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San Benedetto del Tronto - 

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Il superindebitato Consind sfida la legge per scaricare il proprio debito milionario sulle bollette dell'acqua. Questa la denuncia di Legambiente di Ascoli Piceno, Cittadinanza Attiva di Ascoli Piceno, Beni Comuni, Unione Sindacale di base (USB) e del MoVimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto.

Ingiusta, illegittima e illegale. Con questi termini valutiamo la volontà del Piceno Consind di vendere i propri impianti idrici alla CIIP, il gestore del servizio idrico nel Piceno. Così si esprimono le associazioni Legambiente di Ascoli Piceno, Cittadinanza Attiva di Ascoli Piceno, Beni Comuni, Unione Sindacale di base (USB) e il MoVimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto.

La legge parla chiaro, gli impianti idrici e di depurazione fanno parte del demanio pubblico e sono di conseguenza inalienabili, ovvero non possono essere venduti, ma solo dati in concessione d'uso, perfettamente in linea con quanto sancito dal referendum a favore dell'acqua pubblica. E' proprio la concessione d'uso a titolo gratuito che il CO.VI.RI (Ministero dell'ambiente) dichiara essere l'unica forma di trasferimento utilizzabile in questo passaggio di consegne, eppure in data 30 marzo 2012 il Consiglio Generale del Piceno Consind ha ufficializzato la propria volontà di vendere gli impianti, ignorando le leggi e i pareri del Ministero.

Perchè il Piceno Consind ha tutta questa voglia di vendere? Perchè questo ente pubblico, attualmente presieduto dal sindaco di Grottammare Luigi Merli, è sommerso dai debiti (circa 38 milioni di euro), quindi la vendita degli impianti alla CIIP permetterebbe un consistente riduzione del debito, che di fatto verrebbe trasferito al gestore del servizio idrico, anch'esso azienda pubblica. A questo punto si potrebbe obiettare che è solo un passaggio di debiti da un'azienda pubblica all'altra, peccato che la CIIP è fornita di un potente strumento per annullare nel tempo questo debito milionario: le tariffe applicate sull'acqua consumata dai cittadini di tutto il Piceno.

Siamo arrivati, quindi, alla conclusione e alla soluzione dell'enigma: vendere alla CIIP gli impianti idrici del Consind permetterà l'estinzione di buona parte del debito accumulato negli anni, perchè verrà spalmato sulle bollette dell'acqua.

Ancora una volta il peso degli errori di gestione, dell'incompetenza degli amministratori pubblici e dei "carrozzoni" alimentati dalla mala-politica finisce sulle spalle dei cittadini, già sottoposti ad un esagerato carico fiscale e martoriati dalla crisi economica.
Aggiungiamo che questa operazione finirà con il nascondere responsabili e responsabilità, lasciando impuniti ancora una volta coloro che avrebbero dovuto curare e tutelare il territorio, ma a conti fatti lo hanno impoverito.


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Il MoVimento 5 Stelle porta al voto del Consiglio Comunale l'iniziativa nazionale di censimento degli immobili non usati. I dati permetteranno una pianificazione del territorio libera dalla speculazione edilizia.

Il recente susseguirsi di importanti problematiche locali (stoccaggio gas, ospedale, tassa di soggiorno, IMU) ha distolto la pubblica attenzione dalla questione dell'eccessiva cementificazione urbana, argomento particolarmente doloroso per la città di San Benedetto del Tronto. Come ultimo atto di questo scontro tra la "società civile" e l'amministrazione, ricordiamo il Consiglio Comunale del 3 novembre 2011, quando la
famigerata megavariante veniva finalmente annullata dopo oltre un anno di battaglie a suon di raccolte firme, richieste di referendum e scontri pubblici. Una conclusione vittoriosa per le forze politiche e per i cittadini che denunciano i gravi danni causati alla città dal consumo di territorio incontrollato.

Mantenendo questa linea, il MoVimento 5 Stelle ha deciso di aderire all'iniziativa del Forum Nazionale "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" per l'istituzione di un censimento in grado di mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti o sfitti. L'iniziativa, applicabile su tutto il territorio nazionale, verrà portata in questo Consiglio Comunale dal Consigliere Maria Rosa Ferritto tramite la presentazione di un apposito ordine del giorno, con allegata la scheda per il censimento.

In Italia negli ultimi 15 anni è stata coperta di cemento una superficie equivalente a quella di Lazio e Abruzzo messi insieme, si stima che attualmente la superficie totale urbanizzata sia di quasi 2 milioni e mezzo di ettari, ma purtroppo non possiamo fare affidamento su dati certificati, a testimonianza di quanto questo problema debba ancora essere monitorato e sufficientemente considerato come prioritario dalle istituzioni. Il censimento può essere uno strumento per una più oculata gestione del territorio.

All'iniziativa hanno aderito da subito numerose organizzazioni nazionali tra cui LIPU, Associazione Comuni Virtuosi, Legambiente, Rete del Nuovo Municipio, Borghi Autentici d'Italia, Medici per l'Ambiente, e altre ancora. Al Forum hanno aderito più di 350 tra associazioni e comitati locali e più di 3000 prime adesioni individuali, tra cui quelle di urbanisti, docenti universitari, sindaci, architetti, giornalisti e produttori agricoli. Tutti insieme si stanno attivando sul proprio territorio per spingere le amministrazioni ad attivarsi per il censimento.


San Benedetto del Tronto - 

Giovedì 27 aprile alle ore 19.30 ci sarà il nuovo consiglio comunale. Cliccando QUI troverete tutta la documentazione ad oggi disponibile e scaricabile.

Siamo invitati a partecipare fisicamente, in alternativa c'è la diretta streaming disponibile cliccando QUI.

ORDINE DEL GIORNO

1.APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTI DEL 27/02/2012
2.ESAME ED APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 2011
3.VARIANTE PARZIALE AL PRG VIGENTE RIGUARDANTE LA DESTINAZIONE DI ZONA DI IMMOBILI DI PROPRIETA' COMUNALE SITI IN VIALE BUOZZI, VIA SGAMBATI , VIALE DELLO SPORT E VIA ESINO - APPROVAZIONE DEFINITIVA AI SENSI DELL'ART. 26 DELLA LEGGE REGIONALE N. 34/92 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI
4.APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA
5.ACQUISIZIONE AL PATRIMONIO COMUNALE , TRAMITE COMPRAVENDITA, DI QUOTA DI PROPRIETA' DELL'EDIFICIO SITO IN VIA CONQUISTE N. 16


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Con la seduta del 29 marzo il Consiglio Comunale mette una ulteriore pietra tombale sul futuro economico e sull'immagine turistica della città.

Ai consiglieri della maggioranza e dell'opposizione non interessa il futuro turistico di San Benedetto del Tronto, questo emerge dalle votazioni dell'ultimo Consiglio Comunale sulle proposte del MoVimento 5 Stelle contro la distruzione delle palme ad opera del punteruolo rosso.

Partiamo dai dati, in città attualmente ci sono 11.100 delle palme, di queste 631 sono state attaccate, una cifra a cui siamo arrivati in 5 anni tramite una crescita esponenziale:

2007 palme attaccate 1
2008 palme attaccate 16
2009 palme attaccate 84
2010 palme attaccate 130
2011 palme attaccate 400

Non serve una laurea in matematica per comprendere che nel giro di pochi anni l'infestazione colpirà tutte le palme sambenedettesi; il nostro lungomare sarà pieno di orrendi alberi decapitati, destinati poi a finire in discarica. Le casse comunali subiranno annualmente enormi danni dovuti alla continua gestione e smaltimento di migliaia di piante infette, da trattare come rifiuto speciale; oltre al danno economico comunale avremo il danno economico dei privati, che si troveranno ad ospitare sempre meno turisti, chiaramente poco attratti dalla "Riviera delle palme morte", a questo si aggiungerà il danno culturale e sentimentale che la distruzione dell'immagine della città produrrà nei sambenedettesi. Finora tutto il carico è stato sulle spalle dei tecnici dell'ufficio parchi e giardini, ma dai risultati è evidente che le loro risorse non sono sufficienti ad arginare un fenomeno così importante.

Cosa fa l'amministrazione comunale? Niente. Nessuna voce di spesa nel bilancio, nessuna proposta, addirittura nessun accenno di discussione. Una dimostrazione di assoluto menefreghismo, oppure di completa incapacità di vedere l'imminente disastro, probabilmente entrambi.

Cosa fa il MoVimento 5 Stelle? Fa 3 proposte all'amministrazione e al Consiglio Comunale:

1.destinare parte dei 700 mila euro d'incasso dell'imposta di soggiorno per arginare e rallentare la distruzione delle palme, oltre a sostituire gradualmente le palme non recuperabili con essenze arboree diverse;
2.intraprendere il progetto del Dott. Serafino Angelini, che sfrutta la collaborazione con l'Istituto Tecnico Agrario "Carlo Ulpiani" e con la Facoltà di Agraria presso l'Università Politecnica delle Marche per monitorare con efficacia tutte le palme con una spesa che va da 20 mila ai 35 mila euro;
3.visto che l'ANAS di Lecce è costretta a smaltire circa 8000 grandi ulivi a causa dell'ampliamento di un tratto della statale 16 ed è disposta a regalarli alle pubbliche amministrazioni, fare richiesta per 500 esemplari, il cui valore economico è di molto superiore alle eventuali spese di trasporto e che permetterebbe la sostituzione delle palme distrutte con alberi grandi e belli.

Nessuna proposta è stata accolta, maggioranza ed opposizione hanno bocciato tutto, senza il minimo accenno ad una proposta alternativa per il futuro di San Benedetto del Tronto.


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La situazione degli inquinanti ambientali a San Benedetto del Tronto è grave, da una parte abbiamo elevati carichi di inquinamento, dall'altra troviamo importanti inefficienze e carenze nel monitoraggio e controllo delle emissioni. E' proprio per affrontare e risolvere tali inefficienze che nella mattinata di giovedì 22 marzo il MoVimento 5 Stelle si è recato dal Prefetto di Ascoli Piceno per chiedere spiegazioni e una serie di interventi risolutivi.

Il primo problema è legato alla stazione di rilevamento degli inquinanti atmosferici di Piazza Kolbe, in cui il 7 novembre 2011 è stato aperto un cantiere edile. Tale presenza rende le rilevazioni della stazione non a norma di legge, rendendo così i valori registrati utili solo per la valutazione di quella specifica area, ma inutilizzabili per la valutazione della qualità atmosferica di tutta la città. A fronte di tale inaccettabile situazione è stato chiesto al Prefetto di verificare perchè gli uffici di competenza del Comune hanno concesso l'autorizzazione all'apertura del suddetto cantiere senza aver prima atteso lo spostamento della stazione di rilevamento.

E' stato richiesto, inoltre, che i dati della stazione di rilevamento vengano resi pubblici in maniera adeguata, dato che sono mesi ormai che presso il sito web della Provincia di Ascoli Piceno la documentazione non risulta di facile accesso e che questa viene aggiornata con frequenza inaccettabile (attualmente i dati sono fermi al 18 gennaio 2012).
http://www.provincia.ap.it/provincia/ambiente/monitoraggio/rete_monitoraggio.asp

Sempre in ambito di monitoraggio, ma stavolta della qualità ambientale dei fiumi, è stato richiesto al Prefetto che i dati siano resi pubblici, infatti, anche dopo averli richiesti più volte via email agli uffici competenti dell'ARPAM, non è stato ancora possibile riceverne copia né tantomeno prenderne visione sui siti Internet ufficiali dedicati alla loro divulgazione. (http://94.94.74.148/marche/Fiumi/default.asp?cmd=qa)

Con la Deliberazione della Giunta Comunale Nr. 189 del 13 luglio 2010 il Comune si impegna a:

1.eseguire accertamenti dei rapporti di controllo tecnico delle caldaie
2.effettuare ispezioni annuali a campione per almeno il 5% delle caldaie presenti nel territorio, a partire dagli impianti per i quali non sia pervenuto il rapporto di controllo tecnico
3.presentare una relazione dettagliata sullo stato di attuazione delle attività (numero delle caldaie autocertificate, numero e risultati delle verifiche effettuate, numero e tipologia delle sanzioni rilevate, ecc..) da inviare alla Regione Marche con cadenza biennale
E' stata richiesta al Prefetto la verifica dello stato di queste relazioni dettagliate che il Comune si è impegnato ad inviare alla Regione Marche, verificando, quindi, qual è ad oggi il numero delle caldaie autocertificate, il numero e i risultati delle verifiche effettuate, il numero e la tipologia delle sanzioni applicate.

(http://ulisse.comunesbt.it/tmp/4twrnpr5hpsh1045uqnojo3v/14621.merge.pdf)

Il Prefetto, pur dichiarando che alcuni aspetti esulano dalle proprie competenze, si è dimostrato attento alle questioni sollevate e ha accolto le nostre preoccupazioni sui rischi per la salute dei cittadini. C'è stata data garanzia che verranno contattati gli enti interessati per far luce sulle situazioni e sulle evidenti anomalie da noi illustrate.
Per quanto riguarda il MoVimento 5 Stelle, l'incontro in Prefettura è stato solo il primo passo; è nostra ferma intenzione chiarire questa faccenda anomala e illegittima, in modo definitivo e trasparente.


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ll 5 Stelle sambendettese non propone indennizzi alla Gas Plus, ma prepara un'azione di risarcimento di massa verso le istituzioni in caso di installazione dello stoccaggio gas.

Il MoVimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto desidera fare una smentita riguardo alla notizia su una nostra proposta di indennizzo sulla questione dello stoccaggio gas. Così come dichiarato da Maria Rosa Ferritto durante il Consiglio Comunale del 27 febbraio, il 5 Stelle porterà

avanti una proposta risarcitoria di massa per tutti i privati che risulteranno danneggiati dalla costruzione dell'impianto di stoccaggio; parliamo di svalutazione degli immobili, delle attività commerciali e dei beni produttivi.

Le differenze tra una proposta di indennizzo e un'azione risarcitoria sono importanti. L'indennizzo presuppone un accordo tra la Gas Plus e i cittadini, che concedono la costruzione dell'impianto in cambio di denaro. Il risarcimento dei danni, invece, è la conseguenza di un'azione illegittima delle istituzioni, che ignorano la volontà dei cittadini e procedono nell'autorizzazione ad installare la centrale di stoccaggio; di conseguenza l'esborso a tutti i danneggiati non avviene ad opera della Gas Plus ma delle istituzioni, prima di tutte il Comune di San Benedetto del Tronto.

Nel puntualizzare queste differenze, il MoVimento 5 Stelle ribadisce la propria ferma contrarietà alla costruzione di questo impianto e ricorda che per noi non c'è né ci sarà mai alcuna possibilità di accordo che possa portare all'installazione della centrale di stoccaggio.


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beppe grillo tavolazzi_cut.jpgIl MoVimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto ha partecipato con una folta rappresentanza all'incontro "Cittadini a 5 Stelle" del 3 e 4 marzo, organizzato a Rimini e aperto a simpatizzanti, attivi ed eletti del MoVimento ed agli attivi nei Meetup Amici di Beppe Grillo di tutto il territorio nazionale.

Alla luce di questa nostra esperienza, ci sentiamo di valutare tale evento sia come un'opportunità di incontro e di confronto, che come una libera condivisione di idee; è risultato, quindi, un raduno di attivi del MoVimento senza nessun doppio fine occulto. Noi di San Benedetto del Tronto aspettavamo da tempo questo tipo di riunioni, in quanto necessarie per la crescita dei gruppi 5 Stelle e quindi utili per il futuro di tutto il MoVimento.

E' anche per questi motivi che l'espulsione del Consigliere Comunale Valentino Tavolazzi e della relativa lista civica "Progetto per Ferrara" ad opera di Beppe Grillo appare ingiustificata. In particolare non risulta corretta la modalità con cui è stato compiuto un atto così importante e gravoso, la cui decisione non è stata condivisa con il resto del MoVimento; una modalità, questa, che non rispetta il principio cardine del 5 Stelle "uno conta uno".

Noi del MoVimento 5 Stelle di San Benedetto del Tronto chiediamo a Beppe Grillo l'annullamento dell'espulsione di Valentino Tavolazzi e della lista "Progetto per Ferrara". Chiediamo, inoltre, delle spiegazioni dettagliate e condivise sulle motivazioni che hanno portato Beppe Grillo a fare questa importante scelta; ciò darà la possibilità ai componenti di tutto il MoVimento 5 Stelle di comprendere quanto veramente accaduto e, di conseguenza, di decidere con consapevolezza e libertà.


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Il progetto della CIIP e dell'AATO5 verrebbe realizzato all'interno della Riserva Naturale della Sentina, nell'area del depuratore. Le istituzioni approvano, ma la cittadinanza non ne sa nulla, così come accadde per la centrale di stoccaggio gas.

In città non bastava il problema dello stoccaggio gas, per la nostra cara, turistica San Benedetto del Tronto in progetto c'è anche una centrale biogas, di energia elettrica e termica. E' solo un'idea dirà qualcuno, e invece no, è il progetto che ieri la CIIP ha approvato tramite il voto dell'assemblea dei soci, ovvero i sindaci del Piceno.

L'impianto sorgerà all'interno della Riserva Naturale della Sentina e userà come carburante i rifiuti organici urbani (detto umido) e altra materia organica non ancora definita, l'investimento è di 6 milioni di euro.

Un progetto di tale valore economico, dimensione ed impatto ovviamente non può
essere portato avanti da un singolo ente, di fatti troviamo innanzitutto l'AATO5, presieduto dal Sindaco di Monteprandone Stefano Stracci, che tramite la variante al proprio Piano d'Ambito indica tra le opere sambenedettesi la "Realizzazione impianto integrato di trattamento delle acque reflue, F.O.R.S.U. ed altre matrici organiche presso il Depuratore di Via Brodolini"; in risposta la CIIP S.p.A. rilancia alla grande, trasformando il trattamento dei rifiuti organici in un vero e proprio "impianto di produzione di biogas, di energia elettrica e termica".

Cosa ne pensano le istituzioni locali? L'amministrazione, gli assessori, i consiglieri e il Sindaco Gaspari? Nessuno si è opposto. Così è stato durante l'ultimo Consiglio Comunale, mercoledì 8 febbraio, quando è stato approvato il bilancio previsionale CIIP 2012 in cui il progetto era presente.

Martedì 28 febbraio il Comitato d'indirizzo della Riserva Sentina si riunisce, affronterà la questione del raddoppio dell'area attualmente occupata dal depuratore. Il MoVimento 5 Stelle fa un accorato appello a tutti i membri del Comitato d'indirizzo a fare molta attenzione e ad approfondire la questione prima di prendere qualsiasi decisione che possa compromettere ulteriormente il futuro di San Benedetto del Tronto. In quell'area non verranno costruite nuove vasche di depurazione, ma ben altro, ed è necessario dare alla città il tempo e la possibilità di approfondire e capire. La scelta di martedì 28 febbraio è di fondamentale importanza perchè le altre istituzioni hanno già dato il proprio parere positivo.

Noi del MoVimento 5 Stelle ci scusiamo con la cittadinanza per non esser riusciti ad individuare questo progetto durante l'ultimo Consiglio Comunale. Il lavoro per l'emendamento e l'ordine del giorno contro l'imbottigliamento dell'acqua dei Sibillini, essendo un tema a noi caro, ci ha impegnato e distolto dagli altri temi.


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I motivi per cui la città periodicamente si allaga non possono essere solo le piogge eccezionali, ma vanno guardati problemi strutturali storici e una manutenzione scadente.

Dopo l'allagamento di martedì 21 febbraio di numerose vie, sottopassi, fondaci e cantine di San Benedetto del Tronto, tante sono state le voci sulla questione, soprattutto proteste e recriminazioni nei confronti dell'amministrazione comunale. Il MoVimento 5 Stelle non può che condividere buona parte di queste contestazioni di cittadini e presidenti di quartiere.

Le motivazioni per puntare il dito sono varie. Innanzitutto abbiamo la parte ovest della città che minaccia la parte est, ovvero l'urbanizzazione delle colline sambenedettesi non ha tenuto conto affatto delle caratteristiche ambientali, cementificando liberamente senza criterio né previsione degli impatti. Come risultato ci ritroviamo le strade che corrono verso il mare trasformate in grandi fiumi, dove la velocità e la quantità del flusso non possono essere di certo diminuite dall'asfalto.

Alla cementificazione va aggiunto un problema strutturale importante, ovvero il fatto che la stragrande maggioranza dell'impianto fognario cittadino è di tipo misto, ovvero le acque nere (liquami delle abitazioni) e le acque bianche (acqua piovana) finiscono nelle stesse condutture. Questa situazione non solo favorisce gli intasamenti a causa della consistenza delle acque nere, ma fa si che i cittadini costretti a pulire i propri scantinati e garage si trovino a dover spalare escrementi, non solo fango. Ci troviamo, quindi, di fronte ad una questione che non riguarda più solo la viabilità, la tutela dei beni e la sicurezza stradale, ma crea anche un importante problema sanitario.

Se da una parte abbiamo due gravi ostacoli strutturali da superare, dall'altra ci troviamo uno scarso impegno comunale nella manutenzione e pulizia dei tombini, affidate a pochi operatori, con scarsi mezzi e risorse economiche.

Nel prossimo Consiglio Comunale di lunedì 27 febbraio verrà discusso e votato il bilancio. Il MoVimento 5 Stelle solleverà la questione delle fogne, non solo quell che non è stato fatto finora, ma soprattutto per ciò che si vuole fare nel futuro. Nel bilancio comunale, infatti, troviamo 5 milioni di euro destinati alla costruzione della nuova piscina, un'opera magari bella e funzionale, ma che priorità può avere rispetto al rinnovo, alla sistemazione e alla manutenzione della rete fognaria?

Sempre nel prossimo Consiglio Comunale il MoVimento 5 Stelle porterà un'interpellanza per il Sindaco Giovanni Gaspari sulla questione dello stoccaggio gas. Il documento è stato appoggiato e firmato dai consiglieri dell'opposizione (Luca Vignoli, Pierluigi Tassotti, Annalisa Ruggeri, Giacomo Massimiani), che nel dicembre scorso firmarono la diffida verso Comune, Provincia, Regione e Ministeri. Nell'interpellanza verrà chiesto al Sindaco perchè non ha ancora risposto a coloro che lo hanno diffidato, a tutt'oggi circa 6000 cittadini.


San Benedetto del Tronto - 

Studio e approfondimento del MoVimento 5 Stelle sulla questione dell'eccesso di produzione di gas metano, alla luce dell'attuale spinta alla costruzione di nuovi impianti (stoccaggi, rigassificatori e metanodotti) sul territorio italiano.

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In questi giorni di storiche nevicate e basse temperature, gli italiani sono stati travolti anche da una bufera mediatica: telegiornali, siti internet d'informazione e prime pagine di giornali hanno parlato di carenza di gas, di insufficienza dei rifornimenti, di rischio per il riscaldamento domestico. Ancora una volta ci troviamo di fronte a frottole, utili per coloro che hanno grandi interessi nel mercato del metano.

Innanzitutto partiamo dicendo che il consumo di gas è notevolmente diminuito in questi anni, in particolare a causa della crisi e della delocalizzazione della produzione industriale. I consumi di gennaio 2012 sono scesi del 4,1% rispetto allo stesso mese del 2011, inoltre in tutto il trimestre 2011 i consumi sono diminuiti dell'11,8% rispetto al 2010 (1). La minore domanda è relativa al settore residenziale e terziario, di conseguenza le importazioni sono diminuite dai 75 miliardi del 2010 ai 70 del 2011 (2).

Attualmente l'ENI ha contratti con i fornitori stranieri di tipo "take or pay", prendi o paghi, ovvero nell'accordo è specificata una quota annuale di gas da pagare, anche se questa non viene ritirata perchè la richiesta è diminuita. L'ENI a causa di questo meccanismo ha perso negli ultimi 2 anni 1,4 miliardi di euro (3) e per smettere di perdere questi soldi spinge a rendere rigida e sufficientemente alta la domanda di gas, incentivando, tra le altre cose, la costruzione degli stoccaggi, capaci di incamerare oggi il metano che non viene consumato, nella speranza di una ripresa dei consumi nel futuro.

Ci si potrà dire: ma come fa un gestore di stoccaggi a non andare in perdita se oggi il metano non si vende, ma si punta solo ad un aumento futuro dei consumi? Facile, basta sfruttare una legge che copre totalmente il rischio d'impresa di questi pochi fortunati imprenditori. Parliamo del Decreto Legge 130/2010 che garantisce una copertura finanziaria totale ai nuovi impianti di stoccaggio per i primi 5 anni di esercizio. In modo simile la delibera 92/2008 dell'Autorità per Energia Elettrica ed il Gas garantisce la copertura del 71,5 % dei ricavi ai rigassificatori italiani, a prescindere dal gas conferito e trattato.

In sostanza, anche se i rigassificatori e gli stoccaggi non riuscissero a lavorare al massimo delle loro possibilità, gli incassi sarebbero comunque assicurati da una buona copertura di denaro pubblico, insomma soldi che paghiamo noi tramite le bollette.

Torniamo al mercato. La domanda di gas è in forte calo, 50 miliardi di metri cubi di gas in più rispetto all'inverno scorso, immessi nel sistema di condotte dell'Unione Europea, con la conseguenza che molte aziende dovranno ridurre gli aumenti dei prezzi per il 2012. Questo perché l'abbassamento dei consumi ha fatto "saltare gli equilibri tra domanda e offerta", in pratica il sistema si è ingolfato.

A fine 2011 c'è stato un abbassamento dei prezzi all'ingrosso, i parametri di riferimento britannico e blandese sui contratti sono scesi dell'8 e del 9% (4), al contrario i prezzi al dettaglio del 2010/2011 sono aumentati di quasi il 21%, passando da 69,34 a 84,07 centesimi al metro cubo (Dati Autorità per l'Energia e il Gas).

Il grande romanzo di F. Forsyth "Il giorno dello sciacallo" sarebbe stato molto adatto a queste giornate dove di "sciacalli" ne sono spuntati a volontà, di tutti i tipi.

I candidati a San Benedetto del Tronto

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