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valentina vivarelli 1 Aprile

A febbraio è stata presentata una App municipale, scaricabile e a disposizione, gratuitamente, di tutti i cittadini: AgorApp

Logo AgorApp.jpg

Dopo averla utilizzata, mi sono accorta che la parte commerciale supera di gran lunga quella istituzionale, dedicata alle informazioni, servizi, iniziative e progetti municipali, praticamente assenti attualmente nella app (eccetto luoghi e numeri degli uffici e di altri servizi già reperibili sul sito municipale). La posizione della promozione commerciale - denominata "Imprese" nel menù della app - crea inoltre non poca confusione nell'utente perché si insinua tra una voce istituzionale e l'altra, dando ad intendere che faccia parte di un progetto di servizio pubblico poco comprensibile.

Non mi era inoltre chiaro il principio sulla base del quale solo alcuni commercianti e negozi fossero presenti, a discapito di molti altri.
Per capire come mai un servizio rivolto principalmente alla promozione privata dovesse essere presentato come istituzionale, ho protocollato un'interrogazione al Presidente.

La risposta del Presidente Catarci ha chiarito che chi risulta inserito paga l'azienda ideatrice della app per la propria promozione. Risposta interrogazione 5.2016.pdf
Ovviamente la parte commerciale viene gestita da questa azienda, senza nessun controllo da parte del Municipio che, con il suo logo, rassicura e dà spessore al servizio, oltre a gestire la parte istituzionale della App tramite il proprio ufficio web.

Dato che questa risposta lasciava qualche dubbio alla sottoscritta riguardo i pagamenti che vanno alla detta azienda, ho protocollato una seconda interrogazione: Int. n. 10.2016.pdf

Venerdì 1 aprile Andrea Catarci ha risposto in Consiglio, dicendo che questa idea è stata proposta al Municipio e che quest'ultimo, usufruendo gratuitamente di un servizio ulteriore per i propri utenti, ha deciso di accettare. Il controllo sulla parte commerciale - ha riferito Catarci - sarebbe stato fatto dall'ex Direttore del Municipio, Patrizia Ricci, prima di stipulare la convenzione (che devo reperire, dato che non è stata portata in Consiglio, né allegata alla prima risposta) relativamente ai prezzi praticati ai commercianti, al di sotto di quelli di mercato.

A ben leggere il Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni, il servizio fornito attraverso questa app potrebbe rientrare nella definizione di "sponsorizzazione" così come descritta dal Regolamento: ogni corrispettivo in denaro, ovvero ogni prestazione (in beni materiali e/o servizi) diretta o indiretta, proveniente da terzi allo scopo di promuovere il proprio nome, marchio, attività, o i propri prodotti , servizi e simili ovvero conseguire una proiezione positiva di ritorno e quindi di beneficio di immagine. In tal caso l'assegnazione del servizio avrebbe necessitato di una procedura negoziata, considerando anche il fatto che, oltre all'autopromozione, è previsto un compenso da parte di terzi. Link al Regolamento

Nel nostro Municipio è spesso accaduto che gli accordi tra privati e istituzione abbiano avuto la meglio sulla trasparenza e sulla concorrenza perché tanto... era gratis.
La parola gratis, per le Istituzioni non può e non deve essere utilizzata in questi termini.

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