Il contratto del portavoce del Sindaco alla Corte dei Conti

(di chiara appendino) 02.07.12 08:52

Come molti oramai sanno, Fassino ha regalato alla città di Torino un primato davvero oneroso: il portavoce del sindaco, Gianni Giovannetti, costa, infatti, la bellezza di 187 mila euro l'anno, ovvero quasi 1 milione in 5 anni.
La sua retribuzione annua lorda è pari a 116 mila euro e può essere paragonata a quella di Jay Carney, il portavoce del Presidente degli USA, Barack Obama che è pari a 172.000 dollari lordi annui, che, al momento della sottoscrizione del contratto di Giovannetti, equivalevano a circa 120.000 euro, oggi qualcosa di più a causa della rivalutazione del dollaro.
L'ex-giornalista del Messaggero, che segue da anni il sindaco Fassino, ha ottenuto questo contratto tramite nomina diretta da Palazzo Civico.

E' passato quasi un anno da quando abbiamo sollevato per la prima volta le nostre perplessità di legittimità in merito a questa assunzione: accessi agli atti, interpellanze e interrogazioni per avere la conferma della mancanza del titolo di laurea, elemento necessario per essere nominato dirigente ed avere quindi accesso a questa tipologia di retribuzione.

Ad Aprile, in seguito alla nostra insistenza sulla mancanza dei requisiti, l'amministrazione gli aveva sospeso l'incarico da dirigente ma non abbassato lo stipendio di conseguenza.

Uno stipendio che era già una follia prima, ma che a fronte della mancanza del titolo di laurea e della sospensione degli incarichi da dirigente, non poteva rimanere lo stesso: a fronte di minori responsabilità devono corrispondere minori compensi.

E invece nulla è cambiato.

La scorsa settimana, stufi dell'immobilismo della Giunta, abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti affinché verifichi se l'azione intrapresa da parte della Città di Torino sia coerente con la normativa vigente e se il contratto di assunzione sia legittimo.

Riteniamo, inoltre, che vi possano essere elementi dai quali poter desumere anche una responsabilità contabile per danno all'erario, con riferimento alla circostanza che il compenso previsto nel contratto (assai rilevante per la funzione ricoperta) non sia mutato né diminuito nonostante la sospensione della qualifica dirigenziale.

L'avranno capito che l'osso non lo molliamo?

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