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MoVimento 5 Stelle

Ambiente


Trieste - 

Ieri in Consiglio comunale è stata presentata una petizione sottoscritta dagli abitanti delle zone di Trieste più vicine alla Ferriera, che chiedeva al Comune di farsi carico dell'individuazione delle cause dell'inquinamento riscontrato nei giardini pubblici. Anche se il documento era centrato sui giardini, la presenza della Ferriera di Servola era palese. La petizione esplicitava infatti i dubbi, già esposti mesi fa dal MoVimento 5 Stelle in diverse occasioni, sull'efficacia di interventi di bonifica o inertizzazione di uno spazio verde in assenza di provvedimenti di blocco delle fonti di inquinamento.

Da parte sua, Roberto Dipiazza ha avuto il buon senso di far propria la petizione, impegnando l'amministrazione a determinare con esattezza quantità e qualità degli inquinanti trovati nei giardini pubblici, con ciò tracciando finalmente le fonti dell'inquinamento. Vedremo se il sindaco manterrà l'impegno.

Il paradosso è che fino a una settimana fa l'assessore Polli respingeva al mittente la medesima richiesta fatta dal M5S con un'interrogazione presentata a gennaio di quest'anno, continuando a sostenere la tesi, chiaramente ambigua, dell'inquinamento diffuso, ovvero non chiaramente attribuibile a una causa precisa. Ci fa piacere che il sindaco abbia clamorosamente smentito il suo stesso assessore all'ambiente e di ciò non possiamo che dichiararci soddisfatti. Una soddisfazione parziale se pensiamo che i tentennamenti di questa amministrazione porteranno alla sostanziale inutilizzabilità degli spazi verdi pubblici per questa estate, poiché il cronoprogramma prevede l'avvio degli appalti entro l'estate.

Inoltre l'assessore Polli ha dichiarato in aula consiliare che il Comune vuole monitorare le deposizioni degli inquinanti solo dopo la bonifica dei terreni. È chiaro che se così fosse, la certezza di dilazionare ulteriormente ogni decisione concreta rispetto alle fonti di inquinamento che hanno determinato la situazione dei giardini contaminati è matematica: un quadro che il M5S non può assolutamente condividere.

Se verrà dimostrato che l'inquinamento nelle zone più vicine alla Ferriera di Servola è dovuto all'impianto siderurgico, il sindaco Dipiazza dovrà intervenire con un'ordinanza di fermo dell'area a caldo.

Portavoce comunali
del MoVimento 5 Stelle di Trieste


Trieste - 

Ieri sera, durante la riunione del consiglio comunale di Trieste, il M5S ha presentato una mozione urgente sulla Ferriera di Servola.

Al di là delle diverse visioni politiche sui temi della città, non potevamo rimanere silenti di fronte alla risposta che venerdì scorso Siderurgica triestina ha dato al Sindaco, e abbiamo quindi chiesto al presidente del Consiglio comunale con questo documento di esprimere all'azienda il rammarico per l'atteggiamento finora tenuto e a chiedere di rispondere alle richieste fatte da Dipiazza.

Contemporaneamente abbiamo chiesto a Dipiazza di tenere in considerazione la possibilità di emettere un'ordinanza per limitare la produzione di ghisa. Ci siamo infatti accorti che dalle linee programmatiche del Sindaco, votate durante la seconda seduta del Consiglio comunale, è stata tolta questa parte del programma elettorale. Ora, grazie a questa mozione del M5S, votata dal centro destra Dipiazza si è assunto l'impegno a valutare anche l'utilizzo di questo strumento.

A questo link potete consultare la documentazione: http://files.meetup.com/20090175/mozione-ferriera-documentazione.pdf


Trieste - 

Altro che "rispetto di tutti gli stringenti parametri ambientali disposti dall'Autorizzazione Integrata Ambientale vigente". Lo stabilimento di Servola sta continuando a produrre senza rispettare i limiti emissivi di legge per l'inquinamento acustico. Prova ne sono le rilevazione dell'Arpa e le sanzioni comminate alla proprietà.

Contestiamo le dichiarazioni del cavalier Arvedi che ieri ha affermato di essere pronto a chiudere l'area a caldo qualora emergesse che i valori ritenuti inquinanti superino i limiti di legge.

Ci stiamo chiedendo, inoltre, di quale piano industriale Arvedi stia parlando quando afferma che "la chiusura dell'area a caldo significa la chiusura dell'intero stabilimento" perché "senza l'area a caldo non si sostiene economicamente nel piano industriale".

Vogliamo ricordare a tutti che il "piano industriale e finanziario 2014-2016", presentato da Siderurgica Triestina all'interno dell'accordo di programma quadro, prevedeva già una seconda fase in cui valutare il mantenimento o meno "della produzione di ghisa e della cokeria con l'eventuale ipotesi di sostituire la produzione di coke approvvigionandolo dall'estero". Tutto questo dismettendo la cokeria e riconvertendola in un'area retro portuale di circa 50 mila mq.

Senza il contributo di soldi pubblici e senza il rilascio dell'AIA non ci sarebbe stato nessun investimento privato. Ed è per questo che la proprietà deve attuare da subito una seria concertazione per programmare il superamento dell'area a caldo riducendo nel contempo al minimo la perdita dei posti di lavoro che devono essere recuperati con l'entrata in funzione del laminatoio.

È vergognoso che il cavalier Arvedi continui a sventolare il ricatto occupazionale per poter fare i propri comodi, tenendo così in ostaggio un'intera città.

Andrea Ussai (portavoce M5S Regione Friuli Venezia Giulia)
Paolo Menis (portavoce M5S Comune di Trieste)


Trieste - 

La chiusura del mercato ittico all'ingrosso di Trieste da parte dei Nas è un fatto che preoccupa il M5S. Sono infatti circa 500, indotto compreso, le persone che lavorano grazie alla struttura del Gaslini per un giro d'affari annuo di 22 milioni di euro.

Una chiusura, quella di ieri, che poteva essere evitata se solamente l'amministrazione Cosolini non avesse sottovalutato le tante missive ricevute dall'azienda sanitaria che intimavano la messa in sicurezza e l'adeguamento della struttura.

Abbiamo anche sentito Dipiazza affermare che sposterà il mercato ittico al molo 0 in Porto vecchio: farlo sarebbe una schiocchezza di proporzioni abissali. La via sensata da seguire è quella di eseguire al più presto i lavori necessari alla riapertura e velocizzare l'iter per spostare il mercato del pesce all'ingrosso a Valmaura nell'ex magazzino di proprietà delle Cooperative operaie, così come deciso qualche mese fa dal Consiglio comunale.

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste

Cambiamenti climatici. Interessano anche Trieste?


Trieste - 

I cambiamenti climatici coinvolgono direttamente anche la nostra città?

Ne discuteremo venerdì 5 febbraio 2016 alle ore 20 al Knulp bar di Trieste (via Madonna del Mare 7/a) con Gianrossano Giannini, professore di fisica nucleare e subnucleare all'Università di Trieste.

Sarò l'occasione per conoscere ed approfondire un tema complesso e per capire quali sono i riflessi sul territorio.


Trieste - 

Lunedì 14 dicembre è stata discussa in commissione consiliare la delibera proposta dal M5S Trieste che consentirà dal prossimo anno di prevedere sgravi sulla tassa rifiuti (Tari) per coloro che si trovano in particolari situazioni di disagio economico e per chi lancia un'attività imprenditoriale utilizzando locali commerciali sfitti da almeno 3 anni. Mercoledì 23 dicembre il voto in Consiglio comunale.

PICCOLO Tassa sui rifiuti Premi ai


Trieste - 

In questo periodo il Consiglio comunale di Trieste è chiamato a valutare tutte le osservazioni sul piano regolatore che sono pervenute dai cittadini. Nella maggioranza dei casi si tratta di segnalazioni di errori e di richieste di ripristino dell'edificabilità di terreni di proprietà.

Il M5S Trieste ha scelto di tenere una linea forse impopolare ma coerente con il programma elettorale: bloccare il consumo di suolo. Per questo motivo abbiamo presentato 147 emendamenti che, in linea generale, vanno verso questo obiettivo.

Siamo gli unici che hanno fatto questa scelta. I partiti, invece, si stanno accordando su come e chi far contento regalando edificabilità. Del resto, fra qualche mese, saremo in campagna elettorale.

PICCOLO TRIESTE Scontro sugli emendamenti Piano regolatore in ostaggio.JPG


Trieste - 

Ferriera di Servola

Siamo molto amareggiati e preoccupati per la decisione della Regione di rilasciare l'autorizzazione integrata ambientale alla Siderurgica triestina per la Ferriera di Servola. E' un'apertura di credito che la nuova azienda e questo obsoleto e centenario impianto non meritano, considerato come Siderurgica Triestina ha operato in questi mesi e i risultati mancati sul piano della sicurezza ambientale.

Cosa vuol dire che l'Aia prevede un periodo transitorio, fino al completamento degli interventi strutturali già in corso di riduzione delle emissioni? Che senso ha richiamare la debole ordinanza del Sindaco di Trieste di qualche settimana fa? E' una presa in giro la previsione di autocontrolli rimessi a Siderurgica Triestina?

La recente ordinanza del Sindaco non ha avuto alcun effetto sulla qualità dell'aria, inoltre vanno ricordati ancora due aspetti: il primo, le dichiarazioni della stessa Siderugica Triestina che in più occasioni ha dichiarato che se la Ferriera continuerà ad inquinare anche sotto i valori consentiti per legge, l'area a calda verrà chiusa; la seconda, che l'azienda, per sua stessa ammissione, non ha rispettato il provvedimento della Regione emesso ad aprile che imponeva la riduzione degli sfornamenti giornalieri della cokeria (da 78 a 67).

Andrea Ussai
Paolo Menis
Stefano Patuanelli,
portavoce M5S Trieste

Nota: la foto è di Nevio Tul


Trieste - 

Siderurgica Triestina ha ribadito pochi giorni fa che, in tema ambientale, "la Ferriera rispetta i limiti di legge", fatto questo che sarebbe dimostrato dalle "centraline di rilievo della qualità dell'aria che presentano valori nella norma". È stato dichiarato inoltre che "i danni alla salute dalle polveri sono esclusi".

Visto il drammatico silenzio delle istituzioni preposte alle verifiche ambientali, nonché l'ancor più drammatica situazione in termine di inquinamento a cui è sottoposta quotidianamente la nostra città ed in particolare chi vive o lavora in prossimità dell'impianto siderurgico, vogliamo cercare di capire come è possibile che Siderurgica Triestina possa permettersi di fare queste affermazioni.

Per prima cosa la stazione di misura di via S.Lorenzo in Selva, nonostante il cambio di proprietà dello stabilimento e i due accordi di programma sottoscritti, continua a sforare i limiti di legge registrando ad oggi 93 sforamenti di pm10 da inizio anno (contro i 35
annui tollerati dai limiti di legge)
. Purtroppo però risulta che tale centralina non viene presa in considerazione in quanto considerata rappresentativa di un'area industriale e non di un'area urbana come in realtà è. Inoltre ARPA non ha ancora provveduto a installare ulteriori nuove centraline che rappresentino effettivamente la situazione ambientale di quel contesto territoriale.

In secondo luogo, come già denunciato in passato dal M5S, alcune stazioni che sono ricomprese tra le centraline che verificano la qualità dell'aria e che monìtorano le ricadute dell'impianto industriale, non sono sotto la gestione di Arpa. Infatti le stazioni presenti a Trieste in via Pitacco e in via Svevo e a Muggia sono di proprietà e sotto la gestione di Elettra S.p.A., la società che opera all'interno del comprensorio industriale della Ferriera. Più volte nel corso degli anni, inoltre, si sono verificate difformità fra i dati forniti dalle centraline gestite da Elettra e quelli provenienti dalle stazioni di Arpa Fvg, collocate anche a breve distanza, come hanno messo in evidenza alcune indagini della Procura della Repubblica di Trieste.

Nello stesso report "Qualità dell'aria della città di Trieste" Arpa Fvg ha confermato di provvedere unicamente alla immissione in rete dei dati preventivamente validati dal gestore, non potendo, pertanto, risponde sulla loro qualità.

Questa situazione di ambiguità che si trascina ormai da anni continua ancora oggi nonostante: la mozione comunale di febbraio 2010 approvata all'unanimità che impegnava il sindaco ad attivarsi per acquisire queste centraline; le dichiarazioni rilasciate dall'assessore Laureni a luglio 2013 in cui ribadiva il suo impegno per far acquisire sotto il controllo diretto di Arpa le stazioni di rilevamento non di sua proprietà; le rassicurazioni dell'assessore regionale all'ambiente Sara Vito che rispondendo a diverse interrogazioni del M5S si era impegnata formalmente nell'efficientamento della rete di monitoraggio della qualità dell'aria, acquisendo le stazioni di misura e installando nuove centraline, entro la fine del 2014.

Ci saremmo aspettati un'intervento urgente per affidare i controlli direttamente ad Arpa Fvg e non consegnare la salute dei cittadini a soggetti terzi, tra l'altro, coinvolti direttamente in questa delicata fase del processo industriale ma evidentemente il Comune e la Regione preferiscono continuare a temporeggiare sia sul miglioramento del monitoraggio ambientale che sul rispetto dei limiti di legge.

Rispetto invece alla dichiarazione in cui si escludono danni alla salute legati alle polveri è bene ricordare a Siderurgica Triestina che l'Azienda sanitaria ha dimostrato nel 2013 una maggiore incidenza di neoplasie del polmone e della vescica tra i lavoratori operanti
presso lo stabilimento triestino.

Ci auguriamo che le amministrazioni regionali e comunali capiscano, prima o poi, che le omissioni sui controlli di possibili reati ambientali sono purtroppo determinanti per i danni alla salute patiti dai cittadini.

Andrea Ussai,
portavoce M5S al consiglio regionale del FVG


Trieste - 

Egregio direttore dott. Paolo Possamai,
(e per conoscenza al vicedirettore dott. Alberto Bollis e a tutti i giornalisti della cronaca di Trieste)

le scrivo dopo aver letto le due pagine che il Piccolo ha ieri dedicato (ma sarebbe meglio dire regalato) a Siderurgica Triestina .

Pur volendo rispettare l'indipendenza professionale dei giornalisti del quotidiano che lei dirige, non posso far a meno di evidenziarle il mio profondo disgusto per le modalità con le quali continuate ad affrontare un tema sensibile come quello della Ferriera di Servola.

Dedicare due pagine del quotidiano della città, finanziato tra l'altro anche con soldi pubblici, lasciando campo aperto alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'azienda senza fare un accenno serio alle criticità economiche ed ambientali suscitate dal tema, è una vera operazione di "fellatio mediatica" (mi scusi la volgarità) ed è un atteggiamento che si prende gioco dell'intelligenza dei lettori e degli abitanti della nostra città.

Funzione del giornalismo e del giornalista sarebbe quella di approfondire le questioni e non di fare semplice cassa di risonanza passiva alle istanze dell'amministratore delegato di turno. Sarebbe anche utile leggere i piani industriali e finanziari, per confrontarli con i bilanci consuntivi dell'azienda.

Mi permetto quindi di metterle in evidenza alcuni spunti di riflessione che sarebbero potuti diventare domande da rivolgere al signor Andrea Landini:

1. nel 2014 Siderurgica Triestina, in base al piano industriale e finanziario da essa presentato, avrebbe dovuto investire 20 milioni per migliorare le prestazioni ambientali degli impianti. Dai dati di bilancio, invece, risulta che ne abbiano investiti 14 di cui, però, 12 sono relativi ad un acconto per il nuovo impianto del laminatoio a freddo (che però nel piano industriale e finanziario era previsto nel 2015). Perché?

2. Mediocredito FVG ha prestato 5 milioni a Siderurgica Triestina con scadenza settembre 2015. Altri 20 milioni di euro saranno dati in prestito quest'anno. Questi sono altri fondi pubblici (anche se non a fondo perduto) che vanno a sommarsi a quanto stanziato da Governo e Regione negli accordi di programma.

3. Il capitale sociale di Siderurgica Triestina è di 50.000 euro, il patrimonio netto ammonta a 1,7 milioni. Capisco che i tassi di interesse sono ai minimi storici e che ST è inserita in un grande holding ma forse 1,7 milioni di capitale proprio sono un po' pochini per una società che conta di investire 120 milioni?

4. Al 6 luglio 2015, gli sforamenti giornalieri di PM10 della centralina di rilevamento più vicina all'impianto ammontavano a 79 da inizio anno. E' oggettivamente evidente il peggioramento ambientale degli impianti con la gestione Arvedi. Perchè?

I bilanci della società si trovano con una visura camerale mentre se ha bisogno di altri documenti le segnalo alcuni link utili:

- piano industriale
- piano finanziario
- primo accordo di programma
- secondo accordo di programma

La ringrazio per l'attenzione e mi scusi per lo sfogo.

Saluti,
Paolo Menis
portavoce M5S Trieste

I candidati a Trieste

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    alessandro imbriani
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    Cristina Bertoni
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    Domenico Basso
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    elena danielis
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    Gianrossano Giannini
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    Paolo Menis

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