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MoVimento 5 Stelle

Trieste - 

Alcune settimane fa il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle di Trieste, Alessandro Imbriani, ha effettuato tre sopralluoghi in altrettante strutture educative dell'infanzia. Obiettivo del portavoce pentastellato era quello di verificare le condizioni di lavoro delle persone che si occupano del servizio mensa garantito dal Comune di Trieste. "Purtroppo ho potuto constatare che in tutti i casi il personale non è sufficiente per preparare i pranzi per i nostri bambini ed ottemperare a tutte le altre molteplici incombenze - spiega Imbriani -. Sono state quindi confermate tutte le criticità di un appalto mal costruito. Quello che però mi ha fatto più male - continua il portavoce M5S - è che dopo il terzo sopralluogo ho ricevuto un email dal dirigente comunale con il quale mi si impediva di effettuare controlli a sorpresa e mi si chiedeva di concordare il sopralluogo con gli uffici comunali. Capirete che i sopralluoghi concordati non mostrano quasi mai la situazione di tutti i giorni e quindi hanno poco significato".

Alessandro Imbriani ha immediatamente spiegato agli uffici di non essere entrato nelle cucine, proprio per evitare problemi di sicurezza, e di non aver ostacolato l'erogazione del servizio. "I sopralluoghi da parte dei consiglieri nelle strutture comunali o dove i servizi comunali vengono prestati - spiega il capogruppo M5S, Paolo Menis - non sono disciplinati dalla normativa vigente, ma non sono neppure vietati. Ho inoltre ricordato agli uffici comunali che lo stesso assessore Brandi con il sindaco Dipiazza, nel dicembre dello scorso anno, hanno effettuato un sopralluogo a sorpresa, così come riportato dagli organi di informazione, presso la scuola Pallini. E questa considerazione chiude per noi la questione - aggiunge Menis - a meno che qualche dirigente comunale non prefiguri una fattispecie di diritto ispettivo del consigliere comunale diversa rispetto a quella prevista per l'assessore e il sindaco".

"Per questi motivi continueremo ad effettuare sopralluoghi per verificare la qualità dei servizi offerti", chiosano Imbriani e Menis.


Trieste - 

Poche settimane dopo la nostra elezione, il 13 giugno del 2016, avevamo presentato in Quarta Circoscrizione una mozione con la quale avevamo messo in evidenza la situazione di piazzale Rosmini, impegnando il sindaco Dipiazza e la sua giunta ad attivarsi per capire la causa dell'inquinamento di quell'area, a informare i cittadini sui tempi di bonifica e su quelli di riapertura e a trovare nuovi spazi ricreativi sicuri per i cittadini.

Lo scorso 29 agosto, inoltre, abbiamo depositato anche una interrogazione rivolta al presidente della Quarta Circoscrizione. Attraverso questo atto pubblico abbiamo voluto esortare il presidente a interpellare il sindaco Dipiazza e gli assessori competenti per ottenere informazioni finalmente chiare sulle modalità di bonifica (fitorimedio) e sui tempi di esecuzione, per chiedere l'applicazione di tutte le soluzioni possibili per la messa in sicurezza immediata di piazzale Rosmini, per pretendere una seria politica di abbattimento degli inquinanti diffusi e per salvaguardare le attività che gravitano attorno al giardino.

Le risposte non sono mai arrivate. Anzi, ad oggi il giardino di piazzale Rosmini appare abbandonato a se stesso. Non c'è stato alcun intervento sul terreno e nessuna messa in sicurezza; i cartelli che indicavano i pericoli e i comportamenti da tenere sono consunti e rotti, mentre le barriere sono state divelte e abbandonate nei cespugli. Il giardino con tutto il suo carico di composti tossici, caratterizzati da una forte presenza di cloro, diossine e furani, giace nel silenzio autunnale, ospitando bambini e famiglie su tutta la sua superficie.

Ci chiediamo come una situazione così grave possa essere ancora tollerata. Tutta la città continua a registrare zone pesantemente inquinate e sono giornaliere le proteste da parte sia dei singoli cittadini che delle associazioni in genere che chiedono a gran voce delle soluzioni. La zona industriale, la valle delle Noghere, Servola, il terrapieno di Barcola, le grotte del Carso, il centro cittadino, i giardini, tutti in qualche modo sono stati colpiti.

Crediamo sempre che la priorità debba essere la salute, in ogni circostanza, per questo il monitoraggio delle misure di sicurezza deve essere costante, l'informazione capillare e le soluzioni rapide e durature nel tempo.

Per questi motivi chiediamo ancora una volta al sindaco e ai suoi assessori di iniziare una politica seria che combatta l'inquinamento in tutta la città e in tutti quei poli di aggregazione che poi sono anche il valore aggiunto di benessere, sicurezza ed economia dei vari rioni cittadini.

Gianluca Pischianz, Dania Bianco e Adriana Panzera
consiglieri circoscrizionali del MoVimento 5 Stelle
Quarta circoscrizione Comune di Trieste


Trieste - 

Edifici fatiscenti, ratti ovunque, problemi evidenti di viabilità che rendono al quanto difficoltosi gli interventi dei mezzi di soccorso del 118 e dei vigili del fuoco. Il MoVimento 5 Stelle Trieste riaccende nuovamente i fari sugli edifici di via dell'Agro che sono abbandonati da decenni e che stanno letteralmente cadendo a pezzi. "È passato più di un anno dal sopralluogo fatto dalla VI Commissione e la situazione, nonostante le nostre continue sollecitazioni, è rimasta immutata". L'ennesima denuncia su via dell'Agro è del consigliere comunale del M5S Alessandro Imbriani che nelle ultime ore ha depositato una interrogazione rivolta alla giunta Dipiazza.

"Vogliamo sapere innanzitutto se l'amministrazione, come aveva promesso più volte, alla fine ha rintracciato gli eredi dei fabbricati abbandonati. Queste persone, infatti, devono o ristrutturare gli edifici, ripristinando i livelli minimi di decoro dell'area, oppure donare queste costruzioni al Comune che poi potrà occuparsi di riqualificare la zona. In seconda battuta - aggiunge Imbriani - la giunta Dipiazza è chiamata a spiegare ai cittadini perché non siano mai stati risolti i problemi di viabilità, che destano particolare preoccupazione visto che i mezzi di soccorso non riescono nemmeno a svoltare a causa di una carreggiata troppo stretta e delle auto parcheggiate ovunque. Infine vogliamo capire perché l'amministrazione comunale finora non abbia fatto nulla per limitare la proliferazione dei ratti che ormai passano sotto le gambe di adulti e bambini e mangiano insieme alla colonia dei gatti che frequenta i ruderi di via dell'Agro".

"I cittadini sono esasperati e hanno iniziato a raccogliere le firme per mettere la giunta Dipiazza, l'Azienda sanitaria e i Vigili del Fuoco di fronte alle proprie responsabilità - rivela Imbriani -. Con questa petizione i residenti della zona chiedono che le costruzioni fatiscenti vengano svuotate da tutti gli animali e bonificate e che la carreggiata venga liberata istituendo un divieto di parcheggio quanto mai necessario. Ricordiamo che un'ambulanza, diretta al civico numero 10 per una grave emergenza, è già stata costretta a fermarsi in mezzo alla strada, bloccando la circolazione e ritardando i soccorsi. Solo per una buona stella questo intervento, allora, non si è trasformato in tragedia. Situazioni di questo tipo - conclude l'esponente del M5S - non devono più ripetersi".


Trieste - 

Ieri sera con la costituzione del "Consorzio di sviluppo economico locale dell'area giuliana" la maggioranza del Consiglio comunale di Trieste ha regalato quanto resta del patrimonio industriale giuliano allo Stato italiano, senza lasciare al Comune di Trieste la possibilità di influire sulla gestione dell'area industriale. Ricordiamo che questo consorzio andrà a sostituire l'Ezit, attualmente in fase di liquidazione.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle evidenzia che la legge regionale che regola questo nuovo soggetto prevede attualmente che la maggioranza assoluta sia in capo all'Autorità di sistema portuale (Asp). Essendo che la nomina del presidente dell'Asp è sostanzialmente in capo al governo nazionale, il consorzio avrà di fatto una maggioranza statale, senza che sia possibile per i Comuni afferenti alla zona industriale (Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle) far valere le proprie strategie di sviluppo in caso di divergenza con l'Asp.

Abbiamo chiesto di rinviare la discussione della delibera anche perché lo statuto del Consorzio, così come poi è stato votato ieri, non chiarisce le modalità di nomina del consiglio di amministrazione, all'interno del quale non è previsto nessun bilanciamento all'eccessivo potere in capo all'Asp.

Ieri sera in Consiglio comunale centrodestra e centrosinistra hanno fatto una scelta sbagliata per le esigenze di sviluppo industriale della città. Infatti, il sindaco di Trieste, eletto dai cittadini, poco conterà all'interno del nuovo consorzio al quale spettano decisioni sulle politiche territoriali ed industriali della città. Inoltre nello statuto non sono menzionate in alcun modo tutele per i lavoratori, né per l'ambiente.

Il gruppo consiliare del M5S Trieste ha quindi votato contro questa "devoluzione al contrario", che sposta competenze dal Comune allo Stato, invece che viceversa, specie in un settore delicato e strategico come quello delle politiche territoriali di sviluppo industriale.

Il Gruppo del MoVimento 5 Stelle
Consiglio comunale di Trieste


Trieste - 

A Servola, Chiarbola e Valmaura - forse i rioni più colpiti dall'inquinamento provocato dalla Ferriera - la pulizia delle strade continua a essere eseguita con i soffiatori. Un metodo che provoca il sollevamento di polveri cancerogene. Ecco come la giunta Dipiazza e AcegasApsAmga si prendono cura della salute dei cittadini.

Quasi un anno fa, nel novembre del 2016, l'assessore Luisa Polli aveva accolto una mozione del MoVimento 5 Stelle con la quale avevamo chiesto all'amministrazione comunale di passare dal sistema di spazzamento con i soffiatori a quello del lavaggio stradale. Il testo venne poi modificato in aula, su richiesta della maggioranza del centrodestra, sostituendo al lavaggio con acqua l'utilizzo di aspiratori meccanici.

A 10 mesi di distanza, però, i soffiatori risultano essere ancora in funzione, come confermato da numerose segnalazioni da parte dei cittadini. È evidente che, nonostante le nostre sollecitazioni, la giunta Dipiazza non stia facendo nulla per migliorare le cose. Riteniamo sia improcrastinabile intervenire chiedendo ad AcegasApsAmga il rispetto degli impegni presi. Se l'assessore Polli continuasse invece a fare finta di niente, sarà costretta a spiegare alle migliaia di residenti dei rioni di Servola, Chiarbola e Valmaura che non ci sono pericoli per la salute né dei cittadini né degli operatori che lavorano per la multiutility che - non va mai dimenticato - è parte integrante del gruppo Hera.

Per chi non lo sapesse, il metodo che continua a essere utilizzato anche nelle vie attigue allo stabilimento della Ferriera, fa sollevare le polveri depositate al suolo. Polveri che contengono alte concentrazioni di metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici come ipa (ipa) e nitro-ipa, le sostanze cancerogene e mutagene più potenti finora conosciute, perlopiù prodotte dalla combustione industriale.

Alessandro Imbriani ed Elena Danielis
Consiglieri comunali
M5S Trieste


Trieste - 

Se un assessore comunale con delega alle società partecipate non sa come sta operando l'azienda di trasporto pubblico locale significa che è un'amministratore incapace. Per questo motivo chiediamo nuovamente le dimissioni dell'assessore Maurizio Bucci.

Ieri sera a Opicina il sindaco Dipiazza, durante un incontro con i cittadini sul tram, si è scagliato contro Trieste Trasporti (TT) chiedendo il licenziamento di un dirigente della società di trasporti e del direttore di esercizio della trenovia.

Lunedì scorso in consiglio comunale abbiamo presentato all'assessore Bucci una domanda di attualità sul mancato ripristino del servizio del tram di Opicina. In particolare abbiamo chiesto perché, per mesi, il sindaco e lo stesso Bucci abbiano imputato il ritardo all'inadempienza dell'Ustif quando invece Trieste Trasporti ha inoltrato la richiesta di nulla osta alla riattivazione della linea alla Regione solamente l'11 settembre scorso.

Oggi abbiamo saputo che l'inchiesta amministrativa prevista dalla legge in caso di incidenti con feriti si è conclusa appena il 5 settembre; Trieste Trasporti ha inoltrato alla Regione la richiesta di ripristino l'11 settembre e qualche giorno dopo l'ufficio regionale del trasporto pubblico ha inoltrato la medesima missiva all'Ustif, come prevede la legge.

Bucci il 25 settembre non sapeva nulla di tutto questo? Un'ignoranza imperdonabile. Ora Dipiazza cerca di scaricare le responsabilità sui tecnici di Trieste Trasporti ma va ricordato che la responsabilità politica è sua, del suo assessore e di coloro che lo stesso Dipiazza ha nominato nel consiglio di amministrazione di TT, in primis il presidente camberiano Piergiorgio Luccarini e il vice presidente Scoccimarro (Fratelli d'Italia).


Trieste - 

Lunedì scorso abbiamo presentato all'assessore comunale Maurizio Bucci una domanda di attualità sul mancato ripristino del servizio del tram di Opicina.

In particolare abbiamo chiesto perché, per mesi, il sindaco Dipiazza e l'assessore Bucci abbiano imputato il ritardo all'inadempienza dell'Ustif quando invece erano ancora in corso verifiche tecniche da parte di una società incaricata dal Comune di Trieste. Abbiamo chiesto inoltre quali siano gli esiti dell'inchiesta interna a Trieste Trasporti che il sindaco ha chiesto alcuni giorni dopo l'incidente avvenuto il 16 agosto 2016.

Bucci è stato reticente, non ha risposto accampando motivazioni procedurali. Abbiamo capito solo successivamente il vero motivo. L'imbarazzo era dato dal fatto che avrebbe dovuto confermare che Trieste Trasporti non aveva mai inoltrato richiesta ufficiale all'Ustif per ottenere il nulla osta per l'utilizzo della linea. Ad oggi, come abbiamo appurato con gli uffici tecnici del Comune, non risulta inviata da Trieste Trasporti nessuna richiesta di riattivazione della linea.

Per questi motivi l'assessore comunale dovrebbe fare solo una cosa: dimettersi.

Paolo Menis
capogruppo M5S
Consiglio comunale di Trieste


Trieste - 

In occasione del decimo anniversario del V-Day, l'8 settembre si terrà a Trieste un evento dal titolo "Dal V-Day a Rousseau, 10 anni di partecipazione" che ospiterà al suo interno anche il primo Openday Rousseau della nostra regione.

L'evento sarà ospitato nella bellissima "Sala Ambriabella" presso il Magazzino 42 - Stazione Marittima - Molo dei Bersaglieri 3 - 34123 - Trieste (http://www.triesteterminal.it/magazzino-42/) ed avrà inizio alle ore 16 con il seguente programma di massima:


16.00 - 17.00 Sessione formativa per portavoce - il Bilancio Pubblico - relatrice Laura Castelli.

17.00 - 18.30 Evento pubblico dei gruppi locali (regionali - comunali) con illustrazione azioni prodotte dai portavoce e dagli attivisti, con particolare riferimento agli strumenti di partecipazione.

18.30 - 20.00 Evento pubblico serale con interventi dei responsabili di funzione Rousseau e confronto pubblico.

20.00 - 21.00 Conclusione dei lavori con Luigi Di Maio (la sua presenza sarà confermata a breve, nel caso di impedimento concluderemo alle 20.30 proseguento la sessione precedente).


All'evento saranno presenti i nostri portavoce al Senato Nicola Morra e Paola Taverna, i portavoce alla Camera Danilo Toninelli e Laura Castelli, i referenti di Rousseau Massimo Bugani, Enrica Sabatini e Alice Salvatore e, salvo impegni dell'ultimo minuto, Luigi Di Maio. Ci sarà ampio spazio per i portavoce locali della regione, che potranno raccontare le loro esperienze legate alla partecipazione.


Trieste - 

I recenti problemi sorti sugli impianti della Ferriera, con particolare riferimento alle esplosioni verificatesi il 18 aprile, sollevano interrogativi importanti sull'opportunità di mantenere attiva l'area a caldo. Il sindaco Dipiazza ha opportunamente emesso un'ordinanza sindacale nei giorni immediatamente successivi l'incidente, alla quale però Siderurgica Triestina non ha dato seguito, ponendosi in posizione di inottemperanza a un atto ufficiale del Comune di Trieste.

Dipiazza e l'assessore Polli si sono ritrovati, insieme a Siderurgica Triestina, Arpa Fvg, Capitaneria di Porto, Invitalia e struttura commissariale (che fa capo alla presidente Debora Serracchiani) qualche giorno fa negli uffici del Ministero dell'Ambiente.

Lunedì sera in Consiglio comunale l'assessore Polli ha riportato che all'incontro il Ministero ha sollecitato la conclusione degli interventi di messa in sicurezza previsti dall'Accordo di Programma del 21/11/2014, pena il rinvio della conferenza dei servizi che dovrebbe approvare la variante al progetto definitivo del laminatoio, richiesta da Siderurgica Triestina a marzo di quest'anno. Apparentemente, senza l'approvazione della variante il laminatoio a freddo non potrà essere completato. Se in un certo senso il laminatoio a freddo dovrebbe sostituire l'area a caldo per mantenere la redditività dell'impianto, questa decisione sembra presa apposta per mantenere l'area a caldo in servizio.

L'assessore ha inoltre dichiarato che il Comune di Trieste ha richiesto l'elenco delle prescrizioni assolte da Siderurgica Triestina che sono 91 su 115 e la scadenza prevista sarebbe quella di trenta mesi ovvero il 1/5/2018.

"L'assessore dimentica che Siderurgica Triestina è già in ritardo sui lavori previsti dall'AIA, uno per tutti la copertura del parco minerali, prevista "solamente" per fine 2015 e a tutt'oggi ancora un miraggio - spiega la portavoce M5S, Cristina Bertoni -. Come dire, continuano a menare il can per l'AIA... intanto i giorni, le settimane e i mesi passano, e la Ferriera continua a emettere diossine e polveri".

"Mentre alcuni soggetti come Confindustria operano difese d'ufficio di fronte a situazioni non sostenibili - continua la portavoce pentastellata - come esplosioni e continue fumate di colori sgargianti, che certo piaceranno agli esteti dell'inquinamento ma che preoccupano non poco gli abitanti della città, il M5S Trieste, da sempre sostenitore della chiusura dell'area a caldo, ritiene che la situazione sia insostenibile e che occorra prendere misure immediate per mettere la proprietà di Siderurgica Triestina di fronte alle proprie responsabilità".


Trieste - 

Da quest'anno il Comune di Trieste non organizzerà più la manifestazione estiva "Spazi Urbani in Gioco" (Spurg), che aveva preso avvio nel lontano 2000 e che nelle ultime edizioni contava oltre un centinaio di appuntamenti coinvolgendo una decina di associazioni culturali, 13 comitati genitori per le attività ludico didattiche nelle scuole, e nel 2016 anche con le attività didattiche ambientali organizzate da AcegasApsAmga.

Erano appuntamenti, laboratori e incontri, tutti gratuiti, per bambini e famiglie, che da luglio a settembre animavano gli spazi pubblici della città offrendo un'alternativa ludica ai bambini in fascia 6-10 anni. Era un servizio importante e amato, che rendeva la nostra città a misura di bambino.

«Rispondendo ad una mia domanda di attualità - dichiara la portavoce M5S Elena Danielis - l'assessore Angela Brandi ha affermato che Spurg è una manifestazione vecchia che si trascina da anni e che è ora di rinnovarla. In verità non si tratta di alcun rinnovo, l'amministrazione Dipiazza butta al macero un'iniziativa che ha sempre funzionato».

Per quest'anno saranno supportate con il programma SpaziAMO solo le attività dei comitati genitori nell'ambito degli spazi scolastici, attività che facevano comunque già parte del programma di Spurg negli ultimi anni.

«E' un progetto dimezzato, un sensibile depauperamento dell'offerta sociale e culturale di questa città - continua la portavoce pentastellata -, una perdita che ci rattrista, che svuota gli spazi verdi urbani, un taglio ai servizi alla collettività di cui il centrodestra si deve assumere la completa responsabilità».

I candidati a Trieste

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    alessandro imbriani
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    Cristina Bertoni
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    Domenico Basso
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    elena danielis
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    Gianrossano Giannini
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    Paolo Menis