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MoVimento 5 Stelle

Servizi ai cittadini


Trieste - 

Da quest'anno il Comune di Trieste non organizzerà più la manifestazione estiva "Spazi Urbani in Gioco" (Spurg), che aveva preso avvio nel lontano 2000 e che nelle ultime edizioni contava oltre un centinaio di appuntamenti coinvolgendo una decina di associazioni culturali, 13 comitati genitori per le attività ludico didattiche nelle scuole, e nel 2016 anche con le attività didattiche ambientali organizzate da AcegasApsAmga.

Erano appuntamenti, laboratori e incontri, tutti gratuiti, per bambini e famiglie, che da luglio a settembre animavano gli spazi pubblici della città offrendo un'alternativa ludica ai bambini in fascia 6-10 anni. Era un servizio importante e amato, che rendeva la nostra città a misura di bambino.

«Rispondendo ad una mia domanda di attualità - dichiara la portavoce M5S Elena Danielis - l'assessore Angela Brandi ha affermato che Spurg è una manifestazione vecchia che si trascina da anni e che è ora di rinnovarla. In verità non si tratta di alcun rinnovo, l'amministrazione Dipiazza butta al macero un'iniziativa che ha sempre funzionato».

Per quest'anno saranno supportate con il programma SpaziAMO solo le attività dei comitati genitori nell'ambito degli spazi scolastici, attività che facevano comunque già parte del programma di Spurg negli ultimi anni.

«E' un progetto dimezzato, un sensibile depauperamento dell'offerta sociale e culturale di questa città - continua la portavoce pentastellata -, una perdita che ci rattrista, che svuota gli spazi verdi urbani, un taglio ai servizi alla collettività di cui il centrodestra si deve assumere la completa responsabilità».


Trieste - 

È ridicolo il modo di fare politica del centrodestra a Trieste. Anche per quanto riguarda un tema sempre più sentito dai cittadini come quello dell'utilizzo delle biciclette. Oggi il vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti si lamenta a mezzo stampa delle troppe due ruote non parcheggiate regolarmente. È lo stesso Roberti che ha fatto approvare il nuovo regolamento di Polizia locale che vieta di agganciare le bici ai pali, ai semafori e alle ringhiere ma che, finora, ha collocato pochissime rastrelliere in città. È lo stesso centrodestra che in Sesta Circoscrizione ha più volte bocciato la mozione del MoVimento 5 Stelle finalizzata alla realizzazione di nuove rastrelliere a San Giovanni, Chiadino e Rozzol vicino a scuole, uffici postali, palestre, luoghi di culto e di aggregazione.

L'uso della bicicletta in città va sostenuto con determinazione perché riduce il traffico automobilistico con ricadute positive sulla qualità dell'aria, sulla sicurezza stradale e per la salute dei cittadini. E invece cosa si inventa invece il centrodestra? Pur di bocciare la nostra proposta di buon senso arriva a sostenere che nella nostra mozione dovevamo indicare i luoghi precisi dove collocare le rastrelliere, i costi e la tipologia. Come se i consiglieri circoscrizionali fossero dei tecnici del Comune preposti agli stalli urbani.

Bocciatura della mozione che - per essere trasparenti fino in fondo - è arrivata anche grazie all'astensione di un consigliere del Pd che ha fatto l'ago della bilancia sostenendo che i tecnici del Comune non sarebbero stati in grado di trovare soluzioni adeguate. È bene che i cittadini sappiano come si comportano in realtà le forze politiche quando sono chiamate a prendere delle decisioni che dovrebbero sempre migliorare la nostra qualità della vita.

I consiglieri circoscrizionali del MoVimento 5 Stelle della Sesta Circoscrizione
Alessandra Richetti, Emanuela Segulin e Stefano Fonda


Trieste - 

L'articolo che oggi il quotidiano il Piccolo dedica alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste non descrive la realtà dei fatti. O meglio, descrive sono una parte, quella che meglio si presta all'edulcorazione di una triste vicenda.

Come ampiamente previsto dal sottoscritto, anche quest'anno il bilancio della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste deve prendere atto di una sbagliata gestione finanziaria del proprio patrimonio.

Il conto economico evidenza una perdita di 22 milioni sulla quale ha inciso pesantemente la svalutazione di 30 milioni delle immobilizzazioni finanziarie (a sua volta determinate dal minor valore iscritto a bilancio della partecipazione in Mediocredito, meno 23 milioni).

Un atto prudenziale e dovuto ma che certifica una gestione del portafoglio delle partecipazioni assolutamente perdente. Ora, come ho affermato in campagna elettorale e durante la replica alla presentazione delle linee programmatiche del neo sindaco Dipiazza, è necessario scongiurare che la Fondazione partecipi all'aumento di capitale di Mediocredito: sarebbero altri denari buttati al vento.

Purtroppo la picchiata continuerà anche nei prossimi anni. La Fondazione possiede anche azioni Unicredit che sono iscritte a bilancio della Fondazione per un valore di 156 milioni ma il prezzo di mercato a fine 2015 si aggirava intorno ai 90 con un valore unitario delle azioni di 5,16.
Oggi il valore di un'azione Unicredit è di 2 euro
. Fate un po voi i conti ...

Già nel 2013 la Fondazione ha dovuto svalutare di 71 milioni di euro le proprie partecipazioni. Nel bilancio 2014 non sono apparse altre svalutazioni, tuttavia la differenza fra i valori iscritti a bilancio e quelli di mercato (o del valore del patrimonio netto delle società partecipate) erano altrettanto consistenti: 74 milioni. Totale 145 milioni di minor valor nel patrimonio.

Per questi motivi, affermo ancora una volta, che il dott. Massimo Paniccia, presidente della Fondazione, deve dimettersi.

Se non bastasse, aggiungo anche che:

- Paniccia è nel consiglio di amministrazione della Poligrafici Editoriale Spa:
(http://www.monrifgroup.net/governance/poligrafici-editoriale-s-p-a/) e guadagna 23.500 euro l'anno: (http://www.monrifgroup.net/wp-content/uploads/2016/05/Relazione-sulla-remunerazione-20151.pdf)

La Fondazione CrTrieste ha partecipazioni:

- nel gruppo Editoriale l'Espresso (n. 10.858.798 azioni, pari al 2,63% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio 2015 della fondazione di 10.984.760)
- nella Poligrafici Editoriale (n. 6.600.000 azioni, pari al 5% del capitale sociale, per un valore iscritto nel bilancio della fondazione di 1.675.740)

Nel 2014:
- il gruppo Editoriale l'Espresso ha perso (5.200.397) euro
- Poligrafici Editoriale ha perso (9.926.000) euro

Investimenti, visti i risultati, giustificati solamente per tener buona la stampa, visto l'articolo di oggi sul Piccolo.


Trieste - 

Anche i patteggiamenti fanno curriculum. Per questo motivo il neo sindaco Dipiazza riporta il pensionato Piergiorgio Luccarini in Trieste Trasporti nel ruolo di presidente, nella società dove fu direttore generale dal 2004 al 2014.

Era il 1994 quando chiamato a rispondere di millantato credito Piergiorgio Luccarini, già segretario particolare dell'ex presidente della Giunta del Friuli-Venezia Giulia Adriano Biasutti ed allora presidente della Cassa di Risparmio di Trieste, patteggiò la pena e fu condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 300 mila lire di multa.

Da tempo non c'è più limite alla vergogna, le scelte dei partiti politici purtroppo non ci sorprendono più.
Dipiazza, dopo aver messo nelle sue liste d'appoggio e nominato fra gli assessori gente condannata dalla Corte dei Conti, ora continua la selezione occupando una delle sedie delle partecipate con un'altra persona che ha avuto problemi con la giustizia.

A Trieste, c'è bisogno di Aria Nuova!

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

La chiusura del mercato ittico all'ingrosso di Trieste da parte dei Nas è un fatto che preoccupa il M5S. Sono infatti circa 500, indotto compreso, le persone che lavorano grazie alla struttura del Gaslini per un giro d'affari annuo di 22 milioni di euro.

Una chiusura, quella di ieri, che poteva essere evitata se solamente l'amministrazione Cosolini non avesse sottovalutato le tante missive ricevute dall'azienda sanitaria che intimavano la messa in sicurezza e l'adeguamento della struttura.

Abbiamo anche sentito Dipiazza affermare che sposterà il mercato ittico al molo 0 in Porto vecchio: farlo sarebbe una schiocchezza di proporzioni abissali. La via sensata da seguire è quella di eseguire al più presto i lavori necessari alla riapertura e velocizzare l'iter per spostare il mercato del pesce all'ingrosso a Valmaura nell'ex magazzino di proprietà delle Cooperative operaie, così come deciso qualche mese fa dal Consiglio comunale.

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

Alla vigilia dell'insediamento del Consiglio comunale e delle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste, il MoVimento 5 Stelle ha deciso di presentare le sue linee di comportamento in queste istituzioni e i suoi nuovi portavoce.

Da sottolineare che il M5S triplica la sua presenza in Consiglio comunale. Grazie a questo risultato, i sei portavoce pentastellati (Domenico Basso, Cristina Bertoni, Elena Danielis, Gianrossano Giannini, Alessandro Imbriani e Paolo Menis) avranno la possibilità di fare opposizione in modo ancora più "propositivo" rispetto alla consiliatura precedente. L'impegno dei consiglieri comunali a 5 Stelle è quello di tradurre in atti concreti il programma elettore e di presentare una serie di proposte per progettare una Trieste a medio e lungo termine, proposte che certamente non arriveranno dalla maggioranza di centrodestra.

I portavoce del M5S si batteranno per la trasparenza e il bilancio partecipativo; per l'acqua pubblica, una migliore gestione dei rifiuti, illuminazione pubblica e altri servizi in favore dei cittadini; per un nuovo regolamento edilizio e il piano energetico comunale; per favorire gli insediamenti di imprese e industrie a basso impatto ambientale.

Sono invece 26 invece i portavoce del MoVimento 5 Stelle presenti nelle 7 circoscrizioni del Comune di Trieste (in fondo l'elenco completo) che fra poco si insedieranno ufficialmente. Dopo il ballottaggio, i portavoce del M5S sono stati contattati da molti esponenti sia del centro destra che del centro sinistra. Questi rappresentanti dei partiti - di fatto - sono molto preoccupati di non avere i numeri per eleggere il presidente di circoscrizione. È chiaro che la presenza del M5S ha rotto gli equilibri ben consolidati del passato.

Come sempre, il MoVimento 5 Stelle rimane disponibili a valutare la bontà o meno dei singoli provvedimenti presentati da tutte le forze politiche ad ogni livello istituzionale ma non è disponibile a fare accordi finalizzati alla spartizione delle poltrone. Per questo motivo, laddove possibile, il M5S presenterà i suoi candidati al ruolo di presidente di circoscrizione. Si tratta di quattro candidate: Laura Lisi in terza circoscrizione, Elena Castellani in quinta circoscrizione, Alessandra Richetti in sesta circoscrizione ed Eva Balzano in settima circoscrizione.

Agli eventuali ballottaggi il MoVimento 5 Stelle non voterà esponenti delle altre forze politiche. Se il timore, soprattutto da parte del Partito democratico, è quello di non voler consegnare alcune circoscrizioni in mano al centro destra, bene, la soluzione c'è: ci sono le quattro candidate pentastellate in terza, quinta, sesta e settima circoscrizione.

M5S TRIESTE CONFERENZA STAMPA CIRCOSCRIZIONI 3.7.2016 2.JPG



PICCOLO TRIESTE M5S vicino alla guida di due parlamentini.JPG


Trieste - 

Qualche giorno fa noi portavoce M5S, Paolo Menis e Stefano Patuanelli, abbiamo presentato un'interrogazione al sindaco Roberto Cosolini per sapere cosa sta facendo il Comune di Trieste per rientrare in possesso del terreno (o, in alternativa, per essere risarcito) che nel 2007 è stato comprato dall'allora sindaco Roberto Dipiazza.

Il contratto è stato dichiarato nullo dal Tribunale di Trieste in quanto effettuato contro una precisa disposizione di legge: secondo l'articolo 1471 del Codice civile "non possono essere compratori, nemmeno all'asta pubblica, nè direttamente, nè indirettamente per interposta persona, gli amministratori dei Beni dello Stato, dei Comuni, delle Province e degli enti, rispetto ai beni affidati alla loro cura".

E' necessario che il Comune rientri in possesso del bene oppure venga risarcito dall'ex sindaco.

Link: l'interrogazione


Trieste - 

Oggi il Fatto quotidiano dedica uno spazio ad una mia interrogazione sul tema degli incarichi dirigenziali temporanei affidati a funzionari senza procedere ad un concorso pubblico. Pratica molto diffusa anche nel Comune di Trieste, in attesa dei concorsi per dirigenti.

Il tema è complesso, suggerisco la lettura anche di questo pagina web:

https://rilievoaiaceblogliveri.wordpress.com/2015/08/02/incostituzionali-incarichi-dirigenziali-ai-funzionari/

In sintesi, la Corte Costituzionale, con due sentenze del 2015, ricorda che "nessun dubbio può nutrirsi in ordine al fatto che il conferimento di incarichi dirigenziali nell'ambito di un'amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, e che il concorso sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio. Anche il passaggio ad una fascia funzionale superiore comporta «l'accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso"

La Consulta inoltre nega la possibilità di introdurre disposizioni normative (leggi regionali o regolamenti che siano) tendenti a qualificare il conferimento di incarichi dirigenziali un surrogato delle "mansioni superiori" per il fine di coprire posti della dotazione organica dirigenziale nelle more dei concorsi: "il comma 9-bis introdotto al citato art. 2 con la norma regionale ora impugnata (l'art. 51, comma 4, della legge regionale n. 26 del 2014) interviene a dettare norme specificamente in tema di assegnazione temporanea di personale ad altre mansioni (nella specie di rango dirigenziale), norme che, peraltro, risultano difficilmente riconducibili alle fattispecie delineate dal d.lgs. n. 165 del 2001. Esse, infatti, non configurano un'ipotesi di legittimo conferimento di mansioni superiori (di cui all'art. 52 del d.lgs. n. 165 del 2001), in quanto, oltre a non soddisfare i requisiti prescritti dal citato decreto legislativo (e dal relativo contratto collettivo), delineano il conferimento di funzioni corrispondenti ad una diversa 'carriera' (quella dirigenziale, appunto), piuttosto che di mansioni superiori.

Anche il Comune di Trieste dovrà al più presto adeguarsi alle sentenze della Corte Costituzionale.


Trieste - 

Come forse saprete, prima dello scorso Natale il consiglio comunale di Trieste ha discusso (e votato) il nuovo piano regolatore della città. Si è trattato dell'ultimo atto formale, ossia quello che prevede la discussione delle osservazioni e opposizioni presentate dai cittadini dopo che il piano è stato adottato nell'aprile del 2014.

Con questo post inizio una rubrica dedicata agli aspetti più nascosti di questa delibera, descrivendo alcuni momenti che ho vissuto in prima persona essendo dal 2011 portavoce del M5S in consiglio comunale. Alcuni consiglieri, durante le discussioni notturne in aula, hanno definito questi momenti "marchette", io preferisco individuarli come "attenzioni particolari" nei confronti di alcuni proprietari di immobili (terreni, case, edifici, ...) più "fortunati".

Oggi ci dedichiamo all'osservazione numero 571 presentata dal cittadino Lino Calcina il quale, per un area di sua proprietà, chiede che "il fondo p.c.n. 3970/1 del CC di S.M.M. Inferiore, venga variata da zona E4.3 - Aree agricole paesaggistiche collinari per/urbane- a zona Bg4- Cittàdegli orti, per edificare la prima casa dei figli".

La giunta comunale di centrosinistra, con l'assessore all'urbanistica Elena Marchigiani, seguendo le linee generali del piano gli risponde picche non accogliendo l'osservazione: "Si propone di non accogliere l'osservazione in quanto l'area oggetto di richiesta non presenta le caratteristiche di zona "B" di completamento".
Bene, per chi come noi del M5S si batte per azzerare il consumo del suolo.

Purtroppo, però, la vicenda non finisce qua. Ci pensano alcuni consiglieri comunali a riaprire la partita.

Everest Bertoli (Forza Italia), Piero Camber (Forza Italia), Manuela Declich (Pdl) e Lorenzo Giorgi (Pdl) hanno giorni prima presentato l'emendamento n. 249. L'emendamento è una proposta di modifica e, in questo caso, va a ribaltare completamente la controdeduzione, ossia il parere che la giunta aveva dato sull'osservazione del Calcina. Si legge infatti nelle conclusioni del documento presentato dai militari dell'esercito di Silvio che "Si propone di sostituire il testo della controdeduzione con il seguente testo: Si propone di accogliere l'osservazione riclassificando l'area oggetto di richiesta (superficie di mq. 1050 ca.) da zona E4.3 a zona Bg4, come da stralcio allegato", senza però fornire motivazioni plausibili per questo ribaltamento.

Ricapitolando: la giunta di centro-sinistra boccia una richiesta proveniente da un cittadino, mentre quattro consiglieri di centrodestra chiedono invece di soddisfare tale richiesta.

Quando si va al voto sull'emendamento Forza Italia-Pdl a rigor di logica ci si aspetta che i consiglieri comunali della maggioranza di centro-sinistra lo boccino, per sostenere la posizione del loro assessore. Invece, per il signor Calcina, succede il miracolo: prima l'emendamento passa (votazione 1020) con il voto di Cosolini, l'intero Pd presente in aula, liste civiche satelliti al Pd, Furlanic, Bandelli, Rovis e uno dei presentatori (Giorgi); poi anche la controdeduzione (votazione 1021) nella sua formulazione finale, ormai ribaltata dall'emendamento, prende il via più o meno con i voti degli stessi consiglieri comunali. Da notare che il consigliere Camber non compare in nessuna delle due votazioni, pur essendo presente in aula e pur essendo uno dei firmatari dell'emendamento.

Mi sono quindi chiesto: chi è Lino Calcina? è un normale cittadino che nelle vesti di proprietario immobiliare ha avuto la fortuna sia di suscitare l'interesse dei consiglieri di Forza Italia-Pdl e poi di "illuminare" quelli del centro-sinistra?

Lino Calcina ha un lungo curriculum:


  1. è il titolare/legale rappresentante della Calcina Iniziativa Ambientali s.r.l, società che fornitrice di servizi ad AcegasApsAmga nel recupero di carta, cartone e plastica.

  2. nel 2009 risulta essere componente del cda del Consorzio dell'aeroporto di Ronchi, indicato assieme ad Antonio Paoletti dalla Camera di Commercio di Trieste

  3. è anche membro del cda del Collegio del Mondo Unito di Duino

  4. recentemente (novembre 2015) è diventato membro della giunta esecutiva di Confartigianato Trieste


Ah si, stavo per dimenticare. Il Calcina nel passato è salito alla ribalta per alcuni fatti di cronaca:

  1. come riporta il quotidiano il Piccolo del 26 febbraio 2004, Lino Calcina "è balzato agli onori delle cronache giudiziarie in occasione del processo per il crac della Kreditna Banka, l'istituto che fu della minoranza slovena in Italia e che nel 1996 è stato travolto da uno sbilancio superiore ai 350 miliardi di lire. Calcina, collaboratore e buon amico del senatore Giulio Camber [fratello di Piero Camber, uno degli autori dell'emendamento al piano regolatore, ndr], nel luglio scorso [luglio 2003, ndr] è stato condannato a un anno e quattro mesi di carcere senza condizionale per millantato credito. E' la stessa pena che era stata inflitta nel novembre precedente, però con la condizionale, allo stesso Camber. Secondo l'accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Raffaele Tito, Camber e Calcina avrebbe agito in concorso tra loro. Il primo avrebbe fatto credere ai vertici della Kreditna, ormai in affanno, di poter influire in ambienti romani per evitare alla banca il commissariamento coatto. Il secondo avrebbe collaborato fattivamente all'operazione in termini finanziari. Calcina era stato condannato anche a versare una provvisionale di 20 mila euro alla presidenza del Consiglio e al ministero dell'Economia e 4500 euro alla Banca d'Italia"; sulla vicenda sono disponibili alcuni atti parlamentari, fra i quali la Relazione della Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari

  2. nel 2004 è coinvolto in un'indagine della Procura di Trieste che gli contesta lo stoccaggio di alcune categorie di rifiuti senza aver avanzato richiesta delle autorizzazioni necessarie; ne uscirà pulito alcuni anni dopo

Ripartire dai ricreatori


Trieste - 

Trieste ha una lunga tradizione nei servizi educativi. E' conosciuta in tutta Italia per la gestione dei ricreatori, luoghi di aggregazione per bambini ed adolescenti nati agli inizi del '900.

Tradizione che in questi anni il Partito Democratico ha demolito. Questi sono i dati sulle iscrizioni e le frequenze ai ricreatori, al Sis (Servizio integrativo scolastico) e al Ricrestate dal 2010 al 2015.

Il calo delle iscrizioni al ricreatorio nel 2013 è dovuto alla decisione di aumentare le tariffe e alla collegata richiesta di presentazione dell'Isee. Inoltre al sabato rimangono chiusi 5 ricreatori su 13.

M5S ripartirà ridando ai ricreatori il ruolo fondamentale di centro di aggregazione. Non vogliamo che questa importante funzione venga mal ricoperta dai centri commerciali.

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I candidati a Trieste

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    alessandro imbriani
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    Cristina Bertoni
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    Domenico Basso
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    elena danielis
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    Gianrossano Giannini
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    Paolo Menis

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