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Movimento 5 Stelle Roma 14 Dicembre

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La Capitale non è una città amica degli imprenditori. Burocrazia pesante, tasse esorbitanti, servizi colabrodo. Senza dimenticare l'illegalità diffusa. E che dire di chi opera, in particolare, nel settore turistico? Lo scandalo "Mafia Capitale", i trasporti inefficienti, le strade e i monumenti sporchi, i musei o i servizi al turista spesso chiusi, sospesi: sono tutti fattori che compromettono seriamente l'immagine di Roma nel mondo.

Non c'è evento, Giubileo o kermesse che tengano. Se la città non è preparata ad accogliere i visitatori e non sa promuovere se stessa, il turismo rimarrà sempre una carta giocata male al tavolo della crescita economica. E' incredibile pensare che la Capitale, con il patrimonio artistico e paesaggistico inestimabile di cui gode, sia solo al 14esimo posto tra le città più visitate al mondo e che due turisti su tre non tornino dopo il primo soggiorno.

A Roma gli arrivi hanno toccato quota 13,4 milioni nel 2014, con 32,8 milioni di presenze. Mentre l'indotto economico sfiora i 6 miliardi di euro (dati Bankitalia). Numeri che possono sembrare molto grandi, ma che in realtà non rispecchiano affatto le potenzialità turistiche della Città eterna. Nell'Urbe si viene tutto sommato poco dall'estero. E soprattutto si resta per pochissimo tempo, con soggiorni medi che non superano i tre giorni.

Pensate sia possibile scoprire e apprezzare bene la nostra Capitale in meno di un weekend? Naturalmente no. Il problema è che Roma non è così ospitale da lasciar scoprire se stessa. Ma siccome piove sempre sul bagnato, una recente normativa regionale ha dato il via a un giro di vite verso il mondo della ricettività extra-alberghiera, gettando nel caos e nel panico i gestori di B&B e case vacanze. La legge varata dalla Pisana sta avendo un effetto depressivo deleterio. E pesantissimo soprattutto in ottica Giubileo.

Risanamento delle municipalizzate, maggior decoro, trasporti efficienti, più sicurezza e un coordinamento negli sforzi di promozione dell'immagine dell'Urbe: sono queste le precondizioni essenziali per ridare a Roma la sua "dolce vita" e per riportarla in cima ai sogni dei viaggiatori di tutto il mondo.

Più in generale, sul fronte imprenditoriale, a metà dell'anno scorso, secondo i dati della Camera di commercio, le attività di Roma e provincia superavano le 468mila unità ed erano in crescita del 4,6% rispetto al 2011. Eppure le piccolissime aziende del comparto artigiano erano in sofferenza e avevano perso, sempre a giugno dell'anno scorso, 243 imprenditori rispetto allo stesso periodo del 2011.

D'altronde, il fisco locale massacra le attività economiche così come accade alle famiglie. Il risultato in tutta la Regione è desolante: una famiglia media laziale ha pagato nel 2014 circa 2.300 euro di imposte locali, oltre il 5% del reddito imponibile. Si tratta dell'esborso maggiore nelle regioni a statuto ordinario, Campania esclusa. E che dire del credito finanziario, vero e proprio ossigeno per gli imprenditori? A metà dell'anno scorso, alle aziende di Roma e provincia erano stati erogati circa 87 miliardi, addirittura il 16,3% in meno rispetto a giugno 2011. Questa dinamica, unita ai morsi della lunga crisi, aveva fatto aumentare la rischiosità dei prestiti alle imprese romane: a giugno 2014 le sofferenze si attestavano a 14,6 miliardi, con un rapporto sofferenze/impieghi salito al 16,7% contro il 14,2% della media italiana del periodo.

Certo, durante il 2015 si è vista una timida inversione di tendenza, con circa 20mila imprese in più nel terzo trimestre (un dato che non si vedeva dal 2010). Ma ciò, ovviamente, non può bastare. Soprattutto a fronte di un ultimo dato che proviene da Confcommercio e che racconta, meglio di ogni altra analisi, cosa capita a chi vuole fare impresa nell'era di "mafia capitale": il 30% degli imprenditori romani pensa, infatti, che i livelli di sicurezza per l'attività, con particolare riferimento a furti, estorsioni ed usura, siano peggiorati.
Mentre molti artigiani abbassano definitivamente la saracinesca e i piccoli esercizi commerciali soffrono la pressione della grande distribuzione, che dilaga nelle periferie e assedia il centro storico con i suoi megastore, per il M5S è necessario un piano complessivo di semplificazione normativa, di alleggerimento fiscale e di ritorno alla legalità che ridiano fiato a chi scommette sul futuro della Capitale.

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