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MoVimento 5 Stelle

Umbertide - 

È stato recentemente presentato in Regione un progetto da parte dell'azienda di Calzolaro, la Splendorini Molini Ecopartner, che prevede la realizzazione di una nuova struttura, ad ampliamento di quella esistente, di circa 3100 mq. Come è possibile pensare di ampliare a ridosso di un paese un'azienda ritenuta insalubre dalla nostra legislazione?
Secondo quanto riportato nel progetto preliminare la nuova realizzazione nasce con lo scopo di minimizzare le emissioni odorigene.
Se ora non riescono a confinare le emissioni, probabilmente si dovrebbe diminuire il quantitativo di rifiuti che possono essere trattati, visto che l'azienda inizialmente è stata fatta per trattare molti meno rifiuti. Evidentemente c'è stato un errore iniziale, cioè quando negli scorsi anni è stato concesso l'ampliamento.
Se il nostro Comune non dovesse opporsi a questo nuovo progetto, sarebbe una nuova presa in giro per i cittadini di Calzolaro che negli ultimi mesi hanno assistito a tanti scaricabarile e goffi tentativi di arginare un problema ormai aperto da troppo tempo.
Nel Consiglio comunale della scorsa settimana quando è stato bocciato l'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiedeva di introdurre una distanza minima di mille metri dalle abitazioni per le industrie insalubri e che le stesse non potessero essere ampliate né in volumi né in potenzialità, l'Amministarzione sapeva già di questo nuovo progetto? La Giunta, a guida PD, sarebbe addirittura ridicola se dopo aver portato in Consiglio Comunale una delibera che chiedeva la delocalizzazione dell'azienda ora usasse dei puerili escamotage per concedere un ampliamento.
Se così fosse, bocciando il nostro odg questa Amministrazione avrebbe dato un durissimo colpo alla frazione di Calzolaro, come se non ne avesse avuti già abbastanza dalle amministrazioni umbertidesi.


Umbertide - 

Con voti contrari del Sindaco e del Partito democratico, il consenso del Presidente del Consiglio comunale e di Umbertide cambia e l'astensione del centro destra, viene respinto l'ordine del giorno del Movimento 5Stelle sul regolamento igienico sanitario.
Cos'è un regolamento di igiene e salute pubblica? È un documento che disciplina la materia dell'igiene e sanità pubblica in attuazione della legislazione nazionale e regionale adeguandola ed integrandola in relazione alle particolari condizioni locali, è inoltre finalizzato a tutelare ulteriormente la salute dei cittadini e a salvaguardare le aree abitate da attività potenzialmente pericolose o che possono causare disagi agli abitanti. Sempre più spesso assistiamo a scelte produttive che mettono fortemente in discussione la qualità del territorio e dell'ambiente con ovvie ricadute sulla salute.
L'attuale regolamento di igiene e salute pubblica del nostro Comune risale al 1951 e finora ha avuto una serie di piccole modifiche senza mai essere stato revisionato in maniera completa. Sebbene l'Amministrazione abbia più volte affermato di aver avviato il percorso per giungere all'approvazione di un nuovo regolamento ancora oggi non si è concretizzato nulla.
Oltretutto i recenti casi di Pian d'Assino e Calzolaro sottolineano l'urgenza di approvare un regolamento che tenga conto delle mutate esigenze e che tuteli il territorio comunale e i suoi cittadini. L'impegno che richiedeva il M5S alla giunta e a tutta la maggioranza era l'immediata modifica del regolamento esistente introducendo articoli che prevedessero una distanza minima di mille metri dalle abitazioni per le industrie insalubri e che la stessa tipologia di industrie, qualora non rispettasse questa distanza, non potesse essere ampliata né in volumi né in potenzialità. Questo documento doveva rappresentare un atto di coraggio dell'Amministrazione e del partito di maggioranza, doveva concretizzare le tante parole udite in questi anni ogni qualvolta si presentava una situazione potenzialmente pericolosa per i cittadini e per il nostro territorio. Questo coraggio è mancato nello scorso consiglio comunale, è stata l'ennesima prova della mancata lungimiranza, sensibilità e senso di responsabilità di chi amministra. Ci auguriamo che i cittadini se ne ricordino la prossima volta che si sentiranno dire da chi li governa che non si può fare nulla. Da oggi non hanno più scuse.


Umbertide - 

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione alla giunta comunale sulla situazione dell'azienda Multiservices srl, unica azienda rimasta interamente pubblica in quota al nostro Comune, a quello di San Giustino e a quello di Montone. Multiservices è nata nel 2002 insieme ad Aimet, la prima si occupa dell'attività di distribuzione del gas naturale mentre la seconda dell'attività di vendita.
Siamo tutti a conoscenza della vendita di Aimet che dal gennaio 2015 è diventata un'azienda privata, vendita all'epoca fatta passare da tutta la giunta e dalla maggioranza come una scelta obbligata quando in realtà non lo era affatto.
Quello che ci chiediamo è invece quale sarà il futuro di Multiservices. Vorremmo sapere questo perché l'azienda chiude i suoi bilanci in utile, ma sembra frenata ogni ipotesi di investimento. Abbiamo posto questa domanda al Sindaco già nel precedente consiglio comunale, ma non ci ha risposto. La società riveste un ruolo importante in quanto gestisce le reti e gli impianti relativi al servizio del metano, come viene dunque valorizzata la funzione strategica di questa azienda che ricordiamo è interamente pubblica?
Oltretutto non risulta alla data di oggi un rinnovo del consiglio di amministrazione secondo quanto stabilito dalla delibera comunale dello scorso luglio approvata a maggioranza che prevede la nomina di un amministratore unico in sostituzione all'attuale consiglio di amministrazione, di un unico revisore al posto del collegio sindacale ed istituiscono un'unità di controllo e di verifica sulla gestione e sull'amministrazione della società.
La nostra amministrazione ha una visione chiara sul futuro di Multiservices?
Quando intenderà procedere con la nomina di questo amministratore unico? Quali saranno i criteri che i Comuni soci utilizzeranno per la nomina? Ci auguriamo che uno di questi sia proprio la trasparenza.


Umbertide - 

Apprendiamo dalla stampa che recentemente è stato firmato un protocollo d'intesa tra il Comune di Umbertide, la Prefettura di Perugia e l'Associazione Centro culturale islamico di Umbertide. Il Sindaco ha tenuto a sottolineare il grande impegno dell'Amministrazione per arrivare a questo risultato, l'amministrazione che si assurge a paladina "della libertà di espressione e di culto e di tutelare la sicurezza dei cittadini, favorendo una reale integrazione tra le varie comunità presenti sul territorio."

Ora a fronte di queste affermazioni dei dubbi sono legittimi visto che molti interrogativi rimangono sospesi e i comportamenti della nostra Amministrazione sono stati alquanto incoerenti. Perché si continua a battere sul concetto di libertà di culto se sulla carta questa struttura è un centro culturale islamico e non una moschea? L'autorizzazione riguarda la costruzione di un centro culturale e non di un luogo di culto, lo stesso PRG non prevede che il terreno sia destinato a questo, ma, a quanto pare, la nostra Giunta sembra non cogliere la distinzione.

Si parla ora di un protocollo d'intesa senza neppure un coinvolgimento del consiglio comunale quando proprio in commissione, ben un anno fa, il Sindaco assicurò che si sarebbe affrontata nuovamente in commissione la questione di una convenzione con l'associazione islamica, proponendo persino di creare una commissione tecnico-scientifica che avesse competenze in merito, composta da esperti e storici del settore. Tuttora l'Amministrazione tace sul fatto che il capo di una comunità religiosa e di un'associazione risulta, stando a quanto riporta la stampa, indagato dalla procura. Ora si cerca di correre ai ripari con la firma di questo protocollo, ma basterà? Ribadiamo il fatto che si sta dialogando solo con una parte della comunità islamica. Lo stesso Sindaco sempre nella commissione dell'anno scorso ha riconosciuto quanto noi affermiamo da tempo sulla composizione dei cittadini di origine islamica residenti ad Umbertide: "una parte non ha nessun credo religioso, una seconda fa riferimento all'attuale Imam Chafiq El Oquayly ed una terza, ben integrata nella società locale, che non riconosce appieno l'attività riferita al Centro culturale islamico."

Quindi il più grande centro islamico del territorio è in mano ad una piccola fetta della comunità islamica presente nel nostro Comune. D'altronde, per stessa ammissione dell'Amministrazione, se la comunità islamica è formata da 2.000 persone e 800 persone concordano con la costruzione del centro, significa che i restanti 1.200 sono i contrari?


Umbertide - 

Anche quest'anno i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Umbertide hanno donato i propri compensi di consiglieri.
Viste le vicissitudini a cui sono stati sottoposti (loro malgrado) i bambini e gli insegnanti della scuola materna Monini e vista la necessità di creare un'area giochi all'esterno della Chiesa di Cristo Risorto, che ospita la scuola materna, si è deciso di destinare all'acquisto di giochi da esterno i 572,55 € dei compensi ricevuti per le presenze in Commissione e Consiglio.
Il gettone di presenza di euro 20,99 previsto per ogni Consiglio comunale e commissione a cui si è preso parte, è giusto che venga restituito alla collettività, in questo caso alla scuola, quale bene da tutelare e salvaguardare, considerate soprattutto le poche risorse destinate a questo settore sia a livello locale che nazionale. Siamo perfettamente consapevoli che tutte le scuole del territorio hanno bisogno di interventi - anche urgenti - di varia natura e al di là degli slogan le disponibilità, sempre troppo scarse, costringono i dirigenti scolastici ad attrezzarsi con il poco che hanno a disposizione.
Certamente questa donazione non risolleverà le sorti delle nostre scuole, ma almeno la somma è stata utilizzata per la collettività.

LA COERENZA DEL M5S


Umbertide - 

In vista della conferenza dei servizi del 1 settembre per la modifica dell'autorizzazione concessa alla ditta Splendorini Molini Ecopartner per il trattamento di rifiuti, è stato convocato ad Umbertide il 30 agosto un consiglio comunale.
Il M5S ha seguito questa vicenda fin da quando nel maggio 2015 venne presentata la richiesta da parte dell'azienda di Calzolaro di ampliare la propria produzione da 21.000 a 60.000 tonnellate. Oggi come allora il M5S si è mobilitato facendosi portavoce delle istanze dei cittadini di Calzolaro che si trovano a convivere con questo tipo di azienda, sostenendo da sempre la necessità di delocalizzare l'impianto. Alla vigilia della conferenza dei servizi del 2015, che concesse l'autorizzazione al trattamento fino a 50.000 tonnellate, presentammo delle nostre osservazioni al progetto e al contempo votammo la delibera proposta allora dall'amministrazione comunale. Nonostante tutto, la delibera comunale rimase inascoltata e le nostre osservazioni, inspiegabilmente, non vennero prese in considerazione. La conferenza dei servizi del 6 novembre 2015 concesse l'ampliamento al trattamento di rifiuti fino a 50mila tonnellate alla ditta di Calzolaro, con parere favorevole della nostra Amministrazione.
Oggi, a seguito di un recente studio condotto da Arpa Umbria, che evidenzia "un disturbo olfattivo conclamato e persistente.... e la presenza di odori disturbanti di difficile tollerabilità" è stato riaperto l'iter di quella autorizzazione. Ci siamo subito mossi presentando delle osservazioni al progetto, fornendo contestazioni sulla determinazione con la quale è stato concesso l'ampliamento, sulla determinazione con cui è stata evitata la Valutazione ambientale, dove, a nostro avviso, non viene rispettata la legge regionale, abbiamo contestato i problemi di viabilità ed infine abbiamo contestato quello che secondo noi è un gravissimo errore sulla tipologia di rifiuti che si possono trattare. Tutto questo ci ha portato a chiedere di nuovo la delocalizzazione della ditta in una zona lontana da civili abitazioni dove, utilizzando le buone pratiche e le prescrizioni della legge, non recherebbe problemi a nessuno.
Oltre a questo abbiamo deciso di votare a favore la proposta di deliberazione presentata dall'Amministrazione nella speranza che questo atto, unito alle nostre osservazioni, potessero fornire un punto di forza maggiore in sede di conferenza dei servizi. D'altro canto non avremmo potuto fare diversamente, in coerenza con la filosofia del M5S che non ha posizioni preconcette verso nessuno, ma vota di volta in volta, valutando ogni singolo atto nel merito e se è fatto per il bene dei cittadini, non sulla base della convenienza politica. Servendoci di tutte le armi possibili e percorribili, facendo le dovute pressioni nei confronti delle istituzioni che rilasciano le autorizzazioni, consapevoli che una "guerra" è composta da tante singole battaglie avendo come fine ultimo quello di trovare una soluzione per i cittadini di Calzolaro che vivono questo continuo disagio. Questa di oggi è una battaglia fondamentale per la comunità di Calzolaro. Oggi come nel 2015 abbiamo votato a favore perché non è possibile che in nome del progresso e dell'interesse di pochi si possa creare un disagio alla collettività. Oggi come allora consigliamo alla ditta Splendorini, alla quale auguriamo le migliori fortune, una delocalizzazione in aperta campagna dove, utilizzando le migliori pratiche, non può arrecare problemi a nessuno. La gente di Calzolaro deve avere lo stesso diritto di tutte le altre persone del nostro comune di poter respirare aria pulita, di poter godere del proprio paese, di non preoccuparsi per la propria salute, di non vedersi svalutare di anno in anno le proprie case e le proprie attività. C'è il rischio che questa delibera resti lettera morta come affermato dal Sindaco in sede di commissione? Non lo sappiamo, ma bisogna tentare ogni strada percorribile. La vicenda di Calzolaro è una bruttissima pagina della nostra politica locale, è l'esempio di amministrazioni per nulla attente a quanto accade nel proprio territorio, è l'esempio di una politica incapace di capire quanto sta accadendo intorno a sé e che ora non sa districarsi dal groviglio da lei stessa creato.

FATTI, NON PAROLE.


Umbertide - 


Il giorno 1 settembre si terrà presso la Regione la conferenza dei servizi per la modifica sostanziale dell'autorizzazione concessa alla ditta Splendorini Molini Ecopartner per il trattamento di rifiuti non pericolosi. La questione relativa a questo impianto è stata seguita dal M5S sin da quando nel maggio 2015 venne presentata la richiesta da parte dell'azienda di Calzolaro di ampliare la propria produzione da 21.000 a 60.000 tonnellate. Già allora il M5S si adoperò per impedire che venisse concesso un ampliamento così elevato ad un'azienda che opera proprio a ridosso di un centro abitato, e presentò delle osservazioni al progetto stesso. Nella conferenza dei servizi del 6 novembre 2015, che concesse l'autorizzazione al trattamento fino a 50.000 tonnellate, non si tenne conto delle osservazioni avanzate dal M5S. Nonostante questo il M5S ha sempre sostenuto la necessità di delocalizzare l'impianto ribadendo tutte le criticità che una tale lavorazione, posta all'interno di una frazione, comporta. Nel frattempo i monitoraggi effettuati da Arpa su questa zona hanno fatto emergere una situazione grave, spingendo l'Arpa stessa già dal 2016 a richiedere la modifica dell'autorizzazione. Il mese scorso è uscito uno studio condotto da Arpa, a seguito dei sopralluoghi del personale dell'Arpa e degli agenti della Polizia Municipale, che evidenzia "un disturbo olfattivo conclamato e persistente.... e la presenza di odori disturbanti di difficile tollerabilità."
Sulla base di questa relazione si è così giunti ad indire una nuova conferenza dei servizi, quella appunto del 1 settembre. Il M5S si è subito mobilitato presentando le proprie osservazioni. Ricordiamo che le osservazioni ad un progetto possono essere presentate da chiunque (comitati, partiti, singoli individui). Oltre al problema degli odori molesti il M5S ha presentato contestazioni sulla determinazione con la quale è stato concesso l'ampliamento, sulla determinazione con cui è stata evitata la Valutazione ambientale, dove, a nostro avviso, non viene rispettata la legge regionale, abbiamo contestato i problemi di viabilità ed infine abbiamo contestato quello che secondo noi è un gravissimo errore sulla tipologia di rifiuti che si possono trattare. Tutto questo ci ha portato a chiedere di nuovo la delocalizzazione della ditta in una zona lontana da civili abitazioni dove, utilizzando le buone pratiche e le prescrizioni della legge, non recherebbe problemi a nessuno Siamo curiosi di sapere se tutte le altre forze politiche di Umbertide e Città di Castello abbiano fatto lo stesso, se alle chiacchiere di questi mesi abbiano dato seguito con i fatti o sia stato il solito cicaleccio estivo.

L'ENNESIMA PRESA IN GIRO


Umbertide - 

La scorsa settimana la Regione è intervenuta sulla questione di Calzolaro presentando delle misure correttive gestionali per il contenimento delle emissioni odorigene dell'impianto di rifiuti ubicato nella frazione. Cosa comporterà questo? In pratica quasi nulla. La Regione ha limitato il quantitativo giornaliero di rifiuto organico da raccolta differenziata da portare all'impianto, ma il totale che si può trattare è 35.000 tonnellate, un quantitativo enorme (oltre un terzo di quello raccolto in tutta l'Umbria). E cosa dire del rifiuto organico da raccolta indifferenziata (sottovaglio) che la Regione non ha nemmeno preso in considerazione e che potrà essere trattato a volontà? L'azienda dunque continuerà a trattare il suo quantitativo giornaliero di rifiuti, i mezzi continueranno a transitare all'interno del centro abitato e la puzza continuerà ad imperversare. C'è veramente la volontà da parte della nostra amministrazione e quindi anche della Regione di intervenire per migliorare la situazione della frazione? In questi giorni ci sono state pesanti affermazioni da parte del Sindaco di Città di Castello nei riguardi della nostra amministrazione, sostenendo che "Il partito che governa Umbertide ha tutti i poteri e tutte le facoltà per poter impedire a quella attività di continuare a esistere." Allora perché non si decidono a farlo? Perché si continua con questi documenti che sono solo fumo negli occhi dei cittadini e di fatto non risolvono il problema? Proprio nei giorni scorsi è stato annunciato un prossimo incontro tra i sindaci di Città di Castello e Umbertide dopo i ridicoli botta e risposta che si sono succeduti a mezzo stampa. Cosa ne uscirà? Ci auguriamo, ma ci speriamo poco, che non sia l'ennesima presa in giro ai cittadini.


Umbertide - 

Il 31 luglio si è svolto a Città di Castello un Consiglio Comunale dove si è parlato, tra le altre cose, della questione ambientale di Calzolaro. A nostro avviso durante il Consiglio il Sindaco Bacchetta ha detto cose di una certa gravità.
Ad esempio quando quasi all'inizio del suo discorso dice che "le autorizzazioni sono state rilasciate per intero dal comune di Umbertide e da altri soggetti". Allora avevamo ragione noi quando dicevamo che la colpa della situazione di Calzolaro è in buona parte del comune di Umbertide?
Bacchetta continua dicendo che "Il partito che governa Umbertide ha tutti i poteri e tutte le facoltà per poter impedire a quella attività di continuare a esistere". E qui siamo ad un altro punto su cui avevamo insistito anche all'assemblea svoltasi prima dell'ampliamento: La situazione di quel paese è tremenda, perché il sindaco Locchi non si decide a fare un'ordinanza per risolvere il problema?
Ma quello che le nostre orecchie non avrebbero mai voluto sentire è quando il sindaco di Città di Castello dice "Dico anche che per quanto mi riguarda non faremo sconti a nessuno, i furbi non sono accettabili tanto meno quando hanno vesti istituzionali" come a lasciare intendere che ci sarebbero speculazioni dietro alle proteste del nostro Comune. Non avremmo mai voluto sentire perché sulla salubrità dell'ambiente non si specula. Non avremmo mai voluto sentire perché sulla salute non si specula. Non avremmo mai voluto sentire perché significherebbe che si sta prendendo in giro la gente di Calzolaro.
Infine vorremmo citare il Sindaco Bacchetta quando dice che i problemi di Umbertide vengono dalla "mentalità che ha fatto uscire da Sogepu, contro gli interessi di quella città" e "Avete visto le bollette? Io le ho date in pasto eh! Pagano il doppio di noi, oggi. A settembre vi faccio una previsione, come mago Merlino, pagheranno anche di più". Assolutamente vero le bollette di Umbertide sono più alte di quelle di Città di Castello e, aggiungiamo noi, sono aumentate notevolmente dopo la gara di appalto assegnata a Gesenu. Inoltre le attività divinatorie di mago Merlino risulteranno esatte perché le nostre bollette aumenteranno dato che dovremo pagare per gli errori fatti da altri. Infatti ci saranno aumenti visto che alcuni impianti umbri sono stati chiusi perché gestiti male. Allora perché dovremmo pagare noi? Tutti gli altri comuni umbri si stanno ribellando, ma il nostro comune ha già firmato il nuovo contratto e quindi saremo noi a pagare per errori non nostri. Ma mago Merlino Bacchetta non si ferma e dice anche che siccome l'amministrazione comunale di Camelot sta passando un brutto periodo e si prospetta un nero futuro si è inscenata questa protesta solo per "pura e mera propaganda finalizzata a dare la colpa di proprie scelte a qualcun altro. "
I cavalieri della tavola rotonda che si sono ricongiunti domenica all'inaugurazione di una cantina umbertidese sono avvisati: il regno di Camelot sta per cadere.
Tornando alla questione Calzolaro le cose sono due: o il sindaco Bacchetta ha ragione ed allora il sindaco Locchi e i suoi predecessori devono chiedere scusa agli abitanti di Calzolaro o il sindaco Bacchetta ha dichiarato un sacco di fesserie ed allora deve essere querelato dall'amministrazione umbertidese se non altro per l'illazione che dietro a questa protesta ci sarebbero altri interessi.


Umbertide - 

L'amministrazione di Umbertide continua con la cultura del "silenzio"! Un silenzio nel quale trovano riparo molti aspetti che attengono al costruendo centro culturale islamico, aspetti che sono definibili non chiari e per questo noi diciamo basta a questo atteggiamento. Alcune settimane fa abbiamo inviato all'Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Corte dei Conti un esposto per far luce su tutto l'iter tecnico- amministrativo che ha preceduto l'assegnazione del suolo e l'autorizzazione alla costruzione del centro culturale islamico. Un atto doveroso verso la città e i cittadini. Una città che meritava più amore e più rispetto da parte di chi l'ha governata nell'ultimo decennio, ma purtroppo così non è stato, tutto è stato calato dall'alto negando qualsiasi relazione tra i cittadini e l'amministrazione. Hanno preferito ignorare il fatto che con i cittadini si può "anche dialogare", mentre sarebbe stato più semplice fare le cose con trasparenza e stabilendo un dialogo con una forte tensione verso la pluralità e la multiculturalità. Un dialogo capace di mettere in ascolto fra loro tutte le diversità, capace di riconoscere chi veramente vuole integrarsi e chi no. Noi, per quanto ci riguarda, non siamo protesi né verso l'ateo, né verso il cristiano, né l'induista e né il musulmano, per noi i segni distintivi delle persone sono i valori etici-morali. Ciò che ci preme mettere in evidenza è il modo "nascosto", quasi segreto, con cui è stato trattato il capitolo moschea. Perché non fare le cose alla luce del sole così da evitare nel cittadino sospetti e dicerie? Speriamo in un cambiamento che inauguri un ritorno della TRASPARENZA e del DIALOGO nel nostro paese, ma per arrivare a questo serve memoria e coraggio. Coraggio nel voler cambiare, memoria nel ricordare come si è stati trattati.

I candidati a Umbertide