MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Spoltore - 

In una geniale battuta del film Mediterraneo è racchiusa una di quelle verità abbaglianti che aspettano solo di essere formulate in maniera originale per rimanere scolpite nell'immaginario collettivo e diventare patrimonio semantico condiviso. Mi riferisco a quella pronunciata dall'irresistibile sergente Lorusso che commenta uno sgangherato siparietto avvenuto tra i suoi ingenui e spaesati commilitoni con un indimenticabile: "e noi dovremmo spezzare le reni alla Grecia con questi quattro deficienti qui?". Al netto del colorito linguaggio da caserma, è una situazione in cui purtroppo l'Italia si dibatte da sempre e pare che non sia cambiato niente nel corso degli anni, anzi dei secoli. Affrontiamo sfide ambiziose, talvolta temerarie, facendo affidamento su estro, inventiva, magari sulla nostra buona stella: mai sulla competenza, sulla preparazione, sui mezzi, sull'organizzazione. Affrontiamo la campagna di Russia con le pezze da piedi e i risultati - purtroppo - sono quelli che la storia ci ricorda.

Caro Luciano D'Alfonso, ti sei presentato agli elettori effondendo ambiziose promesse elettorali, ma sei anche un politico abbastanza avveduto da renderti conto che oggi più che mai le promesse vanno rispettate. Per anni abbiamo assistito alla sistematica disattenzione di quanto promesso in campagna elettorale confidando nella complicità interessata di un'informazione ammansita dai finanziamenti a tal fine - e solo a tal fine - erogati dalla politica. Ma qualcosa sta cambiando, e tu lo sai. Accanto ai giornali tradizionali c'è - ad esempio - il Fatto Quotidiano che vive senza finanziamenti e vende in edicola perché fornisce notizie vere; il Movimento 5 Stelle sta dimostrando - se non altro - che si può fare politica senza altri mezzi che la passione e lo spirito di servizio; la rete diffonde una pluralità di informazioni che dicono molto a che impara a districarvisi. Non solo, la rete ha una memoria diffusa e capillare, e nulla verrà risparmiato alle prossime elezioni a chi non avrà mantenuto gli impegni presi.

Vorrei quindi farti riflettere, caro Luciano, sul fatto che nel momento in cui hai tappezzato le nostre città di manifesti 4x8 con la scritta "l'Ambiente vale: fiumi ripuliti, belli e godibili" la gente, oggi, ci crede. Ci vuole credere. Se lo aspetta davvero. E quand'anche lo dimenticasse, ci sarà sempre qualche testata online che lo ripeterà, qualche blogger che lo ricorderà, qualche attivista pentastellato che lo urlerà dal suo gazebo a tutti i passanti. Ci sono sei consiglieri del Movimento nuovi di zecca in consiglio regionale, e tanti altri nei comuni dell'Abruzzo: faranno mozioni, interrogazioni, interventi, comunicati stampa, conferenze, incontri pubblici, manifestazioni e sarà difficile far dimenticare agli elettori le promesse fatte e non mantenute. Non sarà più come prima, e tu lo sai bene, quindi gli impegni presi, oggi più che mai e anche - finalmente - in Italia, vanno rispettati. Lo slogan sulla pulizia dei fiumi ti ha fatto conquistare molti dei voti che ti hanno consentito di diventare presidente dell'Abruzzo, sta a te tradurlo in azioni concrete e risolutive o accettare che si riduca a un vuoto "spezzeremo le reni all'Escherichia coli". Già, il famigerato Escherichia coli, il batterio indicatore dell'inquinamento ambientale nella matrice liquida che fornisce la spia delle condizioni degli scarichi che gettiamo nei nostri fiumi e che risulta inversamente proporzionale alla bellezza dei nostri fiumi, alla salubrità del nostro mare, alla sicurezza per i bagnanti e anche - di conseguenza - al fatturato del turismo balneare lungo la nostra costa, e non solo di quello.

Condizione imprescindibile per ottenere ciò che dici di voler fare è un cambio radicale delle politiche regionali in campo ambientale. Ma prima ancora, e a tal fine, sarà necessario cambiare le persone che attualmente occupano i posti chiave della programmazione, del controllo e della tutela ambientale. Io so, potrei dire parafrasando Pasolini, io so i nomi dei responsabili della cattiva programmazione regionale in campo ambientale. Io so delle telefonate tra i vertici della regione e quelli dell'ARTA. Io so i motivi per cui, personalmente, sono stato demansionato e marginalizzato nella sede di Chieti. Io so perché mi è stato impedito di misurare le portate fluviali e di occuparmi della balneazione. Io so perché all'ARTA le posizioni apicali sono occupate da gente il cui curriculum è irreperibile in rete, che si trova lì per un caso fortuito quanto può esserlo uno scambio di consonante, gente scelta dal tuo predecessore Chiodi in liste di nomi in cui tutti gli altri erano in possesso di titoli molto più pertinenti; gente che sostiene pubblicamente e reiteratamente la bizzarra tesi secondo la quale l'ambiente non andrebbe tutelato "perché si tutela da sé" o che professa apertamente la propria mancanza di sensibilità ambientale; io so perché in ARTA è stata tolta ai dipendenti la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria e viene loro impedito di frequentare corsi di formazione presso altre strutture, regioni o nazioni. Io so perché l'organismo indipendente di valutazione dell'ARTA è composto da persone che indipendenti non sono e perché sono stati spesi fiumi di denaro pubblico per trasferire dipendenti e competenze tra Chieti e Pescara senza migliorare in nulla l'efficienza pregressa delle due strutture, anzi complicando attività, schemi e procedure e aumentando i costi complessivi di gestione. Io so tutti questi nomi e questi fatti. Ma ho scarse prove, e solo pochi indizi. Ma so, e sono certo di quello che dico, e non è escluso che prima o poi la verità verrà a galla nelle sedi opportune.

Ma nel frattempo, caro Luciano, l'ambiente non può più aspettare. Lo stato dei depuratori pubblici è pessimo, l'ACA è in dissesto finanziario e rischia da un giorno all'altro di non poter più assicurare il livello minimo di servizio che viene prestato attualmente. La situazione degli altri gestori non mi risulta migliore, anzi, per quanto ne so è persino peggiore. I fiumi, che dovrebbero raggiungere lo stato di "buono" entro il 2015, dopo essere migliorati lentamente ma costantemente fino al 2010, negli ultimi anni stanno peggiorando vistosamente allontanandoci sempre di più da quegli obbiettivi europei che, se non centrati, ci costeranno un ambiente peggiore, danni al turismo e costi diretti connessi con le sanzioni europee. La qualità delle acque di balneazione è sempre a rischio e si regge su un miracoloso e precario equilibrio che può essere vanificato in un istante da qualsiasi accidente. In compenso, si fa per dire, nelle anticamere del potere regionale è tutto un brulicare di UFO bramosi di atterrare per fare affari con il nostro territorio o il nostro mare.

Cambiamo decisamente verso alla tutela ambientale in Abruzzo, caro Luciano. Tu avrai rispettato i tuoi impegni elettorali e tutti noi avremo la soddisfazione di vivere in una regione più sana, più bella, più pulita e florida. Ma per far questo, per spezzare le reni all'inquinamento ambientale, non bastano i manifesti: ci vogliono cultura, competenza, know-how, organizzazione, onestà intellettuale. Se pensiamo di combattere questa battaglia con generali bolsi, truppe esigue, rimediaticce e demotivate, mezzi rudimentali, attrezzature obsolete la Grecia è persa, al di là dei proclami. E i fiumi rimarranno quelli che sono.

Carlo Spatola Mayo
Consigliere del Movimento 5 Stelle di Spoltore


Spoltore - 

In una geniale battuta del film Mediterraneo è racchiusa una di quelle verità abbaglianti che aspettano solo di essere formulate in maniera originale per rimanere scolpite nell'immaginario collettivo e diventare patrimonio semantico condiviso. Mi riferisco a quella pronunciata dall'irresistibile sergente Lorusso che commenta uno sgangherato siparietto avvenuto tra i suoi ingenui e spaesati commilitoni con un indimenticabile: "e noi dovremmo spezzare le reni alla Grecia con questi quattro deficienti qui?". Al netto del colorito linguaggio da caserma, è una situazione in cui purtroppo l'Italia si dibatte da sempre e pare che non sia cambiato niente nel corso degli anni, anzi dei secoli. Affrontiamo sfide ambiziose, talvolta temerarie, facendo affidamento su estro, inventiva, magari sulla nostra buona stella: mai sulla competenza, sulla preparazione, sui mezzi, sull'organizzazione. Affrontiamo la campagna di Russia con le pezze da piedi e i risultati - purtroppo - sono quelli che la storia ci ricorda.

Caro Luciano D'Alfonso, ti sei presentato agli elettori effondendo ambiziose promesse elettorali, ma sei anche un politico abbastanza avveduto da renderti conto che oggi più che mai le promesse vanno rispettate. Per anni abbiamo assistito alla sistematica disattenzione di quanto promesso in campagna elettorale confidando nella complicità interessata di un'informazione ammansita dai finanziamenti a tal fine - e solo a tal fine - erogati dalla politica. Ma qualcosa sta cambiando, e tu lo sai. Accanto ai giornali tradizionali c'è - ad esempio - il Fatto Quotidiano che vive senza finanziamenti e vende in edicola perché fornisce notizie vere; il Movimento 5 Stelle sta dimostrando - se non altro - che si può fare politica senza altri mezzi che la passione e lo spirito di servizio; la rete diffonde una pluralità di informazioni che dicono molto a che impara a districarvisi. Non solo, la rete ha una memoria diffusa e capillare, e nulla verrà risparmiato alle prossime elezioni a chi non avrà mantenuto gli impegni presi.

Vorrei quindi farti riflettere, caro Luciano, sul fatto che nel momento in cui hai tappezzato le nostre città di manifesti 4x8 con la scritta "l'Ambiente vale: fiumi ripuliti, belli e godibili" la gente, oggi, ci crede. Ci vuole credere. Se lo aspetta davvero. E quand'anche lo dimenticasse, ci sarà sempre qualche testata online che lo ripeterà, qualche blogger che lo ricorderà, qualche attivista pentastellato che lo urlerà dal suo gazebo a tutti i passanti. Ci sono sei consiglieri del Movimento nuovi di zecca in consiglio regionale, e tanti altri nei comuni dell'Abruzzo: faranno mozioni, interrogazioni, interventi, comunicati stampa, conferenze, incontri pubblici, manifestazioni e sarà difficile far dimenticare agli elettori le promesse fatte e non mantenute. Non sarà più come prima, e tu lo sai bene, quindi gli impegni presi, oggi più che mai e anche - finalmente - in Italia, vanno rispettati. Lo slogan sulla pulizia dei fiumi ti ha fatto conquistare molti dei voti che ti hanno consentito di diventare presidente dell'Abruzzo, sta a te tradurlo in azioni concrete e risolutive o accettare che si riduca a un vuoto "spezzeremo le reni all'Escherichia coli". Già, il famigerato Escherichia coli, il batterio indicatore dell'inquinamento ambientale nella matrice liquida che fornisce la spia delle condizioni degli scarichi che gettiamo nei nostri fiumi e che risulta inversamente proporzionale alla bellezza dei nostri fiumi, alla salubrità del nostro mare, alla sicurezza per i bagnanti e anche - di conseguenza - al fatturato del turismo balneare lungo la nostra costa, e non solo di quello.

Condizione imprescindibile per ottenere ciò che dici di voler fare è un cambio radicale delle politiche regionali in campo ambientale. Ma prima ancora, e a tal fine, sarà necessario cambiare le persone che attualmente occupano i posti chiave della programmazione, del controllo e della tutela ambientale. Io so, potrei dire parafrasando Pasolini, io so i nomi dei responsabili della cattiva programmazione regionale in campo ambientale. Io so delle telefonate tra i vertici della regione e quelli dell'ARTA. Io so i motivi per cui, personalmente, sono stato demansionato e marginalizzato nella sede di Chieti. Io so perché mi è stato impedito di misurare le portate fluviali e di occuparmi della balneazione. Io so perché all'ARTA le posizioni apicali sono occupate da gente il cui curriculum è irreperibile in rete, che si trova lì per un caso fortuito quanto può esserlo uno scambio di consonante, gente scelta dal tuo predecessore Chiodi in liste di nomi in cui tutti gli altri erano in possesso di titoli molto più pertinenti; gente che sostiene pubblicamente e reiteratamente la bizzarra tesi secondo la quale l'ambiente non andrebbe tutelato "perché si tutela da sé" o che professa apertamente la propria mancanza di sensibilità ambientale; io so perché in ARTA è stata tolta ai dipendenti la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria e viene loro impedito di frequentare corsi di formazione presso altre strutture, regioni o nazioni. Io so perché l'organismo indipendente di valutazione dell'ARTA è composto da persone che indipendenti non sono e perché sono stati spesi fiumi di denaro pubblico per trasferire dipendenti e competenze tra Chieti e Pescara senza migliorare in nulla l'efficienza pregressa delle due strutture, anzi complicando attività, schemi e procedure e aumentando i costi complessivi di gestione. Io so tutti questi nomi e questi fatti. Ma ho scarse prove, e solo pochi indizi. Ma so, e sono certo di quello che dico, e non è escluso che prima o poi la verità verrà a galla nelle sedi opportune.

Ma nel frattempo, caro Luciano, l'ambiente non può più aspettare. Lo stato dei depuratori pubblici è pessimo, l'ACA è in dissesto finanziario e rischia da un giorno all'altro di non poter più assicurare il livello minimo di servizio che viene prestato attualmente. La situazione degli altri gestori non mi risulta migliore, anzi, per quanto ne so è persino peggiore. I fiumi, che dovrebbero raggiungere lo stato di "buono" entro il 2015, dopo essere migliorati lentamente ma costantemente fino al 2010, negli ultimi anni stanno peggiorando vistosamente allontanandoci sempre di più da quegli obbiettivi europei che, se non centrati, ci costeranno un ambiente peggiore, danni al turismo e costi diretti connessi con le sanzioni europee. La qualità delle acque di balneazione è sempre a rischio e si regge su un miracoloso e precario equilibrio che può essere vanificato in un istante da qualsiasi accidente. In compenso, si fa per dire, nelle anticamere del potere regionale è tutto un brulicare di UFO bramosi di atterrare per fare affari con il nostro territorio o il nostro mare.

Cambiamo decisamente verso alla tutela ambientale in Abruzzo, caro Luciano. Tu avrai rispettato i tuoi impegni elettorali e tutti noi avremo la soddisfazione di vivere in una regione più sana, più bella, più pulita e florida. Ma per far questo, per spezzare le reni all'inquinamento ambientale, non bastano i manifesti: ci vogliono cultura, competenza, know-how, organizzazione, onestà intellettuale. Se pensiamo di combattere questa battaglia con generali bolsi, truppe esigue, rimediaticce e demotivate, mezzi rudimentali, attrezzature obsolete la Grecia è persa, al di là dei proclami. E i fiumi rimarranno quelli che sono.

Carlo Spatola Mayo
Consigliere del Movimento 5 Stelle di Spoltore


Spoltore - 


Questa è davvero bella! Un tal Armando Foschi, un carneade della politica pescarese più retriva, diplomato all'istituto tecnico industriale di Pescara e in possesso di patente B e sorprendenti capacità di programmazione in linguaggio COBOL, un signore che in tutta la sua vita ha lavorato, a suo dire - vedi curriculum debitamente firmato e asseverato reperibile in rete - per una dozzina d'anni alla Fater essenzialmente nel settore amministrativo e contabile prima di imbucarsi stabilmente nel (mal)governo della cosa pubblica nel comune di Pescara, titolare di posizioni di prestigio anche nel florilegio di postarelli collaterali in consigli d'amministrazione parassitari a spese dei cittadini quali Qualiter (?), Confservizi(??), Federcasa (???), Ater; insomma, un signore con un curriculum di tutto rispetto dall'Ater alla Fater, pieno di riferimenti al sociale ma molto scarno dal punto di vista delle competenze tecniche, in virtù di un'inopinata quanto ingiustificabile nomina a presidente della commissione comunale Lavori Pubblici ottenuta nel 2009, ebbene cotanto personaggio si è sentito in dovere e in diritto di pontificare in un lungo articolo su Prima da noi ( http://www.primadanoi.it/news/politica/549582/Piano-regolatore-portuale-Pescara--Foschi.html ) sui meriti incontrovertibili del Piano regolatore portuale di Pescara, in virtù dei quali meriti sarebbe a suo dire disdicevole ogni oziosa protesta di oppositori di qualsiasi estrazione.
Ma la cosa che più colpisce è che l'esimio professionista dell'ingegneria marittima "alla pescarese" si è ritenuto in diritto di biasimare il consigliere Acerbo per la sua opposizione al progetto e ai suoi paventati emendamenti ostruzionistici, non degnandosi nemmeno di rispondere alle osservazioni formulate dal Movimento 5 Stelle nel corso dell'assemblea cittadina tenutasi sabato scorso, in quanto - secondo lui - i cinque stelle sarebbero "completamente e strumentalmente disinformati sulla vicenda". Ai facinorosi grillini - tuona il sedicente Le Corbusier delle costruzioni marittime nostrane - potranno ben rispondere le categorie portuali produttive! Per sua sfortuna, però, risulta che 50 armatori su 50 abbiano detto di no al nuovo Piano regolatore portuale, rifiutando l'ipotesi di spostare i propri abitudinari vascelli nell'innovativa darsena peschereccia sì mirabilmente progettata.
Quindi i cinque stelle sarebbero secondo Foschi, al solito, impreparati e incapaci. Peccato che uno di loro - l'ing. Carlo Spatola Mayo - sia un ingegnere idraulico e abbia studiato, con brillanti risultati, costruzioni marittime nel 1985 presso l'università di Roma proprio con il professor Noli, il progettista del Piano regolatore portuale in questione. Il quale ultimo, però, è anche legato alla società Estramed che a suo tempo fornì la propria consulenza al Genio civile per le Opere Marittime di Ancona (http://www.primadanoi.it/news/cronaca/545156/Porto-Pescara--Noli-e-De.html ) circa i problemi di deflusso causati dalla diga foranea e che evidentemente espresse un parere favorevole alle opere che poi si sono rivelate costosissime e mal progettate. Quindi forse i grillini non sono così impreparati e disinformati, e probabilmente sono in grado di formarsi un'opinione più realistica e meno propagandistica di ciò che è accaduto e di ciò che potrebbe accadere, discutendo ad armi pari con coloro che a suo tempo, come consulenti, non si resero conto dei problemi di interrimento della diga foranea, e che per questi speciali meriti, vengono incaricati di nuovo dalla politica locale, di cui Foschi incarna benissimo lo spirito e la lettera, di risolvere il problema che loro stessi non avevano saputo prevedere (http://www.primadanoi.it/news/inchieste/544793/Uno-dei-progettisti-del-porto-di.html) .
Al consigliere Foschi raccomandiamo perciò di essere più cauto, in futuro, nell'avventurarsi in questioni eminentemente tecniche delle quali, per cultura e formazione, non può essere esperto, e di evitare di denigrare incautamente le forze politiche avverse senza conoscere con esattezza con chi ha a che fare. Nello specifico, poi, converrà che un consiglio comunale a nove giorni dal voto, e per giunta convocato in sessione straordinaria e a porte chiuse, oltre a dimostrare uno scarso fair play istituzionale, sembra tradire - agli occhi dei più maliziosi - un certo nervosismo e il timore di non conseguire un brillante risultato elettorale. Ma tradisce soprattutto un eccessivo interesse della politica più retriva per un'opera che se non interessa gli armatori, non interessa a maggior ragione i cittadini, che non ne avranno nessun vantaggio ma solo gli enormi costi di realizzazione e manutenzione a favore delle imprese, probabilmente le solite, che gestiscono gli appalti in Abruzzo. Un opera faraonica, costosissima e inutile, regalata ancora una volta dalla politica agli imprenditori riconoscenti e pagata con i soldi dei cittadini ignari e inermi. Come al solito.

Carlo Spatola Mayo


Spoltore - 

22/4/2014

Immagino che se fosse uno di noi a dover decidere come fare a risanare il bilancio dello stato, una casalinga, una madre di famiglia, un impiegato, un operaio, insomma un delle tante persone comuni e di buon senso che con le proprie tasse contribuiscono ogni anno alle spese di funzionamento dello stesso per oltre 400 miliardi, procederebbe più o meno in questo modo: valuterebbe intanto quanti soldi dovrebbero entrare e invece non entrano, poi valuterebbe quanti soldi escono e non dovrebbero. A questo punto concentrerebbe le azioni sulle voci più consistenti, sulle quali un intervento avrebbe maggiori risultati pratici, e anche sulle cose più semplici da conseguire, applicando l'istintivo e sano concetto di raffrontare i costi ai benefici.
Per quanto riguarda le entrate mancanti, ad esempio, il cittadino comune dotato di un filo di buon senso probabilmente si informerebbe prima di tutto sull'entità degli ammanchi divisi per settore: appurerebbe così che, su un totale stimato di 180 miliardi di euro evasi, la gran parte (il 43%) è connesso con le attività illecite dell'economia mafiosa e criminale, un consistente 33% è dovuto all'evasione di grandi aziende e società di capitali, il 34% è il costo dell'economia sommersa (doppi lavori, evasori totali, lavoro in nero e solo l'8,2% è la parte dovuta alle piccole aziende (negozi, autonomi, commercianti) che non rilasciano talvolta una fattura o uno scontrino. E quindi il nostro signor Rossi, dotato magari di mediocre cultura ma di una cospicua dose di buona volontà, non si dedicherebbe solo ai piccoli commercianti, che pure vanno ovviamente perseguiti, con gli scenografici quanto inutili blitz della Guardia di finanza nelle località turistiche, ma concentrerebbe i propri sforzi nel debellare l'economia mafiosa e criminale e nel fare le pulci ai bilanci delle grandi società di capitali. Ma questo risulta logico solo alle persone comuni: a chi vive e prospera da decenni sulla perversa commistione tra malapolitica, criminalità organizzata, fondi neri e corruzione, con la complicità di un'informazione compiacente e anestetizzata, non può certo ragionare nello stesso modo.
Sul fronte delle spese, possiamo però stare tranquilli: se ne sta occupando da alcuni mesi il simpatico dott. Cottarelli, commissario alla spending rewiew di Renzi, ex collaboratore di Banca d'Italia, ENI e Fondo Monetario Internazionale. Però al cittadino comune che osserva dalle pagine dei giornali le mosse di questo nume tutelare del risparmio e della revisione di spesa, viene il sospetto che questi abbia un modo di vedere le cose leggermente diverso da quello di tutti noialtri, gente comune. Cosa che però, siccome lavora pagato da noi e per curare i nostri interessi, non è che vada tanto bene. Infatti il suo programma
(http://www.repubblica.it/economia/2014/03/17/news/proposte_per_una_revisione_della_spesa_pubblica-81223012/ ) prevede tagli per appena 7 miliardi per il 2014 con previsione di incremento a 18,1 mld per il 2015 e a 33,9 nel 2016: questo significa che, sul totale di 400 miliardi/anno di costi della malapolitica stimati (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/spoltore/2013/11/i-costi-della-malapolitica-in-italia-di-carlo-spatola-mayo.html ) lui intenderebbe tagliarne solo il 2% il primo anno, il 4,5% il secondo l'8,5% il terzo. In tre anni solo 59 miliardi. Un po' pochino, se pensiamo che tale cifra corrisponde esattamente ad un terzo di quanto nello stesso periodo sarà stato bruciato, ad esempio, per la sola corruzione.
Torniamo allora alla casalinga di Voghera che si trovasse per un caso fortuito a tagliare le spese inutili e parassitarie dal bilancio dello stato al posto di Cottarelli. Non avendo tra i propri amici e parenti politici pluri-inquisiti a vario titolo per reati connessi alla corruzione, né imprenditori corruttori, potrebbe davvero decidere di recuperare i 60 miliardi annui della corruzione, a costo zero per i cittadini. Basterebbe relazionare chiaramente che, per evitare che la corruzione dilaghi è necessario ripristinare, ad esempio, il reato di falso in bilancio, e annunciare pubblicamente la necessità di varare una serie di misure fondamentali per snellire i processi e giungere rapidamente alle condanne, che devono essere certe e devono essere scontate per intero. Basterebbe costringere il parlamento a rispondere delle proprie azioni di fronte all'opinione pubblica e chiedere con chiarezza una legge che preveda la sospensione da ogni incarico pubblico, anche elettivo, per coloro che risultano indagati per reati incompatibili con la buona gestione della cosa pubblica, che tale sospensione diventi definitiva in caso di condanna definitiva. Basterebbe prevedere la confisca dei beni delle società che hanno frodato il fisco fino alla copertura integrale del debito con lo stato e delle spese. Senza se e senza ma.
Queste cose farebbe, ad esempio, l'impiegato del catasto che a casa propria è abituato davvero a fare i tagli sul proprio bilancio. E parimenti rinuncerebbe all'acquisto forzoso dei discussi e problematici caccia F35 che costeranno all'Italia 14 miliardi di euro (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-14/caccia-tutti-paradossi-aereo-175307.shtml?uuid=AbHRhCEI ) per avere degli aerei mal progettati e che non hanno mai funzionato. Perché lui ragiona diversamente da Renzi e da Cottarelli: siccome paga con i soldi suoi, e i suoi soldi gli sono costati lavoro, tempo, fatica, quando va a comprare un'auto pretende - banalmente - che funzioni bene e che non gli dia problemi. Allora, se fosse lui a decidere cosa tagliare, farebbe come nella sua vita privata: l'aereo mi serve davvero, sì o no, e se sì, l'aereo funziona?, ha un buon rapporto benefici - costi? E quindi lui, cittadino comune che non ha preso mazzette dalla Lockheed Martin - che a queste cose è avvezza da perlomeno quarant'anni (ricordate lo scandalo Lockheed? http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Lockheed ) - avrebbe evitato di spendere un fiume di soldi per degli aerei che non funzionano.
La spending review del mio vicino di casa, ad esempio, non si sarebbe affatto compiaciuta di aver previsto il taglio di 0,1 miliardi su consulenze e auto blu se si tiene conto che solo le auto blu sono costate 1,05 miliardi nel 2012 (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-03/auto-sono-costate-oltre-115427.shtml?uuid=Ablf7yJI ) mentre nello stesso anno le consulenze sono costate 1,3 mld (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-17/consulenze-pubblica-amministrazione-sono-170508.shtml?uuid=AbRbdo5H ) e non avrebbe dunque considerato un risultato interessante e di cui vantarsi l'abbattimento (sperato) del 4,25% su questo capitolo.
Invece, siccome il mio vicino di casa non ha come amico o parente Lunardi né il presidente della CMC di Ravenna, e non ha ricevuto favori, contributi o dazioni da nessuno, non esiterebbe un minuto a rinunciare a spendere 25 miliardi per fare un gigantesco e inutile buco sotto le Alpi Cozie (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-03/torinolione-aumentano-proteste-costi-125258.shtml?uuid=AbZFcg8G ), con tutti i rischi ambientali connessi, per far giungere le merci a Lione un'ora prima di quanto non si possa fare ora. Lui sa, per esperienza di vita, che si fanno prima la cose essenziali, poi quelle importanti, infine quelle interessanti. Il buco sotto le Alpi per raggiungere Lione un'ora prima non è né essenziale, né importante, né interessante per nessuno degli italiani tranne per quei pochissimi che hanno già avuto, e intendono avere ancora molto, da questa idea balorda e superata che si vuole spasmodicamente portare avanti oltre ogni ragionevolezza.
Insomma, questa storia dei tagli sbandierati ogni giorno da Renzi e della spending review di Cottarelli non mi convince affatto. Si tratta - in relazione alle reali necessità del paese e della sua economia - di pochi spiccioli, anche se di sicuro effetto mediatico, buoni solo per fronteggiare alla meglio il malcontento popolare in vista delle prossime elezioni. Ma la sostanza degli sprechi è da un'altra parte, saldamente in mano a chi è talmente abituato a disporne da non volervi rinunciare nemmeno ora che più o meno tutti hanno capito, o stanno capendo, che non ce la raccontano giusta. E allora altro fumo negli occhi, altre televendite, altre concessioni di facciata - come quella degli 80 euro che dovrebbero far ripartire l'economia - fino ad esaurimento scorte, nella speranza di cavarsela anche questa volta.
A noi cittadini comuni non resta altro da fare - per salvare il salvabile - che informarci, valutare, comparare e scegliere con la nostra testa. Pensiamo a cosa farebbe ognuno di noi al posto loro e ci accorgeremo che il re è vergognosamente nudo nonostante il fatto che tutti i cortigiani e manutengoli si sbraccino nell'asserire che è dignitosamente vestito.
Non facciamoci più prendere in giro.
E mandiamo al governo del paese il signor Rossi.


Spoltore - 

Il Movimento 5 Stelle di Spoltore ha depositato nella giornata di ieri, 21/1/2014, presso il protocollo del comune di Spoltore una mozione, che verrà discussa in occasione del prossimo consiglio comunale del 30 gennaio, volta ad ottenere un intervento del comune di Spoltore per "l'attivazione della Agenzia Sanitaria Regionale (ASR) al fine di implementare gli studi epidemiologici in ambito regionale ai quali poter attingere per una reale valutazione della salubrità dell'ambiente spoltorese".
Nella mozione si fa riferimento al documento "Analisi della prevalenza dei tumori nei comuni della Regione Abruzzo - Anni 2006 - 2011" ManzoliL-ASR-Abruzzo2012(Tumori).pdf scoperto la settimana scorsa presso l'Agenzia Sanitaria Regionale dal consigliere comunale M5S di Spoltore, Carlo Spatola Mayo. Il consigliere infatti, cercando di decifrare l'apparente contraddittorietà dei dati delle centraline ARTA (mentre la centralina fissa fornisce dati preoccupanti di superamenti frequenti dei limiti di legge, quella mobile posizionata vicino al parco pubblico di Santa Teresa pare dia risultati più rassicuranti) ha frugato la rete per alcuni giorni al fine di reperire dati epidemiologici ufficiali in ambito regionale e riscontrando che, purtroppo, sul sito ufficiale dell'Agenzia Sanitaria Regionale gli unici studi "epidemiologici" reperibili mettono in relazione le patologie non con i luoghi di residenza ma unicamente con le strutture ospedaliere in cui sono state dispensate le cure (dato assolutamente inutile poiché non fornisce alcun tipo di nesso tra patologia e ambiente).
Andato a chiedere lumi all'ASR, il Consigliere Carlo Spatola Mayo è riuscito a sapere che la stessa agenzia avrebbe prodotto sinora un solo studio epidemiologico, quello sui tumori, appunto, ed è riuscito ad ottenerne una copia. E' stato altresì riferito al consigliere Spatola Mayo che lo studio in questione non sarebbe stato pubblicato sul sito ufficiale della Agenzia a causa di un intervento "politico" da parte della Regione Abruzzo. Naturalmente non è stato possibile sapere il nome del "politico" che sarebbe intervenuto per nascondere all'opinione pubblica un documento pagato con i soldi dei cittadini che riguarda direttamente la salute dei cittadini stessi e la salubrità dell'ambiente in cui gli stessi si trovano a vivere.
Il fatto che il comune di Spoltore risulti tra i 14 comuni in Abruzzo con la maggiore incidenza di malattie tumorali è sicuramente un dato preoccupante ma ancor più preoccupante è la circostanza che questo dato è noto oramai da due anni e per due anni è stato nascosto alla cittadinanza. Con la mozione in oggetto il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Spoltore, oltre a denunciare all'opinione pubblica l'accaduto, intende rendere il comune parte attiva per ottenere dall'ASR tutti gli studi epidemiologici necessari a caratterizzare la salubrità dell'ambiente nei confronti di quelle patologie che si ritiene possano essere connesse a fattori di inquinamento ambientale quali, ad esempio, le patologie respiratorie, quelle della tiroide, e le allergie.


Spoltore - 

Cari cittadini spoltoresi, è il vostro consigliere comunale a cinque stelle che vi parla! Questo post mi è d'obbligo per ringraziarvi della fiducia a suo tempo accordatami e raccontarvi un po' delle mie considerazioni al termine di quest'anno di impegno politico e istituzionale nel Movimento 5 Stelle e nel Consiglio comunale di Spoltore.
Alla fine dell'anno viene spontaneo a tutti tirare le somme e fare un po' di bilanci. A maggior ragione a chi, come me, si è trovato ad occuparsi della cosa pubblica in un momento storico così difficile, lavorando in una forza politica nuova che incarna le aspettative delle persone, delle famiglie, delle imprese e dei giovani in difficoltà. Dei cittadini e della gente comune, insomma. Che in questo momento non se la passa affatto bene.
Tante e importanti sono le cose che si dovrebbero fare per dare un po' di giustizia sociale al Paese e restituire dignità ai cittadini sempre più vessati da una classe politica indegna che ci usa, per mezzo della leva fiscale, come bancomat al quale attingere per soddisfare gli appetiti smodati delle lobby che la foraggia. Che produce una politica incomprensibile e di facciata dietro la quale si celano sprechi inammissibili. Ho fatto recentemente un conteggio (il lavoro è disponibile in rete: se digitate "malapolitica" su google è la seconda voce che compare dopo la definizione della Treccani!) che valuta in 400 miliardi di euro all'anno il costo della malapolitica, fatta di leggi ingiuste e macchinose concepite in modo da risultare vessatorie per i semplici cittadini creando - nel contempo - delle corsie, anzi delle autostrade preferenziali per chi dispone di mezzi adeguati a percorrerle, insomma, per chi ha le mani in pasta, le conoscenze giuste e uno stuolo di avvocati a disposizione. Con il risultato che i ricchi diventano sempre più ricchi mentre i poveri sono sempre di più, e sempre più poveri.
(Il conteggio in questione lo potete trovare anche direttamente utilizzando questo link:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/spoltore/2013/11/i-costi-della-malapolitica-in-italia-di-carlo-spatola-mayo.html )
Quattrocento miliardi l'anno sono una cifra enorme: corrispondono grosso modo a un terzo del PIL e alla metà del gettito fiscale. Che se ne va in malapolitica. La malapolitica dell'evasione fiscale, che ci costa da sola 180 miliardi all'anno, il costo della corruzione (opere e forniture pubbliche scadenti, talvolta inutili ma comunque pagate a prezzi ben più alti dei prezzi di mercato) che ammonta a 60 miliardi l'anno, il costo dell'economia mafiosa (il pentito Schiavone spiegava bene ieri sera a Anno Zero che le mafie sono permesse e avallate dallo stato e che senza questa acquiescenza non potrebbe esistere il grande crimine organizzato) che ammonta a 35 miliardi all'anno; poi c'è da considerare il costo "diretto" della malapolitica, stipendi prebende e benefit di ogni genere e specie autoassegnatasi da una classe politica che conta un milione di persone in Italia, con costi doppi, tripli e quadrupli rispetto a quelli degli analoghi sistemi vigenti negli altri paesi europei, e che assomma a 39 miliardi. E così via una serie di somme per così dire minori legate all'eccessivo interesse sul debito pubblico (paghiamo il tasso d'interesse più alto di tutti i paesi europei), al costo della bolletta energetica (paghiamo i prodotti petroliferi il 20% in più della media dei paesi europei), le ingiustificate e ingiustificabili pensioni d'oro - che ci costano 13 miliardi all'anno - il regalo di 10 miliardi all'anno alle lobby del gioco d'azzardo, saldamente in mano a società che fanno capo agli stessi politici nazionali e alle cosche mafiose. Teniamo bene a mente queste cifre, cari concittadini, in modo da indignarci ogni qualvolta sentiremo dire che è necessario aumentare l'IVA, o le accise sui carburanti, o le tasse sulla prima casa: se questa gente iniziasse a governare per noi anziché per sé stessa saremmo una nazione felice, pagheremmo il 30% di tasse, avremmo un'economia florida come poche altre nazioni al mondo.
Ma per far questo bisogna cambiare la politica.
Noi del Movimento 5 Stelle ci stiamo provando. E ci stiamo riuscendo.
La politica si deve ogni giorno confrontare con i nostri temi e deve fronteggiare un'indignazione popolare che sta montando. Il risultato elettorale delle politiche ha fatto loro paura, l'elettorato anestetizzato in anni di informazione al guinzaglio, si sta svegliano e reagisce. In parlamento siedono 160 parlamentari del Movimento che lavorano moltissimo con proposte di legge ed emendamenti, ma soprattutto con la denuncia pubblica di ciò che succede nei palazzi del potere. Questa è la filosofia del Movimento. Cambiare le istituzioni da dentro le istituzioni, in maniera democratica e pacifica, utilizzando le leggi esistenti e la pressione dell'opinione pubblica per restituire, come prevede la Costituzione, la sovranità al popolo.
Ed è quello che stiamo cercando di fare, nel nostro piccolo, anche a Spoltore, per ora l'unico laboratorio di politica a 5 Stelle a livello regionale.
Nel nostro Comune stiamo sperimentando una strategia di buona politica che può essere esercitata dall'opposizione. Individuiamo dei temi importanti per il benessere collettivo e decidiamo di puntare su quei temi, uno o due per volta. I temi devono essere ragionevoli, condivisibili e avere dei possibili/probabili riflessi benefici attesi sulla popolazione. Poi verifichiamo se tali temi siano presenti per caso anche nel programma della maggioranza. A quel punto prepariamo una mozione per sollevare l'attenzione della maggioranza, e dell'opinione pubblica, sui temi prescelti obbligando la maggioranza ad impegnarsi nei confronti dei cittadini ad attuare ciò che altrimenti, rimarrebbe probabilmente sulla carta. La maggioranza, di fronte all'evidente giustezza degli argomenti sollevati, e alla popolarità degli stessi temi, non può far altro che sottoscrivere. In questo modo siamo riusciti, nel corso dell'anno, ad ottenere che venissero votate all'unanimità (o a larghissima maggioranza) le seguenti mozioni, o che comunque venissero trattati i seguenti temi:

1. Mozione per l'implementazione di interventi concreti di mobilità sostenibile con creazione di piste ciclabili sul territorio comunale: presentata il 22/1/2013 e votata favorevolmente all'unanimità.
Nella mozione si chiedeva di:
• predisporre con la massima sollecitudine un piano della mobilità alternativa in ambito comunale, da raccordare con interventi analoghi esistenti o da propiziare in ambito metropolitano, che preveda un insieme organico di misure volte a incrementare l'uso del mezzo pubblico e di quello ecocompatibile;
• predisporre in tempi brevi la progettazione e la realizzazione di un'adeguata rete di piste ciclabili, da realizzare eventualmente per lotti, ad iniziare dal tratto di collegamento alla pista ciclabile lungofiume esistente in comune di Pescara per poi proseguire lungo le due direttrici principali del fiume Pescara, fino a Santa Teresa, e del fosso Grande fino a via Lazio.

2. Mozione urgente per la riorganizzazione del traffico veicolare in prossimità delle scuole comunali all'entrata e all'uscita degli alunni: presentata il 22/1/13 e votata favorevolmente all'unanimità.
Nella mozione, al fine di tutelare la salute dei bambini nei confronti dell'inquinamento proveniente dai gas di scarico delle automobili, si chiedeva all'amministrazione comunale di:
• avviare in tempi brevissimi un' adeguata azione di sensibilizzazione dei genitori finalizzata a spiegare loro, dati scientifici alla mano, quali rischi si corrano a far respirare ai bambini i gas di scarico delle automobili;
• ad emanare di conseguenza un organico provvedimento di chiusura del traffico veicolare nei tratti di strada antistanti le scuole comunali, e in quelli limitrofi ove necessario, per almeno 30 minuti negli orari di ingresso e di uscita degli alunni, [...];
• a farsi promotore del progetto Piedibus presso tutte le scuole primarie del comune possibilmente già a partire dall'anno scolastico in corso [...] al fine di favorire la collaborazione e il coinvolgimento delle famiglie nel progetto;

N.B. In seguito a tale mozione si è costituito il comitato Piedibus della scuola primaria di Villa Raspa e sono state sperimentate tre settimane di questo nuovo sistema per accompagnare i figli a scuola senza bisogno di prendere l'automobile. Il comune, da parte sua, si è impegnato e sta collaborando con la chiusura della strada e l'impiego di proprio personale e mezzi alla bisogna. Nella giornata di sabato 8 giugno 2013, in occasione della chiusura della scuola, si è tenuto un evento pubblico con la premiazione dei bambini che hanno partecipato al Piedibus, alla presenza delle autorità comunali, del primario di Fisiopatologia respiratoria pediatrica presso l'ospedale civile di Pescara, dott. Gaetano Silvestre, del presidente del consiglio d'istituto e del comitato Piedibus.
L'esperienza maturata durante il periodo di prova ha consentito, per l'anno scolastico 2013 - 2014, di confermare il Piedibus anche per il corrente anno scolastico mentre l'amministrazione comunale si sta mostrando interessata a replicare il sistema nel Centro Storico e a Santa Teresa.

3. Mozione per l'implementazione e la manutenzione delle aree comunali destinate a verde pubblico e per la tutela degli alberi monumentali: presentata il 30 aprile 2013 e votata favorevolmente con i voti dell'opposizione e alcuni voti di maggioranza.
Nel sottolineare che in base alle leggi attualmente esistenti in Italia, i cittadini di Spoltore hanno diritto a disporre di 17 ettari di parchi e aree verdi attrezzate nonché a diverse migliaia di alberi, uno per ogni neonato dal 1992 ad oggi, vi si chiedeva di:
• dare immediata esecutività, per quanto di propria competenza, agli indirizzi e alle prescrizioni della L. 14 gennaio 2013, n. 10, in particolare per quanto previsto dall'art. 2 (messa a dimora di un albero per ogni neonato); dall'art. 4 (rispetto delle superfici minime di spazi pubblici destinati ad attività collettive e verde pubblico previsti dal DM 1444/68); art. 6 (promozione dell'incremento degli spazi verdi urbani); dell'art. 7 (tutela degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio).

4. Mozione per l'adozione della piattaforma Decoro Urbano per la segnalazione di situazioni di incuria e di degrado urbano o ambientale: mozione presentata durante il consiglio del 23/5/13 e votata favorevolmente all'unanimità.
Nella mozione si impegna l'amministrazione a verificare la possibilità di utilizzare gli strumenti offerti da "Decoro Urbano - WE DU!" e procedere all'adesione al progetto [...] in modo tale da attivare il "pannello di controllo" e gestire le segnalazioni che dovessero pervenire, dandone pubblicità sul sito istituzionale.

5. Varie attività finalizzate alla realizzazione di un collegamento viario lungo il fosso Grande tra Via Lazio e Via Veneto e Viale Abruzzo di Villa Raspa (interpellanza del 21/6/2012, lettera al Servizio Protezione Civile del comune del 10/7/2012, mozione del 30/4/13) che, pur non avendo avuto, a tutt'oggi, riscontri positivi tangibili ed evidenti hanno ottenuto comunque il risultato di tenere viva l'attenzione dell'amministrazione sul problema dell'agibilità e della sicurezza delle strade comprese tra Via Italia e il Fosso Grande. Da un recente colloquio con gli uffici sembra sia imminente la risoluzione del contratto in corso con la ditta fallita che doveva realizzare il collegamento sino a Via Marche, con la possibilità dunque di affidamento in tempi brevi ad altra ditta, e che sia comunque possibile fare un progetto di modesto importo per raggiungere Via Veneto. La situazione del collegamento con Via Lazio è più complessa in quanto il campo sportivo esistente risulta condonato e quindi è necessario cercare l'accordo con i proprietari. La questione è diventata di grande attualità dopo i gravi danni causati dalla recente alluvione, evento che veniva previsto in tutte le nostre azioni e in tutti i nostri documenti a riguardo.
Analogo discorso viene portato avanti per il collegamento viario tra via Sangro e Via Nora di Santa Teresa.

6. Mozione per il wi-fi gratuito nelle zone di pubblico accesso del comune di Spoltore, votata all'unanimità dal consiglio comunale, nella quale si impegna l'amministrazione comunale ad attivare gli uffici competenti per la realizzazione di reti wireless in opportune aree distribuite sul territorio comunale ed a valutare lo sviluppo di una applicazione con una guida turistica interattiva della Città e gli altri servizi di pubblica utilità.

7. Presentazione di due emendamenti, non accettati, e sette interventi sul bilancio di previsione 2012.

8. Mozione per il sostegno e lo sviluppo dell'agricoltura sostenibile e del prodotto agricolo tipico a chilometri zero. In questa mozione, presentata e discussa nel corso del consiglio comunale del 13 dicembre, si impegnano il Sindaco e la Giunta ad attivare gli uffici competenti per la predisposizione di un piano complessivo e organico per la tutela del paesaggio, del territorio agricolo, delle strutture e degli impianti produttivi agricoli tradizionali e per il rilancio delle attività connesse con l'utilizzo agricolo del territorio nonché - al fine di dare un concreto e tangibile sostegno ai piccoli produttori locali - a concepire e promuovere in tempi brevi un primo punto vendita di prodotti agricoli tipici locali a chilometri zero (farmer's market). Anche questa mozione è stata votata favorevolmente dal consiglio comunale.

Naturalmente tutto questo lavoro svolto per portare all'attenzione della maggioranza e far votare favorevolmente delle mozioni su temi di interesse della cittadinanza non può essere fine a sé stesso. Infatti le buone intenzioni sono una cosa, la soluzione pratica dei problemi un'altra. Pertanto la politica del Movimento 5 Stelle nel corso del prossimo anno subirà una piccola modifica: accanto alla ulteriore riproposizione di temi importanti e sacrosanti per mezzo delle mozioni da fare approvare in consiglio, in continuità con il lavoro fatto sinora, cominceremo a martellare sindaco e assessori con interrogazioni sullo stato dell'arte in relazione agli impegni presi con le mozioni votate durante il 2013.

Spero con questo di avere chiarito efficacemente il lavoro sin qui svolto dal Movimento 5 Stelle di Spoltore, primo avamposto e laboratorio di buona politica a 5 Stelle in Abruzzo. Esorto tutti i cittadini a partecipare attivamente alla definizione della politica locale del Movimento con consigli, istanze e richieste di chiarimenti, utilizzando questa pagina fb.

L'Abruzzo del futuro, pensiamolo insieme.

Auguri di buon anno nuovo da
Carlo Spatola Mayo
e dal Movimento 5 Stelle di Spoltore

Spoltore, 30/12/2013


Spoltore - 

Piove, governo ladro. E' così scontato che ci si scherza su, e poi si torna a fare i conti delle nostre miserie con il pallottoliere. Chi ci sgoverna da trent'anni, con pensieri, parole, opere e omissioni sta prosciugando letteralmente i nostri mezzi di sussistenza minimizzando, ironizzando e negando il problema. Nella migliore delle ipotesi ammettendo che esista un problema ma senza una possibile soluzione.
Così rimane tutto nelle nebbie delle ipotesi, dei si dice, ma sarà vero...?
Per diradare un po' la nebbia, ho provato a fare due conti cercando di rispondere a due semplici domande: ma quanto costa la malapolitica all'Italia? E quanto si potrebbe risparmiare con cinque anni di un buon governo, di gente coraggiosa, competente e non ricattabile? Questo è quello che ne è venuto fuori.
Premetto che le fonti che ho usato sono documenti, solitamente piuttosto autorevoli, reperiti in rete, oppure articoli di giornali credibili (solo una volta, lo ammetto, ho citato "il Giornale". Ma citare "il Giornale" che bacchetta i costi della politica ha il fascino del paradosso e non mi sono potuto sottrarre!). Ho comunque cercato riscontri da più fonti citando poi la più completa.
Il quadro è il seguente: ho individuato dieci "temi" di sperpero di denaro pubblico per importi che vanno dai 180 miliardi/anno dell'evasione fiscale ai 2 miliardi/anno del costo delle missioni militari all'estero (badate bene, non si tratta degli F35 che sono un gigantesco sperpero, ma una tantum, come la TAV: qui si parla di costi annuali, che ogni anno ci ritroviamo sul groppone e che ci stanno erodendo le risorse personali e familiari). Per ognuno di questi temi ho riportato una stima più o meno attendibile in miliardi di euro (migliaia di miliardi delle vecchie lire, per i nostalgici!) all'anno, una possibile percentuale di recupero nell'arco di una buona legislatura e un importo annuo recuperabile nel medio periodo.

I "temi" cui accennavo sono:

1. Evasione fiscale (soldi regalati agli evasori e agli elusori fiscali)
2. Costo della corruzione (soldi pubblici spesi in più per gli appalti e che vengono utilizzati dalle imprese per pagare i favori della politica
3. Costo dell'economia mafiosa (soldi regalati alle mafie)
4. Costi esorbitanti della politica (somme in eccesso, rispetto agli altri paesi europei, pagate dai cittadini italiani per il mantenimento della politica)
5. Eccessivi interessi sul debito pubblico (sprechi derivanti da una contrattazione dei tassi d'interesse fatta a sfavore dei cittadini e a vantaggio delle banche)
6. Sovrapprezzo sulla bolletta energetica (somme pagate in eccesso dall'Italia ai fornitori di prodotti energetici rispetto ai contratti stipulati con gli stessi fornitori da altri paesi)
7. Pensioni d'oro (trattamenti pensionistici di favore, svincolati dai versamenti contributivi effettuati, con cui vengono gratificati alcuni privilegiati cittadini italiani)
8. Costi sociali, sanitari e fiscali connessi con il gioco d'azzardo (somme che lo stato spende e rinuncia ad incassare per consentire ad alcuni privati di lucrare sulla disperazione della gente)
9. Soldi regalati alla comunità europea (sprechi connessi con l'incapacità della politica di presentare progetti credibili che possano essere finanziati con i fondi messi a disposizione dell'Europa
10. Finanziamento delle missioni militari all'estero (regalo alle lobby delle armi)

Il risultato sconcertante dei miei conteggi è il seguente: la malapolitica, con i suoi cattivi pensieri, le sue false parole, le sue opere inutilmente faraoniche e le sue tante omissioni ci costa 400 miliardi all'anno, pari a 26,7 punti di PIL.

La prossima volta che pioverà, saprete quanto è ladro il governo.


P.S. Per consolarci, ho una buona notizia: se andasse al governo una classe politica nuova, giovane, onesta, motivata e competente, ma soprattutto non ricattabile e svincolata dalle logiche della vecchi politica, si potrebbero recuperare in una legislatura oltre 250 miliardi. Sarebbe un'altra Italia.

Spoltore, 26/10/2013

I costi della malapolitica.xlsx


Spoltore - 

AGENDA "MOVIMENTO 5 STELLE" (AGENDA GRILLO)
Punto 1 - Legge anticorruzione

COME LA VEDO IO
di Carlo Spatola Mayo

Il rapporto di Transparency International http://cpi.transparency.org/cpi2012/results/ colloca l'Italia - nel 2012 - al 72° posto per corruzione su 174 paesi al mondo, con un punteggio di 42/100 (dove il punteggio di 100 caratterizza un paese privo di corruzione), peggio della Turchia, della Romania e del Sud Africa, nella non invidiabile compagnia di paesi come la Bosnia Erzegovina e la Bulgaria, e ci mostra come il paese più corrotto d'Europa, se si eccettua la Grecia, e - più in generale - ci pone al di fuori del consorzio dei paesi industrializzati.
Questo fatto, oltre a minare l'affidabilità internazionale del nostro paese, rendendolo un luogo non appetibile per gli investimenti internazionali, ha un costo enorme, valutato dalla Corte dei Conti in 60 miliardi all'anno. Per dare un'idea dell'enormità della cifra, ricorderemo che un anno di corruzione costa poco meno degli interessi che paghiamo annualmente sul debito pubblico (70 mld/anno), oppure - se vogliamo guardare alle emergenze del nostro territorio - costa cinque volte la somma necessaria per ricostruire la città di L'Aquila.
Insomma, la corruzione è un danno incalcolabile per la nostra economia. Se riuscissimo a riportare l'Italia al posto che gli spetta, al vertice della classifica dei paesi virtuosi, minimizzando il costo della corruzione potremmo abolire non solo l'IMU sulla prima casa (4 mld) e le Accise sui carburanti (37 mld), ma rimarrebbe anche un margine per ridurre di qualche punto percentuale l'IVA rilanciando i consumi.
Una seria legge anticorruzione non può però essere promulgata da un parlamento con oltre 100 parlamentari inquisiti o condannati per reati spesso connessi proprio con la corruzione, e pieno di avvocati degli stessi parlamentari. Per questo è necessario che nel prossimo parlamento ci sia una forte rappresentanza di cittadini comuni, onesti e motivati eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle, che spingano e condizionino il Parlamento a votare una legge efficace che estenda l'articolo 416 ter a tutte le fattispecie di corruzione possibile e che preveda mezzi rapidi ed efficaci per la prevenzione e la repressione degli episodi di corruzione.

LO PUOI FARE - IL VIDEO


Spoltore - 

Lo puoi fare - Il video promozionale del Movimento 5 Stelle Abruzzo (realizzato da Antonio Lucifero)


Spoltore - 

Il Movimento 5 Stelle di Spoltore in un videomessaggio di fine anno ai cittadini ha presentato un resoconto dei primi sei mesi di attività consiliare. Questo tipo di comunicazioni rientra nella logica della democrazia partecipata, per la quale il cittadino è davvero sovrano della cosa pubblica e deve perciò essere costantemente e dettagliatamente informato sull'attività dei propri rappresentanti nelle istituzioni, e costituisce uno dei tratti distintivi dell'attività del Movimento.
Nel video di 23 minuti (http://www.youtube.com/watch?v=890xcj7pbtw) reperibile cercando su youtube "resoconto movimento 5 stelle Spoltore", il consigliere Carlo Spatola Mayo racconta la sua attività nei banchi del consiglio comunale, le iniziative prese, le interpellanze e le interrogazioni presentate, le mozioni proposte e votate.
Spicca tra le altre, l'interpellanza per il collegamento tra via Veneto a Viale Abruzzo, un collegamento richiesto a gran voce dai cittadini di via Veneto e strade limitrofe, che consentirebbe, a costi irrisori, un più agevole collegamento con Pescara con notevole riduzione dei tempi di percorrenza, del traffico e dell'inquinamento. In questa interpellanza viene inoltre lanciata l'idea di collegare, nell'ambito dello stesso intervento, Villa Raspa con Pescara mediante un ulteriore attraversamento del fosso Grande. Un'altra mozione connessa alla diminuzione del traffico veicolare e dell'inquinamento atmosferico - che attende di essere votata - è quella relativa agli interventi di mobilità alternativa e di realizzazione di due piste ciclabili che mettano in connessione Santa Teresa e Villa Raspa con Pescara.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito recentemente il benzene e altri composti derivanti dagli scarichi delle automobili tra i cancerogeni certi, mentre altri studi evidenziano come i tumori infantili connessi all'inquinamento atmosferico risultano in costante aumento dal 1988 ad oggi: iniziativa fondamentale per tutelare la salute dei bambini all'ingresso e all'uscita dalle scuole è pertanto la temporanea chiusura al traffico veicolare dei tratti di strada antistanti gli edifici scolastici. A questo fine il Movimento 5 Stelle di Spoltore ha presentato una mozione, proponendo poi come soluzione alternativa per l'accompagnamento dei bambini a scuola il "piedibus" un sistema già attuato in molti comuni del nord e centro Italia dove i genitori si organizzano per accompagnare a turno i bambini a scuola a piedi ( http://www.piedibus.it/ ).
Un'interessante proposta che consentirebbe al comune di risparmiare annualmente un milione di euro è di creare un centro di compostaggio comunale per conferire "a chilometri zero" la frazione organica dei rifiuti, che oggi viene trasferita in altre regioni al costo di 230 euro a tonnellata; in questo impianto, la cui realizzazione viene richiesta nell'interrogazione del 10/9/12, si produrrà in maniera assolutamente ecocompatibile dell'ottimo concime organico, trasformando in un'opportunità quello che attualmente è un costo.
Infine il consigliere Spatola Mayo, nell'osservare che - contrariamente degli impegni presi dalla maggioranza in campagna elettorale di potenziare e migliorare l'offerta formativa degli istituti scolastici - si sono operati sostanziosi tagli ai trasferimenti economici alle scuole, comunica di aver disposto in data 29/11/12 il versamento del proprio gettone di presenza all'Istituto Comprensivo di Spoltore per il sostegno alle attività didattiche dei bambini diversamente abili e comunica di aver presentato una mozione, che verrà votata - si spera favorevolmente - al prossimo consiglio, per impegnare sindaco, consiglieri ed assessori a fare altrettanto.

I candidati a Spoltore

Partecipa ai nostri eventi


   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons