
Un sistema economico solidale pone le sue basi su presupposti diversi da quello attuale e persegue obiettivi che riguardano la persona, i suoi bisogni e la sua dignità, questi, pur non essendo peculiari di questo sistema perché anche quello attuale, in linea di principio lo vuole, ne sono una caratteristica fondante. Altra caratteristica è la sussidiarietà, ovvero cercare d'intervenire laddove le istituzioni non abbiamo la forza per mettere in atto politiche adeguate di sostegno alla persona. oppure la ricerca di una produzione che vada oltre l'organizzazione tayloristica del lavoro e che metta al centro una giusta retribuzione dei lavoratori, il giusto prezzo dei prodotti, un'attenzione più marcata del territorio in cui viviamo e della Natura, il sostegno alle persone che si ritrovano in situazioni disagiate, rappresentano, tutte insieme ed a mio modesto parere, le basi necessarie per ripensare il sistema economico come fin quì l'abbiamo conosciuto. Detto questo, qual'è il problema che ci troviamo ad affrontare ? Il problema è sempre il solito: la globalizzazione. Perché questo è un problema ? Perché la globalizzazione tende a valutare la produzione, ovvero il lavoro, in termini di riduzione dell'unità di costo per unità di prodotto con il risultato di spostare la produzione in quei posti in cui l'unità di costo è inferiore, vuoi perché costano meno i lavoratori, vuoi perché si adottano tecniche di standardizzazione che tendono ad uniformare anziché a mantenere la diversità. La conseguenza di ciò, è il depauperamento della ricchezza di un territorio a causa dello spostamento della produzione dei prodotti che possano essere venduti a livello globale e l'eliminazione di tutte quelle produzioni locali che non rispondono in maniera appropriata alla riduzione del costo di cui scrivevo sopra e che vengono così espulse dal mercato. Nel nostro caso, significa anche l'eliminazione di produzioni agricole locali e quindi della biodiversità, quest'ultima fondamentale per mantenere sano un sistema biologico. Per l'economia solidale, quindi, è importante mettere un'argine al sistema globale, con l'obiettivo dichiarato di mantenere le produzioni a livello locale ,e nel caso dell'agricoltura, tende a mantenere quella caratteristica che è fondamentale in natura che è la biodiversità, continuando a coltivare specie di frutta e verdura autoctone, che altrimenti andrebbero perse per sempre. La conseguenza di questo mantenimento significa anche mantenere il lavoro sul territorio e quindi a mantenere la ricchezza sullo stesso ad un livello accettabile per il mantenimento di un sano stile di vita che non declini verso il consumismo. Stabilito che abbiamo bisogno di individuare un nuovo paradigma economico e che questo può essere individuato in un sistema che favorisca la produzione locale e che abbia come obiettivo il mantenimento della ricchezza sul territorio in cui insiste, possiamo affermare che lo stesso ha bisogno di strumenti propri per regolamentarsi e per interfacciarsi con l'economia globale, in quanto anche se diverso da essa non può e non deve fare l'errore di considerarsi esterno, ma deve comunque avere conoscenza di essere parte di un tutto più ampio. Uno strumento, che è oggetto di questa discussione, è la moneta, che non è fatta per sostituirsi alla moneta ufficiale, ma viene progettata per viaggiare in parellelo ad essa (è il motivo per cui viene chiamata complementare) Una moneta locale ha proprio lo scopo di aiutare lo sviluppo di economie locali facendo da volano nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo. Io non vedo però, una grande utilità, al contrario di quanto esposto da altri, di una moneta che abbia un respiro di livello nazionale, il cui risultato è di diluire talmente tanto il beneficio, che non sarebbe in grado di risollevare le sorti di un territorio locale. Al contrario, una moneta che circoli all'interno di un contesto ben specifico e per uno scopo anch'esso specifico, ovvero l'applicazione dell'economia solidale a livello almeno provinciale, ma sicuramente non oltre il territorio regionale, può apportare grossi benefici per tutti noi. Attraverso di essa si può creare un circuito virtuoso che lega gli abitanti di un territorio alle produzioni locali che insistono sullo stesso, permettendo di creare lavoro al suo interno perché la ricchezza prodotta non viene esportata in luoghi ameni, ma rimane ancorata al luogo in cui viene creata, in modo che possa essere reinvestita per creare nuove opportunità di lavoro e per creare un sistema di welfare locale, che sia sussidiario alle Stato.
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