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BASTAVA COSì POCO


Umbertide - 

Pensare che bastava così poco: agire con determinazione al momento opportuno, ora invece assistiamo allo stupore generale da parte di chi questo paese lo ha governato e lo governa.
La questione che vede coinvolta la frazione di Calzolaro ne è un esempio.
Tutti a mobilitarsi nel dare sostegno a questa frazione che è costretta a convivere con un cattivo odore e con un impianto di trattamento di rifiuti a ridosso del paese. A peggiorare la situazione, l'eventualità dell'entrata di Sogepu nell'azienda con il rischio che la frazione organica umida da raccolta differenziata dei rifiuti urbani sarà implementata comportando un peggioramento della qualità della vita degli abitanti della frazione. Ora assistiamo ad una carrellata politica, tutti che accorrono per mettersi in mostra, purtroppo per loro gli abitanti di Calzolaro non hanno bisogno di chiacchiere, ma di fatti, chiedono la soluzione al problema.
Dov'erano finora coloro che adesso mostrano così tanta sensibilità verso la frazione? L'azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti, proprio a ridosso del centro abitato, ha ottenuto nel corso del tempo varie autorizzazioni, fino alle 21.000 tonnellate nel 2013 e fino alle 50.000 nel 2015. Ma qual è l'iter che concede queste autorizzazioni? Vengono rilasciate con la conferenza dei servizi, dopo che i vari enti che vi prendono parte (Regione, Provincia, Arpa, Ati ora Auri, USL, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Comune) esprimono il proprio parere. E il Comune di Umbertide dov'era nel 2013 e nel 2015? Non ha mai valutato le difficoltà dei cittadini a convivere con un questo tipo di impianto all'interno del proprio abitato? L'Amministrazione comunale, al momento opportuno, avrebbe potuto produrre motivazioni contrarie all'ampliamento dell'impianto, ma non l'ha fatto. Ora ci troviamo in queste condizioni. Noi ribadiamo con determinazione che l'unica soluzione è la delocalizzazione dell'impianto.
I cittadini di Calzolaro, così come i cittadini di qualsiasi altra parte del territorio comunale, devono poter vivere senza respirare cattivi odori, senza avere il timore di vedersi svalutate le proprie proprietà e attività, avere insomma una vita dignitosa e sapere di poter contare su un'amministrazione che sappia tutelarli. Questo deve essere lo scopo di ogni amministrazione, essere attenta alle esigenze dei propri cittadini. Bastava veramente così poco, un maggior riguardo al momento opportuno. La recente relazione fatta da Arpa sulla situazione di Calzolaro evidenzia un disturbo olfattivo persistente ed impone delle prescrizioni ben precise, vedremo se verranno attuate. Ci auguriamo che i cittadini al momento opportuno sappiano tutelarsi e conservino memoria di quanto sta accadendo.

CALZOLARO: QUALE FUTURO?


Umbertide - 

Lunedì 10 luglio, il Movimento 5 Stelle ha indetto un'assemblea pubblica a Calzolaro, molto partecipata e alla quale hanno preso parte anche i colleghi del M5S di Città di Castello. Abbiamo ritenuto questo incontro un atto dovuto per una questione di correttezza e di rispetto nei confronti degli abitanti della frazione umbertidese, alla luce delle recenti notizie che vedono protagonista proprio l'impianto di trattamento sito all'interno della frazione. Documenti alla mano abbiamo voluto illustrare nel dettaglio quello che è stato l'iter che ha condotto alla situazione attuale e abbiamo voluto puntare l'attenzione su quelli che saranno i possibili sviluppi della questione legata, all'impianto in vista anche di una possibile acquisizione dello stesso da parte di Sogepu. C'è il rischio che la frazione organica umida con l'entrata di Sogepu nell'azienda sarà molto probabilmente implementata con conseguente peggioramento della qualità della vita degli abitanti della frazione. Da molto tempo i cittadini non fanno segreto del disagio legato alla presenza di un simile impianto in pieno centro abitato. Le problematiche riguardano principalmente il cattivo odore che pervade tutto il paese e che in alcuni casi ha causato malori ad alcune persone, ma riguardano anche il continuo passaggio di mezzi pesanti che transitando ininterrottamente e rumorosamente (sia di giorno che notte) provocano un notevole disagio alla popolazione e destano molta preoccupazione dal punto di vista della sicurezza. Durante l'incontro i presenti hanno sottoscritto la petizione promossa da alcuni residenti. Con tale documento, indirizzato al Sindaco di Città di castello, i cittadini di Calzolaro manifestano l'assoluta contrarietà a che l'attività di trattamento di rifiuti prosegua all'interno del centro abitato. I cittadini chiedono al Sindaco di Città di Castello, in vista del possibile acquisto da parte di Sogepu delle quote dell'azienda, di tenere conto delle esigenze degli abitanti della frazione. Nel frattempo il M5S mantiene alta la guardia su questa situazione, proprio ieri Arpa ha notificato al Comune di Umbertide uno studio sugli odori molesti di Calzolaro. A seguito di ciò il M5S si è subito mobilitato per prendere visione dello studio e ha conseguentemente presentato un'interrogazione urgente da discutere nel prossimo consiglio comunale del 24 luglio. L'interrogazione fa riferimento proprio ai risultati dello studio condotto da Arpa, chiedendo inoltre che gli stessi vengano resi pubblici e che il Sindaco si impegni ad attuare quanto richiesto da Arpa nella sua nota.


Umbertide - 

Il M5S di Umbertide apprende favorevolmente la notizia della chiusura delle indagini sulla maxi inchiesta sulla gestione dei rifiuti nella provincia di Perugia. Inchiesta che ha portato ad accusare diciassette persone e cinque aziende di innumerevoli reati, molti dei quali sarebbero stati perpetrati a Pietramelina.
Più volte il M5S di Umbertide è intervenuto in Consiglio comunale perché l'Amministrazione prendesse una posizione dura ed intervenisse per difendere il territorio di Umbertide dall'attacco ambientale proveniente da Pietramelina. Ogni volta ci siamo trovati di fronte ad un muro di gomma ma ci sentiamo in dovere di provarci ancora: visti i risultati delle indagini chiediamo al sindaco Locchi di intervenire perché l'impianto di compostaggio non venga riaperto.
Infatti, secondo quanto scritto in trentadue pagine dal Procuratore Valentina Manuali, la discarica di Pietramelina "le verifiche di stabilità eseguite indicano un deficit delle resistenze in fase dinamica" e "per quanto riguarda l'argine a valle c'è un deficit anche in fase statica". In poche parole, Secondo il P.M., la discarica di Pietramelina potrebbe crollare.
Visto che l'impianto di compostaggio è proprio sopra la discarica ci chiediamo se è mai possibile che camion, ruspe e tonnellate e tonnellate di rifiuti possano tornare a gravare su quel sito. E non ci venga detto che se i tecnici danno il permesso allora vuole dire che va tutto bene. Già prima che la discarica aprisse la popolazione di Pierantonio aveva messo tutti in guardia per il rischio della stabilità di una discarica posta in quella zona. Anche allora i "grandi tecnici" avevano rassicurato tutti con le loro teorie.
Ora basta! La misura è colma. Pietramelina deve chiudere definitivamente con gli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti.
Per questi motivi il M5S ha presentato un O.D.G. dove si chiede al sindaco di intervenire a difesa dei cittadini di Pierantonio chiedendo alla regione che l'impianto di compostaggio di Pietramelina non venga riaperto visto che, stando a quanto si legge, la frana della discarica potrebbe portare "conseguenze irreversibili per l'equilibrio dell'ecosistema" e "offesa alla pubblica incolumità".


Umbertide - 

Come avevamo anticipato in un comunicato stampa del 25 giugno Sogepu, società di gestione di rifiuti quasi interamente del comune di Città di Castello, ha deciso di acquistare delle azioni della Splendorini Molini Ecopartner, ditta che tratta rifiuti organici a Calzolaro, nel comune di Umbertide. La sicurezza l'abbiamo avuta partecipando alla seconda Commissione consiliare di Città di Castello, dove è stato presentato il piano industriale di Sogepu.
Non ci dilungheremo sulle cifre e sui tecnicismi con cui Sogepu intende arrivare alla maggioranza delle quote dell'azienda di Calzolaro. Vorremmo invece fare alcune considerazioni su come viene gestito il territorio del nostro comune e sul peso politico dei nostri rappresentanti.
Per prima cosa ci chiediamo come è possibile che un'azienda di proprietà del comune di Città di Castello possa venire a creare disagi a cittadini del comune di Umbertide. È una cosa legale? Certamente si, ma è un'operazione che dimostra quanta poca considerazione viene data al nostro comune e quanto poco contino i politici umbertidesi, sempre pronti a battibeccare tra loro, ma incapaci di difendere il territorio.
Quel territorio, martoriato dai rifiuti, è il comune dove noi tutti viviamo e che ormai è accerchiato da impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Infatti nel raggio di 12 chilometri dall'abitato di Umbertide ci sono impianti che possono trattare/smaltire i due terzi dei rifiuti umbri. Infatti a Pietramelina, posta a 7,5 km da umbertide e a pochi metri dal confine del comune, si potranno trattare 50.000 tonnellate di rifiuti organici; a Borgogiglione, a 11 km da Umbertide ed anche questa vicinissima al confine del comune, vengono smaltiti circa 150.000 tonnellate di rifiuti; A Calzolaro possono essere trattate 50.000 tonnellate di rifiuti; A Belladanza, che si trova a 12 km dall'abitato di Umbertide, dovrebbero essere smaltite circa 20.000 / 30.000 tonnellate di rifiuti ed essere trattate circa 30.000 tonnellate di rifiuti organici.
Un vero immondezzaio che circonda Umbertide.
Ora leggiamo della presa di posizione della nostra Amministrazione che afferma tra l'altro: "Ancora una volta si cerca di utilizzare il territorio comunale di Umbertide o zone immediatamente a confine come discarica di altri comuni e così dopo Pietramelina, Borgogiglione ora anche Calzolaro." Ricordiamo alla stessa Amministrazione che le autorizzazioni ai progetti di estensione dell'attività di recupero dei rifiuti concesse alla ditta di Cazolaro nel corso degli anni, hanno avuto il benestare delle nostre amministrazioni comunali. L'amministrazione e lo stesso Sindaco in primis si ricordino che nel dicembre 2016 con un'interrogazione il M5S chiedeva spiegazioni sul fatto che venivano trattati già dal 2015 i rifiuti urbani di Umbertide nella ditta di Calzolaro, allora né il Sindaco né tutta la giunta si scandalizzarono per questo. Proprio l'attuale Sindaco avallò l'ampliamento della ditta Splendorini con il suo voto favorevole alla Conferenza di Servizi. Quando all'inizio di questa consiliatura il M5S chiese che l'Amministrazione comunale prendesse ufficialmente posizione contro l'impianto di compostaggio di Pietramelina, il sindaco Locchi si disse contrario e preferì approvare un ordine del giorno che diceva che il comune avrebbe vigilato sull'impianto. Cosa che se non fosse drammatica per l'argomento starebbe di diritto su "oggi le comiche".
Ora definiscono il proprio territorio come discarica di altri Comuni? Troppo semplicistico, soprattutto da parte di chi si ritiene guida indiscussa della città. Vorremo ricordare ai nostri amministratori che è anche grazie a loro se per tanto tempo poco o nulla è stato fatto per evitare che Umbertide si trovasse in questa situazione. La nostra città si trova al centro di un quadrato delimitato da discariche, impianti di compostaggio e trattamento rifiuti.
Un bel grazie ai nostri amministratori e buon aerosol a tutti!

E GLI UMBERTIDESI PAGANO


Umbertide - 

Anche quest'anno la Città di Roma ha ospitato la premiazione di Comuni Ricicloni, dossier - concorso organizzato da Legambiente e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, giunta ormai alla sua ventiquattresima edizione.
Come al solito l'Umbria ne esce con le ossa rotte e si salva dalla maglia nera solo grazie ai comuni della provincia di Terni. Infatti nella classifica umbra dei comuni sotto i 5.000 abitanti ci sono 24 comuni del ternano ai primi 24 posti. Nei comuni tra 5.000 e 20.000 abitanti troviamo tre comuni della provincia di Terni ai primi tre posti ed infine tra i comuni sopra i 20.000 abitanti solo Bastia Umbra, che si piazza al secondo posto, salva la provincia di Perugia da una debacle incredibile, ma ampiamente annunciata. Per dovere di cronaca al primo pasto si è classificata Narni ed al terzo posto si è piazzata Orvieto.
Dove è Umbertide che per tanto tempo si è vantata di essere un comune riciclone?
Nonostante l'alta percentuale della raccolta differenziata è stato escluso dalla classifica per la scarsa qualità dei rifiuti differenziati.
Dall'inizio di questa consiliatura il M5S sta portando avanti una battaglia per una corretta gestione dei rifiuti, ma ha sempre trovato di fronte a sè un muro. Un muro chiamato PD che ripeteva in continuazione che la gestione dei rifiuti andava bene e che il comune di Umbertide era un comune riciclone. Cosa diranno ora che Umbertide ha conosciuto l'onta della "squalifica"?
Una su tutte vogliamo ricordare quando Il M5S aveva denunciato, sia in consiglio comunale che sulla stampa locale, della scarsa qualità della raccolta differenziata per colpa dell'organizzazione della raccolta e degli impianti di trattamento. Allora l'Amministrazione comunale rispose che non era vero negando quanto oggi viene chiaramente alla luce dal dossier di Legambiente.
Non vogliamo dilungarci su tutte le volte che siamo intervenuti, inutilmente, per cercare di apportare modifiche migliorative al sistema. Ora non ci resta altro che constatare, con l'amaro in bocca, che questa Amministrazione, negando sempre l'evidenza, sta regredendo sempre più nella gestione dei rifiuti. I servizi sono sempre meno e la tassa sui rifiuti resta sempre altissima. D'altro canto se si spendono soldi per fare una raccolta differenziata che poi finisce in discarica come si possono tenere prezzi bassi?
Inoltre, a cosa servono le guardie ecologiche che gli umbertidesi pagano con le loro bollette se questo è il risultato?

ACQUA BENE COMUNE?


Umbertide - 

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al Sindaco di Umbertide un intervento in merito alla situazione che sta interessando molti utenti di Umbra Acque. Si lamenta un disservizio a causa di bollette con importi molto alti a causa di ritardi di Umbra Acque nell'emettere fatture. A fronte di ciò gli utenti per avere spiegazioni e cercare una soluzione hanno preso d'assalto l'unico sportello presente ad Umbertide che oltretutto è aperto un solo giorno a settimana e mezza giornata. Il nostro Comune deve vigilare perché ci sia un ottimale servizio e fare sì che i cittadini non debbano subire questo tipo di trattamento. Secondo un'analisi effettuata dal Comitato Umbro Acqua Pubblica da quando i comuni dell'ATI 1 (tra questi Umbertide) e ATI 2 dell'Umbria hanno affidato la gestione del servizio idrico ad Umbra Acque spa (partecipata dalla multinazionale ACEA e quindi dalla francese SUEZ) vi è stato un aumento anno dopo anno delle tariffe. Sempre secondo il Comitato gli aumenti tariffari nel 2016 sono stati del 5,5% e nel 2017 ben il 12,1%. Si prevedono ulteriori aumenti in base a quello che è il piano tariffario messo in campo al momento dell'affidamento della gestione idrica ad Umbra Acque (previsto per il 2018 del 8,4% e per il 2019 del 10,5%).
Il M5S ha chiesto al Sindaco che intervenga affinché si faccia portavoce dei disagi che i vari utenti umbertidesi stanno vivendo in questo momento e provveda perché l'azienda emetta nuove fatture con possibilità di rateizzazione. D'altronde se la stessa azienda non ha emesso bollette per tanto tempo generando poi questi importi salatissimi, non devono certo farne le spese i cittadini.
Oltretutto viste le lunghissime file che si stanno formando allo sportello, si è chiesto che venga riportata a due giorni settimanali l'apertura dello sportello.
E pensare che, secondo l'amministrazione, l'intervento del privato nella gestione del servizio idrico avrebbe dovuto garantire efficienza!


Umbertide - 

Il 30 giugno scadrà la convenzione per la gestione associata della segreteria comunale.
Cos'è una gestione associata della segreteria?
È quando più Comuni si servono dello stesso segretario comunale nell'attività giuridico-amministrativa dei rispettivi enti. Nel nostro caso parliamo di due Comuni, quello di Umbertide e il Comune di Monte Santa Maria Tiberina. Va precisato che questo tipo di convenzione non è un obbligo, ma la legge consente ai Comuni di stipularla. In presenza di questa convenzione, al segretario spetta una maggiorazione stipendiale del 25%. Questa maggiore spesa va suddivisa tra gli enti in ragione delle ore impegnate dal segretario per le segreterie dei due Comuni. Nel Consiglio comunale del 25 marzo 2015 è stato approvato, con voto favorevole del PD e contrario del M5S, un atto concernente la richiesta, da parte del Comune di M. S. Maria Tiberina, di modificare un articolo della convenzione con il nostro Comune, riguardante proprio il servizio in forma associata della segreteria comunale. Il sindaco di Monte Santa Maria Tiberina chiedeva di ridurre nel proprio Comune l'impegno del segretario comunale, da 9 a 6 ore settimanali, poiché l'Ente aveva difficoltà a sostenere certe spese, come questa. Approvando questo atto il nostro Comune si è accollato l'83,44% della maggiorazione. Noi fin da subito ci siamo chiesti se a questo punto convenisse anche al nostro Comune mantenere questa convenzione, che ricordiamo comporta un costo aggiuntivo considerevole. Sarebbe stato opportuno rescindere la convenzione con il Comune di Monte Santa Maria Tiberina, ciò avrebbe permesso di avere il Segretario Comunale a tempo pieno e ad un costo nettamente inferiore rispetto a quello che si sostiene ora. Perché non scegliere di avere più a meno? Si saranno domandati se questa sia stata la strada più contenuta e vantaggiosa per il Comune di Umbertide? Abbiamo già aspramente criticato il comportamento dell'Amministrazione in quanto non ha tenuto conto delle più elementari norme e regole di economicità. Ora che la convenzione sta per scadere valuteranno la possibilità di ridurre questa ulteriore spesa pubblica a vantaggio di tutta la collettività?


Umbertide - 

Ultimamente ad Umbertide sembra di vivere in una favola dove una strega cattiva fa sparire le cose.
Ĕ accaduto recentemente che alcuni cittadini andando a buttare gli sfalci del loro giardino non hanno trovato i cassonetti di Gesenu.
Era accaduto poco prima che dei cittadini mettendo fuori i cassonetti della raccolta porta a porta della carta si sono accorti che il servizio era passato da settimanale a quindicinale.
Così la strega, mentre decantava lo spazzamento di una via in più, tagliava con l'ascia tanti servizi utili per i cittadini.
Certo, ora l'Amministrazione comunale di Umbertide ci dirà che non è colpa loro ma purtroppo la gara per l'affidamento della gestione dei rifiuti dell'Ati 1 non si è ancora conclusa. Ecco questa è un'altra cosa che sembra miracolosamente sparita. Infatti sono ormai quasi due anni che è iniziata una gara sbagliata che il M5S ha contrastato con tutte le sue forze, ma che il Pd ha perorato e voluto fermamente. Ora come la girano la girano male: se è sbagliato il contratto con Gesenu la colpa è dell'Amministrazione che lo ha fatto, se la colpa è della gara la responsabilità è dell'Amministrazione che ha voluto farla.
Ma in questo tagliare i servizi, penserete, i cittadini pagheranno di meno la tassa sui rifiuti. Invece NO. E questa è la magia finale, ma che conosciamo molto bene: a rimetterci sono sempre i cittadini.
Nella favola di Cenerentola fata Madrina mentre faceva sparire le cose cantava contenta "bibbidi bobbidi bu", ora ci chiediamo cosa cantano i consiglieri comunali del Pd mentre l'amministrazione fa sparire servizi ai cittadini senza che a questo corrisponda uno sgravio delle tasse.


Umbertide - 

Da oltre un anno stiamo cercando di ottenere risposte sulla questione dell'origine dei finanziamenti che stanno consentendo la nascita nella nostra città di un centro islamico imponente e decisamente sovradimensionato rispetto alla realtà umbertidese. Nonostante le promesse dell'Imam di mostrare la lista dei finanziatori, di fronte alla nostra richiesta egli ha dimostrato un atteggiamento di totale chiusura. Ottenere delucidazioni in merito all'origine dei finanzianti è un atto dovuto nei confronti della cittadinanza umbertidese e se da un lato non comprendiamo le ragioni di tale chiusura da parte dell'associazione islamica, dall'altro comprendiamo ancora meno la totale assenza di preoccupazione a riguardo da parte di chi ha amministrato e amministra tuttora la nostra città. L'amministrazione passata ed attuale hanno trattato il problema con eccessiva superficialità e leggerezza, senza una minima presa di coscienza di quelle che sarebbero state le conseguenze e senza coinvolgere né sentire in alcun modo la cittadinanza, che è stata semplicemente messa davanti al fatto compiuto. A tal proposito vogliamo ricordare come sia il Testo Unico degli Enti Locali sia il nostro Statuto comunale prevedano importanti forme di consultazione e partecipazione popolare, ma che tali disposizioni non siano state messe in atto dalla nostra Amministrazione, ad esempio si sarebbe potuta interpellare, nel momento opportuno, la cittadinanza attraverso lo strumento del referendum consultivo. Una simile leggerezza di gestione persiste ancora oggi: non è concepibile che con il centro islamico già in costruzione non sia stata ancora stilata una convenzione con l'associazione. Non è concepibile che l'amministrazione non abbia richiesto (ed ottenuto) la lista dei finanziatori. Non è concepibile ed ammissibile che dopo aver posto le basi per la realizzazione del centro culturale ora, chi amministra, si disinteressi totalmente delle problematiche ad essa legate e che debba essere una delle forze di opposizione a doversi impegnare per ottenere le risposte necessarie a far chiarezza su una tematica così importante. L'amministrazione ed il Sindaco richiedano, anzi pretendano, la lista dei finanziatori e si impegnino affinché venga redatta al più presto una convenzione che regolamenti l'attività del centro islamico. Non è possibile attendere oltre. Siamo già in preoccupante ritardo.

LA CUCINA CANCEROGENA


Umbertide - 

Era l'inizio del 2016 quando lanciammo l'allarme dei pozzi inquinati in zona Madonna del Moro, quattro pozzi che si andavano a sommare a quelli della zona industriale Buzzacchero chiusi nel 2014. Nel giro di poco tempo l'inquinamento si è allargato, portando alla chiusura di altri pozzi nella zona di Madonna del Moro (emesse nove ordinanze il 13.05.16 e altre cinque il 6.07.16), i valori dei campionamenti delle acque sotterranee analizzate presentano il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione di tetracloroetilene e di tricloroetilene. Oggi come allora ribadiamo la necessità di fare un Piano di caratterizzazione (quello che l'Amministrazione avrebbe dovuto fare nel 2014 subito dopo i primi inquinamenti) utile per la bonifica del sito.
Appare chiaro che la zona di Umbertide, ad ovest della strada statale, è quasi tutta contaminata da tetracloroetilene e tricloroetilene e ormai l'inquinamento comincia a spingersi anche nella zona ad est della strada statale. Solamente ieri (12 Maggio c.m.) è stata emessa una nuova ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua di un ulteriore pozzo in zona Madonna del Moro. Vorremmo far presente ai meno informati che sia il tetracloroetilene che il tricloroetilene sono stati inseriti dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1, cioè tra le sostanze più pericolose per il cancro.
Mentre l'inquinamento si allarga sempre più la nostra Amministrazione cosa intende fare?
Il 18 ottobre del 2016 venne convocata una commissione comunale per discutere di questo grave problema, il tutto si concluse con un nulla di fatto. Ancora oggi non abbiamo capito cosa intenda fare l'Amministrazione se non continuare ad aspettare che la Regione trovi risorse per la realizzazione di un Piano di caratterizzazione per lo studio della falda (nel 2014 la somma necessaria per la realizzazione di questo piano, fondamentale per ricostruire i fenomeni di contaminazione e utile poi per l'eventuale bonifica del sito, ammontava a 65.000 euro).
In pratica mancano i soldi per attuare un piano di bonifica, però quelli per le grandi opere si trovano sempre, come investire altri 80mila euro sull'edificio ex Tabacchi per fare una cucina. Bisognerà forse aspettare che l'inquinamento abbia raggiunto tutto Umbertide così da avere una grande opera?
E così mentre un "cancerogeno certo" scorre sotto le nostre case la nostra amministrazione, invece di pensare alla bonifica, preferisce spendere soldi per costruire cucine.


I candidati a Umbertide