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MoVimento 5 Stelle

Umbertide - 

Da oltre un anno stiamo cercando di ottenere risposte sulla questione dell'origine dei finanziamenti che stanno consentendo la nascita nella nostra città di un centro islamico imponente e decisamente sovradimensionato rispetto alla realtà umbertidese. Nonostante le promesse dell'Imam di mostrare la lista dei finanziatori, di fronte alla nostra richiesta egli ha dimostrato un atteggiamento di totale chiusura. Ottenere delucidazioni in merito all'origine dei finanzianti è un atto dovuto nei confronti della cittadinanza umbertidese e se da un lato non comprendiamo le ragioni di tale chiusura da parte dell'associazione islamica, dall'altro comprendiamo ancora meno la totale assenza di preoccupazione a riguardo da parte di chi ha amministrato e amministra tuttora la nostra città. L'amministrazione passata ed attuale hanno trattato il problema con eccessiva superficialità e leggerezza, senza una minima presa di coscienza di quelle che sarebbero state le conseguenze e senza coinvolgere né sentire in alcun modo la cittadinanza, che è stata semplicemente messa davanti al fatto compiuto. A tal proposito vogliamo ricordare come sia il Testo Unico degli Enti Locali sia il nostro Statuto comunale prevedano importanti forme di consultazione e partecipazione popolare, ma che tali disposizioni non siano state messe in atto dalla nostra Amministrazione, ad esempio si sarebbe potuta interpellare, nel momento opportuno, la cittadinanza attraverso lo strumento del referendum consultivo. Una simile leggerezza di gestione persiste ancora oggi: non è concepibile che con il centro islamico già in costruzione non sia stata ancora stilata una convenzione con l'associazione. Non è concepibile che l'amministrazione non abbia richiesto (ed ottenuto) la lista dei finanziatori. Non è concepibile ed ammissibile che dopo aver posto le basi per la realizzazione del centro culturale ora, chi amministra, si disinteressi totalmente delle problematiche ad essa legate e che debba essere una delle forze di opposizione a doversi impegnare per ottenere le risposte necessarie a far chiarezza su una tematica così importante. L'amministrazione ed il Sindaco richiedano, anzi pretendano, la lista dei finanziatori e si impegnino affinché venga redatta al più presto una convenzione che regolamenti l'attività del centro islamico. Non è possibile attendere oltre. Siamo già in preoccupante ritardo.

LA CUCINA CANCEROGENA


Umbertide - 

Era l'inizio del 2016 quando lanciammo l'allarme dei pozzi inquinati in zona Madonna del Moro, quattro pozzi che si andavano a sommare a quelli della zona industriale Buzzacchero chiusi nel 2014. Nel giro di poco tempo l'inquinamento si è allargato, portando alla chiusura di altri pozzi nella zona di Madonna del Moro (emesse nove ordinanze il 13.05.16 e altre cinque il 6.07.16), i valori dei campionamenti delle acque sotterranee analizzate presentano il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione di tetracloroetilene e di tricloroetilene. Oggi come allora ribadiamo la necessità di fare un Piano di caratterizzazione (quello che l'Amministrazione avrebbe dovuto fare nel 2014 subito dopo i primi inquinamenti) utile per la bonifica del sito.
Appare chiaro che la zona di Umbertide, ad ovest della strada statale, è quasi tutta contaminata da tetracloroetilene e tricloroetilene e ormai l'inquinamento comincia a spingersi anche nella zona ad est della strada statale. Solamente ieri (12 Maggio c.m.) è stata emessa una nuova ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua di un ulteriore pozzo in zona Madonna del Moro. Vorremmo far presente ai meno informati che sia il tetracloroetilene che il tricloroetilene sono stati inseriti dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1, cioè tra le sostanze più pericolose per il cancro.
Mentre l'inquinamento si allarga sempre più la nostra Amministrazione cosa intende fare?
Il 18 ottobre del 2016 venne convocata una commissione comunale per discutere di questo grave problema, il tutto si concluse con un nulla di fatto. Ancora oggi non abbiamo capito cosa intenda fare l'Amministrazione se non continuare ad aspettare che la Regione trovi risorse per la realizzazione di un Piano di caratterizzazione per lo studio della falda (nel 2014 la somma necessaria per la realizzazione di questo piano, fondamentale per ricostruire i fenomeni di contaminazione e utile poi per l'eventuale bonifica del sito, ammontava a 65.000 euro).
In pratica mancano i soldi per attuare un piano di bonifica, però quelli per le grandi opere si trovano sempre, come investire altri 80mila euro sull'edificio ex Tabacchi per fare una cucina. Bisognerà forse aspettare che l'inquinamento abbia raggiunto tutto Umbertide così da avere una grande opera?
E così mentre un "cancerogeno certo" scorre sotto le nostre case la nostra amministrazione, invece di pensare alla bonifica, preferisce spendere soldi per costruire cucine.



Umbertide - 

Nel pomeriggio di martedì c'è stato un controllo da parte delle forze dell'ordine (carabinieri, polizia e guardia di finanza) nella zona del Parco Ranieri, che ricordiamo essere stata teatro di una sparatoria la vigilia di Pasqua.
Da quanto si apprende dalla stampa l'operazione investigativa si è conclusa con l'arresto di uno spacciatore particolarmente attivo sul territorio.
Un caso isolato? Sarebbe ingenuo e ottimistico pensarlo, l'azione di martedì è la prova che la situazione nel nostro paese è grave e che non vi è garanzia di sicurezza.
Il degrado urbanistico inizia anche dove vi è mancanza di sicurezza, e luoghi che dovrebbero essere deputati a sviluppare relazioni sociali diventano terra di nessuno.
La sicurezza che dovrebbe essere un diritto dei cittadini è ormai avvertita come un qualcosa di incerto e lontano.
Non si può soprassedere su quelle che sono le responsabilità politiche, la superficialità con la quale è stata trattata negli ultimi anni la questione sicurezza nella nostra città sta mostrando i suoi risultati. L'imposizione di scelte politiche stanno disgregando il senso di comunità che fino ad un recente passato contraddistingueva la nostra città. Continuare a far credere che vada tutto bene aggrappandosi a dati statistici spiega come chi ci amministra sia lontano dalla realtà e dalla gente.
Ribadiamo la necessità di avere presidi costanti almeno della Polizia municipale in modo da controllare perennemente il nostro territorio e non interventi sporadici, altrimenti il tutto si riduce ad azioni dimostrative che servono solo per dare un segnale di presidio del paese.
La disgregazione sociale, le divisioni tra etnie, la mancanza di condivisioni culturali, religiose e sociali si stanno abbattendo colpo su colpo, giorno dopo giorno sulla vivibilità di Umbertide.
L'amministrazione piuttosto che giustificarsi di fronte all'opposizione lavori in maniera seria e costante sull'obiettivo che, come afferma, si è posta già da tempo come prioritario, si faccia un "mea culpa" e rifletta, lei che per troppo tempo è stata cieca e sorda di fronte al grido di aiuto di una comunità.

TEATRO-TEATRINO


Umbertide - 

"Finalmente le porte del Teatro dei Riuniti vengono riaperte alla cittadinanza."
Questo sarebbe stato il titolo che avremmo voluto leggere sulle pagine della cronaca cittadina ma, purtroppo, la promozione delle attività culturali è un'attività che alla nostra amministrazione proprio non riesce.
Dopo aver pubblicato in ritardo il bando per la nuova assegnazione del teatro, facendo saltare l'intera stagione 2016/2017 ora, a bando concluso, con in mano da quasi 7 mesi (dal 31/10/2016) le manifestazioni di interesse dei candidati, da più di due la documentazione dei candidati ammessi e con la nomina della commissione di gara già ultimata, si sta aspettando ancora (inspiegabilmente) la conclusione dell'affidamento.
Questa lentezza ingiustificata, oltre a tenere nel limbo i candidati, sta mettendo a serio rischio anche la prossima stagione teatrale le cui attività vanno pianificate con largo anticipo. Va definito il calendario, definiti gli spettacoli e ingaggiate le compagnie. Non è possibile arrivare a Maggio e non aver ancora una programmazione.
Fa sorridere pensare come dopo tanti mesi non siano stati in grado di partorire una data per far riunire la commissione di gara quando già da inizio aprile si pubblicizzava pubblicamente la calendarizzazione della Festa de l'Unità.
Ognuno ha le sue priorità.


Umbertide - 

L'episodio criminoso avvenuto lo scorso sabato notte impone una seria riflessione.
È possibile non essersi accorti di quanto avveniva nella nostra città e nel territorio circostante?
O forse è più corretto dire che per troppo tempo si è preferito non prendere atto di quanto accadeva?
L'immagine idilliaca della nostra città, e della nostra regione in senso più ampio, quale territorio immune da qualsiasi tipo di infiltrazione è certamente un lontano retaggio, dobbiamo certamente allontanare questa visione di pace francescana e di terra libera, la sparatoria al parco Ranieri ha dimostrato tutt'altro.
Smettiamola con le solite frasi di circostanza, siamo tutti rammaricati e profondamente scossi, ma questo non basta. Non bastano più le solite frasi da parte di chi questo Comune lo ha governato per molti anni a ricordare che occorrono controlli più frequenti e che occorre garantire sicurezza alle famiglie e ai nostri figli. Questo lo sappiamo e lo chiediamo già da tempo.
Le testimonianze di alcuni residenti definiscono "la zona della Pineta Ranieri una centrale di spaccio e delinquenza" e che più volte avevano denunciato lo stato in cui versava.
La sparatoria è stato un fatto gravissimo, il culmine di una piccola serie di eventi che nel corso di questi ultimi anni si sono susseguiti e che lasciavano intuire quanto Umbertide fosse ormai lontana dalla caratteristica di città tranquilla (la zona ex Fornace è stata protagonista di atti vandalici e occupata abusivamente, l'accoltellamento avvenuto la notte di capodanno, nel 2015 ci furono diversi arresti che evidenziavano l'esistenza di una rete di spaccio messa in piedi ad Umbertide ed in altri centri dell'Alto Tevere, senza dimenticarsi dei furti negli appartamenti). Oggi come allora si continua a parlare di incontri con Prefetto e Questore, nel frattempo? I presidi della Polizia municipale e delle forze dell'ordine che vediamo in questi giorni non debbono essere occasionali, legati all'attuale contingenza. Abbiamo un corpo di polizia locale, che venga dunque incrementata la sua presenza, si controlli sistematicamente ogni spazio di questo Comune.
Serve a poco investire in telecamere se non seguono altre azioni tangibili; servono azioni preventive concrete, non azioni pensate come deterrenti che di deterrente non hanno nulla se non la possibilità di cercare di ricostruire un fatto dopo che è già avvenuto.
Ci sia un monitoraggio costante del territorio sviluppando un'azione sinergica tra Polizia Municipale e carabinieri: controlli presso cantieri edili e verifiche relative a locazioni immobiliari, solo per citarne alcuni.
Nello svolgimento delle mansioni d'ufficio della Polizia Municipale andrebbe affiancato
un impiegato comunale ad un agente così che il maggior numero possibile di agenti sia
presente sul territorio, bisogna rendere inoltre più efficiente il servizio di comunicazione con la polizia municipale per segnalazioni in tempo reale.
Potenziare quindi il ruolo della nostra polizia municipale in quanto è l'organo locale di controllo chiamato a far rispettare la legalità, a salvaguardare la sicurezza della cittadinanza e del territorio, nell'attesa che arrivino rinforzi da altre parti e nell'attesa che si riesca ad ottenere una nuova caserma dei carabinieri.
Una presenza costante del nostro corpo di polizia all'interno del territorio è già un deterrente per la criminalità, perché un paese senza controllo, non monitorato, dà spazio a qualsiasi azione di illegalità.


Umbertide - 

"Sulla cultura per noi parlano i fatti",
così le cantava in un articolo l'assessore Violini ai 5 stelle di Umbertide, senza rendersi conto del clamoroso autogol che nel frattempo stava mettendo a segno nei confronti dell'amministrazione comunale stessa. "L'assessore Violini ha cantato stonata!" così potremmo ribadire.
Poco tempo è passato dall'altisonante esternazione dell'assessore sull'attività e sull'impegno culturale dell'amministrazione comunale (in un articolo pubblicato sul Corriere dell'Umbria del 22 marzo rimandava al mittente 5 stelle le accuse di aver affossato la cultura nella nostra cittadina), che una nuova tegola si abbatte sulla vita culturale di Umbertide.
In un solo colpo infatti la gestione dell'unico cinema, quella del centro musicale di San Francesco, e non ci dimentichiamo della Galleria Rometti, è passata in mano ad una cooperativa perugina.
Il bando a firma del dirigente dei servizi sociali e avallato dall'assessore alla cultura, è stato costruito in modo tale da prevedere in un'unica soluzione l'affidamento della gestione della sala cinematografica, della Galleria Rometti e di quella del centro musicale S. Francesco.
Il bando in questione, per questa sua particolare, geniale, impegnativa e complicata costruzione, non ha permesso la partecipazione alla gara alle pur gloriose associazioni culturali locali, che non avendo i requisiti richiesti, lo hanno mandato deserto. Così una cooperativa perugina si è potuta aggiudicare l'appalto. Verranno inglobati all'interno della cooperativa i vecchi gestori?
L'amministrazione non riteneva all'altezza del compito le locali associazioni culturali, ad esempio quelle musicali che invece da anni si dedicano con passione e competenza alla promozione locale dell'attività musicale, riuscendo dove il comune falliva clamorosamente?
L'amministrazione infatti non solo si è ben guardata dal sostenerle nel corso di questi anni, ma, come in questo caso, le ha messe di fronte ad una gara di appalto nella quale, ripetiamo, si obbligava ad una gestione unica del cinema e del centro musicale.
Come andrà a finire per le associazioni umbertidesi? La cooperativa, totalmente slegata dal tessuto sociale locale, come gestirà questi spazi?
Tanto basterebbe per chiedere le dimissioni dell'assessore Violini che, invece di operare per lo sviluppo delle associazioni culturali e sociali della sua città, ne vanificava ogni sforzo di crescita.
Potremmo concludere: bel colpo!


Umbertide - 

Nella seduta dell'ultimo Consiglio comunale è stato affrontato un punto riguardante il rinnovo della convenzione sottoscritta tra i dodici Comuni dell'Umbria aderenti alla rete Terre & Musei dell'Umbria per lo svolgimento di servizi relativi ai musei locali e il conseguente rinnovo del contratto fino al 2019 con la Coop. Sistema Museo, che ha in affidamento dal 2014 la gestione di tali servizi.
Nel caso di Umbertide la gestione interessa solamente il museo di S. Croce comportando una spesa di 1.500 euro annui per la quota di adesione al sistema museale Terre & Musei dell'Umbria e di circa 16.000 euro per i servizi forniti dalla cooperativa che coordina il museo di S. Croce, per un totale di 780 ore all'anno.
Questo argomento ci ha permesso chiedere alla nostra amministrazione se non fosse più opportuno valutare una diversa gestione delle strutture presenti sul proprio territorio, che non si limiti soltanto a S. Croce. Abbiamo nel nostro Comune tre strutture museali: la Rocca, la Galleria Rometti e S. Croce, perché dunque non pensare ad una gestione unica e pubblica dei tre complessi piuttosto che frammentare in tante repubbliche come si è sempre fatto e si continua a fare?
Troviamo S. Croce gestita da una cooperativa esterna e pur rientrando in un circuito di musei è isolata dalle restanti strutture comunali, abbiamo la Rocca, sede permanente del " Centro per l´Arte Contemporanea" ed infine la Galleria Rometti che viene gestita dall'associazione che ha in affidamento il cinema e la sala prove.
Cosa dire delle numerose opere ferme nel magazzino comunale, in attesa di non si sa cosa, anziché essere esposte, magari in maniera permanente, in una delle nostre strutture museali; pensiamo ad esempio alle opere donate al Comune dal pittore e concittadino Giovanni Ciangottini.
Manca una visione della cultura a 360 gradi, tutte le strutture presenti nel nostro territorio dovrebbero costituire un polo unico che sia pubblico e che possa creare anche un indotto alle stesse casse comunali. Cultura intesa come investimento e non come spesa. Sono stati spesi 160 mila euro per l'acquisto di lotti di ceramica da esporre presso la Galleria Rometti, ma non si è fatto e non si fa nulla per promuovere eventi all'interno della stessa, per di più facciamo gestire la struttura da un'associazione che si occupa al contempo di cinema e della sala prove di musica. Sapete quanti sono stati gli ingressi al museo Rometti per gli anni 2015 e 2016? Zero.
Allora che senso ha spendere risorse pubbliche se poi non c'è la volontà di promuovere certi investimenti e valorizzare le risorse che si hanno?


Umbertide - 

Un bilancio di previsione dovrebbe raccontare quello che un'amministrazione vuole realizzare, i progetti che vuole lasciare alla sua comunità, si deve fare portavoce delle esigenze dei suoi cittadini, cercando di rispondere a quelle che sono le loro richieste, e non essere un bilancio di sopravvivenza. Qui ritorna un nodo fondamentale: la partecipazione dei cittadini alla stesura di un bilancio, questa è del tutto assente, ed ecco che quando si leggono affermazioni che parlano di "valutare positivamente il percorso partecipativo che è stato attuato" abbiamo enormi difficoltà a capire di quale percorso si stia parlando. Questo bilancio, così come quelli che lo hanno preceduto, è una semplice presa d'atto, non si capisce che strada si voglia intraprendere, opere che troviamo inserite nel piano corrente per poi vederle sparire nel piano dell'anno successivo; come si può prendere seriamente in considerazione questo programma se ogni anno è oggetto di modifiche e rivisitazioni che vedono spostare interventi di anno in anno. Ancora si attende la realizzazione della serra per i ragazzi disabili, annunciata ormai da ben 6 anni, inserita già nel piano triennale delle opere pubbliche 2016/2018 per l'anno 2016, e presente anche in questo nuovo piano, per la quale i fondi dovrebbero essere disponibili dal momento che il terreno è stato venduto ed usato in parte per la realizzazione del Centro culturale islamico. Troviamo poi un ulteriore intervento di 449.790,21 euro destinato all'area PUC2, dove circa 80mila euro saranno usati sull'edifico ex tabacchi per il miglioramento acustico e per realizzarvi una cucina ed un bar. Ora, capiamo che quanti hanno incentivato e voluto fortemente questo progetto possano risentirsi e non apprezzare certe critiche, ma ci pare più che legittimo chiedere come mai non si pensò fin da subito alla sua utilità, a cosa destinare questo immenso scatolone vuoto che così tanto ci è costato e ci costa. Cosa ce ne facciamo di questo ennesimo monumento? Uno spot celebrativo?A cosa servirà una cucina? Verrà utilizzato come un CVA? Quando certamente energie e risorse si sarebbero potute investire nel miglioramento e adeguamento, o ricostruzione in certi casi, di edifici scolastici, abbiamo una scuola materna e asilo nido (la scuola Morandi) che ha un tetto in amianto, una scuola che fino a poco tempo fa era frequentata da bambini, prima che venisse chiusa perché inagibile, perché non si è pensato mai a bonificarla? Perché quei soldi usati per l'ampliamento del nido non sono stati usati diversamente, magari per migliorare la struttura della scuola già esistente, che cosa ci facciamo di quel pezzo nuovo, fermo dal 2012 e che ci è costato 130mila euro e ancora altro ci costerà visto che deve essere adeguato al nuovo progetto. Riduzione della pressione fiscale, investimenti sul territorio e mantenimento dei servizi, la cantilena è sempre la medesima, nel caso della Tasi ad esempio sono le aliquote massime che hanno potuto applicare, visto che la sua abolizione sull'abitazione principale è stata disposta dalla legge di stabilità e, sempre questa, fissa un tetto massimo di Tasi ed Imu al 10,6%, quello che poi viene applicato qui. Nel caso della Tari ci troviamo con una diminuzione dei giorni di raccolta della carta sia nel capoluogo che a Pierantonio, che da settimanale passa a quindicinale, giustificando tale scelta, voluta, con una pulizia più approfondita delle strade. Siamo certi che il taglio non sia superiore? Perché passare una volta in più con la spazzatrice, in due vie principali del capoluogo, comporta un aumento di tempo notevolmente inferiore a dover ritirare la carta su tutta Umbertide e Pierantonio.
La nota integrativa al bilancio e il documento unico di programmazione sono talmente sterili che potrebbero essere benissimo di qualsiasi altra amministrazione vista la loro impersonalità. Di nuovo, come l'anno scorso, nella presentazione del documento unico di programmazione si parla di "scelte impegnative e coraggiose" fatte in questo bilancio previsionale; ancora una volta vorremmo capire quali sono queste scelte coraggiose, quali sono gli obiettivi strategici? Come pensa di raggiungerli? Quali sono gli interventi o le misure correttive che intende adottare? Siamo tutti consapevoli di quanto sia infelice lo scenario finanziario attuale, ma questo bilancio non ci venga presentato come un atto di coraggio, questo è un atto di sopravvivenza. Parafrasando Mao ci sembra che grande è la confusione sotto il cielo di Umbertide, soprattutto quando si confonde il concetto di obiettivo con il concetto di attività ordinaria.
Questo è il bilancio di una maggioranza che ha esaurito le risorse e la propria capacità progettuale,
un bilancio verso il quale abbiamo espresso convinti voto contrario, si è passati dal promuovere grandi opere, fine a se stesse, ma sempre utili per uno spot elettorale, al raschiare i rimasugli di quel che resta dopo il tanto spreco.


Umbertide - 

Leggiamo attoniti della richiesta, di un Consigliere comunale di Umbertide Cambia, di intitolare una via a Bettino Craxi.
Ammettiamo la nostra ignoranza: non conosciamo nessuno con quel nome degno di un simile privilegio. A questo punto abbiamo cercato a lungo in rete, ma l'unico Bettino Craxi che è venuto fuori è quello che conoscevamo anche noi. Quel Bettino Craxi che si è dato latitante per non affrontare i tanti processi a cui, da lì a poco, sarebbe stato sottoposto. Quel Bettino Craxi che ha collezionato due condanne definitive per 10 anni di reclusione (5 anni e 6 mesi per la corruzione dell'Eni-Sai e 4 anni e 6 mesi per i finanziamenti illeciti della Metropolitana milanese), più altre condanne provvisorie, in primo e in secondo grado, per circa quindici anni (3 anni in appello per Enimont, 5 anni e 5 mesi in Tribunale per Enel, 5 anni e 9 mesi annullati con rinvio dalla Cassazione per la bancarotta del Conto protezione); e poi due assoluzioni (Cariplo e, a Roma, Intermetro) e una prescrizione (in appello per All Iberian).
Lo stesso Craxi che aveva 40 miliardi giacenti sui suoi 3 conti svizzeri personali, gestiti non da tesorieri PSI, ma dall'ex compagno di scuola Giorgio Tradati e poi dall'ex-barista Maurizio Raggio, destinati agli "interessi economici anzitutto propri di Craxi" (Sentenza All Iberian)?
Craxi si è sottratto ad un arresto e a maggior ragione all'esecuzione di sentenze definitive, questo significa disconoscere le leggi dello Stato di diritto in cui si opera, a maggior ragione da parte di chi a quello Stato ha giurato fedeltà. Infatti Craxi, da Presidente del Consiglio, aveva giurato "di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo e di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere le funzioni affidatemi con coscienza e diligenza e con l'unico intento di perseguire il pubblico interesse", ma sottrarsi ad un arresto e a maggior ragione all'esecuzione di sentenze definitive significa disconoscere le leggi dello Stato di diritto in cui si opera.
E' questa la persona che meriterebbe l'intitolazione di una via?
Vorremmo ricordare che il PD ha bocciato in Consiglio comunale un nostro atto dove chiedevamo di intitolare alcune vie a Umbertidesi che avevano dato lustro al nostro Comune e che ben più di Craxi avrebbero meritato questo onore.
Ma forse non abbiamo capito bene ed è tutto uno scherzo. D'altronde siamo a carnevale e si sa ... a carnevale ogni scherzo vale.
Se invece non era uno scherzo sottolineiamo che Bettino Craxi ci ricorda un Paese malato, un Paese dove essere onesti era una cosa da stupidi, un Paese dove fare politica era solo un buon affare, un Paese che purtroppo non è ancora guarito.


Umbertide - 

Il centro culturale islamico di Umbertide, nonostante le promesse di chiarezza fatte dall'amministrazione locale e da parte di una delle associazioni islamiche presenti sul territorio, continua ad essere un argomento di discussione molto poco chiaro.
Durante l'assemblea popolare tenutasi ad Umbertide il 29 aprile scorso alla sala San Francesco, con la partecipazione dell'Imam di Umbertide e di un esponente nazionale della comunità islamica, Massimo Cozzolino, oltre che con il sindaco ed altri esponenti della giunta comunale, una delle richieste poste da svariati partecipanti all'evento è stata quella di rendere chiaro e pubblico chi fossero i finanziatori del centro culturale islamico di Umbertide; il motivo, secondo i cittadini che lo hanno chiesto, è quello di essere sicuri che non ci possano essere future "spinte" da parte di possibili finanziatori esterni, sull'attività fisica od intellettuale supportata dal gruppo islamico di Umbertide.
La necessità di rendere nota la lista dei finanziatori del centro culturale islamico resta secondo noi una priorità indiscussa e l'apertura delle porte della contabilità dell'associazione, pubblicamente sbandierata dall'Imam/presidente della stessa non ha prodotto alcun esito, finora si è dimostrata solo una dichiarazione di intenti senza valore.
Un'altra richiesta emersa all'assemblea popolare è stata quella di scrivere congiuntamente con l'amministrazione una convenzione, regole per facilitare l'interazione con la popolazione e per tentare di evitare possibili infiltrazioni di soggetti radicali al suo interno.
La richiesta fu accolta dai rappresentanti del centro culturale islamico di Umbertide e dall'esponente nazionale della comunità, ma ancora di questa convenzione non vi è traccia.
Il Movimento 5 Stelle ha sollevato tutte le proprie perplessità sulla valenza ed efficacia di una convenzione che di fatto viene sottoscritta, nelle intenzioni dell'amministrazione, solo con i rappresentanti del Centro Culturale Islamico, escludendo di fatto quella parte della comunità musulmana maggiormente integrata.
Siamo sicuri che tutti i musulmani locali vedono di buon occhio la costruzione del Centro islamico? La maggior parte di loro vuole solo un luogo dove andare a pregare, evitando strumentalizzazioni politico-mediatiche che generano divisioni e tanto clamore. Altrimenti il costruendo centro culturale rischia di divenire luogo di ghettizzazione e di divisione, cosa assolutamente da evitare e probabilmente neppure voluta dai musulmani locali più integrati.
La nostra amministrazione sa con chi sta dialogando? L'associazione islamica con cui si dialoga non è l'unica presente sul territorio di Umbertide. Costoro sono dunque rappresentativi dell'intera comunità musulmana locale? Se l'associazione islamica di Umbertide che cura il progetto del Centro è un soggetto privato, allora l'associazione stessa potrebbe essere discriminatoria verso gli islamici locali non associati?
Secondo noi la comunità musulmana non è rappresentata per la sua interezza da chi si presenta come suo rappresentante. Ci chiediamo come mai tante promesse non sono state mantenute, cosa si vuole nascondere? Vorremmo che alle parole seguano i fatti. Basta con manifestazioni di facciata tra l'amministrazione e l'associazione poiché non portano da nessuna parte. I dubbi e le perplessità che solleviamo sono sempre gli stessi e ancora non c'è stata nessuna risposta concreta da parte dell'Amministrazione. Continuiamo a pensare che il problema non ci sia?

I candidati a Umbertide