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MoVimento 5 Stelle

Trieste - 

6.4.2016 - A Trieste ogni anno si consumano 600 mila megawattora di energia elettrica ma se ne producono solo 120 mila, di cui poco meno di 20 mila da impianti fotovoltaici.

Il MoVimento 5 Stelle, da sempre attento ai temi dell'efficienza energetica e all'economia "green" ritiene che sia necessario ridurre questa differenza, spingendo sul risparmio energetico ed incentivando le energie rinnovabili. "In questo senso - afferma Paolo Menis, candidato sindaco del M5S - il Comune di Trieste può far la sua parte e ridurre i propri consumi, tenendo conto che il 47% dei consumi comunali di energia elettrica vanno per l'illuminazione pubblica".

Qualche giorno fa il M5S è riuscito a far passare in consiglio una delibera che potrebbe ridurre i consumi, a parità di qualità del servizio, e far risparmiare circa 1 milione di euro all'anno: attualmente il Comune, per l'illuminazione pubblica, ha due interlocutori diversi, uno che si occupa dell'erogazione e uno della gestione degli impianti. Se invece si unissero le due forniture, chi andrà ad erogare il servizio avrebbe, per essere più competitivo, I'interesse a ridurre il costo per il Comune della fornitura di energia elettrica per gli impianti di illuminazione e a mettere in funzione impianti di illuminazione a basso consumo, accelerando quindi i programmi di rinnovo delle strutture.

"I soldi risparmiati - commenta Menis - potrebbero essere usati per incentivare il fotovoltaico in città, generando un circuito virtuoso di compatibilità ambientale e creazione di posti di lavoro "verdi", di cui la città ha estremo bisogno".


Trieste - 

Il Partito Democratico attraverso un sondaggio chiede l'opinione di tutti riguardo l'utilizzo delle aree del Porto Vecchio. E' sempre positivo quando una forza politica si confronta con i cittadini. Peccato che lo faccia dopo che Cosolini abbia più volte dichiarato che l'uso di quella zona sarà determinato dal mercato e dalle indicazioni che darà l'advisor Ernst & Young. Quindi è un sondaggio finto perché l'unico interesse del Pd è speculare su aree e immobili del Porto vecchio.

Stupisce inoltre, ma non tanto, che le opzioni che si propongono nel sondaggio siano afferenti alla cultura, al turismo, alle abitazioni private e agli spazi pubblici. Le attività produttive, portuali e non, previste tra l'altro dall'attuale piano regolatore per quell'area (tanto che si parla spesso di portualità allargata) non vengono neppure prese in considerazione.

Il M5S vuole che quella vasta zona della città sia recuperata per ridare slancio alle attività produttive legate prevalentemente all'economia del mare, anche per consentire, nel lungo periodo, la sostenibilità finanziaria dei necessari interventi di infrastrutturazione.


Trieste - 

Pochi giorni fa Sinistra e Destra in Consiglio regionale hanno approvato l'ennesima legge schifezza in tema di servizi pubblici. E' stata approvata infatti una legge regionale che va contro la volontà del referendum sull'acqua pubblica del 2011, che mette insieme la gestione dell'acqua e quella dei rifiuti (quali sono le attinenze), che finirà per affidare i servizi ad un unico gestore sul territorio regionale, il quale provvederà sicuramente ad appaltare buona parte dei servizi sui singoli territori con perdita di efficienza, perdita di posti di lavoro e di know how, facendo saltare anche la gestione pubblica in alcuni territori della nostra regione. Una legge insomma fatta ad hoc per il gruppo Hera!

Ps. Mi fa piacere che Marino Sossi (candidato sindaco di Sinistra per Trieste) abbia cambiato idea e, dopo aver votato da consigliere comunale di Sel la fusione fra AcegasAps e Hera, sia di nuovo favorevole all'acqua pubblica.


Trieste - 

"È molto grave che, a quasi tre anni dalla fine dei lavori, i parcheggi delle case Ater di largo Niccolini non abbiano ancora ottenuto il certificato di prevenzione incendi e quindi la necessaria agibilità che riguarda i 37 posti di pertinenza degli alloggi e i 90 posti che il Comune gestirà a rotazione attraverso Esatto. Un ritardo causato dalla lentezza nel completamento delle modifiche relative alle dotazioni antincendio. È una situazione che sta provocando danni e disagi. Danni per il Comune che non può né inaugurare i parcheggi a pagamento né attivare le agevolazioni per i residenti. E disagi per ben 37 famiglie - molte con disabili - costrette a parcheggiare lontano da casa". Il candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle Paolo Menis mette in luce le difficoltà della giunta Cosolini nel completare la struttura di largo Niccolini.

«Sia chiaro, non tutti i cantieri sono "facili", chi lavora sbaglia. Ma chi sbaglia paga - sottolinea Menis -. Non è accettabile che a pagare siano sempre e solo i cittadini di Trieste».

«Come se non bastasse non sono ancora stati dati in locazione i tre fori commerciali della struttura. Oltre all'evidente danno economico, in largo Niccolini c'è un "vuoto" cosmico riempito - diciamo così - da piccoli gruppetti di balordi che soggiornano indisturbati, sporcano, imbrattano muri e spacciano droga. Basterebbe invece aprire i tre negozi per ridare il giusto decoro all'intera area».

«Infine non si può certo sostenere che la struttura sia stata fatta ad opera d'arte. La scala condominiale e i ballatoi di accesso agli appartamenti sono aperti alle intemperie - ricorda Menis -. Purtroppo è stata scelta una soluzione architettonica che consente, infatti, all'acqua di entrare fino dentro alle abitazioni che, in sostanza, hanno tutte l'ingresso su un'area aperta. Persino l'accesso all'edificio è veramente inguardabile - conclude il candidato sindaco - con due portoni in alluminio anodizzato e un piccolo atrio aperto dove si accumulano sporcizie di ogni genere».


Trieste - 

"È necessario rivedere l'AIA sulla Ferriera di Servola, ponendo dei limiti più stringenti di quelli attuali per quanto riguarda le emissioni di PM10 e il rumore, e fino a quando questo non si farà il Sindaco si impegni a emanare una nuova ordinanza per limitare la produzione dell'area a caldo". È questa la richiesta contenuta nella mozione urgente a firma dei portavoce comunali del Movimento 5 stelle, Paolo Menis e Stefano Patuanelli. Il documento, depositato in Comune questa mattina, rileva come l'AIA, concessa dalla Regione all'inizio dell'anno, non abbia di fatto migliorato la situazione a Servola, ma anzi sottolinea come l'Autorizzazione Ambientale sia carente sotto diversi profili, in particolare riguardo al rischio rumore e la qualità dell'aria.
Il riferimento è in particolare alla "contestata" centralina di via San Lorenzo in Selva, posta all'esterno della Ferriera e che invece viene da sempre ritenuta una centralina interna all'area industriale e per questo soggetta all'applicazione di limiti troppo generosi per quanto riguarda gli sforamenti di PM10: tra inizio gennaio e metà marzo quella centralina ha già registrato 13 superamenti della concentrazione giornaliera di polveri sottili. "Da quando sono arrivati Arvedi e la Siderurgica Triestina - rilevano Menis e Patuanelli - la situazione non è affatto migliorata, così come non è migliorata dopo la concessione dell'AIA, che qualche verifica la impone, verifica che però non sembra spaventare la proprietà, che continua a chiedere proroghe su proroghe".

"Proprio per questo è fondamentale - continuano i due portavoce - che, proprio come prevede l'AIA stessa, la si riesamini, modificando tutte le parti del documento che pongono il limite obiettivo di qualità dell'aria per le PM10 a 70 μg/m3 come media sulle 24 ore da non superare più di 35 volte nei 12 mesi precedenti per la centralina di rilevazione posta a San Lorenzo in Selva, portandolo al limite di norma (D.Lgs. 155/2010) pari a 50 μg/m3. Un giro di vite è necessario anche per quanto riguarda i limiti di accettabilità del rumore indotto all'ambiente esterno che per legge (DPCM 01/03/1991) dovrebbe essere pari a 60 dB diurni e 50 dB notturni."

"Nel frattempo - concludono i due esponenti del MoVimento 5 Stelle - attendendo queste modifiche all'AIA, chiediamo al Sindaco Cosolini di emanare una nuova ordinanza per limitare la produzione dell'area a caldo, sia in ordine agli sfornamenti giornalieri della cokeria che al tonnellaggio di ghisa prodotta in altoforno".


Trieste - 

La chiusura dell'Impact Hub di Trieste è sicuramente una brutta notizia. Si trattava di un'esperienza privata interessante che era riuscita a coniugare uno spazio di coworking con attività ad alto contenuto tecnologico come un piccolo laboratorio di fabbricazione digitale. Nel 2014 il M5S è stato il primo ad avere la sensibilità nei confronti di queste tipologie di iniziative ed è riuscito ad inserire nel bilancio comunale una posta di 20.000 euro per sostenere i laboratori di fabbricazione digitale, denari che sono poi serviti all'attività portata avanti dallo Scientific FabLab dell'Ictp.

Il Comune di Trieste deve assolutamente privilegiare queste iniziative ma lo deve fare in assoluta trasparenza: se mette a disposizione un immobile o uno spazio di sua proprietà ne deve gestire direttamente il suo utilizzo oppure deve mettere a gara la gestione da parte di un'impresa o di un'associazione.

Inoltre si dovrebbero sfruttare gli spazi dei ricreatori comunali per allestire dei piccoli laboratori di fabbricazione digitale in modo da avvicinare i ragazzi e le ragazze al mondo dell'artigiano più tecnologicamente evoluto.


Trieste - 

L'11 dicembre 2014 in Consiglio comunale interrogai l'assessore alla mobilità Elena Marchigiani per sapere in base a quale norma, legge, regolamento o delibera la società Park San Giusto fosse autorizzata ad applicare un rimborso spese di 25,82 euro (oltre il recupero forfettario di 12 euro) sulle soste in superficie non pagate in via del Teatro Romano. Mi era stato promesso un approfondimento che non è mai arrivato.

Cerco di spiegare la situazione.

L'art. 17, comma 132, della legge 127/1997 stabilisce che "I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali."

Letta così, la norma consente ai gestori di pretendere il recupero delle spese amministrative e delle penali solamente nei casi in cui le sanzioni siano applicate dai cosiddetti "ausiliari alla sosta", ossia dipendenti comunali o delle stesse società di gestione ai quali il sindaco conferisce una specifica funzione.

Da quanto mi risulta, Park San Giusto non dispone di ausiliari alla sosta. Ma anche se così fosse, come si giustificano 25,82 euro di rimborso spese amministrative? E' un importo congruo?


Trieste - 

Lo scorso 21 marzo si è celebrata la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Anche Trieste non è esente da infiltrazioni di stampo mafioso, come conferma il dato dei 13 immobili confiscati a persone e organizzazioni di questo tipo. Non bisogna assolutamente pensare che la mafia sia un problema che non ci riguarda in quanto nasce lontano dalla nostra città.

Un'attenzione sempre maggiore è necessaria soprattutto per verificare le aggiudicazioni degli appalti pubblici e per monitorare le operazioni immobiliari che destra e sinistra vorrebbero compiere nell'area del Porto vecchio. Per questo motivo chiedo che al più presto venga discussa in Consiglio regionale la proposta di legge del M5S "Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso" che prevede, tra l'altro, l'istituzione dell'Osservatorio regionale antimafia e l'assistenza agli enti locali destinatari dei beni confiscati al crimine organizzato per agevolare il loro proficuo riutilizzo a fini sociali.


Trieste - 

Qualche giorno fa noi portavoce M5S, Paolo Menis e Stefano Patuanelli, abbiamo presentato un'interrogazione al sindaco Roberto Cosolini per sapere cosa sta facendo il Comune di Trieste per rientrare in possesso del terreno (o, in alternativa, per essere risarcito) che nel 2007 è stato comprato dall'allora sindaco Roberto Dipiazza.

Il contratto è stato dichiarato nullo dal Tribunale di Trieste in quanto effettuato contro una precisa disposizione di legge: secondo l'articolo 1471 del Codice civile "non possono essere compratori, nemmeno all'asta pubblica, nè direttamente, nè indirettamente per interposta persona, gli amministratori dei Beni dello Stato, dei Comuni, delle Province e degli enti, rispetto ai beni affidati alla loro cura".

E' necessario che il Comune rientri in possesso del bene oppure venga risarcito dall'ex sindaco.

Link: l'interrogazione


Trieste - 

Qualche giorno fa l'ottimo Riccardo Iacona ha dedicato una parte della puntata di Presa diretta al tema della ripubblicizzazione del servizio idrico a quasi 5 anni dal referendum e dalla vittoria del "si".

L'unico grande comune italiano che è riuscito ad andare verso quanto espresso dal popolo italiano è stato Napoli.

E a Trieste cosa è successo? La (s)vendita di AcegasAps e la fusione con il gruppo Hera voluta dal Pd e dal centrosinistra (Sel compreso) ha ovviamente dato una mazzata alla volontà di chi, come il M5S, vuole un servizio pubblico per la gestione dell'acqua.

Ad ogni modo già durante la riunione della commissione speciale che si è tenuta l'8 marzo 2013 avevo chiesto sia ad AcegasAps che agli uffici comunali di avere una valutazione precisa e puntuale degli impianti e degli investimenti fatti a Trieste nel servizio idrico. Mai arrivato nulla, se non una serie di cifre a caso sul costo che questo il Comune di Trieste dovrebbe corrispondere ad AcegasAps in caso di ripubblicizzazione.

Il balletto dei numeri è continuato: si è passati infatti dagli 80 milioni citati dal sindaco Cosolini nel settembre 2012 durante la discussione sulla fusione AcegasAps / Hera, ai 160 milioni indicati dall'ing. Altran (AcegasAps) proprio durante la riunione dell'8 marzo 2013. Siamo saliti ancora fino ai 168,5 milioni puntualizzati dal dott. Berti (AcegasAps) il 24 settembre 2013, per poi ridiscendere a 110/120 milioni pronunciati dal sindaco il 18 dicembre 2013.

Su quest'ultimo punto si leggano le ultime righe della relazione finale della Commissione speciale: Cosolini promette che in tema di servizio idrico "uno studio di fattibilità che prenda gli aspetti giuridici e finanziari, industriali e di assetto organizzativo, secondo me, nel giro ad esempio dei primi quattro o cinque mesi del 2014, potrebbe essere realizzato". Risultato: "nisba", nessuno studio appare a maggio 2014.

Il sindaco di Trieste spreca anche la seconda palla. Per lavarsi la coscienza dopo aver votato la cessione di ulteriori azioni della multiservizi Hera, il 22 aprile 2015 alcuni consiglieri comunali di centrosinistra (fra cui Tiziana Cimolino che aveva incoerentemente fatto parte del comitato locale del Forum Acqua Bene Comune), presentano una mozione che chiede nuovamente al primo cittadino di consegnare entro fine 2015 uno studio di fattibilità. Cosolini dice nuovamente di si, e nuovamente non mantiene la promessa!!

Studio di fattibilità cercasi.

I candidati a Trieste