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PROGRAMMA TOSCANA - Scegli il Futuro Migliore 2/2

ENERGIA AMBIENTE E TERRITORIO10850206_10204011063504872_7957149839780268638_n.jpg

La Toscana può diventare la Regione simbolo della rivoluzione sostenibile. Energia, ambiente e gestione della materia prima secondaria possono essere il mix decisivo per centrare questo obiettivo: l'energia sia nella sua componente di elemento da risparmiare sia nella sua transizione verso una produzione distribuita e decentrata, l'ambiente da noi letto come tutela profonda del nostro territorio devastato da anni di consumo spregiudicato e inquinamento, il ciclo dei rifiuti come sistema virtuoso di gestione della materia presente in Toscana che la mala-amministrazione attuale destina all'interramento in discariche o all'incenerimento malsano.

ENERGIA

L'energia più pulita è quella non prodotta e non consumata. Dobbiamo intervenire abbattendo la domanda energetica, in particolare degli edifici pubblici regionali (ospedali e scuole), sostenendo e promuovendo interventi di risparmio energetico (cappotti termici, infissi a bassa dispersione e tetti coibentati).
La domanda interna di energia elettrica e termica, opportunamente razionalizzata, deve essere coperta da una produzione interna e questa deve avere origine da fonti rinnovabili.
Per questo vogliamo autorizzare nuovi impianti di produzione energetica solo se da fonti rinnovabili e sostenere famiglie e aziende nell'autonomia energetica, contribuendo all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica e/o termica e agli interventi di risparmio energetico. Crediamo nella produzione distribuita e decentrata dell'energia, da mettere in rete.
La domanda dell'installazione di impianti può crescere se consentiamo l'installazione di qualsiasi impianto solare domestico su copertura senza iter autorizzativo, anche in zone a vincolo, e se la sostiamo con incentivi diretti.
Per quanto riguarda le aziende è necessario rendere più snelli e veloci i bandi di accesso a finanziamenti per installazione di impianti da fonti rinnovabili. Le lungaggini e la complessità delle procedure rendono infatti questi utili strumenti tutt'ora esistenti, poco appetibili.
Noi siamo contro la geotermia ad alta entalpia, ma vogliamo favorire i piccoli impianti geotermici domestici, a bassa entalpia.

PIANO DEL TERRITORIO

Il nostro territorio è il bene più prezioso che abbiamo ereditato e ci sentiamo responsabili della sua difesa e valorizzazione.
Proponiamo


  • Corretta pianificazione del territorio e messa in sicurezza dal rischio sismico e idrogeologico;

  • Miglioramento dei sistemi di monitoraggio e previsione del rischio sismico e idrogeologico e piani d'emergenza;

  • Stop a nuove costruzioni e impulso a recuperi e riqualificazioni;

  • Introduzione dell'invarianza idraulica, ovvero se fai un intervento il saldo dell'impermeabilizzazione del suolo deve essere nullo;

  • Piano di ricollocazione di costruzioni ubicate in aree mappate a rischio;

  • Progettazione di centri urbani resilienti per restituire alla natura di sviluppare le proprie dinamiche senza arrecare danno agli insediamenti umani;

  • Sostegno al recupero di terreni agricoli montano-collinari abbandonati e alle attività agricole in terreni incolti, manutenzione o realizzazione di terrazzamenti o muri a secco, impiego di aratura a giropoggio invece che a rittopoggio;

  • Avvio di un piano di verifica sui gradi di funzionalità e protezione degli argini, in modo da individuare e intervenire sulle sezioni arginali dove potrebbero generarsi le prossime rotte arginali che negli anni scorsi hanno avuto effetti disastrosi in Toscana;

  • Svuotamento degli invasi utilizzabili per la laminazione delle piene ed adeguamento e rinaturalizzazione delle aree golenali e restaurazione fluviale;

  • Elaborazione di un piano per mettere in sicurezza gli edifici pubblici esposti a rischio sismico;

  • Sostegno alla rete di pluviometri e nivometri;

  • Predisposizione di un piano per la verifica ed eventuale revisione dei piani di emergenza comunali, coinvolgendo Protezione Civile;

  • Promozione della speleologia anche in ambito di collaborazione con enti e amministrazioni locali;

  • Progressiva diminuzione delle attività estrattive presenti e divieto di ri-apertura di cave dismesse;

  • Obbligo del rapporto blocchi/scarti minimo al 50% sull'escavato;

  • Sostegno e promozione del monitoraggio Arpat per la gestione delle acque di lavorazione;

  • Sostegno alla verifica di illegalità per la mancanza di raccolta delle acque a piè di taglio, per l'assenza o il mancato utilizzo degli impianti di depurazione;

  • Piani estrattivi di bacino elaborati in relazione ai bacini idrografici per la salvaguardia idrica.

URBANISTICA A CONSUMO ZERO E BONIFICHE


  • Verifica obbligatoria dell'effettivo fabbisogno di nuova edificazione, privilegiando il recupero dell'edificato;

  • Obbligo per la nuova edificazione di applicazione di principi costruttivi in Bioarchitettura e Bioedilizia;

  • Vincolo di inedificabilità assoluta sui sistemi dunali presenti su tutto il territorio regionale;

  • Mappatura edifici pubblici ad uso residenziale per recupero e pieno utilizzo anche per l'edilizia popolare, anche con l'ausilio dei finanziamenti europei;

  • Riutilizzo dell'edificato abbandonato dalla pianura alla montagna;

  • Impedire la realizzazione di nuovi centri commerciali o l'ampliamento degli esistenti, aiutando la ricollocazione di attività commerciali nei centri cittadini, puntando a realizzare i cd "centri commerciali naturali";

  • Recuperare, mettere in sicurezza e ristrutturare energeticamente il patrimonio immobiliare pubblico;

  • Recuperare e valorizzare il patrimonio, architettonico, museale agricolo ed industriale storico e di pregio;

  • Censimento del patrimonio immobiliare regionale inutilizzato, al fine di realizzare incubatori d'impresa e aree di co-working concesse in comodato d'uso gratuito e dedicate al supporto di nuove realtà imprenditoriali in grado di sviluppare prodotti e/o servizi innovativi;

  • Riqualificazione di tessuti urbani degradati tramite l'inserimento dei corridoi ecologici e l'implementazione delle aree a verde pubblico anche con forme innovative di fruizione (orti urbani biologici);

  • Obbligo di parametrare gli strumenti urbanistici locali al reale fabbisogno, valutato sull'andamento demografico e sul trend dell'ultimo quinquennio: ogni comune dovrà redigere un'indagine statistica che metta in evidenza lo stato dell'uso degli immobili e le relative dinamiche insediative, nonchè il reale incremento demografico della propria comunità;

  • Obbligo di identificazione dei perimetri delle aree urbane nei piani urbanistici comunali;

  • Sostegno alle bonifiche aree industriali (SIN e SIR) e portuali.

SVILUPPO ECONOMICO E OCCUPAZIONE16527_10204011064104887_8270278802661520783_n.jpg

La crisi economica toscana che stiamo vivendo è una crisi di sistema e di modello di sviluppo.
Il risultato di scelte politiche sbagliate che hanno ceduto la sovranità popolare ad interessi di pochi ed hanno svenduto, inquinato e depredato le risorse naturali, nell'illusione di vivere in un mondo infinito.

I tagli pesanti decisi dai Governi Italiani - sempre a maggioranza PD - hanno tolto il principale motore del "modello Toscana": il denaro pubblico.
E quando mancano le risorse la pochezza della visione d'insieme di chi ci ha amministrato finora si è rivelata in tutto il suo dramma.
Le poche risorse esistenti vengono spesso spese male, in grandi opere delle quali non sentiamo la necessità e a beneficio dei soliti noti alle Procure.

La nostra visione è in linea con gli obiettivi Europa 2020, proponendo una "crescita sostenibile, intelligente e inclusiva".
Sostenibile sul piano ambientale e sociale, intelligente sul piano dell'innovazione e dell'uso di risorse, inclusiva nella capacità di generare livelli di occupazione accettabili.

Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo compiere pochi ma radicali passi:

RETI DI IMPRESE E POLI TECNOLOGICI

Vogliamo sostenere la creazione di reti di imprese (e pratiche di collaborazione tra queste) con tavoli di incontro, fondi dedicati e formazione.
Vogliamo favorire nascita e radicamento di Poli Tecnologici con attenzione per Spin off universitari e start up ad alto livello di innovazione.
Vogliamo istituire un'efficiente sistema di supporto e tutoraggio delle PMI per l'accesso ai fondi europei, regionali e fondi di garanzia, anche nella fase di rendicontazione.

TURISMO: OBIETTIVO "TOSCANA AL PRIMO POSTO"

Attualmente la Toscana è lontana dal podio in ogni classifica sul turismo e addirittura sesta per flussi turistici stranieri su permanenze superiori alle 4 notti.
Noi vogliamo portare la Toscana al vertice di tutte le classifiche italiane sul turismo.
Per farlo vogliamo puntare sulla qualità dell'accoglienza investendo in valorizzazione del territorio e dei nostri beni culturali, informazione, formazione e promozione.
Abbiamo un territorio stupendo e una proposta culturale - di beni e tradizioni - invidiata nel mondo. Dobbiamo solo porre questi al centro dei nostri sforzi di valorizzazione.
La formazione dovrà concentrarsi su lingue straniere, web marketing e marketing territoriale.
L'informazione dovrà essere capillare e precisa su trasporti, prodotti tipici e tradizioni culturali locali.
La promozione dovrà partire da una ricerca universitaria sulla domanda turistica interna e straniera, ponderando le azioni successive in conseguenza degli esiti.
Inoltre il nostro piano della mobilità avrà una voce dedicata alla gestione ottimale del trasporto a fini turistici.
Vogliamo una gestione pubblica dei Beni Culturali, artistici ed architettonici, con una maggiore fruizione per tutti, promuovendo la conoscenza tra i cittadini del territorio ( non solo paesaggio ed enogastronomia) attraverso conferenze e spazi di incontro e confronto. Riteniamo doverose le apertura gratuite serali e straordinarie dei musei in base alle esigenze stagionali dei territori attingendo da collaborazioni con le scuole del settore (vedi relazione scuola lavoro).
Tra le misure specifiche vogliamo


  • Piano per la qualità dell'accoglienza

  • Piano di marketing strategico per la Toscana 2015-2020

  • L'istituzionalizzazione delle Città Termali come sistema integrato dell'offerta turistica particolareggiata

  • Piano regionale degli alberghi

ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

La domanda interna di energia elettrica e termica, opportunamente razionalizzata, deve essere coperta da una produzione interna e questa deve avere origine da fonti rinnovabili.
Per questo vogliamo autorizzare nuovi impianti di produzione energetica solo se da fonti rinnovabili e sostenere famiglie e aziende nell'autonomia energetica, contribuendo all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica e/o termica. Crediamo nella produzione distribuita e decentrata dell'energia, da mettere in rete.
La domanda dell'installazione di impianti può crescere se consentiamo l'installazione di qualsiasi impianto domestico su copertura senza iter autorizzativo, anche in zone a vincolo, e se la sostiamo con incentivi diretti.
Per quanto riguarda le aziende è necessario rendere più snelli e veloci i bandi di accesso a finanziamenti per installazione di impianti da fonti rinnovabili. Le lungaggini e la complessità delle procedure rendono infatti questi utili strumenti tutt'ora esistenti, poco appetibili.

Progressiva dismissione e arresto di nuove centrali biogas, biomasse e di incenerimento anche con produzione di energia.

ECONOMIE LOCALI

Sostegno alle produzioni locali tramite


  • Sostegno all'export internazionale dei prodotti locali (made in Toscana);

  • Lotta alla contraffazione dei prodotti manifatturieri ed agro-alimentari per tutelare i prodotti della nostra terra;

  • Promozione e sostegno della filiera corta (manifatturiero, agro-alimentare) e dei mercati rionali;

  • Adozione di monete complementari quali strumenti di sostegno alle economie locali.

RIFIUTI ZERO GENERA OCCUPAZIONE

In Toscana manca l'impiantistica per recuperare i materiali attraverso la lavorazione a freddo (es. pneumatici usati) e il sostegno alla filiera di recupero, lavorazione e commercializzazione della materia prima secondaria. Tra gli impianti appoggiamo l'approccio del trattamento meccanico biologico e le impiantistiche water jet. Riteniamo possibile sviluppare un indotto su questo ambito, successivo alla raccolta, gestione e trattamento dei rifiuti solidi urbani, aumentando così l'occupazione. Per la gestione dei rifiuti non urbani la Regione può e deve creare le migliori condizioni per gli investimenti privati legati alla lavorazione del prodotto recuperato, con gli esempi più virtuosi che l'innovazione tecnologica oggi offre.

VERO FONDO DI GARANZIA

Monitorare gli strumenti di garanzia esistenti e renderli veramente efficaci per tutti, sebbene gli indicatori ci segnalino un leggero aumento delle aziende supportate è da verificare la qualità di tale accesso al credito e delle sue condizioni. Con il taglio degli stipendi dei nostri portavoce creeremo un vero fondi di sostegno per le PMI.

"SPAZIO COMUNE" UNIVERSITÀ - IMPRESE - INVESTITORI

Promuoviamo l'idea che la Regione Toscana costituisca degli "spazi comuni" di confronto-incontro tra Università, mondo delle imprese e investitori, al fine di favorire la competitività del tessuto produttivo toscano tramite il potenziamento di ricerca, trasferimento tecnologico e creazione di start-up innovative.
Tutto ciò anche attraverso l'orientamento delle erogazioni provenienti dal Fondo per la Ricerca e Innovazione toscano tramite un Comitato di esperti in grado di indirizzare tecnicamente la scelta politica verso i settori più innovativi e redditizi nel medio lungo periodo.

DEMANIO

In merito alle Concessioni demaniali balneari ad uso turistico ricettivo vogliamo


  1. Divieto di subaffitto della concessione. La concessione deve tornare ad essere un occasione di lavoro e non certamente una rendita di posizione. Attualmente molti concessionari pagano pochissimo allo Stato e ricevono tantissimo dall'affittuario;

  2. Intervenire, dove possibile, perché una parte delle concessioni vengano ripubblicizzate e gestite direttamente dai Comuni. Ci sono prove certe che se gestite con intelligenza e lungimiranza la concessione balneare è un ottima occasione di lavoro per molti cittadini e una ottima voce di entrata per le casse comunali;

  3. Legiferare in merito agli accessi al mare. Oggi, lo sappiamo con certezza non esiste una normativa regionale in tal senso e tutto è demandato ai vari comuni. Occorre quantomeno trovare una linea comune per tutta la costa che ribadisca con forza che i cittadini hanno il pieno diritto a poter accedere alla spiaggia e che i comuni devono attivarsi in tal senso;

  4. Riportare ad un periodo più prossimo alle originarie 48 ore i tempi di "facile rimozione" - portati un anno fa dalla Regione Toscana a 90 giorni! - concetto imporantissimo ai fini del Codice della navigazione in quanto è il parametro che permette alle Capitanerie di Porto di incamerare o meno un immobile costruito sul demanio. In questo modo solo gli immobili ecocompatibili potranno osservarsi in prossimità della spiaggia, perché di più facile rimozione.

  5. Prevedere che durante l'inverno venga rimosso ogni manufatto edificato sull'arenile oltre la linea delle cabine - chiringuiti, tettoie, piattaforme per sedute di servizio al bar o ristorante etc etc - per essere rimontato ad inizio stagione. La spiaggia in inverno deve tornare ad essere fruibile da tutti, qualora l'impresa chiuda in questa stagione;

  6. Verificare che i criteri di costruzione sulla spiaggia siano afferenti ai principi di ecocompatibilià, quindi no a cemento armato, no a piscine, no ad ogni tipo di edificazione che non sia ambientalmente ecocompatibile e sostenibile;

  7. Vigilare sul rispetto della legalità contro l'abusivismo.


PORTI

Dobbiamo raggiungere un equilibrio tra vocazione turistica e commerciale nella rete dei porti toscani. Siamo contrari all'ampliamento dei porti, al servizio di un import aggressivo per le nostre economie locali e di grande impatto a livello ambientale e socio-sanitario. Siamo invece favorevoli ad un potenziamento dei porti turistici all'interno degli esistenti e alla riqualificazione dei porti commerciali che richiedono adeguamenti strutturali senza stravolgerne la natura. Ad esempio riteniamo improprio che il Porto di Piombino sia destinato allo smaltimento delle navi da guerra mentre il livello del fondale consentirebbe il potenziamento turistico e commerciale.


RIFIUTI ZERO1508144_10204011063424870_5632286423028852166_n.jpg

La Regione Toscana è 13esima in Italia per Raccolta Differenziata ed una delle regioni che producono più rifiuti urbani (circa 600 kg pro capite/anno). Una gestione scellerata ha portato questo risultato vergognoso e le sue conseguenze in termini di salute pubblica, decoro urbano e consumo di territorio (per discariche legittime e abusive). La nostra visione prevede


  • Aggiornamento del piano Regionale dei Rifiuti e del piano di prevenzione, con obiettivo il dimezzamento della quantità di rifiuti urbani prodotti al 2025;

  • Obbligo della raccolta porta a porta dei rifiuti urbani in tutti i Comuni;

  • Istituzione di un centro di ricerca regionale che studi i cicli produttivi e fissi obiettivi di prevenzione mirati per i rifiuti speciali che saranno inserito nel Piano Regionale dei Rifiuti;

  • Introduzione del principio di netta separazione tra le attività di prevenzione, quelle di raccolta e riciclaggio e quelle di smaltimento: aziende diversificate per evitare posizioni di monopolio, restituzione ai Comuni della competenza sulla gestione dei rifiuti;

  • Ridefinizione dei meccanismi di controllo e di applicazione del SISTRI per le aziende con più di 15 dipendenti;

  • Accordi di programma con gli agricoltori per il compostaggio della frazione umida, finanziati con i fondi destinati ai rifiuti organici;

  • Tassazione di conferimento in discarica ed incenerimento, al fine di finanziare le attività di prevenzione, tassazione della posta non indirizzata;

  • Impegno per le amministrazioni comunali ad utilizzare il compost nella gestione del verde pubblico;

  • No a nuovi inceneritori e Piano di chiusura, dismissione e bonifica progressiva di inceneritori e discariche;

  • Eliminazione del monouso e degli alimenti imballati nelle scuole, nelle mense pubbliche e in tutti i settori di competenza regionale, con particolare riguardo alla filiera dei rifiuti sanitari e ospedalieri, promozione del "vuoto a rendere";

  • Promozione e sostegno a fiere ed ecosagre a rifiuti zero.

AMMINISTRAZIONE: TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE11175057_10204011063744878_2505167421351767525_n.jpg

L'attuale amministrazione della Regione Toscana è inestricabile e sconosciuta ai cittadini.
Noi vogliamo rendere l'amministrazione regionale trasparente e partecipativa, veramente.

BILANCIO TRASPARENTE, COMPRENSIBILE E PARTECIPATO

Vogliamo vederci chiaro, fino alla singola fattura. Sono soldi nostri no? #bilanciotrasparente
In conseguenza vogliamo la Digitalizzazione di tutta la documentazione dell'amministrazione regionale.
Bilancio Partecipato: vogliamo destinare una parte dei fondi regionali tramite percorsi partecipati in grado di individuare progetti vicini al territorio e alle imprese.

DEMOCRAZIA DIRETTA

Referendum senza quorum di tipo legislativo, propositivo e confermativo.
Percorsi partecipativi obbligatori per determinare la fattibilità dei progetti regionali rilevanti dal punto di vista ambientale sociale ed economico.
Obbligo di discutere le proposte di legge di iniziativa popolare entro 6 mesi dal deposito.

STIPENDIO DA AMMINISTRATORI? - 50%

Vogliamo abbattere i costi della politica e ci ridurremo lo stipendio del 50% cercando di destinare questo risparmio ad un fondo di sostegno per le PMI toscane.
Riteniamo necessario ridurre i compensi dei dirigenti Regionali e sopprimere le indennità di fine mandato. Vogliamo l'eliminazione dei rimborsi spese forfettari.

RITRATTARE L'INDEBITAMENTO BANCARIO

La Regione Toscana ha sottoscritto contratti derivati a totale beneficio degli Istituti Bancari. Perdiamo così 2,5 milioni di euro l'anno in interessi.
Noi vogliamo fermare questa mala gestione delle finanze pubbliche ridiscutendo i contratti in essere e fermando l'adozione di nuovi contratti derivati.

CONTROLLO E LEGALITÀ

La Procura regionale della Corte dei Conti ha inaugurato l'anno giudiziario denunciando il fatto che sia il Consiglio Regionale sia i Gruppi politici non aveva consegnato i documenti delle spese.
Noi vogliamo istituire un tavolo permanente con la Corte dei Conti, le procure della Repubblica Toscane e le Direzioni Investigative Antimafia per tenere sotto controllo la spesa pubblica.
La Toscana non è terra di mafia ma la mafia c'è e gode di ottima salute e si presume che il suo fatturato oscilli intorno ai 15 miliardi di euro. Noi vogliamo che nessun fondo pubblico arrivi alle organizzazioni malavitose e/o di altra natura eversiva.

NO AL CENTRALISMO. GESTIONE A RETI DI COMUNI E CITTADINI

La gestione dei beni essenziali e primari (acqua, rifiuti, trasporto pubblico locale, sanità) deve essere controllata e indirizzata da reti di Comuni sottoposte alla valutazione di un Consiglio dei Cittadini, con potere vincolante per deliberare sui piani di indirizzo.
In questo modo si supera il modello gestionale degli ATO (ambiti territoriali omogenei) già resi illegittimi dal Governo Monti ma riesumati dall'amministrazione Rossi nell'ultima legislatura.

RAZIONALIZZAZIONE ENTI NON ESSENZIALI

Consorzi di Bonifica, ATO e macro ASL sono poltronifici che non corrispondono alle esigenze del territorio, estranei alla meritocrazia, dove la politica attuale sfoga le sue necessità clientalari. Un'amministrazione diversa, più meritocratica e partecipativa, è possibile, così come una razionalizzazione di questi enti che riporti in capo ai Comuni o alle Reti di Comuni le competenze loro assegnate.

ETICA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Adozione della Carta Avviso Pubblico - Codice Etico di Buona Politica (ex Carta di Pisa) per l'amministrazione regionale e ogni ente correlato.
Le indicazioni del Codice costituiscono diretta attuazione dei principi di buon andamento e imparzialità e di disciplina ed onore nell'adempimento delle funzioni pubbliche sanciti dagli art. 54 e 97 della Costituzione Repubbblicana.
"L'amministratore deve esercitare la funzione pubblica che gli è stata affidata con diligenza, lealtà, integrità, trasparenza, correttezza, obbiettività e imparzialità e si impegna ad esercitare il suo mandato evitando situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine dell'amministrazione.
L'amministratore assicura trasparenza totale della sua attività e della sua situazione patrimoniale"
Art. 1 Codice Etico di Buona Politica "Avviso Pubblico".

Divieto doppio incarico.

Inserimento di vincoli di incompatibilità tra attività dirigenziali e politiche.

Limitazione delle consulenze esterne in base a criteri di merito e competenza, valorizzando il personale interno.


Per Maggiori Informazioni .... www.movimento5stelletoscana.it

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