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Movimento 5 Stelle Roma 11 Dicembre

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Il sistema di gestione dei rifiuti a Roma si è basato per 35 anni su "un sodalizio criminale in grado di condizionare la pubblica amministrazione". Le responsabilità di Comune, Regione e Provincia sono contenute nell'ordinanza con cui il Gip di Roma nel gennaio scorso ha rinviato a giudizio il monopolista privato Cerroni e molti suoi sodali. La successiva inchiesta "Mondo di Mezzo" (meglio nota come "Mafia Capitale") ha completato il quadro, mostrando gli enormi danni arrecati dalla vecchia classe politica ai cittadini romani e all'ambiente in cui vivono.

Per decenni Roma ha smaltito i rifiuti gettandoli "tali e quali" (fino a pochi mesi fa senza una stabilizzazione preventiva che ne attenuasse l'inquinamento così come impone l'Europa dal 1999) nella buca più grande d'Europa: Malagrotta.

Uno studio indipendente del Politecnico di Torino ha certificato che la discarica di Malagrotta inquina e sta tutt'ora inquinando le falde acquifere della nostra città. Questo lungo monopolio ci lascia in eredità un'impiantistica obsoleta, fragile e rigida ed un'azienda pubblica come AMA succube sia del monopolista privato che del degrado dei partiti e della politica romana.

Nulle le politiche di riduzione del rifiuto, mentre la raccolta differenziata, seppur in aumento, è ancora insufficiente sia in termini quantitativi che qualitativi tanto che sono solo 700mila su 3 milioni gli abitanti serviti dal "porta a porta" e solo 1.5 milioni di abitanti sono serviti dalla raccolta su 5 frazioni.

Di conseguenza il materiale recuperato non viene sfruttato al massimo del suo potenziale economico. L'enorme quantitativo di rifiuto indifferenziato inoltre è tutt'ora pretrattato in impianti AMA sovraccarichi e quindi scarsamente manutenuti che stanno compromettendo la qualità del rifiuto ed aumentando i disagi per i cittadini che vivono nei pressi di questi impianti.

Le tariffe ed i costi che i cittadini romani hanno dovuto pagare in questo quadro di monopolio ed inefficienze diffuse sono salate. Il Consiglio di Stato ha verificato il sovradimensionamento della tariffa che AMA ha pagato al gestore privato per lo smaltimento. Oltre ciò ci sembrano scarsi i controlli effettuati dalla Regione Lazio che ancora oggi non ha aggiornato il suo piano rifiuti.

L'Ama è un carrozzone figlio di tangentopoli e parentopoli. La stessa Capitale ha una macchina amministrativa elefantiaca, la stazione appaltante più grande del Sud. Eppure, solo per consulenze esterne, l'Ama spende circa 3 milioni di euro l'anno. L'inchiesta Mafia Capitale ha fatto luce, e il processo ne farà ancora di più, sulle reali implicazioni di questi dati nella vita dei romani.

Di dato ce n'è uno però che può ritenersi già certo ed è stato diffuso proprio in questi giorni da Confartigianato: la regione Lazio, in cui Roma pesa per almeno il 50%, è anche quella dove il servizio di spazzamento e lavaggio strade costa più di tutte. Per l'esattezza, 42 euro e 48 centesimi per ogni cittadino. La media nazionale è di 22 euro e 39. La Confartigianato fa però osservare che il Lazio supera di oltre il 27 % la media nazionale per la tassa sui rifiuti e se la allineasse alla media nazionale, si risparmierebbero 760 milioni l'anno.

Noi abbiamo un compito difficile e ambizioso: voltare pagina. Resettare il legami con il monopolio di Cerroni ed i suoi impianti e tagliare ogni rapporto con faccendieri e politici compiacenti. Ridurre al massimo i rifiuti a monte con sgravi per politiche virtuose, aumentare in maniera esponenziale la raccolta differenziata attraverso l'estensione in tutta Roma della raccolta domiciliare, unico sistema che permette la tariffazione puntuale (più 'ricicli meno paghi') e massimizzare il recupero di materia a discapito dello smaltimento in discarica e dell'incenerimento. Necessario inoltre costruire isole ecologiche e di compostaggio, riconvertire gli impianti esistenti al recupero di materia e fare manutenzione.

Fondamentale per questo percorso, per una realtà difficile come Roma, sarà anche il contributo responsabile di ogni corpo sociale sano della nostra comunità e delle istituzioni europee e nazionali. Quest'ultime, seppur di colore politico diverso, non potranno lasciare sola la Capitale d'Italia per giochi di potere o indicibili difese di lobby dell'incenerimento o discariche. Nei prossimi mesi, tutti insieme, possiamo scegliere e costruire un nuovo futuro per Roma. Più pulito, più sano e soprattutto più economico per le tasche di tutti i romani.

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