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Oggi in Consiglio Municipale al Municipio Roma XVI si è votata in seconda convocazione una mozione di adesione alla manifestazione contro la vendita da parte del Comune della quota di maggioranza delle azioni dell'ACEA. La prima convocazione c'era stata ieri ma il numero legale era caduto a causa dell'assenza di molti consiglieri PD.

Le elezioni comunali si avvicinano e quindi il PD ha deciso di cavalcare la battaglia contro la privatizzazione definitiva di ACEA. Definitiva perché è proprio lo stesso partito che ora è il PD che nel 1997 ha privatizzato l'ACEA! Dopo un referendum comunale consultivo promosso dai sindacati di base, perso per un punto percentuale, la Giunta Rutelli/Lanzillotta decise di trasformare l'ACEA, insieme alla Centrale del Latte, da azienda pubblica in SpA. Mantenendo all'epoca la maggioranza dell'azienda nelle mani del Comune, ma aprendo la strada ad una successiva privatizzazione svendendo successivamente delle quote.

Cosa che regolarmente vuole fare ora la giunta Alemanno, per fare cassa nel disastrato bilancio comunale. Abbiamo votato a favore dell'atto ed andremo alla manifestazione turandoci il naso, perche la piazza sarà piena di bandiere del PD. Volete scommettere?

Pubblichiamo un importante comunicato stampa del Coordinamento dei comitati per l'acqua pubblica dei Castelli romani

Il grande bluff della provincia di Roma: come far finta di rispettare il referendum dando ad Acea 1,32 miliardi di euro di "remunerazione" per l'acqua

"State tranquilli, Roma come Belluno applicherà il referendum, eliminando la remunerazione del capitale investito". Queste sono - in sintesi - le parole che alcuni sindaci dell'ato 2 - ambito idrico gestito da Acea - hanno ascoltato nelle riunioni informali dei giorni scorsi, convocate dalla provincia di Roma prima delle decisioni che verranno prese nella prossima conferenza del 17 aprile. Tra le delibere da votare c'è anche un atto che - almeno sulla carta - azzera la remunerazione del capitale investito, come previsto dal referendum di giugno. C'è però un trucco, anzi, un grande bluff.

Partiamo dai numeri, che non tornano. Tra le tabelle allegate alle bozze delle delibere sulle quali il 17 aprile i sindaci dovranno esprimersi c'è il quadro sinottico del ricavo garantito al gestore, ovvero la multinazionale Acea spa: sommando le cifre riportate nel riquadro "ricavo" si arriva a 1,32 miliardi di euro, dal 2012 al 2024. Un incasso record, pronto a finire nei dividendi dei nuovi soci privati che il comune di Roma sta cercando e dei tradizionali azionisti, quali Caltagirone e la francese Suez. Un bottino ghiotto che il referendum aveva spazzato via, come è noto a tutti i 27 milioni di italiani che il 12 e 13 giugno votarono per i quesiti sull'acqua.

Dov'è, dunque, il trucco?

Secondo la bozza di delibera preparata dagli uffici della provincia di Roma l'azzeramento della "remunerazione del capitale investito" riguarderà solo gli investimenti decisi dopo il referendum di giugno.

In teoria sembra una decisione di buon senso, ma, come è noto, il diavolo si nasconde nei dettagli. Nel pacchetto degli "investimenti" già fatti c'è poco meno di un miliardo di euro di capitalizzazione iniziale di Acea. Un valore che venne stabilito prima della firma della convenzione, avvenuta nel 2002, che comprende teorico valore di mercato del settore acqua della multinazionale romana. Ebbene quella cifra verrà integralmente riportata anno dopo anno, sommandosi agli investimenti deliberati prima del giugno 2011, generando un sette per cento di utile - ovvero proprio quella remunerazione del capitale che il referendum ha abrogato - altissimo, che corrisponde a circa il 18% della bolletta dell'acqua. Questa cifra non viene neanche sfiorata dalla proposta di delibera, che sostanzialmente non cambia nulla rispetto alla tariffa del sistema idrico integrato.

Altro che accoglimento del risultato dei referendum...Si tratta, dunque, di un'operazione di marketing, una sorta di cipria che si vuole spacciare ai sindaci come una decisione rivoluzionaria. Siamo sicuri che i primi cittadini sapranno smascherare il grande bluff, respingendo al mittente la proposta di delibera.

Ricordiamo che la vera abrogazione del 7% di remunerazione del capitale la stanno già attuando i cittadini, con la campagna di obbedienza civile, decurtando quella parte di tariffa abrogata dai referendum.

Oggi nel Consiglio del Municipio Roma XVI è stato portata al voto una mozione sull'acqua pubblica in cui si chiede al Consiglio Comunale di discutere la delibera di iniziativa municipale di modifica dello statuto comunale per cui tanto ci battemmo a gennaio 2010, in cui si chiede inoltre al Sindaco di indire l'assemblea dell'ATO2 per variare la tariffa dell'acqua eliminando la percentuale caricata ai cittadini relativa alla "remunerazione del capitale" abrogata dal referendum ed in cui si da indicazione di non procedere alla vendita da parte del Consiglio Comunale della quota comunale di ACEA spa effettuando la privatizzazione contro cui è stato fatto il referendum.

La mozione era il frutto della fusione di due atti, uno a firma SEL ed uno a firma Movimento 5 stelle, effettuata in Commissione Ambiente ed era stata approvata all'unanimità. Oggi in Consiglio municipale all'atto del voto mancavano parecchi consiglieri del PD ed, essendo usciti dall'aula quelli del PDL e dell'UDC, è caduto il numero legale. L'atto verrà votato di nuovo domani.

PS. Nel corso della discussione dell'atto sui Centri Anziani che era all'ordine dei lavori insieme a quello sull'acqua, il capogruppo del PDL De Lucia ha detto che nei centri vengono organizzate cene da parte di figure istituzionali del Municipio oltre che da singoli politici del PD con spese a carico dei centri, cioè con soldi pubblici. Sarebbe importante avere delle prove di quanto è stato affermato perche l'accusa è grave.

Qualche giorno fa abbiamo presentato un ordine del giorno con cui chiedevamo al Sindaco del Comune di Roma di ordinare all'ACEA la riduzione della bolletta di almeno il 7% per dare corso a quanto stabilito dal referendum di giugno 2011 che ha abolito la cosidetta "remunerazione del capitale" caricata sulla bolletta agli utenti. I consiglieri di SEL successivamente hanno presentato una mozione simile per contenuti, che è stata discussa oggi in Commissione Ambiente. Nel corso della discussione ho proposto di emendare la mozione inserendo la richiesta che il Comune non provveda alla vendita della quota azionaria di ACEA, che gli farebbe perdere il controllo dell'azienda e sarebbe contrario alle indicazioni del referendum. Dall'unione del nostro atto e di quello di SEL, a seguito del lavoro di Commissione, è nata una nuova mozione che verrà posta al voto del Consiglio municipale nei prossimi giorni.

Purtroppo è solo un messaggio politico perchè il Municipio non ha alcun potere effettivo di influire su ACEA e proprio nei prossimi giorni in Consiglio Comunale avverrà la discussione per provvedere alla vendita del 30% della quota azionaria comunale di ACEA, che darà l'ennesima mazzata alla volontà dei cittadini che si sono espressi l'anno scorso contro la privatizzazione dell'acqua con il referendum.

Noi comunque non ci arrendiamo.

Il 16 gennaio 2012 avevamo presentato un atto per chiedere al Municipio Roma XVI di aderire alla campagna del Forum dei Movimenti per l'acqua per l'applicazione del referendum di giugno 2011 attraverso l'autoriduzione delle bollette. Nell'atto si chiedeva come misura concreta di aprire uno sportello di supporto ai cittadini nella sede municipale.

L'atto purtroppo come al solito è rimasto ad ammuffire in un cassetto e non è mai arrivato al voto del Consiglio Municipale. Però, sebbene il Municipio non abbia avuto il coraggio di aderire formalmente alla campagna, è stato deciso di aprire lo sportello ai cittadini che avevamo suggerito nell'atto. Ed è comunque una vittoria!

La campagna sta prendendo forza e noi stiamo dando anche il nostro piccolo contributo attraverso questo blog. Da qualche settimana infatti è partita la nostra campagna rivolta ai condomini ed i cui dati raccolti stiamo inviando al Comitato romano per l'acqua pubblica affinche contattino gli amministratori di condominio. Ora si va ad aggiungere un nuovo sportello territoriale a quelli gia attivati in altri Municipi, il cui elenco completo trovate sul sito del Forum dei movimenti per l'acqua pubblica.

Quindi ogni lunedi, dalle 10 alle 12 ed ogni terzo giovedì del mese dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.30, si potrà andare presso la sede del Municipio XVI in Via Fabiola 14 per compilare i moduli con cui presentare ad Acea spa un reclamo per richiedere una riduzione della bolletta almeno del 7% (che a Roma si aggira intorno al 20%) corrispondente alla "remunerazione del capitale investito" abrogata dal referendum.

Con il referendum del 12 giugno 2011 ventisette milioni di cittadini hanno chiesto che l'acqua sia bene comune. Purtroppo il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico è pieno di ostacoli e sono molte le forze, ora con in più la scusa della crisi, che vi si oppongono. Tra queste gli enti gestori - a Roma l'ACEA SpA - che non stanno applicando l'esito del secondo quesito referendario, ovvero l'eliminazione del profitto sull'acqua e quindi la riduzione della bolletta per un importo pari alla quota di "remunerazione del capitale investito", che è stata abrogata dal referendum.

A Roma la percentuale di riduzione della bolletta si aggira intorno al 18-20%. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua ha quindi attivato una campagna di "obbedienza civile", a cui il Movimento 5 stelle di Roma aderisce, con cui chiede ai cittadini di autoridursi la bolletta in obbedienza all'esito del voto referendario.

E' legale autoridursi la bolletta? Noi siamo dalla parte della legalità perchè vogliamo far rispettare l'esito del referendum che illegalmente stanno violando! Se saranno milioni gli italiani a fare (dis)obbedienza civile, vedremo chi è dalla parte della legge.

A Roma molte utenze idriche sono condominiali e quindi è necessario contattare gli amministratori condominiali ed invitarli ad indire un assemblea dei condomini che decida di aderire alla campagna. Gli amministratori vanno contattati ed informati con gli strumenti offerti dalla campagna, perchè a loro volta dovranno illustrare la campagna ai condomini in assemblea. Quindi invitiamo tutti i simpatizzanti del Movimento 5 stelle di Roma a riempire il formulario presente sul blog per segnalare gli amministratori di condominio, siano essi amministratori o condomini che hanno i contatti degli amministratori. Una volta raccolti i contatti, faremo un incontro per presentare la campagna agli amministratori di condominio interessati.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/acqua.html

Nel frattempo, a livello istituzionale, parte la campagna anche nel Municipio Roma XVI. Marco Giustini, il consigliere municipale del Movimento 5 stelle presenta oggi un ordine del giorno con cui si propone che il Municipio Roma XVI supporti la campagna, chiedendo ad ACEA Spa di ridurre la bolletta della quota di remunerazione del capitale ed attivando uno sportello ai cittadini presso la sede municipale in cui possano essere informati ed supportati nell'adesione alla campagna.


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/odg_acqua160112.pdf


In questi giorni, a Torino si sta consumando il più grave tradimento del referendum con la proposta di svendita da parte del Comune della quota pubblica della società di gestione dell'acqua, proprio da parte dei partiti (PD-SEL-IDV) che avevano sostenuto il referendum di giugno! Unica opposizione quella del Movimento 5 stelle che ha presentato 400 emendamenti riuscendo a bloccare temporaneamente la vendita.

Sebbene purtroppo alcuni di questi partiti abbiano ancora il coraggio di aderire invece di andare a nascondersi dopo questo tradimento, sosteniamo la manifestazione nazionale del 26 novembre a Roma, in difesa del referendum con cui ventisette milioni di italiani hanno chiesto che l'acqua sia bene comune.

Nei mesi passati ci sono stati tantissimi attivisti del Movimento 5 stelle che hanno dedicato intere giornate della propria vita per questa fondamentale battaglia collettiva, lavorando duramente ai banchetti prima per raccogliere le firme e poi per pubblicizzare il referendum. La vittoria di giugno è stata anche una nostra vittoria. Una vittoria di tutti quei cittadini che non si arrendono nel vedere privatizzati i beni comuni.

Con l'insorgere della crisi economica, largamente preannunciata da Beppe Grillo fin dal 2008, quella stessa classe politica di centrodestrasinistra che ci ha portato a questo disastro ora ci vuole togliere il bene comune acqua. Ma noi non ci stiamo! Per questo motivo saremo in piazza il 26 novembre alle ore 14:00 a Piazza della Repubblica.

Facciamoci riconoscere: Stampate il simbolo del Movimento 5 stelle ed attaccatelo sulla vostra maglietta durante la manifestazione!

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Roma - Dopo gli inciuci di Lavitola con la Polverini per rendere inefficace il risultato referendario, emerge da un articolo della cronaca romana di Repubblica del 9 novembre un altro gravissimo scandalo.

L'ACEA, ha finanziato con 200.000 euro il Comitato per il NO durante la campagna del referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua.

In sostanza i proventi dell'ACEA, derivanti dalle bollette pagate dei cittadini, sono stati usati contro i cittadini stessi e per promuovere azioni politiche contro il benessere collettivo. Finanziando la campagna per il No si è infatti tentato di rafforzare il potere dei privati dentro Acea. Gli stessi privati che pochi giorni dopo la vittoria del SI al referendum per l'acqua, tentavano di mettere le mani sull'Agenzia dell'Acqua.

A seguito di quanto si è venuto a sapere, crediamo sia urgente richiedere con forza le immediate dimissioni di Marco Staderini, amministratore delegato di ACEA.

Ladri di acqua

  

La cricca stava già studiando come fregarci i risultati del referendum sull'acqua e mangiarci sopra, Tutto descritto in un articolo del Fatto Quotidiano che parla delle intercettazioni telefoniche in cui è stato scoperto il complotto.


Nelle telefonate di Lavitola le strategie su come aggirare il referendum sull'acqua

di Riccardo Gardel, Il Fatto quotidiano (07/09/2011)


Nell'inchiesta dei pm di Napoli sulle presunte estorsioni ai danni di Berlusconi spuntano alcune telefonate in cui il direttore de L'Avanti parlava con Roberto Guercio, esperto di sistemi idraulici. Che gli spiega come le multiutility possano continuare a fare profitti dopo la consultazione popolare, a cosa servirà la nuova authority sulla risorsa idrica e quali siano i rapporti tra Acea e Regione Lazio

Si interessa di tutto il direttore de L'Avanti Valter Lavitola. Di grandi affari e trame, passando per le reti strategiche del nostro paese. Tra le telefonate riportate dai magistrati di Napoli per chiederne l'arresto spunta anche la strategia dei grandi azionisti delle multiutility per beffare il voto dei referendum sull'acqua dello scorso giugno, fatta di nomine pilotate e di leggi regionali progettate per garantire i profitti milionari ai grandi gestori. Una manovra già iniziata da almeno due mesi, con una strategia precisa, discussa in lunghe telefonate rimaste agli atti dei magistrati di Napoli che si occupano dell'ipotesi di estorsione ai danni del presidente del Consiglio da parte dell'imprenditore Gianpaolo Tarantini e di Lavitola stesso.

Appena sette giorni dopo il voto del 12 e 13 giugno - che ha chiesto la restituzione ai cittadini del bene comune per eccellenza - Lavitola è al telefono con Roberto Guercio, professore all'università di Roma in sistemi idraulici, nominato dal governo commissario straordinario per le emergenze idrogeologiche in moltissime regioni d'Italia. Parlano a lungo di come mettere in salvo i profitti delle aziende interessate agli acquedotti italiani, che "stanno con la merda fino al collo perché le banche gli stanno chiedendo di rientrare", come spiega Guercio al direttore de L'Avanti. E la rete di Lavitola si mette in moto, con l'obiettivo preciso di gabbare il voto popolare.

E' il 21 giugno scorso. Il Parlamento ha appena approvato la conversione del decreto sviluppo che introduce la creazione della neonata Agenzia dell'acqua, con il compito di decidere le tariffe del servizio idrico. Una vera e propria authority, con poteri fondamentali, soprattutto dopo il referendum: dovrà essere questo nuovo organo, ad esempio, a rivedere le tariffe dopo l'abrogazione della remunerazione del capitale sugli investimenti.

Alle nove di sera Lavitola è al telefono con Guercio, che lo informa sul decreto appena approvato: "E' passato, però nella forma che voleva Letta, tre posti, tre anni rinnovabili una volta... ha pagato 100 mila euro all'anno", spiega l'ingegnere idraulico.

Il Gip di Napoli, nell'ordinanza con cui ha disposto l'arresto di Tarantini e Lavitola, sintetizza qual è l'interesse di Guercio nell'agenzia appena costituita. Commentando una telefonata del 5 luglio scorso, i magistrati annotano: "Pertanto lui (Roberto Guercio, ndr) è andato e gli ha detto: abbiamo fatto l'autorità di vigilanza, per me è un sacrificio andarci perché per 3 anni non posso fare niente, piglio 100mila euro e basta e dopo un anno che sono uscito non posso fare nulla uguale, però all'interno di un disegno strategico importante posso anche sacrificarmi ovviamente". Il riferimento è alla norma contenuta nel regolamento dell'Agenzia che vieta ai componenti di avere consulenze con società private. Un vero "sacrificio" per l'ingegnere esperto di acquedotti, abituato alle ricche consulenze pagate dai gruppi multinazionali. Ma un potere immenso, in grado di incidere sulla gestione dell'acqua nell'intero Paese.

Per il membro in pectore della neonata autority - che dovrebbe garantire e tutelare gli interessi dei cittadini su un bene essenziale per la vita - in fondo il voto di giugno non sembra essere, una volta entrato nell'agenzia, un grande problema: "Secondo me il referendum è un'opportunità", commenta Guercio parlando con Lavitola. E spiega nei dettagli come sarà possibile per Caltagirone, il principale socio di Acea, continuare a incassare gli utili milionari della multiutility romana, bypassando il voto di giugno: "Non è detto che tu e i francesi dovete prendervi i soldi da Acea - spiega Guercio, riferendo il contenuto di un incontro con Caltagirone - dalla remunerazione del capitale, il capitale non si paga un cazzo, ma trasformiamo l'attuale concessione di gestione in una concessione di gestione e costruzione... E tu la redditività del capitale te la prendi costruendo per conto di Acea al 50% delle opere come prevede in house la normativa europea". Se il voto ha abrogato il profitto - secondo quesito sull'acqua - stabilendo il principio della gestione pubblica, in fondo basta spostare gli utili dalla gestione al vero core business del gruppo Caltagirone, la costruzione delle infrastrutture. Questo è il piatto ricco che potrà continuare a garantire nei fatti l'interesse dei privati nell'acqua, beffando il voto del referendum.

C'è un ultimo passaggio chiave nel piano di Guercio, che viene riferito a Lavitola: va cambiata la concessione che oggi regola il rapporto tra Acea e i comuni della provincia di Roma. Un'operazione che richiede l'intervento politico della Regione Lazio, che entro la fine dell'anno deve ridisegnare il funzionamento dell'Autorità d'Ambito, ovvero la parte pubblica del sistema di gestione idrica. E anche su questo punto Guercio ha la sua road map per il dopo referendum: "Dato che lei (Renata Polverini, ndr), comunque pensa di rifare un partito con Alemanno - si legge nelle intercettazioni riportate nell'ordinanza del Gip di Napoli - e comunque con Caltagirone si vede una volta al giorno, questa operazione sul Lazio la può fare solo lui. Cioè lui gli dice: Renata preparami la legge regionale entro l'anno in cui mi dai la concessione di gestione e costruzione e concessione del Peschiera (principale acquedotto che fornisce la capitale, ndr) e noi gliela facciamo tecnicamente. Poi la partita gliela teniamo sempre per le palle... no?". Dal contesto delle telefonate appare chiaro che il "lui" citato è il costruttore romano Caltagirone, alleato di ferro di Casini e del sindaco Alemanno. Quello che non è ancora chiaro - anzi decisamente torbido - è perché il futuro potente membro dell'autority delle acque spieghi i suoi piani a Lavitola, il trait d'union tra il sistema Tarantini e il presidente del Consiglio.

Cento volte si!

  

In questi mesi a Roma gli attivisti del Movimento 5 stelle hanno organizzato centinaia di banchetti nelle piazze e nelle strade della città, quartiere per quartiere, per informare i cittadini sui referendum. Cosi come con entusiasmo avevamo partecipato alla raccolta di un milione e quattrocentomila firme per presentare il referendum. Ora tocca a voi, tutti al mare...ma dopo essere andati a votare! Il 12 e 13 giugno aiutateci a vincere la battaglia per i beni comuni.














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