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Webmaster 27 Luglio

o-MANLIO-CERRONI-facebook.jpgLa visione della gestione dei rifiuti di Manlio Cerroni, dicevano, era una visione "moderna e tecnologica". Per la precisione, lo era nel lontanissimo 1959 quando cominciò ad occuparsi dei rifiuti romani: a quell'epoca, "moderno" significava passare dalla raccolta col carretto dei (pochi) rifiuti prodotti in un era pre-consumistica, a un sistema di camion, discariche, trituratori.

Oggi Cerroni ha 90 anni ed è ancora convinto di essere un innovatore. Non ha capito che la sua concezione di "moderno" si è fermata ai tempi del DDT, dell'amianto e della benzina al piombo, e insieme a lui non l'hanno capito (oppure hanno fatto finta) tutte le amministrazioni romane e laziali che nel tempo hanno continuato ad affidarsi alla sua obsoleta visione come fosse risolutiva.

Le stesse amministrazioni e forze politiche, dal centrodestra al centrosinistra, che oggi blaterano fantomatiche vicinanze del M5S a Cerroni. Noi, che siamo stati i soli a fargli una guerra senza sosta. Il suo monopolio a Roma ha infatti nomi e cognomi tra i vecchi baroni della politica.

A partire dagli anni '80, in cui Cerroni è vicino al Psi di Cicchitto (oggi Ncd), ma finanzia tutti i partiti e fa accordi con Ama e Acea, fino alla giunta laziale Polverini (centrodestra) che arriva a presentare dossier copiati pari pari dai documenti di Cerroni, e alla sinistra di Marrazzo, che nel 2008 progetta ben 4 inceneritori nella provincia di Roma, tutti a firma Cerroni. L'area cosiddetta "ambientalista" del PD, poi, gli dà sempre ampio credito: Rutelli, Realacci, Fioroni, non hanno problemi ad affidarsi al re dei rifiuti e ci vanno d'amore e d'accordo per vent'anni. Cerroni definirà Rutelli "il miglior sindaco".

Politica e partiti, tutti, continuano per decenni a credere alla "vision" da dopoguerra di Cerroni, mentre contemporaneamente si susseguono denunce, arresti, processi per associazione per delinquere e traffico di rifiuti. Processi che coinvolgono politici, dirigenti, amministratori pubblici, persino prefetti, una rete in cui non manca mai nessun pesce grosso.

Il sistema Cerroni, in vigore dall'epoca di "poveri ma belli", si basa sul mantra caro alla Thatcher: There Is No Alternative, "non c'è alternativa", ed è il succo delle letterine che Cerroni invia regolarmente ad ogni sindaco appena insediato. "Stai in campana", così potremmo invece tradurre il cortese avvertimento, perché a Roma o chiami Cerroni o finisci sepolto dalla monnezza. Tutti i partiti hanno sempre prontamente ottemperato, e parecchi anche molto volentieri.

Ma oggi il 1959 è lontano, la dissennata gestione inquinatrice dei rifiuti anche, e i sistemi di collusione, ricatti e mazzette a Roma, col M5S, sono finiti. Che i partiti e Fortini, più impegnato a parlare alla stampa che a fare il suo lavoro in Ama, si affrettino a capirlo, e Cerroni con loro. Nel lontano 2004, su Malagrotta, fece questa promessa: "Aprirò un Central Park romano, trasformerò la discarica in una grande area verde aperta al pubblico. Anche il parco di New York era l'antico immondezzaio". Ecco, Cerroni, è la tua occasione: prima della pensione, dedicati per una volta a una bonifica. Siamo tutti d'accordo, e senza bisogno di letterine.

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