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Senigallia - 

Siamo giunti, anche per il 2017, alla determinazione di aliquote e tariffe per l'anno in corso, in concomitanza con l'approvazione del Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019.
Nonostante sia stato confermato anche per il 2017 il blocco degli aumenti sui tributi comunali (art. 1, comma 26 della legge n. 208/2015), per contenere il livello complessivo della pressione tributaria, tale blocco non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI), in quanto le specifiche entrate vanno a garantire la copertura del costo complessivo del servizio, che è pari ad € 10.991.230,29.
Per quanto riguarda le voci di spesa, gli scostamenti più significativi rispetto al 2016 sono dovuti alla voce riguardante la pulizia dell'arenile, nonostante la massa di materiale spiaggiato sia passata dalle 27.000 tonnellate del 2015, alle appena 8 tonnellate nel 2016, come affermato, in Commissione bilancio, dall'Assessore Memè con delega alla gestione e manutenzione del litorale.
Durante la Seduta del 27 luglio 2016 il Consiglio comunale ha approvato la Delibera N° S-LP/2016/1594 , avente ad oggetto il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016.
Si legge in delibera: "Viste le conferenze di servizi del 01/04/2015, 08/05/2015 e 25/05/2015 a cui hanno partecipato, oltre il Comune di Senigallia, la Regione Marche, la Provincia di Ancona, il Comune di Corinaldo e ASA S.r.l.;
- Preso atto che: - a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa di cui sopra, ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile;
- a causa dei cambiamenti climatici avvenuti nell'ultimo decennio si assiste sempre più spesso a fenomeni meteorologici intensi che, a loro volta, provocano le piene e le mareggiate causa degli spiaggiamenti anomali di rifiuti".
Quindi il debito fuori bilancio, per ammissione esplicita dell'ente, è stato prodotto a causa ed a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa.
Ai fini dell'acquisizione del debito fuori bilancio ai sensi di cui all'art. 194 comma 1 lett. E) del Dlgs n. 267/2000 il Collegio dei revisori dei Conti ha riconosciuto la legittimità del debito in quanto derivante, da "acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza". http://senigallia.openmunicipio.it/media/attached_documents/20160723/0005_1594_20160722061549.pdf
Lunedì 30 gennaio si riunirà il Consiglio comunale di Senigallia per deliberare l'ennesimo aumento indiscriminato di questa iniqua tassa, resa ancora più odiosa per il fatto di non venire applicata in maniera virtuosa, secondo il principio del "chi inquina paga", sancito dall'art. 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Questa direttiva prevede infatti che alla gestione dei rifiuti venga applicata la "tariffa puntuale", ovvero un contributo in base alla quantità di rifiuto indifferenziato (bidone grigio) prodotto, mentre l'amministrazione continua a farci pagare in base a un calcolo medio di rifiuti prodotti per unità di superficie.
Questo calcolo "spannometrico" viene riproposto nonostante il Consiglio comunale, nella seduta consiliare del 19/12/2013, abbia approvato e deliberato una Proposta di delibera "Atto di Indirizzo sulla Gestione dei Rifiuti" (Del. Cons. Com. n. 97 del 19 -12-2013)
protocollata dall'allora Meetup M5S Senigallia, firmata da numerosi cittadini che hanno appoggiato la nostra idea di gestione virtuosa dei Rifiuti con particolare interesse all'attuazione della "Tariffa Puntuale" secondo cui chi meno inquina meno paga, sostenuta ed esposta dal Consigliere Roberto Paradisi.

Ma facciamo un passo indietro.
Mercoledì 22 ottobre 2014, nell'ambito di un servizio realizzato sulle città italiane colpite da alluvioni o con problemi di dissesto idrogeologico, le telecamere di Rainews 24 si sono spostate sul fiume Misa.
Ad intervenire in diretta era stato l'allora assessore all'urbanistica Simone Ceresoni, intervistato dal giornalista Carlo Cianetti, il quale dichiarava : "Tra pochi giorni partiranno i lavori appaltati dalla Provincia di Ancona, per un investimento di 760 mila euro. Si tratta di opere di manutenzione per la pulizia e la riprofilatura dell'alveo del fiume".

Anche il nostro primo cittadino, con una sua dichiarazione rilasciata ad un quotidiano online nel novembre 2014, informava la cittadinanza che con l'atto integrativo dell'Accordo di programma stipulato tra la Regione Marche e il ministero dell'Ambiente si prevedeva di avviare una nuova serie di interventi urgenti finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico, con lo stanziamento di risorse pari ad € 8,9 milioni da investire subito.

Nel dettaglio, 4,5 milioni sarebbero stati destinati alla realizzazione delle vasche di espansione, 2 milioni al potenziamento degli argini e altri 2,4 milioni alla manutenzione degli argini e alla riprofilatura degli alvei.
Dopo i ringraziamenti al ministro per l'Ambiente di allora, Gianluca Galletti, e all'Assessore Paola Giorgi per l'importante contributo, si doveva passare alla fase operativa ed il Sindaco così dichiarava: "...il Comune vigilerà attentamente affinché Regione e Provincia, alle quali compete esclusivamente la realizzazione degli interventi, portino a termine i lavori entro il prossimo anno. Senigallia non sarà un'altra Genova".
In particolare i lavori di manutenzione, pulizia e rimozione degli alberi dall'alveo del fiume sono stati appaltati dalla Provincia di Ancona.
Dopo l'esecuzione dell'appalto summenzionato si verificava un fenomeno di trascinamento di grandi quantità di legname, alberi e detriti lungo il fiume Misa fino al mare, con conseguente spiaggiamento di enormi quantità di materiali legnosi e detriti a seguito delle mareggiate.
Noi cittadini ci chiediamo: se i lavori di manutenzione competevano esclusivamente a Regione e Provincia, a chi competeva la rimozione dall'alveo delle tonnellate di alberi e arbusti tagliati?
L'art. 192 del Codice dell'Ambiente, in materia di gestione dei rifiuti, vieta e sanziona l'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, così come l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere nelle acque superficiali e sotterranee. Se la competenza della manutenzione era di Provincia e Regione, non spettava loro anche la rimozione ?

Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, "chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all'esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate".
Ci chiediamo allora:
• perché il Sindaco ha "contabilizzato" come "debito fuori bilancio" e quindi come "servizio", l'enorme costo che si è reso necessario per rimuovere l'enorme quantità di detriti spiaggiati che Senigallia ha visto riemergere dal mare in questi due anni?
• perché ha imputato a rifiuti urbani prodotti da locali o aree scoperte produttive cittadine, ciò che era invece il risultato di un'attività illecita di abbandono di rifiuti sull'alveo del Fiume Misa durante i lavori di manutenzione appaltati dalla Provincia?
• perché ha gravato i cittadini di Senigallia dell'onere di sostenere questi costi, anziché emettere un'ordinanza con termine a provvedere nei confronti di Provincia e Regione, decorso il quale procedere al recupero coattivo delle somme anticipate?

La crisi economica, la TARI, la viabilità cittadina , una tassazione con l'applicazione delle massime aliquote stanno mettendo in ginocchio la nostra città, votata al commercio ed al turismo.
Anche stavolta gli amministratori vogliono far pagare ai cittadini i danni derivati da una inaccurata gestione.
Ma Senigallia non se lo può più permettere.
Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma - portavoce comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

Durante i due incontri dell' 1 e 7 dicembre scorso, in Via Rodi a Senigallia, commercianti e professionisti del centro hanno chiesto chiarezza al Sindaco ed agli Assessori alla viabilità ed al commercio, intervenuti nella seconda riunione, sulle cause dell'ordinanza interdittiva al traffico su Ponte Due Giugno. A fronte delle carenze e criticità rappresentate, i cittadini hanno formulato concrete proposte per restituire fluidità alla circolazione, invocando a gran voce opportune modifiche della penalizzante viabilità attuale ed il ripristino della circolarità e fluidità del traffico veicolare, con un intervento mirato sulla segnaletica, atto ad eliminare le interclusioni create.
Le interrogazioni, le interpellanze, gli interventi e le mozioni presentate in merito dal Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, sono state tutte indirizzate a richiedere all'amministrazione di procedere all'aggiornamento del Piano Urbano del Traffico e di intervenire, nell'immediato, ai necessari correttivi della nuova viabilità.
La costituzione della ZTL a seguito della riqualificazione di Piazza Garibaldi, ha infatti creato punti di grande criticità, incroci molto pericolosi, come quello tra Via delle Caserme, l'imbocco di Ponte Garibaldi e Via Cavallotti. Pericolosità amplificata dalla presenza, sull'incrocio, di strisce pedonali.
Un ulteriore aggravamento della situazione si è verificato a seguito della interdizione al traffico veicolare di Ponte Due Giugno, con l'ordinanza sindacale del 21 novembre scorso. Tale ultimo provvedimento dell'amministrazione ha provocato la interclusione di Via XX Settembre e di Via Dogana Vecchia alla circolazione veicolare, anche questa volta, senza alcuna condivisione con la popolazione ed i commercianti del Quartiere Porto.
Le modifiche suggerite non comportano grande investimento, ma solo la volontà politica di intervenire. Si è chiesto di invertire il senso di marcia di Via Dogana vecchia per poter ricongiungere il traffico a Via XX Settembre. Ricreare una circolarità della viabilità che convogli il traffico da Via Portici a Ponte Perilli (eliminando lo stop in fondo a Via Portici e inserendolo su Via Raffaello Sanzio), e da Ponte Perilli, lo faccia rientrare in Via Dogana vecchia e proseguire in Via XX Settembre fino a Ponte 2 giugno, per il rientro in centro. Ovviamente la proposta deve essere vagliata dagli uffici competenti, ma finora non si sono avuti riscontri.
Ieri, 26 gennaio 2017, sempre in Via Rodi , a Senigallia, si sono nuovamente riuniti i commercianti ed i professionisti del centro storico, preoccupati dai risvolti estremamente negativi sulle loro attività della nuova viabilità ridisegnata dall'amministrazione comunale.
Nelle more di una condivisa revisione del Piano del Traffico, attendiamo, ora, un intervento urgente dell'amministrazione in risposta ai disagi rappresentati dai cittadini.



Senigallia - 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Premesso che

• dal 2001 il defibrillatore semiautomatico (DAE) può essere utilizzato al di fuori dell'ospedale anche da personale non sanitario in virtù della Legge 3 aprile 2001, n. 120 "Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero":
• il 27 febbraio 2003 sono state emanate "Linee-guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici" dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
• l'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recava "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale" (legge finanziaria 2010) ed autorizzava la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici esterni, secondo i criteri e le modalità da individuare con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
• il Decreto 18 marzo 2011 "Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui l'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009" ribadiva le linee di azione intraprese e delegava alle Regioni il compito di prevedere piani di azione in favore della diffusione dei defibrillatori e relativa formazione nella comunità.
• il Parlamento Europeo - il 14 giugno 2012 - ha stabilito di invitare gli Stati membri a diffondere la cultura della rianimazione cardio-polmonare e di fissare una settimana da dedicare a tale scopo;
• che la Società Italiana di rianimazione cardiopolmonare - I.R.C. (Italian Resuscitation Council) ha implementato questa raccomandazione e ha fissato - a partire dal 2013 - la settimana dal titolo "VIVA" intorno alla seconda settimana di ottobre;
• il c.d. Decreto Balduzzi , Legge 08 novembre 2012, n. 189 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 settembre 2012, n.158 recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della Salute" testimoniava ulteriormente la volontà governativa di provvedimenti ed azioni a tutela della salute.
• la Regione Marche, con proprie delibere n. 1087 del 25 luglio 2011 e n. 1493 del 23 ottobre 2012 predisponeva il programma per la diffusione dell'uso dei DAE in ambiente extraospedaliero anche da parte di personale non medico e non sanitario (www.norme.marche.it/Delibere/2011/DGR1087_11.pdf , www.norme.marche.it/Delibere/2012/DGR1493_12.pdf)

Considerato che

• l'arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa, con una incidenza di un evento all'anno ogni 1000 abitanti, che corrisponde a più di 400.000 persone colpite (60.000 solo in Italia), con una mortalità pari a quella dei passeggeri di due jumbo jet al giorno; e che 100.000 si potrebbero salvare se fosse maggiormente diffusa la conoscenza delle giuste tecniche e se vi fosse la presenza di defibrillatori in tutti i luoghi maggiormente frequentati.
• l'arresto cardiaco può essere trattato con la massima efficacia entro i primissimi minuti dall'evento, e che la letteratura scientifica ha evidenziato come le percentuali di sopravvivenza aumentano quando la rianimazione cardiopolmonare viene iniziata da eventuali persone presenti sul posto, le prime ad intervenire, anche dette "first responders", che possano avere la disponibilità di un defibrillatore semiautomatico ad accesso pubblico o PAD (public access defibrillation);
• in molte realtà a livello nazionale e regionale è partito già da tempo il progetto PAD (Pubblico Accesso al Defibrillatore)
• nella giornata del 19 ottobre 2013, in occasione della prima settimana "VIVA" svoltasi a Senigallia, il Rotary Club di Senigallia, in collaborazione con formatori locali dell'IRC, ha donato al Comune di Senigallia un defibrillatore con la relativa teca per contenerlo, da situare nei pressi della sede municipale;
• sono già presenti in diversi comuni limitrofi al nostro delle postazioni PAD donate da associazioni varie, come Serra de'Conti (19 dicembre 2015), Castelleone di Suasa (installato il 1 novembre 2016) e Barbara (installato il 9 maggio 2016);


Si interpella il Sindaco, la Giunta e l'Assessore competente per sapere:

• la attuale collocazione del defibrillatore donato nell'ottobre del 2013 e della annessa bacheca al fine di essere posizionato in prossimità del municipio;
• lo stato di conservazione del bene donato affinché si possa accertare il suo utilizzo nell'immediato;
• i tempi e modi previsti per una collocazione appropriata del dispositivo.


Senigallia, 30/11/2016
Il Consigliere
Elisabetta Palma



Senigallia - 

Quanto previsto dall'art. 36 del Codice della Strada è molto chiaro: "Ai comuni, con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti, è fatto obbligo dell'adozione del piano urbano del traffico" (comma 1) e "Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni. [...]" (comma5). Il nostro Comune ce l'ha un piano del traffico, peccato però che non venga più aggiornato dal 2009. Alla faccia dei due anni. A tal riguardo presenterò una mozione da discutere in Consiglio comunale il prossimo 20 dicembre. Perché è così importante l'aggiornamento del Piano Urbano del Traffico? Ovviamente non solo perché la legge lo prevede, ma soprattutto perché i cittadini non possono essere costretti continuamente a subire le scelte di questa Amministrazione, ma debbono potervi partecipare visto che il diritto gli viene offerto proprio da questo strumento di pianificazione.

Infatti è previsto che i cittadini durante la fase di pubblicazione del PUT possano presentare osservazioni e quindi partecipare attivamente al suo aggiornamento e, perché no, al suo miglioramento, visto che sono proprio gli stessi cittadini quelli che dovranno quotidianamente affrontare cambiamenti drastici nella viabilità, che essi siano dovuti a ponti pericolanti o a pedonalizzazioni di interi isolati, per non parlare poi della carenza di parcheggi. Non dimentichiamoci che dal 2009 ad oggi importantissime scelte, spesso non adeguatamente condivise, sono state fatte. Come Piazza Garibaldi, che potrebbe essere l'esempio più eclatante, visto che con la sua realizzazione è stata stravolta l'intera viabilità del centro storico. Infatti per la piazza erano previsti dei parcheggi che poi sono scomparsi per favorire la pedonalizzazione dell'intera area. Cosa ammirevole, la pedonalizzazione, ma non posso dire altrettanto del metodo utilizzato. Già, perché queste scelte andavano fatte attraverso una pianificazione preventiva, utilizzando cognizione di causa e soprattutto permettendo a tutti i cittadini di partecipare e non solo a 3 rappresentanti di categoria. Poi succede che si deve chiudere il Ponte 2 giugno per questioni di sicurezza ed il caos più assoluto. E non siamo ancora a Natale. Sono anni che l'Amministrazione sa che vi sono ponti da mettere in sicurezza. Perché non pianificarlo preventivamente? Perché lasciare attività isolate dal resto della città nel giro di una mezza giornata senza pianificare ed informare tutta la cittadinanza? Sono convinto che moltissime persone non sanno che la viabilità cambierà ancora in maniera drastica e che in via Pisacane si circolerà con un senso di marcia opposto a quello attuale e che tutti i parcheggi lato mare lungo quella via spariranno. Queste scelte fatte a "pezzi e bocconi" senza la minima pianificazione non sono più accettabili. Come non è accettabile che in 7 anni non sia stato aggiornato un Piano Urbano del Traffico assolutamente indispensabile a questa città.


Riccardo Mandolini

Consigliere comunale Movimento 5 Stelle

Segue il documento della mozione.

mozione2016.docx