Settembre 2011 Archives

Venerdi 23 settembre dalle 9:00 alle 20:00 saremo alla Stazione Termini (in Piazza dei Cinquecento, tra via E. De Nicola e via G. Giolitti, sul marciapiede centrale della piazza, lato capolinea bus, a ridosso dell'aiuola) per informare i cittadini sulle attività del Movimento 5 stelle a Roma. Veniteci a trovare! .

Aggiornamenti: Et voilà..il video della giornata!

Lacrime e sangue per tutti

  


Il 14 agosto il sindacato di polizia COISP ha pubblicato un comunicato stampa in cui chiedeva che i poliziotti con la misera paga di 1500 euro al mese potessero almeno avere diritto a mangiarsi una spigola al ristorante del Senato, visti i bassissimi prezzi. Nel comunicato diceva anche che forse in Senato per capire le condizioni dei poliziotti avrebbero dovuto sperimentare in prima persona i gas lacrimogeni. Gas lacrimogeni al CS che anche il sindacato di polizia in quel comunicato afferma essere tossici per la salute e già proibiti dalle convenzioni internazionali.

Questi stessi gas lacrimogeni che il Governo ha velocemente acquistato per fronteggiare la montante protesta dei cittadini che ci sarà in autunno. La risposta sarà semplice e chiara: Lacrime e sangue per tutti.

Parliamo del Bando 2011/S 107-175819 (*) e dell'acquisto urgente entro il 30. giugno di ben 3000 bombe lacrimogene al gas CS da lanciare a mano, 4000 cartucce da 40 mm fumogene da addestramento, (necessarie per addestrare senza intossicare troppo gli agenti nelle lezioni antiguerriglia nei poligoni di Stato , visto le proteste montanti anche tra i poliziotti che si vedono ogni giorno comandati ad intervenire con i gas CS che intossica anche loro), ma pezzo forte di questo bando sono i 3milioni e 200mila proiettili 9 parabellum per fucili e mitragliette e gli 800mila proiettili 9x19 NATO no-tox .(si tratta di proiettili in cui l'anima di piombo è sostituita da altro tipo di metallo , essendo il piombo sin qui usato un materiale che se disperso nel terreno può generare fenomeni di inquinamento ambientale ma anche se presente in schegge o intero in parti vitali e non possibile da rimuovere può provocare avvelenamenti anche mortali del sangue.

Il totale di questo acquisto in lacrimogeni e proiettili mortali superando i 4 milioni di pezzi ,assicura una equa distribuzione alla popolazione italiana di un proiettile a testa alla modica cifra totale di circa un milione di euro, alla faccia della crisi.


(*) Fonte: Osservatorio sui Balcani di Brindisi, Antonio Camuso

Per trasformare l'iniqua manovra finanziaria del governo non ci vuole poi cosi tanto. Vogliamo fare dei tagli? Cominciamo dalle spese militari (21 miliardi),dalle auto blu (21 miliardi) e dalla TAV in Val di Susa (7 miliardi). Ecco la nuova finanziaria fatta senza danneggiare i cittadini. Questo è l'atto che ho presentato oggi in Municipio:

MUNICIPIO ROMA XVI
ORDINE DEL GIORNO

Giornata di mobilitazione nazionale delle Amministrazioni locali comunali indetta dall'ANCI sulla manovra finanziaria del Governo.

Premesso

che il giorno 15 settembre 2011 è stata indetta dall'ANCI la giornata di mobilitazione nazionale delle Amministrazioni locali comunali per protestare contro la manovra finanziaria del Governo che taglierà una spesa pari a 45 miliardi di euro, con ripercussioni gravissime per la gestione dei servizi erogati ai cittadini da parte dei Comuni;


Considerato

che la spesa militare nel 2011 è pari a circa 21 miliardi e 400 milioni, considerando i fondi del Ministero della Difesa di 20 miliardi e 494,6 milioni di euro e quelli del Ministero dello Sviluppo economico di 900 milioni;

Considerato

che la spesa complessiva per l'opera del tunnel ferroviario della TAV in Val di Susa ammonta a 7 miliardi di euro, opera manifestamente inutile e dannosa per l'ambiente e la salute dei cittadini come ampliamente dimostrato in decine di autorevoli ed indipendenti studi;

Considerato

che il costo annuale delle cd. "auto blu" è di 21 miliardi di euro, il cui numero complessivo è di 629.120 unità, considerando sia le auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, in carico a Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica e considerando che nei costi vanno ricompresi anche gli stipendi degli autisti, i rifornimenti di carburante e i pedaggi autostradali (fonte Federconsumatori 22/08/11);

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XVI

impegna il Presidente del Municipio Roma XVI a rappresentare al Sindaco ed al Presidente dell'ANCI che, procedendo al solo taglio o alla riduzione delle spese militari, delle spese per le cd. "auto blu" e delle spese per la costruzione del tunnel TAV in Val di Susa, si riuscirebbero a recepire abbondantemente i fondi necessari alla attuale manovra finanziaria, senza dover effettuare tagli di spesa che possano comportare disagi per i cittadini, già in difficoltà per la crisi economica in corso.


Aggiornamenti: Il testo presentato è stato leggermente modificato accogliendo le critiche di alcuni commentatori, aggiungendo la parola "riduzione" (in corsivo) perche è corretto pensare che il taglio delle spese militari e dei settori connessi alla politica avvenga in modo da non mandare in mezzo alla strada migliaia di famiglie. Gradualità unita però a fermezza su cosa bisogna tagliare: guerra, grandi opere inutili e costi della politica. Chiaramente l'atto è stato bocciato con il voto contrario di PDL, UDC, PD, IDV, SEL.

Ladri di acqua

  

La cricca stava già studiando come fregarci i risultati del referendum sull'acqua e mangiarci sopra, Tutto descritto in un articolo del Fatto Quotidiano che parla delle intercettazioni telefoniche in cui è stato scoperto il complotto.


Nelle telefonate di Lavitola le strategie su come aggirare il referendum sull'acqua

di Riccardo Gardel, Il Fatto quotidiano (07/09/2011)


Nell'inchiesta dei pm di Napoli sulle presunte estorsioni ai danni di Berlusconi spuntano alcune telefonate in cui il direttore de L'Avanti parlava con Roberto Guercio, esperto di sistemi idraulici. Che gli spiega come le multiutility possano continuare a fare profitti dopo la consultazione popolare, a cosa servirà la nuova authority sulla risorsa idrica e quali siano i rapporti tra Acea e Regione Lazio

Si interessa di tutto il direttore de L'Avanti Valter Lavitola. Di grandi affari e trame, passando per le reti strategiche del nostro paese. Tra le telefonate riportate dai magistrati di Napoli per chiederne l'arresto spunta anche la strategia dei grandi azionisti delle multiutility per beffare il voto dei referendum sull'acqua dello scorso giugno, fatta di nomine pilotate e di leggi regionali progettate per garantire i profitti milionari ai grandi gestori. Una manovra già iniziata da almeno due mesi, con una strategia precisa, discussa in lunghe telefonate rimaste agli atti dei magistrati di Napoli che si occupano dell'ipotesi di estorsione ai danni del presidente del Consiglio da parte dell'imprenditore Gianpaolo Tarantini e di Lavitola stesso.

Appena sette giorni dopo il voto del 12 e 13 giugno - che ha chiesto la restituzione ai cittadini del bene comune per eccellenza - Lavitola è al telefono con Roberto Guercio, professore all'università di Roma in sistemi idraulici, nominato dal governo commissario straordinario per le emergenze idrogeologiche in moltissime regioni d'Italia. Parlano a lungo di come mettere in salvo i profitti delle aziende interessate agli acquedotti italiani, che "stanno con la merda fino al collo perché le banche gli stanno chiedendo di rientrare", come spiega Guercio al direttore de L'Avanti. E la rete di Lavitola si mette in moto, con l'obiettivo preciso di gabbare il voto popolare.

E' il 21 giugno scorso. Il Parlamento ha appena approvato la conversione del decreto sviluppo che introduce la creazione della neonata Agenzia dell'acqua, con il compito di decidere le tariffe del servizio idrico. Una vera e propria authority, con poteri fondamentali, soprattutto dopo il referendum: dovrà essere questo nuovo organo, ad esempio, a rivedere le tariffe dopo l'abrogazione della remunerazione del capitale sugli investimenti.

Alle nove di sera Lavitola è al telefono con Guercio, che lo informa sul decreto appena approvato: "E' passato, però nella forma che voleva Letta, tre posti, tre anni rinnovabili una volta... ha pagato 100 mila euro all'anno", spiega l'ingegnere idraulico.

Il Gip di Napoli, nell'ordinanza con cui ha disposto l'arresto di Tarantini e Lavitola, sintetizza qual è l'interesse di Guercio nell'agenzia appena costituita. Commentando una telefonata del 5 luglio scorso, i magistrati annotano: "Pertanto lui (Roberto Guercio, ndr) è andato e gli ha detto: abbiamo fatto l'autorità di vigilanza, per me è un sacrificio andarci perché per 3 anni non posso fare niente, piglio 100mila euro e basta e dopo un anno che sono uscito non posso fare nulla uguale, però all'interno di un disegno strategico importante posso anche sacrificarmi ovviamente". Il riferimento è alla norma contenuta nel regolamento dell'Agenzia che vieta ai componenti di avere consulenze con società private. Un vero "sacrificio" per l'ingegnere esperto di acquedotti, abituato alle ricche consulenze pagate dai gruppi multinazionali. Ma un potere immenso, in grado di incidere sulla gestione dell'acqua nell'intero Paese.

Per il membro in pectore della neonata autority - che dovrebbe garantire e tutelare gli interessi dei cittadini su un bene essenziale per la vita - in fondo il voto di giugno non sembra essere, una volta entrato nell'agenzia, un grande problema: "Secondo me il referendum è un'opportunità", commenta Guercio parlando con Lavitola. E spiega nei dettagli come sarà possibile per Caltagirone, il principale socio di Acea, continuare a incassare gli utili milionari della multiutility romana, bypassando il voto di giugno: "Non è detto che tu e i francesi dovete prendervi i soldi da Acea - spiega Guercio, riferendo il contenuto di un incontro con Caltagirone - dalla remunerazione del capitale, il capitale non si paga un cazzo, ma trasformiamo l'attuale concessione di gestione in una concessione di gestione e costruzione... E tu la redditività del capitale te la prendi costruendo per conto di Acea al 50% delle opere come prevede in house la normativa europea". Se il voto ha abrogato il profitto - secondo quesito sull'acqua - stabilendo il principio della gestione pubblica, in fondo basta spostare gli utili dalla gestione al vero core business del gruppo Caltagirone, la costruzione delle infrastrutture. Questo è il piatto ricco che potrà continuare a garantire nei fatti l'interesse dei privati nell'acqua, beffando il voto del referendum.

C'è un ultimo passaggio chiave nel piano di Guercio, che viene riferito a Lavitola: va cambiata la concessione che oggi regola il rapporto tra Acea e i comuni della provincia di Roma. Un'operazione che richiede l'intervento politico della Regione Lazio, che entro la fine dell'anno deve ridisegnare il funzionamento dell'Autorità d'Ambito, ovvero la parte pubblica del sistema di gestione idrica. E anche su questo punto Guercio ha la sua road map per il dopo referendum: "Dato che lei (Renata Polverini, ndr), comunque pensa di rifare un partito con Alemanno - si legge nelle intercettazioni riportate nell'ordinanza del Gip di Napoli - e comunque con Caltagirone si vede una volta al giorno, questa operazione sul Lazio la può fare solo lui. Cioè lui gli dice: Renata preparami la legge regionale entro l'anno in cui mi dai la concessione di gestione e costruzione e concessione del Peschiera (principale acquedotto che fornisce la capitale, ndr) e noi gliela facciamo tecnicamente. Poi la partita gliela teniamo sempre per le palle... no?". Dal contesto delle telefonate appare chiaro che il "lui" citato è il costruttore romano Caltagirone, alleato di ferro di Casini e del sindaco Alemanno. Quello che non è ancora chiaro - anzi decisamente torbido - è perché il futuro potente membro dell'autority delle acque spieghi i suoi piani a Lavitola, il trait d'union tra il sistema Tarantini e il presidente del Consiglio.

Quattro anni fa trecentocinquantamila cittadini hanno firmato una legge di iniziativa popolare per cambiare il sistema elettorale italiano. In quella legge chiamata "Parlamento Pulito", promossa da Beppe Grillo, si chiedeva di poter scegliere i candidati con il voto di preferenza, di impedire ai condannati di candidarsi e di non avere candidati con più di due mandati elettorali.

Dopo quattro anni nessuna forza politica, né di maggioranza né di opposizione, si è mai interessata a far votare in Parlamento quella proposta di legge che avrebbe radicalmente cambiato il modo di fare politica in Italia. Senza bisogno di andare a un nuovo referendum, come ora alcune di quelle forze politiche propongono.

Il 10 settembre Beppe Grillo ha invitato tutti i cittadini che hanno firmato quella proposta ad andare di fronte al Parlamento per chiedere che venga al più presto votata. Noi ci saremo e resteremo lì davanti tutto il tempo necessario.

Appuntamento il 10 settembre ore 10:00 a Piazza Montecitorio. Dal 6 al 10 settembre a Piazza Montecitorio e dal 10 al 12 settembre a Piazza Navona, sarà presente un gazebo informativo del Movimento 5 stelle in cui i cittadini potranno informarsi sulle nostre proposte, proporne di proprie e votarle in assemblea pubblica nella piazza.

Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno.

Movimento 5 Stelle di Roma














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