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MoVimento 5 Stelle

Trieste - 

È ridicolo il modo di fare politica del centrodestra a Trieste. Anche per quanto riguarda un tema sempre più sentito dai cittadini come quello dell'utilizzo delle biciclette. Oggi il vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti si lamenta a mezzo stampa delle troppe due ruote non parcheggiate regolarmente. È lo stesso Roberti che ha fatto approvare il nuovo regolamento di Polizia locale che vieta di agganciare le bici ai pali, ai semafori e alle ringhiere ma che, finora, ha collocato pochissime rastrelliere in città. È lo stesso centrodestra che in Sesta Circoscrizione ha più volte bocciato la mozione del MoVimento 5 Stelle finalizzata alla realizzazione di nuove rastrelliere a San Giovanni, Chiadino e Rozzol vicino a scuole, uffici postali, palestre, luoghi di culto e di aggregazione.

L'uso della bicicletta in città va sostenuto con determinazione perché riduce il traffico automobilistico con ricadute positive sulla qualità dell'aria, sulla sicurezza stradale e per la salute dei cittadini. E invece cosa si inventa invece il centrodestra? Pur di bocciare la nostra proposta di buon senso arriva a sostenere che nella nostra mozione dovevamo indicare i luoghi precisi dove collocare le rastrelliere, i costi e la tipologia. Come se i consiglieri circoscrizionali fossero dei tecnici del Comune preposti agli stalli urbani.

Bocciatura della mozione che - per essere trasparenti fino in fondo - è arrivata anche grazie all'astensione di un consigliere del Pd che ha fatto l'ago della bilancia sostenendo che i tecnici del Comune non sarebbero stati in grado di trovare soluzioni adeguate. È bene che i cittadini sappiano come si comportano in realtà le forze politiche quando sono chiamate a prendere delle decisioni che dovrebbero sempre migliorare la nostra qualità della vita.

I consiglieri circoscrizionali del MoVimento 5 Stelle della Sesta Circoscrizione
Alessandra Richetti, Emanuela Segulin e Stefano Fonda


Trieste - 

Ieri in Consiglio comunale è stata presentata una petizione sottoscritta dagli abitanti delle zone di Trieste più vicine alla Ferriera, che chiedeva al Comune di farsi carico dell'individuazione delle cause dell'inquinamento riscontrato nei giardini pubblici. Anche se il documento era centrato sui giardini, la presenza della Ferriera di Servola era palese. La petizione esplicitava infatti i dubbi, già esposti mesi fa dal MoVimento 5 Stelle in diverse occasioni, sull'efficacia di interventi di bonifica o inertizzazione di uno spazio verde in assenza di provvedimenti di blocco delle fonti di inquinamento.

Da parte sua, Roberto Dipiazza ha avuto il buon senso di far propria la petizione, impegnando l'amministrazione a determinare con esattezza quantità e qualità degli inquinanti trovati nei giardini pubblici, con ciò tracciando finalmente le fonti dell'inquinamento. Vedremo se il sindaco manterrà l'impegno.

Il paradosso è che fino a una settimana fa l'assessore Polli respingeva al mittente la medesima richiesta fatta dal M5S con un'interrogazione presentata a gennaio di quest'anno, continuando a sostenere la tesi, chiaramente ambigua, dell'inquinamento diffuso, ovvero non chiaramente attribuibile a una causa precisa. Ci fa piacere che il sindaco abbia clamorosamente smentito il suo stesso assessore all'ambiente e di ciò non possiamo che dichiararci soddisfatti. Una soddisfazione parziale se pensiamo che i tentennamenti di questa amministrazione porteranno alla sostanziale inutilizzabilità degli spazi verdi pubblici per questa estate, poiché il cronoprogramma prevede l'avvio degli appalti entro l'estate.

Inoltre l'assessore Polli ha dichiarato in aula consiliare che il Comune vuole monitorare le deposizioni degli inquinanti solo dopo la bonifica dei terreni. È chiaro che se così fosse, la certezza di dilazionare ulteriormente ogni decisione concreta rispetto alle fonti di inquinamento che hanno determinato la situazione dei giardini contaminati è matematica: un quadro che il M5S non può assolutamente condividere.

Se verrà dimostrato che l'inquinamento nelle zone più vicine alla Ferriera di Servola è dovuto all'impianto siderurgico, il sindaco Dipiazza dovrà intervenire con un'ordinanza di fermo dell'area a caldo.

Portavoce comunali
del MoVimento 5 Stelle di Trieste


Trieste - 

Ieri sera, durante la riunione del consiglio comunale di Trieste, il M5S ha presentato una mozione urgente sulla Ferriera di Servola.

Al di là delle diverse visioni politiche sui temi della città, non potevamo rimanere silenti di fronte alla risposta che venerdì scorso Siderurgica triestina ha dato al Sindaco, e abbiamo quindi chiesto al presidente del Consiglio comunale con questo documento di esprimere all'azienda il rammarico per l'atteggiamento finora tenuto e a chiedere di rispondere alle richieste fatte da Dipiazza.

Contemporaneamente abbiamo chiesto a Dipiazza di tenere in considerazione la possibilità di emettere un'ordinanza per limitare la produzione di ghisa. Ci siamo infatti accorti che dalle linee programmatiche del Sindaco, votate durante la seconda seduta del Consiglio comunale, è stata tolta questa parte del programma elettorale. Ora, grazie a questa mozione del M5S, votata dal centro destra Dipiazza si è assunto l'impegno a valutare anche l'utilizzo di questo strumento.

A questo link potete consultare la documentazione: http://files.meetup.com/20090175/mozione-ferriera-documentazione.pdf


Trieste - 

L'articolo che oggi il quotidiano il Piccolo dedica alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste non descrive la realtà dei fatti. O meglio, descrive sono una parte, quella che meglio si presta all'edulcorazione di una triste vicenda.

Come ampiamente previsto dal sottoscritto, anche quest'anno il bilancio della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste deve prendere atto di una sbagliata gestione finanziaria del proprio patrimonio.

Il conto economico evidenza una perdita di 22 milioni sulla quale ha inciso pesantemente la svalutazione di 30 milioni delle immobilizzazioni finanziarie (a sua volta determinate dal minor valore iscritto a bilancio della partecipazione in Mediocredito, meno 23 milioni).

Un atto prudenziale e dovuto ma che certifica una gestione del portafoglio delle partecipazioni assolutamente perdente. Ora, come ho affermato in campagna elettorale e durante la replica alla presentazione delle linee programmatiche del neo sindaco Dipiazza, è necessario scongiurare che la Fondazione partecipi all'aumento di capitale di Mediocredito: sarebbero altri denari buttati al vento.

Purtroppo la picchiata continuerà anche nei prossimi anni. La Fondazione possiede anche azioni Unicredit che sono iscritte a bilancio della Fondazione per un valore di 156 milioni ma il prezzo di mercato a fine 2015 si aggirava intorno ai 90 con un valore unitario delle azioni di 5,16.
Oggi il valore di un'azione Unicredit è di 2 euro
. Fate un po voi i conti ...

Già nel 2013 la Fondazione ha dovuto svalutare di 71 milioni di euro le proprie partecipazioni. Nel bilancio 2014 non sono apparse altre svalutazioni, tuttavia la differenza fra i valori iscritti a bilancio e quelli di mercato (o del valore del patrimonio netto delle società partecipate) erano altrettanto consistenti: 74 milioni. Totale 145 milioni di minor valor nel patrimonio.

Per questi motivi, affermo ancora una volta, che il dott. Massimo Paniccia, presidente della Fondazione, deve dimettersi.

Se non bastasse, aggiungo anche che:

- Paniccia è nel consiglio di amministrazione della Poligrafici Editoriale Spa:
(http://www.monrifgroup.net/governance/poligrafici-editoriale-s-p-a/) e guadagna 23.500 euro l'anno: (http://www.monrifgroup.net/wp-content/uploads/2016/05/Relazione-sulla-remunerazione-20151.pdf)

La Fondazione CrTrieste ha partecipazioni:

- nel gruppo Editoriale l'Espresso (n. 10.858.798 azioni, pari al 2,63% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio 2015 della fondazione di 10.984.760)
- nella Poligrafici Editoriale (n. 6.600.000 azioni, pari al 5% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio della fondazione di 1.675.740)

Nel 2014:
- il gruppo Editoriale l'Espresso ha perso (5.200.397) euro
- Poligrafici Editoriale ha perso (9.926.000) euro

Investimenti, visti i risultati, giustificati solamente per tener buona la stampa, visto l'articolo di oggi sul Piccolo.


Trieste - 

Altro che "rispetto di tutti gli stringenti parametri ambientali disposti dall'Autorizzazione Integrata Ambientale vigente". Lo stabilimento di Servola sta continuando a produrre senza rispettare i limiti emissivi di legge per l'inquinamento acustico. Prova ne sono le rilevazione dell'Arpa e le sanzioni comminate alla proprietà.

Contestiamo le dichiarazioni del cavalier Arvedi che ieri ha affermato di essere pronto a chiudere l'area a caldo qualora emergesse che i valori ritenuti inquinanti superino i limiti di legge.

Ci stiamo chiedendo, inoltre, di quale piano industriale Arvedi stia parlando quando afferma che "la chiusura dell'area a caldo significa la chiusura dell'intero stabilimento" perché "senza l'area a caldo non si sostiene economicamente nel piano industriale".

Vogliamo ricordare a tutti che il "piano industriale e finanziario 2014-2016", presentato da Siderurgica Triestina all'interno dell'accordo di programma quadro, prevedeva già una seconda fase in cui valutare il mantenimento o meno "della produzione di ghisa e della cokeria con l'eventuale ipotesi di sostituire la produzione di coke approvvigionandolo dall'estero". Tutto questo dismettendo la cokeria e riconvertendola in un'area retro portuale di circa 50 mila mq.

Senza il contributo di soldi pubblici e senza il rilascio dell'AIA non ci sarebbe stato nessun investimento privato. Ed è per questo che la proprietà deve attuare da subito una seria concertazione per programmare il superamento dell'area a caldo riducendo nel contempo al minimo la perdita dei posti di lavoro che devono essere recuperati con l'entrata in funzione del laminatoio.

È vergognoso che il cavalier Arvedi continui a sventolare il ricatto occupazionale per poter fare i propri comodi, tenendo così in ostaggio un'intera città.

Andrea Ussai (portavoce M5S Regione Friuli Venezia Giulia)
Paolo Menis (portavoce M5S Comune di Trieste)


Trieste - 

Anche i patteggiamenti fanno curriculum. Per questo motivo il neo sindaco Dipiazza riporta il pensionato Piergiorgio Luccarini in Trieste Trasporti nel ruolo di presidente, nella società dove fu direttore generale dal 2004 al 2014.

Era il 1994 quando chiamato a rispondere di millantato credito Piergiorgio Luccarini, già segretario particolare dell'ex presidente della Giunta del Friuli-Venezia Giulia Adriano Biasutti ed allora presidente della Cassa di Risparmio di Trieste, patteggiò la pena e fu condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 300 mila lire di multa.

Da tempo non c'è più limite alla vergogna, le scelte dei partiti politici purtroppo non ci sorprendono più.
Dipiazza, dopo aver messo nelle sue liste d'appoggio e nominato fra gli assessori gente condannata dalla Corte dei Conti, ora continua la selezione occupando una delle sedie delle partecipate con un'altra persona che ha avuto problemi con la giustizia.

A Trieste, c'è bisogno di Aria Nuova!

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

La chiusura del mercato ittico all'ingrosso di Trieste da parte dei Nas è un fatto che preoccupa il M5S. Sono infatti circa 500, indotto compreso, le persone che lavorano grazie alla struttura del Gaslini per un giro d'affari annuo di 22 milioni di euro.

Una chiusura, quella di ieri, che poteva essere evitata se solamente l'amministrazione Cosolini non avesse sottovalutato le tante missive ricevute dall'azienda sanitaria che intimavano la messa in sicurezza e l'adeguamento della struttura.

Abbiamo anche sentito Dipiazza affermare che sposterà il mercato ittico al molo 0 in Porto vecchio: farlo sarebbe una schiocchezza di proporzioni abissali. La via sensata da seguire è quella di eseguire al più presto i lavori necessari alla riapertura e velocizzare l'iter per spostare il mercato del pesce all'ingrosso a Valmaura nell'ex magazzino di proprietà delle Cooperative operaie, così come deciso qualche mese fa dal Consiglio comunale.

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

Alla vigilia dell'insediamento del Consiglio comunale e delle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste, il MoVimento 5 Stelle ha deciso di presentare le sue linee di comportamento in queste istituzioni e i suoi nuovi portavoce.

Da sottolineare che il M5S triplica la sua presenza in Consiglio comunale. Grazie a questo risultato, i sei portavoce pentastellati (Domenico Basso, Cristina Bertoni, Elena Danielis, Gianrossano Giannini, Alessandro Imbriani e Paolo Menis) avranno la possibilità di fare opposizione in modo ancora più "propositivo" rispetto alla consiliatura precedente. L'impegno dei consiglieri comunali a 5 Stelle è quello di tradurre in atti concreti il programma elettore e di presentare una serie di proposte per progettare una Trieste a medio e lungo termine, proposte che certamente non arriveranno dalla maggioranza di centrodestra.

I portavoce del M5S si batteranno per la trasparenza e il bilancio partecipativo; per l'acqua pubblica, una migliore gestione dei rifiuti, illuminazione pubblica e altri servizi in favore dei cittadini; per un nuovo regolamento edilizio e il piano energetico comunale; per favorire gli insediamenti di imprese e industrie a basso impatto ambientale.

Sono invece 26 invece i portavoce del MoVimento 5 Stelle presenti nelle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste (in fondo l'elenco completo) che fra poco si insedieranno ufficialmente. Dopo il ballottaggio, i portavoce del M5S sono stati contattati da molti esponenti sia del centro destra che del centro sinistra. Questi rappresentanti dei partiti - di fatto - sono molto preoccupati di non avere i numeri per eleggere il presidente di circoscrizione. È chiaro che la presenza del M5S ha rotto gli equilibri ben consolidati del passato.

Come sempre, il MoVimento 5 Stelle rimane disponibili a valutare la bontà o meno dei singoli provvedimenti presentati da tutte le forze politiche ad ogni livello istituzionale ma non è disponibile a fare accordi finalizzati alla spartizione delle poltrone. Per questo motivo, laddove possibile, il M5S presenterà i suoi candidati al ruolo di presidente di circoscrizione. Si tratta di quattro candidate: Laura Lisi in terza circoscrizione, Elena Castellani in quinta circoscrizione, Alessandra Richetti in sesta circoscrizione ed Eva Balzano in settima circoscrizione.

Agli eventuali ballottaggi il MoVimento 5 Stelle non voterà esponenti delle altre forze politiche. Se il timore, soprattutto da parte del Partito democratico, è quello di non voler consegnare alcune circoscrizioni in mano al centro destra, bene, la soluzione c'è: ci sono le quattro candidate pentastellate in terza, quinta, sesta e settima circoscrizione.

M5S TRIESTE CONFERENZA STAMPA CIRCOSCRIZIONI 3.7.2016 2.JPG



PICCOLO TRIESTE M5S vicino alla guida di due parlamentini.JPG


Trieste - 

Domenica 5 giugno è vicina! Ecco alcune informazioni su come si vota:

I seggi saranno aperti dalle 7:00 alle 23:00 nella sola giornata di domenica 5 giugno. Bisogna presentarsi al proprio seggio con la scheda elettorale e un documento di riconoscimento valido (carta d'identità, patente)

Per evitare che il vostro voto venga annullato, seguite queste semplici istruzioni:
- barrate il nome del candidato sindaco M5S Paolo Menis
- tracciata una X anche sul simbolo del M5S
- potete esprimere una o due preferenze fra i candidati consiglieri: se esprimete due preferenze, una deve andare ad una donna e una ad un uomo

‪#‎AriaNuova‬ per una ‪#‎TriestePulita‬


Trieste - 

6.4.2016 - A Trieste ogni anno si consumano 600 mila megawattora di energia elettrica ma se ne producono solo 120 mila, di cui poco meno di 20 mila da impianti fotovoltaici.

Il MoVimento 5 Stelle, da sempre attento ai temi dell'efficienza energetica e all'economia "green" ritiene che sia necessario ridurre questa differenza, spingendo sul risparmio energetico ed incentivando le energie rinnovabili. "In questo senso - afferma Paolo Menis, candidato sindaco del M5S - il Comune di Trieste può far la sua parte e ridurre i propri consumi, tenendo conto che il 47% dei consumi comunali di energia elettrica vanno per l'illuminazione pubblica".

Qualche giorno fa il M5S è riuscito a far passare in consiglio una delibera che potrebbe ridurre i consumi, a parità di qualità del servizio, e far risparmiare circa 1 milione di euro all'anno: attualmente il Comune, per l'illuminazione pubblica, ha due interlocutori diversi, uno che si occupa dell'erogazione e uno della gestione degli impianti. Se invece si unissero le due forniture, chi andrà ad erogare il servizio avrebbe, per essere più competitivo, I'interesse a ridurre il costo per il Comune della fornitura di energia elettrica per gli impianti di illuminazione e a mettere in funzione impianti di illuminazione a basso consumo, accelerando quindi i programmi di rinnovo delle strutture.

"I soldi risparmiati - commenta Menis - potrebbero essere usati per incentivare il fotovoltaico in città, generando un circuito virtuoso di compatibilità ambientale e creazione di posti di lavoro "verdi", di cui la città ha estremo bisogno".

I candidati a Trieste

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    alessandro imbriani
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    Cristina Bertoni
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    Domenico Basso
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    elena danielis
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    Gianrossano Giannini
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    Paolo Menis