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Perchè il Comune vuole strapagare un terreno abbandonato?


Savona - 

Il Comune di Savona batte cassa: lo fa rendendo a pagamento tutti i parcheggi in centro e aumentando la tassa sui rifiuti, ma nonostante ciò non trova i fondi necessari a sostenere i cantieri scuola-lavoro e lascia a casa una decina di cassintegrati Ferrania che da 3 anni lavorano in municipio. Trova però oltre 300.000 euro per strapagare un terreno abbandonato con l'obiettivo dichiarato di costruirci un campo da hockey.

Questo il nuovo caso segnalato dal Movimento 5 Stelle di Savona, che ancora una volta manda in crisi la Giunta Berruti.
"Noi siamo favorevoli ad investire nello sport" dichiara Milena Debenedetti, consigliere del MoVimento 5 Stelle, "ma non buttando via i soldi dei savonesi. Che ci fosse qualcosa che non andava ce ne siamo accorti subito."

I fatti: il 10 maggio 2011, a soli cinque giorni dalle elezioni amministrative, la precedente giunta Berruti decide l'acquisto di un'area già adibita ad impianto sportivo, per quanto dismesso, per una cifra di 230.000 euro, cifra pattuita con la Curia savonese.

L'acquisizione di aree ricade però, per legge, tra le competenze consiliari e, decaduto il consiglio comunale per l'imminenza delle elezioni, non esiste un organismo al quale proporla: questa delibera appare come una "garanzia" che la compravendita comunque si farà, una mera firma su una cambiale pre elettorale, e una dichiarazione di intenti.

Puntualmente, in novembre la giunta adotta una delibera che propone all'approvazione del Consiglio: illustrata in Commissione, risulta identica a quella approvata a maggio, con l'unica aggiunta di una perizia che conferma la congruità del prezzo che il Comune si accinge a pagare.

"La perizia è stata commissionata successivamente alla delibera nella quale viene dichiarato il prezzo d'acquisto" continua Debenedetti "prima hanno stabilito la cifra e poi hanno richiesto la perizia per confermarla! Ma non si dovrebbe fare il contrario? Se io voglio acquistare un terreno, prima lo faccio valutare e poi decido se la cifra che mi viene richiesta è giusta o no! Come è possibile agire in questo modo?!"

L'assessore Martino, al contrario, non si pone nessun dubbio: dichiara che, pur non essendo un tecnico, il valore del terreno gli è parso non solo congruo, ma addirittura conveniente e che, essendosi lui solamente occupato degli aspetti politici della vicenda (qualunque cosa ciò significhi) se errore c'è è sicuramente da attribuirsi ai tecnici che avevano il dovere di controllare i dati.

"Neppure noi siamo tecnici" dichiara Andrea Delfino, altro consigliere del Movimento 5 Stelle "ma 230.000 euro per un terreno in stato di abbandono e senza alcun indice di edificabilità ci sono sembrati un'esagerazione! Avendo a cuore i soldi dei savonesi abbiamo chiesto un parere ad agenzie immobiliari e professionisti del settore. Tutti ci hanno confermato che la cifra pattuita è assolutamente fuori mercato e a quel punto abbiamo ritenuto indispensabile andare a fondo della faccenda e chiesto di visionare la famosa perizia."

"La lettura della perizia dell'architetto Poggio ci ha, a dir poco, lasciato allibiti" conferma Eric Festa del Movimento 5 Stelle "la tipologia alla quale il terreno in questione viene soldi nel cessoascritto è identificata come "seminativo irriguo" ma poi, visto che l'area versa in realtà in stato di abbandono, viene quantificata in almeno 40.000 euro la somma necessaria a renderlo effettivamente "irriguo". Inoltre, rifacendosi alle tabelle dei valori agricoli medi stabiliti dall'agenzia del territorio, indica il valore per quella specifica tipologia in 26,34 euro al metro quadro ed ecco fatta l'operazione: il terreno è circa un ettaro quindi moltiplicando 26,34 euro X 10.000 metri quadri otteniamo 260.000 euro: sottraendo i 40.000 euro necessari a trasformare il terreno seminativo in seminativo irriguo, si ottiene magicamente la cifra preventivamente pattuita, nero su bianco nell'accordo tra Comune e Curia, di 230.000 euro. Purtroppo il valore che le tabelle, indicate dall'architetto Poggio come elemento fondante della sua perizia, riportano, per la tipologia di terreno da lui stesso indicata, un valore di 2,634 euro al metro quadro e non già di 26,34! Com'è possibile commettere un errore talmente grossolano da arrivare a sovrastimare un terreno di ben dieci volte?!"

L'architetto Poggio ha ammesso di avere commesso un "mero errore", ma ha confermato il valore del terreno sulla base della sua esperienza tecnica e della sua conoscenza del mercato immobiliare savonese: in altre parole afferma che il risultato è giusto, errati sono solo i passaggi logici con i quali lo ha ricostruito: argomento scivoloso, e operazione senza dubbio difficoltosa ricostruire un calcolo partendo dal risultato. "Implicitamente vengono confermati i nostri sospetti sul fatto che la perizia doveva servire solo a confermare la cifra su cui il Comune si era già accordato con la Curia!" continua Eric Festa "A questo punto il sospetto che tutta la delibera sia stata costruita ad arte diventa ben più che legittimo, anche perché le incongruenze, o coincidenze, non finiscono qui...Infatti l'accordo tra Comune e Curia prevede che sia realizzata, con oneri curiosamente a carico del Comune, una palificazione sotterranea sul confine tra l'area in predicato di acquisto da parte del Comune e quella che rimarrà di proprietà della Curia. Nella proposta di cessione è la Curia stessa a dire che questa palificazione è finalizzata ad effettuare scavi e costruzioni sotterranee, che tradotto in italiano significa box interrati per auto! In pratica la Curia mette in piedi una bella speculazione edilizia scaricandone i costi sul Comune e quindi sui savonesi: alla fine della giostra di accordi a vendere, delibere e perizie i cittadini savonesi si troveranno a pagare più di 300.000 euro per la sola acquisizione di un'area sulla quale erigere una struttura sportiva: un conto veramente troppo salato. La scarsissima trasparenza della delibera e degli atti sulla quale è stata fondata ci hanno convinto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti in modo che la magistratura possa accertare eventuali responsabilità."

Le recenti imbarazzanti dichiarazioni dell'assessore Martino e del perito Poggio non hanno minimamente chiarito l'iter della vicenda ma anzi, hanno contribuito a rendere tutta la vicenda ancora più equivoca: fin qui l'unica cosa chiara sembra essere, purtroppo, la poca passione che l'amministrazione savonese nutre per lo sport mentre pare nutrirne una molto grande per la speculazione.

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