Reggio Nell'Emilia - Al 30 settembre 2011 il debito della società IREN era attestato a 2,6 miliardi di euro. Da questa cifra sono scomputati i 250 milioni di euro che il Comune di Torino deve ad IREN in base a bollette non pagate nell'epoca Chiamparino (fonte: Corriere della Sera, 17 gennaio 2012).
La partita per il controllo Edipower ha portato in pancia 225 milioni di euro di debito (il 20,5% di 1,1 miliardi di debito di Edipower), mentre l'impegno finanziario per chiudere sul controllo della stessa Edipower ammonta in teoria a 164 milioni (il 20,5% di 800 milioni per acquisire Edipower). I mercati hanno sospeso il giudizio su Iren, in attesa di capire a quanto si consoliderà il debito (fonte: Il Sole 24 ore, 12 gennaio 2012). Siamo ad almeno 3 miliardi e 200 milioni di rosso.
In questi mesi abbiamo cercato altri segnali della crisi. Abbiamo così interrogato circa voci su una richiesta di possibile prestito obbligazionario da parte di Iren (segnale che le banche hanno stretto di parecchio i cordoni). Abbiamo anche chiesto di avere una copia delle valutazioni di agenzie di rating in merito ad un possibile prestito. Il Direttore Generale di Iren Viero ci ha risposto che non hanno intenzione di ricorrere a prestiti obbligazionari, ma non ha risposto sul fatto che siano state commissionate e svolte delle valutazioni da parte di agenzie di rating sullo stato di salute di Iren.
Dimezzano gli utili, dopo anni in cui gli azionisti pubblici hanno spremuto la società come un limone, contribuendo a polverizzare il più importante patrimonio dei reggiani, l'ex Agac ora Iren. Questi i dati iscritti a Bilancio, dove Iren fa la parte del leone. L'operazione di cessione di azioni Iren ad Fcr doveva essere coperta proprio dagli utili conseguenti, finita la festa, saltata l'operazione.
Riteniamo che sia concreta la possibilità che già dal 2012, o al massimo dal 2013, non siano distribuiti utili.
Gli investimenti danno importanti campanelli d'allarme. La voragine del rigassificatore di Livorno, che pesa in maniera consistente sul debito, doveva essere concluso in queste settimane, non sarà pronto prima del settembre 2013.
Ma anche piccoli segnali. Qualche tempo fa alcuni cittadini di Roncocesi ci segnalano che presso il locale depuratore è sempre attiva una torcia che brucia il biogas dei fanghi, e con grande spirito civico ci chiedono come mai non viene sfruttato per produrre energia. Interroghiamo, e scopriamo che esiste un progetto che risale addirittura al 2007, e che è in programma di essere realizzato nel 2012. Con gli alti incentivi che ci sono ai giorni d'oggi è incomprensibile come si possa disperdere quella manna dal cielo, una delle poche forme di biomasse ambientalmente compatibili.
Delrio disse:"Con Iren acquisteremo il metano a minor prezzo". I costi del teleriscaldamento per le famiglie reggiane si sono alzati dall'11 al 15% in 10 mesi nel 2011.
Le voci di fusioni con la super indebitata A2a dei comuni lombardi non fanno che confermare lo stato comatoso dell'ex gloriosa Agac, grazie anche ai fardelli ereditati da Genova e Torino. Si ripete la solita operazione: si quota qualcosa di più grande in Borsa per diluirci dentro il debito delle singole parti, con roboanti annunci dei sindaci. Poi, quando i nodi vengono al pettine, i debiti aumentano, i dividendi scompaiono, le azioni crollano. Non a caso Fassino & C continuano a chiamare la bolognese Hera nelle loro avventure, ma Hera se ne sta ben lontana da strane avventure con chi ha troppi debiti, visto che i suoi sono decisamente migliori al momento.
Questo ci basta per dire che Iren è stata la più importante azione politica di questi 8 anni di governo Delrio, quella in cui non può scaricare le colpe su altri. Ed è un fallimento totale.