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MoVimento 5 Stelle

Terni - 

Il Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il presidente provinciale PD, Carlo Emanuele Trappolino, e il deputato umbro PD, Walter Verini, sono finiti nel mirino dalla Corte dei Conti dell'Umbria e della Guardia di Finanza per un presunto danno erariale pari alla cifra di € 3.648.790,13.
La vicenda è quella delle assurde e reiterate assegnazioni di cospicui finanziamenti per l'editoria a una radio locale.
Ricordiamo che il Movimento 5 stelle ha presentato il 23 aprile scorso FINANZIAMENTI A RADIO GALILEO INTERROGAZIONE DEL SENATORE STEFANO LUCIDI che, come primo firmatario, ha il portavoce al senato Stefano Lucidi. Un'azione volta proprio a far chiarezza su una storia dai contorni assai opachi.
Bene pertanto che il PD nazionale intervenga subito non solo restituendo, se dovuto, all'erario i denari fin qui indebitamente assegnati, ma se accertati i fatti, sospendendo dal partito i responsabili, sen. Di Girolamo e onn. Trappolino e Verini, che hanno scientemente proseguito per anni nell'orchestrare un'operazione già da tempo additata da numerosi giornalisti e intellettuali financo nazionali, ben prima che fosse la Corte dei Conti a intervenire.
Questo caso è dunque l'ennesima fonte di imbarazzo per la politica e, in particolare, per il PD regionale e nazionale, non solo per la modalità imbastita, ma anche per la rilevanza del presunto danno erariale: quasi € 4 milioni sottratti a un paese dove tanti cittadini non hanno di che vivere; dove tanti imprenditori hanno chiuso, mentre molti altri sopravvivono in mezzo a una spropositata quantità di tributi, locali e nazionali.
Non stupiamoci poi se le urne sono deserte.
Non meravigliamoci se gli eletti rappresentano spesso malamente il proprio stesso partito e per nulla i propri elettori

Articolo del Fatto Quotidiano

Di segutio il testo integrale dell'interrogazione.

Al Presidente del consiglio dei ministri, Al Ministro dello Sviluppo Economico -

Premesso che

a seguito di un articolo a firma di Paolo Soglia per il Corriere della Sera, edizione del 25/05/2012, è emerso che una emittente radio locale, nota come Radio Galileo di Terni, percepisce ogni anno circa € 480.000 (ora diminuiti a circa € 400.000), in qualità di organo del movimento politico "cittAperta";

stando al suddetto articolo si apprende che, alle emittenti radio di partito italiane, per accedere ai contributi pubblici, basterebbe la firma di uno o due parlamentari che dichiarino di rappresentare un movimento politico legato a tali emittenti;

nell'anno corrente la situazione della Radio in questione è rimasta sostanzialmente la stessa, nonostante ulteriori pubbliche segnalazioni;

considerato che:

l'art. 4 della Legge 250/1990 al comma 1, prevede che: "A decorrere dall'1 gennaio 1991, viene corrisposto, a cura del dipartimento dell'informazione e dell'editoria della presidenza del consiglio dei ministri, un contributo annuo pari al 70 per cento della media dei costi risultanti dai bilanci degli ultimi due esercizi, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a lire 4 miliardi, alle imprese radiofoniche che risultino essere organi di partiti politici rappresentati in almeno un ramo del parlamento e che: a) abbiano registrato la testata giornalistica trasmessa presso il competente tribunale; b) trasmettano quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o culturali per non meno del 50 per cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le ore 20; c) non siano editori o controllino, direttamente o indirettamente, organi di informazione di cui al comma sesto dell' articolo 9 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.";

in data 4 maggio 2004, con lettera all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il Presidente del movimento politico "cittAperta" dichiara che a partire dal mese di gennaio 2004 l'emittente Radio Galileo è l'emittente ufficiale del suo movimento politico;

in data antecedente, il 29 gennaio 2004 l'ex senatore Leopoldo Di Girolamo dichiara di rappresentare in Senato, per la corrente legislatura, il movimento politico "cittAperta" (prot. 8614/s del 30 gennaio 2004 - Segretario Generale del Senato);

dal sito web del Senato della Repubblica Italiana si evince che i gruppi parlamentari di appartenenza dell'ex senatore Di Girolamo, nel corso delle sue tre legislature, sono stati: Gruppo Democratici di Sinistra - l'Ulivo - Membro dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006, Gruppo PD-L'ULIVO [già L'ULIVO fino al 6 novembre 2007] dal 3 maggio 2006 al 28 aprile 2008, Gruppo PD: Membro dal 6 maggio 2008 al 4 novembre 2009;

considerato inoltre che, risulta agli interroganti:

dal 2004 al 2009 i contribuenti italiani hanno versato nelle casse di sei radio cosiddette di partito circa 60 milioni di euro;

nelle casse dell'omonima cooperativa che edita Radio Galileo e la tv locale Tele Galileo, che presta la propria testata ai portali www.terninrete.it e www.perugiainrete.it, nel solo periodo che va dal 2004 al 2009 sarebbero entrati ben € 2.412.000 e, presumibilmente, altri € 1.600.000 circa fino al 2013, per un totale di oltre € 4.000.000;

nel portale del Comune di Terni, nella pagina dedicata al profilo dell'attuale sindaco Leopoldo Di Girolamo, non vi è traccia di alcun riferimento a "cittAperta";

scorrendo il palinsesto della radio non si evince in maniera evidente una attività comunicativa tale da configurare la suddetta radio quale radio di partito;

nel sito internet della radio ternana non vi è il minimo riferimento a "cittAperta", di cui dovrebbe però essere espressione e voce mediatica. Nemmeno nei due portali legati a Radio Galileo compare alcun riferimento alla connessione con il movimento;

si apprende da notizie di stampa, TuttOrvieto online del 28 Maggio 2012, che l'attuale garante del movimento e dei contributi all'emittente della sinistra ternana sarebbe il deputato orvietano Trappolino, che avrebbe firmato come referente parlamentare per consentire a Radio Galileo di continuare a percepire i fondi pubblici dal momento che l'ex senatore Di Girolamo non siede più in Parlamento;

nel sito internet del progetto "Terni cittAperta" non vi è alcun riferimento al fatto che una parte di essa sia stata fondata dall'ex senatore Leopoldo Di Girolamo e non è indicato che il proprio organo di informazione sia Radio Galileo;

in data 3 giugno 2012 sulla pagina della cronaca locale de La Nazione, il consigliere comunale Aquilini (uno dei due eletti nella lista civica 'Terni cittAperta') affermava: "L'associazione CittAperta non ha nulla a che vedere con la lista civica, Progetto Terni Città Aperta, rappresentata in Consiglio comunale da me e da Davide Tallarico";

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quale sia l'ammontare dei finanziamenti pubblici ex Legge 250/1990 ricevuti nel corso degli anni da Radio Galileo;

quali iniziative di competenza intenda assumere affinchè si arrivi a verificare se effettivamente Radio Galileo abbia realmente avuto e mantenga, ad oggi, tutti i requisiti necessari per accedere ai finanziamenti previsti dalla Legge 7 Agosto 1990 n. 250;

se non ritenga necessario adottare tutte le opportune iniziative al fine di procedere ad accurati controlli con specifica analisi dei costi sostenuti per le attività e le iniziative concretamente promosse dal Movimento Terni cittAperta non solo negli anni 2004-2009, ma anche in quelli seguenti.

Senatore Stefano Lucidi


Terni - 

I cittadini ternani sono venuti a conoscenza tramite un avviso sul giornale che Aria SpA ha avviato l'iter autorizzativo per bruciare rifiuti non pericolosi all'interno dell'inceneritore di Maratta.

Crediamo non sia un caso che avviso sia stato pubblicato proprio il giorno dopo i risultati del ballottaggio e dubitiamo fortemente che l'informazione non circolasse già nei corridoi di Palazzo Spada. Ci chiediamo cosa sarebbe successo se questa informazione fosse stata diffusa un mese o anche solo una settimana prima del ballottaggio. L'esito delle elezioni sarebbe stato il medesimo?

Considerando che Acea ha recentemente rinnovato il suo consiglio di amministrazione oggi quasi totalmente a composizione renziana, possiamo affermare che ci troviamo di fatto con una società controllata dal Partito Democratico che chiede a delle istituzioni governate dallo stesso partito di poter bruciare rifiuti.


Si tratta di un affare, quindi, totalmente in mano al PD. Un partito che, durante la campagna elettorale, ha affermato - scrivendolo anche sul proprio programma - di essere contrario all'incenerimento e al trattamento termico dei rifiuti.


Terni è una città di crisi ambientale complessa. Lo studio dell'Istituto Superiore di Sanità, recentemente pubblicato, attesta nel periodo tra il 2003 e il 2010 ben 265 decessi che si potevano e dovevano evitare e un eccesso di ricoveri per tutte le cause, e in particolare per per tutti i tumori maligni (2.972 casi totali per gli uomini con un eccesso del +4% e 2.750 casi totali per le donne con un eccesso del +2%). In entrambi i generi si sono verificati poi eccessi rispetto alla media di malattie respiratorie: 3.835 casi totali negli uomini (+9%) e 3.057 casi totali nelle donne (+12%). Tutto questo nel periodo storico che coincide con la massima espansione del polo di incenerimento ternano.

Il ministero afferma all'interno dello studio che le malattie respiratorie hanno un evidenza a priori con l'esposizione ambientale dell'area ternana.


La letteratura scientifica mette in diretta correlazione le patologie a carico dell'apparato respiratorio e l'esposizione agli inceneritori, con conseguenze che, a differenza delle patologie tumorali, si evidenziano nella popolazione dopo un'esposizione agli inquinanti relativamente breve. Tutto questo non può più essere ignorato, dal momento in cui gli inceneritori rappresentano un ulteriore carico inquinante su una situazione già complessa.


Il fallimento della raccolta differenziata a Terni, d'altra parte, è direttamente correlato alla presenza del polo di incenerimento. La Raccolta differenziata a Terni, quindi, è stata progettata per fallire. L'ASM ogni anno migliora gli utili ma le tasse aumentano e i servizi sono pessimi. Oltre al danno ambientale viene preclusa un opportunità di sviluppo economico che potrebbe vedere nascere un polo industriale del riciclo con sinergie con le aziende già presenti nel territorio e ricadute positive per lo sviluppo della ricerca e del polo universitario e notevoli risparmi per le tasche dei contribuenti. Non si può affermare di sostenere la raccolta differenziata e contemporaneamente proseguire un percorso di incenerimento.


Il danno che la città subisce per la presenza di questo inceneritore è inimmaginabbile perché non si tratta solo un camino che sprigiona veleni, ma - soprattutto - del traino di un modello di politica collusa e inefficace, al servizio delle lobby e contro i cittadini: la metafora di come si tarpano le ali a ogni tentativo di rilancio del territorio, occludendo ogni alternativa visione politica.

Se Terni è una delle 18 città più inquinate d'Italia è sicuramente anche la città più inquinata della regione. Le politiche regionali di gestione del ciclo dei rifiuti hanno reso negli ultimi 20 anni Terni il buco nero dell'Umbria. La Regione sta sacrificando i ternani sull'altare dell'interesse di alcuni soggetti spesso, peraltro, provenienti anche da fuori regione e noi ci opporremo con forza a tutto questo.


Adesso inizia l'iter della conferenza dei servizi in cui il Comune avrà un ruolo da protagonista. Abbiamo sessanta giorni di tempo per far sentire la nostra voce e lo faremo con tutta la nostra forza e con tutti i mezzi di cui siamo forniti.

Il Movimento Cinque Stelle si mette a totale disposizione dei cittadini, dei comitati e delle associazioni.


Partiamo da un presupposto essenziale: chi si afferma fervente sostenitore della strategia Rifiuti Zero non può al tempo stesso sostenere una posizione favorevole a qualsiasi tipo di incenerimento, dei rifiuti tal quali o in forma di combustibile solido secondario. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, a cominciare dal Partito democratico, perché - coerentemente con quanto promesso agli elettori - si battano contro l'incenerimento dei rifiuti negando ad Aria SpA l'autorizzazione a bruciare rifiuti bloccando quindi, anche, l'iter autorizzativo ad Aria SpA.


Terni - 

"Non esiste alcuno studio che metta in relazione l'inquinamento con le patologie tumorali".

Ci voleva un sindaco-medico, per ascoltare una simile affermazione. Così ha dichiarato infatti recentemente Leopoldo Di Girolamo in un'intervista rilasciata a un quotidiano locale, commentando i risultati del progetto Sentieri: uno studio elaborato da un team composto da alcuni fra i migliori esperti nazionali in campo epidemiologico, sviluppato per conto dell'Istituto Superiore di Sanità, che il primo cittadino non esita a contestare pur di difendere il suo partito.
L'assurdità delle affermazioni del Sindaco è attestata, peraltro, dallo studio coordinato dal Centro di ricerca danese sul cancro, pubblicato la scorsa estate sulla rivista Lancet, che ha evidenziato su un campione di 313 mila persone un incremento del rischio di tumore al polmone del 18% ad ogni aumento di 5 μg/m3 di pm 2,5 e del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di pm10, annoverando una volta per tutte l'inquinamento dell'aria, anche in concentrazioni normali, come causa diretta del tumore al polmone.
Se questo non bastasse è stata l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, organo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a pubblicare nell'ottobre 2013 lo studio "L'inquinamento dell'aria causa ambientale della mortalità per cancro".
A fronte di questi risultati, a Terni si ha il coraggio di accusare i cittadini di essere dei fumatori incalliti e di essere quindi essi stessi causa del proprio male.
Sfidiamo dunque il Sindaco a tirare fuori i dati delle vendite di sigarette (in calo storico in tutta Italia come attestato anche nello studio Passi) che attestano, significativamente che i ternani fumano di più rispetto ai perugini, agli spoletini ed ai folignati.
Nella fantasiosa ipotesi che tutto ciò sia vero, chiediamo a Di Girolamo: cosa avete fatto fino ad oggi per diminuire la "piaga" devastante del tabagismo? Avete promosso comunicazione sociale a riguardo? Avete effettuato delle scelte virtuose nell'affitto dei locali di proprietà del Comune, magari escludendo le tabaccherie?

Il dato più interessante del nuovo studio dell'Istituto Superiore di Sanità e che probabilmente fa tremare i polsi al Sindaco, è l'eccesso di ricoveri per malattie respiratorie acute, malattie polmonari cronico-ostruttive e asma, durante il periodo 2003-2010. A differenza dei tumori, i cui tempi di sviluppo si misurano in decenni, l'eccesso di malattie respiratorie è un'evidenza diretta dell'esposizione ambientale. Tre inceneritori accesi, di cui uno chiuso dalla magistratura e nel quale - secondo gli atti del processo - venivano anche bruciati rifiuti radioattivi medicali e nelle cui polveri ci sarebbe stata presenza di Cromo VI. Non possiamo più aspettare lo sviluppo di nuovi studi che permettano il blocco delle autorizzazioni per nuovi impianti inquinanti.

Ciò che lascia profondamente allibiti è però la totale mancanza di empatia umana. Come se dietro ogni numero, ogni percentuale non ci fosse una persona, una storia spezzata, un progetto di vita che si interrompe per colpa di una malattia che non doveva esserci. Una famiglia che perde la serenità e si stringe con grandi sacrifici verso chi deve combattere la battaglia contro di essa.
Essere trattati come cavie di un laboratorio a cielo aperto, i cui esperimenti hanno risultati già conosciuti, ormai certificati dalle massime autorità della comunità scientifica, non è più possibile. Non siamo percentuali, noi siamo persone.


Terni - 

Il Movimento Cinque Stelle di Terni intende raccogliere l'allarme sollevato dai sindacati delle guardie carcerarie riguardo al trasferimento nel carcere di Vocabolo Sabbione di circa 300 nuovi detenuti definiti ad alta pericolosità.
Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria ha deciso infatti di inviare nella Casa Circondariale di Terni 270-300 detenuti "As3", la terza tipologia di detenuti per indice di pericolosità, una categoria delinquenziale inferiore soltanto ai "41bis" con tutti i rischi connessi alla sicurezza intramuraria ed esterna.
La città di Terni non ha ancora maturato gli anticorpi per contrastare fenomeni di tipo mafioso: dalla nostra Procura generalmente, non partono indagini in tal senso; i sequestri di beni e gli arresti, che pur non sono mancati in questi anni nella nostra città e nella nostra regione, sono stati possibili grazie alle indagini di altre procure.
Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera" in un un recente intervento ha definito "riduttivo" parlare di infiltrazioni mafiose in Umbria, dal momento in cui nella nostra regione la mafia opera ormai regolarmente.
L'arrivo nel carcere ternano di 300 detenuti speciali lascia presupporre il trasferimento di interi nuclei familiari al loro seguito e questo significa esporre ancor più il nostro territorio ad attività illecite di stampo mafioso. Una dissennata concentrazione per una città che non è più immune dai germi della criminalità organizzata e la micidiale mistura sociale con i congiunti e gli amici al seguito rischia di contagiare definitivamente il già provato territorio. Immettere questi detenuti - spiegano i sindacati delle guardie carcerare - nello stesso territorio dove sono già custoditi 41 bis e as2 significa contribuire fattivamente a favorire contatti e scambi specialmente in un ambiente esterno poco avvezzo a riconoscere i rischi di infiltrazioni sul territorio.
Il Movimento Cinque Stelle ha già sollevato la questione con un'interrogazione parlamentare che come primo firmatario ha il portavoce al senato Stefano Lucidi (http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/23504)
Ci rendiamo conto che fin quando non ci sarà la capacità di riconoscere i problemi non sarà possibile lavorare per trovare le soluzioni.
Ricordiamo che già nel 2010 secondo il rapporto dei servizi di sicurezza, l'Umbria si collocava al quinto posto per la presenza di clan e gruppi mafiosi e camorristici, incentivate anche dalla detenzione nelle carceri.
A fronte di questa situazione non abbiamo mai assistito ad una presa di posizione forte da parte delle istituzioni locali nei confronti di un fenomeno che rischia - se non contrastato con ogni mezzo possibile - di condurre ad una sempre maggiore proliferazione della mafia nel nostro territorio.
Per questo il Movimento Cinque Stelle farà il possibile, con tutti gli strumenti a sua disposizione per dare voce a tutti quei cittadini che non vogliono che Terni diventi ancor più terra di conquista per le mafie senza che nessuno si ponga minimamente la questione.


Terni - 

Il Movimento Cinque Stelle di Terni ha segnalato alla prefettura di Terni, attraverso un incontro avvenuto il 25 aprile fra il Prefetto, il senatore del Movimento Stefano Lucidi, la candidata sindaco Angelica Trenta e altri attivisti del Movimento, il protrarsi di azioni, portate avanti dell'attuale maggioranza in consiglio Comunale, che sembrano essere in contrasto con la disciplina della comunicazione istituzionale e obblighi di informazione.
Invitiamo tutte le forze politiche di opposizione e le varie liste civiche ad unirsi al coro di chi ritiene che certe prescrizioni non siano interpretabili: non è tollerabile la prassi di inaugurare opere incompiute come la Casa delle Musiche dopo il tentativo non andato a buon fine di inaugurare La Polisportiva Prampolini, operazione incompiuta i cui costi sono raddoppiati in corso d'opera. Ricordiamo che la legge prevede che "dalla data di convocazione dei comizi elettorali è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni".
Tuttavia nei giorni scorsi sono comparsi nel sito web istituzionale l'avviso che invita la cittadinanza alla "presentazione" in grande stile, per questa mattina, della Casa della musiche.

Pertanto, secondo la legge italiana, la cerimonia non si sarebbe dovuta svolgere né tanto meno poteva essere pubblicizzata, essendo collocata in una data posteriore all'apertura dei comizi elettorali, ovvero 45 giorni dalla data del voto. D'altra parte il fatto stesso che venga presentata un'opera non ancora terminata, con l'escamotage di chiamarla "presentazione" anziché "inaugurazione" è da ritenersi una pratica scorretta e ingannevole
Solo a titolo informativo vogliamo ricordare che la norma vigente vieta a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni. E la comunicazione in home page dell'amministrazione comunale della trionfale presentazione di opere pubbliche (peraltro ancora non completate) non crediamo proprio possa rientrare tra le "comunicazioni indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni", così come non riteniamo possa esserlo la notizia di propaganda apparsa sul sito del Comune in data 07.04.2014 dal titolo "cinque anni di lavoro insieme".
A queste si aggiungono altre azioni che a nostro avviso è necessario che vigilino le autorità preposte.
Come avvenuto già in altre città d'Italia per iniziativa di altri MeetUp, il Movimento Cinque Stelle di Terni si riserva la possibilità di presentare un esposto al Corecom e al Prefetto per denunciare queste pratiche inaccettabili.
Per quanto riguarda la Casa delle Musiche, come alcuni attivisti del M5S presenti hanno evidenziato nel corso della cerimonia di questa mattina, sono molte le anomalie che la riguardano: innanzitutto il Comune ha presentato alla città un'opera ancora incompiuta, priva non solo di arredi e infrastrutture, ma anche di vie di fuga e di accessi per disabili. Anomalie riguardano anche la gestione, per l'affidamento della quale è stato effettuato solo un bando esplorativo 6 anni fa e che non è stata ancora deliberata dalla giunta, ma che pure è stata già stabilita e finanziata. Su tutto questo vigilerà e indagherà il Movimento Cinque Stelle, che la questione Casa delle Musiche la conosce bene. Va ricordato infatti, che il video realizzato dalla candidata a Sindaco angelica Trenta durante la campagna per le Municiparie era ambientato proprio alla struttura di Borgo Bovio e che il gruppo cultura del M5S Terni ha convocato - nei mesi scorsi - più volte assemblee con tute le associazioni interessate alla questione.


Terni - 

Il Movimento Cinque Stelle aprirà a Terni la più grande centrale energetica dell'Umbria. Una centrale che non emette CO2 ma anzi ne fa risparmiare moltissima, che non consuma suolo, che risparmia e aumenta il reddito disponibile, creando lavoro.
Da dove arriverà tutta queste energia? Non dalla combustione di materiali inquinanti, ma dal recupero di tutta l'energia persa dagli edifici per riscaldarli durante l'inverno o raffreddarli d'estate.
Non è più il tempo delle grandi opere di edilizia a debito ma di piccole opere diffuse che distribuiscono ricchezza e lavoro sul territorio.
Il Movimento Cinque Stelle quando approderà a Palazzo Spada si farà promotore della riqualificazione energetica degli immobili pubblici e lo farà sfruttando tutti i fondi provenienti dal taglio delle spese improduttive e i fondi della comunità europea oltre a quanto proposto dal GSE (Gestore Servizi Energetici).
"Investiremo producendo utili, per il Comune, per tutti gli anni e le giunte a venire - spiega la candidato a sindaco Angelica Trenta - perché vogliamo investire sul futuro della nostra città e delle nostre imprese".
Lavoreranno le imprese edili, chi monta e noleggia i ponteggi, i trasportatori, gli impiantisti, chi produce serramenti e materiali edili, geometri, architetti e ingegneri. Il Comune metterà a disposizione dei cittadini una termografia gratuita, primo passo per la per la stesura di un piano finanziario credibile in collaborazione con le associazioni di categoria e le banche con cui stipulerà delle convenzioni per finanziare al 100% le opere ad un tasso d'interesse vantaggioso. Si impegnerà in una campagna informativa senza precedenti per permettere, a tutti i privati cittadini, di utilizzare le ingenti agevolazioni nazionali già esistenti per il settore.


Terni - 

Ridurre le tasse per avere un Comune più snello ed efficiente: è questo l'obiettivo del progetto RETE, acronimo di Risparmio, Efficienza e TErritorio, che il Movimento Cinque Stelle attuerà quando sarà al governo della città di Terni, con una drastica riduzione delle imposte.
L'Imu sarà infatti ridotta dal 30% al 100% (per un negozio o un laboratorio artigiano la riduzione sarà del 47%), l'imposta sulla pubblicità, la Tosap e altri tributi minori saranno azzerati.
Ciò consentirà ai cittadini e alle imprese di risparmiare - per poterli reinvestire nella propria impresa o per le esigenze familiari - circa 15 milioni di euro annui. Inoltre consentirà di ridurre anche la burocrazia, cui un colpo mortale sarà dato dall'efficientamento della macchina comunale in logica kaizen, dalla smart city targata Cinque stelle.
Oltre ciò la Giunta Trenta non farà più cassa vendendo i beni del Comune, né tantomeno le aziende partecipate, che saranno invece messe a reddito.
Allo stesso modo sarà messa a reddito la gestione del ciclo dei rifiuti secondo il piano già presentato a maggio dello scorso anno in Consiglio Comunale e bocciato dall'attuale maggioranza: un piano che avrebbe permesso di raggiungere un risparmio di oltre il 60% della tassa sui rifiuti, realizzando pienamente il principio comunitario del "chi inquina paga".
Infine, l'impegno della futura Giunta Trenta è quello di non contrarre nuovi debiti, ma di rimborsare regolarmente quelli contratti dalle amministrazioni passate e presenti con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

L'unica eccezione sarà nel caso in cui dovesse sorgere un progetto nuovo e i cittadini - pur di realizzarlo - fossero disposti a far contrarre al Comune un nuovo mutuo. In questo caso la decisione sarà presa dagli stessi cittadini attraverso la partecipazione diretta che il Movimento Cinque Stelle promuoverà per tutte le decisioni non previste nel programma elettorale.

Il progetto RETE è attualmente in fase di elaborazione con i cittadini attraverso i MeetUp aperti del gruppo Economia, che si svolgono il venerdì alle 21 nella sede del Movimento Cinque Stelle Terni in via del Tribunale 4 e a cui sono invitati tutti gli interessati a queste tematiche.


Terni - 

Sarà una città cardioprotetta, la Terni governata dal Movimento Cinque Stelle.

Il gruppo ternano del Movimento si impegna infatti ad affrontare il problema delle morti cardiache improvvise, unitamente a quella delle ostruzioni delle vie aeree in età pediatrica, portando la questione a livello istituzionale e coinvolgendo direttamente tutti i livelli della nostra comunità.

Secondo l'Istat, in Umbria ogni anno muoiono quasi 5000 persone per problemi cardiovascolari.
I tempi di chiamata del 118 spesso non sono sufficienti a salvare una vita poiché, con un arresto cardiaco, i tempi d'intervento diventano fondamentali e, dopo soli 10 minuti senza assistenza, l'efficacia dei soccorsi risulta scarsa.
Per una reale possibilità di abbattimento delle morti cardiache improvvise si deve puntare sui testimoni dell'evento: parenti, amici o semplici passanti.
Qualsiasi cittadino può approntare un adeguato ed efficace intervento verso una persona in arresto cardiaco, ma sono necessari due elementi fondamentali:
- i mezzi (defibrillatore)
- un'adeguata formazione.

Il defibrillatore rappresenta la terapia più efficace per interrompere quelle aritmie maligne che sono la prima causa di morte cardiaca improvvisa.
La formazione è indispensabile per utilizzare i mezzi e saper cosa fare in caso di arresto cardiaco. Il progetto "Terni città cardio-protetta" che il Movimento Cinque Stelle si impegna a sposare, rilanciare e portare a compimento, spinge oltre toccando anche le problematiche del bambino.
Per l'eta pediatrica, le statistiche indicano che ogni anno, in Italia, circa 50 bambini sotto i 4 anni muoiono per soffocamento.
La prevenzione di questi drammatici eventi è un fattore fondamentale, ma non è sempre facile da attuare. Ad essa, infatti, è indispensabile associare un'adeguata preparazione per saperli affrontare.
Per far sì che questo progetto sia realizzabile senza sprechi e senza lacune, bisogna andare oltre gli slogan e le inizaitive sporadiche e parziali attuate dall'amministrazione Di Girolamo.

La fornitura di mezzi, la formazione del cittadino non-sanitario e la sensibilizzazione dell'intera popolazione a questi due problemi, sono i tre capisaldi del progetto "Terni città cardio-protetta" per i cittadini che vanno dagli 0 ai 99 anni.

I punti del progetto saranno:
- Il posizionamento di un defibrillatore in ogni sito sensibile comunale, sia esso ufficio pubblico, scuola, comunque luoghi ad alta frequentazione (esempio: mercati, poste,...) e luoghi distanti o difficilmente raggiungibili dai mezzi del 118 (come le frazioni della Val Serra, ad esempio);
- Corsi di formazione alle manovre rianimatorie di base, con certificazione alla defibrillazione (BLSD), ad almeno il 75% dei dipendenti comunali;
- Corsi di aggiornamento al corso BLSD ogni due anni;
- Agevolazioni all'accesso di corsi da parte di lavoratrici/lavoratori (non comunali) nel comparto socio-sanitario;
- Agevolazioni all'accesso di corsi da parte di associazioni sportive, enti benefici, ecc...
- Corsi di disostruzione delle vie aeree pediatriche a tutto il personale comunale, pubblico che assiste bambini da 0 ad 8 anni;
- Campagne di sensibilizzazione alle tematiche;
- Agevolazione deii privati che vogliono seguire corsi di disostruzione delle vie aere pediatriche.

Da molto tempo esistono programmi di formazione rivolti alla popolazione finalizzati alla rianimazione cardiopolmonare di base con defibrillazione e corsi sulle manovre da attuare in caso di soffocamento del bambino.
Questi momenti formativi non hanno tuttavia consentito un reale abbattimento della mortalità legata a tali problematiche.

Uno dei motivi è sicuramente la scarsa percezione del problema a livello della popolazione, ma più intollerabile è la totale assenza di ascolto e di analisi da parte della politica locale e di quella meno locale, dimostratesi miopi di fronte a tali questioni.

Pensavamo, d'altra parte, che per un sindaco-senatore-medico che ha presieduto le commissioni parlamentari nell'ambito dell'infanzia e della salute, dare un indirizzo politico che si muovesse in questa direzione, fosse quantomeno un atto dovuto nei confronti della città, ma così non è stato. Lo farà il Movimento Cinque Stelle rendendo tutti i cittadini responsabili e fruitori di questa corale lezione di educazione civica, non solo a livello locale, ma anche regionale.


Terni - 

Terni non ne può più: il negazionismo ambientale deve finire.
I problemi sono sotto gli occhi di tutti. Tutti tranne chi non governa questa città, e pensa alle targhe alterne a rate come unico palliativo. Negli ultimi giorni il TG3 diretto da Bianca Berlinguer ha mandato in onda ben due servizi riguardanti la situazione ambientale di Terni, attirando l'attenzione dei media nazionali dopo il caso delle infiltrazioni nella galleria Tescino.

Dietro l'incapacità però ci sono le responsabilità di chi si ostina a nascondere le polveri (sottili?) sotto il tappeto.


Ecco perché quando il M5S andrà al governo della città, la giunta Trenta istituirà una Commissione Consiliare d'Inchiesta che si occupi di ricostruire la verità sui fatti accaduti negli ultimi anni a scapito della salute pubblica e della tutela ambientale. Per fare questo si avvarrà dell'aiuto dei migliori esperti a disposizione nel territorio nazionale che hanno già dimostrato piena disponibilità. Certamente attraverso la piena partecipazione di tutti i cittadini oltre che tutte le forze politiche presenti in consiglio. La commissione d'inchiesta è un istituto presente nei regolamenti di diversi comuni d'Italia, infatti ai sensi dell'articolo 44, comma 2, del TUEL - d.lgs 267/2000 anche i consigli comunali con votazione a maggioranza assoluta possono istiturle.
Il Movimento Cinque Stelle ha intenzione di introdurlo anche a Terni. Ovviamente questo strumento non intende in alcun modo sostituirsi alla magistratura, della quale come sempre sosteniamo e rispettiamo totalmente l'operato e ci auguriamo possa sempre più efficacemente individuare i responsabili di alcune situazioni, ma contribuire a fare luce, accertare fatti e sviluppare un giudizio politico quanto più ampiamente condiviso.

Il futuro di Terni non può in alcun modo essere all'insegna delle politiche di incenerimento dei vari partiti di centro destra e centro sinistra e di una classe politica incatenata all'idea di sviluppo in voga nel Novecento. La nostra città avrà un avvenire radioso se riuscirà a trovare grandi risposte ai suoi problemi, sperimentando nuove soluzioni per diventare eccellenza nel mondo in innovazione industriale e nella ricerca di idee ad impatto Zero per il recupero delle scorie e dei materiali di scarto del processo produttivo. Terni ha bisogno di diventare un laboratorio di prevenzione, innovazione per un vero sviluppo sostenibile.


Noi cittadini non abbiamo paura della verità. Qualcuno, invece, forse sta già tremando nelle sue stanze di fronte all'idea che Terni abbia la sua Norimberga.


Terni - 

San Valentino è risorto ma c'è chi si prepara a ucciderlo di nuovo.

Concerti, mostre, pubblicazioni, eventi gastronomici, la città addobbata a festa, l'inaugurazione del primo monumento pubblico, una maratona che ha attirato centinaia di persone da tutta Italia, un gemellaggio con Tokyo, un contest di dolci e persino un evento in Vaticano con papa Francesco.
Mai come quest'anno si era visto tanto fermento, in città, per la festa di San Valentino. Un segnale chiaro dell'attaccamento dei ternani al proprio patrono, ma anche delle potenzialità culturali e turistiche di una figura conosciuta e celebrata in tutto il mondo.
Eppure, significativamente, nessuno degli eventi sopra elencati ha visto la partecipazione diretta delle istituzioni: si tratta infatti di iniziative spontanee attuate da associazioni, commercianti e cittadini sulle quali il Comune - nel migliore dei casi - si è limitato a mettere il cappello, senza alcun sostegno.
Eppure, da una delibera di giunta veniamo a scoprire che l'amministrazione comunale ha stanziato anche quest'anno 40mila euro per gli eventi valentiniani. Lecito quindi chiedersi dove siano stati spesi e con quali criteri.

Da anni la gestione degli eventi valentiniani genera polemiche e malcontento generale, tanto da aver portato, negli ultimi cinque anni, alla creazione del contro-festival StraValentino che si è proposto di dare voce ai cittadini inascoltati dalle istituzioni.

D'altra parte gli eventi valentiniani - lo sentiamo dire dal almeno quindici anni - dovrebbero durare tutto l'anno e invece non lasciano traccia nemmeno nel mese stesso della festa.

Di fatto, se il budget a disposizione del Comune diminuisce ogni anno (in dieci anni si è passati da 800mila euro a 40mila), non cambia invece il modo di utilizzarlo con una gestione senza prospettive e senza trasparenza che si riduce, nel migliore dei casi, a pochi concerti senza alcuna attinenza con la festa del patrono né con l'amore e a un torneo di bocce e una "sagra del cioccolato" che appare come una versione povera di Eurochocolate e che presenta prodotti provenienti da tutta Italia tranne che da Terni perché - per ammissione del suo stesso direttore - non è ancora riuscita a coinvolgere i pasticceri ternani, eredi - peraltro - di una tradizione di grande prestigio.

Sin dall'anno scorso il MeetUp "Grilli Ternani" ha proposto delle linee programmatiche riguardo alle gestione degli eventi valentiniani e alla valorizzazione della figura di San Valentino.

1) Trasparenza e pluralismo nella gestione dei fondi

2) Creazione di un Ente che garantisca un coordinamento e la partecipazione dei cittadini.

3) Un bando o una direzione artistica per trasformare gli eventi di febbraio in un vero e proprio festival caratterizzato da coerenza interna, qualità e richiamo nazionale e internazionale.

Il percorso che porterà avanti il Movimento Cinque Stelle sarà caratterizzato da:

- ascolto e partecipazione dei cittadini

- valorizzazione e promozione dell'enogastronomia locale

- creazione di un museo e di percorsi storico-culturali che - sulle tracce del santo morto nell'anno 273 - possano mettere in rete tuto il patrimonio romano presente a Terni (da Carsulae alla Cascata passando per l'anfiteatro) e nei suoi dintorni (a cominciare da Otricoli)

Il tutto ad impatto zero.

I candidati a Terni

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    Angelica Trenta
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    Alessandro Fama
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    Antonio Oliva
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    armida gargani
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    barbara biagetti
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    Carlo Catalano
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    CARLO TODINI
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    Carmine Sileo
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    Claudio Fucili
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    DAVIDE MILANI
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    elisa bartolucci
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    Erica Petralla
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    Eros Arra'
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    Fabio Moscioni
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    Federico Pasculli
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    Francesco Porchetti
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    Gianluca Fucina
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    Luca Simonetti
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    Mario Fabrizio Gallini
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    Mercedes Dorè Podo
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    Monia Moscatelli
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    Paolo Cassetta
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    paolo mecarelli
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    PATRIZIA BRAGHIROLI
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    Patrizia Massoli
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    RIC77
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    Silvano Castelletti
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    Thomas De Luca
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    Valentina Pococacio

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