Politicus Sapiens

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Strani esseri, gli umani.
Appartengono al regno animale, classe mammiferi, ordine dei primati, famiglia degli ominidi, specie homo sapiens.

Homo sapiens, dunque. Ed essendo sapiens, cioè sapiente, l'uomo dovrebbe lavorare per migliorare se stesso, la società e l'ambiente che ne supporta l'esistenza.

Questo, almeno in teoria.

Pur appartenendo d'ufficio alla classificazione sopra descritta, i politici italiani fanno specie a sè. Osservandoli, si ha l'impressione di vedere persone normali, cognitivamente valide, in grado di sostenere discussioni, di apprendere concetti, di valutare opzioni.

In campagna elettorale promettono cambiamenti epocali, trasparenza, presiedono cene, comizi, adunate, manifestazioni, firmano appelli, sostengono mozioni, appoggiano proteste, si impegnano a cambiare tutto una volta raggiunta l'agognata poltrona e la "stanza dei bottoni"; spacciano sogni a costo zero, convinti da una prassi ormai solidificata da decenni che nessun cittadino verrà poi a chiedere conto. Finora.

Il consiglio municipale di giovedi 10 ottobre 2013 ha visto il MoVimento 5 stelle presentare due mozioni:
una Piano Quadro della Ciclabilità e l'altra Mobility Manager.
mozione MOBILITY MANAGER 260913.pdf mozione Piano Quadro della Ciclabilità 260913.pdf
Entrambe RESPINTE! E la sensazione di chi osserva è quella di assistere ad un respingimento preordinato, sistemico, premeditato, ad una recita fondata sul vuoto.

Un vuoto pneumatico mentale di chi non ha avuto la voglia, il tempo, il destro, la capacità cognitiva, la preparazione culturale e l'intelligenza di leggere - e comprendere -  la mozione in discussione.

E se, putacaso, tra i banchi della maggioranza, si alza solitaria la voce di un consigliere intenzionato a votare a favore, si erge subitanea la figura e la voce del Presidente di municipio, del politico consumato a rimbrottare il "deviato" che osa sfidare le convenzioni e i diktat di partito, sproloquiando ben oltre i tre minuti consentiti in un comizio vuoto di contenuti e con l'arroganza di chi poi ha l'ardire e l'inaudito opportunismo di  richiamare "gli altri" al rispetto delle regole.

Questa è la commedia andata in scena. Peccato per i politici nostrani che i cittadini e soprattutto gli attivisti del M5S abbiano buona memoria e rammentino molto bene i manifesti che ritraevano l'attuale Presidente del VI municipio, microfono alla mano, sotto una bella scritta in verde: "cambiamo tutto", recitava quella scritta. E' a noi evidente il senso gattopardesco della scritta in questione.

Oggi più che mai, il politicus sapiens ci ha mostrato che "cambiare tutto" in Italia significa una volta di più "non cambiamo niente".  




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