Concordia 16

  

A Monteverde si è incagliata una nave, proprio davanti a Via Fabiola 14! Una nave in città? Si è incagliata la nave della democrazia, i timonieri non hanno visto un grosso scoglio ma proprio grosso e cosi la nave è affondata proprio mentre faceva il solito "inchino" davanti all'isola di Cerronia.

"La nave è affondata". Il Presidente ed il Vicepresidente del Comitato di Malagrotta, sono stati denunciati dai gestori dell'omonima discarica per aver informato i cittadini dei rischi di una possibile esplosione di biogas nei pressi dell'impianto. In Consiglio Municipale abbiamo quindi chiesto che il Municipio si costituisse parte civile nel processo a carico dei componenti del comitato di Malagrotta, ma la richiesta è stata respinta prima che si andasse al voto. Motivazione? Il Municipio non si può costituire parte civile.

"C'era uno scoglio, nessuno l'ha visto?" Il Municipio Roma II con ordine del giorno n. 31 del 16/09/2010 si è costituito parte civile. Nell'atto c'è scritto testualmente che "il Consiglio del Municipio Roma II impegna il Presidente del Municipio a costituirsi parte civile nei processi contro la mafia, il racket e l'usura" E se al Municipio Roma II si costituiscono parte civile contro la mafia, perchè al Municipio Roma XVI non ci si può costituire parte civile per supportare il Comitato di Malagrotta sotto attacco?

http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/odg_n_31_2010.pdf

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/odg_090212.pdf

"Ma dov'era il capitano della nave?" Chi solertemente impedisce da quattro anni che qualunque atto scomodo arrivi al voto del Consiglio Municipale, questa volta l'ha fatta grossa. Bastava fare una semplice ricerca su internet! Chiederemo al Segretariato generale del Comune di Roma se un Municipio può costituirsi parte civile. Con chiarezza assoluta, il Municipio Secondo dice di si, il Municipio Sedicesimo dice di no. Non possono avere ragione entrambi, uno dei due sbaglia. E se sbaglia il Municipio Sedicesimo la seduta del Consiglio Municipale del 9 febbraio 2012 va annullata.

"Alle scialuppe di salvataggio!" Ora resta ai cittadini difendere i cittadini Apollonio e Melandri. Visto che ci è stato reso impossibile presentare un ordine del giorno con cui si chiedeva la costituzione di parte civile del Municipio Roma XVI, c'è un ultima strada: una deliberazione municipale di iniziativa popolare. Raccogliendo cinquecento firme, i cittadini possono chiedere al Municipio di costituirsi parte civile nel processo contro il Comitato di Malagrotta. Se verrà presentata la delibera popolare, al Municipio Sedicesimo i politici sputeranno in faccia pure al popolo sovrano?

"Era buio fuori!" I cittadini hanno fatto luce su quanto è accaduto al Municipio riprendendo tutta la seduta del Consiglio Municipale. Presto vedrete il video.



XX Municipio - Il Movimento 5 stelle del XX Municipio ha realizzato una intervista in occasione della manifestazione organizzata il 27 gennaio dai cittadini di Riano e Corcolle per impedire alla polizia l'occupazione della cava di Quadro Alto. Manifestazione trasformatasi in seguito in un presidio fisso da parte della popolazione. Il video vuole essere una testimonianza della vicenda dalla prosepttiva di chi vive la situazione in prima persona ed ha altresi lo scopo di informare chi non ne fosse al corrente, ripercorrendo le tappe principali di una situazione tipicamente italiana.

Il giorno 15 aprile 2012 il Movimento 5 stelle del XX Municipio organizza una giornata dal titolo "Mi Rifiuto!" per dar voce ai comitati che da tempo si battono per difendere la loro territorialità e per proporre una visione condivisa e nuova riguardo l'approccio al consumo e al tema "rifiuto" e "discarica". La giornata sarà priva di ogni riferimento politico di sorta e la partecipazione è libera e vuole coinvolgere, oltre a comitati, associazioni ed enti vari, tutti coloro che sentono di dovere e poter dare un contributo anche minimo alla sua realizzazione. Lo sviluppo dell'evento puo essere seguito sul

Gruppo Facebook "Mi Rifiuto".

L'espropriazione del diritto alla difesa della territorialità, più che del territorio stesso, nei confronti delle popolazioni autoctone è ormai diventata una pratica ricorrente e facilmente giustificabile in nome dello sviluppo o di un'emergenza il più delle volte creata ad arte. Caso indicativo è quello dei valsusini e delle scuse addotte in favore di un'opera inutile che potrebbe cambiare il futuro di una intera vallata. Allo stesso modo gli abitanti di Riano e Corcolle, floride e prospere cittadine a due passi da Roma, si trovano a fronteggiare l'Emergenza che ha deciso di installare le nuove discariche che dovrebbero accogliere, al posto della sempre esausta Malagrotta, i rifiuti della capitale, minacciando di distruggerne l'antico tessuto economico e sociale. Il piano rifiuti della regione Lazio è confezionato come contentino per l'unione europea e la pubblicità regresso utilizzata dal comune e dalla regione, nonchè il falso impegno della società addetta alla raccolta dei rifiuti, non mira ad altro che a convincere gli abitanti che la discarica sia l'unica soluzione, una soluzione necessaria. Mentre le trasmissioni televisive fanno le loro domande falsamente irriverenti alle persone sbagliate, la verità è sotto gli occhi dei rianesi che decidono di non sottomettersi e difendere il loro diritto a pronunciarsi riguardo il territorio in cui vivono, cosi come dovrebbe essere. Peccato che nessuno dall'altra parte sia disposto ad ascoltarli. Coloro che hanno deciso arbitrariamente di dilaniare un territorio, inserendovi una bomba ecologica, del tutto fuorilegge sotto tutti i punti di vista, non hanno nemmeno la dignità di ascoltare prima il parere e le istanze della popolazione che dovrà subirne gli effetti e che dovrà farli scontare ai propri figli. L'unico dialogo che è loro concesso è quello con la polizia in assetto anti-sommossa , l'unico organo dell'istituzione che è parsa comportarsi , per fortuna, in maniera dignitosa. L'istituzione stessa, con la sua indifferenza, li ha costretti a presidiare costantemente da giorni l'ingresso alla cava per non farsi derubare di quel brandello di diritto che è loro rimasto. Nel paese dove chi difende il luogo in cui vive viene criminalizzato come " ribelle che vuole paralizzare la nazione" continua a prosperare la politica del sopruso territoriale e costituzionale (Diego Corigliano).



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Il Comitato di Malagrotta è un comitato di cittadini che da lungo tempo contrasta le nocività ambientali dell'area della Valle Galeria nel Municipio Roma XVI. Innumerevoli sono state le denuncie a tutte le autorità, inclusa la Comunità Europea, che ha portato avanti in questi anni.

Qualche giorno fa, come era stato annunciato in precedenza, è arrivata una citazione per diffamazione a mezzo stampa al Presidente ed al VicePresidente del Comitato di Malagrotta, rispettivamente Sergio Apollonio e Maurizio Melandri.

L'accusa da parte della Co.la:Ri dell'avv. Cerroni e della Giovi Srl dell'ing. Rando, proprietari e gestori della discarica di Malagrotta è di fatto una intimidazione nei confronti di cittadini che, attraverso una denuncia fatta a marzo 2011, si preoccupavano dell'incolumità di altri cittadini, avvertendo del rischio di una possibile esplosione di biogas accumulato in una collina della discarica. Cercando di prevenire un incidente come quello effettivamente avvenuto nell'agosto 2000 quando avvenne uno smottamento di una collina della discarica che per puro caso non provocò vittime.

Farsi carico del bene comune, cosi come avviene in queste ore con gli arresti degli attivisti del movimento NOTAV, diventa quindi un reato.

Noi non ci stiamo. Difendere i cittadini Apollonio e Melandri significa difendere il nostro futuro. Difendere la libertà di parola e la democrazia stessa.

Per questo motivo domani presenteremo un atto per chiedere la costituzione di parte civile dal parte del Municipio Roma XVI e del Comune di Roma in difesa di questi cittadini che coraggiosamente hanno difeso l'ambiente e la salute di altri cittadini. Questo è il testo dell'ordine del giorno.

Aggiornamento: Giovedì 9 febbraio alle ore 10.30 al Municipio Roma XVI Via Fabiola 14 ci sarà una seduta con argomento: Procedimenti penali a carico del Comitato Malagrotta.



C'è una istituzione del Municipio Roma XVI dal nome altisonante, Osservatorio Ambientale Partecipato della Valle Galeria, di cui sono in pochi a conoscere l'esistenza e le attività. La creazione di questa consulta municipale fu proposta con una deliberazione nel 2008 dal consigliere Marco Giustini della Lista Cinque Stelle di Roma e dopo un travagliato percorso, nacque ufficialmente nel giugno 2010.

Da allora il Municipio Roma XVI si è praticamente disinteressato della sua funzione. Sebbene fosse compito della Giunta Bellini di dare corso alla deliberazione del Consiglio municipale, non è mai stato realizzato il sito internet dell'Osservatorio che in base all'atto citato nell'art.9 del Regolamento, avrebbe dovuto ospitare "un area informativa dedicata al monitoraggio in tempo reale delle emissioni inquinanti dell'area di Malagrotta". Dall'istituzione sono state fatte quattro sedute, due nel 2010 e due nel 2011, ma sul sito istituzionale del Municipio non vengono nemmeno pubblicizzate tutte le sedute, tanto che il Movimento 5 stelle ha dovuto realizzare un sito non ufficiale per documentare l'attività dell'Osservatorio. Ma cosa ben più grave, sebbene previsto nell'art. 9, in tre anni di vita non è mai stata fatta la relazione annuale dell'Osservatorio al Consiglio Municipale, in cui sarebbero dovute essere esposte le richieste dei cittadini relative ai problemi ambientali e di salute e sicurezza dell'area della Valle Galeria.

Nella Valle Galeria c'è la più grande discarica d'Europa, un inceneritore di rifiuti, un inceneritore di rifiuti ospedalieri, una raffineria petrolifera, una centrale elettrica, diversi depositi di gas e carburante infiammabili e delle cave. Molti di questi impianti rientrano nella normativa Seveso II, perchè sono considerati "a rischio di incidente rilevante". Nelle quattro sedute, tenutesi fino ad ora, di cosa si è trattato? I cittadini possono informarsi consultando le relazioni che ha fatto il Presidente della Consulta, Maurizio Melandri, pubblicate nel suo sito personale e ripubblicate nel sito non ufficiale, perchè sul sito del Municipio Roma XVI chiaramente non ve ne è traccia!

Che cosa possono fare i cittadini di Massimina per far funzionare l'Osservatorio? Massimina è il quartiere all'interno della Valle Galeria, nel Municipio Roma XVI, che più è interessato dalle attività dell'Osservatorio. Iniziamo quindi questo terzo anno dell'Osservatorio, con una proposta. Come abbiamo detto, non è mai stata fatta finora la relazione dell'Osservatorio al Consiglio Municipale prevista dall'art.9 del Regolamento, quindi che sia fatta a Massimina la relazione annuale del 2012 dell'Osservatorio Ambientale Partecipato della Valle Galeria al Consiglio del Municipio Roma XVI. Come è stato già fatto altre volte si può organizzare una seduta del Consiglio Municipale al Centro Anziani di Malagrotta un pomeriggio, cosi che tutti i cittadini di Massimina possano parteciparvi. Cosi, finalmente uno strumento nato per dare voce ai cittadini, potrà essere messo in grado di svolgere la sua funzione.



I cittadini a 5 stelle vogliono un futuro diverso e cercano di favorire le migliori pratiche per realizzarlo subito. Una di queste è di favorire l'installazione di macchinari per acquisire materiali di uso frequente come bottiglie di plastica e lattine di alluminio da avviare al riciclo. Purtroppo le istituzioni nel Lazio vanno nella direzione opposta, ma noi non ci arrendiamo! Attraverso la diffusione capillare in tutta la città di macchinari per il riciclo sottraiamo rifiuti al ciclo delle discariche e degli inceneritori e cominciamo a praticare subito la strategia "rifiuti zero".

Per fare questo, il ruolo delle aziende che producono i macchinari per il riciclo e la collaborazione dei negozi, in particolare quelli della grande distribuzione, è fondamentale.

La campagna di informazione avviata mesi fa e collegata ad una raccolta di firme, ha cominciato a portare dei frutti concreti. L'iniziativa delle isole ecologiche Ecogreenpoint partita da Acilia qualche settimana fa si diffonde! Il 20 gennaio è stato firmato un accordo con la catena dei supermercati PIM, una delle piu grandi realtà di grande distribuzione della capitale, per l'installazione delle isole Ecogreenpoint presso i propri punti vendita. Si inizierà nelle zone di Torrevecchia ( Iperfamily), Trionfale ( angolo Via Cortina d'Ampezzo), Portuense (angolo Via Biolchini) e Monteverde (Viale Isacco Newton).

Grazie Ecogreenpoint, grazie PIM...e grazie Movimento 5 stelle!



La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, ha senso.

Le migrazioni sono parte della storia millenaria dell'Italia, gli italiani stessi come popolo sono il risultato dell'incrocio di decine di popoli. La ricchezza culturale dell'Italia è il frutto di questo continuo meticciato. Ed i prossimi italiani saranno di pelle nera, gialla, marrone. Si tratta ora di porre le condizioni affinchè questo avvenga come è sempre avvenuto nel passato, senza paure ed in modo cosciente. Anche attraverso misure legislative, come il diritto alla cittadinanza in base allo jus soli ed il diritto di voto nelle elezioni amministrative.

Per questo motivo, poichè il tema dell'immigrazione non è nel programma del Movimento 5 stelle, dopo aver consultato gli elettori attraverso facebook e non aver riscontrato opposizioni significative, Marco Giustini - consigliere del Municipio Roma XVI - ha presentato un ordine del giorno in cui propone al Municipio l'adesione alla campagna "L'Italia sono anch'io" e la predisposizione di uno sportello ai cittadini nel Municipio in cui poter facilitare la raccolta delle firme per le due leggi di iniziativa popolare sulla cittadinanza ai cittadini stranieri in Italia.



XIII Municipio - (Tredicesimomunicipio.it) Il nostro Municipio in queste ore sta facendo il giro del web (guarda il video), ma andiamo per ordine.

La battaglia per la sabbia, a Ostia, è cominciata. L'assegnazione di otto lotti, tramite un bando, lungo il litorale, ancora non occupati da stabilimenti balneari è un affare non da poco, che fa gola a molti. Bando, pubblicato nel mese di dicembre dalla giunta Vizzani (Pdl), che dalle ultime dichiarazioni avrebbe voluto liberalizzare questi tratti di spiaggia. Peccato che nel bando troviamo l' aumento del prezzo dei servizi e l'affidamento della concessione per una dozzina di anni con rispettiva possibilità di costruire chioschi-ristorante fino a 250 metriquadri. Ma non finisce qui perché viene richiesto agli assegnatari un contributo di 200mila euro per il rifacimento delle strutture. Risulta chiaro che quando si chiede un investimento economico così elevato, si vuole favorire un tipo di imprenditoria di comodo che taglia fuori, di fatto, il sociale, quello che non consegna ai partiti il consenso elettorale di cui hanno tanto bisogno.

Destra e sinistra in questi anni, in perfetta alternanza, hanno favorito la cementificazione delle nostre spiagge, avvantaggiando le lobby dei balneari. Oggi si vuole finire l'opera concedendo la possibilità di costruire nuove strutture ai soliti noti, sulla poca spiaggia libera rimasta e con il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Inquietante e perfettamente in linea con l'ipotesi di un progetto la possibilità che partecipino per l'assegnazione anche società e associazioni temporanee di imprese costituite dopo la pubblicazione del bando. Finisce in rissa, in questi giorni, senza nessun dialogo civile, la discussione del Consiglio municipale. Tra calci e dubbie grida disperate la politica ed i politici trasformano il luogo dove risiede la fiducia dei cittadini in una delle peggiori bettole portuali.



Dopo l'approvazione del Piano Rifiuti da parte della Regione Lazio, emerge con chiarezza quale sia la strategia della Polverini e di Alemanno. Non c'è chiaramente nessun interesse ad andare verso un modello "Rifiuti Zero" e c'è invece una accellerazione verso il modello basato sugli inceneritori. La prossima nuova discarica di Corcolle, nell'Ottavo Municipio, diventerà la discarica romana e verrà messa a servizio dell'inceneritore di Colleferro. L'analisi della situazione viene offerta molto bene nell'articolo di Fabio Carosi pubblicata su Affari Italiani il 19 gennaio, che riportiamo integralmente su permesso dell'editore.

La Regione Lazio entra direttamente nel business dei rifiuti: Corcolle condannata a diventare discarica

INSIDE. Il direttore regionale dei "Rifiuti", Mario Marotta, già "soggetto attuatore" dell'emergenza ambientale, è anche presidente di Lazio Ambiente, la spa che ha raccolto le ceneri del consorzio Gaia e che è proprietaria del termovalorizzatore di Colleferro. La Regione entra direttamente nel business chiudendo il ciclo dei rifiuti con l'aiuto di Ama e Acea. A dispetto dei vincoli, nell'area di Corcolle sorgerà la prima discarica prevista dal Commissario. Chi è l'uomo che nel silenzio degli uffici sta disegnando la nuova mappa del sistema e il potenziale conflitto di interessi

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 12:27:00

di Fabio Carosi

Fatto il piano e chiarito al pianeta, "Da oggi si fa sul serio su tutti i temi. La maggioranza siamo noi", la Polverini svela il segreto della battaglia in corso per la gestione dei rifiuti. Via il monopolio della Colari e di Manlio Cerroni, il progetto riservato che gli uffici stanno curando è quello di una gestione regionale. Insomma, invece di dare i soldi ai Comuni per sostenere la "differenziata" e avvalersi dei privati per le discariche, Renata entra direttamente nel business.

Come tutte le storie complicate e stracolme di leggi, azioni e storia, il nuovo corso della monnezza laziale merita una po' di attenzione. Partiamo dal piano appena approvato che di per sé dice poche cose, se non che fissa una quota di raccolta differenziata e poi nel 2013 apre le maglie verso il buio della civiltà dei rifiuti. Più che un atto d'indirizzo, il piano è l'ennesima prova di forza: l'approvazione è una vittoria politica che mette ancora di più all'angolo le opposizioni in consiglio.

Ma è quello che si prepara negli uffici, la vera rivoluzione anti-liberale della governatrice. Lo strumento con il quale la Regione ha deciso di fare ciò che l'Ama non è mai stata in grado è la nuova società Lazio Ambiente, una spa costruita per recuperare il caos politico e gestionale del consorzio Gaia alla testa della quale è stato messo provvisoriamente il dottor Mario Marotta.

Marotta per chi si occupa di rifiuti è la vera eminenza grigia. Classe 1974, 155 mila euro l'anno lordi di retribuzione alla Regione Lazio, è un alto dirigente poco silenzioso ma quasi invisibile. L''uomo vanta un passato remoto accanto al governo Prodi, ma cresce e diventa un vero esperto alla corte di Alemanno, ministro delle Politiche Agricole e Forestali, prima all'Ufficio Legislativo, poi all'Agea (rif cv: "organismo pagatore nazionale di tutti gli aiuti per l'agricoltura") sino a diventare direttore generale dell'Inea e poi vice capo di Gabinetto, sempre al Ministero.

Marotta, dunque, fa rima con Alemanno ma anche con Polverini che oltre a dargli la responsabilità della Direzione Regionale attività produttive e rifiuti, dialoga con lui molti di più che con l'assessore Pietro Di Paolo, che nella partita della monnezza è sempre stato un fantasma per gli uffici. Marotta, oltre ad essere direttore regionale e da poco Presidente di Lazio Ambiente ma è anche "soggetto attuatore" dell'emergenza, cioè l'interfaccia col prefetto-commissario, Giuseppe Pecoraro, nella sciagurata operazione di reperire nuove discariche per chiudere Malagrotta. Dalla Regione partono il piano, i documenti per il commissario e ogni scelta di tutta la complessa partita che ha tenuto Roma col fiato sospeso sino all'ultima proroga della discarica più grande d'Europa.

Riepiloghiamo allora. Marotta fa e disfa dalla Regione alla Prefettura e, con un potenziale conflitto d'interessi, ha in mano le sorti anche di Lazio Ambiente e dei 500 dipendenti che la società ha riassorbito dal Consorzio disastrato. Oltre il mare di debiti nel patrimonio, la spa di Marotta, ha anche la discarica di Collefagiolara e il vicino termovalorizzatore di Colleferro, pagato dallo stato e ridotto al valore zero dalla gestione del consorzio stesso.

Ecco che allora Lazio Ambiente scalda i muscoli. I 28 Comuni per i quali la spa regionale gestirà la raccolta e lo smaltimento degli rsu, da soli non ce la faranno mai ad alimentare a dovere l'impianto di termovalorizzazione, ragion per cui, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, l'operazione "discarica di Corcolle", servirebbe proprio a garantire al monumento alla monnezza di Colleferro, quel combustibile necessario a bruciare e a produrre energia quanto basta per ricavarne soldi. E il ciclo dei rifiuti sarebbe completo, interamente statalizzato e sotto il controllo totale della Regione, pronta ad avviare partnership con Acea e Ama alle quali ha già chiesto di realizzare il quinto impianto per il trattamento meccanico biologico. Ovvio che nelle intenzioni ufficiali della Regione c'è la volontà indicata per legge di sistemare tutta la partita Gaia e poi mettere a gara l'intero progetto, ma è pur vero che così com'è l'ex Gaia può essere appetibile solo se "rinforzata" dal combustibile romano, poiché è la Capitale il vero produttore di monnezza, con le sue 5 mila tonnellate al giorno.

E così entra in gioco Corcolle, temporaneamente messa all'angolo dal Mibac che ha urlato ai quattro venti i vincoli che impedirebbero la realizzazione della discarica a due passi da Villa Adriana. Rispetto a Riano, come sussurra ma non virgoletta il dottor Mario Marotta, lo stato di avanzamento delle procedure è molto avanti; l'area è in via di esproprio e a giorni dovrebbero ultimare i rilievi tecnici per poi aprire i cantieri, mentre a Riano il tempo perso per ricorsi e contro ricorsi, fa sì che sia ancora un segno sulla planimetria. E Corcolle ha anche un vantaggio straordinario: è a due passi dall'autostrada Roma-Napoli e permetterebbe il trasporto veloce ed economico dei rifiuti sino al costruendo quinto impianti per la produzione di combustibile, e quindi a Colleferro.

Il ciclo così sarebbe completo.

Ecco gli attori nel lungometraggio sui rifiuti del Lazio: Ama, società comunale raccoglie. Lazio Ambiente, società regionale raccoglie; Acea (51% cento Comune di Roma) e Ama trasformano i rifiuti separati in combustibile per Colleferro dove Lazio Ambiente brucia per produrre energia che poi va ad Acea che la rivende sul mercato.

Insomma, via i privati dai rifiuti e tutto sotto controllo di Comune e Regione. Restano solo i debiti di ex Gaia e i pochi crediti vero i Comuni della Valle che non pagano la raccolta. Mentre il governo Monti privatizza le attività, in via Rosa Raimondi Garibaldi si studia la neo statalizzazione dei servizi.



In occasione della presentazione del libro "Siamo in guerra" avvenuta a Roma il 19 gennaio 2012, Beppe Grillo è stato a Massimina, il quartiere del Municipio Roma XVI dove si trova la discarica di Malagrotta. Questa è l'intervista fatta dal gruppo di quartiere Massimina.it.

PS. Ogni tanto le nostre battaglie hanno successo! Dopo le denunce e le diffide dei comitati di quartiere ed il lavoro di informazione ed azione del nostro gruppo locale del Municipio XII a giugno e ottobre scorso, finalmente il Comune di Roma si è deciso a bonificare l'area della stazione FS di Tor di Valle. Consideriamo la bonifica non come una vittoria ne come una concessione, ma come normale manutenzione da parte dell'Amministrazione municipale, la vera notizia dovrebbe essere lo schifo in cui si tengono i nostri spazi urbani. Per ora, comunque, godiamoci un po di decoro.



Con il referendum del 12 giugno 2011 ventisette milioni di cittadini hanno chiesto che l'acqua sia bene comune. Purtroppo il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico è pieno di ostacoli e sono molte le forze, ora con in più la scusa della crisi, che vi si oppongono. Tra queste gli enti gestori - a Roma l'ACEA SpA - che non stanno applicando l'esito del secondo quesito referendario, ovvero l'eliminazione del profitto sull'acqua e quindi la riduzione della bolletta per un importo pari alla quota di "remunerazione del capitale investito", che è stata abrogata dal referendum.

A Roma la percentuale di riduzione della bolletta si aggira intorno al 18-20%. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha quindi attivato una campagna di "obbedienza civile", a cui il Movimento 5 stelle di Roma aderisce, con cui chiede ai cittadini di autoridursi la bolletta in obbedienza all'esito del voto referendario.

E' legale autoridursi la bolletta? Noi siamo dalla parte della legalità perchè vogliamo far rispettare l'esito del referendum che illegalmente stanno violando! Se saranno milioni gli italiani a fare (dis)obbedienza civile, vedremo chi è dalla parte della legge.

A Roma molte utenze idriche sono condominiali e quindi è necessario contattare gli amministratori condominiali ed invitarli ad indire un assemblea dei condomini che decida di aderire alla campagna. Gli amministratori vanno contattati ed informati con gli strumenti offerti dalla campagna, perchè a loro volta dovranno illustrare la campagna ai condomini in assemblea. Quindi invitiamo tutti i simpatizzanti del Movimento 5 stelle di Roma a riempire il formulario presente sul blog per segnalare gli amministratori di condominio, siano essi amministratori o condomini che hanno i contatti degli amministratori. Una volta raccolti i contatti, faremo un incontro per presentare la campagna agli amministratori di condominio interessati.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/acqua.html

Nel frattempo, a livello istituzionale, parte la campagna anche nel Municipio Roma XVI. Marco Giustini, il consigliere municipale del Movimento 5 stelle presenta oggi un ordine del giorno con cui si propone che il Municipio Roma XVI supporti la campagna, chiedendo ad ACEA Spa di ridurre la bolletta della quota di remunerazione del capitale ed attivando uno sportello ai cittadini presso la sede municipale in cui possano essere informati ed supportati nell'adesione alla campagna.


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/odg_acqua160112.pdf



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