complesso sistema contrattuale, l'opera da realizzare verrà finanziata in parte dal pubblico, e per la rimanente parte (per questi nuovi ospedali circa il 40%) da una o più imprese private.

Una volta terminata l'opera, il partner privato diventerà concessionario del bene, di fatto proprietario, e ne potrà trarre profitto per un numero variabile di anni (in questo caso 19). Già, ma un ospedale non è un'autostrada, un parcheggio, un tunnel o uno stadio; come si fa a trarne profitto? Qua è la "mandrakata": vengono appaltati, senza gara, praticamente in monopolio, tutti i servizi non sanitari dell'ospedale. Dai parcheggi alle sterilizzazione dei ferri chirurgici; dalle pulizie alle manutenzioni degli impianti.

Costo di tutto questo? Circa 76 milioni di euro all'anno per 19 anni. Quasi un miliardo e mezzo di euro di commesse pubbliche affidate in base ad una procedura che non sarebbe approvata neanche in un'assemblea di condominio. Unico cliente: l'ASL; unico fornitore: la società concessionaria o chi per essa. Già questo basterebbe per definire tutta questa storia un "libro degli orrori", ma non è finita qui, anzi.

Lo storia della gara per l'affidamento, tra decisioni, ricorsi, annullamenti e controricorsi, somiglia più ad uno scontro per bande che non ad una gara ad evidenza pubblica. Il bene pubblico sembra essere assente, stritolato dalle spinte delle varie fazioni e lobby in lotta tra di loro. Una gara che appare come parte di un sistema dove alcune aziende (sempre le solite, diciamo A, B, C, D, E) si aggiudicano di volta in volta l'offerta, spartendosi il bottino attraverso delle associazioni temporanee di impresa dove una volta vincono A, B e D, la volta dopo A, D, E, e via così. Nessuno rimane all'asciutto.

Si arriva alla realizzazione. Si devono individuare le aree edificabili, le imprese esecutrici, la viabilità di accesso. I costi lievitano. La Regione stanzia ulteriori 50 milioni di euro, non si sa a quale titolo. Le imprese appaltanti (tutte indicate dalla parte privata) subappaltano e in almeno un caso lasciano dei grossi debiti insoluti, causa fallimento. Le imprese si susseguono. In tutto questo valzer, l'espressione "a regola d'arte", formula di rito di qualsiasi contratto d'appalto, rimane questa sconosciuta.

Le foto di uno spezzone di impianto elettrico lasciano spazio a pochi dubbi. Con molti cavi ammassati l'uno sull'altro, anche tra tipologie diverse che per legge dovrebbero essere ben separate. In queste condizioni, il calore generato dai cavi elettrici non può disperdersi in maniera soddisfacente, a detta di tecnici interpellati. Le possibilità che i cavi prendano fuoco sarebbero piuttosto elevate e quindi anche il rischio di black out.

Ipotesi? Intanto in meno di due mesi si è assistito già ad una prima interruzione della corrente (si vocifera anche di una seconda). La spiegazione della direzione è che si è trattato una prova "al buio" cioè un'interruzione voluta per testare le procedure da attivare in questi frangenti. Sarà, ma il dubbio rimane. Ma questo è solo uno, e non certo il più grosso, dei problemi evidenziati. (continua)

Fabio Cintolesi


Prato - 

Giovedì 5 dicembre alle ore 21, presso la sede del Movimento 5 Stelle di Prato, in viale Piave n. 10/interno, si svolgerà la presentazione del libro-inchiesta di Daniele Rovai "La Nuova Sanità Toscana". Sarà presente l'autore.

Il libro si incentra sul percorso che ha portato alla costruzione dei nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa, progettati su modello ospedaliero "ad intensità di cura". Si parlerà delle gare d'appalto; del cosiddetto "project financing"; dell'esecuzione delle opere e delle imprese appaltatrici; delle reti territoriali.

Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che vogliono sapere come sarà la sanità della nostra regione. Come ci cureranno, quando avremo bisogno di cure, e se ci cureranno. Un'inchiesta che non risparmia niente e nessuno.

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Comunarie: prima graticola


Prato - 


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Primo confronto tra gli aspiranti candidati sindaci del Movimento 5 Stelle. Paolo Alongi, Daniele Baldi, Fausto Barosco, Adriana Pagliai e Gabriele Pecchioli si presenteranno e risponderanno alle domande del pubblico.

Presso la sede del Movimento5stelle di Prato, si svolgerà la prima graticola delle Comunarie. Gli argomenti che verranno trattati sono: Acqua, Energia, Trasporti, Sviluppo e Ambiente. Durante la serata di potranno rivolgere domande ai 5 candidati.

Questa è una prima occasione per conoscere le idee degli esponenti del movimento 5 stelle che concorreranno alle prossime elezioni amministrative 2014 a Prato.

Stasera ore 21.15 presso la sede del Movimento 5 stelle di Prato in Viale Piave 10.

Vai alla pagina dell'evento Facebook


Prato - 

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EX-Ospedale Misericordia e Dolce - LE DECISIONI SEMPRE AI CITTADINI.

La Regione Toscana, con una scelta scellerata, in passato ha deciso di dismettere quattro ospedali (a Massa, Lucca, Pistoia e Prato) pienamente funzionanti, per ricostruirli altrove, questo non perché servivano dei nuovi ospedali, ma perché servivano luoghi di pregio, in zone centrali delle città, da dare in pasto alla speculazione immobiliare.

A Prato, questo gioco sta facendo sì che il Presidente Enrico Rossi, che pensa di poter ripianare parte dei costi della malasanità toscana, vendendo l'area dell'Ospedale Misericordia e Dolce, stia imponendo al Comune di Prato ed ai cittadini pratesi, la costruzione di un nuovo quartiere all'interno del centro storico, con palazzi di venti metri e oltre, più strutture commerciali e quant'altro, il tutto con un traffico continuo di autoveicoli attraverso l'attuale accesso alla parte più rasente dell'area ospedaliera.

Questa, per noi è un'idea oscena, ma passi per la "diversità di vedute", il punto è un'altro: l'area in discussione è dei cittadini, dunque solo e soltanto i cittadini, che chiedono destinazioni, spazi ed aree pubbliche attrezzate, devono poter decidere!

Questa dunque è sempre stata e sempre sarà la posizione ufficiale del MOVIMENTO CINQUE STELLE DI PRATO, della quale va sottolineati il fatto di essere una posizione fin troppo facile da esprimersi per una forza politica come la nostra, che nasce dall'attività spontanea di cittadini e che ha nella democrazia diretta uno dei suoi capisaldi.

Se Enrico Rossi, o chi per esso, all'interno della Regione Toscana, ha causato un ulteriore buco da 40 milioni di Euro, o quanti siano, per costruire un nuovo ospedale, del quale nessuno avvertiva il bisogno, allora che questo buco venga ripagato da chi ne è davvero responsabile, visto che i cittadini pratesi già si dovranno sorbire l'inefficienza e le inadeguatezze di certe scelte folli!

Se poi si dovrà scoprire che questi denari proprio non ci sono, allora, che ancora una volta intervenga la Corte di Conti .........

Francesco Fedi - M5S Prato


Prato - 

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Varvarito svolge un'attività ad alto impatto ambientale: demolizione, movimento terra, costruzione stradale, oltre ad avere un centro per il recupero degli inerti e lo fa in una zona del tutto ai margini di Prato, nel Macrolotto 2 dove non da noia a nessuno.

Il proprietario dell'area non ha prolungato il contratto di affitto con Varavarito e gli ha dato lo sfratto ( magari ci faranno un centro commerciale), così l'azienda va a chiedere aiuto al Comune: "dacci una zona, dacci una zona" ed il comune "giustamente" ha individuato un'area con un terreno agricolo che è del tutto inadatta, perché fittamente abitata, tra Viaccia e Montemurlo.
Abbiamo visto i dipendenti della Varvarito mandati a manifestare in piazza del comune, davanti alla Prefettura.

Padri di famiglia, operai specializzati e forse qualche precario, utilizzati per fare pressioni politiche.
Varvarito è privata, ha fatto un contratto con un privato, il contratto è scaduto.
Che Varvarito si dovesse dar da fare per trovarsi un posto idoneo dove poter fare il proprio lavoro sembra non sia passato per l'anticamera del cervello di nessuno, che fosse a Prato, a Pistoia a Campi Bisenzio o a Capannori, perché se a Prato altro posto non c'è, non c'è.
Invece no.

Il Comune che cosa fa? Cambia la destinazione d'uso di un terreno agricolo, fa un bando di gara ad hoc... et voilà les jeux sont faits.
E' questo il futuro?
E i cittadini di Viaccia? Loro non contano nulla? No, non contano nulla né per il Cenni, né per la Varvarito.
Oggi è il turno di chi sta a Viaccia, domani? A qualcun altro.
Cambiata amministrazione non cambia nulla, Prato (con i pratesi) stuprata era prima e stuprata continua ad essere.

Movimento 5 Stelle Prato


Prato - 

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Il popolo sole due cose desidera ardenemente: mangiare e divertirsi, così diceva il poeta latino Giovenale.


Presto fatto, questo weekend il centro si è riacceso ed ha preso vita come non mai ed i meriti vanno incondizionatamente all'attuale amministrazione ed in primis al nostro sindaco.
Animazione di strada, schiacciate e concerto di Fiorella Mannoia totalmente gratuiti.
Code chilometriche ai banchini per un pezzo di "schiaccia" e gloria a Roberto Cenni.
Ma, ma c'è un ma.
Noi sappiamo bene che a questo mondo nulla è gratuito, tutto ha un prezzo e noi non siamo dei grulli, quindi il punto è: chi è che ha pagato le schiacciate gratis, l'animazione e Fiorella Mannoia? La risposta è facile: pantalone.
La spesa? Fino a 260 mila euro ( 10 dati dalla Camera di Commercio) di cui solo 61.500 e spiccioli per la Mannoia ( godetevi le determine del consiglio comunali).

Il sindaco Cenni ha così commentato il grande successo del festival: "Grazie alla mia Prato e ai Pratesi che rispondono ogni volta che li chiami! Qui Notte Bianca in un centro pieno di vita!!! "

A colpi di 260 mila euro siamo conviti che il centro di Prato si riempirà ogni fine settimana, un successo a pagamento che il cittadino e il commerciante ignaro, paga a sua insaputa.

Non siamo così convinti che i Pratesi risponderebbero al sindaco Cenni come lui desidera se sapessero quanto sono costate in realtà schiacciate e bozza,
Prato non è una peripatetica.


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Atti del comune per il festival del Pane.jpg

I candidati a Prato

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    Mariangela Verdolini
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