
All'inizio di agosto, insieme al MoVimento torinese abbiamo effettuato un sopralluogo alla Falchera e, più precisamente, presso una serie di case poste proprio a ridosso della stazione ferroviaria Stura, tra Via Tanaro, via Adige, via Toce e via Bormida. È l'ormai tristemente famoso quadrilatero a mollo, quello che da 6 anni vive nell'emergenza, con cantine, box e vani ascensore regolarmente allagati nella stagione estiva a causa dell'innalzamento della falda acquifera sottostante. Gli allagamenti e i problemi sono iniziati nel 2004, quando GTT ha dato avvio ai lavori del lotto 3B relativi al prolungamento interrato della linea 4, tra corso Giulio Cesare e Via delle Cascine.
Due anni più tardi, nel 2006, sono iniziati anche i lavori di rifacimento della stazione Stura da parte delle Ferrovie dello Stato e così, tra un buco e l'altro, tra un appalto e un subappalto, e il consueto rimpallo di responsabilità, il problema si ripresenta puntuale ogni stagione, con il crescente pericolo che vengano irrimediabilmente danneggiate le fondamenta degli edifici interessati.
E il Comune che fa? Aspetta, probabilmente in attesa che qualche crollo inneschi il meccanismo "virtuoso" delle emergenze che, come è ormai risaputo, produce utili sostanziosi e nuovi appalti. Poco importa se poi a fronte di qualche crollo qualcuno resterà sotto le macerie: semplici danni collaterali. E in attesa, tra gli altri, c'è ovviamente l'assessore alla viabilità e ai trasporti Maria Grazia Sestero.
Non che l'assessore non si sia interessata in passato alla vicenda: già nel dicembre del 2006 infatti l'assessore prometteva una risposta sollecita e risolutiva entro Natale (di quell'anno, ndr) a seguito dei lavori di un tavolo tecnico istituito ad hoc che stava esaminando tutta la questione. Ma, si sa, alle volte i tavoli tecnici faticano a trovare soluzioni, anche a causa di chi vi partecipa e di chi invece rimane inspiegabilmente escluso. Adesso i cittadini, stanchi di essere presi in giro, chiedono giustamente risposte e soluzioni in tempi rapidi, prima che sia troppo tardi.
Il MoVimento torinese, che ovviamente continuerà a seguire la vicenda e si farà portavoce delle richieste della cittadinanza, verificherà nei prossimi giorni l'iter da seguire per promuovere un'interrogazione in Consiglio Regionale, in modo che la questione torni all'ordine del giorno e venga affrontata e risolta al più presto.
[di Alberto BARACCO]
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