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Ambiente

ECO-CONCERTO ? M5S, AL CAMPOVOLO IREN SPA FALLISCE ANCORA


Reggio Nell'Emilia - 

M5S: ECO CONCERTO? A CAMPOVOLO IREN SPA FALLISCE ANCORA. LA COLPA NON E' DI LIGABUE MA DI CHI PREPOSTO AD ORGANIZZARE NON HA SAPUTO TRASMETTERE ELEMENTARI REGOLE DI BUONSENSO

Per 160.000 persone servivano centinaia di "eco-isole" con tutti i bidoni per la raccolta differenziata, un maggiore coinvolgimento del pubblico e reclutare tra i partecipanti in maniera virale migliaia di 'volontari del riciclo.

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REGGIO EMILIA, 20 SETTEMBRE 2015 "Finalmente!" avevamo commentato ad agosto quando Iren Spa rispondendo all'appello lanciato da deputati e consiglieri regionali e comunali del Movimento 5 Stelle aveva preannunciato che Campovolo 2015 sarebbe diventato un: "ecoconcerto".
Dopo la "Waterloo ambientale" di Campovolo 2011 era il minimo cercare di ripercorrere le esperienze positive di raccolta differenziata e riduzione rifiuti organizzate ad esempio dal M5S a Cesena nel 2010 (Woodstock 5 stelle: 91% rifiuti differenziati progetto M5S con gestione Romagna compost, Hera, Centro Riciclo) in piazza San Giovanni a Roma nel 2013 e 2014 (circa il 70% di materiale differenziato in collaborazione tra attivisti M5S e Ama spa), e Italia 5 Stelle nell'ottobre 2014 al Circo Massimo di Roma dove venne differenziato il 75% dei rifiuti sempre in collaborazione con Ama Spa. Oppure le esperienze dei Mondiali antirazzisti organizzati da Arci a Casalecchio con percentuali anche lì superiori al 70%.

In attesa di conoscere i dati di raccolta differenziata di questo "eco-concerto" (nel 2011 fu il 7%, questa volta saranno speriamo ben di più ma le immagini non lasciano ben sperare) constatiamo per esperienza di chi vi ha partecipato che l'esperimento lanciato da Iren Spa non sembra aver dato i suoi frutti. Da chi ha partecipato a due grandi eventi organizzati dal M5S con cantanti e interventi politici e decine di migliaia di persone, possiamo testimoniare sicuramente il numero insufficiente di isole per la raccolta differenziata (per 160.000 persone devi prevederne centinaia) la mancanza di una adeguata informazione, comunicazione e sensibilizzazione da parte di Iren Spa nei confronti dei partecipanti al concerto che, come avevamo suggerito ad agosto, andavano coinvolti attivamente tramite un intervento diretto e ripetuto di Ligabue.
Rispetto al numero di persone coinvolte non c'erano inoltre abbastanza volontari del riciclo, che avrebbero dovuto essere reclutati in maniera 'virale' attraverso un adeguata campagna ambientalista da iniziare mesi fa tramite la rete.

La colpa non è certo di Ligabue ma di chi preposto ad organizzare non ha saputo trasmettere queste elementari regole di buonsenso civico ai partecipanti, facendo sentire un "pesce fuor d'acqua" chi non differenziava o lasciava i rifiuti per terre.

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Qualcuno pensa di creare una Arena concerti al Campovolo? . Prima di pensare a questa operazione vediamo di redigere moderni regolamenti comunali che obblighino chi organizza grandi eventi in città e gestisce impianti di pubblica attività ad una gestione dei rifiuti tesa alla riduzione degli stessi e percentuali di raccolta differenziata come minimo al 70% . Questi eventi altrimenti saranno la scusa per Iren Spa per accaparrarsi rifiuti indifferenziati per i propri inceneritori.

Sulla gestione dei rifiuti a Campovolo 2015 verrà presentata una interrogazione e chiederemo la convocazione di una apposita commissione.

Inutile aggiungere che il M5S alla prossima Italia 5 Stelle a Imola sta organizzando un apposito sistema di raccolta differenziata Rifiuti Zero.

Ivan Cantamessi, consigliere comunale


Reggio Nell'Emilia - 

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Il Comitato contro i garage di Piazza della Vittoria organizza un flashmob per abbracciare i monumenti minacciati dal cantiere dei garage, la grande e inutile voragine che il PD vuole aprire in barba al dissenso popolare.
Il ritrovo è in Piazza della Vittoria alle ore 16, pochi minuti per dire a tutta la città che vogliamo bene alla nostra cultura e alla nostra storia: il Teatro Valli, il Teatro Ariosto, le centenarie Sophora Japonica del Parco del Popolo.
Non mancate! Iscrivetevi all'evento organizzato dal Comitato.


Reggio Nell'Emilia - 

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Anni di battaglie per risolvere i doppi incarichi di Villani come vicepresidente di Iren e in Regione, una mozione approvata in consiglio comunale a Reggio, una richiesta di dimissioni ufficiale della Giunta di Parma rigettata in burocratese, fino all'arresto di oggi. Ma anche la successiva nomina di Angelino Buzzi a presidente di IREN Emilia, nell'ottobre 2010, ed anche il suo arresto. Un'ecatombe morale che coinvolge amministratori di vertice assoluto in IREN.

Dal 2010, cioè da quando è nata IREN, Reggio 5 Stelle ha inondato l'attività del Consiglio comunale e la comunicazione ai cittadini avvertendo sulla posizione moralmente inamissibile del vicepresidente Luigi Giuseppe Villani, vicepresidente di IREN spa e capogruppo all'Assemblea regionale dell'Emilia Romagna per il PDL.
Oltre ad avere un compenso cumulativo superiore a quello di Obama, non poteva non saltare all'occhio un politico impegnato in un Ente che norma in materia di acqua, ambiente ed energia sedere su uno scranno di vertice di IREN, vale a dire società quotata in Borsa leader nella zona emiliana proprio in quei settori, nonchè titolare di concessioni pubbliche.
Nel settembre del 2010 viene presentata una mozione per chiedere a Villani di scegliere, ed optare per una delle 2 poltrone.
Nel gennaio 2011 veniva approvata a larga maggioranza, contrari il PDL, che difendeva a spada tratta Villani, ed astenuta la Lega, partito dalla profonda amicizia coi berluscones, oggi rinverdita da una nuova alleanza.

In quell'occasione fu proprio il sindaco di Parma Vignali a difendere Villani, in un sodalizio politico inscindibile che stava dando molti frutti,anche in seno all'amministrazione di IREN.

Infatti nell'ottobre 2010 avviene un'altra nomina, quella di Angelo detto Angelino Buzzi, imprenditore parmense, come presidente del Consiglio di Amministrazione di IREN Emilia spa, con scadenza al 21/12/2012.
A nulla è valsa, alcuni mesi fa, la richiesta di dimissioni perentoria dell'Assessore Gabriele Folli e del sindaco Pizzarotti nei confronti di Villani. Questo ha risposto sprezzante con una lettera in perfetto burocratese, citando possibili richieste di danni all'atto di eventuali dimissioni.
Gli arresti di Villani, Buzzi e Vignali, avvenuti questa mattina, sugellano non solo l'evidente e palesata combine politica delle nomine, ma anche l'ecatombe morale in cui questi amministratori sono caduti, spendendo valanghe di soldi di ENIA per santini elettorali e tanto altro.
Vengono in mente le altisonanti descrizioni della grande società quotata in Borsa con cui i Partiti ci hanno bombardato per anni, un monolite di efficienza governato da sapienti tecnici. In realtà l'amministrazione di IREN si conferma ampiamente composta da riciclati di Partito, che non siedono al loro posto per competenze tecniche ma per appartenenza politica. Per giunta, apprendiamo oggi, con alcuni corrotti seduti in poltrone decisive.


Reggio Nell'Emilia - 

Esito dell'interpellanza su IREN e lo shopping a Torino: una società orpello del Partito creata e gestita negli interessi di bottega e non nell'interesse dei cittadini.

Una società come IREN con 3 miliardi di euro di debiti, problemi di liquidità, investimenti a rischio per scelte sbagliate si compra a Torino un pezzo minoritario della società dei rifiuti e un forno inceneritore, per la modica cifra di 180 milioni di euro?
La risposta dell'Assessore Spadoni e' stata: Iren gode di una salute migliore rispetto a qualche mese fa, compra impianti ed asset nei rifiuti a Torino perché se ne occupa già in Emilia, sta cercando di stringere accordi con F2i e Cassa Depositi e Prestiti.
In pratica nessuna evidenza che questo investimento sia meglio di un altro: perché comprare a Torino e non in una qualunque città d'Italia? Iren cosa fa, anticipa l'impegno finanziario per conto di altri, alzando di nuovo quel poco di debito che aveva ridotto?
No. Sono i soldi che servono a Torino, il Comune più indebitato d'Italia, per non fallire. Comune da sempre gestito dal PD.
Il Comune di Torino ha un debito incancrenito di 260 milioni di euro in bollette elettriche nei confronti di IREN : non si è mai visto nella storia un debitore così miracolato dal suo creditore, tanto da incassare invece di pagare!
Così come non si è mai vista nella storia una società che fa causa ad uno dei suoi principali soci, quello che ha fatto IREN nei confronti del Comune di Parma per lo stop al cantiere del forno di Ugozzolo. Ma in quel caso l'amministrazione non è amica, lì governa il MoVimento 5 Stelle.
IREN dice che fare causa contro Parma era un atto dovuto perché gli azionisti potrebbero rivalersi contro la società per le perdite accumulate nello stop. E noi chiediamo: gli azionisti potrebbero rivalersi contro IREN anche perché acquista da Torino per 180 milioni mentre pende un debito da 260? Due pesi due misure!
Tutto questo gestito da un apparato di riciclati della politica, ex Pd o ex Ds ed ex Margherita riciclati:ex assessore Lino Zanichelli Cda Enia Acqua Gas, ex consigliere regionale Gianluca Borghi Iren Ambiente spa, l'ex assessore di Piacenza Elefanti nel cda, ex consigliere Eugenio Bertolini in Iren Emilia, l'ex sindaco di Quattro Castella Cesare Beggi con un incarico per i rapporti con gli enti locali, fino a pochi giorni fa il presidente di FSU , la scatola cinese che contiene le quote Iren di Torino e di Genova , era il notaio Angelo Chianale, verbalizzatore di riferimento di tutta la Torino bene insieme alla moglie, il notaio Francesca Cilluffo, parlamentare PD. Chianale si è dimesso dopo aver presieduto ad una mega transazione immobiliare di IREN a Torino.
E allora tagliamo la testa al toro: a questo punto quotate il PD in Borsa! cari Delrio e compagni. Se volete fare i vostri giochi, mettete sul tavolo i contributi elettorali con cui i vostri apparati si ingrassano, quotate a Piazza Affari piadine e gnocco fritto delle vostre Feste milionarie, provate a vendere i debiti della Margherita e dei DS, valorizzate le belle facce dei vostri politici e datevi agli spot televisivi, se qualcuno vi vuole. Ma non fatelo sulla pelle della gente e sui beni pubblici costruiti da generazioni di cittadini.


Reggio Nell'Emilia - 

Coltivare un orto è come disporre di un'ulteriore entrata economica per tutta la famiglia. Gli spazi verdi del vostro condominio, a volte abbandonati e ritenuti un inutile costo, possono diventare un luogo da valorizzare. Far vivere gli spazi condominiali per coltivare i propri interessi e quelli della comunità. Faccio l'orto e curo anche il giardino, facendo risparmiare l'intero condominio. Questo è il compromesso che ho raggiunto io confrontandomi con i miei "vicini".

I condomini a 5 stelle che il M5S ha promosso a Reggio Emilia, crescono soprattutto grazie alle persone vistuose che si attivano, comunicano, propongono e passano dalle parole ai fatti con azioni concrete. Piccole azioni che tendono a valorizzare l'interno complesso e anche chi ci vive.

Oggi siamo in due ad avere un orto, il lavoro si è dimezzato e le spese dell'intero condominio si sono ridotte ai minimi termini. Gli spazi verdi rivivono una nuova vita.

Provateci anche voi.


Vito Cerullo
Consigliere M5S Reggio Emilia


p.s. Il mio Condominio è composto da 8 famiglie, 4 sono straniere. Ho cercato il confronto costruttivo, sempre e comunque. Oggi, tutti collaborano alle varie attività per il bene comune. Volere è potere.


Reggio Nell'Emilia - 

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Il MoVimento 5 Stelle ha segnalato l'assegnazione di due importanti appalti da parte di IREN con due distinte gare europee, e l'ombra pesante della mafia in entrambe.
Il primo per il delicato compito di gestire e manutenere la discarica di Poiatica,Carpineti, Reggio Emilia, una delle più grandi della nostra Regione, con un ribasso stellare del 34%. L'appalto è andato alla ditta R.A.M.M. srl di Pianiga (VE). La ditta ha Rossato Sandro come amministratore unico, ed è totalmente controllata dalla Rossato Fortunato srl, controllata da Rossato e famiglia.
Rossato Sandro veniva raggiunto, in data 21.02.2006, da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a firma dell GIP di Reggio Calabria. Pesantissime le accuse per il Rossato, assieme ad altri indagati: "si avvalevano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che derivava dalla loro appartenenza alla consorteria mafiosa di Libri Domenico allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di estorsione , corruzione, turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private ". Lunga la lista delle accuse per gli indagati, attività svolte allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo delle attività economiche ed imprenditoriali nonché di acquisire in particolare il controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutto il territorio regionale.
Il secondo riguarda la gestione della raccolta differenziata in mezza provincia di Reggio Emilia. L'appalto è stato assegnato il 6 marzo 2012 alla Tradeco srl di Altamura, ma il 28 febbraio 2012 il Secolo XIX dava notizia di un'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia ligure e della Procura di Bari per un appalto vinto ad Imperia.
In seguito alla nostra segnalazione il Direttore Generale di IREN, Andrea Viero, ha dichiarato al Resto del Carlino che gli appalti verranno revocati.
Intanto Reggio 5 Stelle ha depositato un'interrogazione per conoscere i dettagli delle operazioni. Il consigliere regionale Giovanni Favia seguirà la vicenda per verificare se la recente normativa regionale può essere migliorata,di fronte a casi così clamorosi.


Reggio Nell'Emilia - 

Un nuovo complesso commerciale e dedicato al terziario (uffici) sorgerà tra via dei Gonzaga e viale Città di Cutro. Lo ha stabilito il PD, confermando quanto deciso dal PRG del 1999 ad opera di Malagoli che ha, di fatto, cementificato la nostra città.

20.000 metri quadri di superficie utile, distribuiti su due edifici e tre torri alte 42 metri (13 piani), un parcheggio di oltre 600 posti auto. Il tutto a pochi passi da una zona industriale piena di capannoni vuoti.


Reggio Nell'Emilia - 

Al 30 settembre 2011 il debito della società IREN era attestato a 2,6 miliardi di euro. Da questa cifra sono scomputati i 250 milioni di euro che il Comune di Torino deve ad IREN in base a bollette non pagate nell'epoca Chiamparino (fonte: Corriere della Sera, 17 gennaio 2012).

La partita per il controllo Edipower ha portato in pancia 225 milioni di euro di debito (il 20,5% di 1,1 miliardi di debito di Edipower), mentre l'impegno finanziario per chiudere sul controllo della stessa Edipower ammonta in teoria a 164 milioni (il 20,5% di 800 milioni per acquisire Edipower). I mercati hanno sospeso il giudizio su Iren, in attesa di capire a quanto si consoliderà il debito (fonte: Il Sole 24 ore, 12 gennaio 2012). Siamo ad almeno 3 miliardi e 200 milioni di rosso.

In questi mesi abbiamo cercato altri segnali della crisi. Abbiamo così interrogato circa voci su una richiesta di possibile prestito obbligazionario da parte di Iren (segnale che le banche hanno stretto di parecchio i cordoni). Abbiamo anche chiesto di avere una copia delle valutazioni di agenzie di rating in merito ad un possibile prestito. Il Direttore Generale di Iren Viero ci ha risposto che non hanno intenzione di ricorrere a prestiti obbligazionari, ma non ha risposto sul fatto che siano state commissionate e svolte delle valutazioni da parte di agenzie di rating sullo stato di salute di Iren.

Dimezzano gli utili
, dopo anni in cui gli azionisti pubblici hanno spremuto la società come un limone, contribuendo a polverizzare il più importante patrimonio dei reggiani, l'ex Agac ora Iren. Questi i dati iscritti a Bilancio, dove Iren fa la parte del leone. L'operazione di cessione di azioni Iren ad Fcr doveva essere coperta proprio dagli utili conseguenti, finita la festa, saltata l'operazione.


Riteniamo che sia concreta la possibilità che già dal 2012, o al massimo dal 2013, non siano distribuiti utili.

Gli investimenti danno importanti campanelli d'allarme. La voragine del rigassificatore di Livorno, che pesa in maniera consistente sul debito, doveva essere concluso in queste settimane, non sarà pronto prima del settembre 2013.

Ma anche piccoli segnali. Qualche tempo fa alcuni cittadini di Roncocesi ci segnalano che presso il locale depuratore è sempre attiva una torcia che brucia il biogas dei fanghi, e con grande spirito civico ci chiedono come mai non viene sfruttato per produrre energia. Interroghiamo, e scopriamo che esiste un progetto che risale addirittura al 2007, e che è in programma di essere realizzato nel 2012. Con gli alti incentivi che ci sono ai giorni d'oggi è incomprensibile come si possa disperdere quella manna dal cielo, una delle poche forme di biomasse ambientalmente compatibili.

Delrio disse:"Con Iren acquisteremo il metano a minor prezzo". I costi del teleriscaldamento per le famiglie reggiane si sono alzati dall'11 al 15% in 10 mesi nel 2011.

Le voci di fusioni con la super indebitata A2a dei comuni lombardi non fanno che confermare lo stato comatoso dell'ex gloriosa Agac, grazie anche ai fardelli ereditati da Genova e Torino. Si ripete la solita operazione: si quota qualcosa di più grande in Borsa per diluirci dentro il debito delle singole parti, con roboanti annunci dei sindaci. Poi, quando i nodi vengono al pettine, i debiti aumentano, i dividendi scompaiono, le azioni crollano. Non a caso Fassino & C continuano a chiamare la bolognese Hera nelle loro avventure, ma Hera se ne sta ben lontana da strane avventure con chi ha troppi debiti, visto che i suoi sono decisamente migliori al momento.

Questo ci basta per dire che Iren è stata la più importante azione politica di questi 8 anni di governo Delrio, quella in cui non può scaricare le colpe su altri. Ed è un fallimento totale.


Reggio Nell'Emilia - 


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Sono partiti i lavori per realizzare l'ormai famosa antenna di telefonia mobile in via Martiri di Cervarolo, nei pressi del distributore Agip.
L'ennesima antenna nella nostra città, che tuttavia aveva, già da molti anni, incontrato la ferrea resistenza dei residenti del quartiere esasperati dal proliferare di questi impianti ed era stata spostata più volte. Assieme al comitato civico che, ormai più di un anno e mezzo fa, ci aveva interessati della questione, Reggio 5 Stelle ha portato avanti una lunga battaglia, partita dalla Circoscrizione Sud, contro le continue installazioni e contro l'incapacità del Comune di affrontarle e gestirle.

Nonostante Reggio sia la terza città in Regione per numero di impianti, il Comune non si è infatti mai dotato dello strumento indispensabile per regolare lo sviluppo delle reti, ossia il Piano delle antenne di telefonia mobile, che permetterebbe di simulare gli impatti elettromagnetici sul territorio e stabilire a priori le aree dove sarà possibile impiantare una nuova installazione.

Il 15 febbraio dello scorso anno il Consiglio Comunale finalmente approvò all'unanimità la nostra mozione che ne chiedeva la realizzazione, per la quale sono necessari pochi mesi di lavoro. Ciononostante di mesi ne sono passati più di 12, e ancora non sappiamo neanche se è stato affidato a qualcuno l'incarico. Nel frattempo, le antenne proliferano incontrollate.

Il Comune di Reggio insiste quindi nella sua indifferenza alle problematiche legate all'elettrosmog, sulle quali recentemente anche l'OMS ha lanciato l'allarme e al deprezzamento degli immobili che si trovano vicini ad un'antenna. I gestori di telefonia mobile rimangono tuttora i padroni del territorio, liberi di scegliere a piacimento le aree più gradite, col Comune che pare limitarsi a sperare che i residenti non si arrabbino troppo...

NB: sabato 3 marzo alle 10.30 i comitati chiamano a raccolta i cittadini per una pacifica manifestazione nei pressi dell'antenna.

Alessandro Marmiroli - Consiglio della Circoscrizione Sud

Antenne selvagge


Reggio Nell'Emilia - 

ReggioINchieste, che realizza videodocumentari sull'attualità reggiana, ha realizzato questa inchiesta dedicata al pressante problema delle antenne di telefonia mobile nella nostra città. Ben 373 impianti, in costante aumento, con le compagnie telefoniche che la fan da padrone, non avendo il Comune adottato gli strumenti che gli permetterebbero di pianificare lo sviluppo delle reti.

Tra interviste a semplici cittadini ed esperti del settore, il documentario si chiede anche perchè, nonostante 12 mesi fa il Consiglio Comunale approvò all'unanimità la mozione di Reggio 5 Stelle, presentata da Matteo Olivieri, per la realizzazione di un piano comunale delle antenne di telefonia mobile, ad oggi tale piano non abbia ancora visto la luce, privando il Comune di uno strumento indispensabile per gestire e coordinare le richieste di nuove installazioni provenienti dai gestori telefonici.

Tra gli intervistati anche chi scrive, per spiegare il punto di vista e il lavoro svolto dalla nostra lista assieme ai comitati civici.

15 febbraio 2011, l'approvazione della nostra mozione per il piano antenne
2011-02-18-Resto-del-Carlino-Mai-piu-antenne-selvagge-e-la-vittoria-dei-Comitati.pdf.

I candidati a Reggio Nell'Emilia

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    Alessandra Guatteri
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    Gianni Bertucci
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    Ivan Cantamessi
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    Norberto Vaccari
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    Paola Soragni
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    SILVIA INCERTI

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