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MoVimento 5 Stelle

San Giovanni Valdarno - 

MOZIONE

OGGETTO: Annullamento gara affidamento gestione integrata dei rifiuti nell'ATO Toscana Sud vinta da Sei Toscana Srl.

PREMESSO CHE:

• recentemente l'Ing. Andrea Corti, posto agli arresti domiciliare dalla Procura di Firenze nel contesto dell'inchiesta "Clean City" con l'accusa di turbativa d'asta e corruzione sulla gara ventennale e sul contratto per la gestione integrata dei rifiuti urbani delle provincie di Siena Arezzo e Grosseto, di importo di circa 3,5 miliardi, ha rimesso le sue dimissioni come direttore generale dell'ATO Toscana Sud che comprendeva le suddette provincie;
• dalla cronaca apprendiamo che questi ha agito in accordo ai gestori del bando, società di raccolta e società proprietarie degli impianti di trattamento per cui emerge con chiarezza un sistema di gestione dei rifiuti il cui scopo era ottenere i maggiori utili, comunque garantiti da clausole a totale vantaggio delle partecipate che gestivano il ciclo integrato dei rifiuti e a svantaggio dei comuni obbligati ad esercitare le proprie funzioni tramite l'ATO Toscana Sud, indipendentemente da criteri di efficienza, efficacia, economicità e senza tener conto dei rischi per la salute dei cittadini o delle pressioni ambientali che questa gestione potrebbe comportare.
• negli ultimi anni si è registrato un aumento della TARI nonostante la diminuzione dei rifiuti prodotti ( 9.397,360 tonnellate nel 2010 e 8.021,852 nel 2014 [Dati ISPRA] ) e l'aumento della raccolta differenziata (2.969,710 tonnellate nel 20010 e 3.419,373 tonnellate nel 2014 [Dati ISPRA] ) che comunque ferma al 42,63% (dato peggiore rispetto al 2013 dove registriamo una differenziata al 43,79% [Dati ISPRA] )
• la seconda voce di spesa di bilancio, come grandezza, riguarda proprio la spesa per la gestione dei rifiuti il che rende strategico l'argomento per motivi di equilibri di bilancio del Comune di San Giovanni Valdarno
• con sentenza n. 83 del 27 Maggio 2013, la Corte dei Conti, sezione Liguria ha riconosciuto un danno al Comune e condannato l'allora Sindaco e responsabili per un errato controllo della gestione dei rifiuti che non rispettavano i criteri di efficienza e di mancate iniziative prese per contrastare i risultati negativi ottenuti
• sulla scia della suddette sentenza è stato presentato un esposto al Procuratore Generale della Corte dei Conti della Toscana per danno erariale di rilevante entità, a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata alle percentuali fissate dall'art.205/1 dlg152/2006, nei dodici comuni del bacino di Quadrifoglio spa, nel periodo che va dal 2008 al 2014 (non essendo ancora pubblicati i dati del 2015), causato delle condotte omissive di Quadrifoglio Spa
• a questo esposto, visto lo scandalo dell'ATO Toscana Sud per l'inchiesta "Clean City", potrebbero esserne presentati di simili per le società e gli enti coinvolti nello scandalo
• è evidente che la concentrazione dei servizi e l'ingigantimento delle aree abbia annullato di fatto il potere di controllo dei comuni favorendo il malaffare
• la politica comunitaria spinge verso l'Economica Circolare e che dalle comunicazione registrate (Vedi "Verso un'economica circolare un programma per un'Europa a zero rifuti" COM (2014) 398final/2 e "L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione Europea per l'economica circolare" COM (2015) 614 final) e dall'indagine conoscitiva sui rifiuti urbani realizzata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato emerge l'auspicio:
a) della separazione tra le gestione dei due segmenti della filiera - spazzamento e raccolta da un lato, smaltimento dall'altro - introducendo due livelli istituzionali differenti;
b) che gli affidamenti inerenti la raccolta non superino la durata massima di cinque anni;
c) - gli ambiti territoriali ottimali, per quanto concerne la gestione del servizio di raccolta, abbiano come criteri o il quantitativo di rifiuti prodotti non superiore a 90mila tonnellate anno oppure una popolazione non superiore a 100 mila abitanti (L'ATO Toscana SUD attualmente comprende più di 800 mila abitanti)

CONSIDERATO CHE:

• in data 27/03/2013 Atorifiuti Toscana Sud sottoscriveva con SEI Toscana S.C.A.R.L. (oggi SEI Toscana S.r.l.) il contratto per l'affidamento del servizio di gestione integrata di ambito;
• detta sottoscrizione seguiva l'esperimento di procedura ad evidenza pubblica avviata con Bando di gara per l'affidamento del servizio approvato da direttore con determina n. 55 del 5/07/2010 e poi inviato per la pubblicazione agli uffici della GUUE in data 7/06/2010 e pubblicato sulla GURI n. 80 , V serie speciale, del 14/07/2010;
• in data 19/07/2011 si svolgeva la seduta di prequalifica;
• in data 2/12/2011 veniva trasmessa la lettera di invito alla procedura ai concorrenti pre-qualificati;
• secondo quanto è dato leggere nella delibera assembleare ATORIFIUTI n. 2 del 14/03/2013, la commissione di gara, insediatasi in data 27/06/2012, ha proceduto alla valutazione delle offerte pervenute, all'esito della quale risultava aggiudicatario provvisorio il costituito raggruppamento temporaneo di imprese con Siena Ambiente S.p.a. mandataria;
• con determina del Direttore Generale n.3 del 22/10/2012 veniva emesso il provvedimento di aggiudicazione definitiva nei confronti del predetto raggruppamento temporaneo di imprese;
• a seguito di richieste di accesso agli atti presentata dallo scrivente Consigliere comunale all'ATO in data 30/07/2014 si poteva esaminare il Bando di gara con i documenti ad esso allegati e il Contratto sottoscritto con SEI TOSCANA;
• dal detto esame sono emerse alcune forti criticità che legittimano l'annullamento, in via di autotutela, degli atti della procedura amministrativa, con conseguente caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato; Il bando di gara per l'affidamento del servizio conteneva infatti previsioni tali da ingenerare un notevole disincentivo alla partecipazione per gli operatori del settore pregiudicando così radicalmente le finalità proprie di una gara pubblica come provato dal fatto che, in manifesta difformità da quanto enunciato nella delibera ATORIFIUTI n. 2 di approvazione del contratto dove si parla di "offerte pervenute", quella del raggruppamento poi risultato vincitore risulta essere stata l'unica offerta presentata.
Queste, tra le molte, le previsioni che si ritengono principalmente responsabili dell'esito della gara:
a) - a pag. 12 era stabilito che :" l'aggiudicatario avrà l'obbligo di corrispondere ai precedenti gestori i crediti TIA non riscossi ed il cui ammontare sarà dettagliato nella Documentazione a disposizione dei concorrenti prequalificati. Tale componente avrà comunque un valore alme- no pari a euro 10.500.000,00 (Euro diecimilionicinquecentomila)";
L'imposizione di un pagamento di così rilevante importo (da eseguirsi, verosimil-mente, al momento dell'aggiudicazione), era vincolante e dunque disincentivante per tutti gli eventuali concorrenti meno che per i precedenti gestori;
b) a pag. 7 sotto la voce "Durata dell'affidamento" era previsto che : "il servizio oggetto della presente procedura avrà durata non inferiore a 15 nè superiore a 25 anni".
La mancanza di un dato preciso sulla durata del contratto ha amplificato l'incertezza sulle possibilità di ammortamento della somma di 10.5000,000 di che sopra;
c) - a pag. 10 nell'ambito dei requisiti tecnico organizzativi era richiesto al concorrente di avere in gestione uno o più impianti di termovalorizzazione di cui almeno uno con una capacità di trattamento autorizzato almeno pari a 40.000 ton/anno;
La richiesta di gestione attuale di un impianto di termovalorizzazione come requisito tecnico organizzativo ha inopportunamente escluso dalla gara tutti quegli operatori che, pur avendo maturato anni di esperienza per precedenti gestioni di impianti del genere, ne erano sprovvisti al momento del bando;
• detta richiesta appare ulteriormente singolare se si considera che, alla data di emanazione del bando e di esecuzione della gara, ATO aveva già formalmente deciso escludere dal servizio di Gestione Integrata dei rifiuti oggetto della gara, gli impianti di trattamento, selezione, valorizzazione e incenerimento per i quali aveva in essere dei contratti di Servizio ad HOC;
• la decisione di escludere i cd "Impianti fuori perimetro" dalla gara per la selezione del Gestore Unico era stata infatti assunta con delibera del CdA n. 44 e 46 del 18/09/2009 e ratificata con Delibera dell'Assemblea n. 9 del 29/10/2009 mentre nella Delibera del CdA n. 13 del 24/03/2011, con cui era stato approvato il testo base delle modifiche da apportare alle convenzioni, si trovano elencati tutti gli impianti interessati tra cui I due termovalorizzatori di Poggibonsi e Arezzo;
• il contratto sottoscritto con SEI TOSCANA ed approvato dall'ATO RIFIUTI con la già citata delibera n. 2/13, contiene previsioni che, rispetto allo schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale ai sensi dell'art. 126 co. 6 l.r. 61/07 (uno schema ben fatto che non necessitava di molte integrazioni) vanno ben oltre le limitate modifiche determinando una considerevole alterazione della struttura e della sostanza del contratto posta a base di gara (basti considerare che lo schema di contratto era formulato in 27 pagine mentre quello adottato dall'ATO dopo l'aggiudicazione è di 77 pagine al netto delle premesse). A tal riguardo, senza alcuna pretesa di esaustività, si rileva che:
a) nello schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale (art. 13 co. 8) i ricavati dalla vendita di materie prime seconde sono acquisite dal Gestore e la comunità ne tiene conto riducendo la tariffa di riferimento di un ammontare corrispondente mentre nel contratto sottoscritto con SEI TOSCANA è previsto che (art. 58 co. 5) il Gestore ha inoltre (oltre cioè al corrispettivo) diritto a percepire gli altri ricavi (sono elencati a titolo esemplificativo quelli derivanti da vendita di energia i proventi derivanti dalla gestione di rifiuti speciali ma vi rientrano ovviamente anche quelli derivanti dalla vendita delle materie prime seconde e quelli derivanti dalla cessione delle frazioni recuperabili come stabilità dall'art. 26 co. 1).
Di estremo rilievo è il fatto che le previsioni contenute nello schema di contratto predisposto dalla Regione sono conformi al DPR 158/99, che è il Regolamento con il quale si stabiliscono le regole analitiche per il calcolo della tariffa, tal che le modifiche introdotte dal Contratto sottoscritto si presentano doppiamente illegittime perché non solo modificano le condizioni di gara rispetto alle quali gli operatori del settore hanno formulato le offerte o hanno deciso di non partecipare alla gara ma si pongono anche in aperto e molteplice conflitto con la normativa nazionale vigente in materia;
b) all'art. 12 co. 4 del contratto sottoscritto con SEI Toscana è stata inserita ex novo una previsione assolutamente e manifestamente sfavorevole per l'Autorità di Ambito in virtù della quale la stessa autorità in caso di cessazione per qualsivoglia motivo (e dunque anche nel caso di RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO DEL GESTORE!!!) si impegna a corrispondere ovvero a far corrispondere al Gestore Subentrante l'indennizzo che sarà comprensivo dei crediti che dovesse vantare il Gestore nei confronti dell'autorità... della quota corrispondente al Valore contabile netto degli investimenti effettuati dal gestore, della quota corrispondente ai valori delle anticipazioni effettuati per il subentro alle precedenti gestioni relativamente ai crediti TIA... Che il co. 5 di detto articolo aggiunge anche che l'indennizzo non potrà essere oggetto di alcuna compensazione con altri crediti indennizzi o rimborsi eventualmente vantati dall'autorità ed il suo pagamento costituirà conditio sine qua non per l'efficacia del trasferimento del servizio al gestore subentrante ovvero per l'efficacia dell'interruzione del rapporto;
c) nell'art. 68 rubricato Risoluzione del Contratto non solo sono contenute previsioni che dovrebbero rappresentare clausole risolutive espresse condizioni cioè al verificarsi delle quali il contratto si risolve di diritto, ma che invece sono del tutto inattuabili (sintomatica è la previ- sione del co. 2 che prevede la risoluzione di diritto per danni ambientali in forza di una ipotesi dai contorni talmente generici e fumosi) ma introducono una procedura di sanatoria dell'inadempimento che, oltre a non trovare riscontro nello schema approvato dalla Giunta regionale (art. 30), si presenta giuridicamente del tutto anomala perché si pone in correlazione ad ipotesi di risoluzione di diritto del rapporto che, come tali, determinano l'automatico scioglimento del vincolo negoziale al verificarsi degli inadempimenti posti in essere dal gestore;
d) nell'art. 61.1 del contratto sottoscritto con SEI TOSCANA sono state inserite voci di costo del servizio non presenti nello schema di contratto approvato dalla Giunta Regionale sulla scorta delle quali nel dicembre 2013 e nell'ottobre 2014 sono stati approvati da ATORIFIUTI due accordi integrativi, il secondo dei quali non sottoscritto da SEI TOSCANA, che hanno comportato un incremento del corrispettivo superiore a 12.000.000,00 euro;
• ai sensi dell'art. 21 nonies L. 241/90 il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d'ufficio sussistendone le ragioni di pubblico interesse entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati dall'organo che lo ha emanato;
• secondo il consolidato orientamento del Consiglio di Stato "l'Amministrazione ha il potere di annullare l'aggiudicazione di un appalto pubblico anche dopo la stipulazione del contratto in presenza ovviamente di adeguate esigenze di interesse pubblico. In tale evenienza e in virtù della stretta consequenzialità tra l'aggiudicazione della gara pubblica e la stipula del relativo contratto l'annullamento a seguito di autotutela degli atti della procedura comporta la caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato";
• nel caso di specie sussistono adeguate esigenze di interesse pubblico atteso l'evidente pregiudizio che la collettività è destinata a subire in virtù di un contratto che, oltre a pre-sentare rilevanti profili di illegittimità, comporta un considerevole incremento di costi per l'espletamento del servizio rispetto alla schema di contratto regionale ed al DPR 158/99


RILEVATO CHE:

• la presente mozione è già stata proposta nella sua sostanza, dalla precedente consigliera del Movimento 5 Stelle Michela Fabbrini, nel Consiglio Comunale del 29 gennaio 2015,
• la presente venne ritirata su proposta del Sindaco Viligiardi per essere riesaminata in commissione;
• questa mozione è stata discussa in 1° commissione consiliare il 26/03/2015;
• nella suddetta mozione proprio l'Ing. Andrea Corti, attualmente agli arresti domiciliari e sospeso dai pubblici uffici, difese la validità della gara di affidamento e del contratto e del quale ad oggi non è più credibile l'integrità e professionalità tecnica;
• per opportunità politica conviene al Comune di San Giovanni Valdarno prendere una posizione chiara e distante contro una gara ed un contratto sui quali pesano reati come turbativa d'asta e corruzione che compromettono gravemente ai principi di efficacia, efficienza ed economicità che dovrebbero contraddistinguere ogni appalto pubblico e mettono a rischio sia la salute che l'ambiente del nostro Comune

TUTTO CIO' PREMESSO
CONSIDERATO E RILEVATO :

si impegna il Sindaco e la Giunta affinché si attivino, insieme ad altri comuni delle provincie di Grosseto Siena ed Arezzo, per chiedere all'Autorità per il servizio di Gestione integrata ATORIFIUTI TOSCANA SUD la convocazione dell'assemblea ex art. 7 dello Statuto e deliberare l'annullamento della procedura di gara espletata per l'assegnazione del servizio e conseguente caducazione del vincolo negoziale.

San Giovanni Valdarno, lì 17 Novembre 2016


San Giovanni Valdarno - 

MOZIONE

OGGETTO: Abrogazione Titolo III Capo 1 della Legge della Regione Toscana 69/2011 riguardanti l'istituzione degli ambiti territoriali ottimali .

PREMESSO CHE:

• recentemente l'Ing. Andrea Corti, posto agli arresti domiciliare dalla Procura di Firenze nel contesto dell'inchiesta "Clean City" con l'accusa di turbativa d'asta e corruzione sulla gara ventennale e sul contratto per la gestione integrata dei rifiuti urbani delle provincie di Siena Arezzo e Grosseto, di importo di circa 3,5 miliardi, ha rimesso le sue dimissioni come direttore generale dell'ATO Toscana Sud che comprendeva le suddette provincie;
• dalla cronaca apprendiamo che questi ha agito in accordo ai gestori del bando, società di raccolta e società proprietarie degli impianti di trattamento per cui emerge con chiarezza un sistema di gestione dei rifiuti il cui scopo era aumentare i conferimenti agli impianti per aumentare i guadagni comunque garantiti da clausole a totale vantaggio delle partecipate che gestivano il ciclo integrato dei rifiuti e a svantaggio dei comuni obbligati ad esercitare le proprie funzioni tramite l'ATO Toscana Sud.
• negli ultimi anni si è registrato un aumento della TARI nonostante la diminuzione dei rifiuti prodotti ( 9.397,360 tonnellate nel 2010 e 8.021,852 nel 2014 [Dati ISPRA] ) e l'aumento della raccolta differenziata (2.969,710 tonnellate nel 20010 e 3.419,373 tonnellate nel 2014 [Dati ISPRA] ) che comunque ferma al 42,63% (dato peggiore rispetto al 2013 dove registriamo una differenziata al 43,79% [Dati ISPRA] )
• la seconda voce di spesa di bilancio, come grandezza, riguarda proprio la spesa per la gestione dei rifiuti il che rende strategico l'argomento per motivi di equilibri di bilancio del Comune di San Giovanni Valdarno
• con sentenza n. 83 del 27 Maggio 2013, la Corte dei Conti, sezione Liguria ha riconosciuto un danno al Comune e condannato l'allora Sindaco e responsabili per un errato controllo della gestione dei rifiuti che non rispettavano i criteri di efficienza e di mancate iniziative prese per contrastare i risultati negativi ottenuti
• sulla scia della suddette sentenza è stato presentato un esposto al Procuratore Generale della Corte dei Conti della Toscana per danno erariale di rilevante entità, a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata alle percentuali fissate dall'art.205/1 dlg152/2006, nei dodici comuni del bacino di Quadrifoglio spa, nel periodo che va dal 2008 al 2014 (non essendo ancora pubblicati i dati del 2015), causato delle condotte omissive di Quadrifoglio Spa
• a questo esposto, visto lo scandalo dell'ATO Toscana Sud per l'inchiesta "Clean City", potrebbero esserne presentati di simili per le società e gli enti coinvolti nello scandalo
• è evidente che la concentrazione dei servizi e l'ingigantimento delle aree abbia annullato di fatto il potere di controllo dei comuni favorendo il malaffare
• la politica comunitaria spinge verso l'Economica Circolare e che dalle comunicazione registrate (Vedi "Verso un'economica circolare un programma per un'Europa a zero rifuti" COM (2014) 398final/2 e "L'anello mancante - Piano d'azione dell'Unione Europea per l'economica circolare" COM (2015) 614 final) e dall'indagine conoscitiva sui rifiuti urbani realizzata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato emerge l'auspicio:
o della separazione tra le gestione dei due segmenti della filiera - spazzamento e raccolta da un lato, smaltimento dall'altro - introducendo due livelli istituzionali differenti;
o che gli affidamenti inerenti la raccolta non superino la durata massima di cinque anni;
o - gli ambiti territoriali ottimali, per quanto concerne la gestione del servizio di raccolta, abbiano come criteri o il quantitativo di rifiuti prodotti non superiore a 90mila tonnellate anno oppure una popolazione non superiore a 100 mila abitanti (L'ATO Toscana SUD attualmente comprende più di 800 mila abitanti)

CONSIDERATO CHE:

• l'attuale quadro normativo di riferimento per quanto riguarda il servizio di gestione dei rifiuti urbani è costituito dal d.lgs. 152/2006 (testo unico ambiente), dalla legge 191/2009 art 2 comma 186 lettera L e art. 2 comma 186 bis con le modifiche e integrazioni di cui alla L. 42/2010 e dal dl. 95/2012 convertito nella legge 135/2012;
• l'art 201 del T.U ambiente (norma abrogata) disponeva testualmente "l'autorità di ambito è una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente Regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale è trasferito l'esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti";
• per espressa previsione della L.R.T. 61/2007 (oggi sostituita dalla L.R.T. 69/2011) le Autorità di ambito Territoriale ottimale erano costituite in forma di consorzio di funzioni;
• già con legge 244/2007 (finanziaria per il 2008) all'art. 2 co. 38 era stata prevista la sop-pressione delle Autorità di ambito con il dichiarato intento di perseguire il coordinamento della finanza pubblica secondo i criteri di efficienza e riduzione di spesa contemplati nell'art. 2 co. 33 della medesima legge che così recitava: "Anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica in attuazione dell'art. 118 della Costituzione lo Stato e le Regioni, nell'ambito di rispettiva competenza legislativa, provvedono all'accorpamento o alla soppressione degli enti, agenzie od organismi comunque denominati, titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate agli enti territoriali ed alla contestuale ricollocazione delle stesse agli enti locali secondo principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza";
• con la legge finanziaria per il 2010 L. 191/2009, il legislatore è tornato a valutare la situa-zione delle Autorità d'ambito come non efficiente ed inefficace e ne ha riproposto la soppressione all'art. 2 co. 186 bis che così recita: "decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità di ambito territoriale di cui agli art 148 e 201 del D.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e successive modificazioni. Decorso detto termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità nel rispetto dei principi di sussidiarietà differenziazione e adeguatezza" (il termine è stato poi prorogato più volte fino al 31.12.2012);
• la stessa legge 191/2009 all'art.2 co. 186, lettera L) ha altresì imposto " la soppressione dei Consorzi di funzioni tra gli enti locali a decorrere dal 2011"
• il duplice scopo perseguito dal legislatore nel quadro normativo delineato è quello di sopprimere Enti, Agenzie ed apparati che impediscono il naturale svolgimento del ruolo delle istituzioni locali territoriali previsto nella Costituzione, nonché di garantire efficacia, efficienza ed economicità nella gestione di servizi di rilevanza economica di importanza fondamentale;
• l'esercizio congiunto di una funzione, soprattutto fondamentale, è fattispecie distinta ri-spetto al trasferimento della stessa tal che esso deve trovare attuazione mediante strutture associative di enti locali e non tramite organismi dotati di autonomia amministrativa e contabile aventi personalità giuridica;
• deve dunque ritenersi pacifico il principio per cui, nel settore dei rifiuti, la titolarità delle funzioni è prerogativa propria dei Comuni che devono procedere congiuntamente al suo esercizio;
• l'unico modulo organizzativo conforme alle scelte legislative ed ai principi costituzionali è la convenzione obbligatoria tra Enti locali ex Art. 30 TUEL ;
• i principi qui sopra esposti sono stati ribaditi anche nelle linee guida per gli affidamenti dei servizi pubblici locali di rilevanza economica ( Presidenza del Consiglio dei ministri Aprile 2013);
• l'attuazione delle disposizioni di cui sopra riveste un'importanza fondamentale per una corretta ridefinizione dell'assetto delle istituzioni territoriali che sono responsabili della gestione di un servizio di grande impatto ed importanza per cittadini e imprese, attesi gli interessi sociali, economici ed ambientali che tale servizio soddisfa;
• il Titolo 3 capo 1 della L.R. Toscana n. 69/2011 contrasta apertamente con i principi suesposti dacché, pur avendo dato atto all'art. 32 che "a decorrere dal 1 gennaio 2012 le funzioni già esercitate, secondo la normativa statale e regionale, dall'autorità di ambito territoriale ottimale di cui all'art.201 del d.lgs. 152/2006, sono trasferite ai comuni", ha di fatto sostituito la preesistente Autorità di ambito territoriale, istituita dalla L.R.T 6/2007, con altro Ente " clone" denominato Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile ed avente personalità giuridica di diritto pubblico;
• oltre tutto, le Autorità istituite con la L.R. 69/11, non erogando direttamente il servizio ma essendo chiamate a svolgere unicamente funzioni amministrative, si configurano, al pari del- le precedenti A.A.T.O, quali Consorzi di funzioni tra Enti locali e confliggono pertanto anche con il richiamato art. 2 co. 186, lettera L) legge 191/09;
• con la legge n.69/11 la Regione Toscana ha perciò violato i principi dettati dalla Carta Costituzionale ed apertamente disatteso la volontà, sottesa a tutti i recenti interventi nor-mativi nel settore, di eliminare in un'ottica di semplificazione e riduzione della spesa pubblica gli organismi che duplicano funzioni e che creano maggiori costi.

RILEVATO CHE:

• la presente mozione è già stata proposta nella sua sostanza dalla precedente consigliera del Movimento 5 Stelle Michela Fabbrini nel Consiglio Comunale del 29 gennaio 2015,
• che la presente non venne approvata con 12 voti astenuti e 3 voti favorevoli
• il contesto della mozione è mutato considerevolmente alla luce degli scandali avvenuti e che una presa di posizione rinnovata da parte del Consiglio Comunale di San Giovanni Valdarno sarebbe un atto di autotutela nell'interessa sia dell'attuale governo del comune che di tutti i cittadini sangiovannesi

TUTTO CIO' PREMESSO,
CONSIDERATO E RILEVATO:

Si impegna Il Sindaco e la Giunta affinché, unitamente agli altri Comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto e delle altre province toscane, si facciano promotori di ogni iniziativa amministrativa e politica volta ad ottenere dalla Regione Toscana l'abrogazione del Titolo 3 capo 1 della L.R. 69/2011.

San Giovanni Valdarno, lì 17 Novembre 2016


San Giovanni Valdarno - 

https://www.youtube.com/watch?v=aZvfGHhqxq8


San Giovanni Valdarno - 

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Publiacqua chiede versamenti ma non si preoccupa degli sversamenti.

Stamani i sangiovannesi di Via S. Lavagnini e delle vie limitrofe si sono trovati le proprie abitazioni e cantine invase dall'acqua.
Appena appreso di questa notizia ci siamo recati personalmente sul luogo per poter registrare l'accaduto e comprendere quali potessero essere state le cause di questo allagamento.
Dalle voci dei residenti abbiamo registrato che fino alle 8:30 circa di stamani non si presentava alcun problema e che l'acqua è cominciata a salire dai tombini e verso le 9:30 circa di stamani. Personalmente posso confermarvi che stanotte, alle ore 2:00, l'Arno si mostrava già in regime di piena.
Ci chiediamo quindi perché solo stamani è avvenuto l'allagamento di Via S. Lavagnini e non già durante la notte quando è copiosamente piovuto.
Abbiamo ascoltato le diverse persone presenti sul posto e queste ci hanno comunicato che forse la possibile causa dell'allagamento di Via S. Lavagnini sia partito da un blocco della valvola di non ritorno dello scolmatore, in pratica uno sportello a valle del collettore delle fognature di Via Spartaco. Lavagnini.
Lo scolmatore delle fognature pare sia rimasto bloccato da un tronco che si è incastrato nello sportello lasciando la valvola aperta. In questa maniera l'Arno, essendo più alto della quota di Via S. Lavagnini, ha riversato le sue acque verso le abitazioni attraverso le griglie di raccolta.
In questa sede chiariamo che stiamo parlando di una ipotesi raccolta dai passanti ma che questa spiegherebbe come mai l'allagamento di Via S. Lavagnini sia accaduto solo stamani e non già nella notte.

Non useremo parole come "lo avevamo detto" ne paragoneremo nella gravità questo allagamento alla devastante alluvione del 66 come è stato fatto su i social network, perché questo non asciugherà le cantine e i garage invasi dall'acqua, ma sottolineiamo che 3 ore di pioggia hanno portato un allagamento a San Giovanni Valdarno.
La situazione dell'Arno a San Giovanni è quella che abbiamo riportato in un video il 19 ottobre(che abbiamo inviato alle autorità competenti tramite raccomandata), da inesperti viene da pensare che a San Giovanni il fiume abbia riversato le sue acque verso le fogne di Via Spartaco Lava mentre a Figline che ha un letto dell'Arno come riportato in fotografia 1 (Scattata il 3 Novembre) le fogne ad oggi, non hanno riscontrato problemi.
Attendiamo che il Sindaco e gli organi competenti si facciano avanti e diano spiegazioni chiare e precise sulle cause dell'allagamento nelle varie parti della città colpite da questo grave fatto.
Dopo le opportune verifiche ci aspettiamo un rapido resoconto delle cause e delle responsabilità dell'accaduto da parte del Sindaco e della giunta. Ci auguriamo vivamente che i sangiovannesi non siano costretti a pagare i danni dopo che ogni anno versano regolarmente la gabella del servizio idrico integrato e della pulitura dei borri e corsi d'acqua,( nell'occasione ricordiamo che nell'ultimo bilancio consuntivo Publiacqua S.p.A. ha dichiarato utili per quasi 30 milioni di euro) attualmente in capo sia al consorzio di bonifica che alla Provincia.
Ricordiamo al Sindaco che le forze di opposizione, non solo il Movimento 5 Stelle, il comitato dell'acqua, da mesi, per non dire anni, fanno presente il problema della pulitura e della manutenzione dei corsi d'acqua, e delle deficienze della rete idrica e fognaria.
Non è giusto che a pagare siano sempre i cittadini che già spendono per un servizio che ad oggi ha dimostrato tutta la sua inefficienza. Verificate le cause, paghi chi è responsabile dell'accaduto.

NIENTE SI PUO' PREVEDERE MA MOLTO SI PUO' PREVENIRE.

San Giovanni Valdarno, lì 06 Novembre 2016

Il Consigliere Comunale
Andrea Focardi
Movimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno


San Giovanni Valdarno - 

MOZIONE

OGGETTO: Tutela animali da utilizzo fuochi di artificio e
giochi pirotecnici


PREMESSO CHE:

• anche nella città di San Giovanni Valdarno è diffusa la consuetudine di festeggiare il Capodanno con il lancio di petardi e botti di vario genere, la cui vendita registra sempre un consistente incremento nel mese di dicembre;
• tale usanza - anche a causa dell'enorme volume della forza esplosiva che viene liberata dalla contemporaneità degli spari - procura in Italia solo nell'ultimo capodanno 190 feriti, alcuni dei quali con lesioni gravi e gravissime, provocate dall'uso improprio o dal malfunzionamento, di detti ordigni;
• gli animali, dotati di un apparato uditivo molto più sensibile del nostro, lo spavento generato dai forti rumori li induce a reazioni istintive ed incontrollate, come gettarsi nel vuoto dai terrazzi, strozzarsi nel tentativo di divincolarsi dalla catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri;
• sono migliaia gli animali (soprattutto se in età avanzata) che, ogni anno, subiscono le tragiche conseguenze dei fuochi d'artificio, in alcuni casi morendo letteralmente dallo spavento;
• le associazioni animaliste divulgano da anni consigli su come tutelare i propri animali domestici nei momenti di intenso utilizzo di artifici pirotecnici ("non lasciate che i cani affrontino in solitudine le loro paure e togliete ogni oggetto contro il quale, sbattendo, potrebbero procurarsi ferite, evitate di lasciarli all'aperto perchè la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga; non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi, se li tenete fuori consentitegli di trascorrere in casa questa sera, non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto, dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili, se si nascondono in un luogo della casa, lasciateli tranquilli: considerano sicuro il loro rifugio; cercate di minimizzare l'effetto dei botti tenendo accese radio o TV, prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi, nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia ed evitare i rimedi fai da te");
• già nel 2012 l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha accolto favorevolmente l'invito delle associazioni animaliste, rivolto a tutti i Comuni, di vietare i botti di Capodanno;
• l'emanazione di un'Ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l'incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l'orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso, poi, di esplosioni a ridosso dell'animale, sia d'affezione che selvatico, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature;

• in particolare per gli animali selvatici, il rischio maggiore è per gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate: le improvvise detonazioni determinano istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, possono causare la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane;
• in tantissimi Comuni sono state emesse ordinanze a tale scopo, prevedendo sanzioni pecuniarie

CONSIDERATO CHE:

• Negli ultimi anni si sono manifestati molteplici atti di vandalismo all'interno del centro storico causati dall'esplosione di petardi

TUTTO CIO' PREMESSO E CONSIDERATO

si impegna il Sindaco e la Giunta:

a vietare la vendita e l'utilizzo di artifici pirotecnici che abbiano effetto scoppiante, crepitante o fischiante" e di "ordinare immediatamente, altresì, anche il divieto di utilizzo di ogni tipo di fuoco d'artificio in luogo pubblico e anche in luogo privato ove, in tale ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi non consenzienti, prevedendone le relative sanzioni per scoraggiarne la trasgressione.


San Giovanni Valdarno - 

https://www.youtube.com/watch?v=OEpbXxrijKQ


San Giovanni Valdarno - 

Al Sindaco di San Giovanni Valdarno
Al Consiglio Comunale di San Giovanni Valdarno


MOZIONE

OGGETTO: Sostituzione Parchimetri Piazza della Libertà con nuovi che prevedano pagamento con carta elettronica e minuti bonus per la sosta.


PREMESSO CHE:
Dal 1 luglio scorso, secondo quanto stabilito dalla legge di stabilità 2016, i parchimetri hanno l'obbligo di accettare pagamenti mezzo bancomat o carta di credito;
al comma 901 della legge suddetta leggiamo vediamo scritto "dal 1° luglio 2016, le dispo-sizioni di cui al comma 4 dell'art. 15 del d.l. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dal-la legge n. 221/2012, si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 7 del codice della strada";
alla lettera f) del comma 1 delcodice della strada vediamo scritto:
"1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:...
f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, [di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le aree urbane];"
In data 21.11.2012, con prot. n. 24343, era già stata presentata, confortata da 119 firme di elettori sangiovannesi, una proposto popolare di modifica del Regolamento comunale, tra cui la proposta alla lettera A2 recitava: "In Piazza della Libertà i primi 30 minuti di sosta sono da considerarsi gratuiti" e che tale proposta venne respinta per motivi tecnici ed eco-nomici;
Nella vicina Figline Valdarno questo sistema di minuti di sosta gratuiti è già in funzione da svariati anni,
Nei mesi di gennaio 2016 e ottobre 2016, io stesso che presento questa mozione, ho potuto constatare che su 4 parchimetri in funzione o non ne funzionava nessuno, oppure prendeva soldi senza emettere ricevuta, mettendo in serie difficoltà tutti quei cittadini che semplicemente avrebbero voluto pagare il tempo di sosta;

PRESO ATTO CHE:

sono già previsti i lavori di rifacimento di Piazza della Libertà;
gli attuali parchimetri a servizio della suddetta Piazza sono da cambiare perché non più adatti al loro scopo;
nel cambiare i parcometri questi potrebbero essere facilmente predisposti a minuti gratuiti di sosta, favorendo così le attività commerciali del Centro, e al pagamento mediante carte elettronico;

CONSIDERATO CHE:

già da tempo il comune ha promosso un balzo in avanti di San Giovanni Valdarno, vedi eventi SGV2050, quale possibili smart city

TUTTO CIO PREMESSO E CONSIDERATO:

Con la presente mozione.


SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:


1) Sostituire gli attuali parcometri, ormai inefficienti, con nuovi parcometri completi delle seguenti funzioni:
a. Possibili di prevedere il pagamento della sosta con carte elettroniche
b. Possibili di prevedere minuti gratuiti bonus per gli avventori


Il Consigliere Comunale
Andrea Focardi
Movimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno

San Giovanni Valdarno, lì 22 Ottobre 2016


San Giovanni Valdarno - 

COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Situazione letto dell'Arno al 19 Ottobre 2016

In data 27 Ottobre sono state inviate 3 raccomandate ad i seguenti rappresentanti:

• Enrico Rossi in quanto Presidente della regione Toscana
• Paolo Tamburini in quanto Presidente del Consorzio di Bonifica Alto Valdarno
• Maurizio Viligiardi in quanto Sindaco del Comune dove sono state girate le immagini in questione.

Nella busta sono stati inclusi un DVD contenente il video che riporta la situazione del letto dell'Arno al 19 Ottobre 2016. Di cui vi alleghiamo Link You-tube, ed una lettera che riportiamo sotto il comu-nicato.
Crediamo essenziale riportare all'attenzione degli organi preposti e alle autorità competenti un punto della situazione dettagliato dell'attuale stato del letto del fiume Arno, sottolineando anche un punto molto importante , che è quello della corretta ricezione del flusso degli affluenti, perché ricordiamo che negli anni dell'alluvione San Giovanni non ebbe i maggiori problemi dall'esondazione dell'Arno ma piuttosto del mancato ricevimento dell'acqua dagli affluenti causandone l'esondazione.
Demandiamo agli organi preposti e ai tecnici l'analisi della situazione del fiume Arno, abbiamo rite-nuto che la creazione di un video fosse il modo migliore per comunicare ad occhi più esperti dei nostri una analisi approfondita.
La creazione e l'invio di questo video a nostro avviso non permetterà nessun:
• "Non ne ero al corrente",
• "non ne sapevo niente"

da parte degli interessati.
Sperando che questa lettera possa attivare gli organi preposti al fine di prevenire anziché curare..

Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle San Giovanni V.no
ANDREA FOCARDI


San Giovanni Valdarno, lì 26 Ottobre 2016

Lettera Raccomandata inviata a:
• Enrico Rossi in quanto Presidente della regione Toscana
• Paolo Tamburini in quanto Presidente del Consorzio di Bonifica Alto Valdarno
• Maurizio Viligiardi in quanto Sindaco del Comune dove sono state girate le immagini in questione.


OGGETTO: Situazione letto dell'Arno al 19 Ottobre 2016

Con la presente Vi inviamo un resoconto Video che constata l'attuale situazione del letto del fiume Arno nel territorio del Comune di San Giovanni Valdarno.
Abbiamo scelto di comunicare tramite DVD video in quanto crediamo sia il modo più esplicativo per riportare al meglio l'attuale stato fiume, sicuri che i Vs tecnici ne potranno verificare le criticità qualora ve ne fossero.
Inoltre vorremmo portare alla Vs attenzione anche che nel nostro territorio ci sono molti affluenti che hanno ovviamente necessità di un corretto deflusso nel fiume Arno al fine di evitare conse-guenze gravi.

Questo DVD video è stato inviato alle seguenti persone:
• Enrico Rossi in quanto Presidente della regione Toscana
• Paolo Tamburini in quanto Presidente del Consorzio di Bonifica Alto Valdarno
• Maurizio Viligiardi in quanto Sindaco del Comune dove sono state girate le immagini in questione.


Riteniamo importante con la presente informare i vs uffici di tale situazione affinche' ne siate total-mente coscienti e possiate, qualora lo riteniate opportuno, eseguire i dovuti sopralluoghi e, nel caso, gli adeguati interventi.

In attesa di un Vs cordiale riscontro porgo
Cordiali saluti


Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle San Giovanni V.no
ANDREA FOCARDI

San Giovanni Valdarno, lì 26 Ottobre 2016


San Giovanni Valdarno - 

MOZIONE
Oggetto: Acquisizione e pubblicazione controlli, di routine e di verifica, sull'acqua potabile.

PREMESSO CHE
il Comitato Acqua Bene Comune Valdarno insieme a molti consiglieri comunali del Valdarno Aretino e Fiorentino hanno fatto formale richiesta alle USL competenti onde ottenere i dati relativi alle analisi sulla qualità dell'acqua dei comuni interessati;
CONSIDERATO CHE
le risposte fornite sono incomplete, in particolare in alcuni comuni risultano assenti le analisi di verifica, di alcuni parametri, dei quali è previsto il monitoraggio per legge, dei quali non è stata effettuata l'analisi. Nei centri minori dove gli impianti di potabilizzazione sono più obsoleti le analisi vengono, il più delle volte, fatte solo una volta all'anno;
in alcuni comuni le analisi di verifica sulle non conformità rilevate vengono fatte non dalla ASL, ma dal gestore stesso, quindi il controllatoche controlla se stesso e spesso non sono chiari tempi, ruoli e competenze in merito;
i residui dei prodotti utilizzati per il processo di potabilizzazione dell'acqua sono in molti casi nocivi alla salute e che spesso non si hanno informazioni adeguate in merito;
anche i così detti "fontanelli di alta qualità" necessitano di manutenzioni adeguate, altrimenti rischiano di erogare acqua che non ha i requisiti previsti dalla legge;
RITENUTO CHE
l'acqua per uso potabile debba essere monitorata con la massima attenzione e scrupolo da chi di competenza e che i dati relativi debbano essere divulgati con la massima trasparenza;
con la presente mozione si

IMPEGNA IL SINDACO
qualediretto responsabile per la salute dei sui concittadini di attivarsi presso la USL competente e il gestore Publiacqua ed ai gestori dei fontanelli onde ottenere tutti i dati relativi alle analisi di routine e di verifica come previsto dalle leggi in vigore e renderli pubblici nella massima trasparenza alla cittadinanza pubblicandoli sul sito del Comune.
Il Consigliere Comunale
Andrea Focardi
Movimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno


San Giovanni Valdarno - 

MOZIONE
Oggetto: Mandato al Sindaco nell'assemblea dell'ATO 3 Medio Valdarno per garantire ai cittadini l'accesso quotidiano e gratuito o in tariffa ridotta, dei primi 50 litri di acqua potabile ad uso domestico nelle linee guida ai corrispettivi o tariffe comunque denominate.

PREMESSO CHE
Il 28 luglio 2010 a New York l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che riconosce l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i Diritti Fondamentali dell'Essere Umano e per questo considerati Universali. Dopo circa 15 anni di dibattiti, su 163 paesi presenti all'Assemblea, 122 hanno votato a favore (Italia compresa), 41 si sono astenuti, ma nessuno ha votato contro.
La Commissione e il Contratto Mondiale per l'Acqua indicano in circa 50 litri la quantità minima giornaliera per soddisfare i bisogni essenziali di un essere umano, necessari per favorire i servizi igienico-sanitari di base, ancora preclusi ad oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo.
il Parlamento europeo, l'8 settembre 2015, in seguito all'iniziativa dei cittadini europei "Right2Water" ha votato la risoluzione sul diritto umano all'acqua e ai servizi igienico sanitari comprensivi della disponibilità, dell'accettabilità, dell'accessibilità economica e della qualità: "l'acqua è un diritto";
la legge nazionale n. 221 del 28 dicembre 2015 contempla di "garantire l'accesso universale all'acqua" e nell'articolo 61, con specifico riferimento agli utenti morosi, prevede di garantire "il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali per gli utenti morosi"
CONSIDERATO CHE
L'acqua potabile è un bene comune in quanto: indispensabile per la sopravvivenza dell'uomo; entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo;
che anche nel nostro comune è presente il problema della minaccia dell'interruzione del servizio alle famiglie a basso reddito che non sono in grado di far fronte ai costi della fornitura idrica.
Tale approccio evidenzia la non eticità dei gestori privati oltre che manifesta l'ingiustizia sociale e la pericolosa spirale che il profitto ricercato sulla gestione della risorsa idrica può ingenerare a danno dei diritti umani sanciti dall'ONU.
Anche nella risoluzione approvata dal Parlamento Europeo si esprime "preoccupazione per il fatto che dal 2008, a causa della crisi finanziaria ed economica e delle politiche di austerità che hanno causato un aumento della povertà in Europa e un incremento delle famiglie a basso reddito, un sempre maggior numero di persone abbia difficoltà a pagare le bollette per i servizi idrici e all'interruzione forzata della fornitura di acqua e chiede agli Stati membri di porre immediatamente fine a situazioni siffatte, quando sono dovute a fattori socioeconomici nelle famiglie a basso reddito". La risoluzione citata ricorda la risoluzione ONU che per quanto concerne il pagamento corrispondente al servizio idrico, esso dovrebbe essere commisurato al reddito e comunque non superiore al 3% del reddito stesso.

A tutt'oggi l' autorità Idrica Toscana non ha deliberato le linee guida alla nuova struttura dei corrispettivi per ATO 3 Medio Valdarno e che tali linee devono essere formulate tenendo conto delle proposte che provengono dalle conferenze territoriali. La LR 69/2011 in particolare prevede che l'Assemblea dei Sindaci svolga la funzione di deliberare la struttura stessa dei corrispettivi e la quantità minima giornaliera da erogare gratuitamente (o in tariffa ridotta

PRESO ATTO CHE
Per tutte le suddette ragioni l'acqua potabile, almeno per il quantitativo necessario alla sopravvivenza, non può essere considerata una merce assoggettabile a logiche di libero mercato, come una qualsiasi altra merce, e pertanto deve essere necessariamente gestita fuori dalle logiche del profitto.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A
riportare nell'assemblea dell'ATO 3 Medio Valdarnol'adozione di una struttura tariffaria che consenta ad ogni utenza domestica residente la gratuità (o tariffa ridotta) dei primi 50 litri giornalieri di acqua potabileper componente familiare, necessari per garantire i bisogni essenziali, tra i quali i servizi igienico-sanitari, ed il pieno godimento dei diritti umani sanciti dall'ONU

Il Consigliere Comunale
Andrea Focardi
Movimento 5 Stelle
San Giovanni Valdarno

I candidati a San Giovanni Valdarno

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    Alfonso Ferro
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    Andrea Focardi
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    Diletta Cecchi
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    Fabio Toti
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    fabrizio rangoni
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    Giulia Focardi
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    michela fabbrini
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    Patrizia Isterri

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