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Sviluppo


Trieste - 

La chiusura del mercato ittico all'ingrosso di Trieste da parte dei Nas è un fatto che preoccupa il M5S. Sono infatti circa 500, indotto compreso, le persone che lavorano grazie alla struttura del Gaslini per un giro d'affari annuo di 22 milioni di euro.

Una chiusura, quella di ieri, che poteva essere evitata se solamente l'amministrazione Cosolini non avesse sottovalutato le tante missive ricevute dall'azienda sanitaria che intimavano la messa in sicurezza e l'adeguamento della struttura.

Abbiamo anche sentito Dipiazza affermare che sposterà il mercato ittico al molo 0 in Porto vecchio: farlo sarebbe una schiocchezza di proporzioni abissali. La via sensata da seguire è quella di eseguire al più presto i lavori necessari alla riapertura e velocizzare l'iter per spostare il mercato del pesce all'ingrosso a Valmaura nell'ex magazzino di proprietà delle Cooperative operaie, così come deciso qualche mese fa dal Consiglio comunale.

Gruppo consiliare comunale
M5S Trieste


Trieste - 

Lunedì 14 dicembre è stata discussa in commissione consiliare la delibera proposta dal M5S Trieste che consentirà dal prossimo anno di prevedere sgravi sulla tassa rifiuti (Tari) per coloro che si trovano in particolari situazioni di disagio economico e per chi lancia un'attività imprenditoriale utilizzando locali commerciali sfitti da almeno 3 anni. Mercoledì 23 dicembre il voto in Consiglio comunale.

PICCOLO Tassa sui rifiuti Premi ai


Trieste - 

In questo periodo il Consiglio comunale di Trieste è chiamato a valutare tutte le osservazioni sul piano regolatore che sono pervenute dai cittadini. Nella maggioranza dei casi si tratta di segnalazioni di errori e di richieste di ripristino dell'edificabilità di terreni di proprietà.

Il M5S Trieste ha scelto di tenere una linea forse impopolare ma coerente con il programma elettorale: bloccare il consumo di suolo. Per questo motivo abbiamo presentato 147 emendamenti che, in linea generale, vanno verso questo obiettivo.

Siamo gli unici che hanno fatto questa scelta. I partiti, invece, si stanno accordando su come e chi far contento regalando edificabilità. Del resto, fra qualche mese, saremo in campagna elettorale.

PICCOLO TRIESTE Scontro sugli emendamenti Piano regolatore in ostaggio.JPG


Trieste - 

All'Ezit, Ente per la zona industriale di Trieste, sono state contestate dall'Agenzia delle Entrate, tramite Equitalia, imposte non pagate per oltre 8 milioni di euro. Gli anni contestati nella cartella esattoriale già notificata all'Ente riguardano il 1981-1982-1999-2000-2001-2002. Stranamente proprio dal 1998 al 2001 l'attuale sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, ha ricoperto l'incarico di presidente di Ezit. Stranamente, benché a detta dell'attuale presidente, Stefano Zuban, il contenzioso tra Ezit e Agenzia Entrate riguardi gli ultimi 30 anni di gestione, quelli per ora di cui esiste un atto esecutivo sono gli anni di presidenza Cosolini, non quelli successivi, non quelli precedenti.

In commissione consiliare in Comune Zuban ha affermato che l'unica via di uscita per Ezit è quella di una norma ad hoc all'interno della legge di stabilità nazionale. Stranamente di questa norma salva-Ezit siamo in attesa da almeno 15 anni, in questo senso la regione FVG che è parte in causa dovrebbe sollecitarla da tempo. Eppure l'attuale sindaco di Trieste che ha la responsabilità per gli anni contestati da Equitalia e che è stato successivamente e per 5 anni assessore regionale alle attività produttive del Friuli Venezia Giulia, non ha in quegli anni sensibilizzato il governo sulla materia.

Evidentemente, il Sindaco ha sottovalutato i rischi che Ezit stava correndo a partire proprio dalla sua stessa gestione.

Zuban ha spiegato in commissione come sia impossibile per Ezit contabilizzare i soldi spesi per infrastrutturale le aree, a causa della natura giuridica dell'ente che è un ente pubblico non economico. Di qui la necessità di una sanatoria fiscale ad hoc, pensata oggi perché oggi l'ente ha l'acqua alla gola ma il contenzioso è vecchio di anni.

E' evidente che esistono zone grigie che riguardano la gestione Ezit, di cui proprio gli anni di gestione Cosolini risultano i più esposti. Anche se il governo sanerà la situazione, la responsabilità amministrativa e politica di aver fatto rischiare il fallimento di Ezit non verrà meno. Se di errori ne sono stati fatti è necessario che essi emergano e che le eventuali responsabilità siano chiare.

Esiste poi il grave problema del lavoratori di Ezit, che rischiano di non vedersi più pagare lo stipendio. Esiste il problema legato alla "mission" di Ezit, che già ora e per i prossimi mesi vede impedita qualunque forma di investimento per migliorare la situazione delle aree industriali di competenza.

Cronaca della vicenda:
- "Ezit in crisi, ultima paga ai dipendenti" - il Piccolo, 21 ottobre 2015
- "La Regione Fvg: «Ezit verso la liquidazione»" - il Piccolo 30 ottobre 2015


Paolo Menis e Stefano Patuanelli
portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio comunale di Trieste


Trieste - 

Egregio direttore dott. Paolo Possamai,
(e per conoscenza al vicedirettore dott. Alberto Bollis e a tutti i giornalisti della cronaca di Trieste)

le scrivo dopo aver letto le due pagine che il Piccolo ha ieri dedicato (ma sarebbe meglio dire regalato) a Siderurgica Triestina .

Pur volendo rispettare l'indipendenza professionale dei giornalisti del quotidiano che lei dirige, non posso far a meno di evidenziarle il mio profondo disgusto per le modalità con le quali continuate ad affrontare un tema sensibile come quello della Ferriera di Servola.

Dedicare due pagine del quotidiano della città, finanziato tra l'altro anche con soldi pubblici, lasciando campo aperto alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'azienda senza fare un accenno serio alle criticità economiche ed ambientali suscitate dal tema, è una vera operazione di "fellatio mediatica" (mi scusi la volgarità) ed è un atteggiamento che si prende gioco dell'intelligenza dei lettori e degli abitanti della nostra città.

Funzione del giornalismo e del giornalista sarebbe quella di approfondire le questioni e non di fare semplice cassa di risonanza passiva alle istanze dell'amministratore delegato di turno. Sarebbe anche utile leggere i piani industriali e finanziari, per confrontarli con i bilanci consuntivi dell'azienda.

Mi permetto quindi di metterle in evidenza alcuni spunti di riflessione che sarebbero potuti diventare domande da rivolgere al signor Andrea Landini:

1. nel 2014 Siderurgica Triestina, in base al piano industriale e finanziario da essa presentato, avrebbe dovuto investire 20 milioni per migliorare le prestazioni ambientali degli impianti. Dai dati di bilancio, invece, risulta che ne abbiano investiti 14 di cui, però, 12 sono relativi ad un acconto per il nuovo impianto del laminatoio a freddo (che però nel piano industriale e finanziario era previsto nel 2015). Perché?

2. Mediocredito FVG ha prestato 5 milioni a Siderurgica Triestina con scadenza settembre 2015. Altri 20 milioni di euro saranno dati in prestito quest'anno. Questi sono altri fondi pubblici (anche se non a fondo perduto) che vanno a sommarsi a quanto stanziato da Governo e Regione negli accordi di programma.

3. Il capitale sociale di Siderurgica Triestina è di 50.000 euro, il patrimonio netto ammonta a 1,7 milioni. Capisco che i tassi di interesse sono ai minimi storici e che ST è inserita in un grande holding ma forse 1,7 milioni di capitale proprio sono un po' pochini per una società che conta di investire 120 milioni?

4. Al 6 luglio 2015, gli sforamenti giornalieri di PM10 della centralina di rilevamento più vicina all'impianto ammontavano a 79 da inizio anno. E' oggettivamente evidente il peggioramento ambientale degli impianti con la gestione Arvedi. Perchè?

I bilanci della società si trovano con una visura camerale mentre se ha bisogno di altri documenti le segnalo alcuni link utili:

- piano industriale
- piano finanziario
- primo accordo di programma
- secondo accordo di programma

La ringrazio per l'attenzione e mi scusi per lo sfogo.

Saluti,
Paolo Menis
portavoce M5S Trieste


Trieste - 

Firma storica per Porto Vecchio? Direi piuttosto che si tratta di un falso storico.

(l'articolo del Piccolo del 9 luglio 2015)

Ieri, non c'è stata alcuna sdemanializzazione delle aree del porto vecchio, al limite è stata tirata una riga su un pezzo di carta. E' lo stesso famigerato emendamento Russo a prevedere un percorso diverso rispetto a quello che l'Agenzia del Demanio, l'Autorità portuale, la Regione e il Sindaco vogliono far credere ai triestini. Che almeno Serracchiani e Cosolini leggessero quello che il Pd vota a Roma!

La legge, che il M5S ha aspramente criticato, prevede che prima venga spostato il punto franco internazionale e poi eventualmente si potrà sdemanializzare l'area. Ma i trattati internazionali non prevedono la riduzione del punto franco ma solo l'allargamento. Al limite esso può venir temporaneamente sospeso ma non tolto dall'area del porto vecchio.

Ci si dovrebbe piuttosto preoccupare di difendere a livello nazionale la specificità del punto franco di Trieste chiedendo i regolamenti di attuazione e di togliere i vincoli architettonici posti dallo Stato sui vecchi magazzini per poter far diventare quell'area una zona in grado di ospitare attività produttive interessate a sfruttare il regime di punto franco.


Trieste - 


Considerato le continue segnalazioni dei cittadini di Servola, ad inizio febbraio il M5S Trieste, assieme ad altri consiglieri comunali di quasi tutte le forze politiche presenti nel consiglio comunale, ha chiesto una riunione straordinaria sul tema della Ferriera, alla presenza della presidente della Regione FVG, Debora Serracchiani, e di un rappresentante di Arvedi / Siderurgica triestina che di recente ha rilevato lo stabilimento.

Il consiglio si è svolto lunedì 2 marzo 2015 ma è iniziato in modo anomalo: ci è stato negato, come primi firmatari della richiesta, il diritto di presentare le motivazioni per le quali abbiamo voluto discutere di Ferriera, e per protesta abbiamo abbandonato l'aula accomodandoci nelle sedie destinate al pubblico.

Tuttavia abbiamo partecipato alla discussione e alla votazione sulle mozioni che hanno seguito lo psuedo consiglio comunale. Abbiamo anche presentato una mozione urgente per "impegnafe il Sindaco e l'Assessore all'ambiente a rappresentare, in sede di rinnovo dell' Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), la necessità di addivenire, progressivamente e comunque entro la fine del 2015, alla chiusura dell'area a caldo, proponendo quindi alla Regione di inserire nelle prescrizioni contenute nell'A.I.A. tutti gli interventi necessari a limitare le emissioni inquinanti nel periodo transitorio".


Trieste - 

Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto al sindaco Cosolini, con una mozione, di attivarsi per valutare l'interesse delle aziende a realizzare a Trieste un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti.

Attualmente i rifiuti indifferenziati vengono bruciati nell'inceneritore di via Errera. Questo trattamento presenta due aspetti negativi. Bruciando e distruggendo materia si disperde sempre più energia di quella che si trattiene con i sistemi di recupero energetico, anche perché per produrre nuovi materiali è necessaria altra energia. L'Unione Europea ha chiarito che nella strategia per affrontare i rifiuti al primo posto c'è la riduzione e poi vengono riciclaggio e riuso. Il 25 aprile 2012 il Parlamento europeo ha votato la proposta di risoluzione (2011/2068) su "un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" che fra l'altro chiede "alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili".

Inoltre l'utilizzo dell'inceneritore ha un forte impatto ambientale, con produzione di polveri sottili e diossine. La dottoressa Patrizia Gentilini, presidente dell'associazione Medici per l'Ambiente Isde, ha dichiarato che «Non c'è veleno che non esca dagli inceneritori. Le diossine, per esempio, che hanno un tempo di persistenza nel sottosuolo di 100 anni e nel corpo umano di circa 7 anni. La contaminazione delle colture agricole fa sì che noi assumiamo le diossine attraverso i cibi e diventiamo ricettacoli di veleni che poi trasmettiamo ai figli. Poi c'è il particolato, tanto più pericoloso quanto più alta è la temperatura. Negli inceneritori la combustione avviene ad altissime temperature perché questo dovrebbe ridurre le emissioni di diossina, ma allo stesso tempo produce un particolato più fine che i filtri non riescono a trattenere. Poi ci sono arsenico, piombo, cadmio e altri metalli pesanti» [fonte: http://qualenergia.it/articoli/20110124-l-incenerimento-e-i-rischi-la-salute-intervista-patrizia-gentilini].

È necessario quindi passare da un trattamento a caldo, come l'incenerimento, ad uno sistema meccanico a freddo in grado di recuperare i materiali e senza impatto ambientale. Nel 2017 scade la concessione che il Comune ha dato ad AcegasAps per lo smaltimento. Perché non cogliere questa occasione e rivedere tutto il sistema di trattamento dei rifiuti?

Va infine sottolineato che il documento è stato votato online da 56 attivisti triestini (54 voti favorevoli, 2 contrari).

Trieste terminal passeggeri


Trieste - 


Se solo pochi giorni fa Costa crociere annunciava la cancellazione di 30 arrivi nel porto di Trieste (http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/12/14/news/crociere-costa-cancella-tutte-le-toccate-1.8294621), oggi si aggiunge la beffa.

Non basta aver perso gran parte del traffico crocieristico per il 2014, ora dobbiamo anche sopportare le prese in giro di Trieste terminal passeggeri. Sul Sole 24 ore di oggi infatti si può trovare un'intera pagina redazionale a pagamento, probabilmente commissionata dall'Autorità portuale (http://files.meetup.com/207586/20131213_sole24ore_ttp.pdf)

Capiamo l'esigenza di far conoscere le novità del Porto di Trieste come l'avvio della piattaforma logistica ma leggere l'autoincensamento dell'attività di Ttp a pochi giorni dal flop crociere è una mancanza di rispetto nei confronti di tutti. Chiederemo al più presto un'audizione in Consiglio comunale del presidente Paoletti.

Il minimo che il sindaco Cosolini possa fare è chiedere conto di questo ennesimo tonfo ai responsabili Ttp. La gestione Ttp, e sono i numeri a parlare, ha ormai evidenziato tutti i suoi limiti. È necessario, infatti, capire quale sia il vero "core business" dell'azienda: le crociere, le sagre, i parcheggi?

Il Comune di Trieste deve iniziare a farsi parte attiva nelle politiche economiche della città, non lasciando che settori ritenuti strategici come crociere e congressi vengano gestiti senza una progettualità e la partecipazione di tutti gli attori. Solo le competenze specifiche e una seria pianificazione producono risultati. La città ha bisogno di un urgente cambio di rotta.

Paolo Menis
Aris Prodani


Trieste - 

Il dossier presentato sabato 30 novembre 2013 dalla procura di Trieste è un riassunto di cose note, fatta eccezione in parte per i risultati dello studio epidemiologico dell'azienda sanitaria, dati che sono allarmanti per i lavoratori (per loro 40% in più di possibilità di ammalarsi di tumore al polmone rispetto il resto della popolazione). Se questa documentazione però non sarà sufficiente per un'azione penale, allora il tutto rimarrà un mero salvacondotto per chi assumerà la guida aziendale della Ferriera di Servola.

Non possiamo poi dimenticare che continua a rimanere lettera morta la legge regionale sul benzoapirene. L'evidenza di dati già noti dovrebbe portare invece a un'azione più coraggiosa del sindaco e della magistratura.

Riteniamo positivo, anche se tardivo, il fatto che la Procura abbia intenzione di migliorare i controlli diretti sullo stabilimento ma non possiamo più limitarci a misurare. Purtroppo le dichiarazioni del procuratore Frezza sembrano solo una rassicurazione per preparare il campo all'arrivo di Arvedi.

Resta inoltre ancora irrisolto il "giallo" di un altro studio epidemiologico, quello commissionato dalla Regione. Che fine ha fatto questo studio? I dati dovevano essere pronti e resi pubblici ad aprile, invece siamo a fine anno e sembrano scomparsi. Come MoVimento 5 Stelle, in Regione, abbiamo più volte sollecitato la giunta Serracchiani che sul caso Ferriera, purtroppo come tutte le altre istituzioni coinvolte, continua a rimandare con pesanti conseguenze sulla salute dei cittadini.

Paolo Menis e Stefano Patuanelli, consiglieri comunali M5S Trieste
Andrea Ussai, consigliere regionale M5S Friuli Venezia Giulia

I candidati a Trieste

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    alessandro imbriani
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    Cristina Bertoni
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    Domenico Basso
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    elena danielis
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    Gianrossano Giannini
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    Paolo Menis

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