Ravenna -
Ottima iniziativa, quella di lunedì, con l'apertura dei laboratori dell'eterna "fabbrica" del Museo Archeologico di Classe. Dopo le critiche piovute da ogni dove circa una vera e propria emergenza archeologica a Ravenna, l'iniziativa di lunedì è quantomeno opportuna.
Non mancheremo di partecipare, per capire se finalmente Ravenna, nelle persone che possono decidere il destino del suo inestimabile ed irripetibile patrimonio artistico, si stia accorgendo "dell'evidenza dello splendore nell'antichità" della città, per citare le parole del Soprintendente Gambari lette sulla stampa.

Non vorremmo infatti peccare di cattivo gusto nel ricordare ai festeggianti di lunedì come, a breve, oltre a quelli già compiuti in passato, altri scempi stiano per cominciare a spese di una delle zone più importanti del castrum romano della nostra città.
Ci riferiamo all'area della ex-caserma Dante Alighieri di via Nino Bixio, dove, per citare lo storico Andrea Agnello, si trovava il tempio di Apollo e l'anfiteatro, esattamente lungo il cardo che dipartiva dalla porta più importante del castrum, la leggendaria Porta Aurea, ritratta dal Sangallo e dal Palladio.
Ebbene, nonostante l'area sia da secoli inedificata, eccezion fatta per i piccoli edifici senza pregio a servizio del presidio militare che verranno smantellati e che, perciò, data anche la subsidenza, i tesori della città romana siano con ottima probabilità perfettamente conservati nel sottosuolo e molto facilmente esplorabili, ebbene, nonostante queste premesse, mai nessuno dei nostri amministratori o rappresentanti di questi benefici enti culturali che abbia pensato di valutare l'ipotesi dell'istituzione di un "parco archeologico". Prima di studio e poi, eventualmente, di valorizzazione in loco.
Nel cuore della città e in una zona dalle premesse eccezionali come questa, a Ravenna, capitale romana, gota e bizantina per quasi 400 anni, una simile opportunità avrebbe potuto costituire un unicum ed un attrazione irripetibile a livello non solo italiano.
Purtroppo, niente di tutto questo.
Impressionanti commissioni urbanistiche a cui abbiamo partecipato per discutere sulla variante al POC e dove abbiamo udito più di un esponente della maggioranza parlare delle città "musealizzate" come deprecabili sciagure, di città dei "morti" e invece da "vivere", come se studiosi e turisti giungessero ai siti archeologici dentro ai carri funebri e come se le testimonianze artistiche e culturali del nostro passato fossero lutti da rimuovere e non tesori da tutelare ed ammirare, nonché patrimonio della coscienza collettiva dei ravennati.
Per l'area della ex-caserma, già pronto e visibile il progetto delle villette, dell'autosilo prefabbricato per il parcheggio di fianco alle mura storiche e della colata di cemento.
Anche su questo, insieme alla rinnovata richiesta per la "carta delle potenzialità archeologiche" che a Ravenna manca inspiegabilmente da decenni, speriamo di poter udire dagli esperti, tra lustrini e cotillon, lunedì prossimo.
Francesca Santarella, Movimento 5 Stelle
Ravenna, 26 maggio 2012











