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MoVimento 5 Stelle

La città dei morti


Ravenna - 

Ottima iniziativa, quella di lunedì, con l'apertura dei laboratori dell'eterna "fabbrica" del Museo Archeologico di Classe. Dopo le critiche piovute da ogni dove circa una vera e propria emergenza archeologica a Ravenna, l'iniziativa di lunedì è quantomeno opportuna.

Non mancheremo di partecipare, per capire se finalmente Ravenna, nelle persone che possono decidere il destino del suo inestimabile ed irripetibile patrimonio artistico, si stia accorgendo "dell'evidenza dello splendore nell'antichità" della città, per citare le parole del Soprintendente Gambari lette sulla stampa.

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Non vorremmo infatti peccare di cattivo gusto nel ricordare ai festeggianti di lunedì come, a breve, oltre a quelli già compiuti in passato, altri scempi stiano per cominciare a spese di una delle zone più importanti del castrum romano della nostra città.

Ci riferiamo all'area della ex-caserma Dante Alighieri di via Nino Bixio, dove, per citare lo storico Andrea Agnello, si trovava il tempio di Apollo e l'anfiteatro, esattamente lungo il cardo che dipartiva dalla porta più importante del castrum, la leggendaria Porta Aurea, ritratta dal Sangallo e dal Palladio.

Ebbene, nonostante l'area sia da secoli inedificata, eccezion fatta per i piccoli edifici senza pregio a servizio del presidio militare che verranno smantellati e che, perciò, data anche la subsidenza, i tesori della città romana siano con ottima probabilità perfettamente conservati nel sottosuolo e molto facilmente esplorabili, ebbene, nonostante queste premesse, mai nessuno dei nostri amministratori o rappresentanti di questi benefici enti culturali che abbia pensato di valutare l'ipotesi dell'istituzione di un "parco archeologico". Prima di studio e poi, eventualmente, di valorizzazione in loco.

Nel cuore della città e in una zona dalle premesse eccezionali come questa, a Ravenna, capitale romana, gota e bizantina per quasi 400 anni, una simile opportunità avrebbe potuto costituire un unicum ed un attrazione irripetibile a livello non solo italiano.

Purtroppo, niente di tutto questo.

Impressionanti commissioni urbanistiche a cui abbiamo partecipato per discutere sulla variante al POC e dove abbiamo udito più di un esponente della maggioranza parlare delle città "musealizzate" come deprecabili sciagure, di città dei "morti" e invece da "vivere", come se studiosi e turisti giungessero ai siti archeologici dentro ai carri funebri e come se le testimonianze artistiche e culturali del nostro passato fossero lutti da rimuovere e non tesori da tutelare ed ammirare, nonché patrimonio della coscienza collettiva dei ravennati.

Per l'area della ex-caserma, già pronto e visibile il progetto delle villette, dell'autosilo prefabbricato per il parcheggio di fianco alle mura storiche e della colata di cemento.

Anche su questo, insieme alla rinnovata richiesta per la "carta delle potenzialità archeologiche" che a Ravenna manca inspiegabilmente da decenni, speriamo di poter udire dagli esperti, tra lustrini e cotillon, lunedì prossimo.

Francesca Santarella, Movimento 5 Stelle
Ravenna, 26 maggio 2012


Ravenna - 

Giovedì 24 maggio, dopo quasi un anno dal referendum che ha visto la schiacciante vittoria del "Sì", in Consiglio Comunale è stata finalmente approvata la delibera che introduce nel nostro Statuto Comunale il concetto di "acqua come bene comune", Tutti, all'unanimità, hanno accolto quei principi che sono stati i motori del referendum.

L'acqua, bene fondamentale per l'umanità, è di tutti; ne consegue che la gestione di questo bene non debba rispondere a logiche di profitto.

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A questo primo importante risultato, ottenuto con la strabiliante velocità della testuggine che caratterizza le nostre amministrazioni pubbliche, abbiamo prontamente affiancato un altrettanto rilevante ordine del giorno che, ricalcando fedelmente molte delle richieste del Comitato Acqua promotore del referendum, andava nella direzione della traduzione concreta di quanto finalmente sancito dalla modifica dello Statuto.

Molto semplicemente, senza alcuna preclusione o imposizione, anzi, con largo accoglimento dei dubbi espressi da SeL tradotto con l'eliminazione in aula di una parte delle nostre proposte che forse potevano apparire più condizionanti, il nostro ordine del giorno richiedeva uno studio di fattibilità chiaro, puntuale e verificabile in merito all'ipotesi di trasferire la gestione del servizio idrico ad un ente pubblico.

Niente.

Una richiesta elementare e di buon senso come questa si è scontrata contro il gerontico apparato della macchina amministrativa, rappresentata, lo abbiamo capito solo ieri, esclusivamente dalla maggioranza. Nessuna proposta dell'opposizione, per quanto accoglibile come sottolineato anche da parti della maggioranza stessa (parti di cui, per pietà verso gli ingenui elettori che hanno loro dato fiducia, non faremo nomi), può essere votata favorevolmente senza prima venir sottoposta allo snervante minuetto della "piantata" della bandierina. Minuetti e quadriglie che qui si traducono in una sorta di ricatto: "O ritirate il vostro ordine del giorno e chiedete il passaggio in un'apposita commissione o bocceremo la vostra richiesta".

Quale commissione dobbiamo convocare, ci siamo domandati, se mancano i dati su cui discutere, e proprio all'acquisizione e successiva valutazione di quei dati si riferiva la nostra richiesta? Commissioni che costano denaro e attese infinite ai cittadini e che riteniamo totalmente inutili, se non appunto per consentire alla "mammasantissima" maggioranza di concedere l'agognato beneplacito. Insensato per noi, appena arrivati, accettare che la maggioranza si sia dimostrata ontologicamente impossibilitata a votare qualcosa che non sia partorito da lei.

Che questi "golem" debbano invece sottostare ad altre direttive, direttive che ancora non hanno avuto modo e tempo di essere formulate e che certo non vengono concordate trasparentemente nei Consigli Comunali? Ridicolo, per giunta, l'atteggiamento di chi, della maggioranza, qualche tempo fa aveva assicurato il suo appoggio alle proposte che avessero rispecchiato quanto richiesto dal Comitato Acqua.

Non bastasse, abbiamo anche ricevuto sberleffo da chi ci ha accusato di "non saper fare politica", come se la politica, ossia gli interessi dei cittadini che hanno votato un referendum appoggiato e promosso dalla stessa maggioranza che ora ci dileggia, si faccia così.

A questo stato di fatto, che ha portato all'indignazione dei cittadini e alla nascita del Movimento 5 Stelle, noi non potremo mai adeguarci ed anzi, chiediamo alla maggioranza ed al capogruppo PD Cavicchioli che paternamente ci consigliava di "adeguarci", di disimparare a fare "quella" politica, incapace di rimanere nel merito delle questioni al solo fine di salvaguardare equilibri politici che servono esclusivamente al tornaconto dei partiti e dei potentati economici.

Ad ogni modo, dato che per noi le bandiere non sono importanti perché ci basta vederle sventolare fuori dai vetusti palazzi della politica, ovvero nelle piazze come è avvenuto ultimamente, se c'è la reale volontà di approfondire, allora non serve a pretesto il nostro odg, ed i Consiglieri coinvolgano al più presto i loro esperti per avviare lo studio di fattibilità in sede di Commissione. Il tema dell'acqua è di tale importanza per una comunità che non è pensabile arenarsi nei soliti giochi di scontro politico. Andiamo avanti, ma andiamoci!

21 maggio 2012 odg acqua.pdf

Ravenna , 25 maggio 2012
Movimento 5 Stelle

Mar e marmellata....


Ravenna - 

In discussione, oggi, in Consiglio Comunale, i bilanci delle due istituzioni culturali più importanti della nostra città.
Abbiamo votato positivamente il bilancio previsionale per l'Istituzione MAR in quanto vogliamo dare un segnale di apprezzamento per il lavoro positivo fin qui svolto dalla passata direzione.

Tuttavia non possiamo che rimarcare che tale ottimo lavoro andrebbe prolungato con continuità nei confronti di una nuova direzione da affiancare a quella precedente.

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Non crediamo, infatti, che il lavoro fin qui svolto dall'ex-direttore Claudio Spadoni possa rappresentare un'eccezione ed un fatto isolato per questa città. Volerlo rimarcare ricorrendo nuovamente alla sua seppur preziosissima e retribuita consulenza significa, a nostro avviso, l'ammissione che a Ravenna regna il deserto, in quanto a programmazione e indirizzi di politica culturale seria.

A questo deserto, poiché crediamo nel rinnovamento e nel positivo percorso rappresentato dalla passata direzione, che ha saputo con costi minimi attuare ottime rassegne di successo fuori dagli ambiti più commerciali e scontati, noi ci opponiamo, ed auspichiamo che tale percorso vincente possa riproporsi attraverso nuovi talenti della critica e nuove esplorazioni nei campi artistici più diversi, sulla falsariga di quanto già fatto dal direttore Spadoni.

I modi dovrebbe essere codesta amministrazione a definirli, attraverso una programmazione seria che ci pare invece lontana anni luce dalle aspettative di una città che auspica a candidarsi capitale europea della cultura. Riteniamo infatti compito dell'amministrazione muoversi affinché si trovino persone nuove e competenti. Il Sindaco deve farsi carico di far sapere che Ravenna è alla ricerca di un nuovo direttore del MAR, e assieme a Spadoni, valutare i candidati che si propongono attraverso tutti gli strumenti utili per valutarne le competenze (curricula, colloqui, oppure un concorso).

Per quanto riguarda invece il bilancio dell'Istituzione Classense, pur premettendo che i conti presentati appaiono in ordine, e che quindi, valutando nel merito il documento tecnico, il voto non potrebbe essere che positivo, tuttavia non possiamo ignorare come questi bilanci rappresentino precise scelte che vanno nella direzione della mortificazione di una istituzione culturale fondamentale ed importantissima non solo per la nostra città ma per l'Italia intera.

Come già sottolineato in altre occasioni, la nomina di una direzione priva dei requisiti minimi di competenza richiesti, nomina politica avvenuta esclusivamente fiduciariamente e non tramite valutazione di curriculum o di concorso come accade per altre biblioteche d'Italia, è a nostro avviso un segnale per la nostra città che non ci sentiamo di appoggiare in nessun modo, nemmeno votando positivamente il bilancio che rappresenta gli indirizzi privi di contenuto di una direzione non pertinente.

Movimento 5 Stelle
Ravenna, 24 maggio 2012


Ravenna - 

Il Movimento 5 Stelle è vicino alle vittime del sisma che ha colpito l'Emilia-Romagna, ed in particolare le province di Modena, Ferrara e Bologna.
Siamo solidali con la popolazione, e vogliamo dare una mano concreta per la prima emergenza e la ricostruzione: per questo i consiglieri regionali Favia e DeFranceschi hanno aperto un conto corrente sul quale chiunque lo desideri potrà versare una cifra, anche simbolica, a sostegno della popolazione afflitta dal terremoto.

L'IBAN del conto è IT 76 N 02008 02460 000102085251

Il conto sarà gestito nella piena trasparenza, e la destinazione del denaro raccolto verrà stabilito interpellando i cittadini, e con la massima attenzione per evitare sprechi. Il Movimento 5 Stelle invita tutti i cittadini a versare sul CC (IBAN: IT 76 N 02008 02460 000102085251). Per donazioni dall'Estero il BIC: UNCRITM1NT6.

Indicare "Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna" nel beneficiario e "Aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia-Romagna" come causale.
GRAZIE!

Ravenna, 23 maggio 2012
MoVimento 5 stelle

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Ravenna - 

Giovedì pomeriggio in Consiglio comunale verrà discussa l'introduzione nel nostro Statuto comunale del principio che l'acqua sia un bene comune e che la sua gestione non debba rispondere a logiche di profitto. A seguire sarà discusso anche un nostro ordine del giorno sempre in relazione alle conseguenze del Referendum.

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L'enunciazione del principio nello Statuto è un atto di grande importanza e che condividiamo, ma abbiamo ritenuto opportuno presentare un nostro ordine del giorno che sia, di questa enunciazione, il completamento, impegnando il la Giunta a perseguire le misure concrete per realizzare la volontà popolare espressa il 12-13 giugno dell'anno scorso dalla maggioranza degli italiani e finora disattesa. Chiediamo quindi che si avvii un processo di ripubblicizzazione del servizio idrico considerando questa come una ineludibile conseguenza del pieno rispetto dell'esito del voto referendario. A distanza di quasi un anno dal Referendum non è più possibile pensare di tergiversare. Sarebbe bello giovedì sera avere, oltre all'introduzione in Statuto del principio che l'acqua sia un bene comune, anche la certezza di un vero impegno del nostro Sindaco e della sua Giunta a calare tale principio nella realtà con atti che abbiano conseguenze sul piano pratico.

Spesso i cittadini hanno l'impressione che tanta parte della politica voglia continuare a spendersi in belle parole, ma in sostanza aggirare l?esito del referendum per tutelare solo i poteri forti, a dispetto della democrazia e dei suoi strumenti.

Noi invece vorremmo arrivare all'anniversario del voto referendario recuperando l'entusiasmo del successo delle urne e la fiducia in una Politica che sappia essere davvero presidio dei beni comuni ed espressione di tutti.

21 maggio 2012 odg acqua.pdf

Ravenna, 23 maggio 2012
Gruppo Consiliare Movimento 5 stelle

Barriere zero!


Ravenna - 

Uno dei principi fondanti della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006 e ratificata dall'Italia nel 2009, è l'accessibilità. Essa mira a consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, quindi, il concetto centrale non è più relativo agli standard costruttivi ma al diritto delle persone con disabilità a vivere, muoversi e partecipare.

In questa ottica la prima azione politica che vogliamo portare avanti è la ratifica, a livello comunale della Convenzione ONU come già fatto da altri comuni; lo scopo è quello di sottolineare un impegno politico della nostra città affinché vengano adottati i principi della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con disabilità, applicando le norme della stessa nei regolamenti, nelle politiche e nei servizi di propria competenza.

Altro obiettivo che ci poniamo è quello di analizzare, assieme all'Assessore competente, la possibilità di istituire la figura del "Disability Manager" ovvero un responsabile chiamato a esercitare un'azione di controllo sulle politiche della disabilità portate avanti dall'amministrazione comunale. Il Comune di Ravenna ha istituito, su progetto della Regione, il "Centro per l'adattamento dell'Ambiente domestico" (CAAD) che svolge la sua attività a livello provinciale nelle sedi di Ravenna, Faenza e Lugo.

Lo scopo era quello di fornire orientamento,informazione e consulenza nella scelta degli ausili, nell'adattamento dell'ambiente di vita, di lavoro, di studio, nell'abbattimento delle barriere architettoniche e per contributi e agevolazioni fiscali. Purtroppo, a nostro avviso, questo centro non ha raggiunto gli obiettivi che si era posto, sia a livello informativo (molti disabili non sanno nemmeno che esiste questo centro), sia a livello pratico. Altri centri (Faenza e Lugo) si occupano anche di fornire consulenza ai tecnici comunali in modo da creare poi strumenti urbanistici completi anche nella parte relativa alle barriere architettoniche. Qui a Ravenna il RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) ha solo 3 pagine riservate alle barriere architettoniche.

Chi ha amministrato in tutti questi anni è stato poco lungimirante in tal senso, è ora di cominciare.

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Infine vogliamo occuparci delle barriere comunicative attraverso l'ausilio della LIS (Lingua Italiana dei Segni), della comunicazione istituzionale/ di emergenza via sms e del miglioramento della cartellonistica informativa della nostra città. In particolare nell'ambito del trasporto pubblico riteniamo che si debbano assolutamente migliorare le informazioni alle fermate dei bus mentre a livello di informazioni turistiche è assolutamente necessario inserire informazioni relative ai percorsi accessibili piuttosto che a quelli non accessibili.

Vi aspettiamo domani sera alle 21, presso la sala Buzzi di via Berlinguer, per l'incontro pubblico dove approfondiremo tutti gli aspetti relativi al tema

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Pietro Vandini
Capogruppo Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

Un grido di dolore


Ravenna - 

Il dolore e lo sgomento di un fine settimana sconvolgente hanno invaso l'Italia ed il cuore di tutti i cittadini.
Da Nord a Sud, una sequenza di eventi tragici e catastrofici ha scosso profondamente i nostri cuori e non possiamo che unirci al dolore di tutti.
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L'Italia è forte e gli italiani hanno ed avranno il coraggio di affrontare e superare anche queste avversità.
Siamo vicini a tutti coloro che hanno subito il livore di Brindisi ed il sesto grado di un sisma!

Sembra incredibile quanto eventi così distanti tra loro, occorsi in luoghi antipodici, abbiano accomunato noi italiani in un unico, squarciante grido. Non solo di angoscia, però, ma anche di fermezza e decisione nel perseguire un cammino di coraggio e di svolta per il nostro paese.

Il dolore di oggi sarà la radice dell'Italia di domani, perché si possa vivere in un paese in cui i nostri figli crescano sani e forti, perché la ricerca e il monitoraggio del territorio e del patrimonio edilizio vengano posti come priorità per un vivere sicuro, perché certi accadimenti possano essere ridotti ai minimi termini, quando non essere del tutto eliminati.

Il MoVimento 5 Stelle plaude allo sforzo degli inquirenti nel dare una risposta veloce, efficace e seria, alla strage della Scuola di Brindisi. Sacrificare una giovane vita per uno scopo qualsiasi è qualcosa di intollerabile e di marcescente, cui non è possibile mai adattarsi.

Un abbraccio caldo a tutti gli alunni, i genitori, i cittadini di Brindisi.

Il MoVimento 5 Stelle è vicino a quanti han subito le massime tragiche conseguenze del terremoto. Siamo vicini tutti gli sfollati ed a quanti hanno sofferto un vario modo ad un episodio come quello di sabato notte. Siamo vicini a tutte le comunità colpite tra Ferrara, Modena e Bologna.

E ricordiamo come le perdite del nostro inestimabile ed irripetibile patrimonio artistico debbano essere imputabili solo a tristi sciagure come queste e non, come molte volte accade, alla mano dolosa dell'uomo.

Ravenna, 21 maggio 2012
Movimento 5 Stelle


Ravenna - 

Ci risiamo, è passato un altro anno ma non è cambiato nulla. La problematica delle capienze non è risolvibile essendo gli stabilimenti balneari considerati delle attività di pubblico spettacolo. Forse da un punto di vista giuridico ci potrebbe essere la possibilità di non considerarli tali, ma a quel punto si risolverebbe un problema creandone un altro: chi ha speso migliaia di euro per aumentare le capienze subirebbe un'ingiustizia.

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Il paradosso è che anche aumentando le capienze gli stabilimenti balneari non sono "salvi"; sappiamo tutti che una festa ben riuscita porta facilmente oltre mille persone e quindi anche in questo caso, nonostante i soldi spesi per gli adeguamenti strutturali, scatterebbero le sanzioni.

Mi rattrista vedere colpevolizzati quei bagni che riescono a portare tante persone alle feste, feste assolutamente ben riuscite; mi rattrista vedere che non si sia ancora capito come i bagnini debbano controllare le capienze. Non posso dimenticare quando la presenza del personale sanitario in alcuni bagni fu considerata come un segnale negativo, perché stava ad indicare la presenza di sballo e non il tentativo di realizzare momenti di festa sicuri. Voglio fare i complimenti al Bagno Toto per aver migliorato i presidi di primo soccorso nel proprio locale, come li avrei fatti alla Duna degli Orsi quando fece la stessa cosa a suo tempo. Voglio fare i complimenti a tutti quegli stabilimenti balneari che ancora riescono a portare gente, anche da fuori Ravenna, magari coordinando l'arrivo di pullman, perché è anche grazie a loro se Marina di Ravenna non è ancora "deceduta"; voglio fare i complimenti ai pochi locali rimasti nel centro di Marina di Ravenna, perché ancora riescono a proporre un'offerta di svago.

Tutto è partito a mio avviso da un errore del Comune quando per la prima volta cominciò, "ad occhio", a controllare le capienze. Questo errore, che poteva essere chiarito con buonsenso, è diventato invece un'arma politica camuffata da lotta allo sballo. Questo ha innescato una catena di rancori e di ingiustizie (o giustizie mirate) che ha portato alla situazione di oggi. Oggi abbiamo chi ha smesso di fare feste (o che ha registrato un notevole calo di presenze) perché fu l'unico ad essere pesantemente sanzionato che sente di essere stato un capro espiatorio, e chi invece prova ad essere in regola spendendo soldi e riorganizzandosi senza avere però la certezza di riuscire comunque a rispettare le leggi. Siamo in una situazione di "tutti contro tutti" dove gli unici che dovrebbero dare degli indirizzi e cercare delle soluzioni sembra si siano tirati fuori da una bagarre innescata anche da loro (a tal proposito sto per protocollare un'interrogazione per sapere quali siano le indicazioni che l'Amministrazione vuole dare ai bagnini per il controllo delle capienze).

Forse bastava solo sedersi ad un tavolo a discutere, magari chiedendo scusa per gli errori fatti dall'una e dall'altra parte senza strategie di propaganda politica. La ricerca dell'unione doveva prevalere sulla divisione che ha favorito solo chi si è schierato "con il più forte" ma che, di fatto, non ha risolto assolutamente nulla. Gli stabilimenti balneari ed in generale i locali di Marina di Ravenna dovrebbero fare lo sforzo di far fronte comune lasciando da parte i dissapori personali, viceversa si continuerà tutti gli anni a ripetere queste discussioni nelle quali la ragione non è mai completamente da una parte piuttosto che dall'altra. Se i bagnini e i proprietari dei locali non riescono a fare questo e fino a quando l'Amministrazione sarà la stessa, non cambierà nulla. Bisogna ripartire da zero, cancellare tutto e ripartire:

I bagnini e i proprietari dei locali di Marina sono disposti a questo?

L'Amministrazione è disposta ad ammettere i propri errori e a voltare pagina assieme a tutti e non solo assieme a pochi?

Ravenna, 18 maggio 2012
Pietro Vandini
Capogruppo Gruppo Consiliare
MoVimento 5 Stelle


Ravenna - 

A Ravenna vigono regole molto ferree per alcune categorie di cittadini, meno per altri soggetti.
Tutte le volte che un semplice cittadino desidera effettuare un intervento nella propria abitazione, deve giustamente rispettare regole e vincoli ma, le grandi imprese, le coop e le spa sembra abbiano spesso, come dire, la "strada un po' più sgombra".

La stessa cosa, a nostro avviso, pare sia accaduta per il Parco Le Dune del Delta.
In base al Regolamento di igiene comunale vigente, se un allevatore volesse aprire una stalla con solo (e sottolineiamo solo) 2 mucche, nello stesso identico posto dove si trova lo zoo, il regolamento del Comune glielo vieterebbe per problemi igenico-sanitari e ambientali dato che le abitazioni e le zone sottoposte a tutela ambientale sono troppo vicine.

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Non riusciamo quindi a capire per quale strano motivo 2 mucche di un piccolo allevatore sono considerate potenzialmente pericolose per la salute e l'ambiente mentre 200 animali di una società (fra i quali anche una decina di bovini), non rappresentano nessun rischio.

Due pesi e due misure?

Poiché la discussione in Consiglio Comunale non ha permesso di capire il perché di quella che a nostro avviso è una infrazione, per chiarirci definitivamente le idee abbiamo protocollato una interrogazione e inviato ufficialmente una segnalazione ad ARPA, USL, Polizia Municipale e Ministero dell'Ambiente.

Dopo aver letto i giornali di ieri, i dubbi sono aumentati come gli animali previsti.
A nostro avviso dovevano essere meno di 200, mentre ora pare siano di più. La cosa che però ci incuriosisce maggiormente è legata alle specie presenti. Pare infatti che ci siano dei grandi carnivori non previsti nel progetto che abbiamo studiato. Nel progetto appunto erano previsti 168 capi, più altri 30 così suddivisi:

- al max 10 capi feriti e da curare
- al max 10 capi sequestrati
- al max 10 capi in via di estinzione

Nel progetto infatti non sono previste zebre o tigri, anzi, la presenza di animali esotici e grandi predatori, fu uno dei motivi di contrarietà al progetto iniziale. A pagina 36 del progetto vi è però una postilla relativa ai 30 animali "supplementari", la quale recita:

"Evidentemente non sono note sin da oggi (2005) le possibili specie sequestrate, ferite e in via di estinzione."

Incrredibile, da qualche parte avranno sequestrato proprio gli animali non previsti nel progetto?

Così, dopo aver scoperto che gli animali del parco le Dune del Delta la fanno più profumata e più igienica dei normali animali da fattoria, essi sono anche molto fortunati perché tra sequestri e ferimenti avranno presto altri compagni.

richiesta intervento.pdf

Ravenna, 12/05/2012
Movimento 5 Stelle Ravenna

Il dio Mattone ...


Ravenna - 

Per i "nuovi" della politica come noi, una commissione urbanistica, quella di ieri, davvero impressionante.
Peccato che ancora non siano state predisposte le riprese video: i ravennati ne avrebbero potute sentire delle belle.

In discussione alcune modifiche al Piano Operativo Comunale (POC) già votato in Consiglio Comunale e sottoposto alle osservazioni dei cittadini, osservazioni che venivano illustrate appunto, ieri, e relative al comparto dell'ex Caserma Dante Alighieri. In particolare, come diciamo da mesi e come sottolineato dall'esperto di Lista Per Ravenna, nonché proponente delle osservazioni solo in minima parte accolte, Alessandro Garofalo, l'ampia area gode di una serie di premesse eccezionali. Fu infatti destinata ad orti fino al 1600 e quindi non invasa da edifici, eccettuati i manufatti di scarsa consistenza costruiti in tempi relativamente recenti a servizio della caserma militare. E' stata inoltre interessata dalla subsidenza in misura non trascurabile e, particolare insignificante, si tratta di una zona del castrum romano prossima ad una delle porte più celebri dell'antichità riprodotta nei suoi disegni anche da Andrea Palladio, la Porta Aurea di Ravenna, città capitale dell'Impero Romano, goto e bizantino per quasi 400 anni.

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Quando poi aggiungiamo quanto lo storico Andrea Agnello scrive di questa zona, nel suo celeberrimo "Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis" dove, nel paragrafo "De Sancto Apolenario", si legge che: "Templum Apolinis, quod ante portam quae vocatur Aurea, iuxta amphiteatrum ...", narrando, appunto, di un tempio di Apollo e di un anfiteatro, persino uno sprovveduto può intendere come vi sia l'altissima possibilità che qui sia celata e ottimamente conservata una miniera di tesori archeologici di rilevanza mondiale.

Ebbene, nulla di tutto questo pare sia balenato nelle menti dei nostri pianificatori ed urbanisti comunali.
Abbiamo sentito con le nostre orecchie architetti, consiglieri ed esperti della maggioranza, persino dell'ecologista SeL, sottolineare con fermezza che, sì, è nell'interesse di tutti salvaguardare quanti accidenti dovessero sbucar fuori dalle zolle, ma pensare che per quest'area potesse configurarsi l'opportunità di istituire un'area di scavo ed eventualmente un parco archeologico è un'ipotesi che esula del tutto dalle materie urbanistiche.

Competenze ed indicazioni vengono scaricate in toto sulle spalle della Soprintendenza, che si trova, come d'abitudine, l'ingrato compito di dover vigilare ed imporre, quasi sempre senza mezzi e senza strumenti, sulle scelte a nostro avviso scriteriate di codesti amministratori della cosa pubblica. Quasi che le testimonianze provenienti dal nostro passato fossero astratto sofismo per topi d'archivio e non patrimonio e ricchezza per tutti i cittadini.

Niente: l'istituzione di un "Parco archeologico", nel caso i ritrovamenti dovessero essere della rilevanza che si suppone, è un'ipotesi da non prendere nemmeno lontanamente in considerazione. Un'ipotesi da verificare con una campagna di scavo, sottolineiamo, non un imposizione a priori. "Avete già il parco di Classe" è stata risposta, sul filo dell'ironia, dei tecnici. Agghiaccianti le motivazioni aggiunte: architetti e consiglieri sottolineano come una scelta di questo tipo ucciderebbe il centro storico, bloccherebbe lo sviluppo e la vita della città, perché "non possiamo paralizzare le città "musealizzandole" ".

Come accade ad esempio per l'altra capitale Roma, città notoriamente deserta, repellente, immobile ed inospitale.
Che importa se si tratta di un'area quasi del tutto libera da edifici importanti e quindi facilmente esplorabile, aggiungiamo noi? Che importa se una delle risorse economiche principali dell'Italia dovrebbe essere la sua arte, la sua cultura e la sua storia? Risorsa "pulita" e disponibile gratuitamente, come l'energia solare. Tanti accidenti invece a chi, come abbiamo sentito raccontare da più parti, fece la "soffiata" che permise il salvataggio della "Domus dei Tappeti di Pietra" (nella foto) altrimenti destinata alla distruzione ... Quale migliore asso da giocare per la candidatura a Capitale 2019: dopo quelli già noti bizantini e goti, i tesori della Ravenna romana o le villette residenziali?

L'archeologia e la storia, la cultura e il turismo, un incubo da rimuovere, per le menti dei nostri amministratori.
Dopo lustri e lustri e nonostante le crisi, il dio Mattone e tutti gli affari ad esso connessi regnano ancora sovrani su questa terra.

Ravenna, 10 maggio 2012 Movimento 5 Stelle


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