

La vicenda dell’Opera Pia Lotteri, storica casa di riposo torinese, ritorna ciclicamente sui giornali da alcuni anni. L’Opera è una di quelle classiche istituzioni ottocentesche, fondata da un prete e finanziata nei decenni dalle donazioni del meglio della borghesia torinese; attualmente ospita alcune decine di anziani non autosufficienti, nel suo grande complesso di via Villa della Regina. A partire dagli anni ‘90, un po’ per una gestione poco attenta e un po’ per i costi delle ristrutturazioni necessarie per adeguare i vecchi edifici, l’ente ha cominciato ad accumulare debiti, fino al fallimento. Ma la storia è tutt’altro che chiara, e a metà dicembre siamo andati a discuterne direttamente sul posto col nuovo commissario dell’ente, l’ex assessore Marco Borgione.
Nel novembre 2007, sotto il peso di oltre sette milioni di euro di debiti, l’ente fu commissariato; la Regione, allora guidata da Mercedes Bresso, la affidò ad Adolfo Repice, al tempo segretario generale del Comune (il segretario generale è una figura tecnica ma assolutamente vitale, perché certifica la regolarità di tutto ciò che il Comune decide; e Repice era grande amico di Chiamparino).
Se ci seguite, il nome di Repice non vi è nuovo: è il signore che abita in un maxiappartamento di lusso in corso Massimo d’Azeglio 2, vista Valentino, che il Comune gli affitta ad equo canone; il Comune lo ricevette in eredità da una signora che voleva così finanziare borse di studio e garantirsi la manutenzione della tomba… qui vedete com’era ridotta, dopo una interrogazione e due interpellanze sono intervenuti. Alla fine del mandato di Chiamparino, Repice si trovò un’altra occupazione: lo stesso Chiamparino e l’attuale ministro Profumo contribuirono alla sua elezione a sindaco di Tropea. Peccato che dopo solo un anno l’abbiano cacciato pure da lì, dopo che Tar e Consiglio di Stato hanno riscontrato irregolarità in alcuni seggi elettorali della ridente cittadina calabrese.
Dunque, Repice tentò inizialmente di vendere la struttura, ma l’asta nel 2009 andò deserta; allora cercò qualcuno che se ne assumesse la gestione. La gara fu vinta dalla società Villa Maria Pia Hospital, del colosso Villa Maria Pia del ragionere romagnolo Ettore Sansavini, che forse alcuni ricorderanno da una memorabile puntata di Report; i più ignorano la sua esistenza, ma è uno degli uomini più ricchi del Paese. La società in questione offrì 14 milioni di euro per aggiudicarsi la gestione della struttura per quarant’anni; ci furono ricorsi da altre case di cura private, e si arrivò così al gennaio 2011.
Il 14 gennaio, il Tar respinge il ricorso e si potrebbe procedere; tra le mani di Repice, però, i debiti erano ormai esplosi a 16 milioni di euro - più che raddoppiati in meno di quattro anni. I creditori avevano dunque fatto partire le procedure di pignoramento, e il 25 gennaio era fissata l’asta giudiziaria per vendere all’incanto i beni dell’ente - essenzialmente il complesso di via Villa della Regina, ovvero vari edifici, in parte storici, e un pezzo di parco, in una delle zone più chic e costose di Torino - per coprire 11,9 milioni di euro di crediti.
All’asta arrivano tre offerte, e vince… Villa Maria Pia Real Estate, sempre dello stesso gruppo, che offre 13,5 milioni per la proprietà dell’intero complesso. Di fatto, pagando anche un po’ meno, in questo modo Villa Maria ottiene ben di più: immobili per complessivi 9000 metri quadri più giardini, in una zona di lusso. Vogliamo dire 3000 euro al metro quadro, perché sono da ristrutturare? Fa 27 milioni di euro. Ma se mai venisse autorizzato il cambio di destinazione dell’area, da casa di riposo ad appartamenti, il valore sarebbe di molto superiore: quanto vale al metro quadro un appartamento in via Villa della Regina angolo corso Lanza?
Nell’agosto, dopo che sono cambiate sia la giunta regionale che quella comunale, la Regione decide infine di ringraziare Repice e cambiare commissario, nominando Borgione. Egli si ritrova in una situazione difficilissima: il servizio tira avanti, gestito direttamente dall’ASL (anche perché così le rette, da 80 a 100 euro al giorno, possono essere usate per pagare i lavoratori e non i creditori), ma sempre in passivo (anche se minimo rispetto al passato) e senza prospettive chiare. L’ente ha 22 dipendenti, ma quattro aspettano la pensione e otto sono inabili agli sforzi richiesti dall’assistere anziani non autosufficienti (questi sono tra i motivi per cui la stessa casa di cura gestita in regime pubblico, con garanzie e sindacati di mezzo, accumula debiti, mentre gestita da un privato, con precari e cooperative di mezzo, genera utili). E, gentilmente, la nuova proprietà scrive al commissario che loro adesso sono occupanti abusivi e se ne devono andare.
E succedono altre cose strane: per esempio, esiste una legge che dice che un immobile di un ente pubblico destinato allo svolgimento di un servizio pubblico non è pignorabile, proprio per evitare situazioni come questa; ma l’opposizione al pignoramento viene respinta dal giudice, sulla base di una lettera di un funzionario regionale prodotta dai creditori.
Si arriva dunque all’inchiesta di questi giorni, che coinvolge Repice e il presidente del Tar Piemonte Bianchi, accusati di avere aggiustato le sentenze del gennaio 2011, in cambio di una raccomandazione alla Rai per il figlio di Bianchi. Se fosse vero sarebbe tremendo, ad esempio per la quantità di comitati di cittadini che hanno faticosamente raggranellato migliaia di euro per ricorrere al Tar contro delibere del Comune ritenute illegittime, per vedersi poi respingere il ricorso: ora tutti si staranno chiedendo se veramente tra Tar e Comune ci siano consultazioni prima delle sentenze.
Vedremo quali saranno i successivi sviluppi di questa vicenda, ma penso che ne abbiate capito il senso: sia sull’assistenza sanitaria che sul patrimonio storico degli enti di beneficenza girano cifre da capogiro, a fronte delle quali non ci si ferma davanti a niente; e sono cifre che quasi sempre vengono dalle nostre tasche o da quelle dei nostri antenati.
E’ per questo che vorrei aggiungere una postilla che, negli articoli scandalistici di questi giorni, non leggerete. Non vi sembra che in tutta questa discussione manchi qualcosa? Tra aste, inchieste, burocrazia, politica, business un elemento è scomparso, ed è quello che invece, visitando queste strutture, ovviamente colpisce per primo.
E’ il fatto che all’Opera Pia Lotteri ci sono tuttora decine di persone, che si trovano a trascorrervi gli anni che le separano dalla morte, spesso in solitudine, spesso in malattia, in ogni modo deboli, senza potersi difendere, con il solo aiuto di chi, nonostante tutto, nonostante la crisi e i tagli e le manovre, ancora si dedica a loro.
Se c’è un motivo per cui serve la politica, è proprio quello di difendere chi non può difendersi da solo, e ricordare che la grande macchina della sanità e dell’assistenza deve essere al servizio delle persone, e non il contrario.
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Quella del titolo è la battuta della settimana, che ovviamente a Palazzo Civico è stata molto movimentata; con tanto di due o tre commissioni andate buche per sparizione degli assessori, che Fassino ha mandato a sorvegliare lo spalamento neve in giro per la città, uno per Circoscrizione - per dire quanto erano disperati.
Decine di migliaia di torinesi sono infuriati per come è stata gestita l’emergenza neve; basta girare Facebook e forum per leggere tonnellate di insulti al sindaco. La macchina comunale ha retto fino a lunedì, ma tra martedì sera e giovedì mattina c’è stato un vero tracollo, con strade impercorribili, piccole Siberie in ogni periferia, ingorghi e incidenti ovunque, mezzi pubblici fantasma e ogni genere di problema (più sotto troverete una piccola rassegna di mie fotografie). Lega e PDL ci hanno marciato in ogni modo possibile; noi abbiamo scelto una linea diversa.
Invece di fare polemica, infatti, credo che sia utile individuare alcuni aspetti specifici che hanno funzionato particolarmente male, e con calma, nei prossimi giorni, segnalarli e pretendere che vengano affrontati per la prossima volta. Io comincio a elencarne alcuni: l’elevata quantità di condomini che non provvedono a pulire il proprio marciapiede, apparentemente senza che vi siano effettivi controlli; l’incomprensibile balletto di chiudo-apro-no,chiudo-no,apro le scuole, perdipiù senza coordinamento con i Comuni vicini; l’esistenza di terre di nessuno che non si sa chi deve pulire; la mancanza totale di pulizia delle piste ciclabili; l’indisponibilità di mezzi pubblici aggiuntivi da mandare in giro quando il traffico rallenta, per ridurre i tempi d’attesa che altrimenti salgono; la mancata pulizia dei parcheggi all’aperto; e l’incomprensibile scelta di sospendere la ZTL quando invece si doveva cercare di ridurre il numero di auto in giro (ma a Torino, si sa, qualsiasi scusa è buona per sospendere la ZTL). Allungate pure l’elenco.

Mercoledì sera, stazione Re Umberto della metro: per arrivare lì dal Municipio ho impiegato oltre mezz’ora, dato che in via Milano secondo il pannello 5T non transitava niente (forse un 4 dopo venti minuti) e che ho atteso quasi venti minuti al gelo nella centralissima via Pietro Micca senza che passasse nemmeno un mezzo di nemmeno una linea in nessuna delle due direzioni; ho poi corso per prendere in via Arsenale un 15 visto apparire all'orizzonte. Finalmente giungo alla metro e trovo i tornelli aperti, e penso: guarda che sveglio l’assessore Lubatti, ha reso gratuita la metro perché è l’unico mezzo che gira. Invece no, i tornelli erano proprio rotti e spalancati per il freddo (secondo il giornale, sono poi andati col phon a scongelarli).

Mercoledì sera, stazione Re Umberto (lato sud): questa scala mobile è rotta da tre mesi (io ho già fatto tre interpellanze in sette mesi sui malfunzionamenti della metro, l’ultima una decina di giorni fa). Certo che se devono subire pure cinque centimetri di neve, c’è da chiedersi come facciano ad aver mai funzionato; la Città da anni deve tirar fuori i soldi per realizzare la copertura delle uscite, ma preferisce buttarli in manutenzione straordinaria.

Mercoledì sera: il primo tratto pulito è quello del mio condominio, quello successivo, davanti al giardinetto, è del Comune; la foto si commenta da sola. I primi pulitori comunali sono arrivati lì stamattina (sabato).

Giovedì mattina, piazza XVIII Dicembre: una folla attende mezzi pubblici che sono una rarità (matematicamente, se aumenta il tempo di percorrenza e i mezzi in servizio sono sempre gli stessi, aumenta proporzionalmente il tempo di attesa).

Giovedì mattina, via Pietro Micca: se sono così le strade più centrali, figuriamoci la periferia.

Giovedì mattina, capolinea del 29 in piazza Solferino: la fermata chiaramente non è mai stata pulita da quando, cinque giorni prima, ha iniziato a nevicare.

Venerdì mattina, corso Re Umberto: questa sarebbe una pista ciclabile che è anche il percorso pedonale di accesso alla fermata (geniale anche senza neve). Nonostante abbia smesso di nevicare da ventiquattr’ore, pare proprio che non sia passato nessuno a pulire.

Venerdì mattina, pista ciclabile di via Bertola, il principale accesso ciclabile al centro da ovest. Mai pulita, il sentiero che vedete è stato conquistato dai pedoni. Su un forum però (non scherzo!) ho trovato uno che ringrazia il Comune, è un praticante di mountain bike e ha usato la pista per allenarsi al fuoristrada invernale…
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Per qualche settimana in commissione pari opportunità si è discusso del tema della prostituzione. il tutto è nato a fronte di una proposta della Lega Nord approdata in commissione consiliare: un ordine del giorno che invitava il governo a discutere una proposta di legge (in particolare la proposta di legge Lussana) presentata dalla Lega stessa.
Pur riconoscendo l'importanza del tema, sia io che Vittorio abbiamo ritenuto che questa versione del documento fosse davvero invotabile per svariati motivi. Ad esempio il testo della proposta di legge Lussana, già nelle premesse stesse della proposta, aveva punti difficilmente condivisibili, quali l'inclinazione ad affrontare il tema come una questione morale e di decoro pubblico. Inoltre, un punto dell'impegnativa dell'ordine del giorno della lega faceva intravedere nella prostituzione una "interessante" fonte di entrata per i comuni che, vista la situazione finanziaria attuale tanto drastica, avrebbero dovuto, secondo i proponenti, compartecipare alle entrate.
Non volendo però ignorare l'importanza del tema e l'esistenza del fenomeno, in commissione, insieme alle altre forze politiche abbiamo affrontato la discussione, senza pregiudizi e non sul piano morale, proponendo tutta una serie di modifiche al testo, rendendolo una presa d'atto dell'esistenza del fenomeno ed un invito al parlamento a discutere le proposte di legge sul tema della prostituzione
Testo che alla fine abbiamo votato lunedì in consiglio a favore, riconoscendo la necessità di aprire un dibattito sul tema, senza farne una questione morale, cercando soluzioni che siano nell'interesse di tutte le parti coinvolte, soprattutto quelle più deboli, tutelandone la salute, difendendo la dignità della donna e cercando di contrastare i fenomeni di violenza.
Quanto riportato da alcune fonti giornalistiche, non solo è in contrasto con quanto emerso dalla discussione in commissione e in aula, ma è anche una strumentalizzazione, di chi, forse, il problema non vuole che venga affrontato in modo serio dalle istituzioni.
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La crisi c'è, è reale , i consumi o diminuiscono di quantità o lo devono fare per qualità rivolgendosi ,per quanto riguarda l'abbigliamento, esclusivamente al mercato asiatico.
Ma in netta contrapposizzione a un'economia globalizzata, dove non sappiamo più dove, cosa e come compriamo, che non ci dà nessuna possibilità di valutare anche solo la possibilità che il lavoro sia svolto da adulti piuttosto che da bambini, ecco che a Torino nasce spontaneamente una nuova forma di economia.
Inizialmente alcuni gruppi di mamme allestiscono, per la raccolta annuale fondi per la scuola Tommaseo ,un banchetto con tanti oggetti , collane, cappellini, sciarpe , realizzati con l'uncinetto o i ferri nei momenti di svago, chiaccherando tra amiche. E' un successo di vendita e di pubblico.
Ma la passione non si ferma e la sorella di una mamma della stessa scuola , incomincia a realizzare colli e sciarpe in pura lana italiana e la passione dilaga.
I prezzi sono buoni la qualità dei materiali ottimi, così rinunciare all'usa e getta" di un prodotto scadente è un passaggio più facile.
Anche per le graziose vie del centro prendono vita piccoli punti vendita di lana e in via San Massimo puoi trovare un negozio dove vendono cappottini per cani realizzati dalla proprietaria che li sferruzza proprio dietro al bancone.
E se proprio Ghandi, mentre parlava alle folle, filava e indossava gli abiti tradizionali indiani per salvare l'economia del suo paese, anche un gesto come autoprodurci qualcosa dell'abbigliamento o favorire lo sviluppo diun'economia locale, ha un grandissimo valore.
Se poi questi lavori diventassero corsi da seguire a scuola , come succede in questo periodo
negli Stati Uniti, certo sarebbero più produttivi di quei videogiochi, che isolano, che tengono occupati per ore, senza vedere mai un risultato concreto, come invece può essere invece una calda sciarpa intorno al collo.

Sono apparsi come cubi di legno compresso abbandonati da qualche camion in posti strategici della città e ci rimarranno fino al 26 febbraio 2012, per poi essere donati alla Circoscrizione.
I cubi sono in P.zza Corpus Domini - P.zza Statuto - P.zza XVIII dicembre fronte Stazione Porta Susa - P.zza Duca d'Aosta - P.zza San Secondo. e sono assolutamente irrispettosi del contesto in cui sono stati posizionati e per nulla graditi ai cittadini.
Ma la loro storia inizia il 30 novembre in Circoscrizione quando, nonostante le mie proteste viene concesso il contriibuto di 3900 euro all'Associazione Verticalife
relativamente al progetto di una mostra fotografica che prevede la realizzazione di 5 installazioni collegate da un percorso di orienteering urbano e 5 serate/incontro sui temi della mostra stessa.
Il progetto presentato dall'A.S.D. Verticalife prevede la realizzazione di una mostra all'aperto con fotografie a carattere culturale/sportivo le cui tematiche si riconducono a viaggi realizzati in giro per il mondo e vengono proposti come un'occasione di fruizione di atmosfere esotiche soprattutto per quelle fasce di popolazione che non possono permettersi viaggi impegnativi in luoghi lontani.
Davvero solo con questa premessa io volevo bloccare il contributo perchè ritengo che fosse a quel punto più sensato pubblicizzare gli internet point delle biblioteche cittadine dove tutti, tramite internet, possono viaggiare dove gli pare.
L'obiettivo specifico dell'esposizione e del progetto nel suo insieme è quello di offrire la possibilità ai cittadini della Circoscrizione 1, e in particolare agli anziani e ai giovani, di essere trasportati in luoghi lontani e difficilmente accessibili.
Ora visto il tipo di installazzione, come si può far pensare di far viaggiare i cittadini con 10 fotografie?
Altra chicca del progetto "La sensazione che si vuole far vivere al cittadino è quella dell' esplorazione e dell'avventura che caratterizza i viaggi, raccontati con gli strumenti tecnologici innovativi e le applicazioni multimediali delle installazioni" e qui la tecnologia la voglio proprio vedere perchè cos'abbia di tecnologico un cubo di legno normalmente usato per l'imballo me lo devono spiegare.
Ultimo regalo le installazzioni verrano donate alla Circoscrizione come patrimonio mobiliare e anche qui mi piacerebbe sapere cosa se ne farà la Circoscrizione di questo bel dono.
Ritengo che la mia richiesta di vedere preventivamente le fotografie e anche il tipo di installazzione fosse doveroso per il Coordinatore che ha proposto il progetto, nulla di personale con l'Associazione che ha semplicemente presentato un progetto.
Questo perchè esistono progetti validi che vanno votati e con il contributo premiati ed è proprio responsabilità dell'amministrazione votare i buoni progetti e cassare quelli poveri di contenuti e di poca rilevanza culturale.
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![Schermata-6[1].jpg](http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/Schermata-6%5B1%5D.jpg)
Questa settimana è approdata per la prima volta in commissione bilancio la nostra proposta di sperimentazione del "bilancio partecipativo".
La mia prima impressione è stata che molti consiglieri conoscessero ben poco o addirittura non avessero mai sentito parlare dello strumento, impressione confermata dopo una decina di minuti di dibattito.
Suddetta impreparazione, in parte, è giustificabile per due motivi: il primo è che non è stato facile spiegare in pochi minuti la proposta di mozione a soggetti che non conoscevano la materia (tanto è che credo di non essere stata del tutto compresa avendo dato per scontate alcune conoscenze); il secondo è che si tratta di uno strumento nuovo per la città di Torino.
Alcuni consiglieri hanno espresso palesemente contrarietà, definendolo uno strumento contrario al principio della delega rappresentativa, secondo il principio per cui "io eletto democraticamente non ho la necessità di far re-intervenire i cittadini direttamente nel decidere come spendere una parte del bilancio". Posizione diversa invece quella dell'Assessore che ha evidenziato alcuni limiti (che credo siano superabili) dello strumento in termini di applicazione, ma ha colto con interesse la nostra proposta.
Con la nostra proposta (qui il testo completo), come hanno già fatto molti altri enti locali, vogliamo far si che siano i cittadini tramite le circoscrizioni (che dovrebbero essere il reale strumento di interlocuzione dell'amministrazione con essi) a decidere, in un ambito predefinito, come spendere una parte delle risorse economiche dell'ente.
Altro non si tratta che di instaurare una forma di trasparenza, partecipazione, e condivisione con i cittadini. I modelli applicabili sono molti e si differenziano in base alle caratteristiche della città e del luogo di attuazione (qui potete trovare un breve resoconto in materia di Allegretti, uno dei maggiori esperti in materia), ma i benefici sono trasversali e molteplici:
- facilitare il confronto con la cittadinanza e promuovere scelte e decisioni condivise, riducendo anche i conflitti;
- permettere di rispondere in modo più efficace alle necessità dei cittadini, consentendo anche l'emersione di sofferenze e fabbisogni nascosti;
- favorire e permettere lo sviluppo della "cittadinanza attiva", coinvolgendo il Torinese nel processo della gestione pubblica attraverso forme di democrazia diretta;
Gli enti locali che in Italia lo hanno già sperimentato sono molti, eccone alcuni esempi: Reggio Emilia, Pescara, Paderno Dugnano, Nola.
Torino sarà la prossima città tramite le sue circoscrizioni?
Ad oggi l'Assessore si è impegnato a discuterne con i presidenti di circoscrizione, che dovrebbero, di fatto, attuare la sperimentazione su indicazione del comune.
La mozione è rimasta pertanto sospesa in commissione bilancio, in attesa di approfondimenti ed emendamenti.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi.
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Ieri il sindaco del PD Fassino in conferenza stampa ha dichiarato che il Comune di Torino sforerà il patto di stabilità per circa 320 mln di €.
Con estrema leggerezza ha provato a far digerire la notizia ai Torinesi dichiarando che "Il patto di stabilità è stupido" e uscirne permetterà di non tagliare i servizi ai cittadini.
Sarà stupido secondo la logica "Fassiniana", ma è decisamente INQUIETANTE scoprire come alcuni suoi colleghi di un certo "peso", la pensino diversamente da lui. Mi riferisco al collega sindaco Pisapia che lo scorso 16 Dicembre 2011 ha dichiarato:
"... Tutte le nostre iniziative hanno sempre avuto l'obiettivo di scongiurare gli effetti CATASTROFICI che il mancato rispetto del Patto di Stabilità avrebbe procurato sul bilancio comunale con la conseguenza inevitabile un DRASTICO TAGLIO AI SERVIZI che il Comune offre a tutti i cittadini. L'aggiudicazione del 29,75% di Sea, ci consente quindi di affrontare il 2012 con un bilancio sano e trasparente come è doveroso per un'Amministrazione pubblica. Ancora una volta le polemiche del centrodestra si dimostrano strumentali, vogliono solo creare confusione. Risulta chiaro che avrebbero preferito che il Comune sforasse i parametri del Patto di Stabilità, malgrado questo avrebbe comportato effetti gravissimi per tutti i milanesi".
Due posizioni CLAMOROSAMENTE opposte!
Sto studiando per capire meglio quali saranno le conseguenze, per ora sono praticamente certe le sanzioni imposte dal del patto di stabilità stesso per l'anno successivo al mancato rispetto dei limiti e quindi:
- la riduzione dei trasferimenti statali (si parla di un buco di circa 30 milioni di euro)
- il divieto di contrarre mutui
- il blocco alle assunzioni
- la riduzione del 30% delle indennità degli amministratori (sindaco, assessori e consiglieri).
a questo link maggiori dettagli sulle sanzioni: http://www.leggioggi.it/2011/08/01/come-cambiano-le-sanzioni-del-patto-di-stabilita-interno-dopo-l'ottavo-decreto-attuativo-del-federalismo-fiscale/
Prima di chiudere ritengo opportuno ricordare che comunque lo "stupido" patto di stabilità a cui fa riferimento Fassino è oggi lo strumento "volto ad assicurare il concorso degli enti territoriali alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui agli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione".
Seguiranno ulteriori approfondimenti..anche perchè ho appena finito la stesura di un'interpellanza in cui chiediamo un paio di cosette in merito.
Certo è che la totale mancanza di informazione e condivisione in merito a tale scelta in sede di commissione o consiglio, il blocco delle assunzioni dal 2012 (nonostante le continue promesse non mantenute nei confronti di soggetti idonei che hanno effettuato dei concorsi a fronte di inserimenti ad personam con contratti da quasi 200.000€ euro all'anno) e le probabili riduzioni di trasferimenti dallo Stato rendono la situazione davvero seria e grave.
Certamente non una questione da annunciare a fine anno con tanta leggerezza e superficialità.
Alla fine, nonostante una settimana di opposizione dura, l’aumento generalizzato delle tariffe della mobilità torinese - un altro tassello nel sistematico smantellamento dei nostri beni comuni - è stato approvato: ne leggete su tutti i giornali di oggi.
Di fatto ci è stato impedito di elaborare e presentare delle controproposte serie; il piano di Fassino & c. era approvare un aumento lampo la sera di venerdì 23 dicembre, in modo che i giornali non potessero parlarne. Noi abbiamo fatto resistenza e siamo riusciti ad arrivare fino a ieri, e almeno oggi ne parla tutta la città; ma all’arroganza del metodo vorrei dedicare un post nei prossimi giorni, perché da fuori non lo potete nemmeno immaginare.
Parliamo invece di sostanza, che è pesante: +50% sulla corsa singola, da 1 a 1,50 euro; +30% sui carnet da 15 corse, da 0,90 a 1,17 euro per corsa; +28% il giornaliero; +19% il mensile; +7% l’annuale. Altrettanto sulle strisce blu: +12% la tassa annuale per i residenti; +25% in centro; +13% alla Crocetta; addirittura +100% (da 0,65 a 1,30 l’ora) nelle zone meno centrali.
La motivazione ufficiale è che ci sono stati tagli sui fondi per i trasporti, sia a livello nazionale che regionale. E’ vero; peccato che i tagli siano in buona parte rientrati la settimana scorsa, grazie anche a ulteriori tasse sulla benzina. Di fatto, su questi tagli non ci sono stati forniti dati precisi, se non qualche percentuale sparata lì, e così si fa strada il dubbio che il vero scopo degli aumenti sia quello di ingrassare GTT per renderla più appetibile ai privati, avendo già deciso di venderla tra tre mesi.
Gli effetti saranno evidenti: innanzi tutto un forte disincentivo a prendere i mezzi pubblici, specialmente per chi li usa saltuariamente. Se andare e tornare in due in bus costa 6 euro, l’auto è quasi sempre più conveniente, anche perché in genere se ne calcola solo il costo marginale (benzina e sosta) dato che tutti comunque hanno un’auto. Di fatto, si alimenta una segregazione classista: chi può, gira in auto; chi non ha i soldi deve utilizzare mezzi pubblici sempre più costosi e inefficienti, anche perché non sono previsti potenziamenti del servizio ma se mai nuovi tagli di percorso a partire da marzo, dopo quelli di un mese fa.
Eppure si è visto con il gigantesco ingorgo di venerdì 16 cosa succede se chi normalmente usa gli autobus passa all’auto; la città sarà sempre più intasata, bloccata e inquinata (a proposito, avrete notato le scelte della giunta a fronte dei 140 giorni di sforamento dei limiti di legge o giù di lì: parlare di grandi iniziative a lungo termine e intanto non fare niente).
Ci sono poi alcune categorie particolarmente danneggiate: per esempio, l’abbonamento ridotto per gli anziani, che prima partiva dai 60 anni, ora partirà dai 65 e solo per chi ha meno di 36.000 euro di reddito. Grazie a un intervento dell’ultimo minuto, richiesto anche da noi in commissione, si è quantomeno permesso a chi già aveva questo abbonamento di continuare a mantenere la riduzione anche se non rientra nelle nuove condizioni; analogamente è sparito all’ultimo minuto l’aumento dell’11% sull’abbonamento per i disoccupati (da vergognarsi solo ad averlo pensato), che però dovranno farlo per minimo sei mesi anziché tre. L’esenzione fino a un metro di altezza è diventata fino a 11 anni, mentre inizialmente prevedevano un biglietto “ridotto bambini”.
E’ stata inoltre approvata in principio, in quanto adottata anche da IDV e SEL, una proposta che facevamo sin dalla campagna elettorale, ovvero di far pagare in futuro tariffe di sosta differenziate in funzione delle dimensioni, del valore e dell’inquinamento dell’auto.
Non è stata invece approvata la nostra proposta di un biglietto ridotto a 1,70 euro per chi deve fare due viaggi brevi in metropolitana (con tram e bus si fanno con un solo biglietto); e sono state bocciate dalla maggioranza varie altre nostre proposte generalmente a costo zero, come il poter portare la bici su tutti i mezzi, l’aumento dei controllori, il tasso zero sulle rateizzazioni degli abbonamenti, una migliore accessibilità per i disabili, una generale razionalizzazione degli orari.
E’ stata bocciata dalla maggioranza anche una nostra mozione che chiedeva due cose molto semplici, ovvero di fissare un tetto massimo pari allo stipendio del sindaco per tutti i dirigenti GTT (attualmente l’amministratore delegato, l’ex senatore DS Barbieri, incassa a vario titolo quasi 250.000 euro l’anno, e continuano le nomine politiche), e di riportare in gestione interna le linee subappaltate a fornitori privati, che costano a parità di servizio anche il 60% in più.
Insomma, le alternative c’erano… In parte erano politiche; per esempio, se ce ne avessero dato il tempo, si poteva studiare una riformulazione delle tariffe della sosta che magari colpisse meno determinati quartieri ma si allargasse su altri, con opportune salvaguardie per concentrare i costi sulle auto più grosse e inquinanti, incentivando così l’uso del mezzo pubblico. In parte erano semplicemente legate al taglio degli sprechi e dei favori, come i due citati poco fa o come il lucroso contratto per i controllori della linea 4, per cui GTT spende 145.000 euro al mese che vanno in gran parte nelle tasche della cooperativa Rear, presieduta da un consigliere regionale del PD, che paga ai lavoratori stipendi di pochi euro l’ora… basterebbe usare invece il personale interno che, divenuto inabile alla guida, non ha granché da fare.
Credo di avervi dato il quadro della situazione; mi scuso se è un po’ lungo, ma noi a questo tema dedichiamo da sempre gran parte delle nostre energie, per affrontarlo in modo serio e realistico. Speriamo che ci sia la possibilità di farlo in questo modo anche col resto del consiglio comunale, perché in questa occasione proprio non c’è stata.
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![signorina_controllo_qialita[1].jpg](http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/signorina_controllo_qialita%5B1%5D.jpg)
Ai primi di Dicembre, anche in seguito agli sviluppi del contesto normativo a livello nazionale, avevo scritto un'interpellanza in merito al Collegio dei Revisori dei Conti.
Non starò qui a tediarvi con tutti i tecnicismi normativi che ne definiscono il ruolo, la composizione e il funzionamento, mi limiterò a darvi qualche breve informazione per comprenderne l'importanza.
Il Collegio è disciplinato dal Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 (all'articolo 234) e dallo Statuto della città di Torino (art 82). Ai sensi della 267, il collegio è composto da tre membri che restano in carica tre anni e , ai sensi dello statuto della Città, in caso di dimissione di un componente, il revisore deve essere sostituito entro 30 gg.
Il collegio dei revisori svolge un ruolo fondamentale di controllo e indirizzo e ha dei compiti molto importanti e ampi: dall'attività di collaborazione con il Consiglio Comunale, ai pareri sulla proposta di Bilancio di Previsione e le sue variazioni; dalla relazione al Rendiconto della gestione alle periodiche verifiche di cassa presso il Tesoriere e gli agenti contabili interni; ha ingerenza sulle questioni connesse alla gestione contabile e al patto di stabilità, tra cui non solo le regole di bilancio, ma anche le verifiche sulla correttezza di voci di spesa rilevanti, quali quelle connesse al personale.
Con la recente evoluzione normativa, i compiti di questo ente sono stati ampliati rafforzando l'importanza dell'organo tanto è che, secondo le recenti indicazioni, si sta tramutando in un ruolo di vero e proprio controllore della legittimità della spesa, a tal punto che la Corte dei Conti sembrerebbe anche avvalersi dei revisori per svolgere le proprie funzioni di controllo.
Insomma, un ruolo chiave...e cosa succede in comune?
Scopro che noi abbiamo un collegio composto da soli DUE membri anzichè TRE...così scatta subito l'interpellanza: la legge lo permette, ma perché avere solo due membri in un organo tanto importante, soprattutto a fronte della recente legislazione che non fa altro che ampliarne e rafforzarne il ruolo?
La risposta ufficiale all'interpellanza sarà a gennaio...ma sapete quale è l'incredibile coincidenza?
Proprio alla fine della scorsa settimana, il Presidente del Consiglio ha pubblicato il bando per la nomina del terzo membro del Collegio.
Pura coincidenza o effetto del nostro fiato sul collo? Io, essendo ottimista, penso che sia anche merito nostro e quindi opto per la seconda opzione...


Alla scorso consiglio mi hanno volontariamente bocciata la mozione di impegno
del Presidente e della Giunta per pubblicizzare le attività della
Circoscrizione. Pur condividendo le premesse hanno volontariamente evitato di
emendare le soluzioni.
Qui: http://www.facebook.com/groups/188436864531693/doc/279404732101572/
il testo della mozione.
Ora i fatti parlano da soli, in Circoscrizione sovvenzioniamo spettacoli,
concerti, incontri, convegni a cui partecipano pochissime persone .
Con la poca pubblicità che viene data alle iniziative, alcune seguite
personalmente altre tramite resoconto di persone che vi hanno partecipato, mi
vengono riportati dati assolutamente sconfortanti, alcuni esempi:
-Teatro Carignano spettacolo gratuito di musica classica, lunedì 12 dicembre
ore 21.00 sono stati staccati circa 400 biglietti su circa 800 di capienza del
teatro.
- Associazione Glocandia incontro in via Dego 6 mercoledì 14 dicembre alle ore
17.30 sul tema :"Mangiare sano mangiare sostenibile" appuntamento
interessantissimo circa dieci persone....
Attendo notizie sul Pluto dell'Accademia dei Folli ...
La gravità non è tanto avere bocciato una mozione ma non averla studiata per
tempo e soprattutto non essere stati in grado di emedare, cioè integrare o
sopprimere alcune parti , per mancanza di idee verrebbe da pensare o per paura
di dare seguito ad un'iniziativa dell'opposizzione che sarebbe anche peggio.
Sono state le stesse associazioni più volte a chiedere un aiuto non solo in
termine di contributo pecuniario ma di aiuto nella compilazione delle
richieste, nelle modalità di stesura dei progetti e soprattutto di
publicizzazione delle loro iniziative.
La risposta che vorrei dare a questo punto non è istituzionale, non abbiamo i
numeri, sono solo una povera consigliera di minoranza, ma abbiamo la rete e la
volontà di far partecipare i cittadini alla politica ma anche alle iniziative
culturali, ludiche che la Circoscrizione1 offre.
Così se la Circoscrizione non riesce da sola ad uscire dal buco la staniamo
noi, pubblicizzeremo noi le iniziative e inviteremo le Associazioni a
pretendere che la Circoscrizione si faccia carico della diffusione delle
iniziative, con strumenti semplici e a loro disposizione come un'informativa
tra associazioni di via, , diffusione tra gli enti socio-assistenziali,
attraverso le associazioni sportive e culturali, congiuntamente tra le
commissioni 3, 4 , 5.
Ora il ragno esca dal buco e tessa la sua tela è nato per questo non per
imbalsamare i consiglieri nelle modalità del "E' sempre stato così... è uso e
consuetudine ..." , e lo faccia presto, prima che i cittadini si accorgano che
se serve a così poco, se ne può fare a meno.
Lunedì 5 dicembre il consiglio comunale ha approvato ben due mozioni proposte dal Movimento 5 Stelle. Una è quella per contrastare il gioco d’azzardo, una vera piaga sociale; l’altra riguarda invece il benessere dei cani che vivono in città.
I cani, infatti, hanno il bisogno naturale di “sgambare”, ovvero di correre liberamente in un’area di dimensioni sufficienti. Poiché però non a tutti piacciono i cani e qualche cane maleducato potrebbe anche infastidire anziani e bambini, la Città permette di farlo soltanto all’interno delle apposite aree cani, ovvero dei recinti posti nei giardinetti; altrove, i cani devono sempre avere il guinzaglio. Il problema è che in alcune zone della città, a partire dal centro, non esistono aree cani: chi abita in centro e possiede un cane è costretto a violare quotidianamente le regole, rischiando anche un centinaio di euro di multa.
Per questo noi abbiamo presentato una mozione che chiedeva all’amministrazione di impegnarsi su due fronti: il primo è quello di valutare la possibilità di concedere il passeggio dei cani senza guinzaglio in alcuni giardini del centro in certe fasce orarie, ad esempio al mattino presto e alla sera, quando comunque non ci sono bambini che giocano; il secondo è quello di concordare con le circoscrizioni e con le associazioni animaliste un piano per creare nuove aree cani in tutta la città, specialmente nelle zone in cui mancano.
Purtroppo la maggioranza ha bocciato la prima proposta, ma ha accolto la seconda; e così la nostra mozione, tolto il primo punto, è stata approvata all’unanimità.
A questo punto, l’assessore ha quattro mesi di tempo per avviare le consultazioni e definire il piano di nuove aree cani; e noi siamo contenti di aver dato la spinta a risolvere un problema apparentemente piccolo ma molto importante per migliaia di torinesi e per i loro animali.
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Lunedì scorso il Consiglio Comunale ha approvato la nostra proposta di mozione avente per oggetto il contrasto al fenomeno del gioco d'azzardo. Un atto che ritengo molto importante e che sancisce un'ulteriore presa d'atto e di coscienza da parte dell'amministrazione nei confronti di questo terribile fenomeno che sta assumendo sempre più i contorni di una piaga sociale.
I dati sul fenomeno sono sconfortanti: secondo un'indagine promossa da Eurispes, il gioco pubblico rappresenta la terza industria italiana; nel 2010 gli italiani hanno speso per giochi d'azzardo e scommesse più di 61 miliardi di euro, con un incremento del 13 per cento rispetto all'anno precedente, e per il 2011 si stima che la spesa raggiungerà gli 80 miliardi di euro.
E' evidente anche dai dati che il fenomeno del gioco, legale e illegale, sta assumendo una dimensione sempre più vasta, colpendo sopratutto le fasce economicamente più deboli della popolazione, portando a volte i giocatori e le famiglie coinvolte verso derive sociali preoccupanti.
E' in questo contesto che è nata la nostra mozione, accolta con favore dall'assessore competente e da tutte la parti politiche presenti in comune, che entro i limiti di quanto è di competenza dell'ente locale, impegna la giunta a dare il suo contributo per contrastare questo fenomeno in modo concreto.
Con l'approvazione da parte del Consiglio comunale, la nostra mozione impegna la giunta a:
1. rafforzare l'informazione ai cittadini ed in particolare sui giovani in merito alla pericolosità dell'abuso dei giochi che consentono vincite in denaro;
2. valutare e analizzare nuove azioni per contrastare questo fenomeno;
3. contrastare l'utilizzo distorto delle slot machines e video poker nei circoli privati dove diventano pericolosi strumenti di gioco d'azzardo;
4. armonizzare gli orari delle sale giochi con quelli degli altri pubblici esercizi in considerazione delle effettive esigenze dei consumatori ed in conformità dell'articolo 50 del Testo Unico Enti Locali;
5. obbligare il gestore a posizionare, in modo ben visibile vicino alla macchinetta, un cartello che ne segnala la pericolosità modificando il Regolamento;
6. imporre agli esercenti l'obbligo di esporre materiale informativo sul gioco problematico.
Soddisfazione ma soprattutto una bella emozione: il primo atto sul quale ho lavorato che viene approvato e condiviso da tutto il consiglio e al quale hanno contribuito molti consiglieri, indipendentemente dall'appartenenza politica.
Ma questo è solo l'inizio...ora parte la fase "fiato sul collo", tra tre mesi vedremo cosa avrà fatto la giunta Fassino per rispettare questi impegni presi.
Qualche mese fa vi avevamo raccontato del caso dell'appartamento di Corso Massimo d'Azeglio 2, immobile di cui Il Comune di Torino è entrato in possesso grazie alla donazione di una signora che ne aveva anche vietato la vendita.
La rendita derivante dal canone di affitto era stata vincolata a quanto indicato nel testamento: "per istituire uno o più premi annuali per l'arte, da assegnarsi ad uno o più artisti italiani o stranieri, particolarmente insigni nel campo della pittura, scultura, architettura".
Sempre nel testamento la Sig.ra Baccigalupi aveva anche specificato che il Comune di Torino "avrebbe curato la manutenzione dei loculi ove riposano, nel Cimitero Monumentale, Madre e Fratello".
Nell'interpellanza avevamo fatto notare il pessimo stato in cui versava la tomba della donatrice. (foto prima...)
A distanza di qualche mese abbiamo qualche aggiornamento sulla questione:
1) ci risulta che l'immobile continui ad essere affittato al Dott. Repice ad un canone decisamente basso (mi chiedo chi affitta 190 mq a 1.000€ al mese in una delle zone più belle di Torino). E per chi non lo sapesse ricordo che il personaggio in questione non è altro che l'ex Segretario Generale, nonché ex Sindaco di Tropea, Commissario della casa di riposo Opera Pia Lotteri, ex segretario dell'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, ex Segretario del Consorzio Associazione d'Ambito per il Governo dei Rifiuti, ex Revisore dei Conti degli Ospedali Cto e Maria Adelaide ed infine ex Componente Nucleo di Valutazione della Regione Piemonte. Insomma, un personaggio "poco noto" al mondo politico...Ma siamo in attesa di conferma, perchè il vecchio contratto è scaduto il 30/09.
2) ad oggi non abbiamo ancora trovato evidenza dell'esistenza di un vero e proprio premio annuale "Baccigalupi" per l'arte, da assegnarsi ad uno o più artisti italiani o stranieri, così come richiesto dalla donatrice...
3) una piccola, buona notizia...
Alle parole dell'Assessore Passoni sono seguiti i fatti...la tomba della donatrice è stata effettivamente ripristinata e mantenuta...
Ovviamente continueremo a seguire la questione, ma la domanda sorge spontanea...
Dovremo interpellare ogni 5 anni per ricordare al Comune l'impegno preso?
Abbiamo presentato una nuova interpellanza sul tema...per avere conferme su alcuni di questi punti.
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Come ormai dovreste sapere, la scorsa settimana la giunta Fassino, ignorando il referendum di giugno e col voto favorevole di tutti i partiti (PD, SEL, IDV, Moderati), ha dato il via alla privatizzazione di Amiat, TRM e GTT, ovvero dei rifiuti e dei trasporti torinesi… dico “dovreste sapere” perché la cosa è stata fatta passare il più possibile sotto silenzio, e ancora oggi mi arrivano messaggi di persone che dicono “ma è vero che…?”. Noi abbiamo fatto il possibile: presentando 400 emendamenti ostruzionistici (alcuni anche un po’ goliardici) abbiamo perlomeno ottenuto che si rinviasse il voto di due giorni e che i giornali dovessero dire che c’era anche qualcuno che non era d’accordo. Anche i cittadini hanno fatto la loro parte, inviando centinaia di mail… ma Fassino & c. se ne sono fregati.
Io e Chiara ci siamo divisi le cose: lei ha fatto un grande lavoro per settimane, andando a discutere la delibera nel merito tecnico, nei meccanismi di gestione delle aziende e nei metodi di valutazione dei valori; a me è toccato, in aula, fare l’intervento più generale spiegando perché siamo contrari a questa privatizzazione.
Ho smontato una per una le ragioni portate a sostegno della proposta, e poi ho cercato di dire la cosa più importante: che i politici si sono ridotti a criceti in una ruota, costretti a correre all’infinito vendendo il patrimonio pubblico, tagliando posti di lavoro, riducendo i servizi, senza in realtà arrivare un centimetro più vicino a ripagare il debito che hanno contratto in decenni di sprechi, regali e cattiva gestione. La politica dovrebbe avere il coraggio di dire basta, di ridiscutere le basi della moneta e della finanza, di ripensare il meccanismo con cui la collettività finanzia le spese necessarie a vantaggio di tutti; continuare a svendere vuol dire soltanto distruggere i beni comuni per incassare soldi che evaporeranno in pochissimo tempo nei pagamenti alle banche, arrivando lo stesso al fallimento.
Mi spiace che nessun giornale voglia riportare mai questi argomenti; la rete resta l’unico ambito dove si riesce a farli circolare. Spero che questi pochi minuti (nel video in alto) possano convincere anche qualche scettico!
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La Circoscrizione 1 con portavoce Viviana Ferrero in questi mesi ha lavorato sulle seguenti tematiche:
1-TRASPARENZA Con la richiesta protocollata di poter filmare gratuitamente, integralmente e senza commenti i Consigli e le Commissioni al fine di coinvolgere maggiormente i cittadini che potranno così seguire anche da casa propria lo svolgimento degli incontri.( siamo in attesa che venga predisposta l'apparecchiastura istituzionale di registrazione)
2- LEGALITÀ con l'approvazione all'unanimità della Mozione di impegno del Presidente a realizzare fascie orarie per lo sgambamento cani e reperire idonea area in Centro, togliendo così i cittadini dalla situazione di continua illegalità nel far correre i cani in Centro e Crocetta.
3-RISPARMIO DI DENARO PUBBLICO abbiamo rifiutato il gettone di presenza coinvolgendo altri 2 consiglieri quando la commissione serviva solo a cedere gratuitamente un locale per un'ora al mese alla Socrem ( ogni commissione costa 1500 euro lordi), insistendo e verbalizzando quando i consiglieri entrano firmano e poi si assentano, abitudine ora quasi del tutto abbandonata.
4- PUBBLICITÀ delle attività della circ.1 interpellanza e poi Mozione per rendere credibile attraverso la diffusione delle informazioni relative tutte le attività che si svolgono con il patrocinio della circoscrizione, con impegno del Presidente a reperire spazi propri sulle vie di maggiore transito e comunicazione alle scuole.
5- MOBILITÀ CICLABILE con approvazione all'unanimità di un un ODG di impegno del Presidente e della Giunta a realizzare rastrelliere anche nelle piazze e vie del centro storico.
6- SMOG cofirmatari di una richiesta per il lavaggio delle strade, respinto dalla maggioranza, e successiva richiesta di avere i dati relativi allo sforamento delle PM10, ai percorsi di lavaggio delle strade e punti di rilevamento delle centraline Arpa.
7-SALVIAMO LA MOLE cofirmatari della richiesta di chiarimento sull'iter del progetto di un palazzo in via Riberi e forti sostenitori in Commissione della necessità di diminuire la cubatura edificabile per rendere armonioso il nuovo edificio con il contesto ottocentesco in cui si trova.
8- NO-TAV uno dei primi atti è stato regalare alla circoscrizione diverse copie delle"Le 150 ragioni del No-Tav" scritto da Mario Cavargna Bontosi, in modo da mettere a conoscenza dei consiglieri le ragioni sensate di contrarietà a quest''opera.
9- SBUROCRATIZZAZIONE PRATICA ASL, cofirmatari di uno snellimento di una pratica amministrativa, passata poi a maggioranza.
10- GIARDINO DI PALAZZO CISTERNA cofirmatari nella richiesta di impegno del Presidente a rendere fruibile ai cittadini i giardini prospicenti via Carlo Alberto ora pedonalizzata.
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