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MoVimento 5 Stelle

Rovereto - 

Golf si, golf no.

Questo sarà il dibattito del prossimo periodo in città, e non solo.
Potrebbe essere un elemento di sviluppo o un danno territoriale assoluto?
Potrebbe riqualificare una zona che oggi è un misto di selvaggio biotopo, discarica (abusiva e legale) e industriale, oppure risultare l'ennesima speculazione edilizia fine a sè stessa?
Questo ragionamento va sviscerato, discusso, partecipato. Tenteremo di farlo oggi e nei prossimo periodo.
Ma il tema è anche un altro. Una coalizione che si è presentata alla città criticando la precedente per scarso ascolto e condivisione, si è dimostrata essere talmente sorda alle sue stesse parole da non permettere ai suoi stessi componenti di poter valutare un tema così impattante come un 18 buche di 40 ettari in una zona di 50...
Si, perché le parole del Sindaco dell'altra sera sono state chiare: abbiamo esposto il tema qualche giorno fa in riunione di maggioranza. Prima il nulla.
Il nulla per il Consiglio, e poco importa a mio avviso, ma soprattutto il nulla per la popolazione. La quale in fin di conti deve "solo" pagare il conto delle fantasie megalomani pseudoimprenditoriali di una maggioranza che propone - senza dichiarare cosa - senza uno straccio di studio economico-ambientale.
La legge è chiara. Per proporre un investimento occorre uno studio preliminare di fattibilità economico-finanziaria. Ovvero si chiede alla politica, semplicemente, che obiettivo ha, che opzioni ci sono per ottenere quell'obiettivo, quali di queste opzioni costa meno ed è più efficace. Uno studio normato dalla legge. Con esperti esterni ed indipendenti, con tanto di dibattito.
Scrivere in una delibera "riqualificazione" sembra invece essere il modo per aggirare tutto ciò. Certo, siamo italiani e abbiamo la capacità di scrivere una legge e trovare immediatamente il modo per aggirarla; in questo il Sindaco si sta dimostrando maestro. Ma che tristezza.
Fin qui i fatti.
La giunta presenta il conto alla città: dateci 2 milioni e 600 mila €, poi chiudete gli occhi e aspettate che ve ne chieda altri. Per fare cosa, qualche ingenuo potrebbe chiedere, non si deve sapere. Si sa solo che è il primo acconto.
In un tempo in cui la politica di professione non è propriamente in salute, in cui persone che si ispirano a una democrazia cristiana che ha portato all'orlo del fallimento l'Italia non dovrebbero neppure sedere in Consiglio Comunale, l'idea che questi diventino anche imprenditori con i soldi dei contribuenti mi lascia alquanto perplesso.
Se fosse arrivato un imprenditore proponendo di costruire un campo da golf l'amministrazione avrebbe chiesto studi particolareggiatissimi sul consumo di acqua, inquinamento, tipologia di accesso, ricadute sul territorio. Avremmo avuto passaggi in commissione urbanistica, ambiente, forse anche politiche sociali. Eppure questi avrebbe proposto un golf con soldi suoi, su un terreno suo, rischiando egli stesso il proprio capitale.
Se lo vuole fare il consigliere Bettinazzi invece tutto ciò non serve. Se l'idea la condivide davanti a un caffè con l'assessore Bortot, tutto ciò serve ancora meno. Se poi arriva nelle mani del Sindaco arrivano pure i soldi dei cittadini.
E il cerchio si chiude.
Parlo dell'assessore Bettinazzi perché è persona schiva, parla poco in consiglio, direi quasi mai, se non quando si trattano argomenti a lui particolarmente cari. Questo evidentemente lo era perché ha preso la parola ben 2 volte distraendosi dal torpore serale.
Il golf è però il tema.
In questi giorni mi sono confrontato con molte persone. Molti ambientalisti veri, non politici camuffati. Ma anche persone normali che dicono: perché no?
Gli ambientalisti negano e bollano come falsità le parole dell'assessore di Rovereto Tomazzoni e della Comunità di Valle Bettinazzi di eco sostenibilità di un campo da golf. Se è vero che si sono fatti passi avanti, è anche vero che per avere un prato verde 365 giorni all'anno occorre bagnarlo, concimarlo, trattarlo tutti i giorni. E il concime non sarà naturale. Difficilmente un golfista pagherà per camminare in un green concimato di letame fresco. I caprioli che il Bettinazzi racconta passeggino beati nel campo prova attuale, non avranno più il posto per vivere quando il 90% della loro area sarà occupata dai percorsi quotidianamente rasati da mezzi meccanici, recinzioni per difendere la sicurezza di giocatori e pubblico, dalle costruzioni per il club e le residenze annesse.
Il racconto bucolico che ci vorranno sussurrare in questo periodo sarà la favola disneyana di un mondo in cui i "bambi" mangiano dalle mani di Cenerentola.
Racconti che servono ai bambini per rilassarsi e addormentarsi felici di vivere in un mondo di buoni.
Ma questa è la realtà. E la realtà si trasforma in ruspe, guardie armate, colate di cemento.
Tanto vale costruire un aeroporto.
C'è un altro piccolo intoppo.
Il luogo è la Ruina Dantesca. Descritta nel 1300 da chi, sommo poeta, consegnò alla storia la nostra lingua. Trasformare un luogo storico letterario in un misero e privato campo da golf (golf roccioso lo ha definito l'ignorante giunta, nel senso che ignora che i luoghi storici non possono essere riqualificati stravolgendoli), è degno di un manipolo di speculatori edilizi.
Tali sono evidentemente i nostri governanti.
Visto che 4 assessorati comunali e uno lagarino sono stati coinvolti in questa assurda richiesta di finanziamento, questi si dovrebbero vergognare e dimettersi all'istante.

Paolo Vergnano
MoVimento 5 Stelle - Comune di Rovereto
Portavoce consigliere comunale


Rovereto - 

So che a qualcuno suonerà strano. Ma lo voglio dire chiaramente. Il verde cittadino, la salubrità dell'aria, la qualità di vita dei cittadini non sono argomenti da battibecco di cortile. Sono cose serie. In giro per la nostra vecchia Europa iniziano a fioccare denunce ai governi per manifesta incapacità di ottemperare ai regolamenti e agli obiettivi che essi stessi hanno scritto riguardo la salvaguardia ambientale.
I governi si riuniscono, decidono che la CO2 debba diminuire in modo consistente per evitare il surriscaldamento del pianeta e...costruiscono strade.
Le regioni e le provincie che devono ottemperare sul loro territorio finanziano l'acquisto di automobili semplicemente cambiandone il motore. Possibile che il Diesel-Gate non abbia insegnato nulla a nessuno?
I comuni redigono tonnellate di regolamenti che svuotano con le delibere quotidiane.
Vogliamo svegliarci una volta per tutte e unire le forze per consegnare ai nostri nipoti almeno la parvenza del mondo che abbiamo vissuto noi, ormai arrivati alla soglia dei 50 anni, da giovani?
Leggo costernato le dichiarazioni di chi ha nel nome il logo politico di questo processo. Spostare i campi per mantenere gli accordi politici, accettare l'abbattimento di oltre 30 piante per non litigare in giunta...accettare una "tangenziale leggera" per prendere il potere cittadino. Quando racconto questo nelle conferenze europee, i Verdi di quei paesi mi guardano come se bestemmiassi. La Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha dichiarato che il trasporto pubblico deve sopravanzare ogni altro investimento e che deve essere gratuito. Lei, Verde francese, pensate cosa potrebbe commentare leggendo che a Rovereto i suoi omonimi vogliono una tangenziale e che finanziano di poco più di centomila Euro il trasporto pubblico cittadino. Però leggo le parole finali di un comunicato in cui il portavoce dei Verdi roveretani si discosta personalmente dalle decisioni del suo partito e afferma che non è d'accordo sull'abbattimento degli alberi. Che non è d'accordo sulla speculazione edilizia che distruggerà il Parco alle Piastre. Che occorre un regolamento del Verde per fare in modo - e cito - "per evitare che ogni nuova giunta possa abbattere alberi come più gli aggrada".
Bene, a questi verdi dico: io ci sono.
Tanto che ho proposto, in quanto Presidente, alla Commissione Ambiente di redigere il regolamento già settimane fa. La risposta della maggioranza è stata però interlocutoria, attendista. Mi sarei aspettato un SI convinto, invece ho dovuto incassare un "vedremo" anche dall'esponente dei Verdi. "Vedremo", "Studiamo", "Confrontiamoci", in politica vuol dire aspettare, annacquare, insabbiare.
Io ci sono, il Movimento 5 Stelle c'è, al di là di ogni appartenenza, se c'è la volontà di costruire una città migliore.
Altrimenti sono solo parole, un sottofondo composto da un battibecco da cortile. E il Movimento 5 Stelle non ha tempo per chiaccherare.

Paolo Vergnano
Portavoce consigliere comunale Rovereto


Rovereto - 

Ennesima brutta pagina degli appalti di servizio della nostra città.
Dopo la pessima figura dell'esternalizzazione della biblioteca, con tanto di passaggi in Consiglio Comunale, revisione della gara e tradimento delle promesse (poi rientrate in extremis) sulle assunzioni, ora addirittura si profila l'abbandono per incapacità organizzativa della vincitrice della gestione dello Smart-Lab.
La Cooperativa Bellesini ha presentato un progetto, ha vinto, ma non riuscirà, secondo quello che si legge sui giornali, ad ottemperare alla promessa data.
Partecipare ad una gara pubblica di gestione di un servizio come questo, che coinvolge moltissime associazioni ed è rivolto ai giovani, non è solo un business. È soprattutto un patto civile (non dico civico in quanto sarebbe confuso con la parte politica che è compartecipe di questo scempio) tra il gestore e la cittadinanza.
Cittadinanza che ha "messo sul piatto" oltre 1 milione e 200 mila euro.
La risposta del vincitore? "Abbiamo scherzato, non siamo capaci di farlo".
Comprendiamo che si possa sbagliare, ma chi ha scritto ed approvato il bando come si è premunito, come ha potuto permettere che si potessero scrivere progetti dai piedi d'argilla, come ha potuto credere che senza esperienza e senza accordi pregressi i futuri gestori potessero ottemperare alla promessa?
Quante aspettative di giovani, associazioni, operatori sono state disintegrate in questi giorni? Quanta fiducia nella politica avranno d'ora in poi i giovani che frequentano lo Smart Lab?
Inoltre chi risarcirà la Città di Rovereto per il danno di immagine e di aspettative fallite?
Non basta dire "tutto bene quel che finisce bene", bisogna capire cosa non ha funzionato e trarre le dovute conseguenze. Le conseguenze, nei paesi evoluti, si pagano partendo dal vertice.
Questo è semplicemente l'ennesimo fallimento del progetto dei civici. Tra cui militano moltissime persone di enorme spessore culturale e civile, ma che sono schiacciate dalla necessità che ha la giunta di concludere più progetti possibili - qualche maligno direbbe "affari" -, passando sopra gli interessi collettivi, i beni comuni, le istanze che arrivano dalla popolazione.
Un fallimento che ha varie facce. Taglio di alberi, speculazione edilizia in parchi cittadini, viabilità caotica spacciata per mobilità, attendismo e politica del "è colpa degli altri".
Non basta rubare - politicamente - le parole agli altri, occorre credere e lavorare per gli obiettivi comuni. E questa giunta ha fatto promesse altisonanti e ha operato in direzioni opposte.
La resa della Cooperativa Bellesini è, loro malgrado, solo l'ultimo capitolo temporale di questo fallimento.

Paolo Vergnano
Portavoce consigliere comunale Rovereto


Rovereto - 

Essendo il trasporto pubblico gratuito nel programma provinciale del Trentino e comunale di Roverero, di cui sono consigliere portavoce in Consiglio Comunale, dopo svariati anni di conferenze ho scritto questa metafora per aiutare tutti a spiegare perché il biglietto del trasporto pubblico locale è anacronistico.


"Per passare una serata in compagnia Alberto, un noto imprenditore locale, invitò a fedteggiare molti suoi amici. Visto che voleva proporre un momento condiviso, chiese a tutti di portare una torta.
I suoi amici, plaudendo l'idea della condivisione, gli chiesero quanti fossero invitati e portarono una magnifica torta, splendidamente decorata con tutte le leccornie che ognuno di loro avrebbero potuto gustare.
Visto che si parlava di condivisione ogni invitato mise una quota per comprare la torta.
Alberto, in quanto padrone di casa, si premurò di tagliare la torta e porgere ad ogni invitato la sua fetta, per fargliela gustare.
Ogni invitato aspettava con ansia il proprio turno con l'acquolina in bocca.
Ma successe un fatto apparentemente incomprensibile.
Alberto, nel porgere la porzione di torta al primo ospite, disse: per farti capire il valore d questa torta, la sua bontà e genuinità, il fatto che un artista l'ha decorata, ti chiedo 1€ per poterla mangiare.
L'invitato rimase di stucco ma, visto che voleva la torta pagò l'euro....e aspettò con la "sua" fetta in mano gli altri.
Il secondo invitato, alla richiesta di Alberto, disse: "non ho l'euro, ho speso tutto per comprare la torta".
Al che Alberto, nella sua granitica convinzione che occorresse istruire i suoi ospiti e dare l'esempio a tutti, con una flemma e una sicurezza invidiabile, aprì la pattumiera e buttò la fetta di torta che aveva tagliato per l'ospite dicendo: "sei un evasore, un portoghese, devi vergognarti".
Andò avanti così fino a terminare gli ospiti.
Solo 5 di loro pagarono la fetta di torta. Gli altri restarono a guardare le loro fette, pagate da loro, nella pattumiera."

Sostituite il nome di Alberto con "Assessore alla mobilità", il termine "ospite" con "cittadino", la "torta" con "trasporto pubblico", le "leccornie e le decorazioni" con "Wi-Fi, aria condizionata, sedili in pelle" e la fetta di torta con "autobus" e avrai il quadro del TPL.

I cittadini pagano il servizio in anticipo, l'assessore chiede loro di usarlo ma per farlo fa pagare loro un biglietto. Se non lo pagano il bus viaggia vuoto....buttando via il servizio.

Un attivista mi ha scritto (e lo allego come integrazione):
"L'esempio è buono, ma dimentichi di dire che gli invitati erano obbligati a dare i soldi a lui per la torta. E non hanno pagato solo la torta, ma pure il coltello, i piatti e la spesa per lo smaltimento delle fette buttate. E con i soldi della torta si paga pure lo stipendio. A volte l'anno realtà supera la fantasia."


Rovereto - 

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http://www.ildolomiti.it/societa/esposto-alla-corte-dei-conti-le-consulenze-date-alla-fondazione-mach-non-dovevano-essere


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Rovereto - 

In data odierna, come portavoce consigliere comunale a Rovereto del M5S, ho depositato una segnalazione alla Procura della Corte dei Conti, per chiedere di verificare l'esistenza di un possibile danno erariale in relazione all'incarico affidato dal Comune di Rovereto alla Fondazione E. Mach per l'esecuzione delle indagini fitosanitarie e statiche degli alberi di viale Trento (determina n. 342/2017 del 20/03/2017).
Stando alla normativa vigente, puntualmente richiamata nella nostra segnalazione e dichiarata pubblicamente dal Presidente dell'Ordine degli Agronomi e dottori Forestali durante l'incontro pubblico del 5 settembre scorso, questo tipo di approfondimenti e indagini tecniche dovrebbero essere effettuati da soggetti regolarmente iscritti all'Ordine degli Agronomi e dottori Forestali. Ad oggi, tuttavia, non risulta alcuna iscrizione della Fondazione E. Mach e del dottor Giorgio Maresi, autore della consulenza, all'ordine degli agronomi. Questa non risulta nemmeno alla data di accettazione dell'incarico, né di redazione del parere.
È proprio per fugare qualsiasi dubbio circa presunte irregolarità od omissioni che ci siamo rivolti alla Corte dei Conti: non dimentichiamo, infatti, che il Comune di Rovereto ha sborsato oltre 6mila euro di soldi pubblici per questa consulenza. Considerato che quella relativa agli alberi di viale Trento è una questione di grande interesse per i cittadini di Rovereto, è nostra intenzione vigilare sulla correttezza dei soggetti coinvolti e degli amministratori: nel caso specifico, chiarire se questo denaro sia stato corrisposto regolarmente o se, al contrario, se vi sia stato un utilizzo improprio delle risorse pubbliche.


Rovereto - 

È in atto un problema di sicurezza riguardo l'uso dei mezzi pubblici per gli operatori e per i cittadini.
Il nostro pensiero va innanzitutto agli operatori aggrediti e agli utenti che raccontano di quotidiani episodi vissuti con disagio e spesso paura.
Non possiamo nasconderci dietro parole di circostanza, se chi, come lo scrivente, che ha nel proprio programma di governo cittadino la parola "accoglienza" e "democrazia diretta", è costretto, dalla gestione attuale del nostro territorio, a scrivere una tale interrogazione.
Costretto, in quanto credo nell'assoluta eguaglianza delle persone e che non sia la pigmentazione della loro pelle o la loro religione o il paese di provenienza a renderli diversi da me.
In questi ultimi anni, a causa di scelte scellerate in ambito internazionale del governo passato per fortuna caduto, a un flusso migratorio incontrollato e soprattutto, questo è il vero problema, che ha visto il territorio italiano come unico luogo di destinazione, abbiamo visto aumentare il numero di immigrati non inseriti nel sistema produttivo. Scelte che hanno obbligando, di fatto, i migranti a doversi fermare in attesa di poter andare in paesi più appetibili.
L'Italia, ovvero il suoi governi, non hanno organizzato adeguatamente questo fenomeno.
Sia che crediamo nell'integrazione, sia che vogliamo l'allontanamento di queste persone, non possiamo prescindere da un elemento fondamentale: costoro arrivano spesso da zone in cui il diritto e la democrazia non sono mai esistiti così come li intendiamo noi. Persone che hanno una idea di rispetto, per cose e persone, diversa dalla nostra per evidenti situazioni ambientali.
È sufficiente parlare con chi si occupa di aiuti in quei paesi per comprendere che l'ambiente sociale in cui vivono non ha nulla di simile al nostro, in cui , troppo spesso, è la legge del più forte a far sopravvivere le persone. Non nascondiamoci, se chiunque di noi fosse catapultato in un campo profughi sudanese o un campo di concentramento libico, probabilmente avrebbe qualche ora di vita.
Con questo, non possiamo giustificare le violenze e le aggressioni di questo ultimo periodo.
Ma noi, parlando alle istituzioni, siamo lo Stato. Quello con la "S" maiuscola.
Siamo la culla del diritto. Siamo il popolo che oltre 2000 anni fa ha inventato il sistema giuridico, sistema che deve valere per tutti.
Non parlo qui del biglietto del treno, che come ben sapete a mio avviso potrebbe essere tolto senza alcun problema finanziario, ma della sicurezza del diritto.
Lo stato, quello con la "s", minuscola, cosa fa? Di fronte a un flusso migratorio di persone - arrabbiate, abituate a difendersi personalmente, educate a un sistema senza diritto giuridico - che lui stesso ha bloccato sul nostro territorio pur sapendo che la loro volontà era di mero transito, cosa fa? Diminuisce il personale di sicurezza e la delega a controllori civili senza formazione, addestramento e selezione apposita.
Un disastro organizzativo totale.
Oltre a questo, nel momento in cui capitano inevitabili scontri che coinvolgono il personale viaggiante, la risposta istituzionale quale è? La soppressione del servizio.
A me pare la resa dello Stato di Diritto.
Crediamo fermamente che sia d'obbligo ripristinarlo. Non per raccattare qualche euro derivante dai biglietti, ma per rendere reale la parola "accoglienza". Che non vuol dire: fai quello che vuoi, ma agisci seguendo le regole del diritto e del rispetto che ci contraddistingue nel mondo. Vale per noi cittadini italiani, vale per chiunque.
La sicurezza però, non può essere confusa con l'incasso delle società di servizio. Questo è a carico delle medesime. O il servizio è gestito dal pubblico, allora qualora occorra la bigliettazione ci pare corretto che si utilizzino le Forze dell'Ordine, oppure, vista la privatizzazione di fatto, tale incasso deve essere gestito in autonomia dalle società che producono il servizio. Le forze dell'ordine non possono essere utilizzate al posto dei controllori, ma devono far rispettare la sicurezza dei cittadini.
Inoltre, la sicurezza dei mezzi pubblici è indice di uno Stato civile, che si preoccupa della corretta coesistenza ed educazione dei suoi cittadini, anche per altri scopi. Socializzazione, impatto ambientale, diminuzione di costi, sono tutti obiettivi che si possono perseguire se si ha un sistema di trasporto pubblico efficiente e utilizzato. Ma senza sicurezza, lo avremo sulla carta.

Paolo Vergnano
Movimento 5 Stelle Rovereto


Rovereto - 

Dal 5 al 22 di settembre, il parcheggio del Follone verrà chiuso per far posto alle casette della manifestazione denominata Strongmanrun.
Indipendentemente dal giudizio che si può dare all'organizzazione, siamo fermamente convinti che questa non possa pregiudicare per quasi 20 giorni la vita dei cittadini. L'attuale amministrazione, al pari di quelle precedenti, non ha fin'ora attuato alcun potenziamento del trasporto pubblico, seppur pungolata da sempre dal Movimento 5 Stelle, e, anzi, ha fino ad oggi basato la sua politica di mobilità cittadina sulla gratuità a tutti di 2 ore di parcheggio.
Chiaramente contravvenendo ai dettami degli accordi internazionali firmati proprio dal nostro Comune che vorrebbero una diminuzione del consumo di CO2 globale e anche alla legge provinciale di recente approvazione che impone di diminuire il traffico veicolare provinciale.
Ma, indipendentemente dalle considerazioni globali, qui siamo di fronte a una incongruenza sostanziale.
Senza mezzi termini la Giunta punta sui parcheggi, almeno come politica comunale, per poi chiuderli per quasi un mese.
Sappiamo che la Provincia ha firmato un accordo per il potenziamento del TPL roveretano, ma questo avverrà, se tutto va bene, tra un anno.
Invece tra cinque giorni i commercianti e i cittadini di Rovereto saranno privati del più grande parcheggio cittadino.
A fronte di ciò ci saremmo aspettati che la Giunta potenziasse il trasporto pubblico locale e lo rendesse gratuito, in modo da fornire alla cittadinanza una alternativa valida alla propria mobilità. Ma oltre due anni di interventi consiliari sono serviti solo a produrre carta e atti politici, senza aver lasciato nulla di concreto.
Non lo abbiamo spiegato a sufficienza, probabilmente, in quanto siamo dell'opinione che se non si riesce a spiegare un concetto, spesso la colpa ricade su chi lo enuncia.
Facciamo "mea culpa" e siamo più precisi quindi, forse, più comprensibili: la cittadinanza chiede più bus, più frequenti, possibilmente senza impazzire per poter pagare il biglietto. Nel caso anche gratuito, in quanto il comune non è certamente in situazione finanziaria tale da non potersi permettere un piccolo sforzo per diminuire il carico veicolare dannoso per inquinamento e rischi.

Paio Vergnano
Movimento 5 Stelle Rovereto


Rovereto - 

La vicenda del licenziamento dei dipendenti privati che prestano servizio presso la Biblioteca Comunale di Rovereto è emblematica.
Ora tutti si stracciano le vesti per il loro licenziamento, senza capire, o capendolo ma facendo finta di nulla, che è stata la scelta di esternalizzare il servizio a provocare il loro licenziamento. Esternalizzare vuol dire privatizzare. Anche i sindacalisti più illuminati lo comprendono. Non tutti devo dire, spesso ho trovato anche nei sindacati chi crede che esternalizzare significhi realmente dare opportunità ai dipendenti.
Ma quando abbiamo messo in guardia l'amministrazione riguardo la strada che si stava percorrendo, questa non ha fatto altro che continuare nell'azione di privatizzazione. Dobbiamo ammettere che questa specifica situazione è stata iniziata dalla scorsa amministrazione che, in linea con le direttive provinciali del Centrosinistra autonomista, ha condotto una politica di privatizzazione di parte dei servizi della Biblioteca. Ma non si può assolvere l'amministrazione Valduga che, seppur abbia sùbito lo specifico bando ereditato dall'amministrazione Miorandi, non ha ci ha mai fatto capire di aver compreso pienamente la differenza tra servizio pubblico, servizio esternalizzato, servizio privato. In Consiglio Comunale, infatti, abbiamo sempre ascoltato parole che indicano la confusione totale in cui versa l'amministrazione nella distinzione tra le varie tipologie di servizio. La questione Scuola Musicale Comunale Zandonai ne è l'esempio. Anche qui il Sindaco mescola gestione comunale con gestione esternalizzata e gestione privata. Per noi la descrizione è semplice.
La gestione comunale è quella diretta, al massimo effettuata attraverso un'azienda speciale come AMR, con dipendenti comunali, assunti tramite concorso pubblico e stipendiati direttamente dal comune.
La gestione esternalizzata è quella attuale. Parte comunale parte gestita da aziende esterne.
La gestione privata è la fondazione, che non è altro che un modo per svendere i servizi, continuare a finanziarli con le tasse dei cittadini e privatizzarne gli utili.
Quindi solo la prima - la gestione diretta comunale - è indice di un servizio pubblico per i cittadini. Le altre soluzioni sono alla stregua di vendita...o meglio di svendita.
Del resto non si può chiedere a un privato di partecipare a una gara e poi non cercare di risparmiare il più possibile: il suo fine è guadagnare non dare servizio.
Se si fosse voluto garantire la qualità del servizio bibliotecario e il lavoro dei dipendenti si sarebbe dovuto annullare la gara, o neppure farla.
Qualcuno dirà che non era possibile, noi riteniamo che lo fosse.


Paolo Vergnano
Movimento 5 Stelle Rovereto


Rovereto - 

Le ultime dichiarazioni di Valduga rappresentano quanto di peggiore può offrire la politica. È evidente che l'attuale sindaco ha raggruppato intorno a sè ectoplasmi politici di ogni genere non per governare una città, ma per mirare ad altre poltrone, per propri interessi personali o per soddisfare mire altrui, poco importa. Sono due anni che ascolto questi politici parlare in Consiglio di condivisione e ascolto, di democrazia e di volontà popolare per poi imporre le proprie decisioni con il "tour delle Circoscrizioni". Tour in cui abbiamo assistito spesso a sotterfugi per far approvare progetti senza condivisione alcuna. L'abbattimento degli alberi di Viale Trento ne è il più clamoroso esempio. Circoscrizioni che ha cercato di ammorbidire e di imbrigliare con i soldi dei cittadini e con la vergognosa proposta dello stipendio ai Presidenti. Progetto che è stato fermato proprio dal Movimento 5 Stelle così criticato dal Sindaco. Del resto come si fa a considerare benevolmente chi ha sottratto l'osso di bocca? Chi ha fatto fallire una promessa elettorale non espressa? Ascolto, condivisione, partecipazione. Tutte parole vane nel fatti. Utili solo per sviare l'attenzione. E poi, che proposta magnifica. Una grande marmellata di partiti e finti movimenti. Una grande coalizione dove poter avere ognuno il proprio feudo e continuare la gestione personale dei soldi pubblici. Esattamente il contrario del mandato che oltre 9 milioni di cittadini ci diedero nel 2013, mandato a cui siamo fedeli: nessuna coalizione, nessun accordo pre o post elettorale. Proprio quello per cui Fraccaro, io e tutti coloro che si sono sentiti costretti ad impegnarsi nelle istituzioni scegliendo un movimento che non premia la carriera, stanno lottando tutti i giorni. Tutti i giorni lavoriamo sapendo che non vivremo di politica, che avremo solo due legislature a testa per cambiare il Paese, guardando tutta la pletora di professionisti politici che, dall'alto della loro esperienza, ci insegnano come lo hanno rovinato sperperando soldi pubblici per ottemperare a promesse elettorali inespresse. Quanti roveretani avrebbero votato i civici se avessero dichiarato di voler introdurre lo stipendio ai presidenti circoscrizionali in campagna elettorale? Nessuno. Io non sono un fine politico, ma so che la legge elettorale che Fraccaro ha contestato non tutela l'autonomia, ma le poltrone del centro sinistra a cui Valduga mira ed è stata scritta da Renzi che dichiara nero su bianco di voler eliminare le regioni autonome e le provincie a statuto speciale. Nel Movimento 5 Stelle chi fa il Sindaco fa solo il Sindaco. Non ha né il tempo né il mandato per fare altro. Pare invece che in tutti gli altri schieramenti sia diverso. Per questo Valduga può pensare alle grandi coalizioni e ai partiti unici trascurando quelli che sono i reali interessi dei roveretani.

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