Agosto 2011 Archives

Cari Politici

visto che in questi giorni la corrispondenza è tornata d'attualità, Vi scriviamo anche noi cittadini del MoVimento5stelle di Roma, visto che siamo dispiaciuti del fatto che siete dovuti rimanere nella Capitale a servire il Paese.

Come va a casa? tutto bene? speriamo. Vi scriviamo in questo breve momento di vacanza eh si che siamo tutti in vacanza. File ai trafori, ai traghetti, la Salerno-Reggio.... solito scenario, soliti antipatici aumenti della benzina, ma non fa niente ci siamo abituati e poi l'Italia è magnifica da visitare, i centri d'arte e le periferie anche. Viaggiamo su treni e autostrade finalmente ammodernati dai lungimiranti concessionari, benefattori della Patria, che se non era per loro...

A settembre torneremo nei nostri Comuni finalmente toccati dalla benefica manovra economica necessaria al Paese, avremo asili, servizi tutti "beneficati" dalla lungimirante manovra estiva, pagheremo per tutto, chi vuole la qualità la paga e poi al solito paghiamo tutti perchè siamo Italiani (bell'esempio avete dato al Paese riducendo le spese di rappresentanza della Politica.. ma non esagerate se no vi danno dei demagoghi).

Stavamo pensando sotto l'ombrellone, tra un tuffo e una partita a tamburello: ma perchè abolire alcune Province? non sarebbe meglio venderle ai Privati insieme alle scuole, ai comuni, ai ministeri e gli ospedali? Sono tutti erogatori di servizi e come tali se ne potrebbe ricavare qualche soldo, chi non pagherebbe? il buon esempio lo darete voi pagando addirittura il pasto... Certo rimane il problema dell'acqua pubblica... ma tutto il resto lo saprete ben sistemare voi ...e si. Via vendiamoci finalmente tutto, immobili, spiagge, Società... mah si tanto è tutto in perdita e se poi c'è qualcosa che da reddito diamolo ai privati che loro sanno come gestirlo.

Vi ringraziamo per la Guida illuminata che date al Paese e per la serenità che ne deriva per noi, spesso ingrati, polemici e lamentosi.

Buon ferragosto, Vi aspettiamo tutti a braccia aperte al rientro sabato 10 settembre sotto Montecitorio.

i cittadini del moVimento

Qualche giorno fa abbiamo fatto una richiesta protocollata con cui abbiamo chiesto di effettuare un sopralluogo da parte della Commissione Trasparenza del Municipio Roma XVI, alla cava dismessa di Testa di Cane, adiacente all'abitato di Massimina ed all'attuale discarica in esaurimento di Malagrotta, dove sono in corso lavori per la costruzione di una nuova discarica. Come più volte annunciato, vediamo il rischio che questo sito, in una emergenza rifiuti creata ad arte, possa essere usato per proseguire lo stoccaggio dei rifiuti romani a Malagrotta. Siccome, nonostante le rassicurazioni da parte della Regione Lazio che quel sito non verrà usato, i lavori continuano imperterriti, il Comitato di Malagrotta ha fatto un esposto al Nucleo ecologico dei Carabinieri per chiedere il blocco dei lavori.

Intanto la nostra richiesta è stata accettata!

Quindi la Commissione farà un sopralluogo alla discarica di Testa di Cane venerdi 12 agosto alle 11.30, con appuntamento in Via Bartolomeo Chesi, all'ingresso del "Bosco di Massimina". La Commissione è pubblica e su un terreno pubblico, quindi aperta a tutti i cittadini che vorranno intervenire.

Loro non si fermeranno mai, noi nemmeno (neanche ad agosto!).

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Aggiornamenti: A mezzogiorno si è tenuta la seduta della Commissione, insieme ai cittadini presenti, ed è emerso che i lavori sono su un area molto grande e sono tutt'ora in corso. Sui clivi ci sono i teli di impermeabilizzazione che indicano chiaramente che si sta preparando una discarica. Al ritorno in Municipio, i commissari congiuntamente hanno scritto una lettera ufficiale alla Polizia Municipale, al Comune ed al Municipio in cui si chiede se vi siano autorizzazioni per questi lavori. A settembre si è concordato di fare una seduta con un audizione del capo della Polizia Municipale che ha competenza sul Municipio Roma XVI per verificare se vi siano le autorizzazioni richieste.

Questa è la proposta di Piano Rifiuti Zero per Roma presentato al Municipio Roma XVI.


La "strategia rifiuti zero" ideata da Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale all'Università St. Lawrence di New York, Usa, viene promossa e sviluppata a Roma in un Piano cittadino di area vasta che ha l'obiettivo di chiusura corretta del ciclo dei rifiuti, con un recupero del 100% entro il 2020, con conseguente salvaguardia del territorio e della salute dei Cittadini, oltre al parallelo proposito di un totale abbattimento dei costi sostenuti da parte dell'utenza.

Il Piano Rifiuti Zero per Roma è riferito alla reale dimensione dell'emergenza rifiuti del territorio romano, oltre alla selezione delle idee a maggiore fattibilità in merito alle innumerevoli valutazioni e proposte cooperate dai vari cittadini, comitati, associazioni, organizzazioni politiche, autenticamente consapevoli delle questioni civiche del proprio territorio. Rispetto alla comunque legittima crescente esasperazione e protesta, è necessario offrire un approccio propositivo con l'obiettivo di integrare tutti i parametri di interesse oggettivo, nel tentativo di coogenerare efficaci automatismi di sinergia in grado di giungere a soluzione tramite il conseguimento di traguardi progressivi, correlati in maniera organica. La tecnica è quella della pianificazione territoriale e urbanistica, a cui si è sommata la critica all'incapacità gestionale riscontrata negli ultimi 20 anni, e a cui si vuole replicare perfezionando l'inevitabile stimolo alla partecipazione diretta dei cittadini, unici beneficiari dell'intero processo.

Lo scopo immediato è di scongiurare l'incombente emergenza che sta trovando uniche soluzioni negli inceneritori e, per quanto concerne anche al territorio del Municipio Roma XVI, nella messa in funzione di nuove discariche nel paesaggio dell'agro romano - precisamente nel sito di Testa di Cane, ove sono in fase di ultimazione i lavori di costruzione per una discarica accanto all'esistente Malagrotta. Il fine correlato è di limitare progressivamente l'eliminazione dei rifiuti in favore della concorrenziale raccolta differenziata, e quindi, del relativo riutilizzo e riciclo dei materiali per auto-sostenerne un loro civile reimpiego. Per l'attuazione complessiva degli aspetti tecnici del presente Piano si rende necessario che il Municipio Roma XVI, che per tanti anni si è dovuto far carico del problema della gestione dei rifiuti dell'intera città, si faccia portavoce dell'esigenza di procedere al commissariamento di AMA SpA, con la nomina di un Commissiario Speciale per l'intero ciclo dei rifiuti. Per questo incarico è essenziale esprimere un esperto che abbia concretamente realizzato e innovato il fondamento "da Rifiuto a Risorsa", quale è indiscutibilmente l'imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago, capace di attrarre a se tutte quelle competenze tecnico-amministrative in grado di avviare anche a Roma lo stesso processo risolutivo. Tramite infatti l'istituzione di un Ufficio Speciale Rifiuti Zero gestito con comprovata autorevolezza ed efficacia, e costituito in sinergia con una Consulta della Partecipazione a beneficio di un reale coinvolgimento dei Cittadini del Comune di Roma e dei suoi specialisti di settore, si può sviluppare e portare a termine in breve tempo il Piano di seguito elencato.

Lo strumento proposto è da considerarsi in continuità progettuale, di dettaglio programmatico e di fattibilità, con le "Linee guida per un nuovo piano dei rifiuti nel Lazio, alternativo e sostenibile", già poste a sostegno della "Proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare" sui rifiuti, promossa dalla campagna "Non Bruciamoci Il Futuro" ed attualmente in discussione nel Consiglio della Regione Lazio ed in opzione al Piano Rifiuti delle Giunte Marrazzo-Polverini. Le premesse sono completate dalla necessaria analisi e critica al Piano Finanziario dell'AMA SpA del 2011, recentemente approvato dal Consiglio Comunale, e al Piano Operativo Rifiuti della Provincia di Roma, presentato nel 2008.


Il primo principio su cui si fonda il presente progetto è sintetizzato dalle parole di Barry Commoner, biologo, professore alla City University of New York: "Se un prodotto non ha altri impieghi oltre a quello iniziale, allora non dove essere realizzato". Perciò, deve essere progettato per poter essere riusato, riparato, ricostruito, riadattato, rivenduto, ridotto, riciclato o biodegradato.

Il secondo non trova parole più esaustive di queste: "21 anni fa hanno cercato di costruire un inceneritore nella nostra contea nel nord dello stato di New York vicino al confine con il Canada. All'inizio credevo fosse una buona idea, pensavo: ci sbarazziamo di tutte quelle orrende discariche e produciamo energia dai rifiuti in una struttura che può essere monitorata. Poi leggendo ho scoperto che bruciando i rifiuti domestici si producono le sostanze più tossiche che l'uomo abbia mai prodotto e inoltre, ogni 3 tonnellate di spazzatura, resta una tonnellata di cenere molto tossica che da qualche parte andrà pur messa; quindi ho capito che l'inceneritore era la strada sbagliata." (Paul Connett, chimico ambientale, professore alla St. Lawrence University di Canton, New York).

Il terzo, seppur in linea con lo stesso Connett, rispetto alla "strategia rifiuti zero": "è un metodo che ha come presupposto necessario la combinazione di tre livelli di responsabilità: quella della classe politica, che fa le leggi, quella della comunità, nella fase finale del processo, e quella industriale che invece avviene all'inizio del processo", si adegua alla reale dimensione culturale italiana, nell'accezione politica del termine, dove tutte le responsabilità espresse possono e devono convergere in un cambiamento nell'interesse esclusivo della comunità, e non di una delle altre due categorie in particolare: la valutazione da parte del Cittadino in tutte le fasi del processo diviene la base indispensabile per l'efficacia del metodo, così revisionato.

Pertanto, in merito alla crescente scarsità di risorse, e al relativo aumento dei costi energetici ed ambientali per il reperimento di materia prima utilizzata dalla lavorazione alla distribuzione di beni, recenti studi e realizzazioni nell'ambito del recupero dimostrano come nel ciclo "produzione - consumo - riuso" può essere notevolmente ridotta la percentuale di approvvigionamento di nuovo materiale, semplicemente con il reimpiego degli scarti post consumo tramite tecnologie appropriate. Questo settore industriale è in continua innovazione grazie alla crescente appetibilità economica della materia prima-secondaria. Se a questa tendenza si aggiungono le moderne politiche di riduzione "pre consumo", per la riuscita della "strategia rifiuti zero", si può eleggere a unico fattore determinante la consapevolezza dei Cittadini rispetto al valore di tutti gli elementi di progetto, a partire da una differente gestione del Piano rispetto alle deficitarie esperienze precedenti.

Per questo motivo i presupposti tecnico amministrativi, dall'avvio alla realizzazione definitiva del programma, sono fin da subito regolati secondo un coinvolgimento diretto dell'utenza finale nell'assetto decisionale dell'Ufficio Speciale Rifiuti Zero, a costituire il primo capitolo del nuovo Piano. Il secondo paragrafo delinea lo sviluppo della rete infrastrutturale sulla base delle risorse esistenti, mentre l'analisi economica completa il quadro nella terza sezione. Per semplificarne la lettura il Piano considera quindi tre momenti distinti. In realtà, nella sua attuazione, è previsto uno sviluppo concomitante dei vari elementi di progetto, in modo da ottenere un graduale e corretto equilibrio fra domanda e offerta per le risorse recuperate da inserire nel mercato.

Di conseguenza, per ottenere un conveniente risultato, lo studio filtra alle esigenze romane le esperienze analoghe dove il livello di attuazione vede esempi di eccellenza. Come ad esempio la città di San Francisco, Usa, o l'intera Germania, dove è prevista la chiusura di tutte le discariche entro il 2012, e dove gli inceneritori presenti sono inseriti in concrete politiche di dismissione a breve termine. Oltre l'impatto ambientale, un criterio imprescindibile è la valorizzazione economica delle imprese di settore e delle loro aree di localizzazione, sia in funzione dell'immediato impiego, sia in termini di flessibilità per l'eventuale riconversione qualora venga meno la disponibilità del rifiuto trattato. Difatti, se da un lato oggi possono disporre di tutto lo spettro merceologico (dai calcestruzzi rigenerati dai calcinacci, alle versatili materie plastiche, ai compostaggi dell'umido biologico), e quindi essere incentivate a operare in tempi brevissimi, devono comunque prevedere un redditizio cambio di destinazione d'uso capace di attrarre differenti produzioni future, onde evitare la completa perdita di rendita fondiaria dell'intera area, fino al consueto stato di abbandono in cui versano la maggior parte degli opifici comunali. La soluzione di progetto consiste nel prescrivere soluzioni costruttive integrate dalle migliori tecnologie da energie rinnovabili e adozione di sistemi "passivi", a totale copertura del fabbisogno energetico per ogni impianto di nuova realizzazione e per i relativi mezzi di trasporto ad essi di servizio, in sede di progettazione e realizzazione, e in linea con le disposizioni e i finanziamenti previsti dalle direttive comunitarie.

Di ulteriore importanza risulta essere la qualità del prodotto differenziato. Accade infatti che in ambito locale i pochi centri produttivi in grado di lavorare e trasformare la materia prima-secondaria, abbiano di che lamentarsi per la qualità del prodotto pre-selezionato, evidenziando così problemi nella raccolta (il sistema attuale è privo di controlli e la stessa cittadinanza ha mostrato gravi lacune conoscitive in merito) e nella prima vagliatura dopo il conferimento ai centri di trattamento esistenti. E' pertanto previsto un miglioramento dei due passaggi attivando una preventiva informazione a favore della comunità, a cui devono seguire degli automatismi virtuosi di premio/sanzione a qualificare la condotta di ogni soggetto partecipe al programma, dal Cittadino all'impresa.

Lo studio prevede la calendarizzazione delle varie fasi per il compimento della base portante del progetto entro il 2015, rispettando e migliorando la tempistica prevista dalla legislazione vigente in materia.

Grazie alla preventiva analisi delle aree potenzialmente idonee, si prescrive una consultazione specialistica per mezzo di un bando di pubblico concorso a pianificazione territoriale, in una prima fase generale, dove trovano sede interrelata tra loro e con la rete infrastrutturale esistente, tutti gli impianti terminali della raccolta differenziata organizzata in due sperimentazioni alternative al sistema vigente, e tutte le isole ecologiche adottate al recupero dei rifiuti speciali. Nella seconda fase, sempre su bando di pubblico concorso, la consultazione scende di scala fino alle singole progettazioni esecutive. Su questo primo comparto tecnico/fisico si ramifica la concomitante rete di appalti a finanziamento pubblico per impresa a partecipazione mista e gestione in convenzione, comunque assoggettata alla totale verifica da parte della collettività grazie al tramite dell'amministrazione, garantito dalla minima proprietà pubblica del 51% di ogni iniziativa, da quelle di raccolta rifiuti a quelle di selezione e trattamento. Lo scopo è di eliminare il monopolio, sia pubblico che privato, corresponsabili della grave emergenza in atto, introducendo multi impresa regolata in concorrenza su base di rendimento di servizio e non di utile da profitto. Vista la scarsa presenza industriale locale nella filiera della produzione di beni "post consumo" e di operatori nei settori della riduzione e del riuso, i relativi e ulteriori incentivi per iniziativa privata sono previsti in misura inversamente crescente allo sviluppo della rete di impianti per il trattamento rifiuti, in modo da stimolare economie di scala sia per i beni da riciclo rifiuti che di beni privi di imballaggio e beni dal recupero dell'usato. Rimangono invece invariabili nell'intero ciclo dei 3 anni di piano i finanziamenti destinati alla formazione di operatori di settore, quelli orientati a generare mercato di prodotti "post consumo", quelli in premio alle aziende meritevoli di crescita nei rispettivi settori di raccolta, trattamento e trasformazione dei rifiuti, ed infine, i necessari incentivi alle migliori forme comunicative di ogni obiettivo del piano.

Il Piano Rifiuti Zero ha un costo stimato in massimo 500 milioni di euro. Con una amministrazione compartecipe al Commissario Speciale i tempi di raggiungimento di tutti gli obiettivi possono essere contenuti al massimo entro il 2020. La copertura finanziaria dell'intero programma è assicurata in prima istanza dall'autosostentamento del piano stesso, capace di creare reddito grazie ai profitti di vendita dei materiali recuperati, e quindi di abbattere i tributi imposti alla cittadinanza. La bontà del Piano può anche essere considerata in virtù dell'abrogazione dei progetti di smaltimento a caldo tramite caldaia alimentata a CDR, per cui, senza considerare i costi sanitari, di impatto ambientale, di esercizio e dello sperpero di beni tramite incenerimento, si è stimato un risparmio di risorsa pubblica di oltre 5 mld di euro. La stima è in base agli attuali 700ml annui del relativo gettito Tari e in base al costo di singolo impianto di smaltimento a caldaia. Nella peggiore ipotesi di fattibilità è previsto sia un taglio progressivo della tariffa, dal 2015 fino a zero nel 2020, sia un anticipo di più di 2 anni sulla totale dismissione delle discariche in esercizio o di nuova apertura, accorciando il periodo di transizione dal sistema a eliminazione a quello di recupero. A compendio del Piano vi sono una serie di note in cui si evidenzia l'occupazione lavorativa generata nelle due ipotesi. Infatti, nella soluzione proposta il pregio migliore è sottolineato dal possibile impiego di 20 operatori su soltanto uno nell'ipotesi peggiore di non recupero dei rifiuti, rappresentando di fatto la vera risorsa perseguibile in una società civile.

Il Piano Rifiuti Zero, che dovrà andare a sostituire ed integrare le disposizioni del Piano Finanziario dell'AMA SpA (Deliberazione del Consiglio del Comune di Roma n. 48 del 07/07/2011), si articola su tre principi integrati e concomitanti:

1. gestione dei rifiuti basata sulla "sostenibilità civica", in base al principio generatore della partecipazione della collettività ed all'obiettivo della condivisione delle responsabilità:

1.1. informazione capillare tramite campagne su media pubblici e privati, e per mezzo di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza nei rispettivi territori, rivolte alla riduzione dei rifiuti e al riuso di beni (con buone pratiche come etichette "no pubblicità - "posta indesiderata" sulle cassette postali, servizi di riparazione, servizi di affitto di beni, incentivazione all'uso di pannolini riusabili, compostaggio domestico, contenimento dell'uso di carta con stampa doppia faccia, ecc..). Lo studio della campagna deve essere ultimato entro dicembre 2011 e il suo avvio previsto a inizio 2012. Riguardo a circa 680 kg/anno rifiuti/abitante si prevede un decremento di almeno 1/6 in 3 anni.

1.2 suddivisione della città in settori di 5.000/30.000 abitanti (contesti integrati in base a criteri di densità abitativa, rete infrastrutturale, limiti ambientali - 190 settori su 19 municipi). Lo studio della suddivisione deve essere ultimato entro dicembre 2011 per permettere il suo impiego a inizio 2012.

1.3 fermo restando il proseguo delle iniziative di raccolta differenziata "porta a porta" già presenti nel territorio, ad inizio 2012, in almeno un settore per ogni municipio, si dispone venga dato avvio a campagne informative (utenza per utenza - della durata di non meno 6 mesi) su due modalità di raccolta "differenziata": [a] raccolta dei rifiuti "porta a porta" (con eliminazione dei cassonetti dalla strada - da intendersi su utenza condominiale o singola utenza domestica rispetto alle tipologie abitative esistenti - con conferimento rifiuti negli spazi comuni, interni alle unità abitative, sul modello della sperimentazione in atto nel quartiere di Colli Aniene, e raccolta "indifferenziata", "umido", "carta", "vetro", "plastica", "metalli", "legno", a cui vanno aggiunti "tessili e cuoio", "pannolini" e "inerti"); [b] raccolta dei rifiuti con "cassonetto a chiave elettronica" (modifica degli attuali cassonetti in strada con l'aggiunta di un lettore "carta rifiuti personalizzata", sul modello attuato nella città di Bolzano) che permetta un conferimento controllato dei rifiuti nei cassonetti stradali, da parte di un utenza condominiale di prossimità al cassonetto presente su strada, dando luogo così ad una raccolta dei rifiuti simile a quella "porta a porta", senza però la necessità di abbandonare la attuale raccolta meccanizzata. L'informazione capillare deve prevedere la scelta finale (da parte della cittadinanza) della modalità da adottare, a gestione municipale e con verifica periodica del servizio, sempre da parte dei cittadini residenti, i quali devono avere potere di veto, e quindi di passaggio alla modalità alternativa. Alla scadenza della campagna informativa della durata di 6 mesi si da quindi avvio alla sperimentazione. La stessa procedura deve essere avviata in tutti i restanti settori entro e non oltre il 2014, data in cui sarà scelta la modalità definitiva in base ai risultati migliori in termini di gradimento e % di differenziazione raggiunta.

1.4 per la frazione dell'umido deve essere previsto un centro di compostaggio non superiore a 5 t/anno per ogni settore, da realizzare a partire nel corso del 2012, nelle varie aree verdi della città, con consegna diretta da parte del cittadino, e con impiego del relativo compost per la concimazione delle stesse aree verdi.

1.5 in merito ai rifiuti speciali, entro la fine del 2011 deve essere verificata l'effettiva corrispondenza delle attuali isole ecologiche alle necessità dalla cittadinanza. Laddove risulti carente il servizio offerto devono essere pianificate delle localizzazioni per ogni municipio (escluso il I Municipio).

1.6 a seguito dell'entrata in vigore della nuova "strategia rifiuti zero" (nuovo Piano Fiinanziario, abbreviato PF) ogni cittadino avrà facoltà di giudizio della qualità del servizio offerto da parte degli enti pubblici e imprese pubblico/private incaricate delle opere e degli appalti, prima, durante e dopo la realizzazione, sia nel suo singolo settore, sia nell'assetto complessivo. Tali valutazioni avranno carattere discriminante rispetto a future contrattazioni pubblico/private, per tutti i soggetti partecipi all'intero processo;

1.7 gli attuali lavoratori di AMA SpA vengono assorbiti progressivamente dalle varie aziende di natura pubblico/privata in un arco temporale di massimo 8 anni a partire dal 2012.

2. gestione dei rifiuti basata sulla "sostenibilità infrastrutturale", in base al principio generatore dell'ottimizzazione delle risorse esistenti ed all'obiettivo della pianificazione e realizzazione:

entro la fine del 2011:

2.1 analisi quantitativa: [a] individuazione delle aree già in esercizio da parte dell'AMA rispetto a ogni tipologia di impiego; [b] individuazione delle aree demaniali e di proprietà del Comune di Roma dismesse, con presenza o meno di volumetrie da recuperare; [c] individuazione delle aree dismesse di proprietà privata, con presenza o meno di volumetrie da recuperare.

2.2 analisi qualitativa delle aree (dimensioni, grado di manutenzione/conservazione, distanza rete viaria principale, distanza dagli insediamenti abitativi e produttivi/industriali, grado di trasformazione fisico/economica).

entro la fine del 2012:


2.3: [a] bando pubblico concorso per studi di pianificazione urbana, tradotto in inglese e aperto alla partecipazione extra italiana, per la progettazione territoriale di una rete integrata di isole ecologiche e impianti di conferimento - smaltimento - compostaggio aerobico per la frazione umida - compostaggio anaerobico a recupero energetico della frazione umida e dei fanghi di depurazione fognari - stoccaggio - piattaforme quali i centri di selezione del "tal quale", trattamento e riciclo per la frazione secca differenziata (CS) escludendo la produzione di CDR - centri di recupero e riciclo per la produzione prima secondaria dal residuo secco indifferenziato (TMB) degli RSU e dei rifiuti speciali - trattamento della frazione organica stabilizzata (FOS - il "compost grigio" utile per la bonifica di siti ambientali compromessi:

discariche e cave dismesse), con potere di veto da parte della cittadinanza in merito alle localizzazioni municipali. Nel dettaglio si prevede un tempo di transizione non superiore ai 3 anni, periodo in cui dovrà terminare il conferimento dei rifiuti nell'attuale discarica di Malagrotta (area da sottoporre a recupero e vincolo ambientale dal 2015). Nello stesso arco temporale dovranno essere realizzati ogni 3 municipi escluso il I: un impianto di CS, uno di TMB (entrambi a capacità variabile rispetto al bacino di utenza - in media 90000T/anno) e un'isola ecologica. Si prevedono inoltre 8 impianti di compostaggio, 6 aerobici e 2 anaerobici, due per ognuno dei 4 quadranti della città (da 40000T/anno ognuno), e un impianto FOS relativo a tutto il comune. Per i municipi ospiti dei 2 impianti anaerobici si prevede una localizzazione di vicinanza ai relativi TMB, in modo da evitare i costi gestionali del trattamento del sottovaglio. Gli impianti, per quanto possibile, dovranno essere localizzati rispetto agli effettivi bacini di utenza, senza interferire tra loro, a ridosso della rete ferroviaria esistente. In particolare per le ultime due tipologie (compostaggio) si prevede una localizzazione a ridosso del GRA, in settori meno coinvolti dall'urbanizzazione residenziale. Per tutti i tipi di impianto sono previsti servizi annessi tali da garantire lo stoccaggio temporaneo e lo smaltimento dei rifiuti vicino ai luoghi di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi ("strategia km zero"), tenendo conto dell'analisi quantitativa e qualitativa rispetto alle relative localizzazioni, e l'impiego di metodologie e tecnologie più idonee a garantire un alto grado di protezione dell'ambiente e della salute pubblica. Ogni impianto di nuova costruzione dovrà soddisfare il totale fabbisogno energetico (l'impianto energetico dovrà essere collegato alla rete esistente in modo da evitare sistemi di accumulo a batteria, e recuperare l'energia prodotta nei giorni festivi), compreso quello dei relativi nuovi mezzi di trasporto, rigorosamente non a trazione da risorsa fossile (petrolio), tramite le migliori tecnologie solari passive o da fonti rinnovabili, integrate tra loro a costituire forma struttura e funzione di ogni volumetria; ogni impianto in esercizio dovrà rispettare i capitolati di appalto pubblico, le procedure e le leggi in vigore rispetto alla raccolta, al trattamento e trasformazione di ogni categoria di rifiuti; [b] avvio delle operazioni di esproprio per pubblica utilità delle aree private dismesse inserite nella pianificazione; [c] progettazione definitiva ed esecutiva dei singoli impianti in base a bando pubblico concorso per studi di architettura/ingegneria civile, tradotto in inglese e aperto alla partecipazione extra italiana; [d] redazione delle rispettive gare di appalto e assegnazione dei lavori ad esclusivo beneficio di aziende locali.

2.4 completamento delle iniziative e delle opere secondo quanto riportato in precedenza, entro e non oltre la fine del 2014;

2.5 non saranno previste acquisizioni di più aziende da parte della medesima "persona fisica" o "persona giuridica". Sul modello delle leggi regionali del Piemonte e della Lombardia, deve essere introdotto un dispositivo legislativo atto alla separazione della proprietà privata fino al 3° grado di parentela, in seno alle ditte autorizzate alla raccolta e recupero e quelle autorizzate allo smaltimento a freddo;

2.6 previsione di commissariamento, esproprio delle strutture, e confisca di tutte le quote associative delle aziende responsabili di illeciti procedurali e danni ambientali gravi nello smaltimento di ogni tipo di rifiuto;

2.7 [a] oltre al recente commissariamento straordinario per la gestione dello stato di fatto nella discarica di Malagrotta, si ritiene improcrastinabile il commissariamento dell'AMA SpA con nomina di un Commissario Speciale per la gestione della nuova chiusura del ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, per il cui incarico si ritiene competente la Sig.ra Carla Poli, titolare del Centro Riciclo di Vedelago (TV), meritevole del recupero ad alta capacità di ricavo dal 98% della frazione secca degli RSU e di parte dei rifiuti speciali, secondo quanto descritto in precedenza; [b] il Commissario Speciale dovrà avere pieni poteri per condurre a termine gli obiettivi del piano in oggetto, e avrà a sua disposizione un Ufficio Speciale Rifiuti Zero, istituito con l'apporto di tecnici di nomina del Commissario Speciale, provenienti dalle migliori esperienze italiane a cooperare coi preposti delle varie amministrazioni romane e laziali, in sinergia con la Consulta della Partecipazione costituita a beneficio di un fattivo coinvolgimento del territorio e del suo panorama specialistico.

3. gestione dei rifiuti basata sulla "sostenibilità economico/ambientale" in base al principio generatore della riconversione ed all'obiettivo del costo del ciclo completo dei rifiuti ad euro 50T/anno entro il 2015 e ad euro zero entro il 2020; eliminazione del monopolio esistente; eliminazione rifiuti residuali; rifiuti zero:

entro la fine del 2011:

3.1 [a] studio di concorsi a premio per i cittadini residenti meritevoli rispetto a pratiche (pratiche virtuose, stili di vita ecocompatibili ed ecosostenibili) e strumenti (eco-bilanci, analisi dei cicli di vita dei prodotti, comunicazione) per la riduzione, il riuso e il riciclo, con importo non inferiore allo 0,5% del gettito tariffario complessivo; [b] studio di concorsi a premio per i cittadini meritevoli rispetto a brevetti di nuovo design tramite impiego di materia prima-seconda, di brevetti in procedure gestionali, economiche e tecnologie di riduzione, riuso e riciclo, con importo non inferiore allo 0,4% del gettito tariffario complessivo; [c] studio di concorsi a premio per studenti degli istituti primari meritevoli rispetto a pratiche di riduzione, riuso e riciclo, con importo non inferiore allo 0,1% del gettito tariffario complessivo;

3.2 blocco fino al 2014 del gettito tariffario complessivo proveniente dai singoli tributi, fissato in quello previsto per il corrente anno. Redistribuzione del peso tariffario in base a un riequilibrio fra le diverse tipologie di utenze, effettivi residenti o domiciliati, e reddito imponibile degli stessi;

3.3 [a] abrogazione dell'agevolazione tariffaria di cui ai commi 5 e 6 dell'art. 13 del Regolamento (conferimento certificato a Terzi di specifiche categorie merceologiche) attualmente pari al 30% (il principio della "differenziata" ha carattere civico, ecologico ambientale e giuridico penale, pertanto assimilabile a tutte le altre disposizioni in materia di rispetto della civica convivenza; [b] introduzione di sanzioni amministrative per i responsabili del non corretto conferimento dei rifiuti differenziati, rispettivamente nella misura non inferiore al 10% del reddito imponibile per le utenze commerciali/industriali e non inferiore al 5% del reddito imponibile per le utenze domestiche; [c] inasprimento delle sanzioni amministrative per i reati di smaltimento illegale e inquinamento ambientale, e per gli sgradevoli malcostumi dei cittadini refrattari all'uso dei contenitori dei rifiuti e alla raccolta delle feci dei loro animali, responsabili del costante pessimo stato di pulizia di strade e marciapiedi: si dispone un ricalcolo delle sanzioni misurato al 30% del reddito imponibile per le prime e uno del 10% del reddito imponibile per le seconde, con andamento crescente del 10% fino a un massimo dell'80% del totale, per ogni singolo caso di recidività; [d] inasprimento della tassazione locale non inferiore al 20% sui prezzi alla vendita per i beni di produzione ex-novo per cui non è previsto altro impiego nel ciclo post consumo (provvedimento "no usa e getta");

3.4 abrogazione dell'Iva nella tariffazione a carico dell'utenza sprovvista di valore aggiunto (la maggior parte delle utenze domestiche) e quindi senza possibilità di esercitare il diritto di detrazione (essendo un tributo imposto che grava completamente sul consumatore finale, se questi non è in grado di esercitare il diritto di rivalsa è logico prevedere una sua esenzione totale dall'imposta. Inoltre, questa voce monetaria, essendo a esclusivo beneficio della Tesoreria nazionale, non grava nel bilancio locale, lasciando inalterata la cassa disponibile per il servizio);

3.5 finanziamenti pubblici "strategia rifiuti zero": [a] economie di scala ed economie di scopo: non superiori al 10% (2012), 15% (2013), 30% (2014), del gettito tariffario complessivo per la costituzione in impresa per raccolta rifiuti e impiantistica (cooperative territoriali - consorzi di aziende) di cui ai punti precedenti, a partecipazione mista pubblico privata, con quota pubblica (comunale) non inferiore al 51%, e obbligo di contrattazione a soggetto giuridico "persona fisica" proprietario di non oltre il 10%, a imprenditoria associativa "persona giuridica" il restante 39% (incentivo "public company" - minimo 20 addetti). L'incentivo è da ripartire in parti uguali rispetto alle domande pervenute e gli impianti e mezzi necessari, nella misura massima (in tutti e 3 gli anni dell'entrata in vigore del nuovo PF) del 49% del capitale utile alla costruzione dell'impianto o impresa di fornitura mezzi o impresa per la raccolta rifiuti. L'importo dell'incentivo massimo concesso è non superiore a 1500000 euro/anno per le opere del costo complessivo di oltre 20ml, non superiore a 1000000 euro/anno per le opere da 10 fino a 20ml, non superiore a 500000 euro/anno per opere con spesa totale di oltre i 5ml, infine di 200000 euro/anno per tutte le altre sopra ai 2ml. Per ogni finanziamento è obbligatoria la destinazione minima del 10% in favore della contrattazione a tempo indeterminato degli eventuali impiegati non costituiti in "persona giuridica" (misure rinnovabili fino al 2014). Il piano di costruzione nuovi impianti sarà realizzato a prescindere dal coinvolgimento privato, nei tempi previsti in precedenza. Ogni partecipazione privata per gli appalti senza assegnazione sarà in ogni caso possibile anche dopo il 2014, con finanziamento pari al 10% di quelli previsti in queste misure. Si devono prevedere dei rendimenti di scala per i primi 3 anni di esercizio (profitti crescenti nell'ordine del 10%/anno dalla vendita della materia prima-seconda), in relazione alle dinamiche di finanziamento di cui ai punti successivi. Possono pertanto essere introdotti dei correttivi nell'arco temporale previsto fino al 2020. Sono accolte massimo tre domande a settore per impresa di raccolta rifiuti. Il Comune di Roma, di fatto unico proprietario delle aziende costituite, si impegna a sostenere economicamente l'investimento cedendo la gestione in una convenzione, comunque rinnovabile ogni 5 anni, durante i quali delega la valutazione del servizio alla cittadinanza direttamente beneficiaria. Ogni impresa associata in assetto misto pubblico/privato recepisce gli appalti di assegnazione, regolati sull'efficacia del servizio offerto e non di utile da profitto; [b] economie di rete e di scala: non superiori all'8% (2012), 5% (2013), 3% (2014), del gettito tariffario complessivo al fine di favorire imprenditoria privata condotta a scopo di riduzione dei rifiuti - accordi CONAI - consorzi di filiera - politiche di "acquisti verdi" - vendita prodotti "alla spina", promozione del compostaggio domestico, pannolini/assorbenti riciclabili, disincentivo all'invio volantini/giornali indesiderati, promuovere prodotti con imballaggio a rendere, promuovere consumo acqua del rubinetto, sostituzione shoppers in PE con borse multiuso, eliminazione degli imballaggi multipli, promuovere riutilizzo abiti usati, giocattoli, mobili, ecc., misure contro gli acquisti eccessivi, riprogettazione di prodotti riciclabili e promozione di nuovi modelli di consumo (fonte: Internal Working Group 2006 - ACR+ HYPERLINK "http://www.acrplus/-kg"http://www.acrplus/-kg). I finanziamenti sono previsti in parti uguali per le domande pervenute, nella misura massima del 40% del capitale necessario per il sostentamento dell'iniziativa privata, comunque non superiori a 25000 euro/anno, di cui è obbligatoria la destinazione del 25% del finanziamento in favore della contrattazione a tempo indeterminato dei relativi impiegati qualora presenti, e del 25% del finanziamento in favore di un contenimento prezzi dei beni alla vendita in misura non inferiore al 10% in meno dei relativi beni concorrenziali; [c] economie di rete e di agglomerazione: non inferiori al 15% (2012), 10% (2013), 5% (2014), del gettito tariffario complessivo al fine di favorire l'inserimento di impianti a imprenditoria da operatori terzi nella filiera dei prodotti "post consumo" (beni da recupero materia prima secondaria) con benèfici effetti anche sull'occupazione, da ripartire in parti uguali rispetto alle domande pervenute, nella misura massima del 40% del capitale necessario per il sostentamento dell'iniziativa, comunque non superiore a 300000 euro/anno, di cui è obbligatoria la destinazione del 50% del finanziamento in favore della contrattazione a tempo indeterminato dei relativi impiegati. L'incentivo è aumentato del 30% della somma corrisposta nei casi di istituzione di imprenditoria associativa "persona giuridica" o public company (misura senza scadenza, mantenimento del 3% annuo del finanziamento fino ad attivazione della filiera nel territorio provinciale in misura corrispondente ai volumi di materiale prodotti dagli impianti di CS e TMB). In funzione degli attesi parametri di crescita, possono essere introdotti dei correttivi nell'arco temporale previsto fino al 2020; [d] economie di rete: non inferiori al 5% del gettito tariffario complessivo per appalti che prescrivano l'impiego di materia prima-secondaria al fine di favorirne il relativo mercato. I finanziamenti sono previsti in modo da ripartire in parti uguali rispetto alle domande pervenute, comunque non superiori a 50000 euro/anno (misura senza scadenza, fino ad attivazione della relativa filiera nel territorio provinciale in misura corrispondente ai volumi di materiale prodotti dagli impianti di CS e TMB). In funzione degli attesi parametri di crescita, possono essere introdotti dei correttivi nell'arco temporale previsto fino al 2020; [e] economie di scala: non superiori al 3% del gettito tariffario complessivo per impresa di produzione locale che predisponga i beni prodotti ex-novo con diverse tipologie di reimpiego a fine ciclo "post consumo" (provvedimento "no usa e getta"), puntualmente pubblicizzate al momento della vendita. I finanziamenti sono previsti in modo da ripartire in parti uguali rispetto alle domande pervenute, comunque non superiori al 10% del totale fatturato anno della singola impresa (misura rinnovabile fino a 3 anni consecutivi, attiva fino al 2020, o fino ad attivazione della filiera "post consumo" nel territorio provinciale in percentuale corrispondente all'abbattimento del 100% della produzione senza previsione di reimpiego. Sono escluse tutte le produzioni di beni ex-novo già oggetto di reimpiego). In funzione degli attesi parametri di crescita, possono essere introdotti dei correttivi nell'arco temporale previsto fino al 2020; [f] economie di rete e di scala: non superiori al 20% del singolo fatturato annuo, per aumento dei contributi CONAI alle aziende di nuova e vecchia costituzione cooperanti al nuovo PF, meritevoli delle maggiori crescite in % dei parametri di raccolta differenziata, di selezione, trattamento rifiuti, e materia prima secondaria; [g] economie di scala: non inferiore allo 0,5% del gettito tariffario complessivo in favore della formazione professionale degli operatori terzi nella filiera dei prodotti "post consumo" e degli operatori nel campo della progettazione di prodotti derivanti da materiali di recupero; [h] economie di scala: non inferiori allo 0,5% del gettito tariffario complessivo al fine di avviare campagne informative in merito ai punti precedenti. Ogni soggetto giuridico (fino al 2° di parentela) può beneficiare di una sola voce di finanziamento. Ogni opera/servizio previsto (compresi i servizi annessi o connessi) può ricevere un solo finanziamento "strategia rifiuti zero". La strategia, ad ogni scopo previsto e realizzato, non prevede il beneficio di contrattazione a tempo determinato, ma favorisce soluzione di continuità a tempo indeterminato tramite diritto di prelazione per gli attuali impiegati dell'AMA SpA, secondo il principio "km zero" per le graduatorie di nuova assegnazione nei nuovi impianti e imprese municipali;

3.6 redazione del nuovo PF con tutte le voci di spesa previste in questo documento, in particolare, per la raccolta differenziata: [a] progressiva dismissione o riconversione del parco mezzi e contenitori con annullamento dei contratti già firmati per nuove forniture, in favore del solo acquisto di mezzi non a trazione da risorsa fossile per il trasporto dei rifiuti; per l'impiantistica esistente: [b] progressiva dismissione o riconversione degli impianti di smaltimento a caldaia esistenti, da attuare in relazione alla transizione del conferimento nei nuovi impianti di recupero rifiuti, prevista nell'ordine minimo dell'80% nell'arco di 4 anni, con conseguente trasferimento fondi dall'una all'altra tecnologia, ad andamento crescente del 33% annuo; per il finanziamento da tariffazione energetica esistente: [c] abolizione finanziamento pubblico da 7% bolletta energetica (ex CIP6) attualmente in esclusivo favore delle tecnologie di smaltimento a caldaia, e destinazione degli stessi incentivi alle reali "rinnovabili" a tecnologie a recupero energetico "passivo"; recupero voci di spesa comunale relative a: [d] smaltimento fanghi reflui da depurazione fognaria (150000T/anno - azienda ACEA/ATO), e conseguente recupero biogas e FOS tramite centrale anaerobica, comunque impiegata per il sottovaglio (25%) proveniente dagli impianti TMB; costi di smaltimento in discarica; [e] progressiva dismissione delle discariche esistenti, da attuare in relazione alla transizione del conferimento negli impianti di recupero. Per il Comune di Roma si può preventivare un abbattimento del 20% nel 2012, del 40% nel 2013, e del 60% a fine 2014 secondo un ordine crescente a totale dismissione della discarica di Malagrotta entro i due anni successivi. Il risparmio del costo di smaltimento in discarica può essere destinato alle opere di recupero e riqualificazione tramite tecnologie agricole come il Vetiver, e la frazione di organico residua degli impianti di compostaggio e TMB; [f] costi di produzione CDR: progressiva dismissione delle tecnologie di imballaggio e dei centri di stoccaggio e relativi costi di esercizio, da attuare in relazione alla transizione del conferimento nei nuovi impianti di recupero rifiuti. I CS esistenti passano immediatamente a servizio prioritario per la domanda di materia prima secondaria. Il trattamento dell'eccedenza viene stoccato in attesa dei nuovi impianti o venduto alle piattaforme di trattamento extra regionali; [g] rispetto delle voci di spesa: obbligo di rispetto delle previsioni di intervento, adeguamento e ammodernamento, pena l'aggravio del 20% del deficit contratto a carico degli amministratori pubblici responsabili; [h] ritiro degli stanziamenti previsti alle voci di intervento, adeguamento e ammodernamento, non impiegate alla fine dell'anno oggetto del nuovo PF; [i] obbligo di resoconto dettagliato di ogni intervento monetario previsto nel nuovo PF; [l] senza considerare gli aggravi ambientali, i costi (comunque ripartiti in 3 anni) per l'analisi, pianificazione, progettazione e costruzione dei suddetti impianti, nell'ipotesi peggiore di non partecipazione privata (nel caso del totale carico a sfavore del Comune di Roma), con capacità di smaltimento a freddo di circa 2 milioniT/anno di ogni genere di rifiuto (la stima tiene conto della sensibile componente di riduzione), è equivalente al costo di un solo impianto di incenerimento a capacità di 300000T/anno, autorizzato oltremodo a smaltire solo il 65% degli RSU (la frazione secca); [n] i costi di esercizio e manutenzione delle politiche di smaltimento a caldaia sono 10 volte superiori di quelle di differenziazione e riciclo, mentre per l'aspetto occupazionale (considerando l'indotto consequenziale) il rapporto è di 1/20 a favore sempre delle seconde. Infine, il rischio di infiltrazione criminale nelle politiche di non recupero ha un rapporto di 100/1 rispetto a quelle di riciclo, con conseguente risparmio di spese per controversie giuridico/legali da parte degli enti amministrativi pubblici;

3.7 introduzione nel PF di nuove voci in "entrata": [a] ricavi da vendita dal trattamento dei rifiuti del Comune di Roma (per nuova produzione di sabbia sintetica, inerte per industria edilizia e plastica, legante in manufatti cementizi, stampaggio laminati, profilati, pannellature termoisolanti e fonoassorbenti, ecc.) sono stimati in 60 euroT/anno, che nel caso del recupero della sola metà dei rifiuti della Capitale equivalgono a un introito di 60 milioni di euro, in grado di autosostenere il piano di riconversione contenuto nel nuovo PF; [b] progressivo conferimento e recupero dei materiali provenienti dai comuni limitrofi, con conseguente addizionale di profitto; [c] costituzione di marchio "strategia rifiuti zero" e formazione relativo know how in grado di supportare la replica del processo in altre regioni del paese e dei paesi in via di sviluppo; [d] in merito alla nuova strutturazione multi aziendale si prevede un risparmio degli imponibili degli operatori a carico del Comune pari al 20% entro il 2015 e il restante 29% entro il 2020; [e] costituzione ente pubblico di ricerca e valutazione economico strategica in merito al rapporto costi/benefici su tutte le voci di risparmio "strategia rifiuti zero" (costi sanitari, ambientali, di produzione, di recupero, inquinamento, ecc.), da considerare primarie in quanto indici di aumento di qualità della vita.

Riferimenti istituzionali: Deliberazione del Consiglio del Comune di Roma n. 48 del 07/07/2011 - Approvazione del Piano finanziario 2011 e determinazione delle misure della Tariffa di Igiene Ambientale per l'anno 2011 in applicazione dell'articolo 49 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22; Memoria di Giunta della Provincia di Roma del 18 giugno 2008 inerente all'attuazione di un Piano Operativo sulla raccolta differenziata nella Provincia di Roma; Deliberazione della Giunta della Regione Lazio n. 523 del 19/11/2010 - Adozione dello schema di Piano regionale di gestione dei rifiuti del Lazio e relativi allegati


versione 1.1 (revisione 01/08/2011)














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