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Programma

1. Lotta e contrasto all'involuzione del sistema
I regimi democratici rappresentativi europei stanno vivendo una fase di generale involuzione: la degenerazione dei partiti in comitati elettorali, lo strapotere dei poteri esecutivi e la sostanziale paralisi del potere legislativo (con la sua patologica ed endemica incapacità decisionale) delineano un quadro sostanzialmente patologico. Nel nostro paese, l'introduzione della legge elettorale maggioritaria a liste bloccate ha completamente esautorato l'elettore, privato financo della possibilità di scegliere i propri rappresentanti nelle assemblee legislative. Le aule parlamentari si trovano così a dipendere in tutto e per tutto dal governo (per quanto riguarda lamaggioranza) o dalle élites di partito (per l'opposizione). Il desiderio di prolungare la carriera e di continuare a far parte della "casta" fa premio su qualsiasi tentazione di manifestare indipendenza di pensiero. A livello locale esistono ancora alcuni spazi per invertire la tendenza degenerativa in atto. È pur vero che la legge 81 del 1993 ha decisamente potenziato la figura del sindaco (cui la legge 127 del 1997, nota come "Bassanini due" ha aggiunto notevoli poteri di condizionamento, da parte del sindaco, dei dirigenti e del segretario comunale), ma ha mantenuto in capo al consiglio comunale poteri di indirizzo e di controllo che non possono essere compressi e condizionati nel loro esercizio senza che si configuri una vera propria violazione di legge. Nulla autorizza, nonostante i ripetuti interventi riformatori del legislatore, a trasferire le decisioni dalle assemblee elettive al potere esecutivo (sindaco e giunta), o peggio a comitati ristretti espressi dai gruppi dirigenti di partito, divenuti del tutto autoreferenziali, dopo l'interruzione del processo di osmosi e di dialogo che precedentemente si verificava, pur con limiti e contraddizioni. Un primo obiettivo programmatico è quindi rappresentato dalla necessità di ripristinare una corretta dialettica democratica, in cui l'assemblea elettiva (il consiglio comunale) sia luogo dell'elaborazione e della formazione delle decisioni, e non più l'organo recettivo di decisioni oligarchiche adottate altrove. Ciò comporta tanto il ripristino di una dialettica corretta fra maggioranza ed opposizione, di cui deve farsi garante un presidente del consiglio comunale dotato di iniziativa ed autonomia, culturalmente capace di esprimere indipendenza di pensiero rispetto ai condizionamenti del potere esecutivo.

2. Moralità ed austerità
Deve essere contrastata ogni manifestazione della deriva da "ceto politico" a "casta" che ha caratterizzato la vita politica in questi anni, tanto a livello centrale (e qui si potrebbe forse comprendere) quanto (inammissibilmente) a livello locale. L'amministratore locale(in una realtà come Rozzano, consentirei l'eccezione per il solo sindaco) deve essere un cittadino "prestato" alla politica, che continua a pieno titolo a esser parte della "società civile", con le cui istanze mantiene il dialogo, rifiutando ogni tentazione di separatezza. Se necessario, le indennità di carica degli assessori e del presidente del consiglio comunale debbono essere ridotte per raggiungere questo obiettivo. Né deve essere trascurato il problema del conflitto di interessi: nessun amministratore locale deve essere beneficiario di provvedimenti dell'amministrazione, né devono esserlo i suoi parenti ed affini sino al quarto grado. Tutti gli amministratori dovranno essere modelli di sobrietà: nei comportamenti, nell'aspetto esteriore, nell'approccio alla gente.

3. Governo del territorio
Ictu oculi, Rozzano è uno dei comuni che più si sono contraddistinti per la tendenza inarrestabile a consumare territorio, in una bulimia edificativa che ha determinato un'og-gettiva connivenza fra pubblica amministrazione ed interessi privati dei costruttori e dei maggiori gruppi della grande distribuzione commerciale. Le capacità "persuasorie" di questi soggetti privati sono notevoli; altrettanto sbilanciato (ovviamente a loro favore) è il rapporto che si concretizza nelle sedi giurisdizionali in caso di conflitto. Una nuova amministrazione, per quanto ben intenzionata ad arrestare il processo di consumo incontrollato del territorio attualmente in atto, si troverebbe a gestire una notevole massa critica di "diritti acquisiti", in base a scelte urbanistiche maturate nelle legislature precedenti. Ciononostante, un'amministrazione che ambisse a determinare l'inversione della tendenza scellerata al consumo del territorio (letteralmente "drogata" dalla scomparsa dei vincoli che in passato impedivano o limitavano l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione per il finanziamento delle partite correnti) dovrebbe sicuramente sottostare a pesanti condizionamenti pur tenendo fermi due obiettivi fondamentali: - non autorizzare ulteriori cementificazioni; - rinegoziare le convenzioni eventualmente già stipulate dalle precedenti amministrazioni, con l'obiettivo di ridurre le volumetrie e migliorare la qualità abitativa delle nuove edificazioni (spazi meno congestionati, conservazione del verde); - adottare il criterio del "saldo zero" fra cubatura demolita e cubatura edificata. Una città come Rozzano, che nella costruzione del quartiere ALER ha saputo coniugare la risposta alla domanda di alloggi a basso prezzo con la conservazione di importanti spazi a verde non può accettare oggi l'edificazione di alloggi ad alto costo, alta densità edificatoria, di bassa qualità architettonica e a basso indice di vivibilità. Più in generale, va arrestata la tendenza all'aumento incontrollato della popolazione residente. Tale aumento rappresenta un'ipoteca sul futuro del comune, che è e sarà chiamato a fornire a questa crescente popolazione tutti i servizi di sua competenza: dagli edifici scolastici fino all'assistenza in tarda età e agli spazi necessari per la sepoltura. Tutta questa problematica va inquadrata in una logica di sviluppo urbano sostenibile. Il principio di sostenibilità dovrà essere considerato tanto dal punto di vista della sostenibilità ambientale quanto dal punto di vista della sostenibilità economica nel lungo periodo. È del tutto evidente che entrambe questi aspetti sfuggono attualmente al controllo dell'amministrazione.

4. Politiche sociali, della legalità, della solidarietà e dell'integrazione
Le politiche sociali, che a Rozzano come in tanti altri comuni dell'hinterland milanese assorbono risorse importanti, debbono sempre tendere a superare la logica dell'assistenzialismo e a promuovere l'autonomia del singolo soggetto, a sostituire in ogni caso la garanzia del diritto all'elargizione del favore. In materia di legalità, solidarietà e integrazione non possono essere in alcun modo derogati i princìpi ispiratori che hanno fatto la storia di questa città. Il rispetto della legalità non deve essere mai messo in discussione: ma non certo per i soli stranieri o per le etnie che (a torto o a ragione) sono meno tollerate dalla polazione. Il principio di legalità deve valere a tutto campo: tanto per il "microcriminale" quanto per l'imprenditore che non rispetta le regole o per il vandalo che danneggia il patrimonio pubblico o privato. Devono inoltre essere rivendicate come valori primari le politiche di solidarietà e di integrazione che rappresentano la cifra caratteristica di questa città fin dalla sua nascita.

5. Politiche dello sviluppo commerciale e produttivo
Il recupero della qualità di vita del territorio passa anche attraverso la prosecuzione delle politiche di governo del territorio che promuovono il reinsediamento delle attività produttive ancora collocate in contesti "misti", disordinati e di bassa qualità urbanistica (Quinto de' Stampi, Valleambrosia, Ponte Sesto). Contestualmente, l'amministrazione dovrà contrastare l'ulteriore espansione della grande distribuzione commerciale che, nelle sue varie articolazioni, già usufruisce di spazi molto estesi sul nostroterritorio. In un contesto più regolato le forze migliori della piccola imprenditorialità potranno trovare migliori opportunità di affermazione e di sviluppo. In particolare, dovrà essere difeso e rilanciato il commercio di vicinato, che potrà trovare nella "filiera corta" (cioè nella valorizzazione delle produzioni del territorio) un'importante opportunità di crescita e riqualificazione.

6. Politiche culturali e formative
La vita culturale della città dovrà conoscere una fase di rilancio, che potrà comportare la revisione del rapporto fra l'amministrazione comunale e le fondazioni che attualmente gestiscono tanto l'attività culturale e musicale quanto la gestione della biblioteca e della Cascina Grande, che nell'attuale legislatura amministrativa sono state oggetto di scelte non del tutto convincenti. L'amministrazione comunale dovrà tornare protagonista in materia di scelte culturali, nelle quali dovranno essere evitati sia le proposte troppo elitarie, sia l'insistenza su iniziative semplicemente folkloristiche: perché gli eventi culturali debbono essere largamente fruibili, ma debbono rappresentare anche occasioni di effettiva crescita culturale della cittadinanza. Le politiche formative dovranno avere come stella polare la valorizzazione delle scuole autonome, con maggiori finanziamenti per le scelte progettuali degli istituti e corrispondente riduzione dei finanziamenti attualmente utilizzati a sostegno di scelte dirigistiche dell'amministrazione. Nella programmazione territoriale dell'offerta formativa dovranno essere rimosse tutte le situazioni di maggior concentrazione del disagio, attraverso la revisione del dimensionamento e della configurazione attuale degli istituti scolastici di scuola primaria e secondaria di primo grado. L'amministrazione supporterà lo sviluppo e l'articolazione dell'offerta formativa disponibile sul territorio per lo studio secondario ponendo a disposizione, in regime di convenzione con l'Amministrazione Provinciale, edifici scolastici di propria proprietà. Dovrà essere ripresa e portata avanti l'azione di sviluppo delle opportunità formative rivolte alla popolazione adulta (C.P.I.A. e corsi serali di istruzione secondaria). Nell'ambito del Consorzio per la Formazione Professionale, l'amministrazione comunale di Rozzano dovrà investire per attivare nuovi corsi di formazione, sempre meglio rispondenti ai bisogni formativi dei ragazzi in uscita dalla scuola media. Dovranno essere privilegiati gli ambiti professionali con maggiori opportunità di sbocchi lavorativi.

7."Macchina comunale" e gestione dei servizi
L'amministrazione deve funzionare al servizio del cittadino, ma deve a sua volta essere riconosciuta e valorizzata nella sua specifica professionalità: occorre quindi eliminare tutti gli sprechi, a partire dalle consulenze prive di effettivo contenuto tecnico, dai "progetti" gestiti da soggetti esterni che hanno come unico scopo il lucro di chi li realizza. È anche necessario rivedere i compensi delle figure dirigenziali apicali. La gestione dei servizi attraverso aziende di proprietà comunale andrà accuratamente verificata, alla luce di criteri di efficienza e di economicità. Sulla base dei principi di sobrietà ed economicità, si dovrà procedere ad un'attenta valutazione dei costi della macchina comunale, eliminando tutti quelli che non abbiano una valida giustificazione sotto il profilo della pubblica utilità. Saranno operati tagli innanzitutto nei riguardi delle spese di rappresentanza e propaganda a sostegno dell'immagine dell'Amministrazione o di suoi singoli membri; ciò non significa eliminare i canali di comunicazione e informazione sull'attività svolta dalla Giunta, che anzi andranno perfino potenziati, abbandonando tuttavia lo stile pubblicitario e apologetico che caratterizza il modello comunicativo dell'attuale Amministrazione. Discorso analogo vale anche per le molte, inutili e costose iniziative organizzate a solo scopo "promozionale". Il rapporto fra l'amministrazione e le aziende dovrà essere profondamente cambiato. Il ruolo di queste ultime dovrà essere ridimensionato, sottraendo alla loro competenza tutto ciò che la legge riserva espressamente al Comune, salvaguardando tuttavia i lavoratori e le loro famiglie. Nell'assunzione del personale cesseranno le pratiche clientelari (posti in cambio di sostegno lettorale) e verranno reintrodotti i pubblici concorsi.

8. Persone
Agli elettori debbono essere proposte persone nuove, giovani e non compromesse, in modo che ai loro occhi i princìpi del rinnovamento risultino chiaramente percepibili e credibili.

9. Giovani per i giovani
Le cosiddette "politiche giovanili" devono essere oggetto di un profondo ripensamento. In primo luogo, vi è un problema quantitativo: c'è oggi un troppo forte sbilanciamento fra l'attenzione giustamente dedicata alla popolazione anziana e le risorse destinate alle giovani generazioni. I giovani sono una risorsa fondamentale della città perché ne rappresentano il futuro. Di tale prospettiva i giovani tuttavia non si dimostrano consapevoli, appaiono schiacciati sul presente e pessimisti sul domani. Questo atteggiamento ha profonde radici strutturali e non può essere modificato senza che vengano avviate a livello nazionale (ed europeo) delle politiche che dedichino ai giovani un'attenzione reale e non formale, creando le condizioni perché le intelligenze e le capacità di iniziativa presenti nel mondo giovanile vengano valorizzate in un contesto normativo favorevole. L'amministrazione comunale potrà dare un contributo in questa direzione incrementando l'investimento nelle politiche culturali e formative, in particolar modo quelle dedicate al rientro in formazione di coloro che hanno abbandonato da qualche anno l'istruzione scolastica. Questa seconda opportunità formativa dovrà essere professionalizzante, diretta verso settori economici e produttivi che garantiscano una buona occupabilità. Per quanto riguarda modi, forme, luoghi e manifestazioni pubbliche dell'aggregazione giovanile, la politica dell'Amministrazione dovrà essere attenta e flessibile, rapida e agile nel seguire e nel valorizzare le scelte spontanee caratteristiche di questa fascia di popolazione. Una politica di questo genere sarà possibile solo se verrà affidata a dei giovani. L'assessorato alle politiche giovanili dovrà essere affidato a un giovane.

10. Attenzione ai più deboli
La nuova Amministrazione si deve connotare esplicitamente per una politica sociale che privilegi gli strati più deboli ed emarginati della popolazione. Si tratta di mettere in pratica il principio della solidarietà spostando risorse a favore di chi è più svantaggiato o comunque versa in condizioni di disagio. In tal senso andranno rivitalizzanti i rapporti con organismi, istituzioni e associazioni operanti sul territorio, sostenendo tutti quei progetti e quelle attività che, senza preclusioni ideologiche, si dimostrino efficaci nel contrastare e ridurre fenomeni di marginalità e disgregazione sociale, soprattutto tra i giovani. Rientra in questo ambito un impegno concreto a sostegno delle rivendicazioni dei cittadini dei quartieri ALER, ma anche un esplicito posizionamento dell'Amministrazione contro ogni forma di discriminazione e di uso strumentale del tema "sicurezza".

11. Politiche della mobilità accessibile e sostenibile
Rozzano è storicamente penalizzata e trascurata dal sistema di trasporto pubblico milanese. La modesta condizione sociale della popolazione e lo spirito di sacrificio e sopportazione in essa diffuso hanno fatto sì che si imponessero ai lavoratori e agli studenti rozzanesi duri sacrifici ed enormi disagi per raggiungere i luoghi di studio e di lavoro. Nonostante la consistenza demografica del comune, non si è mai pensato di far arrivare a Rozzano una metropolitana; questa è stata dirottata piuttosto su Milanofiori, al servizio della speculazione edilizia. Lo spostamento su mezzo privato è stato reso sempre più difficoltoso dalla presenza di una cospicua massa di traffico diretto verso Milano dai comuni situati a sud di Rozzano. L'assenza di un'adeguata viabilità dedicata ha condotto al progressivo abbandono della consuetudine, tipicamente padana, di spostarsi in bicicletta, a causa di una crescente percezione di insicurezza da parte dei ciclisti. L'aumento della popolazione residente nel Comune ha acuito i problemi di mobilità preesistenti. I risultati vantati dall'amministrazione (prolungamento della linea 15 fino a via Guido Rossa, rimozione dei semafori e costruzione di rotonde) non risolvono i problemi patiti quotidianamente dai cittadini, che per spostarsi sul territorio non hanno a disposizione una rete di trasporto pubblico degna dell'importanza demografica della Città e - se si muovono con il mezzo privato - sono costretti a inserirsi in flussi veicolari provenienti dai comuni limitrofi. Per la gestione delle correnti di traffico veicolare privato, dovrà essere predisposto un nuovo piano urbano del traffico, che preveda un'effettiva salvaguardia del centro cittadino evitando il suo continuo attraversamento da parte di correnti di traffico di varia provenienza. I punti di interscambio con la tangenziale ovest dovranno essere accuratamente ripensati e lo svincolo di Quinto de' Stampi (zona centro commerciale) dovrà essere ridisegnato con nuovi criteri, e l'interscambio con la tangenziale dovrà essere consentito solo quando la viabilità ad esso afferente non sarà stata completamente sistemata e resa compatibile con l'accresciuto numero di veicoli. Nel trasporto pubblico dovrà essere inserito il servizio di "bus a chiamata", con veicoli ecocompatibili di ridotte dimensioni. La linea tramviaria 15, una volta prolungata sino a via Guido Rossa, dovrà essere divisa in due tronconi, separando la tratta Milano centro - piazzale Abbiategrasso da quella Piazzale Abbiategrasso - Rozzano, con interventi nel tratto milanese per la velocizzazione del tragitto verso la stazione di interscambio con la metropolitana. Il movimento da e per l'ospedale "Humanitas" dovrà essere assicurato con un servizio navetta attestato nel nuovo capolinea del tram 15 e gli automezzi privati che affluiscono all'ospedale non dovranno pagare il parcheggio. Non tassare chi si reca a un luogo di cura e sofferenza è una questione di civiltà e il comune deve farsene carico attraverso la negoziazione diretta con la proprietà. L'incremento del chilometraggio delle piste ciclabili e il loro raccordo intercomunale dovranno tendere a standard europei, perché gli spostamenti in bicicletta possano aumentare di numero (specialmente da parte della popolazione giovanile) grazie all'accresciuta sicurezza dei percorsi. Vi è inoltre la necessità di assicurare il pieno esercizio del diritto alla mobilità da parte dei cittadini disabili, che comporta per l'amministrazione: - l'adeguamento di tutti gli edifici pubblici; - la rimozione di tutti gli ostacoli fisici su strade e marciapiedi; - l'adeguamento dei mezzi pubblici di trasporto alle esigenze di accessibilità da parte dei soggetti disabili.

12. Politiche fiscali e tariffarie
La fiscalità locale (ICI e addizionale IRPEF) risulta a Rozzano particolarmente gravosa. L'abolizione dell'ICI sulla prima casa, decisa a livello nazionale, seppur non condivisibile in quanto reintroduce nell'ordinamento logiche di tipo centralistico e mette a rischio la tenuta dei bilanci dei comuni italiani, ha sollevato le famiglie dall'onere di un'aliquota spropositatamente elevata. Resta in vigore l'addizionale IRPEF dello 0,4%, che si colloca, anch'essa, fra le aliquote più elevate d'Italia. Le tariffe imposte alla cittadinanza per i servizi erogati dal comune (in proprio o attraverso le aziende) sono anch'esse elevate e suscitano perplessità e malessere nei cittadini, in quanto non risulta che i servizi resi siano di qualità superiore a quelli di altri comuni. Si è già evidenziato, ad esempio, che i costi della raccolta rifiuti non si traducono in alte percentuali di raccolta differenziata. In questa materia, assai delicata perché tocca da vicino la sensibilità dei cittadini, non è possibile fare promesse demagogiche, anche perché il bilancio 2009 sarà gestito dall'attuale amministrazione con l'occhio rivolto alla consultazione elettorale, e non mancheranno i consueti sprechi di risorse per provvedimenti di natura provvisoria e demagogica, né, a maggior ragione, si interromperà la deplorevole consuetudine di utilizzare risorse pubbliche per fini di propaganda politica, che non coincidono affatto con gli interessi generali della cittadinanza. Pertanto ci troveremo a gestire un secondo semestre 2009 assai difficoltoso; il bilancio di previsione del 2010 potrà invece segnare finalmente un punto di svolta. Verrà condotta un'analisi puntuale e minuziosa di tutte le uscite, dei costi di tutti i servizi, con l'obiettivo di trasferire immediatamente tanto sulle tariffe quanto sulla fiscalità generale tutti i risparmi e le economie di gestione che sicuramente sapremo realizzare. Non assumendo consulenti e valorizzando le risorse umane dell'Ente, rifiutando di proseguire dannose politiche di immagine, investimenti gravosi di dubbia utilità, opere funzionali soltanto ad interessi privati o di parte, si riuscirà a sottoporre il bilancio comunale a una cura dimagrante che non andrà a scapito della quantità e della qualità dei servizi resi ai cittadini. Nel quinquennio 2010-2014 dovremo avere minori spese, migliori servizi, bilancio più snello, tariffe più basse e meno tasse a carico dei cittadini.

13. Politiche ambientali
Quando si persegue una politica di sovraffollamento e congestionamento del territorio non ci si può meravigliare dell'insorgenza di complesse problematiche ambientali, alle quali l'amministrazione uscente non ha dato risposte adeguate. Il dato più evidente è il congestionamento del traffico automobilistico, del quale mi sono occupato in un apposito capitolo del programma, dedicato ai trasporti e alla promozione di una mobilità sostenibile. Esistono ancora sul territorio comunale aziende ad alto impatto ambientale, di cui i residenti di Quinto de' Stampi si sono a più riprese lamentati senza ottenere alcuna risposta salvo l'installazione degli inutili "nasi" elettronici, che non mi pare rilevino efficacemente gli inquinanti). Esiste un "fiume", il Lambro Meridionale, con acque di assai dubbia qualità (e con insediamenti residenziali troppo a ridosso delle sue rive). Esistono forme di inquinamento elettromagnetico, anch'esse tutte da valutare: dall'elettrodotto che viaggia da Quinto, a Valleambrosia, a Milanofiori, alla torre Telecom, di cui recentemente un lettore della rivista "Eurosat" (numero di febbraio) ha evidenziato pesanti interferenze sulla ricezione dei segnali video satellitari. Su tutte queste fonti inquinanti la nostra futura amministrazione provvederà a condurre un accurato monitoraggio, installando centraline di rilevazione dell'inquinamento atmosferico, eseguendo regolarmente l'analisi delle acque, misurando l'inquinamento elettromagnetico ed acustico. L'obiettivo immediato sarà quello di ricondurre rigorosamente e senza deroghe tutti i fattori inquinanti entro i limiti di legge; a medio termine, si dovrà assolutamente ottenere la delocalizzazione delle aziende inquinanti, in modo che stiano a distanza di sicurezza dai quartieri residenziali delle frazioni interessate. Dovrà essere rilanciata la raccolta differenziata dei rifiuti, la cui percentuale a Rozzano è fra le più basse della provincia di Milano e la più bassa dell'ambito territoriale sud. I dati ufficiali del 2007 forniti dalla Provincia sono sconfortanti: mentre Rozzano evidenzia uno sconfortante 32,13% (inferiore anche al modesto 32,97% di Pieve Emanuele), realtà analoghe alla nostra fanno registrare percentuali largamente superiori: Buccinasco 55,17%, Corsico 47,51%, San Giuliano Milanese 48,65%; anche Opera, Basiglio, Binasco e Lacchiarella sono ben oltre il 40%. Quel che è peggio, è che il dato di Rozzano è inferiore a quello del 2004, che era del 34,2%. Ci consola poco constatare un lieve recupero nel 2007 rispetto al vergognoso 30,7% dell'anno precedente. Il fallimento della politica di gestione dei rifiuti induce a chiedersi se in città le forze politiche ambientaliste siano effettivamente esistite, e soprattutto a constatare che gli altissimi investimenti in capitale fisso (come gli Ecopoint del quartiere Alboreto) non sono risolutivi e sono funzionali a una campagna di immagine povera di risultati concreti. Se davvero si vuole evitare la costruzione di un inceneritore nel Parco Sud, è urgente impostare una seria campagna di formazione nelle scuole (a cui devono essere fornite tutte le dotazioni necessarie per la raccolta differenziata), di informazione ai cittadini e anche di controllo dei conferimenti dei condomìni. L'obiettivo sarà ovviamente quello di recuperare in pochi anni il distacco che ci separa dai comuni più virtuosi, con l'obiettivo finale dell'azzeramento dei rifiuti attraverso la loro progressiva trasformazione in risorse.

14. Bambini ed anziani
Il riconoscimento dei diritti delle bambine e dei bambini è un impegno morale, sociale e culturale. Gli impegni per la costruzione di una città a misura di bambino vanno orientati in diverse direzioni: - analizzare le condizioni dell'infanzia; - promuovere e sostenere progetto di partecipazione che, a partire dai bambini, coinvolgano genitori, scuola, associazioni culturali. Questa progettualità deve avere per riferimento la qualità del tempo e dello spazio che i bambini vivono e di cui possono disporre quotidianamente. Gli ambiti su cui porre l'attenzione sono: - il tempo libero dell'infanzia; - la scuola; - le condizioni di disagio. Da qui possono prendere corpo e forma percorsi ed azioni concrete: - riqualificazione di ambienti interni ed esterni alle scuole, attivando momenti di progettazione partecipata; - progettazione da parte dei bambini di elementi di arredo urbano; - avvio di progetti sperimentali di fruizione dei cortili condominiali da parte dei bambini. Per quanto riguarda le attività rivolte alla popolazione anziana, occorre avviare una ricerca mirata che consenta di acquisire la mappatura dei bisogni concreti e reali di questa fascia della popolazione rozzanese, fisiologicamente in fase di forte crescita numerica. Alla popolazione anziana deve essere indirizzata un'offerta socio-assistenziale più strutturata e fliessibile, che consenta di rispondere al meglio ai bisogni individuali, a cui deve essere data risposta privilegiando il criterio della continuità delle relazioni e dell'inserimento nell'ambiente sociale abituale. Dovranno essere incrementate le opportunità ricreative e culturali, rendendo la terza età una fase significativa della vita della persona. In questo contesto si collocheranno anche azioni di stimolo,incentivazione e coinvolgimento delle associazioni di volontariato che valorizzano il ruolo della popolazione anziana.

15. Tutela degli animali
Nel territorio cittadino devono essere garantiti lo spazio di vita e il rispetto dei diritti degli animali, prevedendo un apposita delega nell'ambito della Giunta Comunale ed istituendo la figura del "consigliere delegato" alla tutela dei diritti degli animali. Deve essere valutata l'opportunità di affidare a un'azienda di proprietà comunale la co-stru¬zione e la gestione di un canile municipale che possa funzionare anche come residenza temporanea per gli animali da compagnia, nei periodi in cui non possono essere custoditi e accuditi in famiglia. Devono essere banditi dal territorio comunale spettacoli e manifestazioni in cui si fa uso di animali in cattività.

16. Connettività gratuita e telelavoro
L'amministrazione comunale dovrà assumere un ruolo da protagonista nel processo evolutivo che porterà a sostituire la circolazione delle persone con la mobilità delle informazioni e delle idee. La promozione del telelavoro, che è materia da affrontare e risolvere attraverso la contrattazione collettiva fra le parti sociali, dovrà essere assicurata dalla creazione di punti pubblici di accesso gratuito. Inoltre dovrà essere garantita a tutti i residenti la connettività gratuita a internet, contro versamento di un contributo di attivazione una tantum.

17. Risorsa acqua
Deve essere esclusa qualsiasi forma di privatizzazione dell'acqua, in quanto risorsa primaria per la vita umana; il costo per i cittadini non dovrà mai superare la copertura del costo.

18. Risorse energetiche rinnovabili
L'amministrazione comunale adotterà provvedimenti di agevolazione, non esclusa l'erogazione di contributi e finanziamenti, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, e in particolare degli impianti fotovoltaici.

19. Efficienza energetica
L'amministrazione, immediatamente dopo il suo insediamento, dovrà provvedere a un'attenta valutazione dell'economicità e dell'efficienza delle politiche energetiche sino ad oggi perseguite. In particolare, dovrà essere attentamente valutata l'economicità del teleriscaldamento, sia dal punto di vista dell'effettivo grado di funzionalità all'obiettivo della riduzione delle emissioni, sia dal punto di vista dei costi a carico del cittadino.

20. Programma politico per il quartiere popolare "ALER"
Il quartiere ALER, per la sua consistenza demografica e per le caratteristiche della sua popolazione, deve rappresentare una priorità strategica per l'amministrazione nella prossima legislatura 2009-2014. Mancano, attualmente, la capacità e la volontà di pensare il quartiere in termini innovativi, e in una prospettiva di sviluppo sociale. Il progetto politico di "Aria Pulita" ha il suo momento iniziale nell'assemblea pubblica del 28 novembre 2008 in Cascina Grande, che vuole essere prima di tutto un momento di ascolto delle istanze e dei bisogni dei cittadini, oltre che di verifica dell'ipotesi di programma cui il movimento sta lavorando: impostare, cioè, un grande programma di vendita degli alloggi, che sottragga il quartiere a un destino di marginalità, di luogo contenitore del disagio sociale, per farne un nucleo di proprietari della propria casa di abitazione. La proposta politica di "Aria Pulita" per il quartiere ALER, che il candidato sindaco individuato dal movimento si impegna a portare avanti in tutte le sedi politiche, ha la sua origine nella Costituzione della Repubblica Italiana. L'articolo 47 della Carta costituzionale recita: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese. L'articolo 114 individua il Comune come Ente costitutivo della Repubblica. È ferma convinzione del movimento "Aria pulita" che in una città come Rozzano, in cui un'alta percentuale degli abitanti abita da molti anni in alloggi di proprietà ALER, l'Amministrazione Comunale debba intraprendere azioni positive per consentire ed agevolare l'accesso degli inquilini alla proprietà dell'alloggio: sia per attuare il dettato costituzionale, sia per promuovere la trasformazione sociale dell'intero quartiere. Riteniamo infatti che l'opportunità di acquisire la proprietà dell'alloggio debba essere offerta a tutti gli inquilini che vi hanno interesse, senza selezionare "a monte", con criteri non trasparenti gli stabili da porre in vendita: perché si verrebbero altrimenti a determinare le situazioni di privilegio purtroppo registratesi in passato. La vendita degli alloggi non è una fantasia di questa lista civica, ma trova il suo fondamento nell'articolo 9 della Legge Regionale 27 del 2007. In sede politica si dovrà intervenire per: a) inserire il quartiere ALER di Rozzano nella programmazione delle vendite che la Giunta Regionale ha la responsabilità di definire; b) esercitare il proprio ruolo all'atto della definizione del prezzo di vendita degli alloggi (articolo 9, comma 5 della legge 27), in modo che venga adeguatamente riconosciuto e valorizzato l'apporto finanziario degli inquilini, in proporzione all'anzianità di residenza; c) vigilare in sede politica affinché non vengano poste in atto procedure di mobilità forzosa, in particolare per le persone anziane e disabili. Vi è poi uno specifico compito che il Comune può svolgere al fine di agevolare questo processo: a) istituire un apposito fondo di garanzia e di sostegno per le famiglie che dovranno contrarre mutui per l'acquisto dell'alloggio; b) esistendo tale fondo, contrattare con gli istituti di credito i tassi di interesse dei mutui perché essi coincidano con i livelli minimi di mercato; c) acquisire la proprietà diretta degli alloggi nei casi in cui questo sia indispensabile per prevenire mobilità forzose socialmente insostenibili. Nel confronto con i cittadini, che ha visto nell'incontro del 28 novembre un momento iniziale che avrà seguito con incontri da organizzare nel quartiere, "Aria pulita" intende avviare il processo di verifica della rispondenza di questo programma alle esigenze e alle aspirazioni degli inquilini, in modo da definire una scala di priorità e un concreto programma d'azione nei confronti di ALER e della Regione Lombardia: programma da attuare senza indugi, immediatamente dopo aver assunto il governo della Città. "Aria Pulita" e "Rozzano a 5 stelle" sono gli unici soggetti politici che possono garantire agli inquilini ALER fermezza e coerenza nell'attuazione di questo programma. Le assemblee degli inquilini e gli incontri pubblici tenuti finora hanno evidenziato la mancanza della capacità e della volontà dell'attuale amministrazione di governare con lungimiranza la questione ALER. È impossibile che un'amministrazione che ha consentito il pazzesco e scriteriato consumo di territorio

I candidati a Rozzano


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