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MoVimento 5 Stelle

Senigallia - 

Abbiamo letto con sorpresa gli articoli del sindaco e della segreteria del PD locale che narrano "le magnifiche sorti e progressive" della vicenda della cardiologia - UTIC del nostro ospedale.

Abbiamo anche letto - ma stavolta non ci siamo sorprese affatto - i commenti sarcastici o francamente arrabbiati dei lettori in calce ai suddetti articoli riportanti le mirabolanti imprese del PD e del suo sindaco, ovvero la salvezza dell'UTIC e della cardiologia di Senigallia. Stranamente, di questo mirabile accordo raggiunto sulla rete cardiologica nel tavolo tecnico tenutosi il 5 ottobre scorso non sa niente nessuno, tantomeno gli operatori delle unità operative interessate.

Noi, consigliere del M5S, avevamo chiesto con forza, fin dall'incontro in IV commissione il 24/7/2017, che UTIC e Cardiologia non venissero toccate in alcun modo, per tutta una serie di motivi che abbiamo enunciato ripetutamente e con forza nonostante gli attacchi scomposti ed i trucchi di prestigio delle nuova maggioranza che si è creata in Consiglio comunale in questi ultimi mesi (gli effetti del Rosatellum sono tangibili anche qui?) Per tutta risposta, il sindaco, l'11 ottobre scorso, ci dice che "... il tavolo tecnico predisposto dall'ASUR per rivedere il Piano di riorganizzazione della sanità regionale ha previsto la rimodulazione dell'UTIC ....".

Consultando il dizionario, troviamo conferma ai nostri dubbi: rimodulare significa - in italiano - rivedere / riorganizzare secondo uno schema o sulla base di esigenze diverse. Quali sarebbero, dunque, queste esigenze diverse? Quali sarebbero le cose che OGGI non vanno bene e che quindi dovrebbero essere cambiate? Quali tra le caratteristiche della Cardiologia - UTIC di Senigallia presentano criticità così gravi da determinarne la RIMODULAZIONE?
Proviamo a capire.
La popolazione servita non giustifica la presenza di questi reparti?
No, perché, a dispetto di quello che ci vogliono far credere, la popolazione servita ha dimensioni tali da consentire la presenza di questo reparto. Il decreto Balduzzi di riordino degli ospedali afferma che gli ospedali sede di DEA di primo livello (che hanno al loro interno specialità come Cardiologia e UTIC) devono essere garantiti per bacini di utenza di 150-300mila abitanti. Nelle Marche abbiamo un milione e mezzo di abitanti e 10 cardiologie con UTIC, quindi siamo perfettamente in regola, non ci sono "reparti di troppo"! Togliere l'UTIC inoltre significa perdere la guardia cardiologica e perdere un altro tassello del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo livello, che era stato istituito con una mozione consiliare approvata a luglio 2011 (link).
Non solo, ma Senigallia già ora - da sola - copre un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti, che triplica in estate, e sta dando risposte ai bisogni di salute a tutti i cittadini della Valcesano,che sono stati privati di strutture di riferimento.
Non vanno bene le dimensioni dei reparti?
No, perché sia il reparto di cardiologia che l'UTIC hanno le dimensioni ottimali, previste dalla legge, ovvero 20 posti letto e 6 posti letto, rispettivamente. La Cardiologia-UTIC di Senigallia è la più grande e con più casistica dell'Area Vasta 2.
Non vanno bene gli indicatori di attività dei reparti?
No, perché la nostra Cardio-UTIC ha indici di appropriatezza (qualità delle prestazioni) tre volte migliori rispetto a Jesi, ha volumi di attività (numero di prestazioni) quasi doppi rispetto a Jesi. Da notare inoltre che la Cardiologia Utic di Jesi non è, ad oggi, in possesso dei requisiti minimi richiesti per l'accreditamento (DGR 1579/2001 http://www.norme.marche.it/Delibere/2001/DGR1579_01.pdf ) in quanto non posiziona i pace maker e invia i pazienti a Torrette per ricevere questa prestazione. Questo determina due ordini di conseguenze: Jesi amplifica i propri dati con prestazioni fatte altrove, in più paga l'azienda ospedaliera di Torrette per impianti di dispositivi che potrebbero essere eseguiti all'interno della stessa area vasta 2, a Senigallia oppure a Fabriano.

La casistica della patologia non giustifica una Cardiologia-UTIC a Senigallia?
Secondo le attuali e riconosciute indicazioni delle società scientifiche, si distingue una terapia intensiva coronarica (per esempio quella di Torrette o di Pesaro), dove vengono inviati i pazienti che devono essere rivascolarizzati con urgenza (con il "palloncino", per intenderci), e la terapia intensiva cardiologica, che invece tratta tutti gli altri pazienti. Ebbene, solo 3 pazienti su 10 hanno bisogno del "palloncino", quindi gli altri 7 restano - oggi - a Senigallia.

Se oggi l'UTIC ha volumi ottimali con 6 posti letto, che volumi potremo garantire domani, quando ci sarà stata la rimodulazione? E cosa si intende per rimodulazione? Taglio di posti letto? Dove andranno le persone con infarto, scompenso cardiaco, edema polmonare, aritmia maligna che non troveranno più posto a Senigallia? Andranno a Jesi? a Fabriano? O peggio?

Perché è importante focalizzarsi sul DEA di primo livello? Il Decreto Balduzzi (D.M. n. 70/2015) prevede, per i DEA di I° Livello, la presenza dei seguenti reparti con posti letto: Cardiologia, UTIC, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Rianimazione, Medicina di urgenza-OBI (Osservazione Breve Intensiva), Neurologia, Otorino, Oculistica, Urologia, Psichiatria.

Negli ultimi anni abbiamo già perso 10 posti letto di lunga degenza e 27 posti letto per acuti, oltre alle degenze di Otorino ed Oculistica, ridotti ad erogare prestazioni in regime ambulatoriale. Per declassare l'ospedale di Senigallia a ospedale di base (obiettivo che il PD sembra voler perseguire a tutti i costi) il primo indispensabile passo è dunque smantellare il DEA di primo livello, senza il quale noi perderemo l'UTIC (ma quale rimodulazione!?), poi la rianimazione, infine il Pronto Soccorso, realtà che sono fondamentali per trattare pazienti critici con necessità di un sostegno intensivo alle funzioni vitali. Permetteteci alcune considerazioni conclusive. La segretaria del PD locale, Allegrezza, si cruccia che le consigliere del M5S, Martinangeli e Palma, non si siano accodate alla "azione unitaria" - diversamente dal consigliere Mandolini... Sorvoliamo sul fatto che anche il PD confermi pubblicamente la vicinanza, de facto, del consigliere Mandolini alla maggioranza, collezionando in pochi mesi una percentuale ragguardevole di "voti ribelli" ovvero diversi da quelli del proprio gruppo consiliare di appartenenza, ma precisiamo che la nostra protesta, portata in aula nella seduta consiliare del 27settembre scorso, era dovuta al fatto che le sottoscritte, assieme al consigliere Sartini (SBC), contestavano quanto accaduto durante la votazione degli emendamenti da noi presentati, in cui fu tolta la frase "DEA di primo livello" ( vedi http://senigallia.halleymedia.com/live161-Consiglio-comunale.html dal minuto 5:28:19).

La segretaria Allegrezza, nella sua tendenza alla estrema sintesi del lavoro svolto, con competenza e minuziosità, dalle consigliere del M5S nelle sedi istituzionali, in quanto forse intenta più alla verifica delle alleanze ottenute in consiglio che al merito della discussione, non ha però afferrato che la salvaguardia del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) rappresentava, come abbiamo spiegato esaurientemente, il punto fondamentale della nostra azione politica. Fondamentale anche per avere ciò che auspica l'assessore comunale alla sanità Girolametti nel suo comunicato stampa , ossia "un ospedale di elevato livello e di riferimento per tutta la AV2".

Tutto il resto è aria fritta!


Senigallia - 

Programma Elettorale 2015-2020 del MoVimento 5 Stelle di Senigallia.

1. PRESENTAZIONE 3
2. PARTECIPAZIONE, DEMOCRAZIA DIRETTA E TRASPARENZA 3
2.1 Partecipazione. 3
2.2 Bilancio partecipato comunale 3
2.3 Operazione trasparenza: 4
2.4 Incontri di quartiere e frazioni 4
2.5 Anagrafe degli Amministratori Pubblici 4
2.6 Comunicazione Comune - Cittadini 4
3. ACQUA PUBBLICA 4
4. AMBIENTE 5
4.1 Introduzione della VIS (Valutazione degli Impatti di Salute) come strumento a supporto delle decisioni. 5
4.2 Rifiuti zero-Tariffa Puntuale. 5
4.3 Inquinamento 6
4.4 Quadro conoscitivo Forme di Inquinamento 7
4.5 Traffico moto veicolare 7
4.6 Smaltimento amianto proveniente da utenze civili 7
4.7 Educazione ambientale. 7
4.8 Gestione del verde pubblico 7
4.9 Senigallia OGM Free 8
4.10 Divieto di uso di diserbanti chimici 8
4.11 Limitazione nell'uso di pesticidi chimici 8
5. ENERGIA 9
5.1 Premessa 9
5.2 Azioni di programma 10
6. MOBILITÀ E SICUREZZA 10
6.1 Premessa 10
6.2 Obiettivi e linee guida 10
6.3 Infrastrutture 11
6.4 Azioni 11
6.5 Sicurezza. Obiettivi e linee guida 12
6.6 Sicurezza. Azioni 13
7. URBANISTICA SOSTENIBILE E ASSETTO DEL TERRITORIO 13
7.1 Premessa 13
7.2 Principi fondativi 13
7.3 Edilizia residenziale pubblica e sociale 14
7.4 Sguardo su città e frazioni - proposte puntuali 14
8. LAVORO ED ECONOMIA 15
8.1 Premessa 15
8.2 Lavoro 15
8.3 Economia e risorse pubbliche 15
8.4 Proposte 16
9. POLITICHE SOCIALI 16
9.1 Sanità 16
9.2 Assistenza e tutela dei soggetti deboli. 17
9.3 Disabilità 17
9.4 Farmacie comunali 17
9.5 Obiettivo NO SLOT 18
10. TURISMO E COMMERCIO 18
11. CULTURA - ISTRUZIONE 19
11.1 Istruzione 19
11. 2 Proposte 20
12. SPORT 20
13. CONNETTIVITÀ 20
14. TUTELA FAUNISTICO-BOTANICA 20
14.1 Protezione e tutela di emergenze faunistiche e botaniche 20
14.2 Istituzione di Aree naturali a tutela parziale o totale o mista 21
15. CAMPAGNA GIÙ LE ZAMPE DAGLI ANIMALI 21
16. AGRICOLTURA 22



1. PRESENTAZIONE

Il nostro Programma è stato scritto dai cittadini per i cittadini.
Ci riconosciamo nei principi del Non Statuto e della Carta di Firenze.
Queste le caratteristiche di chi decide di candidarsi, in ottemperanza al principio di COERENZA:
• Non essere iscritti a partiti o ad altri movimenti;
• Fedina penale pulita (nessuna condanna anche se non definitiva);
• Non avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale.
• Ognuno vale uno: non ci sono gerarchie interne od esterne a cui obbedire.

Altri elementi che ci contraddistinguono sono: nessun doppio incarico, rifiuto dei rimborsi elettorali, trasparenza e dimissioni degli eletti in caso di perdita dei requisiti necessari per le liste del MoVimento.
Stiamo tentando con tutta la nostra energia di cambiare la politica di questa città, di riprenderci in mano il futuro di noi cittadini e dei nostri figli.

2. PARTECIPAZIONE, DEMOCRAZIA DIRETTA E TRASPARENZA

2.1 Partecipazione.

La nostra Costituzione (Art. 118) incentiva i cittadini a partecipare e ne determina gli strumenti.
Noi agiremo affinché i cittadini si interfaccino direttamente con gli amministratori e abbiano la possibilità di partecipare alla vita politica, finanziaria e attiva della propria città, ed è con questo intento che questo porteremo avanti concretamente le seguenti azioni in ambito di partecipazione e trasparenza:

Revisione del regolamento dei referendum: l'amministrazione ha da poco fatto il nuovo regolamento, secondo noi non risponde alle esigenze della realtà cittadina e rende il referendum poco pratico e poco realizzabile, in questo senso ci muoveremo per:
• cancellare il quorum (progetto: Senigalliaquorumzero) da tutti i tipi di referendum perseguendo il principio democratico del chi vota decide!
• la creazione del referendum propositivo vincolante per l'amministrazione comunale ovviamente anche questo a quorum zero;
• diminuire il numero di firme per indire un referendum;
• consentire la creazione di un comitato promotore realmente realizzabile.

Revisione dell'art. 63 dello statuto: l'amministrazione comunale ha cambiato l'art. 63, che regolamentava istanze petizioni e proposte, con le ultime modifiche, sono scomparse le proposte ed è stato introdotto l'obbligo di 100 firme per le petizioni! Noi vogliamo allora reintrodurre la proposta di atto deliberativo o di delibera popolare (i cittadini potranno proporre vere e proprie delibere e saranno gli stessi cittadini che poi parteciperanno alla discussione in giunta, in commissione e anche in consiglio comunale) e ridurre il numero delle firme per le petizioni, con un apposito regolamento chiaro e semplice nelle procedure.

2.2 Bilancio partecipato comunale

Bisogna dare ai cittadini la possibilità di incidere sulla realtà della loro città.
Destinare una parte del bilancio a scelte partecipate è quindi un passo fondamentale per la credibilità della classe politica, la quale deve necessariamente fare un passo indietro per consentire alla cittadinanza attiva di poter partecipare.
In questo progetto vogliamo coinvolgere tutti i soggetti legati al territorio: dalle associazioni di categoria, alle realtà del terzo settore, anche tutte quelle forme di libere associazioni, come i comitati dei cittadini.
Si partirà da una quota di bilancio minima per farla crescere nel tempo.
Il bilancio e lo stato patrimoniale del Comune devono diventare comprensibili a tutti i cittadini e quindi devono essere fortemente semplificati ed accessibili.

2.3 Operazione trasparenza:

Trasmettere in streaming su un apposito canale del sito del comune, non solo tutte le sedute del consiglio comunale ma anche delle commissioni consiliari, infine, valutare i costi per utilizzare anche altri canali di informazione, quali tv e radio.
Ci adopereremo per l'introduzione di una procedura per il whistleblowing, per la tutela e la protezione di coloro che, all'interno delle pubblica amministrazione, segnalano illeciti legati a fenomeni di corruzione.

2.4 Incontri di quartiere e frazioni
Istituire "incontri di quartiere e frazioni" e con le realtà associative allo scopo di stimolare la partecipazione dal basso e raccogliere le proposte popolari e di settore per farne argomento di discussione nel Consiglio Comunale o nelle commissioni consiliari competenti.

2.5 Anagrafe degli Amministratori Pubblici

Agiremo per l'istituzione dell'anagrafe pubblica di chi riveste una carica pubblica: consiglieri, dirigenti, membri dei CDA delle Società Partecipate e delle Fondazioni, L'Anagrafe pubblica degli Amministratori è lo strumento che prevede la "messa in rete" di dei curricula dei soggetti di cui sopra, nell'ottica di tutelare correttezza, trasparenza amministrativa, assenza di conflitti di interesse negli atti nei comportamenti dei singoli Amministratori.

2.6 Comunicazione Comune - Cittadini

E' necessario pubblicare sulla Rete Civica una rubrica "il Comune vi informa" (anche sotto forma newsletter) che permetta ai cittadini di essere avvisati per tempo delle attività sul territorio comunale (cantieri, manifestazioni, pulizie strade, taglio del verde ecc.) ed in merito alle discussioni in corso che riguardano le diverse zone della città. In questo modo sarà consentito ai cittadini di verificare nella specifica zona in cui abitano, vivono, lavorano l'effettivo avanzamento delle attività e segnalare per tempo eventuali anomalie.

3. ACQUA PUBBLICA

Con i referendum abrogativi tenuti in Italia il 12 e 13 giugno 2011, i cittadini hanno espresso la volontà affinché il servizio idrico non fosse privatizzato, e venisse abolita la possibilità di "determinare la tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito", così come previsto dalla norma oggetto del referendum la quale statuiva la possibilità di "fare profitto con l'acqua pubblica", ed ha visto proprio in Senigallia una grande partecipazione di cittadini, con il 64,6% degli aventi diritto al voto. Lo Statuto del Comune di Senigallia nel Titolo I "Principi e disposizioni generali", Capo 2°, art. 7 "Rapporti economici-sociali", comma 5 ° prevede che:
"Il Comune di Senigallia: riconosce il diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico privo di rilevanza economica; conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini".
Con i referendum abrogativi tenuti in Italia il 12 e 13 giugno 2011, i cittadini hanno espresso la volontà affinché il servizio idrico non fosse privatizzato, e venisse abolita la possibilità di "determinare la tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito", così come previsto dalla norma oggetto del referendum la quale statuiva la possibilità di "fare profitto con l'acqua pubblica", ed ha visto proprio in Senigallia una grande partecipazione di cittadini, con il 64,6% degli aventi diritto al voto. Lo Statuto del Comune di Senigallia nel Titolo I "Principi e disposizioni generali", Capo 2°, art. 7 "Rapporti economici-sociali", comma 5 ° prevede che "Il Comune di Senigallia: riconosce il diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico privo di rilevanza economica; conferma il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconosce che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini".
Il nostro impegno sarà focalizzato a garantire:
• Promozione dell'uso di acqua potabile comunale attraverso la disincentivazione dell'imbottigliato;
• Incentivazione dell'utilizzo di acqua pubblica in caraffa nei locali, nelle mense scolastiche e negli edifici pubblici;
• Acqua pubblica certificata attraverso la pubblicazione delle analisi delle acque sul portale istituzionale del comune;
• Progettazione di una rete di raccolta delle acque piovane in vasche di decantazione e fitodepurazione per uso irriguo, lavaggio strade, processi di recupero rifiuti e riciclaggio e processi industriali;
• Incentivazione dell'uso di bacini di contenimento delle acque piovane per attività industriali ed agricole;
• Impegno a migliorare le qualità organolettiche dell'acqua così come sgorga dai rubinetti.
• Assicurazione del minimo vitale e quindi non assoggettabilità alla sospensione completa del servizio per gli utenti morosi in comprovate condizioni di disagio sociale, attestate dagli organi competenti.

4. AMBIENTE

4.1 Introduzione della VIS (Valutazione degli Impatti di Salute) come strumento a supporto delle decisioni.
E' nostra volontà introdurre questo strumento a livello comunale come vincolo, al pari della VIA, nelle pianificazioni e decisioni del Comune in merito alla realizzazione di Opere pubbliche, pubbliche/private e impiantistica. Lo stesso vincolo (per il Comune di Senigallia) sarà introdotto anche in merito a tutte le decisioni e pianificazioni in territorio e zone extra-comunali in cui il parere del Comune ha valenza di voto (es. ATA). Lo scopo della Valutazione degli Impatti di Salute (VIS) è l'accertamento a priori della compatibilità con la salute dei cittadini della realizzazione di un nuovo progetto o delle scelte programmatiche definite dai soggetti istituzionali nei settori non strettamente sanitari (economia, istruzione, ambiente, trasporti, ecc.).

4.2 Rifiuti zero-Tariffa Puntuale.
Ambiente e Rifiuti sono due tematiche strettamente correlate fra di loro. Molta parte dell'inquinamento ambientale è causata dallo smaltimento dei rifiuti, considerato che in Italia ancora si adottano principalmente due modalità di gestione altamente inquinanti ed eticamente immorali: discariche e inceneritori.
Siamo contro la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario, ottenuto dai rifiuti e destinato agli inceneritori) e contro l'incenerimento dei rifiuti (e a favore della politica rifiuti zero) perché la combustione dei rifiuti alle basse temperature porta alla produzione di diossine, mentre alle alte temperature porta alla produzione di nanoparticelle, entrambe nocive alla salute.
Siamo contro le discariche perché queste producono percolato, liquido altamente tossico che deriva dallo scarso processo di ossigenazione del rifiuto, nel 100% dei casi disperso in natura, compromettendo il territorio con le conseguenze che si vengono a determinare a catena:
• Gestione del ciclo dei rifiuti mediante l'adozione della strategia "Rifiuti Zero", che miri primariamente alla riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, in ottemperanza delle leggi comunitarie, da sempre disattese. I rifiuti devono essere al centro di una visione complessiva che individui il percorso migliore per la loro riduzione, per il loro riuso, riciclo e recupero.
• Mantenimento e implementazione di un efficiente e qualificato sistema di raccolta "porta a porta" integrato con un sistema di valorizzazione della raccolta differenziata, il cui fine ultimo sia la completa rinuncia al sistema di incenerimento e l'abbassamento della tariffa di igiene ambientale.
• Attivazione del porta a porta spinto in tutti i quartieri della città, con applicazione della tariffa puntuale in tutto il territorio del comune di Senigallia sia per le utenze private che per le utenze commerciali;
• Creazione di un sito comunale per il baratto e la donazione di oggetti di seconda mano e concedendo spazi fisici a supporto di tali attività nei quartieri;
• Amministrazione comunale e tutte le aziende municipalizzate e partecipate dovranno presentare bandi di gara per forniture di prodotti di consumo e non solo (anche mobili), seguendo la direttiva dei green public procurement (direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2004/18/CE del 31 marzo 2004, per i cosiddetti "acquisti verdi"), contribuendo a dare un mercato di sbocco ai prodotti da riciclaggio. Green public procurement significa acquistare un bene/servizio tenendo conto degli impatti ambientali che questo può avere nel corso del suo ciclo di vita, dall'estrazione della materia prima allo smaltimento del rifiuto;
• Completamento della rete delle isole ecologiche su tutto il territorio comunale, prevedendone una in ogni quartiere;
• Dare continuità al progetto "Centri del Riuso" già introdotto dal Comune dal 2012;
• Proposta alla media e grande distribuzione di adozione di macchinari per la raccolta di contenitori in plastica ed un servizio per il ritiro dei contenitori in vetro con "vuoto a rendere" ;
• Applicazione concreta della Carta SPRECOZERO al fine di recuperare gli alimenti scartati dalla grande e piccola distribuzione per fini sociali e come forma di introito per il Comune da destinarsi al settore sociale;
• Patrocinio e contributi solamente ad iniziative a basso impatto ambientale. Per le manifestazioni pubbliche, la concessione del contributo dovrà essere legata ad un'effettiva raccolta differenziata: in caso di sagre e per tutto quello che preveda somministrazione di cibi e bevande dovrà essere reso obbligatorio l'uso di stoviglie, bicchieri e posate di ceramica e metallo oppure in materiale compostabile, come già previsto nel Piano Finanziario TARES e TARI 2013/2014;
• Incentivare la filiera "Km0" e la vendita e consumo di prodotti sfusi anche attraverso agevolazioni ai produttori e commercianti di suddetti prodotti;
• Incentivare l'utilizzo di un compostore per chi ha un orto/giardino: ove possibile compost collettivo nelle aree sprovviste di verde. Compostaggio domestico significa eliminare la frazione organica dei rifiuti di casa facendo ciò che la natura fa da sempre, cioè riciclare la sostanza organica non più utile e restituirla in forma di humus. Con il compostaggio dei rifiuti organici si può: gestire meglio i rifiuti di casa producendone meno, contribuire ad una conseguente riduzione dell'inquinamento, fare del bene al proprio orto e ai propri fiori ed, infine, ridurre le spese di smaltimento dei rifiuti;
Rendere tracciabile via internet le informazioni su come e da chi sono riciclati o smaltiti i rifiuti.

4.3 Inquinamento
Introduzione di centraline per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, così come indicato dalle norme contenute nel D.L. 155/2010; il Comune dovrà attivarsi al fine di predisporre, insieme alla Provincia di Ancona, e all'ARPAM e alla Regione, un Piano di monitoraggio della qualità dell'aria su tutto il territorio comunale che potrà determinare azioni concrete volte alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.

4.4 Quadro conoscitivo Forme di Inquinamento
Intendiamo promuovere un censimento delle aziende e delle loro attività così che in futuro venga tenuto in considerazione, nelle valutazioni di impatto ambientale (VIA) e di impatto sulla salute (VIS), la ricaduta negativa di nuovi insediamenti produttivi, oltre al carico urbanistico derivante dal carico di emissioni inquinanti.
Nel piano regolatore è necessario far cessare la coabitazione di insediamenti abitativi con quelli industriali, specialmente se inquinanti, provvedendo, nel tempo, allo spostamento di questi in aree compatibili.

4.5 Traffico moto veicolare

La riduzione e moderazione del traffico privato, lo sviluppo del TPL (trasporto pubblico locale) e del trasporto non inquinante, contribuiranno a ridurre le emissioni.

4.6 Smaltimento amianto proveniente da utenze civili

Le normative nazionali e regionali stabiliscono che la rimozione del materiale contenente amianto (cancerogeno) può essere effettuata, per modiche quantità, in maniera autonoma dai cittadini, a patto che gli stessi rispettino le procedure e gli accorgimenti previsti dalle normative, compreso l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale atti a evitare l'inalazione delle fibre; il Comune di Senigallia dovrà prevedere nel Regolamento di Polizia Urbana, la possibilità di rimuovere in maniera autonoma piccole quantità di manufatti contenenti amianto purché presente in forma compatta (lastre, cassoni per l'acqua, tubazioni, comignoli); con la descrizione della procedura da seguire per l'autorimozione e delle richieste da rivolgersi alla ASUR per la fornitura del materiale da utilizzare per la rimozione.
Al momento però al cittadino resta l'onere della spesa relativa al trasporto ed allo smaltimento del rifiuto che deve essere per legge effettuato da una ditta specializzata.
Siamo dell'avviso che, al pari di altri Comuni, anche il trasporto e lo smaltimento devono essere a carico del Comune stesso per favorire l'eliminazione del materiale cancerogeno e scoraggiarne l'abbandono; ci impegneremo quindi ad inserire, nel regolamento di Polizia Urbana, una procedura che consenta al cittadino di favorire la completa eliminazione dell'amianto dall'ambiente.

4.7 Educazione ambientale.
Incentivare l'educazione ambientale nelle scuole, anche attraverso la partecipazione dei ragazzi a seminari promossi dagli organi istituzionali preposti al rispetto dell'applicazione delle leggi in materia di tutela ambientale.

4.8 Gestione del verde pubblico
• Inserimento negli atti di pianificazione e gestione del territorio (da parte del comune) dei principi della Convenzione europea sul paesaggio, stipulata a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata dall'Italia con la legge n. 14 del 9 gennaio 2006;
• Previsione ed introduzione di un Regolamento del Verde Urbano Pubblico e Privato approvato dal Comune di Senigallia;
• Applicazione della Legge n.10/2013 "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani";
• Incremento e salvaguardia delle aree con vegetazione, ovvero delle zone non ancora edificate all'interno del tessuto urbano che presentano valenze ecologiche o naturalistiche devono essere classificate come invarianti. Tali aree contribuiscono alla tutela della biodiversità esistente e contribuiscono al potenziamento della rete ecologica locale in quanto insieme di spazi naturali e seminaturali che ne assicurano la connessione. Il consumo del suolo nell'area comunale comporta una frammentazione e una grave perdita di habitat naturali;
• Manutenzione ordinaria del verde con criteri ecologici, indirizzata al rispetto delle specificità biovegetali delle piante;
• Riconoscimento delle aree a verde pubblico come patrimonio e ricchezza dell'ambiente urbano, riqualificando il loro "status" di semplice arredo urbano, attualmente suscettibile di ogni tipo di trasformazione;
• Redazione di un "piano del verde" (strumento di pianificazione integrativo alla pianificazione urbanistica locale, contenente una visione strategica del sistema del verde urbano e peri-urbano).
• La progettazione degli spazi urbani non può prescindere da tutte le funzioni apportate dalla presenza
• del verde e in ogni futuro progetto urbanistico vanno considerati tutti i benefici economici e le funzioni apportate.
• E' necessario attuare una strategia per la conservazione della natura urbana.

4.9 Senigallia OGM Free
Ci attiveremo affinché Senigallia venga dichiarata, con i provvedimenti conseguenti, "Comune OGM FREE". Faremo in modo che l'Amministrazione si attivi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare la coltivazione di tutti gli organismi geneticamente modificati nell'ambito del comprensorio di riferimento, a salvaguardia della salute umana, dell'ambiente e della biodiversità agraria, cioè delle produzioni agricole peculiari del territorio comunale, verificando la disponibilità dei Comuni limitrofi ad attivarsi congiuntamente.

4.10 Divieto di uso di diserbanti chimici
Poiché il glifosate è certamente tossico per la vita acquatica e non a caso infatti tra le precauzioni d'uso del diserbante utilizzato (basato sul principio attivo del glifosate) è tassativamente vietato irrorare i bordi dei corsi d'acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità (gli effetti del trattamento con diserbanti si manifestano a distanza di 1015 giorni), anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici sarà nostro interesse che l'Amministrazione vieti l'utilizzo di questo prodotto dando priorità ad altre modalità di diserbo maggiormente sostenibili, anche dal punto di vista economico, come il pirodiserbo; la mancanza di abbondante segnalazione degli interventi fino ad oggi eseguiti risulta quindi particolarmente grave e lesiva, non solo per questo aspetto, della sicurezza dei cittadini; gli addetti saranno adeguatamente formati, garantendo il rispetto delle regole sia in fase di spargimento che relativamente alla sicurezza degli operatori per evitare di porre a rischio la loro salute oltre che quella della popolazione; sarà nostra intenzione, inoltre:
• valutare la possibilità di interessare la popolazione inattiva (pensionati, cassaintegrati, cittadini in mobilità) e attiva (volontari) per la creazione di un gruppo di cittadini a cui affidare compiti di piccola manutenzione a supporto dell'amministrazione;
• promuovere con gli uffici preposti, anche con l'ausilio di enti come l'Università Politecnica delle Marche o associazioni specializzate, la redazione di un programma annuale degli interventi.

4.11 Limitazione nell'uso di pesticidi chimici
Attueremo iniziative volte al divieto di impiego di qualsiasi prodotto biocida nelle aree non agricole del Comune, come parchi, cigli stradali, viali e verde pubblico. L'amministrazione può intervenire sulle irrorazioni di pesticidi anche nelle aree agricole, considerando che l'effetto deriva non è ammesso e non può interessare edifici pubblici e privati. Può vietare qualsiasi forma di irrorazione aerea e imporre di avvertire, prima dei trattamenti con pesticidi, i residenti delle aree limitrofe a quelle agricole. Sarà nostra intenzione promuovere e favorire le piccole aziende agricole a conduzione famigliare che utilizzano metodi biologici di coltivazione; e di avviare percorsi per la costituzione di un biodistretto nel territorio comunale. Sarà importante anche organizzare incontri informativi con associazioni di categoria, agricoltori e cittadini, sui rischi derivanti dall'uso dei pesticidi.

5. ENERGIA

5.1 Premessa
La produzione di energia elettrica e termica ha le seguenti criticità: costi, dipendenza da fonti fossili e impatto ambientale.
Costi: Per i cittadini italiani la bolletta sta aumentando, ma l'incidenza dei costi delle fonti rinnovabili è trascurabile rispetto alle voci classiche di approvvigionamento e distribuzione.
La produzione di energia termica ed elettrica dipende per la maggior parte da fonti fossili, per le quali negli ultimi anni si è verificata una impennata preoccupante, in termini di costi, destinata ad aumentare ulteriormente per fattori legati all'estrazione e lavorazione del greggio in particolare.

Dipendenza da fonti fossili: Secondo l'agenzia internazionale dell'energia, la produzione di petrolio convenzionale ha raggiunto il picco nel 2005 e sta attualmente calando.
Le forniture attuali e future faranno sempre più affidamento su petrolio non convenzionale (off shore, sabbie bituminose, trivellazioni polari) che sono caratterizzate da un costo molto alto. Si capisce quindi che dipendere da fonti il cui costo è destinato ad aumentare non è una scelta lungimirante.

Impatto ambientale: Per affrontare le sfide descritte sopra, con il Piano d'Azione "Una politica energetica per l'Europa", l'Unione Europea si è data tre obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2020:
• ridurre del 20% le emissioni di gas serra;
• migliorare del 20% l'efficienza energetica;
• produrre il 20% dell'energia attraverso l'impiego di fonti rinnovabili.

I quartieri stessi tornano ad essere luoghi di produzione, di creazione di valore e di identità delle persone.
Veri eco quartieri che migliorano la qualità della vita dei residenti attraverso:
risparmio energetico degli edifici e materiali ecocompatibili;
riduzione dei rifiuti e del consumo di acqua;
mobilità sostenibile;
integrazione tra abitazioni, attività commerciali, spazi sociali, sviluppo del territorio.

Gli elevati standard energetici tipici degli eco quartieri sono normati ed incentivati da specifiche normative comunitarie (direttiva 2010/31/CE entrata in vigore dal 1° febbraio 2012).
Il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra comporterà notevoli risparmi economici da reimpiegare in interventi di sviluppo e di sostegno sociale.
La Carta di Firenze del MoVimento 5 Stelle fa esplicito riferimento allo "sviluppo delle fonti rinnovabili (quali il fotovoltaico e l'eolico) con contributi/finanziamenti comunali e all'"Efficienza energetica".

5.2 Azioni di programma
1. Avviare un piano energetico comunale;
2. Avviare un censimento degli edifici pubblici per valutarne la prestazione energetica;
3. Individuare gli interventi di miglioramento energetico e quantificarne i benefici economici;
4. Fare ricorso, dove possibile, a fonti di energia rinnovabile;
5. Quantificare le spese di intervento e stimare un piano di rientro tenendo presenti i contributi comunitari;
6. Istituire una Energy Service Company pubblica;
7. Promuovere la cultura dell'uso razionale dell'energia;
8. Incentivare l'uso di tecnologie innovative già presenti come le lampade a LED nell'illuminazione pubblica e negli edifici pubblici;
9. Favorire la bioedilizia e pensare i nuovi edifici con il concetto degli eco-quartieri.


6. MOBILITÀ E SICUREZZA

6.1 Premessa
L'amministrazione deve avere come obiettivo, per la mobilità, quello di organizzare gli spostamenti delle persone nel modo più efficace possibile, salvaguardando la sicurezza, la salute, la qualità dello spazio urbano, l'equità sociale e la "rapidità diffusa", in luogo della velocità del singolo.
La mobilità non è il risultato della contrapposizione tra i "partiti" dei pedoni, degli automobilisti e dei ciclisti.
La comunità è l'unica portatrice di interessi e la buona mobilità persegue l'interesse di tutti.

6.2 Obiettivi e linee guida

Il MoVimento 5 Stelle intende agire sia per ridurre la richiesta di mobilità con il mezzo privato, razionalizzando e potenziando il servizio pubblico collettivo, sia per rendere scorrevole il traffico privato residuo, tutelando i residenti e tutti i soggetti deboli (pedoni, disabili e utenti delle due ruote, ciclisti in particolare).
I costi di spostamento con i mezzi privati, complessivamente, sono assai superiori a quelli dei mezzi pubblici; un migliore sfruttamento di questi ultimi libererà quindi risorse destinate al loro sviluppo.
Seguiremo due principi espressi nella Carta di Firenze che, al punto 5, recita "Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine" e, al punto 6, "piano di mobilità per i disabili", nonché il quadro normativo Europeo che fornisce indicazioni agli enti locali sullo sviluppo di tutti i settori della mobilità rendendola intermodale, così da migliorare la qualità della vita delle città e favorire lo sviluppo economico.
L'obiettivo è quello di eliminare i problemi di:
Inquinamento (atmosferico, acustico);
Sicurezza (traffico, incidenti);
Degrado aree urbane (causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni);
Consumo di territorio (determinato dalla realizzazione di strade e infrastrutture);
Costi privati per il trasporto (spese famiglie ed aziende).

Sarà necessario seguire un percorso graduale su due aspetti principali:
• Potenziare ed integrare diversi tipi di trasporto alternativi al mezzo privato in modo da garantire lo spostamento passeggeri in modo più capillare ed efficiente;
• Moderare il traffico, in modo da disincentivare l'uso del mezzo privato, se non strettamente necessario;

6.3 Infrastrutture
Ripristinare un accesso all'area portuale
Collegare il lungomare di ponente a quello di levante
Creare una viabilità alternativa e liberare le aree adiacenti alla spiaggia dal traffico e dalla sosta selvaggia, potenziando le piste ciclabili
Creare parcheggi esterni al centro storico con collegamento di bus navetta

6.4 Azioni

Traffico
La revisione del piano del traffico andrà, ovviamente, di pari passo con quella dei parcheggi, del trasporto pubblico e della ciclabilità.
Proponiamo i seguenti punti:
revisione del Piano del Traffico con un percorso partecipato, attraverso assemblee con i cittadini per conciliare lo sviluppo del commercio e del turismo con la qualità di vita della popolazione residente;
analisi ed eventuali modifiche della viabilità di tutte le zone pericolose
riorganizzazione delle zone di sosta per i residenti;
riorganizzazione di alcune zone della città per favorirne la chiusura al traffico ai non residenti, dotandole di arredi urbani ed elementi che le rendano attrattive e fruibili;
sviluppo di aree pedonali, non soltanto nel centro, prevedendo degli incentivi (es. esenzioni alcune tasse) alle attività commerciali che si impegnino a riqualificare le aree limitrofe;
mobilità elettrica: incentivare l'uso di mezzi elettrici e l'introduzione delle colonnine di ricarica in varie zone cittadine;
razionalizzazione degli orari per il ritiro dei rifiuti e la consegna delle merci, dove possibile, per evitare interferenze con il traffico veicolare.

Trasporto pubblico
Proponiamo le seguenti soluzioni:
Accessibilità: consentire l'uso a persone disabili o meno abbienti a prezzo simbolico, fino ad introdurre, per gradi, il trasporto pubblico gratuito per disoccupati, pensionati con redditi bassi, portatori di handicap e studenti durante le festività e il periodo estivo in modo da innescare un percorso virtuoso dalla riduzione del traffico privato (meno incidenti, meno inquinamento e quindi minor spesa sanitaria, minore usura e minor impegno delle forze dell'ordine per il controllo del traffico);
Fonti ipotetiche di finanziamento: trasmissione a bordo di musica e pubblicità;
Capillarità: collegare aree residenziali e periferiche tra loro e con i poli attrattivi (centro, luoghi di lavoro, scuole, ospedali, centri commerciali, etc.), aumentare la copertura di TPL per le zone più frequentate negli orari di punta per fornire ai cittadini alternative valide ai mezzi privati ed incontrare i bisogni delle persone in difficoltà (pensionati, disabili), attraverso la razionalizzazione e modifica di percorsi delle linee urbane e l'utilizzo di mezzi a pedana ribassata;
Impatto ambientale: ridurre consumi, emissioni inquinanti e rumore tramite ammodernamento della "flotta", con mezzi elettrici, ibridi, ecc.;
Intermodalità: collegare le fermate degli autobus con piste ciclabili dotando più mezzi possibili di pedane per trasporto biciclette;
Sicurezza: illuminazione delle fermate e utilizzo della stessa rete di trasmissione del sistema GPS per webcam collegate a un sistema di sorveglianza con le forze dell'ordine;

Percorsi ciclabili
Usare la bici in Europa sta generando oltre 200 miliardi di euro di benefici economici. Lo dice uno studio condotto dalla European Cyclists Federation (ECF) che valuta l'impatto economico dell'attuale diffusione di questo mezzo di trasporto ecologico, usato, al momento, dal 7,4% della popolazione dell'UE.
Dallo studio ECF si evidenzia che molte risorse sono liberate dai minori costi sanitari e dalla riduzione del traffico, dal risparmio di carburante e dallo sviluppo economico che la diffusione della bici stimola.
In città le piste attuali non sono sufficienti, spesso non sono raccordate tra loro e sono scarsamente mantenute, poco illuminate e poco sicure.
Proponiamo le seguenti soluzioni:
• miglioramento della sicurezza delle piste attuali;
• manutenzione, rimozione ostacoli, separazione con percorsi pedonali e strade, moderazione traffico limitrofo alle piste e sosta veicoli;
• realizzazione nuove piste raccordandole con quelle esistenti per favorire, in particolare, lo spostamento tra periferie e centro cittadino, scuole, luoghi lavoro, amministrazione pubblica, ospedale, poliambulatori, impianti sportivi, stabilimenti balneari;
• intermodalità con altri servizi pubblici di trasporto;
• piste e bike sharing vicino a parcheggi, capolinea autobus, Porto, Stazione;
• pubblicità, web, eventi e manifestazioni sulla ciclabilità;
• incentivi per dipendenti pubblici e privati che usano la bici casa-lavoro, progetti scolastici;
• percorsi tematici con il patrimonio storico e naturale senigalliese, ecoturismo.

Sicurezza stradale
Le nostre strade sono particolarmente pericolose per pedoni o ciclisti.
Proponiamo le seguenti soluzioni:
• Zone 30: riduzione velocità in ambiti residenziali, balneari e specialmente nei quartieri ed in prossimità delle scuole; questo al fine di separare il traffico di attraversamento da quello di distribuzione e di accesso alle zone residenziali, aumentandone vivibilità e sicurezza riducendone i rumori e rischi;
• protezione dei percorsi pedonali con particolare attenzione alla cura della segnaletica degli attraversamenti e alla loro illuminazione nelle ore notturne;
• sviluppo e razionalizzazione dei percorsi ciclabili per la creazione di una rete uniforme che garantisca facili e sicuri spostamenti;
• progressiva trasformazione dei percorsi pedonali esistenti in percorsi accessibili ai portatori di handicap intervenendo ogni qualvolta si proceda alla manutenzione straordinaria degli stessi;
• controlli mirati alla sicurezza e non "a fare cassa".

6.5 Sicurezza. Obiettivi e linee guida
Non è pensabile raggiungere un adeguato livello di sicurezza soltanto potenziando i controlli, che pure sono imprescindibili e necessari.
Riteniamo che la sicurezza debba partire da lontano, dalla riqualificazione delle zone degradate, dall'eliminazione delle "parti buie" della città, non solo nel senso dell'illuminazione. Laddove c'è vita, ordine e pulizia è più difficile che si formino sacche di degrado e delinquenza.
E' necessario riqualificare le zone della città che hanno più problemi e dotarle di migliore illuminazione, che siano incentivate attività commerciali e curate le aree pedonali, in modo che, naturalmente, siano "animate" di persone.

6.6 Sicurezza. Azioni
Per quanto concerne le competenze dell'amministrazione, ovvero la Polizia Municipale, proponiamo le seguenti soluzioni:
maggiore presenza di forze dell'ordine, senza gravare esclusivamente sulla polizia municipale, ma cercando sinergie con polizia di stato e carabinieri;
incentivazione della polizia di prossimità (vigile di quartiere) con la redistribuzione delle unità operative in 5 distaccamenti territoriali (es. quartieri nord, centro cittadino, lungomare, quartieri sud, frazioni);
analisi dei carichi di lavoro amministrativi della polizia municipale privilegiando la presenza sul territorio.

7. URBANISTICA SOSTENIBILE E ASSETTO DEL TERRITORIO

7.1 Premessa
La sostenibilità dell'insediamento urbanistico si verifica con il recupero ed mantenimento dell'integrità dell'ambiente naturale, con il corretto funzionamento delle reti tecnologiche e con la qualità delle soluzioni spaziali.
Sposando la campagna "stop al consumo del territorio", Senigallia smetterà di espandersi con continue colate di cemento (evitando così ulteriore degrado e rischio idrogeologico), consentendo di poter recuperare volumi già esistenti e aree compromesse e vincolando gli oneri ad un'effettiva riqualificazione attraverso un'urbanistica partecipata.

7.2 Principi fondativi
Consumo Zero del Territorio
Vogliamo una revisione degli strumenti urbanistici per focalizzarli su punti per noi essenziali, quali lo stop al consumo del suolo, la ristrutturazione e il recupero di edifici ed aree esistenti.
Si tratta di proporre nuove forme di organizzazione dello spazio urbano fondate sull'esigenza di contenere il consumo di suolo, promuovendo forme di riuso del patrimonio edilizio esistente e garantendo la massima permeabilità del terreno, onde evitare fenomeni di dissesto idrogeologico.
All'interno del perimetro urbano bisogna garantire il raggiungimento degli obiettivi globali dei livelli di CO2 (è stato calcolato, ad esempio, che, per garantire il rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, dovrebbero essere piantumati a verde almeno cinquanta metri quadri per abitante insediato).
Questo fondamentale approccio urbanistico ha lo scopo di perseguire l'obiettivo dell' autosufficienza energetica del sistema residenziale, con accorgimenti bioclimatici, ponendo nel progetto stesso le premesse per una utilizzazione massima delle fonti energetiche rinnovabili e l'utilizzo di materiali biocompatibili.
Il Consiglio comunale di Senigallia deve adeguare i propri strumenti urbanistici alle conoscenze moderne che misurano il consumo di risorse (energia, materiali, acqua) e la riduzione dell'inquinamento (aria, acqua, rifiuti) per tendere alla realizzazione di spazi di vita confortevoli e salubri.
Occorre limitare al massimo nuove pianificazioni, per non stravolgere diritti acquisiti, ponendo particolare attenzione alla concretizzazioni di quelle vigenti: se irrealizzabili, eliminarle.
Occorre anche limitare al massimo le forme di cooperazione tra pubblico e privato, senza seguire l'onda delle sigle incomprensibili (PIPERRU) ed eliminando, dalle Norme Tecniche d'Attuazione del PRG, i Piani d'Area, che non trovano allocazione in nessun'altra amministrazione comunale.

Partecipazione
E' opportuno introdurre tecniche di "pianificazione partecipata" che consentono di prendere decisioni migliori poiché i cittadini sono coinvolti direttamente nel processo di trasformazione del territorio.
I cittadini devono poter deliberare sulle scelte urbanistiche importanti nel territorio al fine di evitare cantieri assurdi e infiniti.
Occorre pretendere anche da Provincia, Regione e Soprintendenza (così come da ENEL, Telecom, ecc.) un diverso approccio, al servizio dei bisogni dei cittadini.

Gestione corretta degli Oneri di Urbanizzazione
Gli oneri di urbanizzazione, previsti dal regolamento edilizio, non devono in nessun modo andare a coprire altre voci di spesa del bilancio comunale estranee all'ambito urbanistico, ma essere destinati alla realizzazione e miglioramento degli standard urbanistici previsti per legge.

7.3 Edilizia residenziale pubblica e sociale
La Costituzione della Repubblica Italiana afferma il pieno diritto alla casa applicando un principio fondamentale: la rimozione di tutti gli ostacoli che ledono la dignità della persona e del cittadino tutelando i più deboli.
Il MoVimento 5 Stelle di Senigallia, nel suo programma per l'edilizia residenziale pubblica ha pensato alla redazione di un piano casa che vuole far fronte alla grave emergenza abitativa sempre presente e mai in questi anni fronteggiata da nessuna amministrazione comunale.
Il nostro pensiero è stato rivolto anche a coloro che per morosità incolpevole non riescono più a sostenere un affitto al prezzo di mercato, a quelle mamme o quei papà separati, divorziati o vedovi che sono rimasti soli disoccupati o con un reddito da soglia di povertà e con dei figli a carico. I cambiamenti pensati e previsti riguarderanno soprattutto la graduatoria dell'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, con l'introduzione di nuovo sistema e di altri requisiti da possedere all'atto della presentazione della domanda per l'ottenimento di un alloggio pubblico in E.R.S (edilizia residenziale sociale).Vogliamo evitare lo spreco di territorio attraverso il recupero di immobili in disuso o abbandonati oppure acquistando l'invenduto dei costruttori edili destinandoli all'edilizia residenziale pubblica e alle tre tipologie note come: AGEVOLATA (con mutuo) CONVENZIONATA (in affitto a prezzi calmierati e SOVVENZIONATA (case popolari).

7.4 Sguardo su città e frazioni - proposte puntuali
• No alla cementificazione selvaggia e valorizzazione delle zone di maggior pregio dal punto di vista storico-architettonico e turistico della città.
• Combattere il dissesto idrogeologico attraverso le buone pratiche del ripristino dei fossi e della manutenzione di quelli esistenti, e del convogliamento delle acque in vasche di raccolta di acque ad uso irrigazione.
• La Riqualificazione delle Frazioni passa attraverso la promozione del godimento turistico (creazione e maggiore pubblicità dei percorsi naturalistici presenti e creazione di aree ludico-educative all'interno delle arre verdi), l'eliminazione degli abusi che deturpano il paesaggio e la razionalizzazione dei nuovi usi delle aree agricole suburbane.
• Per quanto riguarda il centro, proponiamo che il commercio nelle aree pedonali sia incentivato, concedendo suolo pubblico gratuito (per un tot di anni) a chi si dota di strutture di pregio compatibili con il contesto architettonico, contribuendo a qualificare la città.
• Queste cose saranno strettamente regolamentate con un Piano per il Centro Storico e il relativo arredo urbano (insegne, piano colori, strutture leggere per l'accoglienza turistica, etc.);
• Vogliamo ampliare la possibilità ai cittadini, non soltanto anziani, di poter avere accesso a "orti sociali", definendo nuove aree urbane destinate all'orticoltura sociale, sostenendo quindi l'autoproduzione di prodotti alimentari e la diffusione della cultura della filiera corta .
• Implementazione e ricerca di forme di incentivazione, anche fiscale, per favorire la buona pratica dei Tetti Verdi (assorbimento polveri sottili, regolazione raccolta acque meteoriche, migliore isolamento, etc.) per le coperture dei capannoni industriali e artigianali o, in alternativa, la copertura completa di tali aree con sistemi produzione di energia fotovoltaica: "un tetto semplice non ci basta".

8. LAVORO ED ECONOMIA

8.1 Premessa

Le condizioni della nostra città, da un punto di vista lavorativo ed economico sono quanto mai preoccupanti. Abbiamo scattato una fotografia reale della situazione ed il quadro che ne risulta è di seguito ampiamente descritto.
Nei vari punti del programma invece, vengono sviluppate le proposte per un rilancio nei vari settori, sia economico che in termini occupazionali.

8.2 Lavoro
Siamo partiti analizzando i dati sulla disoccupazione nella nostra città di Senigallia, confrontandoli con quelli della Provincia di Ancona e quelli regionali:
In 49 comuni appartenenti alla provincia di Ancona abbiamo rilevato le seguenti percentuali: la disoccupazione totale in provincia di Ancona è pari al 11,7%, quella della regione Marche è pari al 11,00%, rispetto a quella della città di Senigallia che si attesta a ben il 12,70% di media, con prevalenza della disoccupazione femminile, e della disoccupazione giovanile.
La situazione è ancor più critica nella nostra provincia per quanto riguarda il settore del commercio e dell'artigianato con circa 7 imprese al giorno che chiudono, secondo i dati della CNA di Ancona.

8.3 Economia e risorse pubbliche
Esaminando i bilanci comunali degli ultimi anni, il capitolo "tasse e tributi" risulta essere veramente pesante per i cittadini senigalliesi che le tasse le pagano. La pressione fiscale è a livelli altissimi, ma i servizi e lo stato di manutenzione generale di strade e infrastrutture è pessimo, segno tangibile di un'amministrazione che non pensa affatto al futuro della città e dei cittadini, se non attraverso degli "spot" puramente elettorali.
Gli ultimi 5 anni di amministrazione ci consegnano quindi una situazione molto amara e dura da mandar giù: a fronte di un reddito pro-capite basso di circa € 13.000 pro-capite nel 2011, registriamo una tassazione da primi posti assoluti. Basta pensare alla Imposta Unica Comunale (IUC ) alla massima aliquota nel 2014, vedi Delibera Consiglio Comunale n. 65/2014 e Delibera Consiglio Comunale n. 48/2014 e all'addizionale comunale IRPEF con scaglioni che arrivano fino allo 0,8% e fasce di esenzione fino ad € 15.000.
Nel richiedere per la prima volta la fiducia ai cittadini senigalliesi, nel 2010 l'attuale Sindaco, che si accinge a candidarsi per un secondo mandato, Maurizio Mangialardi, annunciava di voler "contenere il costo dei servizi sociali e, più in generale, delle diverse forme di tassazione".
Oggi possiamo dire che il bilancio comunale è stato costruito facendo pagare un conto salatissimo ai senigalliesi i quali, come abbiamo visto, vivono già una situazione pesante da un punto di vista economico e lavorativo. Ci permettiamo di avanzare dubbi anche sulla gestione delle risorse pubbliche e delle società pubbliche, con particolare riferimento alle aziende partecipate dal Comune come la ZIPA e quelle relative alla gestione dei rifiuti. La gestione ed i costi di queste aziende sfuggono spesso al controllo dei cittadini e spesso hanno, negli anni creato buchi notevoli di bilancio e tuttavia le persone incaricate (dalla politica) di dirigerle hanno comunque percepito emolumenti non consoni al reale andamento delle aziende stesse.
Il MoVimento 5 Stelle ha molto da dire in tutti questi settori che ritiene strategici, nell'interesse prima di tutto dei cittadini, dell'ambiente e del futuro della nostra città.
Ci proponiamo di riavvicinare le istituzioni ai cittadini proprio perché saranno questi ultimi ad avere i loro rappresentanti nelle istituzioni e potranno direttamente controllare l'andamento di tutta la gestione delle risorse pubbliche: risorse che sono dei cittadini e che ai cittadini devono tornare, in maniera trasparente, sotto forma di servizi e di benessere collettivo di tutta la comunità.

8.4 Proposte
TASSE:
Minori tasse a partire dai redditi più bassi.
OBIETTIVI:
a. Riduzione del carico fiscale sul lavoro e sulle pensioni nel tentativo di ridare impulso ai consumi e, in ogni caso, di alleggerire la pressione fiscale del Comune sui propri cittadini;
b. Copertura delle operazioni di riduzione del carico fiscale sul reddito mediante le risorse derivanti dagli accertamenti tributari e dal recupero dell'evasione fiscale.
PROPOSTA: Esenzione addizionale comunale all'IRPEF per i redditi fino a 18.000 euro.
Le entrate derivanti dagli accertamenti e dal recupero dell'evasione fiscale andranno a coprire la mancata entrata IRPEF.

COSTI DELLA POLITICA: Taglio dei costi della politica, lotta agli sprechi, massima trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
OBIETTIVI: Ottimizzazione dell'impiego delle risorse pubbliche intese come bene comune di tutta la collettività.
PROPOSTE:
Decurtazione delle indennità di Sindaco e Assessori;
Studio per una potenziale riduzione degli Assessorati, con conseguente redistribuzione delle deleghe, senza rinunciare all'efficienza e ai servizi;
Revisione del compenso dei dirigenti del Comune e delle Aziende partecipate per la parte eccedente la retribuzione di posizione;
Bilancio semplificato e trasparente del Comune e delle Aziende Partecipate;
Obbligo di documentazione di tutte le spese sostenute da parte del Sindaco, degli Assessori, dei Consiglieri e dei gruppi politici presenti in Comune;
Riduzione delle spese per consulenze esterne;
Corretta gestione delle entrate: ciascuna voce presente al capitolo entrate deve andare a coprire analoghe voci di spesa;
Controllo trimestrale, da parte dei cittadini, di tutte le attività dell'amministrazione mediante assemblee pubbliche, con spiegazione chiara e semplice dei bilanci e dello stato di avanzamento delle politiche comunali.

9. POLITICHE SOCIALI

9.1 Sanità
La modifica dell'assetto organizzativo del SSR che ha portato alla costituzione dell'ASUR e alle Aree Vaste ha determinato ricadute negative sulla qualità e sulla efficacia dei servizi sanitari.
- attività ospedaliera: confronto con la regione sul riordino dei posto letto per mano del Decreto Legge "Balduzzi" (L.158/12), onde scongiurare la riduzione delle UU.OO. attraverso l'aggregazione (accorpamento UTIC e Rianimazione) o lo smantellamento di U.O.C ridotte a U.O.S. (Oncologia, Oculistica) o drastica riduzione dei posti letto (il Dipartimento Medico ha perso quasi 30 p.l.).
- attività territoriale: percorsi alternativi al Pronto Soccorso per il trattamento dei codici bianchi, prestazioni infermieristiche nelle farmacie comunali, confronto con la regione per la messa in pratica del progetto "carta Raffaello"
- prestazioni ambulatoriali e diagnostica: sorveglianza delle liste d'attesa
- promozione sanitaria e attenzione agli stili di vita, per garantire una società più sana e con costi sociali contenuti (es. frutta a scuola invece delle merendine, incentivare lo spostamento a piedi o in bici ecc).
- agevolare la creazione, nell'ambito della struttura sanitaria pubblica di Senigallia, di un centro di Medicina Naturale, anche in ottemperanza alla libertà di scelta terapeutica prevista dalla nostra Costituzione, per la promozione, a titolo preventivo, delle terapie naturali, con un controllo in merito ai costi.

9.2 Assistenza e tutela dei soggetti deboli.

L'obiettivo è quello di mantenere gli stessi livelli di assistenza e tutela di tutti quei soggetti che ne hanno diritto e cioè: gli anziani, i diversamente abili, i disagiati psichici e sociali, i minori con disagio familiare e quelli rifugiati, cercando di allargare le forme di tutela alle donne vittime di abusi e violenze, alla cura dei tossicodipendenti e degli alcolisti, nonché al reinserimento nella società delle persone sottoposte a pene detentive, soprattutto i minori. Vanno favorite delle politiche a sostegno di quelle strutture e centri che si occupano di queste problematiche, volte a migliorare la qualità dei servizi.
In particolare, si dovrà procedere ad un taglio degli sprechi della macchina comunale, facendo si che l'amministrazione comunale non debba diminuire le ore dedicate all'assistenza educativa domiciliare e scolastica nei confronti dei minori disagiati e dei diversamente abili. In caso di appalto o di esternalizzazione di questi servizi seguire criteri di aggiudicazione di massima trasparenza.

9.3 Disabilità
Abbattimento, laddove possibile, delle barriere architettoniche.
Prevedere, anche tramite il reperimento di fondi europei, la ristrutturazione, ove possibile, dei vecchi edifici per l'abbattimento delle barriere architettoniche e anche negli esercizi commerciali mediante una variante al Piano edilizio residenziale e commerciale, oltre all'istituzione di un fondo per le famiglie (es. per lavori di ristrutturazione delle abitazioni che necessitino di interventi strutturali per accogliere il familiare con handicap).
Adozione di un "fondo per la disabilità emergente e urgente" destinato ai cittadini che si trovano in una condizione di disabilità motoria grave e permanente a seguito di "infortunio o malattia". Il fondo ha l'obiettivo di coprire le spese per l'abbattimento delle barriere architettoniche in casa, attraverso ascensori, servoscala, altro. Il contributo opera in deroga ai contributi Regionali e ad eventuali altri contributi previsti dall'ASL (assegnazione di ausili specifici alla salita e discesa delle scale) per interventi di edilizia o per l'installazione di apparecchi tecnologici destinati al superamento delle barriere architettoniche. Il contributo si prefigge l'obiettivo di fornire un'assistenza immediata e diretta alla persona, per consentire una "pianificazione di soluzioni" tecniche-architettoniche da adottare per superare le difficoltà di "accessibilità" alla propria casa, oppure ad una sua sostituzione. Il contributo ha carattere di provvisorietà e ha lo scopo di "proteggere" il disabile dai tempi di "attesa" relativi ai riconoscimenti giuridici e legali dello status d'invalidità ed handicap. Il fondo è erogato anche qualora l'interessato sia in tutto o in parte, proprietario dell'abitazione dove risiede. L'accertamento dei requisiti verrà eseguito da una commissione comunale composta da tecnici e da medici, nonché da rappresentanti di associazioni di disabili. L'accesso a tale fondo è destinato a cittadini residenti appartenenti a fasce di reddito basse.

Il fondo potrebbe essere finanziato da:
 Oneri di urbanizzazione;
 Contributo per gli affitti: le famiglie meno agiate possono beneficiare dei contributi per gli affitti stanziati dal governo.

9.4 Farmacie comunali
Salvaguardia della farmacia pubblica come presidio sanitario territoriale;
potenziamento delle prestazioni fornite attraverso attività infermieristiche di prevenzione, educazione sanitaria, terapia.
Massima attenzione al bilancio delle farmacie comunali (sono a partecipazione PUBBLICA) e alle entrate derivanti al Comune.

9.5 Obiettivo NO SLOT

Il MoVimento 5 Stelle sta portando avanti da anni una grande battaglia di contrasto al gioco d'azzardo e di prevenzione della ludopatia. A livello locale agiremo per il raggiungimento di questi obiettivi:
1) Regime di detassazione per tutti gli esercizi che non hanno al loro interno slot, video slot, video lottery
2) Limitare l'utilizzo delle slot-machine in orari prestabiliti e sanzionare chi non si adegua a questi orari.
3) Vietare l'introduzione di slot, video slot, video lottery o totem in esercizi che distino a meno di 500 metri dalle scuole di ogni ordine e grado e, comunque, da qualsiasi punto di aggregazione soprattutto se giovanile.
4) Creare una lista pubblica dei locali no-slot e pubblicizzarla sul sito del comune.
5) Applicazione di vetrofanie del comune negli esercizi aderenti ai no-slot.

10. TURISMO E COMMERCIO

TURISMO: Senigallia, oltre ad essere famosa per il mare, la bella spiaggia e le dolci colline dell'entroterra, possiede anche secoli di storia. Ne sono un esempio i molti ritrovamenti archeologici e i palazzi rinascimentali. Di questo grande passato abbiamo testimonianza non solo nel centro storico, ma anche in alcune frazioni (ad esempio il Castello e le Mura di Roncitelli). Sono queste le risorse che nessuno potrà mai toglierci e sulle quali dobbiamo puntare anche per incentivare tutta la filiera economica della nostra città. A tale scopo ci muoveremo con i seguenti punti:
• Revisione e adeguamento della segnaletica per le zone archeologiche e storiche della città e dintorni
• Ampliamento dell'uso delle App per smartphone, con percorsi guidati alle bellezze storiche e culturali della città
• Collaborazione, con altri comuni per progetti turistici, per incentivare il turismo,oltre che nel periodo estivo anche nei periodi considerati di bassa stagione e invernale
• Promozione e incentivazione tutto l'anno, in collaborazione con gli operatori turistici, di visite guidate a musei e luoghi storici della città (Museo della Mezzadria Anselmi, palazzo del Duca, Museo Archeologico Fenice, Rocca Roveresca, ecc...)
• Creazione di un calendario eventi, realizzato a seguito di incontri con rappresentati delle associazioni, albergatori, commerciati e ristoratori, la cui pubblicizzazione dovrà avvenire con largo anticipo prima della stagione estiva
• Valutare la possibilità di aumento dei giorni di mercato nel periodo della stagione estiva e natalizia, incentivando la partecipazione delle attività economiche Senigalliesi, valutando attentamente la possibilità di abbassare i canoni di occupazione del suolo pubblico

EVENTI: All'incentivazione del turismo sono indispensabili gli eventi, specialmente quelli che nel tempo hanno reso famosa la nostra città.
Oltre alle Sagre paesane nel periodo Aprile/Maggio/Giugno, che culminano con la grande festa al Foro Annonario e danno il via alla stagione turistica estiva della nostra città, sono da incentivare gli eventi musicali e le manifestazioni di danza e teatro, in considerazione della presenza nella nostra città di giovani che manifestano grande talento in questi ambiti artistici.
Seguono Notte della Rotonda, Carter Raduno, l'immancabile appuntamento con il SUMMER JAMBOREE che ha trasformato Senigallia nella capitale d'Italia del Rock and Roll anni 50!
Puntiamo al potenziamento della Fiera di S. Agostino, valutando la possibilità di diminuzione del suolo pubblico e pagamenti più agevolati per le aziende del comune di Senigallia, aumentando anche i luoghi su cui si possano inserire le bancarelle. Il nostro obbiettivo è anche quello di realizzare, con incontri assieme alle associazioni culturali e storiche del territorio e extra-comunali la realizzazione di eventi turistici che trattino la storia e le vicende della nostra città.

11. CULTURA - ISTRUZIONE

11.1 Istruzione
Le Amministrazioni locali, nell'esercizio delle funzioni loro attribuite nel settore dell'istruzione, incontrano diverse difficoltà che rendono arduo il loro intervento effettivo.
Una criticità consiste nella scarsità delle risorse finanziarie che devono essere reperite per garantire la funzionalità degli Istituti e delle Scuole e il sostegno al diritto allo studio.
Un altro grande problema riguarda il complesso rapporto tra Ente Locale e Istituzione scolastica.
L'autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche infatti, rischia di sovrapporsi, se non di collidere, con le funzioni conferite soprattutto al livello di amministrazioni locali, ne è un esempio il POF (Piano di Offerta Formativa), che ai sensi dell'art.1 del D.P.R. 275/1999 è di competenza delle istituzioni scolastiche.
Tuttavia, la normativa d.gls.112/1998, ritaglia un ruolo significativo per le Regioni e per gli Enti Locali in relazione alla programmazione dell'offerta formativa, quindi il problema che si pone, consiste nel prevedere forme di coordinamento tra i soggetti deputati alla programmazione, purché ciò non si concreti in un'eccessiva ingerenza delle autonomie locali nei confronti di quella scolastica e viceversa.
La sfida che quindi gli Enti Locali devono affrontare, consiste proprio nel costruire e definire un rapporto positivo ed interdipendente con le istituzioni scolastiche e con i propri organi rappresentativi.
Occorre ricordare che, a livello territoriale, le autonomie locali e scolastiche rappresentano la componente debole del sistema pluralistico dell'istruzione e che purtroppo a questo livello si scaricano spesso le responsabilità e le difficoltà nel proporre adeguati servizi qualitativi e quantitativi.
Esiste uno straordinario elemento di forza che lega e sostiene autonomie scolastiche e locali, la possibilità di creare un'alleanza di natura politica che si definisce partendo dalle rispettive prerogative.
Scuola ed Ente Locale hanno il comune interesse alla qualificazione dell'offerta formativa nel territorio.
In tal modo occorre ripensare e valorizzare le forme di concertazione territoriale, di rappresentanza delle scuole, nonché delle sedi di programmazione e di decisione.
E' necessario migliorare il PATTO TERRITORIALE tra questi due attori, in modo da stabilire gli spazi d'intervento e cooperazione al fine di uscire dalla debolezza istituzionale in cui spesso ci si trova a fronte del fatto che le decisioni più importanti, come quelle di natura finanziaria e di attribuzione delle risorse, sono prese dal legislatore statale che vi provvede annualmente attraverso gli strumenti di programmazione finanziaria.
Occorre in definitiva che i soggetti coinvolti nel sistema pluralistico si presentino a diversi confronti istituzionali, forti delle proprie competenze e delle proprie disponibilità per sviluppare gradualmente un sistema formativo locale.
Il patto Territoriale per sua natura, dovrebbe tradurre i processi attraversi i quali vengono collettivamente risolti

11. 2 Proposte
1. Patto per la Scuola, accordo volontario tra Ente Locale e autonomie scolastiche relativo alla condivisione e degli obbiettivi educativi territoriali e dell'assegnazione secondo modalità e criteri condivisi di risorse e servizi;
Controllo e revisione del bilancio Comunale al fine di destinare maggiori fondi possibili all'istruzione e alla manutenzione degli edifici scolastici;
osservanza obbligatoria della normativa di sicurezza e igiene nelle scuole;
stanziamento di fondi comunali solamente a favore delle scuole pubbliche;
studio del bilancio Regionale e costituzione di una rete di contatti e collaborazioni con i vari gruppi regionali al fine di creare una gestione più razionale e trasparente dei fondi erogati dalla Regione Marche;
esternalizzazione dei servizi in base a gare d'appalto improntate sui principi di qualità, trasparenza e meritocrazia. Nel caso di servizi mensa dovranno essere favorite le aziende la cui produzione si fondi sui criteri della produzione a km 0 e della filiera corta;
2. Inserimento nel POFT del "Programma di educazione e di prevenzione contro la violenza sulla discriminazione di genere e di formazione di attività rivolte alla scuola secondaria inferiore e superiore" come previsto dall'approvazione della Delibera del Consiglio Comunale N° 8 del 06/03/2014 presentata dal MoVimento 5 Stelle;
3. Invio annuale della richiesta di adesione al Fondo 8x1000 per Edilizia Scolastica, come previsto dalla legge modificata, grazie ad un emendamento del MoVimento 5 Stelle, N 222/1985 che regolamenta l'8x1000, lo stato può destinare il proprio 8 per mille - oltre che ad "interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazioni dei beni culturali" anche per "ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica all'istruzione scolastica";
4. Controllo delle risorse destinate all'Intervento di miglioramento sismico ed adeguamento antincendio e normativo in genere, Scuola Puccini vecchio plesso e monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori.

12. SPORT
1. Stop ai finanziamenti a pioggia discrezionali alle realtà sportive e controllo delle assegnazioni dirette.
2. Favorire uno sport ad ogni età e uno sport per ogni età, significa favorire una cultura di Life Long Moving che renda l'attività fisica un elemento importante della quotidianità dei cittadini.
3. Monitorare ed incentivare i settori emergenti dello sport cittadino, per favorire lo sviluppo di eccellenze.

13. CONNETTIVITÀ
Prevedere che nella periferia si individuino posti d'incontro, non necessariamente strutture complesse con impianti sportivi o che altro, dotati di wi-fi gratuito (servendosi magari del cablaggio dell'impianto di pubblica illuminazione)

14. TUTELA FAUNISTICO-BOTANICA

14.1 Protezione e tutela di emergenze faunistiche e botaniche
Nell'ottica della tutela ambientale del Territorio è nostra intenzione dare la necessaria importanza alle emergenze faunistiche e botaniche locali.
La nostra azione si basa su quanto la Comunità Europea, attraverso la Direttiva 92/43/CEE denominata "Habitat" del 21 maggio 1992, concernente la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, e la Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" del 30 novembre 2009 (che sostituisce la Direttiva 79/409/CEE), concernente la conservazione degli Uccelli selvatici, ha individuato specie animali definite "di interesse comunitario" che richiedono protezione rigorosa, misure di conservazione degli habitat e l'istituzione di Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS).
Sulla base di uno studio condotto dallo Studio Naturalistico Diatomea nel 2012, commissionato dal Comune di Senigallia, i cittadini hanno a disposizione un "Atlante Faunistico del Comune di Senigallia" che riporta, come probabili presenze stabili sul territorio, 57 specie di uccelli, 3 di anfibi, 5 di rettili e 8 di mammiferi inclusi nelle specie protette di cui sopra.
Poiché, nello spirito del M5S, i cittadini singoli o associati devono essere messi nelle condizioni di collaborare con l'ente nell'individuazione di elementi critici per la salute, l'ambiente e il territorio attraverso mezzi e obiettivi aperti e facilmente accessibili, è nostra intenzione realizzare un progetto di tutela delle specie e degli habitat che coinvolga sia i cittadini che il Comune.
La finalità del progetto è quella di avere un quadro geo-referenziato delle zone o micro-zone in cui una o alcune delle specie suddette siano stabilmente presenti per tutto, o per una parte cruciale (es. riproduzione), del loro ciclo biologico al fine di valutare possibili azioni di tutela dell'ambiente in quell'area circoscritta (es. divieto di uso dei pesticidi nel raggio di X metri, messa a tutela dell'area dalla caccia o dalla pesca sportiva).
Per la realizzazione del progetto saranno necessari i seguenti passi:
1) Divulgazione e informazione rivolta ai cittadini sulle specie oggetto di protezione comunitaria potenzialmente presenti sul territorio comunale come da Studio commissionato dal Comune;
2) Realizzazione di un sistema di segnalazione "certa" della presenza di una o più di queste specie in un determinato ambiente geo-localizzato;
3) Istituzione di un Ufficio Comunale "Fauna e Flora" che garantisca, da parte dell'Ente, la certificazione basata su evidenze scientifiche della segnalazione ricevuta dai cittadini per mezzo di personale specializzato;
4) Avere a disposizione i mezzi deliberativi per poter valutare e determinare le azioni da intraprendere finalizzate alla tutela delle emergenze faunistiche eventualmente palesate.

Lo stesso dicasi per le emergenze botaniche, previo studio commissionato e riconosciuto dal Comune di Senigallia.

14.2 Istituzione di Aree naturali a tutela parziale o totale o mista
Es. Area Foce Cesano, Oasi di San Gaudenzio (ex cava Italcementi).

15. CAMPAGNA GIÙ LE ZAMPE DAGLI ANIMALI

Il MoVimento 5 Stelle Senigallia intende prendere una posizione ben precisa dal punto di vista ETICO-CULTURALE, riconoscendo a tutti gli animali i diritti sanciti dalle norme nazionali. In particolar modo per gli animali d'affezione mettendo in essere la campagna GIÙ LE ZAMPE DAGLI ANIMALI.
incentivazione delle aree per cani e manutenzione di quelle già esistenti, garantendo la disponibilità di sacchetti compostabili e cestini per le deiezioni;
miglioramento della situazione di canili e gattili, affidandoli soltanto alle associazioni animaliste senza scopo di lucro;
creazione di una struttura dedicata agli animali feriti o abbandonati ,anche selvatici che non possono trovare ospitalità nel canile - gattile;
realizzazione di corsi formazione per volontari o aspiranti volontari dei canili pubblici per far loro acquisire le competenze necessarie alla gestione dei cani e delle varie situazioni che si presentano nei canili;
incentivi per le adozioni e campagne per l'affidamento degli animali;
divieto di spettacoli ed intrattenimenti con utilizzo di animali vietando anche l'utilizzo di animali come vincita o premio;
promozione di progetti didattici nelle scuole sulla tutela e il rispetto degli animali in collaborazione con associazioni animalistiche;
controlli più stretti e campagne educative sul rispetto delle regole di igiene relative agli animali negli ambienti pubblici (escrementi lasciati per strada);
tutela di tutte le specie di fauna selvatica presenti sul territorio;
divieto assoluto di vendita animali nelle fiere.

16. AGRICOLTURA

1. Favorire l'agricoltura ecologica, rispettosa dell'ambiente, della conservazione della fertilità e dell'alta qualità dei cibi, quale agricoltura che più corrisponde all'interesse pubblico.
2. Favorire la multifunzionalità delle aziende agricole ecologiche affidando loro un ruolo di tutela ambientale e sociale.
3. Incentivare la presenza degli agricoltori e dei giovani sul territorio rurale, come forma di riequilibrio città - campagna e come tutela e prevenzione del dissesto idrogeologico e dei disastri ambientali. Invece di svendere le terre pubbliche ai privati assegnare la coltivazione ai giovani disoccupati e motivati che, attraverso l'acquisizione di una formazione adeguata, si impegnino a portare avanti un progetto di agricoltura ecologica.
4. vedi Punto 4.9 - Senigallia OGM Free
5. favorire la sovranità alimentare, cioè il consumo dei cibi che vengono prodotti in Italia, nella regione e nei territori comunali d agevolare, valorizzandola, la produzione locale (km0).
6. Favorire la formazione e l'educazione dei bambini nelle attività agricole.


Senigallia - 

OdG m5s.pdf


Senigallia - 

Lunedì 4 settembre si terrà il tavolo tecnico preannunciato dai vertici asur, in sede di 4° commissione, lo scorso 24 luglio. Questo tavolo tecnico dovrebbe analizzare, in modo imparziale,  i dati dei volumi di attività della nostra cardiologia-utic.

Ebbene, come da noi già denunciato in sede di 4° commissione e nelle due conferenze dei capigruppo, tenutesi in vista della prossima seduta consiliare del 5 settembre (interamente dedicata al nostro ospedale), alla politica,  o per meglio dire ad una certa parte politica,  dei dati sembrerebbe non importare nulla. Chi comanda in Regione ha già deciso che l'ospedale di Senigallia deve morire?

Per fare questo, il primo passo sarebbe smantellare il DEA di primo livello, indispensabile per mantenere la rianimazione e garantire un supporto a tutti i reparti che, altrimenti, non potrebbero più trattare pazienti con varie problematiche e che possano aver bisogno di un sostegno intensivo alle funzioni vitali.

Tanto per essere chiari, Senigallia

- ha le dimensioni ottimali, previste dalla legge, sia del reparto di cardiologia che dell'utic;

- ha indici di appropriatezza delle proprie prestazioni tre volte migliori rispetto a Jesi;

- impianta in proprio i pace maker, mentre Jesi no. Questo determina due ordini di conseguenze: Jesi amplifica i propri dati con prestazioni fatte altrove, in più paga l'azienda ospedaliera di Torrette per impianti di dispositivi che potrebbero essere eseguiti all'interno della stessa area vasta 2, a Senigallia oppure a Fabriano. Al danno si aggiunga la beffa!

Senigallia, infine, oltre ad Urbino, è l'unico ospedale dell'asur delle Marche settentrionali, che oltre al proprio già grande bacino di utenza, che triplica in estate, sta servendo la popolazione della Valle del Cesano che non ha strutture di riferimento.

Il M5S non starà certamente alla finestra a guardare. Ancora una volta, il governatore dimostra la sua inadeguatezza e quella del suo partito, a gestire la sanità regionale,  smantellando realtà efficienti e di provata professionalità, come la nostra cardiologia-utic.

da Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli-consigliere comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

Perché tutte le nostre istanze a difesa della sanità sono state respinte?
Mangialardi e la sua maggioranza (compreso Perini) hanno la responsabilità politica di aver alzato bandiera bianca di fronte alle azioni della Giunta regionale, che attraverso l'articolo 3 della legge n. 13 del 2003 di riordino del Servizio Sanitario Regionale ha - di fatto - esautorato il Consiglio regionale e avocato a sé i poteri decisionali in tema di sanità"

Una breve premessa. Nel mese di luglio si è assistito all'impegno di alcune forze politiche (non pervenuti maggioranza e Perini) a difesa dell'ospedale di Senigallia, assieme alla costituzione di TRE comitati a difesa dell'Ospedale. Due di questi comitati si sono associati per presentare una petizione a tutela del nosocomio dalle decisioni dell'ASUR che prevedono, tra l'altro, la chiusura dell'UTIC.

Durante la riunione dei capigruppo consiliari del 4 agosto scorso - convocata in modo perlomeno singolare - dopo uno scambio di richieste protocollate in una manciata di ore, abbiamo avuto contezza della mozione presentata da Lega Nord e dell'ordine del giorno presentato da Unione Civica e Forza Italia.

La capigruppo, stando alla documentazione esibita, aveva lo scopo di "uniformare le iniziative della minoranza"(!). Ma perché mai il Presidente del Consiglio Comunale Romano avrebbe dovuto "mettere ordine" tra i vari atti presentati dalla minoranza? Non è questo il suo ruolo, come descritto peraltro dall'art. 39 del Testo Unico Enti Locali - TUEL (D.Lgs. 18/08/2000 n.267), dall'art. 20 dello Statuto comunale e dall'art. 15 del Regolamento Comunale.

In sede di discussione, il Sindaco ha dichiarato che avrebbe avocato a sé l'ordine del giorno presentato da Unione Civica e Forza Italia (non protocollato né esaminato da alcuno) e che lo avrebbe modificato e riproposto in un Consiglio Comunale da indire per la fine di agosto. E perché mai la minoranza dovrebbe condividere un documento con il sindaco? E, cosa ancora più grave, perché il sindaco dovrebbe predisporre un Ordine del giorno della minoranza?

Nonostante i nostri dubbi, abbiamo atteso di prendere visione del documento unitario proposto dal Sindaco, che ci è stato inviato solo tre giorni prima della conferenza dei capigruppo, convocata per il 25 agosto. Il documento, come temevamo, è risultato assolutamente vuoto di ogni contenuto e inidoneo a sortire qualsivoglia modifica dell'attività di smantellamento sistematico del nostro ospedale, già in atto da anni.

Dopo una serie di discutibili premesse in merito all'appropriatezza delle prestazioni ed alla qualità ed eccellenza del servizio reso dal nostro ospedale, che non possono essere oggetto di valutazione da parte di un Consiglio comunale, nel documento si invita, addirittura, l'Asur a procedere "in modo da consentire l'attuazione delle previsioni previste nella riforma sanitaria", ossia, diremmo noi, nel suo progetto di smantellamento della sanità senigalliese. Una resa, a nostro avviso, senza condizioni!

In conclusione, nel documento si chiede al Direttore Generale Asur, Dott. Marini, "di sospendere immediatamente gli effetti della Determina DG-Asur 361/2017, sulla rete cardiologica dell'Area Vasta 2", che prevede la chiusura dell'UTIC di Senigallia.

In realtà la sospensione è già in essere, in attesa dei tavoli tecnici che si terranno ai primi di settembre, come dichiarato verbalmente dallo stesso Marini durante la commissione IV del 24 luglio 2017, e da lui riconfermato l'11 agosto scorso, in una lettera di risposta al nostro Primario di Cardiologia Dr. Mariani,

Nessuna condivisione, quindi, dell'ordine del giorno del Sindaco!

Il Sindaco non ha alcun bisogno di portare in Consiglio un O.d.G. in tema di riordino della sanità, in quanto è egli stesso la massima autorità cittadina in materia di sanità e può emettere ogni genere di ordinanze, comunicati ed altro in difesa della sanità cittadina.

Si prenda il Sindaco le sue responsabilità in merito allo stato attuale in cui versa il nostro ospedale, si prenda la sua ennesima "culpa in vigilando". Sempre troppo preso dalle autocelebrazioni politiche, dalla diffusione di meriti in capo al proprio partito e di demeriti in capo a chiunque altro provi a metterli in dubbio, anche questa volta se non fosse stato per l'intervento massiccio dei cittadini che hanno invaso la IV commissione consiliare il 24 luglio, per i comitati cittadini formatisi intorno alla grave problematica, e per le decise prese di posizione delle opposizioni consiliari, ci troveremmo oggi ad avere subito anche l'ennesimo furto di sanità pubblica, in danno alla salute dei cittadini ed in ulteriore spregio alla nostra costituzione, che all'art. 32 tutela proprio la salute come diritto dei cittadini e interesse della collettività.

Il MoVimento 5 Stelle non firmerà, pertanto, questo documento presentato dal Sindaco, in quanto espressione di quella stessa parte politica, fautrice dello smantellamento della nostra sanità pubblica ad ogni livello istituzionale.

Il M5S Senigallia, fin dal suo insediamento in consiglio comunale nel giugno 2015, ha denunciato la disapplicazione da parte della giunta regionale e dei vertici ASUR di ciò che le norme prevedevano in tema di liste d'attesa (mozione del settembre 2015 - link), e nel febbraio 2016 ha denunciato lo strapotere della Giunta Regionale in tema di riordino e di riallineamento delle strutture sanitarie, proponendo addirittura al Sindaco di appoggiare i 4 quesiti referendari (link 1, link 2, link 3, link 4) da proporre in sede regionale al fine di correggere questa deriva antidemocratica. Tutto ciò è stato sempre respinto nella continua riaffermazione, che sentiamo così spesso ripetere al Sindaco, che "noi siamo bravi, non come gli altri che...".

Perché TUTTE le nostre istanze a difesa della sanità sono state respinte? Il Sindaco e la sua maggioranza (compreso Perini) hanno la responsabilità politica di aver alzato bandiera bianca di fronte alle azioni della Giunta Regionale, che attraverso l'art. 3 della legge n. 13 del 2003 di riordino del Servizio Sanitario Regionale ha - di fatto - esautorato il Consiglio Regionale e avocato a sé i poteri decisionali in tema di sanità.

Cosa ci viene a chiedere oggi il sindaco? Di condividere cosa? Le sue responsabilità?
Il M5S Senigallia risponde "no grazie" e pensi, invece, il Sindaco ad agire per la difesa della sanità cittadina, accanto ed a sostegno di tutti coloro che non hanno mai avuto dubbi su questo!

In IV Commissione il 24 luglio, la posizione del M5S è stata chiara e la riproponiamo nei seguenti punti:

I criteri del Decreto Balduzzi non giustificano la chiusura dell'UTIC di Senigallia. Infatti, la normativa prevede ospedali con DEA (Dipartimento Emergenza Accettazione) di primo livello ogni 150/300.000 abitanti.
Le Marche hanno una popolazione di un milione e mezzo di abitanti, per cui le attuali 10 cardiologie con UTIC rispondono perfettamente alle previsioni di legge e, dunque, non ci sono "reparti di troppo".
La Cardiologia-UTIC di Senigallia è la più grande e con più casistica dell'Area Vasta 2. Perché eliminare proprio il reparto di Senigallia? Togliere l'UTIC inoltre significa perdere la guardia cardiologica e perdere un altro tassello del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo livello, che era stato istituito con una mozione consiliare approvata a luglio 2011 (link).
Il D.M. n. 70/2015 prevede, per i DEA di I° Livello, la presenza dei seguenti reparti con posti letto: -Cardiologia; - Utic; - Ostetricia e Ginecologia; - Pediatria; - Rianimazione; Medicina di urgenza-OBI (Osservazione Breve Intensiva); Neurologia; Otorino; Oculistica; Urologia; Psichiatria.
"Di cosa stiamo parlando? Di cosa stanno parlando? Il nostro ospedale che contava quasi trecento posti letto, ha perso 10 posti letto di lunga degenza e 27 posti letto per acuti. Ha perso, inoltre, le degenze di Otorino ed Oculistica, reparti indispensabili per un ospedale di I Livello, ridotti ad erogare prestazioni in regime ambulatoriale. Smantellando l'UTIC, inoltre, sarebbe prevedibile la conseguente chiusura del reparto di Rianimazione, con l'inevitabile declassamento di Senigallia a ospedale di base.

Abbiamo il dovere di gridare che "il re è nudo", in quanto - fino a d oggi - NESSUNA REALE PRESA DI POSIZIONE è stata messa in atto dal Sindaco per contrastare seriamente l'opera di riordino della sanità regionale - incomprensibile e lontana dalla normativa - per mano della Giunta Regionale (la mente) e dell'ASUR (il braccio) .

Il M5S non entra nelle dinamiche partitiche o ideologiche ma si impone di restare aderente al merito delle questioni, al fine di proporre alternative efficaci e non di facciata come il documento del Sindaco, che non contrasta in nessun modo il declassamento dell'ospedale.

Visto il grave pregiudizio arrecato dagli atti della Giunta Regionale alla sanità del territorio senigalliese -ex Zona Territoriale 4, abbiamo protocollato un nostro Ordine del Giorno avente ad oggetto: "GARANZIA DEL MANTENIMENTO DEL DIPARTIMENTO DI EMERGENZA URGENZA E ACCETTAZIONE (DEA) DI PRIMO LIVELLO PER IL NOSOCOMIO DI SENIGALLIA.", per chiedere, con decisione, al Presidente della Regione Marche di rimettere la Delega alla Sanità, alla Giunta Regionale di rivedere l'intero piano di riorganizzazione della sanità regionale ed al Direttore Generale ASUR di rimodulare la Determina ASUR 361/2017, non solo limitatamente alla rete cardiologica, con conseguente restituzione a pieno titolo all'ospedale di Senigallia del DEA di I° Livello.
Che alle parole seguano i fatti!


Senigallia - 

Equilibri di bilancio, commissione di indagine e inchiesta su spiaggiamenti e aumento TARI, e CETA.

Il 27/7/2017 si è riunito il Consiglio comunale, prima dell'interruzione agostana, con importanti argomenti all'ordine del giorno.
Dopo aver preso atto dell'uscita del consigliere Gregorini, ex capogruppo consiliare del PD, per creare, all'interno del consiglio, il nuovo gruppo Art.1 - MDP, è stata presentata dall'Assessore al bilancio Campanile la Delibera del Consiglio Comunale N° S-OF/2017/1619 del 27 luglio 2017 (vai all'atto) riguardante la "Salvaguardia equilibri bilancio previsione 2017/2019, variazione di assestamento generale di bilancio 2017/2019 e ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi", con attinente emendamento presentato dalla dirigente Filonzi, relativo a correzioni di alcune tabelle.
Come già in precedenza, il M5S ha votato compattamente in modo contrario a questo ulteriore assestamento di bilancio, assieme alle altre opposizioni, ad esclusione del gruppo di "Progetto in comune", che dal suo insediamento consiliare, ha sempre apertamente dimostrato il suo incondizionato appoggio alla maggioranza.
In particolare, abbiamo fatto un breve intervento per segnalare, in particolare, il fatto che, per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia stato destinato UN MILIONE DI EURO per la copertura delle spese correnti.
Un breve intervento perchè, in questa sede, eravamo chiamati ad approvare una variazione di assestamento generale del bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019, sul quale ci eravamo già ampiamente espressi lo scorso gennaio, argomentando e dando il nostro voto negativo. Con la presentazione di questa delibera di assestamento sono stati, infatti, richiamati tutti gli atti precedentemente deliberati, il Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019 approvato il 30 gennaio 2017 ed il Rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario precedente, del 2016, approvato il 27 aprile 2017. Il nostro voto è stato, quindi, negativo anche a questo assestamento, in quanto abbiamo ricordato cosa abbia significato, per i cittadini, l'approvazione del bilancio 2017/2019. Abbiamo ricordato che, nonostante l'esistenza di una normativa che impone il blocco degli aumenti sui tributi comunali, questo blocco non ha potuto arginare l'aumento vertiginoso della TARI, sulla quale ci siamo soffermati in modo capillare in sede di discussione del bilancio previsionale. Per non parlare poi dei debiti fuori bilancio precedenti che sono stati inglobati e rendicontati.
Per cui il nostro intervento è stato un ribadire la nostra posizione di disapprovazione di questo bilancio di previsione e del rendiconto dell'anno precedente. In merito poi all'assestamento dell'attuale bilancio non vi era molto da aggiungere, se non focalizzare la nostra massima attenzione sugli aumenti di spesa corrente. Ci era stato detto in Commissione IV° dall'assessore al bilancio che le risorse di € 390.000,00 che si erano liberate per la rinegoziazione di mutui della Cassa depositi e prestiti, sarebbero state sicuramente destinate ad investimenti, invece questi denari, questi introiti, che poi non sono introiti , ma semplicemente un rinvio di una rata di mutuo, ce li ritroviamo totalmente destinati alla copertura della spesa corrente. La norma lo prevede, la norma lo permette, però non ci è sembrato politicamente corretto vedere destinate queste risorse alla copertura delle maggiori spese per la raccolta dei rifiuti e la pulizia dell'arenile. Le tasse sempre in aumento non bastano quindi più a coprire questi costi? Anche gli oneri di urbanizzazione sono stati destinati alla copertura di questo aumento di spesa corrente, con un conseguente taglio ulteriore negli investimenti. Non ci è sembrata certo una manovra da approvare.
Si è poi passati alla nostra proposta di Istituzione di una commissione consiliare speciale temporanea di indagine e inchiesta per accertare eventuali responsabilità relative all'enorme quantitativo di detriti e materiali legnosi spiaggiati sul litorale successivamente ai lavori di pulizia e riprofilatura fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona a seguito dell'alluvione del 3/5/2014 - Revisione di strumenti norme e regolamenti atti alla prevenzione e/o al contenimento ulteriori eventi (vai all'atto)
Questa richiesta fa seguito a nostri precedenti interventi in consiglio comunale, attraverso i quali abbiamo più volte richiamato l'attenzione dell'amministrazione, informando contestualmente la cittadinanza attraverso articoli e comunicati stampa, anche in merito al possibile recupero del legname spiaggiato, oggetto di una mozione presentata lo scorso 23 marzo 2017 dal M5S Senigallia, inviata dal Consiglio in commissione ma non ancora calendarizzata.
Nel 2017 i senigalliesi hanno dovuto subire gli aumenti della TARI conseguenti al conferimento in discarica di trentottomila tonnellate di rifiuti spiaggiati (24.000 tonnellate nel 2015 e 14.000 tonnellate nel 2016), a fronte delle circa 500 tonnellate/anno stimate negli anni precedenti, con una spesa aggiuntiva per il Comune di circa un milione di euro, deliberata in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2017/2019 (http://www.senigallianotizie.it/1327424496/rifiuti-spiaggiati-a-senigallia-una-nuova-storia-infinita).
Questi spiaggiamenti si sono verificati nei mesi successivi all'alluvione del 3/5/2014, in particolare a seguito delle operazioni di pulizia e riprofilatura dell'alveo del fiume Misa appaltati alla Provincia di Ancona nel 2015.
In sede di discussione di bilancio abbiamo protestato vivacemente contro questo aumento, legato - per ammissione esplicita dell'Ente - ai lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona. Avevamo già contestato il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016 votato nella Delibera N° S-LP/2016/1594, approvato dal Consiglio comunale di Senigallia il 27 luglio 2016 in cui l'Ente scrive testualmente che "a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa ... ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile".
Abbiamo anche assistito al rimpallo di responsabilità tra sindaco, e provincia di Ancona. Il primo ha chiesto lo stato di calamità naturale - non si sa bene a che titolo, dato che è utilizzabile solo per il settore agricolo, mentre la seconda nega fermamente ogni addebito, affermando che il sindaco non aveva avuto nulla da obiettare al termine dei lavori (http://www.viveresenigallia.it/2017/03/27/materiali-spiaggiati-la-provincia-la-questione-sta-assumendo-un-contorno-inaccettabile-e-paradossale/632638)
Quello che potrebbe essere avvenuto è che nessuno, tra Regione, Provincia e Comune, abbia rispettato il Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) che avrebbe imposto a Regione e Provincia l'obbligo di mantenere lo stato dei luoghi e di non abbandonare alcun rifiuto (comprese le centinaia di alberi abbattuti durante gli interventi di pulizia e riprofilatura del Misa) sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque superficiali o profonde, ed al Sindaco l'obbligo di vigilare e pretendere che chi aveva la responsabilità dei lavori li eseguisse in maniera corretta e completa, nonchè - in caso di inadempimento - provvedere direttamente, salvo poi rivalersi chiedendo la restituzione delle somme anticipate per il ripristino dei luoghi. Ad oggi, non ci risulta che chi di dovere abbia vigilato sulla esecuzione dei lavori, né ci risulta che il Sindaco abbia disposto un'ordinanza nei confronti di Provincia e Regione, optando per l'approvazione del riconoscimento del debito fuori bilancio a carico dei cittadini.
La nostra proposta di instituire una commissione temporanea di indagine era stata osteggiata già in sede d'esame in Commissione permanente congiunta 1^ - Affari istituzionali, tenutasi lo scorso 11 luglio, ed è stata definitivamente affossata in Consiglio comunale con il voto contrario di tutti i consiglieri di maggioranza.
Infine, abbiamo presentato, durante la seduta del Consiglio comunale del 27/07/2017, una Mozione sull'accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA), al fine di impegnare Sindaco e Giunta a contrastare, in ogni sede e luogo istituzionale, la ratifica finale del trattato inrenazionale CETA.
Così come il TTIP, anche il CETA rappresenta un trattato economico voluto dalle multinazionali e dalle lobbies, discusso a porte chiuse dai burocrati della Commissione Europea tenendo fuori i cittadini.
Le circa 500 associazioni di cittadini che si sono formate a livello europeo hanno raccolto oltre 3 milioni e 200 mila firme (un numero di persone in grado di formare una catena umana di 4500 km da Gibilterra a Tallinn in Estonia) per una iniziativa popolare contro TTIP e CETA che ha raggiunto il quorum in 23 su 27 paesi membri della UE.
Questa iniziativa, inizialmente rigettata dalla commissione europea, è stata invece accolta dalla Corte di Giustizia Europea, che ha stabilito che gli stati membri non possono essere scavalcati nella stipula di questi trattati.
Per quanto riguarda l'Italia e la nostra regione, molte sono le minacce al made in Italy, che vede nell'agroalimentare un settore di eccellenza con livelli importanti di export. Molti prodotti DOP e IGP non sono tutelati dal CETA, come il parmigiano reggiano, l'asiago, la fontina, per non parlare dei prosciutti di Parma e S. Daniele, con il rischio di ritrovare sul mercato italiano prodotti potenzialmente pericolosi e non rispondenti agli elevati standard di sicurezza italiani (es. il grano canadese contaminato da glifosato).
Siamo lieti che tutta l'assemblea consiliare abbia appoggiato la nostra mozione, che è stata anche resa più efficace dalla proposta - da noi accettata - di un emendamento per impegnare la regione Marche a ostacolare in tutte le sedi il proseguo delle trattative.

da Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli
Movimento 5 Stelle Senigallia


Senigallia - 

In data 24/7/2017 si è riunita, a Senigallia, la 4' Commissione consiliare permanente per discutere del futuro del nostro ospedale.
Il tema della tutela della salute, in particolare del rispetto della Costituzione che sancisce il diritto dei cittadini a ricevere cure dal sistema sanitario nazionale, è uno dei temi cardine del programma del M5S a livello nazionale e locale. Per garantire un sistema sanitario ad accesso universale va preservata la sanità pubblica, che anni fa era, in Italia, una delle migliori al mondo. Due fatti però stanno minando alla base l'universalità e l'omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che ha affidato alle Regioni l'assistenza sanitaria e il suo finanziamento ed ha accentuato le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende, inoltre, sempre in modo più accentuato ad organizzare la Sanità come un'azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.
A livello regionale, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un trend decisamente preoccupante, in cui sono stati portati ripetuti attacchi alla sanità senigalliese, mentre venivano potenziate altre realtà della provincia, come Jesi e Fabriano.
Di tutto questo disastro, il PD - i cui esponenti locali hanno cercato in ogni modo di salvare la faccia davanti al numeroso pubblico presente in commissione - è stato il principale artefice. L'operato della precedente giunta Spacca, ieri tanto inviso e vituperato negli interventi degli esponenti dei vertici attuali della sanità regionale, a suo tempo fu difeso a spada tratta proprio dal partito da cui proveniva e che lo aveva fatto eleggere, il PD.
Ma torniamo allo svolgimento della commissione. Il direttore generale Asur, Dott. Marini, ha ricordato che, in base al c.d. decreto Balduzzi (DM 70/2015), che ha rivisto gli standard ospedalieri, nonchè in base alle delibere di giunta regionale che l'hanno recepito, l'Area Vasta 2 può mantenere solo due cardiologie con Utic, sulle tre esistenti.
Il nostro intervento come M5S ha puntato a smantellare, dati alla mano, questa affermazione.
Secondo il DM 70/2015 infatti le specialità, come la cardiologia con Utic, devono essere presenti ogni 150-300 mila abitanti.
Le Marche sono poco popolose (circa un milione e mezzo di abitanti) e le città sono di dimensioni medio-piccole (la più grande, Ancona, conta poco più di 100.000 abitanti), ma attenendosi il criterio della norma, prevederebbe, su base regionale, 10 U.O. di cardiologia con Utic. Attualmente, nelle Marche esistono proprio 10 cardiologie con Utic, nel pieno rispetto degli standard previsti: 2 Utic sono nei DEA (dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello - aziende ospedaliere e ospedali riuniti di Ancona e Marche Nord a Pesaro/Fano-, le altre 8 sono nei DEA di primo livello - Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova, Macerata, Ascoli, Fermo-. A nostro avviso, la Regione sta commettendo un errore in questa fase di riorganizzazione, in quanto vuole applicare gli standard del DM Balduzzi su base provinciale, facendo perdere quindi una unità operativa.
Un altro punto che abbiamo sottolineato è il fatto che venga penalizzata proprio la cardiologia di Senigallia, che è la più grande e quella con volumi maggiori di attività dell'Area Vasta (abbiamo avuto, nel 2016, un numero di prestazioni - drg - quasi doppio rispetto Jesi).
Quindi, ci chiediamo, perché far diventare la cardiologia di Senigallia una realtà riabilitativa, quando all'interno dell'Area Vasta 2 esiste già la cardiologia riabilitativa di Villa Serena a Jesi? Senigallia viene penalizzata per far posto alla futura cardiologia/utic del costruendo ospedale che ospiterà l'INRCA ed il presidio di Osimo?

Se chiude l'Utic, noi non potremo più gestire in sede l'urgenza cardiologica e perderemo il DEA di primo livello, senza contare che verrebbe penalizzata una realtà che ha operato e tuttora lavora con grande professionalità e con il pieno soddisfacimento da parte della popolazione locale, e non solo. Vogliamo, infatti, ribadire le considerazioni espresse nel nostro precedente comunicato (http://www.senigallianotizie.it/1327434200/sanita-il-problema-e-che-la-giunta-regionale-ha-troppo-potere - http://www.viveresenigallia.it/2017/07/21/m5s-in-commissione-sanit-lo-smantellamento-dellospedale-senigalliese/646963/ ) che la nostra Area Vasta 2 ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de' Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l'anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc).

Durante lo svolgimento della commissione consiliare del 24 luglio, sia il presidente della Commissione sanità regionale, Dr. Volpini, che il direttore generale dell'Asur, Dott. Marini, hanno dichiarato che le determine 481/16 e 361/17, contestate dai cittadini, dagli operatori del settore, dal Tribunale del Malato e dalle opposizioni politiche, sono state sospese.
Come M5S vigileremo a tutti i livelli (locale, regionale e nazionale), affinché la sanità pubblica - soprattutto dove funziona bene - non venga ulteriormente saccheggiata.

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - consigliere comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

Il problema, anche stavolta, era stato ampiamente previsto dal M5S: per riportare il dibattito sulla sanità alla condivisione con i territori, serve un depotenziamento della Giunta in favore dell'Assemblea Legislativa. In altre parole, in tema di sanità regionale la giunta ha troppo potere. Sia nell'assise regionale che nel consiglio comunale di Senigallia, agli inizi del 2016 i consiglieri del M5S hanno presentato un Referendum abrogativo su 4 quesiti referendari contro la riforma della sanità regionale voluta dal Pd, per restituire più potere ai cittadini (leggi articolo - leggi la ns. replica). Non potendo raccogliere - come prevede lo statuto regionale - 20.000 firme in pochi giorni, il M5S aveva tentato di avere l'appoggio dei Sindaci. Nemmeno a dirlo, la prima ad aderire fu Cinzia Ferri (Montellabate), all'epoca unico sindaco marchigiano del M5S .
Il 5 febbraio 2016 il M5S Senigallia depositò, attraverso la portavoce Stefania Martinangeli, le proposte di delibera sui 4 quesiti referendari - che furono però respinte, come temevamo, dal PD e dalle altre liste di maggioranza, in sede di consiglio comunale del 24 febbraio. Nello specifico, i quesiti miravano a richiedere al Presidente della Giunta Regionale l'indizione di un Referendum per abrogare le norme che si sono succedute nel tempo e che hanno accentrato tutte le competenze nelle mani della giunta (L.R. 13/2003 ; 17/2010; 17/2011 e 17/ 2013), attribuendo alla stessa poteri sul sistema di emergenza sanitaria, funzioni di riorganizzazione del servizio e sull'organizzazione e costituzione delle Case della Salute.
A distanza di poco più di un anno, in data 5 luglio 2017, abbiamo presentato, con urgenza, un'interrogazione a risposta scritta al Sindaco e alla Giunta del Comune di Senigallia (in merito alla quale non abbiamo ricevuto alcun riscontro) relativamente alle novità presenti nella Determina del Direttore Generale ASUR 361/DG del 23/06/2017 "Adeguamento dell'assetto organizzativo definito con Determina ASUR DG n. 481/2016" pubblicata sull'albo pretorio in data 26/3/2017, consistenti, come risulta dagli allegati, nel riordino, o per meglio dire, nella sparizione di diverse Unità Operative nella nostra Area Vasta.
Nella nostra interrogazione chiediamo al Sindaco e all'Assessore competente se siano stati informati delle decisioni dell'ASUR, se abbiano in qualche modo opposto resistenze per tutelare i propri concittadini, e quali misure ritengano di intraprendere, nell'immediato, per tutelare la salute dei senigalliesi ma anche di tutte quelle persone che si recano presso il nostro ospedale per ricevere le cure del caso.
Infatti, l'Area Vasta 2, che è un'articolazione dell'ASUR, ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de' Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l'anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc).

Tabella 1 - dati ISTAT (www.comuni-italiani.it)
comune abitanti
Arcevia 4.612
Barbara 1.368
Castelleone di Suasa 1.676
Corinaldo 4.998
Ostra 6.875
Ostra Vetere 3.311
Senigallia 45.027
Serra de' Conti 3.746
Trecastelli 7.625
TOTALE 79.238

Andando a studiare gli allegati della Determina, un dato che salta subito agli occhi è quello della scomparsa dell'UTIC di Senigallia, un reparto ospedaliero specializzato nella gestione del paziente affetto da patologia cardiaca acuta (sindrome coronarica acuta, scompenso cardiaco acuto e cronico refrattario, aritmie ipercinetiche e ipocinetiche minacciose, ecc...) che necessita di un costante monitoraggio dei parametri vitali e quindi di assistenza infermieristica e medico-specialistica h. 24.
A Senigallia l'UTIC è presente con 6 posti letto, e la presenza (per ogni turno di lavoro) di 2 infermieri e un cardiologo. Al momento, a causa di lavori di ristrutturazione presso la palazzina che ospita la Rianimazione, l'UTIC ha ridotto il numero di posti letto propri e ospita anche i pazienti ed il personale della Rianimazione. Non vorremmo che, quando la Rianimazione verrà riconsegnata a seguito dei lavori, l'occasione venga utilizzata per chiudere l'UTIC.
L'Unità Operativa di Senigallia è la più grande tra le altre Cardiologie dell'Area Vasta 2, registra ogni anno oltre mille pazienti con più di 7 mila prestazioni erogate in regime ambulatoriale, tra cui - fino a poco tempo fa - anche il posizionamento di pace-maker".
Dall'esame degli allegati alla determina sparirebbe l'UTIC a Senigallia, infatti il Dipartimento Funzionale Cardiologico tra ospedale e territorio sembrerebbe associato a quello dell'AV1 (provincia di Pesaro e Urbino), inoltre il Dipartimento Emergenze sembrerebbe prevedere l'UTIC solo a Jesi e a Fabriano .

Dall'esame degli allegati a Senigallia sparirebbero anche le U.O. di Oculistica e di ORL, in quanto tali specialità chirurgiche rimangono solo a Fabriano (U.O.C. ORL, U.O.C. Oculisitica) e Jesi (U.O.S.D. ORL week surgery) (

Interroghiamo il Sindaco soprattutto in qualità del Suo ruolo di autorità sanitaria locale, con facoltà di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale (art. 32 della L. 833/1978 e art. 117 del D.Lgs. 112/1998),
Ci rammarichiamo, inoltre, di non vedere nella maggioranza una presa di posizione su questa decisione che i cittadini si trovano a subire, soprattutto considerando il fatto che - in passato - il PD locale, nella persona della segretaria Allegrezza, si era espresso (18/2/2013) con parole molto ferme sulla possibile chiusura del reparto di Cardiologia, sottolineando come Senigallia fosse l'unica realtà a posizionare i pace-maker, oltre a Torrette, e che l'UTIC fosse stata inaugurata solo pochi mesi prima. La segretaria concludeva, inoltre, con le testuali parole "in caso contrario il Partito Democratico attuerà ogni azione necessaria a salvaguardia del nostro presidio ospedaliero", e lo stesso sindaco aveva minacciato di "erigere barricate" (16/02/2013).
Il 24 luglio, dalle ore 18.00 si terrà a Senigallia, presso il palazzo La Nuova Gioventù , in via Leopardi, 6, la 4^ Commissione Consiliare permanente, competente in materia di sanità, alla quale sono stati invitati il direttore dell'AV2, il presidente della Commissione regionale sanità Volpini e il Tribunale del malato.
Ci auguriamo che i cittadini seguano numerosi la riunione, che sarà trasmessa sulla frequenza di Radio Duomo ed in streaming su Halley Media Senigallia.

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - Consigliere comunali M5S Senigallia

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