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Politiche per i GAS

(di Maurizio Penna) 14.03.11 01:01


Già da tempo ho incominciato a lavorare assieme ai GAS per capirne il significato ed il modo in cui lavorano. Sicuramente chi appartiene ad un GAS si adopera molto nel portare avanti il suo gruppo e per mantenerlo vivo. Vedo, però, che vi sono diversi problemi che non possono essere risolti solo con la buona volonta del singolo. Se molti di questi possono essere risolti attraverso un uso più efficace delle tecnologie, ve ne è uno, però, che ha bisogno dell'aiuto delle istituzioni per essere risolto. Solitamente, all'interno dei GAS, vi è una persona che si è assunta la responsabilità di gestire un ordine verso un determinato fornitore e questo comporta non solo il compito di assolvere il pagamento ma anche a ricevere i prodotti, per poi ridistribuirli fra gli appartenenti al gruppo d'acquisto. Si capisce subito, che fra i due compiti, quello che è più difficile da assolvere è la ricezione del prodotto che è a totale carico di chi ne ha la responsabilità, mentre nel primo caso, per gli ordini che comportano una spesa rilevante, basta chiedere l'ammontare in anticipo. Quello che propongo è che il comune dia in comodato d'uso uno o più locali, recuperati in edifici non utilizzati, ai GAS, come punto di riferimento per la ricezione e la distribuzione dei prodotti. L'ideale, sarebbe, che siano distribuiti su più punti della città per essere facilmente raggiunti da tutti. Che ne pensate ? Magari ci possiamo mettere anche dei distributori di latte crudo e di acqua, rigorosamente pubblica, come è stato fatto a Torino: http://www.smatorino.it/servizi_idrici_integrati?id=14





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