Febbraio 2012 Archives

Il fotografo Erri De Luca scrive: "Ai NOTAV, Voi non siete gli indiani d'America, scacciati dai vostri pascoli dallo sterminio dei bisonti e dalla posa di una via ferrata. Voi siete i legittimi eredi di una terra aggredita da interessi estranei, che vogliono asservirla. Voi non siete i nemici del progresso ma l'avamposto di una nuova speranza di progredire insieme al proprio suolo".

Dopo la grande manifestazione non violenta di sabato scorso con cui centomila cittadini da tutta Italia hanno portato solidarietà ai valsusini in lotta contro la grande opera inutile della TAV, la risposta dello Stato di ora in ora si è fatta sempre più violenta.

Il governo "tecnico" di PD-PDL-UDC ha deciso di alzare il livello dello scontro in Val di Susa. Si confrontano due visioni opposte del futuro dell'Italia, chi vuole preservare il proprio territorio e chi vuole devastarlo in nome del profitto. Proprio per questo i valsusini vanno isolati nella loro lotta, per evitare che questa si possa estendere.

Su internet, non certo sui giornali servi, chiunque può informarsi su cosa sta avvenendo in Val di Susa. Dopo l'attacco alla baita del presidio NOTAV che ha visto un attivista ridotto in fin di vita, caduto da un traliccio dell'alta tensione dopo un inseguimento da parte delle forze dell'ordine, stiamo assistendo alla caccia all'uomo perfino dentro i bar della Val di Susa. Ma i NOTAV non si arrendono, a sarà dura, come dicono da quelle parti.

Vi invitiamo quindi ad esprimere solidarietà ai NOTAV partecipando al corteo che si terrà a Roma sabato 3 marzo alle 15:00 da Piazzale Tiburtino. Parteciperemo pacificamente come Movimento 5 stelle di Roma. Contattateci a movimentoroma@gmail.com.

Qualche giorno fa a Ostia una squadraccia fascista di Casa Pound ha aggredito dei ragazzi attivi nel Teatro del Lido, che cercano di far vivere un teatro comunale abbandonato dall'amministrazione con attività sociali e culturali territoriali. La sede romana di Casa Pound, il palazzo dell'ex-Enims occupato nel 2003, è stato acquistato dal Comune di Roma per dodici milioni di euro. Un contributo alla sicurezza...

Questo episodio di violenza avviene mentre dall'inizio dell'anno si sono moltiplicati gli omicidi a Roma, spesso legati a regolamenti di conti di bande e gruppi mafiosi. E che cosa ha fatto il Comune di Roma in questi anni per aumentare la nostra sicurezza? Tutte le politiche sulla sicurezza sono state concentrate sulla criminalizzazione dei Rom, mentre in città si espandeva la mafia.

A Roma ci sono settemila rom su quattro milioni di abitanti e in questi anni sono stati sperperati milioni di euro che hanno portato solo al peggioramento della situazione. Quattro milioni di euro sono stati spesi per sgomberare i campi rom e siccome non sono state fornite alternative questo ha portato alla moltiplicazione dei micro-campi abusivi, che ora sono oltre trecentocinquanta. Per l' "emergenza nomadi" il Comune ha stanziato trenta milioni di euro, di cui a tutt'oggi non si sa come siano stati utilizzati. I "campi rom" peraltro ci sono solo a Roma e per costruirli in passato sono stati spesi molti milioni di euro, dieci solo per il campo della Barbuta vicino a Ciampino.

Con tutto questo fiume di soldi si sarebbero invece potute costruire delle case, anziche dei campi perennemente provvisori. Case a basso costo ed in autocostruzione, come è avvenuto in tante altre città italiane. Vale la pena ricordare che nel 2008 un gruppo di cittadini rom, con il supporto di un gruppo di architetti volontari e con poche migliaia di euro, si costruirono da soli una casa a due piani in legno all'interno del campo di Casilino 900 per dimostrare di avere la volontà e la capacità di uscire dal degrado in cui vengono costantemente tenuti per alimentare l'emergenza della "sicurezza". Quella casa andò stranamente bruciata, resta di quell'esperienza un documentario video che pubblichiamo sul blog.

Le forze del disordine

  

Sabato 25 febbraio in Val di Susa c'è stata una grande manifestazione pacifica contro la grande opera inutile del TAV. Centomila cittadini venuti da tutta l'Italia, di diverse affinità politiche, si sono uniti ai cittadini piemontesi che da anni lottano contro la devastazione del proprio territorio.

Siccome quotidiani e telegiornali titolavano "manifestazione pacifica" le forze del disordine hanno pensato bene di provare ad invertire il senso della giornata... Così nella stazione di Torino sono spuntati i soliti sassi contro la polizia, sebbene sia un pò difficile trovare sassi in una stazione ferroviaria... Secondo la versione della Questura di Torino - naturalmente ripresa acriticamente da La Repubblica e dalle agenzie di stampa - "i dimostranti - circa 300 - hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine".

Un ottima occasione per dare una punizione esemplare a tutti quei cittadini che si erano fatti centinaia di chilometri per solidarizzare con i NOTAV e stavano tornando a casa con il treno dopo la manifestazione in Val di Susa, molti di loro peraltro con il biglietto in mano. Sembra che dopo aver picchiato a sangue i manifestanti in attesa di partire, alcuni agenti siano addirittura saliti sul treno manganellando e strattonando alcuni passeggeri. Molti i manifestanti che sono rimasti feriti dalle manganellate, alcuni sono stati portati all'ospedale. Dopo le prime cariche, una specie di caccia all'uomo è continuata per parecchio tempo tra i binari e nei vari locali della Stazione di Porta Nuova. Alcuni dei manifestanti più anziani dicono che quanto è avvenuto a Torino ricorda la estrema violenza dei fatti di Genova nel 2001. E casualmente.... il dirigente della Polizia Ferroviaria di Torino è Spartaco Mortola, già capo della Digos di Genova durante la "macelleria messicana" del G8 nel 2001.


Come noto, in questi giorni a Roma si è verificata una emergenza nell'accoglienza di molti prontisoccorso degli ospedali romani. Emergenza del tutto prevedibile, legata al taglio dei posti letto a seguito dei piani di rientro della spesa della giunta regionale di centrodestra. Sul territorio del Municipio Roma XVI la precedente giunta regionale di centrosinistra già nel 2008 aveva chiuso l'ospedale Carlo Forlanini, attiguo all'ospedale San Camillo, proprio uno degli ospedali coinvolti nell'"emergenza posti letto".

In questi quattro anni l'ospedale è rimasto abbandonato a se stesso, dopo che il vero ed unico piano per la sua ristrutturazione degno di nota, quello promosso dal commissario Martelli, fu bocciato dalla giunta Polverini.

Mentre il destino del Forlanini continua a "galleggiare" in questo nulla, probabilmente aspettando che le sue strutture diventino del tutto fatiscenti cosi da poter fare l'ennesima speculazione edilizia, sul territorio del Municipio Roma XVI sorgono altre emergenze relative alla sanità.

Entro l'11 aprile 2012 le strutture del fondamentale poliambulatorio della ASL Roma D di Via Pascarella dovranno essere sgomberate perchè dichiarate inagibili dai Vigili del Fuoco. Per le strutture di Via Pascarella, la ASL paga un affitto milionario e non ha fondi per provvedere alla onerosa ristrutturazione. Questo avviene mentre nel complesso dell'ospedale Forlanini, dall'ingresso di Via Folchi, sono a disposizione due edifici che furono ristrutturati prima della chiusura dell'ospedale e che avrebbero dovuto ospitare il CUP poi spostato al San Camillo. Strutture a tutt'oggi vergognosamente non utilizzate!

Per questo motivo in Commissione Affari Sociali abbiamo contribuito a redigere un atto presentato dalla commissaria Cirulli del PD e sottoscritto insieme al consigliere Guido di SEL, che è stato approvato all'unanimità in Commissione e che presto andrà al voto del Consiglio Municipale. A nostro parere, come viene indicato nell'atto, è urgente fare una battaglia per chiedere che i poliambulatori di Via Pascarella vengano spostati negli edifici appena ristrutturati di Via Folchi, all'interno dell'Ospedale Forlanini. Un operazione a costo zero per le istituzioni, che andrebbe peraltro nella direzione di dare di nuovo funzioni pubbliche di tipo sanitario all'ospedale Forlanini. Peraltro la coesistenza degli ambulatori della ASL e di quelli dell'Ospedale nella stessa area potrebbe generare sinergie positive, senza danneggiare gli utenti visto che l'area è ben collegata con i mezzi pubblici e vicina all'area dove sorge l'attuale poliambulatorio.


PS Oggi in Municipio abbiamo anche presentato un ordine del giorno relativo alla battaglia per l'acqua pubblica. Il 16 gennaio avevamo gia presentato un ordine del giorno per proporre l'adesione del Municipio alla campagna del Forum dei movimenti per l'acqua pubblica sulla riduzione delle bollette ACEA, chiedendo l'apertura di uno sportello ai cittadini. Nell'atto di oggi chiediamo che il Presidente del Municipio si attivi presso il Comune affinche nella Conferenza dei sindaci dell'ATO2 venga effettivamente proposta la riduzione di almeno il 7% della bolletta dando corso all'esito del referendum di giugno 2011.

Municipio XIX - Purtroppo in questi ultimi anni il Parco del Pineto ha subito un inarrestabile degrado. Per i residenti è diventato impossibile andare a fare una semplice passeggiata, fare jogging, portare a spasso il cane o portare i propri figli a giocare nel parco. Ormai è una discarica incontrollata di rifiuti di ogni genere, un luogo di appuntamento a cielo aperto per la prostituzione maschile e lo spazio per accampamenti di fortuna.

Riteniamo che per fermare questa situazione prima di tutto sia necessario che i cittadini si riapproprino del parco. Per questo motivo sabato prossimo il Movimento 5 stelle ha organizzato una giornata di pulizia collettiva del parco.

Portate pale, palette, carriole e vestitevi comodi, insieme daremo una bella ripulita al Parco del Pineto! Sarà una giornata da non perdere, con la quale dimostreremo che, oltre a protestare, il nostro MoVimento è capace di proporre: il nostro obiettivo è di ripulire il parco e renderlo di nuovo frequentabile dai cittadini. Ci venite a dare una mano?

Appuntamento sabato 25 febbraio dalle 10:00 alle 13:00 a Via della Pineta Sacchetti,78

Pubblichiamo sul blog un articolo di Vanni Destro del Movimento 5 Stelle del Veneto, la cui analisi condividiamo profondamente.

Il governo Monti, definito "governo tecnico", è in realtà un vero governo di destra, liberale e liberista. Il suo massimo vantaggio è quello di succedere al peggior governo della storia italiana, il Barnum Berlusconi numero tre. Da governo di destra vera, europea, applica le ricette care all'economia liberista, salvaguarda gli interessi della finanza, delle banche, di Confindustria e sottrae diritti e garanzie ai lavoratori e all'ormai ex classe media.

Tutto questo lo fa col plauso, logico, dell'inetta ex maggioranza pidiellina, che si vede levata la patata bollente delle mani e si potrà ripresentare agli elettori con l'imene politico ricostruito e affermando che delle lacrime e sangue recenti non hanno diretta responsabilità.

Monti il sostegno ce l'ha anche dal PD, forza di centro ex sinistra che, con la lungimiranza che le è consueta da quando il maggior partito della sinistra ha deciso che era forza di governo e per questo doveva rincorrere il centro, si accollerà la rabbia dei suoi elettori per il solito malinteso senso di responsabilità (o irresponsabilità) che la porta ad atti di autolesionismo estremo finendo non solo per negare la propria storia e i propri valori, ma, soprattutto, gli interessi del proprio elettorato di riferimento. In più, nell'accozzaglia montiana, ci sono le molecole centriste che, in fondo, sguazzerebbero volentieri ovunque ci fosse la prospettiva di un atomo di consenso in più e di tante belle poltrone future.

Tutti insieme appassionatamente a destra a menarle sull'esausta gobba del popolo italiano, come sempre.

Fabio Fucci, consigliere comunale del Movimento 5 stelle di Pomezia è stato recentemente minacciato ed insultato pubblicamente da esponenti politici locali a causa delle sue battaglie contro la cementificazione dell'agro romano e delle spiagge di Torvajanica. Chi reputa che il Movimento 5 Stelle, attualmente nella persona del Consigliere Fabio Fucci, stia compiendo questo difficile percorso con coerenza, ha una opportunità domani per difenderne l'operato.

Per sostenere Fabio Fucci ci incontriamo a Pomezia, giovedi 16 febbraio alle 10:00 a Piazza Indipendenza, di fronte alla sede del Comune in occasione della seduta del Consiglio Comunale. Sta alla coscienza di ognuno di noi decidere se vale la pena essere presenti, per poter dire "io ci sono!".

Il 16 gennaio 2012 avevamo presentato un atto per chiedere al Municipio Roma XVI di aderire alla campagna del Forum dei Movimenti per l'acqua per l'applicazione del referendum di giugno 2011 attraverso l'autoriduzione delle bollette. Nell'atto si chiedeva come misura concreta di aprire uno sportello di supporto ai cittadini nella sede municipale.

L'atto purtroppo come al solito è rimasto ad ammuffire in un cassetto e non è mai arrivato al voto del Consiglio Municipale. Però, sebbene il Municipio non abbia avuto il coraggio di aderire formalmente alla campagna, è stato deciso di aprire lo sportello ai cittadini che avevamo suggerito nell'atto. Ed è comunque una vittoria!

La campagna sta prendendo forza e noi stiamo dando anche il nostro piccolo contributo attraverso questo blog. Da qualche settimana infatti è partita la nostra campagna rivolta ai condomini ed i cui dati raccolti stiamo inviando al Comitato romano per l'acqua pubblica affinche contattino gli amministratori di condominio. Ora si va ad aggiungere un nuovo sportello territoriale a quelli gia attivati in altri Municipi, il cui elenco completo trovate sul sito del Forum dei movimenti per l'acqua pubblica.

Quindi ogni lunedi, dalle 10 alle 12 ed ogni terzo giovedì del mese dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.30, si potrà andare presso la sede del Municipio XVI in Via Fabiola 14 per compilare i moduli con cui presentare ad Acea spa un reclamo per richiedere una riduzione della bolletta almeno del 7% (che a Roma si aggira intorno al 20%) corrispondente alla "remunerazione del capitale investito" abrogata dal referendum.

A Monteverde si è incagliata una nave, proprio davanti a Via Fabiola 14! Una nave in città? Si è incagliata la nave della democrazia, i timonieri non hanno visto un grosso scoglio ma proprio grosso e cosi la nave è affondata proprio mentre faceva il solito "inchino" davanti all'isola di Cerronia.

"La nave è affondata". Il Presidente ed il Vicepresidente del Comitato di Malagrotta, sono stati denunciati dai gestori dell'omonima discarica per aver informato i cittadini dei rischi di una possibile esplosione di biogas nei pressi dell'impianto. In Consiglio Municipale abbiamo quindi chiesto che il Municipio si costituisse parte civile nel processo a carico dei componenti del comitato di Malagrotta, ma la richiesta è stata respinta prima che si andasse al voto. Motivazione? Il Municipio non si può costituire parte civile.

"C'era uno scoglio, nessuno l'ha visto?" Il Municipio Roma II con ordine del giorno n. 31 del 16/09/2010 si è costituito parte civile. Nell'atto c'è scritto testualmente che "il Consiglio del Municipio Roma II impegna il Presidente del Municipio a costituirsi parte civile nei processi contro la mafia, il racket e l'usura" E se al Municipio Roma II si costituiscono parte civile contro la mafia, perchè al Municipio Roma XVI non ci si può costituire parte civile per supportare il Comitato di Malagrotta sotto attacco?

http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/odg_n_31_2010.pdf

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/odg_090212.pdf

"Ma dov'era il capitano della nave?" Chi solertemente impedisce da quattro anni che qualunque atto scomodo arrivi al voto del Consiglio Municipale, questa volta l'ha fatta grossa. Bastava fare una semplice ricerca su internet! Chiederemo al Segretariato generale del Comune di Roma se un Municipio può costituirsi parte civile. Con chiarezza assoluta, il Municipio Secondo dice di si, il Municipio Sedicesimo dice di no. Non possono avere ragione entrambi, uno dei due sbaglia. E se sbaglia il Municipio Sedicesimo la seduta del Consiglio Municipale del 9 febbraio 2012 va annullata.

"Alle scialuppe di salvataggio!" Ora resta ai cittadini difendere i cittadini Apollonio e Melandri. Visto che ci è stato reso impossibile presentare un ordine del giorno con cui si chiedeva la costituzione di parte civile del Municipio Roma XVI, c'è un ultima strada: una deliberazione municipale di iniziativa popolare. Raccogliendo cinquecento firme, i cittadini possono chiedere al Municipio di costituirsi parte civile nel processo contro il Comitato di Malagrotta. Se verrà presentata la delibera popolare, al Municipio Sedicesimo i politici sputeranno in faccia pure al popolo sovrano?

"Era buio fuori!" I cittadini hanno fatto luce su quanto è accaduto al Municipio riprendendo tutta la seduta del Consiglio Municipale. Presto vedrete il video.

Aggiornamento: Il video della seduta del Consiglio municipale è online!

Aggiornamento 2: Abbiamo presentato al Comune di Roma la richiesta di annullamento della seduta del Consiglio Municipale del 09 febbraio 2012

XX Municipio - Il Movimento 5 stelle del XX Municipio ha realizzato una intervista in occasione della manifestazione organizzata il 27 gennaio dai cittadini di Riano e Corcolle per impedire alla polizia l'occupazione della cava di Quadro Alto. Manifestazione trasformatasi in seguito in un presidio fisso da parte della popolazione. Il video vuole essere una testimonianza della vicenda dalla prosepttiva di chi vive la situazione in prima persona ed ha altresi lo scopo di informare chi non ne fosse al corrente, ripercorrendo le tappe principali di una situazione tipicamente italiana.

Il giorno 15 aprile 2012 il Movimento 5 stelle del XX Municipio organizza una giornata dal titolo "Mi Rifiuto!" per dar voce ai comitati che da tempo si battono per difendere la loro territorialità e per proporre una visione condivisa e nuova riguardo l'approccio al consumo e al tema "rifiuto" e "discarica". La giornata sarà priva di ogni riferimento politico di sorta e la partecipazione è libera e vuole coinvolgere, oltre a comitati, associazioni ed enti vari, tutti coloro che sentono di dovere e poter dare un contributo anche minimo alla sua realizzazione. Lo sviluppo dell'evento puo essere seguito sul

Gruppo Facebook "Mi Rifiuto".

L'espropriazione del diritto alla difesa della territorialità, più che del territorio stesso, nei confronti delle popolazioni autoctone è ormai diventata una pratica ricorrente e facilmente giustificabile in nome dello sviluppo o di un'emergenza il più delle volte creata ad arte. Caso indicativo è quello dei valsusini e delle scuse addotte in favore di un'opera inutile che potrebbe cambiare il futuro di una intera vallata. Allo stesso modo gli abitanti di Riano e Corcolle, floride e prospere cittadine a due passi da Roma, si trovano a fronteggiare l'Emergenza che ha deciso di installare le nuove discariche che dovrebbero accogliere, al posto della sempre esausta Malagrotta, i rifiuti della capitale, minacciando di distruggerne l'antico tessuto economico e sociale. Il piano rifiuti della regione Lazio è confezionato come contentino per l'unione europea e la pubblicità regresso utilizzata dal comune e dalla regione, nonchè il falso impegno della società addetta alla raccolta dei rifiuti, non mira ad altro che a convincere gli abitanti che la discarica sia l'unica soluzione, una soluzione necessaria. Mentre le trasmissioni televisive fanno le loro domande falsamente irriverenti alle persone sbagliate, la verità è sotto gli occhi dei rianesi che decidono di non sottomettersi e difendere il loro diritto a pronunciarsi riguardo il territorio in cui vivono, cosi come dovrebbe essere. Peccato che nessuno dall'altra parte sia disposto ad ascoltarli. Coloro che hanno deciso arbitrariamente di dilaniare un territorio, inserendovi una bomba ecologica, del tutto fuorilegge sotto tutti i punti di vista, non hanno nemmeno la dignità di ascoltare prima il parere e le istanze della popolazione che dovrà subirne gli effetti e che dovrà farli scontare ai propri figli. L'unico dialogo che è loro concesso è quello con la polizia in assetto anti-sommossa , l'unico organo dell'istituzione che è parsa comportarsi , per fortuna, in maniera dignitosa. L'istituzione stessa, con la sua indifferenza, li ha costretti a presidiare costantemente da giorni l'ingresso alla cava per non farsi derubare di quel brandello di diritto che è loro rimasto. Nel paese dove chi difende il luogo in cui vive viene criminalizzato come " ribelle che vuole paralizzare la nazione" continua a prosperare la politica del sopruso territoriale e costituzionale (Diego Corigliano).














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