
Questa settimana è approdata per la prima volta in commissione bilancio la nostra proposta di sperimentazione del "bilancio partecipativo". Suddetta impreparazione, in parte, è giustificabile per due motivi: il primo è che non è stato facile spiegare in pochi minuti la proposta di mozione a soggetti che non conoscevano la materia (tanto è che credo di non essere stata del tutto compresa avendo dato per scontate alcune conoscenze); il secondo è che si tratta di uno strumento nuovo per la città di Torino. Alcuni consiglieri hanno espresso palesemente contrarietà, definendolo uno strumento contrario al principio della delega rappresentativa, secondo il principio per cui "io eletto democraticamente non ho la necessità di far re-intervenire i cittadini direttamente nel decidere come spendere una parte del bilancio". Posizione diversa invece quella dell'Assessore che ha evidenziato alcuni limiti (che credo siano superabili) dello strumento in termini di applicazione, ma ha colto con interesse la nostra proposta. Con la nostra proposta (qui il testo completo), come hanno già fatto molti altri enti locali, vogliamo far si che siano i cittadini tramite le circoscrizioni (che dovrebbero essere il reale strumento di interlocuzione dell'amministrazione con essi) a decidere, in un ambito predefinito, come spendere una parte delle risorse economiche dell'ente. Altro non si tratta che di instaurare una forma di trasparenza, partecipazione, e condivisione con i cittadini. I modelli applicabili sono molti e si differenziano in base alle caratteristiche della città e del luogo di attuazione (qui potete trovare un breve resoconto in materia di Allegretti, uno dei maggiori esperti in materia), ma i benefici sono trasversali e molteplici: - facilitare il confronto con la cittadinanza e promuovere scelte e decisioni condivise, riducendo anche i conflitti; - permettere di rispondere in modo più efficace alle necessità dei cittadini, consentendo anche l'emersione di sofferenze e fabbisogni nascosti; - favorire e permettere lo sviluppo della "cittadinanza attiva", coinvolgendo il Torinese nel processo della gestione pubblica attraverso forme di democrazia diretta; Gli enti locali che in Italia lo hanno già sperimentato sono molti, eccone alcuni esempi: Reggio Emilia, Pescara, Paderno Dugnano, Nola. Torino sarà la prossima città tramite le sue circoscrizioni? Ad oggi l'Assessore si è impegnato a discuterne con i presidenti di circoscrizione, che dovrebbero, di fatto, attuare la sperimentazione su indicazione del comune. La mozione è rimasta pertanto sospesa in commissione bilancio, in attesa di approfondimenti ed emendamenti. Vi aggiorneremo sugli sviluppi.
![Schermata-6[1].jpg](http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/Schermata-6%5B1%5D.jpg)
La mia prima impressione è stata che molti consiglieri conoscessero ben poco o addirittura non avessero mai sentito parlare dello strumento, impressione confermata dopo una decina di minuti di dibattito.
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