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Trieste - 

Altro che "rispetto di tutti gli stringenti parametri ambientali disposti dall'Autorizzazione Integrata Ambientale vigente". Lo stabilimento di Servola sta continuando a produrre senza rispettare i limiti emissivi di legge per l'inquinamento acustico. Prova ne sono le rilevazione dell'Arpa e le sanzioni comminate alla proprietà.

Contestiamo le dichiarazioni del cavalier Arvedi che ieri ha affermato di essere pronto a chiudere l'area a caldo qualora emergesse che i valori ritenuti inquinanti superino i limiti di legge.

Ci stiamo chiedendo, inoltre, di quale piano industriale Arvedi stia parlando quando afferma che "la chiusura dell'area a caldo significa la chiusura dell'intero stabilimento" perché "senza l'area a caldo non si sostiene economicamente nel piano industriale".

Vogliamo ricordare a tutti che il "piano industriale e finanziario 2014-2016", presentato da Siderurgica Triestina all'interno dell'accordo di programma quadro, prevedeva già una seconda fase in cui valutare il mantenimento o meno "della produzione di ghisa e della cokeria con l'eventuale ipotesi di sostituire la produzione di coke approvvigionandolo dall'estero". Tutto questo dismettendo la cokeria e riconvertendola in un'area retro portuale di circa 50 mila mq.

Senza il contributo di soldi pubblici e senza il rilascio dell'AIA non ci sarebbe stato nessun investimento privato. Ed è per questo che la proprietà deve attuare da subito una seria concertazione per programmare il superamento dell'area a caldo riducendo nel contempo al minimo la perdita dei posti di lavoro che devono essere recuperati con l'entrata in funzione del laminatoio.

È vergognoso che il cavalier Arvedi continui a sventolare il ricatto occupazionale per poter fare i propri comodi, tenendo così in ostaggio un'intera città.

Andrea Ussai (portavoce M5S Regione Friuli Venezia Giulia)
Paolo Menis (portavoce M5S Comune di Trieste)


Trieste - 

Anche i patteggiamenti fanno curriculum. Per questo motivo il neo sindaco Dipiazza riporta il pensionato Piergiorgio Luccarini in Trieste Trasporti nel ruolo di presidente, nella società dove fu direttore generale dal 2004 al 2014.

Era il 1994 quando chiamato a rispondere di millantato credito Piergiorgio Luccarini, già segretario particolare dell'ex presidente della Giunta del Friuli-Venezia Giulia Adriano Biasutti ed allora presidente della Cassa di Risparmio di Trieste, patteggiò la pena e fu condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 300 mila lire di multa.

Da tempo non c'è più limite alla vergogna, le scelte dei partiti politici purtroppo non ci sorprendono più.
Dipiazza, dopo aver messo nelle sue liste d'appoggio e nominato fra gli assessori gente condannata dalla Corte dei Conti, ora continua la selezione occupando una delle sedie delle partecipate con un'altra persona che ha avuto problemi con la giustizia.

A Trieste, c'è bisogno di Aria Nuova!

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

La chiusura del mercato ittico all'ingrosso di Trieste da parte dei Nas è un fatto che preoccupa il M5S. Sono infatti circa 500, indotto compreso, le persone che lavorano grazie alla struttura del Gaslini per un giro d'affari annuo di 22 milioni di euro.

Una chiusura, quella di ieri, che poteva essere evitata se solamente l'amministrazione Cosolini non avesse sottovalutato le tante missive ricevute dall'azienda sanitaria che intimavano la messa in sicurezza e l'adeguamento della struttura.

Abbiamo anche sentito Dipiazza affermare che sposterà il mercato ittico al molo 0 in Porto vecchio: farlo sarebbe una schiocchezza di proporzioni abissali. La via sensata da seguire è quella di eseguire al più presto i lavori necessari alla riapertura e velocizzare l'iter per spostare il mercato del pesce all'ingrosso a Valmaura nell'ex magazzino di proprietà delle Cooperative operaie, così come deciso qualche mese fa dal Consiglio comunale.

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

Alla vigilia dell'insediamento del Consiglio comunale e delle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste, il MoVimento 5 Stelle ha deciso di presentare le sue linee di comportamento in queste istituzioni e i suoi nuovi portavoce.

Da sottolineare che il M5S triplica la sua presenza in Consiglio comunale. Grazie a questo risultato, i sei portavoce pentastellati (Domenico Basso, Cristina Bertoni, Elena Danielis, Gianrossano Giannini, Alessandro Imbriani e Paolo Menis) avranno la possibilità di fare opposizione in modo ancora più "propositivo" rispetto alla consiliatura precedente. L'impegno dei consiglieri comunali a 5 Stelle è quello di tradurre in atti concreti il programma elettore e di presentare una serie di proposte per progettare una Trieste a medio e lungo termine, proposte che certamente non arriveranno dalla maggioranza di centrodestra.

I portavoce del M5S si batteranno per la trasparenza e il bilancio partecipativo; per l'acqua pubblica, una migliore gestione dei rifiuti, illuminazione pubblica e altri servizi in favore dei cittadini; per un nuovo regolamento edilizio e il piano energetico comunale; per favorire gli insediamenti di imprese e industrie a basso impatto ambientale.

Sono invece 26 invece i portavoce del MoVimento 5 Stelle presenti nelle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste (in fondo l'elenco completo) che fra poco si insedieranno ufficialmente. Dopo il ballottaggio, i portavoce del M5S sono stati contattati da molti esponenti sia del centro destra che del centro sinistra. Questi rappresentanti dei partiti - di fatto - sono molto preoccupati di non avere i numeri per eleggere il presidente di circoscrizione. È chiaro che la presenza del M5S ha rotto gli equilibri ben consolidati del passato.

Come sempre, il MoVimento 5 Stelle rimane disponibili a valutare la bontà o meno dei singoli provvedimenti presentati da tutte le forze politiche ad ogni livello istituzionale ma non è disponibile a fare accordi finalizzati alla spartizione delle poltrone. Per questo motivo, laddove possibile, il M5S presenterà i suoi candidati al ruolo di presidente di circoscrizione. Si tratta di quattro candidate: Laura Lisi in terza circoscrizione, Elena Castellani in quinta circoscrizione, Alessandra Richetti in sesta circoscrizione ed Eva Balzano in settima circoscrizione.

Agli eventuali ballottaggi il MoVimento 5 Stelle non voterà esponenti delle altre forze politiche. Se il timore, soprattutto da parte del Partito democratico, è quello di non voler consegnare alcune circoscrizioni in mano al centro destra, bene, la soluzione c'è: ci sono le quattro candidate pentastellate in terza, quinta, sesta e settima circoscrizione.

M5S TRIESTE CONFERENZA STAMPA CIRCOSCRIZIONI 3.7.2016 2.JPG



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Trieste - 

Domenica 5 giugno è vicina! Ecco alcune informazioni su come si vota:

I seggi saranno aperti dalle 7:00 alle 23:00 nella sola giornata di domenica 5 giugno. Bisogna presentarsi al proprio seggio con la scheda elettorale e un documento di riconoscimento valido (carta d'identità, patente)

Per evitare che il vostro voto venga annullato, seguite queste semplici istruzioni:
- barrate il nome del candidato sindaco M5S Paolo Menis
- tracciata una X anche sul simbolo del M5S
- potete esprimere una o due preferenze fra i candidati consiglieri: se esprimete due preferenze, una deve andare ad una donna e una ad un uomo

‪#‎AriaNuova‬ per una ‪#‎TriestePulita‬


Trieste - 

6.4.2016 - A Trieste ogni anno si consumano 600 mila megawattora di energia elettrica ma se ne producono solo 120 mila, di cui poco meno di 20 mila da impianti fotovoltaici.

Il MoVimento 5 Stelle, da sempre attento ai temi dell'efficienza energetica e all'economia "green" ritiene che sia necessario ridurre questa differenza, spingendo sul risparmio energetico ed incentivando le energie rinnovabili. "In questo senso - afferma Paolo Menis, candidato sindaco del M5S - il Comune di Trieste può far la sua parte e ridurre i propri consumi, tenendo conto che il 47% dei consumi comunali di energia elettrica vanno per l'illuminazione pubblica".

Qualche giorno fa il M5S è riuscito a far passare in consiglio una delibera che potrebbe ridurre i consumi, a parità di qualità del servizio, e far risparmiare circa 1 milione di euro all'anno: attualmente il Comune, per l'illuminazione pubblica, ha due interlocutori diversi, uno che si occupa dell'erogazione e uno della gestione degli impianti. Se invece si unissero le due forniture, chi andrà ad erogare il servizio avrebbe, per essere più competitivo, I'interesse a ridurre il costo per il Comune della fornitura di energia elettrica per gli impianti di illuminazione e a mettere in funzione impianti di illuminazione a basso consumo, accelerando quindi i programmi di rinnovo delle strutture.

"I soldi risparmiati - commenta Menis - potrebbero essere usati per incentivare il fotovoltaico in città, generando un circuito virtuoso di compatibilità ambientale e creazione di posti di lavoro "verdi", di cui la città ha estremo bisogno".


Trieste - 

Il Partito Democratico attraverso un sondaggio chiede l'opinione di tutti riguardo l'utilizzo delle aree del Porto Vecchio. E' sempre positivo quando una forza politica si confronta con i cittadini. Peccato che lo faccia dopo che Cosolini abbia più volte dichiarato che l'uso di quella zona sarà determinato dal mercato e dalle indicazioni che darà l'advisor Ernst & Young. Quindi è un sondaggio finto perché l'unico interesse del Pd è speculare su aree e immobili del Porto vecchio.

Stupisce inoltre, ma non tanto, che le opzioni che si propongono nel sondaggio siano afferenti alla cultura, al turismo, alle abitazioni private e agli spazi pubblici. Le attività produttive, portuali e non, previste tra l'altro dall'attuale piano regolatore per quell'area (tanto che si parla spesso di portualità allargata) non vengono neppure prese in considerazione.

Il M5S vuole che quella vasta zona della città sia recuperata per ridare slancio alle attività produttive legate prevalentemente all'economia del mare, anche per consentire, nel lungo periodo, la sostenibilità finanziaria dei necessari interventi di infrastrutturazione.


Trieste - 

Pochi giorni fa Sinistra e Destra in Consiglio regionale hanno approvato l'ennesima legge schifezza in tema di servizi pubblici. E' stata approvata infatti una legge regionale che va contro la volontà del referendum sull'acqua pubblica del 2011, che mette insieme la gestione dell'acqua e quella dei rifiuti (quali sono le attinenze), che finirà per affidare i servizi ad un unico gestore sul territorio regionale, il quale provvederà sicuramente ad appaltare buona parte dei servizi sui singoli territori con perdita di efficienza, perdita di posti di lavoro e di know how, facendo saltare anche la gestione pubblica in alcuni territori della nostra regione. Una legge insomma fatta ad hoc per il gruppo Hera!

Ps. Mi fa piacere che Marino Sossi (candidato sindaco di Sinistra per Trieste) abbia cambiato idea e, dopo aver votato da consigliere comunale di Sel la fusione fra AcegasAps e Hera, sia di nuovo favorevole all'acqua pubblica.


Trieste - 

"È molto grave che, a quasi tre anni dalla fine dei lavori, i parcheggi delle case Ater di largo Niccolini non abbiano ancora ottenuto il certificato di prevenzione incendi e quindi la necessaria agibilità che riguarda i 37 posti di pertinenza degli alloggi e i 90 posti che il Comune gestirà a rotazione attraverso Esatto. Un ritardo causato dalla lentezza nel completamento delle modifiche relative alle dotazioni antincendio. È una situazione che sta provocando danni e disagi. Danni per il Comune che non può né inaugurare i parcheggi a pagamento né attivare le agevolazioni per i residenti. E disagi per ben 37 famiglie - molte con disabili - costrette a parcheggiare lontano da casa". Il candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle Paolo Menis mette in luce le difficoltà della giunta Cosolini nel completare la struttura di largo Niccolini.

«Sia chiaro, non tutti i cantieri sono "facili", chi lavora sbaglia. Ma chi sbaglia paga - sottolinea Menis -. Non è accettabile che a pagare siano sempre e solo i cittadini di Trieste».

«Come se non bastasse non sono ancora stati dati in locazione i tre fori commerciali della struttura. Oltre all'evidente danno economico, in largo Niccolini c'è un "vuoto" cosmico riempito - diciamo così - da piccoli gruppetti di balordi che soggiornano indisturbati, sporcano, imbrattano muri e spacciano droga. Basterebbe invece aprire i tre negozi per ridare il giusto decoro all'intera area».

«Infine non si può certo sostenere che la struttura sia stata fatta ad opera d'arte. La scala condominiale e i ballatoi di accesso agli appartamenti sono aperti alle intemperie - ricorda Menis -. Purtroppo è stata scelta una soluzione architettonica che consente, infatti, all'acqua di entrare fino dentro alle abitazioni che, in sostanza, hanno tutte l'ingresso su un'area aperta. Persino l'accesso all'edificio è veramente inguardabile - conclude il candidato sindaco - con due portoni in alluminio anodizzato e un piccolo atrio aperto dove si accumulano sporcizie di ogni genere».


Trieste - 

"È necessario rivedere l'AIA sulla Ferriera di Servola, ponendo dei limiti più stringenti di quelli attuali per quanto riguarda le emissioni di PM10 e il rumore, e fino a quando questo non si farà il Sindaco si impegni a emanare una nuova ordinanza per limitare la produzione dell'area a caldo". È questa la richiesta contenuta nella mozione urgente a firma dei portavoce comunali del Movimento 5 stelle, Paolo Menis e Stefano Patuanelli. Il documento, depositato in Comune questa mattina, rileva come l'AIA, concessa dalla Regione all'inizio dell'anno, non abbia di fatto migliorato la situazione a Servola, ma anzi sottolinea come l'Autorizzazione Ambientale sia carente sotto diversi profili, in particolare riguardo al rischio rumore e la qualità dell'aria.
Il riferimento è in particolare alla "contestata" centralina di via San Lorenzo in Selva, posta all'esterno della Ferriera e che invece viene da sempre ritenuta una centralina interna all'area industriale e per questo soggetta all'applicazione di limiti troppo generosi per quanto riguarda gli sforamenti di PM10: tra inizio gennaio e metà marzo quella centralina ha già registrato 13 superamenti della concentrazione giornaliera di polveri sottili. "Da quando sono arrivati Arvedi e la Siderurgica Triestina - rilevano Menis e Patuanelli - la situazione non è affatto migliorata, così come non è migliorata dopo la concessione dell'AIA, che qualche verifica la impone, verifica che però non sembra spaventare la proprietà, che continua a chiedere proroghe su proroghe".

"Proprio per questo è fondamentale - continuano i due portavoce - che, proprio come prevede l'AIA stessa, la si riesamini, modificando tutte le parti del documento che pongono il limite obiettivo di qualità dell'aria per le PM10 a 70 μg/m3 come media sulle 24 ore da non superare più di 35 volte nei 12 mesi precedenti per la centralina di rilevazione posta a San Lorenzo in Selva, portandolo al limite di norma (D.Lgs. 155/2010) pari a 50 μg/m3. Un giro di vite è necessario anche per quanto riguarda i limiti di accettabilità del rumore indotto all'ambiente esterno che per legge (DPCM 01/03/1991) dovrebbe essere pari a 60 dB diurni e 50 dB notturni."

"Nel frattempo - concludono i due esponenti del MoVimento 5 Stelle - attendendo queste modifiche all'AIA, chiediamo al Sindaco Cosolini di emanare una nuova ordinanza per limitare la produzione dell'area a caldo, sia in ordine agli sfornamenti giornalieri della cokeria che al tonnellaggio di ghisa prodotta in altoforno".

I candidati a Trieste