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Senigallia - 

Equilibri di bilancio, commissione di indagine e inchiesta su spiaggiamenti e aumento TARI, e CETA.

Il 27/7/2017 si è riunito il Consiglio comunale, prima dell'interruzione agostana, con importanti argomenti all'ordine del giorno.
Dopo aver preso atto dell'uscita del consigliere Gregorini, ex capogruppo consiliare del PD, per creare, all'interno del consiglio, il nuovo gruppo Art.1 - MDP, è stata presentata dall'Assessore al bilancio Campanile la Delibera del Consiglio Comunale N° S-OF/2017/1619 del 27 luglio 2017 (vai all'atto) riguardante la "Salvaguardia equilibri bilancio previsione 2017/2019, variazione di assestamento generale di bilancio 2017/2019 e ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi", con attinente emendamento presentato dalla dirigente Filonzi, relativo a correzioni di alcune tabelle.
Come già in precedenza, il M5S ha votato compattamente in modo contrario a questo ulteriore assestamento di bilancio, assieme alle altre opposizioni, ad esclusione del gruppo di "Progetto in comune", che dal suo insediamento consiliare, ha sempre apertamente dimostrato il suo incondizionato appoggio alla maggioranza.
In particolare, abbiamo fatto un breve intervento per segnalare, in particolare, il fatto che, per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia stato destinato UN MILIONE DI EURO per la copertura delle spese correnti.
Un breve intervento perchè, in questa sede, eravamo chiamati ad approvare una variazione di assestamento generale del bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019, sul quale ci eravamo già ampiamente espressi lo scorso gennaio, argomentando e dando il nostro voto negativo. Con la presentazione di questa delibera di assestamento sono stati, infatti, richiamati tutti gli atti precedentemente deliberati, il Bilancio di previsione finanziario armonizzato 2017/2019 approvato il 30 gennaio 2017 ed il Rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario precedente, del 2016, approvato il 27 aprile 2017. Il nostro voto è stato, quindi, negativo anche a questo assestamento, in quanto abbiamo ricordato cosa abbia significato, per i cittadini, l'approvazione del bilancio 2017/2019. Abbiamo ricordato che, nonostante l'esistenza di una normativa che impone il blocco degli aumenti sui tributi comunali, questo blocco non ha potuto arginare l'aumento vertiginoso della TARI, sulla quale ci siamo soffermati in modo capillare in sede di discussione del bilancio previsionale. Per non parlare poi dei debiti fuori bilancio precedenti che sono stati inglobati e rendicontati.
Per cui il nostro intervento è stato un ribadire la nostra posizione di disapprovazione di questo bilancio di previsione e del rendiconto dell'anno precedente. In merito poi all'assestamento dell'attuale bilancio non vi era molto da aggiungere, se non focalizzare la nostra massima attenzione sugli aumenti di spesa corrente. Ci era stato detto in Commissione IV° dall'assessore al bilancio che le risorse di € 390.000,00 che si erano liberate per la rinegoziazione di mutui della Cassa depositi e prestiti, sarebbero state sicuramente destinate ad investimenti, invece questi denari, questi introiti, che poi non sono introiti , ma semplicemente un rinvio di una rata di mutuo, ce li ritroviamo totalmente destinati alla copertura della spesa corrente. La norma lo prevede, la norma lo permette, però non ci è sembrato politicamente corretto vedere destinate queste risorse alla copertura delle maggiori spese per la raccolta dei rifiuti e la pulizia dell'arenile. Le tasse sempre in aumento non bastano quindi più a coprire questi costi? Anche gli oneri di urbanizzazione sono stati destinati alla copertura di questo aumento di spesa corrente, con un conseguente taglio ulteriore negli investimenti. Non ci è sembrata certo una manovra da approvare.
Si è poi passati alla nostra proposta di Istituzione di una commissione consiliare speciale temporanea di indagine e inchiesta per accertare eventuali responsabilità relative all'enorme quantitativo di detriti e materiali legnosi spiaggiati sul litorale successivamente ai lavori di pulizia e riprofilatura fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona a seguito dell'alluvione del 3/5/2014 - Revisione di strumenti norme e regolamenti atti alla prevenzione e/o al contenimento ulteriori eventi (vai all'atto)
Questa richiesta fa seguito a nostri precedenti interventi in consiglio comunale, attraverso i quali abbiamo più volte richiamato l'attenzione dell'amministrazione, informando contestualmente la cittadinanza attraverso articoli e comunicati stampa, anche in merito al possibile recupero del legname spiaggiato, oggetto di una mozione presentata lo scorso 23 marzo 2017 dal M5S Senigallia, inviata dal Consiglio in commissione ma non ancora calendarizzata.
Nel 2017 i senigalliesi hanno dovuto subire gli aumenti della TARI conseguenti al conferimento in discarica di trentottomila tonnellate di rifiuti spiaggiati (24.000 tonnellate nel 2015 e 14.000 tonnellate nel 2016), a fronte delle circa 500 tonnellate/anno stimate negli anni precedenti, con una spesa aggiuntiva per il Comune di circa un milione di euro, deliberata in sede di approvazione del Bilancio di previsione 2017/2019 (http://www.senigallianotizie.it/1327424496/rifiuti-spiaggiati-a-senigallia-una-nuova-storia-infinita).
Questi spiaggiamenti si sono verificati nei mesi successivi all'alluvione del 3/5/2014, in particolare a seguito delle operazioni di pulizia e riprofilatura dell'alveo del fiume Misa appaltati alla Provincia di Ancona nel 2015.
In sede di discussione di bilancio abbiamo protestato vivacemente contro questo aumento, legato - per ammissione esplicita dell'Ente - ai lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa appaltati dalla Provincia di Ancona. Avevamo già contestato il debito fuori bilancio per interventi post mareggiata del 23/03/2016 votato nella Delibera N° S-LP/2016/1594, approvato dal Consiglio comunale di Senigallia il 27 luglio 2016 in cui l'Ente scrive testualmente che "a seguito dei lavori di pulizia e manutenzione del Fiume Misa ... ad oggi dopo ogni piena si verifica uno spiaggiamento straordinario di materiale organico putrescibile".
Abbiamo anche assistito al rimpallo di responsabilità tra sindaco, e provincia di Ancona. Il primo ha chiesto lo stato di calamità naturale - non si sa bene a che titolo, dato che è utilizzabile solo per il settore agricolo, mentre la seconda nega fermamente ogni addebito, affermando che il sindaco non aveva avuto nulla da obiettare al termine dei lavori (http://www.viveresenigallia.it/2017/03/27/materiali-spiaggiati-la-provincia-la-questione-sta-assumendo-un-contorno-inaccettabile-e-paradossale/632638)
Quello che potrebbe essere avvenuto è che nessuno, tra Regione, Provincia e Comune, abbia rispettato il Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) che avrebbe imposto a Regione e Provincia l'obbligo di mantenere lo stato dei luoghi e di non abbandonare alcun rifiuto (comprese le centinaia di alberi abbattuti durante gli interventi di pulizia e riprofilatura del Misa) sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque superficiali o profonde, ed al Sindaco l'obbligo di vigilare e pretendere che chi aveva la responsabilità dei lavori li eseguisse in maniera corretta e completa, nonchè - in caso di inadempimento - provvedere direttamente, salvo poi rivalersi chiedendo la restituzione delle somme anticipate per il ripristino dei luoghi. Ad oggi, non ci risulta che chi di dovere abbia vigilato sulla esecuzione dei lavori, né ci risulta che il Sindaco abbia disposto un'ordinanza nei confronti di Provincia e Regione, optando per l'approvazione del riconoscimento del debito fuori bilancio a carico dei cittadini.
La nostra proposta di instituire una commissione temporanea di indagine era stata osteggiata già in sede d'esame in Commissione permanente congiunta 1^ - Affari istituzionali, tenutasi lo scorso 11 luglio, ed è stata definitivamente affossata in Consiglio comunale con il voto contrario di tutti i consiglieri di maggioranza.
Infine, abbiamo presentato, durante la seduta del Consiglio comunale del 27/07/2017, una Mozione sull'accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA), al fine di impegnare Sindaco e Giunta a contrastare, in ogni sede e luogo istituzionale, la ratifica finale del trattato inrenazionale CETA.
Così come il TTIP, anche il CETA rappresenta un trattato economico voluto dalle multinazionali e dalle lobbies, discusso a porte chiuse dai burocrati della Commissione Europea tenendo fuori i cittadini.
Le circa 500 associazioni di cittadini che si sono formate a livello europeo hanno raccolto oltre 3 milioni e 200 mila firme (un numero di persone in grado di formare una catena umana di 4500 km da Gibilterra a Tallinn in Estonia) per una iniziativa popolare contro TTIP e CETA che ha raggiunto il quorum in 23 su 27 paesi membri della UE.
Questa iniziativa, inizialmente rigettata dalla commissione europea, è stata invece accolta dalla Corte di Giustizia Europea, che ha stabilito che gli stati membri non possono essere scavalcati nella stipula di questi trattati.
Per quanto riguarda l'Italia e la nostra regione, molte sono le minacce al made in Italy, che vede nell'agroalimentare un settore di eccellenza con livelli importanti di export. Molti prodotti DOP e IGP non sono tutelati dal CETA, come il parmigiano reggiano, l'asiago, la fontina, per non parlare dei prosciutti di Parma e S. Daniele, con il rischio di ritrovare sul mercato italiano prodotti potenzialmente pericolosi e non rispondenti agli elevati standard di sicurezza italiani (es. il grano canadese contaminato da glifosato).
Siamo lieti che tutta l'assemblea consiliare abbia appoggiato la nostra mozione, che è stata anche resa più efficace dalla proposta - da noi accettata - di un emendamento per impegnare la regione Marche a ostacolare in tutte le sedi il proseguo delle trattative.

da Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli
Movimento 5 Stelle Senigallia


Senigallia - 

In data 24/7/2017 si è riunita, a Senigallia, la 4' Commissione consiliare permanente per discutere del futuro del nostro ospedale.
Il tema della tutela della salute, in particolare del rispetto della Costituzione che sancisce il diritto dei cittadini a ricevere cure dal sistema sanitario nazionale, è uno dei temi cardine del programma del M5S a livello nazionale e locale. Per garantire un sistema sanitario ad accesso universale va preservata la sanità pubblica, che anni fa era, in Italia, una delle migliori al mondo. Due fatti però stanno minando alla base l'universalità e l'omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che ha affidato alle Regioni l'assistenza sanitaria e il suo finanziamento ed ha accentuato le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende, inoltre, sempre in modo più accentuato ad organizzare la Sanità come un'azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.
A livello regionale, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un trend decisamente preoccupante, in cui sono stati portati ripetuti attacchi alla sanità senigalliese, mentre venivano potenziate altre realtà della provincia, come Jesi e Fabriano.
Di tutto questo disastro, il PD - i cui esponenti locali hanno cercato in ogni modo di salvare la faccia davanti al numeroso pubblico presente in commissione - è stato il principale artefice. L'operato della precedente giunta Spacca, ieri tanto inviso e vituperato negli interventi degli esponenti dei vertici attuali della sanità regionale, a suo tempo fu difeso a spada tratta proprio dal partito da cui proveniva e che lo aveva fatto eleggere, il PD.
Ma torniamo allo svolgimento della commissione. Il direttore generale Asur, Dott. Marini, ha ricordato che, in base al c.d. decreto Balduzzi (DM 70/2015), che ha rivisto gli standard ospedalieri, nonchè in base alle delibere di giunta regionale che l'hanno recepito, l'Area Vasta 2 può mantenere solo due cardiologie con Utic, sulle tre esistenti.
Il nostro intervento come M5S ha puntato a smantellare, dati alla mano, questa affermazione.
Secondo il DM 70/2015 infatti le specialità, come la cardiologia con Utic, devono essere presenti ogni 150-300 mila abitanti.
Le Marche sono poco popolose (circa un milione e mezzo di abitanti) e le città sono di dimensioni medio-piccole (la più grande, Ancona, conta poco più di 100.000 abitanti), ma attenendosi il criterio della norma, prevederebbe, su base regionale, 10 U.O. di cardiologia con Utic. Attualmente, nelle Marche esistono proprio 10 cardiologie con Utic, nel pieno rispetto degli standard previsti: 2 Utic sono nei DEA (dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello - aziende ospedaliere e ospedali riuniti di Ancona e Marche Nord a Pesaro/Fano-, le altre 8 sono nei DEA di primo livello - Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova, Macerata, Ascoli, Fermo-. A nostro avviso, la Regione sta commettendo un errore in questa fase di riorganizzazione, in quanto vuole applicare gli standard del DM Balduzzi su base provinciale, facendo perdere quindi una unità operativa.
Un altro punto che abbiamo sottolineato è il fatto che venga penalizzata proprio la cardiologia di Senigallia, che è la più grande e quella con volumi maggiori di attività dell'Area Vasta (abbiamo avuto, nel 2016, un numero di prestazioni - drg - quasi doppio rispetto Jesi).
Quindi, ci chiediamo, perché far diventare la cardiologia di Senigallia una realtà riabilitativa, quando all'interno dell'Area Vasta 2 esiste già la cardiologia riabilitativa di Villa Serena a Jesi? Senigallia viene penalizzata per far posto alla futura cardiologia/utic del costruendo ospedale che ospiterà l'INRCA ed il presidio di Osimo?

Se chiude l'Utic, noi non potremo più gestire in sede l'urgenza cardiologica e perderemo il DEA di primo livello, senza contare che verrebbe penalizzata una realtà che ha operato e tuttora lavora con grande professionalità e con il pieno soddisfacimento da parte della popolazione locale, e non solo. Vogliamo, infatti, ribadire le considerazioni espresse nel nostro precedente comunicato (http://www.senigallianotizie.it/1327434200/sanita-il-problema-e-che-la-giunta-regionale-ha-troppo-potere - http://www.viveresenigallia.it/2017/07/21/m5s-in-commissione-sanit-lo-smantellamento-dellospedale-senigalliese/646963/ ) che la nostra Area Vasta 2 ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de' Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l'anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc).

Durante lo svolgimento della commissione consiliare del 24 luglio, sia il presidente della Commissione sanità regionale, Dr. Volpini, che il direttore generale dell'Asur, Dott. Marini, hanno dichiarato che le determine 481/16 e 361/17, contestate dai cittadini, dagli operatori del settore, dal Tribunale del Malato e dalle opposizioni politiche, sono state sospese.
Come M5S vigileremo a tutti i livelli (locale, regionale e nazionale), affinché la sanità pubblica - soprattutto dove funziona bene - non venga ulteriormente saccheggiata.

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - consigliere comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

Il problema, anche stavolta, era stato ampiamente previsto dal M5S: per riportare il dibattito sulla sanità alla condivisione con i territori, serve un depotenziamento della Giunta in favore dell'Assemblea Legislativa. In altre parole, in tema di sanità regionale la giunta ha troppo potere. Sia nell'assise regionale che nel consiglio comunale di Senigallia, agli inizi del 2016 i consiglieri del M5S hanno presentato un Referendum abrogativo su 4 quesiti referendari contro la riforma della sanità regionale voluta dal Pd, per restituire più potere ai cittadini (leggi articolo - leggi la ns. replica). Non potendo raccogliere - come prevede lo statuto regionale - 20.000 firme in pochi giorni, il M5S aveva tentato di avere l'appoggio dei Sindaci. Nemmeno a dirlo, la prima ad aderire fu Cinzia Ferri (Montellabate), all'epoca unico sindaco marchigiano del M5S .
Il 5 febbraio 2016 il M5S Senigallia depositò, attraverso la portavoce Stefania Martinangeli, le proposte di delibera sui 4 quesiti referendari - che furono però respinte, come temevamo, dal PD e dalle altre liste di maggioranza, in sede di consiglio comunale del 24 febbraio. Nello specifico, i quesiti miravano a richiedere al Presidente della Giunta Regionale l'indizione di un Referendum per abrogare le norme che si sono succedute nel tempo e che hanno accentrato tutte le competenze nelle mani della giunta (L.R. 13/2003 ; 17/2010; 17/2011 e 17/ 2013), attribuendo alla stessa poteri sul sistema di emergenza sanitaria, funzioni di riorganizzazione del servizio e sull'organizzazione e costituzione delle Case della Salute.
A distanza di poco più di un anno, in data 5 luglio 2017, abbiamo presentato, con urgenza, un'interrogazione a risposta scritta al Sindaco e alla Giunta del Comune di Senigallia (in merito alla quale non abbiamo ricevuto alcun riscontro) relativamente alle novità presenti nella Determina del Direttore Generale ASUR 361/DG del 23/06/2017 "Adeguamento dell'assetto organizzativo definito con Determina ASUR DG n. 481/2016" pubblicata sull'albo pretorio in data 26/3/2017, consistenti, come risulta dagli allegati, nel riordino, o per meglio dire, nella sparizione di diverse Unità Operative nella nostra Area Vasta.
Nella nostra interrogazione chiediamo al Sindaco e all'Assessore competente se siano stati informati delle decisioni dell'ASUR, se abbiano in qualche modo opposto resistenze per tutelare i propri concittadini, e quali misure ritengano di intraprendere, nell'immediato, per tutelare la salute dei senigalliesi ma anche di tutte quelle persone che si recano presso il nostro ospedale per ricevere le cure del caso.
Infatti, l'Area Vasta 2, che è un'articolazione dell'ASUR, ricomprende anche la ex Zona Territoriale 4 di Senigallia, che racchiude i comuni di Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de' Conti e Trecastelli, con un bacino di utenza di quasi OTTANTAMILA abitanti, senza contare tutti gli accessi durante il periodo estivo dovuti alla presenza di turisti e gli accessi durante tutto l'anno da parte degli abitanti dei comuni limitrofi della Valle del Cesano (Marotta, Mondolfo ecc) e dei comuni a sud di Senigallia (Marina di Montemarciano, Chiaravalle, Belvedere Ostrense, ecc).

Tabella 1 - dati ISTAT (www.comuni-italiani.it)
comune abitanti
Arcevia 4.612
Barbara 1.368
Castelleone di Suasa 1.676
Corinaldo 4.998
Ostra 6.875
Ostra Vetere 3.311
Senigallia 45.027
Serra de' Conti 3.746
Trecastelli 7.625
TOTALE 79.238

Andando a studiare gli allegati della Determina, un dato che salta subito agli occhi è quello della scomparsa dell'UTIC di Senigallia, un reparto ospedaliero specializzato nella gestione del paziente affetto da patologia cardiaca acuta (sindrome coronarica acuta, scompenso cardiaco acuto e cronico refrattario, aritmie ipercinetiche e ipocinetiche minacciose, ecc...) che necessita di un costante monitoraggio dei parametri vitali e quindi di assistenza infermieristica e medico-specialistica h. 24.
A Senigallia l'UTIC è presente con 6 posti letto, e la presenza (per ogni turno di lavoro) di 2 infermieri e un cardiologo. Al momento, a causa di lavori di ristrutturazione presso la palazzina che ospita la Rianimazione, l'UTIC ha ridotto il numero di posti letto propri e ospita anche i pazienti ed il personale della Rianimazione. Non vorremmo che, quando la Rianimazione verrà riconsegnata a seguito dei lavori, l'occasione venga utilizzata per chiudere l'UTIC.
L'Unità Operativa di Senigallia è la più grande tra le altre Cardiologie dell'Area Vasta 2, registra ogni anno oltre mille pazienti con più di 7 mila prestazioni erogate in regime ambulatoriale, tra cui - fino a poco tempo fa - anche il posizionamento di pace-maker".
Dall'esame degli allegati alla determina sparirebbe l'UTIC a Senigallia, infatti il Dipartimento Funzionale Cardiologico tra ospedale e territorio sembrerebbe associato a quello dell'AV1 (provincia di Pesaro e Urbino), inoltre il Dipartimento Emergenze sembrerebbe prevedere l'UTIC solo a Jesi e a Fabriano .

Dall'esame degli allegati a Senigallia sparirebbero anche le U.O. di Oculistica e di ORL, in quanto tali specialità chirurgiche rimangono solo a Fabriano (U.O.C. ORL, U.O.C. Oculisitica) e Jesi (U.O.S.D. ORL week surgery) (

Interroghiamo il Sindaco soprattutto in qualità del Suo ruolo di autorità sanitaria locale, con facoltà di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale (art. 32 della L. 833/1978 e art. 117 del D.Lgs. 112/1998),
Ci rammarichiamo, inoltre, di non vedere nella maggioranza una presa di posizione su questa decisione che i cittadini si trovano a subire, soprattutto considerando il fatto che - in passato - il PD locale, nella persona della segretaria Allegrezza, si era espresso (18/2/2013) con parole molto ferme sulla possibile chiusura del reparto di Cardiologia, sottolineando come Senigallia fosse l'unica realtà a posizionare i pace-maker, oltre a Torrette, e che l'UTIC fosse stata inaugurata solo pochi mesi prima. La segretaria concludeva, inoltre, con le testuali parole "in caso contrario il Partito Democratico attuerà ogni azione necessaria a salvaguardia del nostro presidio ospedaliero", e lo stesso sindaco aveva minacciato di "erigere barricate" (16/02/2013).
Il 24 luglio, dalle ore 18.00 si terrà a Senigallia, presso il palazzo La Nuova Gioventù , in via Leopardi, 6, la 4^ Commissione Consiliare permanente, competente in materia di sanità, alla quale sono stati invitati il direttore dell'AV2, il presidente della Commissione regionale sanità Volpini e il Tribunale del malato.
Ci auguriamo che i cittadini seguano numerosi la riunione, che sarà trasmessa sulla frequenza di Radio Duomo ed in streaming su Halley Media Senigallia.

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli - Consigliere comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

Al Sig. Sindaco,
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Sigg. Consiglieri Comunali


OGGETTO: INTERROGAZIONE per il recupero delle eccedenze alimentari e dei farmaci in corso di validità.


Il possibile recupero e riutilizzo dei farmaci in corso di validità è stato oggetto di trattazione da parte del Legislatore nella L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria per l'anno 2008) all'articolo 2, commi 350, 351 e 352.
La finalità della norma era quella di garantire ai cittadini la possibilità di recuperare, restituire, o donare i medicinali rimasti inutilizzati per vari motivi (es: modifica da parte del medico di terapia già in atto, decesso del paziente) definendo le modalità con cui le ASL, le RSA, e le organizzazioni che si occupano dell'assistenza i malati terminali e delle cure palliative potevano riutilizzare le confezioni di medicinali integre, in corso di validità e bene conservate, ad eccezione di quelle da conservare a temperatura controllata .

La possibilità di riutilizzare i farmaci da parte di organizzazione non lucrative e impegnate nell'assistenza domiciliare era stata già introdotta dalle Direttive Europee 2001/83/CE del 6 novembre 2001 e 2003/94/CE del 8 ottobre 2003, recepite in Italia con il D. Lgs. n. 219 del 24 aprile 2016 il quale - all'art. 157 - individuava le modalità per rendere possibile il riutilizzo da parte di organizzazioni senza fini di lucro di medicinali non utilizzati, correttamente conservati e in corso di validità.
In seguito, è stata emanata la L. 19 agosto 2016, n. 166: "Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi", che intendeva perseguire la riduzione degli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti.

Gli obiettivi della L. 166/2016 sono in sintesi:
1. il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ai fini della solidarietà sociale, destinandole in via prioritaria all'utilizzo umano;
2. il recupero e la donazione di prodotti farmaceutici ed altri prodotti ai fini della solidarietà sociale;
3. la limitazione degli impatti negativi sull'ambiente e le risorse naturali mediante la riduzione della produzione dei rifiuti, promuovendo il riuso e il riciclo dei prodotti;
4. contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali di prevenzione dello spreco alimentare e di riduzione della quantità dei rifiuti biodegradabili avviati allo smaltimento in discarica;
5. contribuire ad attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione dei consumatori e delle istituzioni, con particolare riferimento alle giovani generazioni.

All'art. 15, la L. 166/2016 modifica l'art. 157 comma 1 del predetto D. Lgs. 219/2006, avente ad oggetto: "Sistemi di raccolta di medicinali inutilizzati o scaduti" .
L'art. 16, inoltre, contiene ulteriori "Disposizioni in materia di cessione gratuita di derrate alimentari, prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarietà sociale": tra le altre previsioni, esso contempla anche che, attraverso apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, le finalità della legge possano essere estese anche ad altri prodotti.
Occorre rilevare, però, che i decreti attuativi previsti sia dall'art. 15 che dall'art.16 della Legge n. 166/2016 non sono stati ancora emanati.

Sulla base dei presupposti normativi sopra esposti, però, alcune Regioni italiane - tra cui le Marche - hanno già varato proprie norme a regolamento della materia .

Allo stesso modo, è possibile recuperare le eccedenze alimentari e la Regione Marche ha legiferato in tal senso con la Legge regionale 3 dicembre 2012, n. 39 in tema di "Promozione dell'attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale" (http://monet.regione.marche.it/bur/12/118.1312/leggi/2.html).

Per favorire il recupero sia delle eccedenze alimentari che dei medicinali inutilizzati, e per promuovere al contempo interventi di economia solidale, è stata recentemente approvata all'unanimità dalla 2^ Commissione regionale (Sviluppo economico) la PdL 67/2016 (http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/pdl/pdf/pdl67_10.pdf) che prevede la concessione di contributi per progetti di recupero e distribuzione gratuita delle eccedenze alimentari e non alimentari - con un prevedibile risparmio di spesa da parte della regione (per il solo minor acquisto di farmaci) per importi compresi tra 5 e 20 milioni di Euro.

La scrivente chiede a Sindaco e Giunta:
- se intendano attivarsi sul fronte del recupero dei farmaci - per sensibilizzare l'Area Vasta 2 a far sì che in tutte le strutture di ricovero, cura e riabilitazione situate nel nostro territorio, venga favorita l'applicazione delle norme già esistenti, in attesa del completamento dell'iter a livello regionale,
- sul fronte del recupero delle eccedenze alimentari, diamo atto a questa amministrazione di aver preso posizione a favore dello spreco zero, e chiediamo di mantenere / intraprendere tutte le iniziative più utili al perseguimento di questo importante obiettivo

Elisabetta Palma
consigliera comunale M5S


Senigallia - 

http://senigallia.openmunicipio.it/media/attached_documents/20170622/0001_Mozione_di_Palma_e_Martinangeli_per_la_revisione_della_viabilit%C3%A0_dele_vie_del_centro_storico_a_seguito_della_chiusura_di_Ponte_II_Giugno.pdf

Al Sig. Sindaco,
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Sigg. Consiglieri Comunali


OGGETTO: MOZIONE per la revisione della viabilità delle vie del Centro Storico, a seguito della chiusura di Ponte II Giugno.
Ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Comunale, le sottoscritte consigliere comunali Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma, del gruppo consiliare "MoVimento 5 Stelle" presentano la seguente mozione, con richiesta di inserimento al prossimo OdG

PREMESSO che:
• la problematica grave che sta da mesi persistendo a Senigallia, che è quello della mobilità in genere, della criticità nella viabilità e della carenza di parcheggi, in particolare del centro Storico, è stata seguita dal M5S Senigallia fin dall'inizio della consiliatura, attraverso la presentazione di interrogazioni, come quella datata 21 dicembre 2015 (http://senigallia.openmunicipio.it/acts/interpellations/2017-12-21-problema-parcheggi-nel-periodo-natalizio/), che, a causa dei problemi di intasamento di traffico nelle vie del centro e dei problemi di sosta selvaggia, conseguenti ai lavori di riqualificazione degli Orti del Vescovo e di Piazza Garibaldi, sollecitava l'amministrazione a provvedere alla revisione del Piano del Traffico, riducendo in centro la richiesta di mobilità con il mezzo privato potenziando il servizio pubblico collettivo e quindi istituendo dei servizi di bus navetta, e quella del 26 maggio 2016 (http://senigallia.openmunicipio.it/acts/interpellations/2016-05-26-viabilita-attorno-al-centro-sotrico/ ), in cui si rinnovavano le preoccupazioni del nostro gruppo relativamente alla permanenza delle criticità nella viabilità cittadina, con gravi ripercussioni e danni anche agli operatori commerciali del centro, e quella datata 23 dicembre 2016 (http://senigallia.openmunicipio.it/acts/interpellations/2016-11-30-revisione-del-piano-del-traffico/ ), in cui si denunciava l'ulteriore aggravamento della criticità della viabilità, a seguito della chiusura di Ponte II Giugno, che aveva creato una interclusione della via XX Settembre e della via Dogana Vecchia alla circolazione delle autovetture, senza alcun preventivo avviso alla popolazione ed ai commercianti del Quartiere Porto.
• il M5S di Senigallia è da subito stato molto attento alla questione della mobilità, essendo stato contattato da una rappresentanza di cittadini residenti o con attività lavorativa nelle zone interessate, ed avendo partecipato - di conseguenza - agli incontri che la cittadinanza ha organizzato in proposito,

PRESO ATTO CHE:
• I lavori di riqualificazione degli Orti del Vescovo e di Piazza Garibaldi, hanno prodotto effetti ben visibili sulla viabilità della parte di centro storico che va da Ponte Garibaldi a Porta Mazzini, e che la chiusura del Ponte II Giugno, ha di fatto isolato il lungofiume lato nord e danneggiato tutte le attività commerciali ivi presenti;
• le interrogazioni, le interpellanze, gli interventi e le mozioni presentate in merito dal Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, indirizzate a richiedere all'amministrazione di procedere all'aggiornamento del Piano Urbano del Traffico e di intervenire, nell'immediato, ai necessari correttivi della nuova viabilità, nonché le nostre richieste di potenziamento del servizio pubblico collettivo, con servizi di bus-navetta dalla periferia al centro, anche a tutela dei residenti, delle attività commerciali e dei soggetti "deboli" (pedoni, disabili, adulti con carrozzine o passeggini ...) sono rimaste inascoltate;
• nessun atto è stato prodotto da questa amministrazione in merito alla revisione del Piano del traffico - con i dovuti adeguamenti relativi alla previsione dei parcheggi, del trasporto pubblico e della ciclabilità;

TENUTO conto che:
• La costituzione della ZTL a seguito della riqualificazione di Piazza Garibaldi, ha creato punti di grande criticità, incroci molto pericolosi, come quello tra Via delle Caserme, l'imbocco di Ponte Garibaldi e Via Cavallotti. Pericolosità amplificata dalla presenza, sull'incrocio, di strisce pedonali;
• un ulteriore aggravamento della situazione si è verificato a seguito della interdizione al traffico veicolare di Ponte II Giugno, con l'ordinanza sindacale del 21 novembre 2016, che ha provocato la interclusione di Via XX Settembre e di Via Dogana Vecchia alla circolazione veicolare, anche questa volta, senza alcuna condivisione con la popolazione ed i commercianti del Rione Porto.
Attualmente le criticità più rilevanti interessano:
 l'accesso alla strettissima Via delle Caserme, per una parte a doppio senso, rappresenta un costante pericolo di collisione tra le autovetture nel punto di svolta, per l'assenza di specchi che segnalino a chi guida la presenza di veicoli provenienti dall'opposto senso di marcia,
 il lungofiume di Via Portici è occupato praticamente ad ogni ora del giorno, ma in particolare nelle ore di punta, da file di auto che non possono raggiungere altrimenti l'altra sponda del Misa, con ingorgo del traffico anche a causa dello stop situato sull'intersezione con la trafficatissima Via Perilli (Via R. Sanzio);
 Via Dogana Vecchia e via XX Settembre, sul lungofiume lato nord, sono praticamente intercluse al traffico veicolare, essendo chiuso il Ponte II giugno, con gravissimi danni ai residenti e soprattutto alle attività commerciali,
• i commercianti, i professionisti ed i residenti del Centro Storico e del Rione Porto si sono riuniti nelle giornate dell' 1 e 7 dicembre 2016, scorso, chiedendo chiarezza al Sindaco ed agli Assessori alla viabilità ed al commercio, intervenuti nella seconda riunione, sulle cause dell'ordinanza interdittiva al traffico su Ponte Due Giugno;
• la cittadinanza ha formulato, in quella stessa sede, concrete proposte per restituire fluidità alla circolazione, invocando a gran voce opportune modifiche della penalizzante viabilità attuale ed il ripristino della circolarità e fluidità del traffico veicolare, con un intervento mirato sulla segnaletica, atto ad eliminare le interclusioni create; nella fattispecie si è chiesto di:
 invertire il senso di marcia di Via Dogana Vecchia per poter ricongiungere il traffico a Via XX Settembre,
 ricreare una circolarità della viabilità che convogli il traffico da Via Portici a Ponte Perilli (eliminando lo stop in fondo a Via Portici e inserendolo su Via Raffaello Sanzio), e da Ponte Perilli, lo faccia rientrare in Via Dogana vecchia e proseguire in Via XX Settembre fino a Ponte II giugno, per il rientro in centro.

CONSIDERATO che:
• Le modifiche suggerite non comportano grande investimento, ma solo la volontà politica di intervenire. Ovviamente la proposta deve essere vagliata dagli uffici competenti, ma finora non si sono avuti riscontri.
• in data 26 gennaio 2017 e 5 giugno 2017 si sono nuovamente riuniti i commercianti ed i professionisti del centro storico, preoccupati dai risvolti estremamente negativi sulle loro attività della nuova viabilità ridisegnata dall'amministrazione comunale, sempre più preoccupati per la sorte delle loro attività - alcune delle quali hanno nel frattempo chiuso i battenti,

le sottoscritte consigliere comunali

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA:

• Ad attivarsi immediatamente per apportare le modifiche alla circolazione più opportune per permettere il ripristino della viabilità e l'accesso veicolare alle zone risultate intercluse con la chiusura del Ponte II Giugno,

Senigallia, li 27/06/2017

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli
portavoce M5S in consiglio comunale


Senigallia - 

La commissione è stata riunita per discutere la proposta di delibera da inviare in Consiglio Comunale sull'introduzione dell'obbligo vaccinale per la frequenza ai servizi per l'infanzia - nidi comunali e privati convenzionati - dei bimbi fascia 0-3 anni.

il link al video dello streaming della commissione:
http://senigallia.halleymedia.com/?idLive=135