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Tolentino - 

10.500 metri cubi di cemento al posto dei campi da tennis. E c'è qualcuno che va dicendo in giro che serviranno per costruire case per gli sfollati. BALLE! Nel bando è scritto chiaramente che il 75% sarà ad uso COMMERCIALE.

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Tolentino - 

Il MoVimento 5 Stelle punta su un programma concreto che restituisca dignità ai cittadini. Nessuna promessa elettorale impraticabile, ma progetti e idee.

Ci raccontano che l'ospedale verrà ricostruito, ma in verità ben poco resterà a livello di servizi. Se la sanità abbandona Tolentino, Tolentino può reagire organizzandosi con strumenti e strutture che già possiede (Terme e Casa di Riposo) e dar vita a una realtà che esegua esami diagnostici evoluti e consulenze specialistiche che costeranno agli utenti quanto previsto dall'ASUR, ma senza tempi morti o lunghe attese.

Intendiamo avviare la sperimentazione dell'infermiere di famiglia, attuata al momento solo in Lombardia: Regione e Comune possono creare un team di infermieri e medici che renda più confortevole la vita dei pazienti affetti da patologie croniche e dei loro familiari curando i primi, quando possibile, a casa loro. Con una dotazione tecnologica moderna, essenziale e trasportabile in automobile, l'infermiere monitorerà tutte quelle persone che potrebbero condurre una vita normale in famiglia, se adeguatamente seguite. Un progetto a basso costo (meno di 80.000 €) che permetterà di effettuare ecografie, elettrocardiogrammi, spirometrie, esami radiologici, ematici e della saturazione a domicilio. Un ospedale diffuso, dove i malati non saranno in corsia ma fra le mura domestiche.

Altro progetto rivolto alla tutela delle fasce più deboli - i pensionati con assegno sociale o con una pensione minima, i giovani che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione, in mobilità o in disoccupazione - è il baratto amministrativo, strumento che consentirà ai cittadini in difficoltà di pagare tasse e tributi come TASI, IMU e TARI con lavori socialmente utili per il Comune.

Tolentino da anni sta subendo un impoverimento culturale nonostante in passato sia stata teatro di fermento artistico e imprenditoriale. Le iniziative senza un filo conduttore sono solo eventi sporadici e onerosi che non stanno proiettando la città nel futuro. Il nostro principio è semplice: la cultura è opportunità e arricchimento, non dev'essere lontana dai cittadini e prerogativa di pochi. Ecco perché vogliamo renderla accessibile proponendo eventi che siano fruibili, che stimolino la curiosità e soprattutto che siano frutto della partecipazione di più soggetti, con l'apertura degli spazi a chiunque abbia idee da proporre e sviluppare. Vogliamo ridare centralità all'Ufficio Cultura del Comune, che dispone delle professionalità e competenze necessarie. La Pro Loco, col supporto spontaneo dei privati, provvederà a promuovere il territorio nel modo che ritiene opportuno senza, però, sostituirsi al Comune. È nostra intenzione creare un laboratorio culturale attivo, "Tolentino 12 mesi", un tavolo di confronto tra istituzioni culturali, associazioni, commercianti, professionisti e imprese per dar vita un progetto ad ampio respiro per la programmazione di eventi. Un grande evento al mese e altri collaterali di piccola entità, con la giunta comunale che si impegnerà nel loro sostegno. I musei sono cuori pulsanti per una città, attrattori di turisti e generatori di ricchezza. Ma a Tolentino mancano, purtroppo, di vitalità. È inammissibile che non interagiscano col territorio: vogliamo musei che organizzino eventi dedicati ai bambini, visite tematiche, mostre di artisti locali, esposizioni temporanee che arricchiscano gli allestimenti permanenti. Grande importanza sarà data alla Biblioteca Filelfica, che deve tornare a essere punto di riferimento per la città, luogo di crescita e conoscenza. Il turismo va incentivato partendo soprattutto da un piano di comunicazione limpido e facilmente consultabile. I vari soggetti che operano nel settore saranno convocati negli "Stati Generali del Turismo" per stilare insieme un programma che possa rispondere alle loro reali esigenze.

Le recenti emergenze ci hanno insegnato che per rendere Tolentino una città sicura c'è bisogno formazione, informazione e prevenzione. Non è ammissibile che si ripeta la situazione in cui ci siamo trovati a seguito del terremoto, con un Centro Operativo Comunale che, invece di essere pronto a intervenire immediatamente con piani di emergenza ben definiti e sperimentati, è stato nominato solo dopo le scosse più forti. Occorre creare e mantenere una cultura del rischio e dei metodi per ridurlo a iniziare da scuole, imprese, associazioni e privati cittadini. Tolentino città sicura, con una ricostruzione pubblica e privata intelligente, ragionata, effettuata secondo una visione d'insieme e, soprattutto a livello scolastico, improntata alla fruibilità e vivibilità per i giovani, dando la precedenza alla tutela dei più piccoli. Efficienza legata a una gestione sana delle risorse, senza proclami su progetti inattuabili, ma fornendo tutto il supporto possibile ai cittadini per la ricostruzione delle proprie case. Idee, progetti e innovazioni semplici e fattibili, senza un dispendio scellerato di denaro pubblico, che puntino a obiettivi concreti che ci permettano di lasciare alle spalle l'immobilismo e la povertà civica e sociale in cui viviamo da anni. Il tutto con un unico scopo: rigenerare la crescita culturale ed economica della Tolentino che ricordiamo, e che rivogliamo.

#andiamooltre.

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Tolentino - 

Due sindaci a 5 Stelle per raccontare quello che non vi fanno sapere i mezzi di comunicazione.

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Tolentino - 

Si parlerà di fondi europei per le imprese e per la ricostruzione post-sisma.

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A seguito del sisma, uno dei tantissimi problemi che devono affrontare i cittadini di Tolentino è quello di reperire spazi per ammassare i beni che vengono recuperati dai locali dichiarati inagibili. Problema che sarà ancora più evidente al momento di dover effettuare le riparazioni degli stabili. Forse non tutti sanno che il decreto sisma 229/2016 prevede il rimborso di tutte le spese sostenute per traslochi e depositi dai chi occupava locali sgomberati dalle autorità competenti. Il M5S ha protocollato una mozione da discutere in Consiglio Comunale per chiedere all'Amministrazione di provvedere a informare la cittadinanza di questa possibilità, di effettuare un censimento dei proprietari o affittuari di stabili dichiarati inagibili bisognosi di una soluzione per il deposito dei propri beni e di reperire spazi idonei da adibire a depositi temporanei. Nel territorio comunale esistono numerosi immobili commerciali non utilizzati che potrebbero servire allo scopo. È vero che i cittadini potrebbero organizzarsi in maniera autonoma, ma l'intervento del Comune potrebbe consentire di evitare casi di speculazione come quelli a cui abbiamo assistito per gli affitti delle abitazioni agli sfollati e di fornire, a tutti, spazi idonei a prezzi notevolmente calmierati.


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Gianni Mercorelli sarà il candidato sindaco di Tolentino per il MoVimento 5 Stelle. Dopo gli ultimi cinque anni passati come consigliere, la nuova candidatura viene affrontata con maggior consapevolezza e determinazione.

Cinque anni non facili...
Questo è certo. Ho preso tempo alla famiglia, ai figli, agli affetti in generale. È un impegno che necessita di dedizione e passione. I rappresentanti del Cinque Stelle non percepiscono stipendi né incamerano favori: lavorano e basta, lo fanno per altro. Guardo i miei figli e penso sempre che tutto questo sarà per loro, per farli vivere in una Tolentino migliore. Non per me.

Tra gli altri, tre risultati importanti che il MoVimento ha ottenuto.
Ottenere che dal bilancio del Comune venissero stralciati 4,5 milioni di euro di residui attivi; cifre inserite impropriamente o addirittura inesistenti usate per far quadrare i conti che sarebbero state trasformate nell'ennesimo mutuo a carico dei cittadini. A Tolentino abbiamo già le tasse al massimo, direi che può bastare.
Poi evitare la fusione con Camporotondo. Il principio è valido, ma se applicato tra comuni più vicini e simili tra loro; nel nostro caso l'operazione sarebbe stata solo fonte di nuove spese, basti pensare ai trasporti pubblici o alle manutenzioni che avremmo dovuto garantire al nuovo territorio incorporato. Il tutto per avere dallo Stato pochi fondi nell'immediato che non avrebbero cambiato nulla. L'ennesima azione inutile.
Il terzo punto? Ce ne sarebbero molti in realtà: dalla battaglia contro il piano parcheggi, ai rimborsi dei buoni pasto delle mense scolastiche per le famiglie numerose a seguito dell'aumento deciso dall'Amministrazione; dal risparmio ottenuto tramite l'introduzione progressiva dell'illuminazione pubblica a LED, al censimento delle coperture in amianto che ha reso Tolentino la prima città in Italia a disporre di una mappatura completa. Risultati di cui siamo orgogliosi.

Tre cose che invece vi sarebbe piaciuto fare, e non avete potuto.
Abbiamo chiesto di rivalutare i costi della tassa sui rifiuti. Ad esempio per le famiglie numerose. Il quinto elemento di una famiglia, anche un bambino, fa aumentare del 30% la tassa, un'assurdità. Inoltre non abbiamo ottenuto l'adozione della tariffa puntuale che permetterebbe di pagare la tassa in base a quanta immondizia si produce veramente.
Non essere riusciti a impedire che il Comune tagliasse le ore di assistenza ai bambini disabili nelle scuole. L'Amministrazione deve garantire il monte ore richiesto. Invece lo ha ridotto risparmiando soldi sulle necessità dei bambini. Di mio ho devoluto tutti i rimborsi come Consigliere per incrementare il fondo per l'assistenza. Purtroppo sono stato imitato solo da alcuni colleghi, malgrado l'avessi chiesto a tutti.
La lista sarebbe lunga, dal bilancio partecipato per far scegliere ai cittadini come spendere parte dei soldi che versano nelle casse comunali, alla possibilità per chi è in difficoltà di pagare le tasse svolgendo lavori socialmente utili; dall'impedire al Comune l'utilizzo dei diserbanti chimici in città, al rilancio del turismo e del commercio tramite il coinvolgimento diretto e costante dei cittadini che operano nel settore. Abbiamo proposto molte idee che avrebbero aiutato la nostra Tolentino, ma ci siamo sempre sentiti rispondere NO.

Tutti in campagna elettorale parlano di "ricostruzione", come fosse una parola magica. Ma cosa davvero si farà e si potrà fare?
Chi promette agevolazioni o più fondi per il terremoto, mente sapendo di mentire. Gli interventi possibili saranno solo quelli indicati dalle schede di verifica degli edifici, accedendo ai fondi prestabiliti, niente di più. Non c'è la minima possibilità di intervento sulla quantità di denaro, è tutto assolutamente sovracomunale. Il Comune potrà scegliere a quali beni pubblici dare la precedenza per la ricostruzione. Per quanto ci riguarda la priorità dovrà essere data alle abitazioni e alle attività produttive. È facile dire "ricostruzione", poi l'efficienza è un'altra cosa, e purtroppo ne abbiamo avuta prova dolorosa durante l'emergenza, prova che prosegue tuttora: abbiamo assistito a traslochi faraonici con costi indegni degli uffici comunali e dell'ASSM ma i cittadini continuano a non avere alcuna certezza riguardo alle loro case e al loro lavoro.

Per ciò che concerne il terremoto, cosa avreste fatto voi che non è stato fatto?
L'utilizzo della documentazione ufficiale. Il Comune ha deciso di utilizzare per i sopralluoghi di agibilità schede fatte in casa, che non riportavano le informazioni precise e necessarie invece previste dalle schede ufficiali. Il risultato è stato di dover rifare tutto. Altri paesi si trovano mesi avanti rispetto a noi. Sono pronti mentre noi arranchiamo. Ma soprattutto ci sono cose che dovevano essere fatte prima dell'emergenza: il Comune deve essere dotato di piani di intervento ben rodati e di strutture operative in grado di intervenire fin dai primi istanti quando si presenta una situazione critica. Per questo la normativa impone l'organizzazione di un Centro Operativo Comunale. A Tolentino è stato nominato in fretta e furia solo dopo la devastante scossa del 30 ottobre 2016, quando c'erano già state le scosse del 26 e quelle di agosto. Sarà tra le prime cose che affronteremo se saremo scelti per governare: il nostro è un territorio a rischio, non si può improvvisare quando c'è in gioco la vita della gente. A tutto questo si è aggiunta una terribile carenza di informazione.

Cosa intendi con "carenza di informazione"?
Tutta la fase del sisma si è svolta nel totale silenzio dell'Amministrazione. Non si sapeva nulla, circa ogni aspetto. La cittadinanza ancora oggi non sa perché si debbano rifare le schede. Nessun chiarimento, nessuna spiegazione. Le informative uscivano sulla stampa mentre il sito del Comune taceva. Solo dopo cinque mesi dal terremoto è stata indetta una conferenza che si è rivelata, tra l'altro, poco più di una sfilata priva di contenuti pratici. Ma è ciò che è successo spesso in questi anni: il Sindaco ha sempre gestito tutto all'interno di una cerchia ristretta e a volte neanche con quella. Spesso i suoi stessi consiglieri non erano a conoscenza di cosa lui avesse deciso, emblematico il caso dei parcheggi. La nostra idea di informazione e trasparenza è diversa. Non ci sarà un capo che fa e disfa, ma un Sindaco che dovrà rendere conto ai cittadini. È la base in un paese normale. E infatti abbiamo l'intenzione di organizzare conferenze pubbliche a cadenza regolare durante le quali l'Amministrazione spiegherà ai cittadini cosa ha fatto e cosa farà. Il cittadino deve poter chiedere conto ai propri amministratori e ricevere le risposte che merita.

Ultimamente si fa un gran parlare di unire i cittadini, di collaborazione, di forze civili che devono fornire ispirazione, idee, soluzioni...
Ricordo a chi in questo periodo parla di unità, trasparenza e collaborazione, che il MoVimento 5 Stelle (composto da semplici cittadini, nessun politico di professione) da sempre tiene riunioni settimanali a porte aperte, senza chiedere a chi interviene nulla in merito alla propria posizione politica. Ci chiediamo dove sia stato in tutti questi anni chi oggi usa con disinvoltura la parola "Insieme" solo a ridosso delle elezioni. Quella che per alcuni ora è una grande idea partecipativa, per noi è la normalità da anni. Avere la possibilità di coinvolgere i cittadini è fondamentale per il MoVimento.

Cosa cambieresti di Tolentino?
Ma è davvero necessario cambiare? I tolentinati si sono sempre distinti per il loro atteggiamento laborioso, costruttivo, creativo, dedito alla collettività. Ancora ne abbiamo l'eco nelle orecchie malgrado i vari amministratori succedutisi abbiano fatto di tutto per distruggerlo. Eravamo una realtà significativa, ricca e che andava a un'altra velocità. Cambiare? No, piuttosto recuperare ciò che rappresentava il cuore della nostra città. Purtroppo negli anni non c'è più stata traccia di una politica che tendesse a favorire tutto ciò, a progettare e costruire un'idea che guardasse avanti. Siamo stanchi di avere a che fare con politici che pensano solo ai propri cinque anni di mandato e non gettano le basi per spingersi in avanti. Noi vogliamo andare oltre.

Cosa pensi di aver sbagliato in questi cinque anni?

Perdere tempo nel cercare punti di contatto, non politici ma organizzativi, col Sindaco. Speravamo che proporre nostre idee e progetti si potesse concretizzare in maggiori occasioni di confronto. Niente da fare, nessuna volontà. Non interessava. Evidentemente i fini da perseguire erano altri e la collettività veniva per ultima. Ultimo esempio lampante la Commissione Sisma: istituita a novembre, avrebbe dovuto coinvolgere amministratori e rappresentanti dei cittadini, ma in realtà è stata convocata una sola volta, peraltro a vuoto. Quanto al lavoro svolto abbiamo poco da rimproverarci con più di 110 atti presentati in Consiglio Comunale, contro i 30 dell'intero gruppo PD e la decina del gruppo di maggioranza.

Il tratto distintivo dei candidati del MoVimento 5 Stelle?
Cittadini incensurati, varietà di competenze, persone che amano il luogo dove vivono, che hanno voglia di partecipare e fare, poche chiacchiere in politichese perché essere bravi politici è una cosa, saper amministrare, un'altra. Siamo persone che non hanno una "poltrona" come obiettivo, che si autofinanziano e rinunciano a qualsiasi tipo di sovvenzione pubblica o privata. I cittadini potranno esser certi che come assessori proporremo solo figure di alto profilo con competenze specifiche adatte al ruolo. Nessun incarico regalato a portatori di voti.


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