Uno degli argomenti più intensamente dibattuti da politici ed economisti negli ultimi tempi è sicuramente quello della crisi economica che sta attanagliando i paesi occidentali armai da alcuni anni. Tutti si accapigliano proponendo le ricette più diverse per trovare una via d’uscita, nonostante le opinioni spesso diverse, è opinione comune che l’uscita dalla crisi richieda di ritornare a crescere economicamente.
Anche le cause della crisi vengono discusse ma la cosa che colpisce è che queste vengono imputate in maniera pressochè unanime al comportamento spregiudicato della finanza internazionale, quindi al credit crunch che ha portato alla crisi immmobiliare americana che a cascata ha innescato la crisi.
Nel numero del 26 gennaio della prestigiosa rivista scientifica Nature è stato pubblicato un articolo estremamente interessante che propone un punto di vista molto differente sulle cause della crisi internazionale (Murray J, King D. (2012) Climate policy: Oil's tipping point has passed. Nature. 2012 481: 433-5). Sostanzialmente l’idea proposta dagli autori è molto semplice, la quantità di petrolio estratta nel mondo è sempre cresciuta nei decenni precedenti fino al 2005 quando ha raggiunto la quantità impressionante di circa 75 milioni di barili al giorno. Da quell’anno la quantità prodotta è rimasta pressochè invariata, normalmente ciò viene imputato all’avvento della crisi, invece gli autori ribaltano l’idea e propongono che ciò sia dovuto all’impossibilità di estrarre una quantità maggiore di greggio a causa del supermento del picco del petrolio. Gli autori chiariscono poi in maniera molto efficace come, nonostante sia molto complesso delineare le risorse di greggio convenzionali e non rimaste sul pianeta, sia sostanzialmente esaurito il greggio che si può estrarre a prezzi accessibili. Essendo invece la domanda di carburante rimasta molto elevata, ciò ha fatto sì che il prezzo sia aumentato di circa il 15% all’anno fino ad arrivare a livelli altissimi. Un ulteriore effetto determinato dall’impossibilità di aumentare l’estrazione è che il prezzo subisce delle alterazioni molto brusche rappresentate per esempio dall’incredibile aumento di prezzo del 2008 che ha portato un barile di petrolio a 140 $, prezzo poi sceso a 68 $ in seguito alla riduzione della domanda e quindi risalito recentemente a 120 $. Sono proprio queste picchi di prezzo che contribiscono a scatenare le crisi economiche che si stanno susseguendo. Secondo gli autori “delle 11 recessioni americane che hanno interessato gli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, 10, inclusa quella del 2008, sono state precedute da un picco nel prezzo del petrolio. Risulta quindi chiaro che non è stato solo il credit crunch a scatenare la crisi del 2008 ma la stretta del prezzo del greggio, (oil-price crunch). Il prezzo elevato dell’energia erode il budget delle famiglie ed impedisce quindi la ripresa economica”.
Un punto molto interessante dell’articolo riguarda nello specifico la situazione Italiana. Gli autori affermano che “nel 1999, l’anno dell’adozione dell’euro, il surplus italiano negli scambi commerciali era di 22 miliardi di $. Da quel momento il bilancio del paese si è modificato drammaticamente arrivando nel 2011 ad avere invece un deficiti di 36 miliardi. Nonostante questa situazione sia determinata da varie cause, come ad esempio l’aumento delle importazioni dalla Cina, l’aumento del prezzo del greggio è sicuramente la più importante. Nonostante un decremento nell’importazione di 388000 barili di greggio al giorno rispetto al 1999, l’Italia spende attualmente 55 miliardi di dollari all’anno per il petrolio importato, un aumento impressionante rispetto ai 12 miliardi del 1999. La differenza è molto prossima al deficit che si è nel frattempo generato. Il prezzo del greggio è quindi uno dei maggiori fattori che hanno determinato la crisi economica nei paesi del sud Europa che sono completamente dipendenti dal petrolio importato dall’estero”.
In definitiva, se abbiamo raggiunto il massimo quantitativo di petrolio estraibile e se sembra che altre fonti di combustibili fossili come il petrolio non convenzionale delle sabbie bituminose ed il gas naturale non possano contribuire a compensare la riduzione di greggio estratto, come possiamo uscire dalla crisi?
L’unica possibilità è iniziare da subito un piano enorme di ristrutturazione del consumo energetico che ci svincoli dal giogo che ci viene imposto dalla quantità estraibile e quindi dal prezzo del petrolio.
Questo in linea di massima quanto riportato dagli autori dell’articolo, la ristrutturazione delle fonti di approvvigionamento energetico, in pratica la direzione da intraprendere dipende dai governi dei singoli stati. Molti paesi specialmente del Nord Europa hanno già intrapreso in maniera convinta questa strada, ad esempio la Norvegia metterà al bando le auto a benzina e gasolio a partire dal 2105 (http://www.news.com.au/breaking-news/plan-to-ban-petrol-cars-from-2015/story-e6frfku0-1225704062406). L’unica possibilità che abbiamo è di spostare una quantità enorme di investimenti dalle inutili opere pubbliche che stanno ricoprendo di cemento il nostro paese ad una serie di progetti che siano quanto più possibile ecocompatibile e volti a rafforzare il più possibile la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Se non perseguiremo efficacemente questa strada il nostro paese è inevitabilmente destinato a seguire la china discendente dei combustibili fossili da cui siamo diventati davvero troppo dipendenti.
Stefano Campanaro
Movimento 5 Stelle - Veneto
Consiglio Comunale di Padova, 14 Maggio 2012
Assessore Zan,
abbiamo apprezzato davvero la sua relazione in Consiglio Comunale sulla sperimentazione della raccolta rifiuti porta a porta, che al momento coinvolge una parte del quartiere 3 (circa 7.000 abitanti)
L'estensione in altre aree dei quartieri 2, 4 e 6 entro il 2013 dovrebbe coinvolgere altre 39.000 persone, ma soprattutto ci fa piacere che lei voglia puntare al 100% della città in un futuro molto prossimo.
Se, come emerso nel dibattito, nella zone soggetta a sperimentazione solo il 21% dei rifiuti finisce all'incenerimento, il suo è davvero un obiettivo ambizioso e quindi vogliamo darle il nostro contributo, come Movimento di proposta.
Lei si renderà conto (è stato detto) che realizzare la raccolta porta a porta nel 100% della città non è possibile senza il coinvolgimento dei cittadini, chiamati a partecipare attivamente. Allora le offriamo un consiglio: cosa sarebbe più motivante di vedere riconosciuto il valore sociale ed economico del proprio impegno?
Le facciamo un esempio: nel 2010 a Cesena si svolse “Woodstock a 5 Stelle”, il grande raduno del Movimento 5 Stelle dove 180.000 persone si incontrarono in una due giorni di musica, idee, progetti per il futuro del Paese.
Non rimase una carta per terra: tutto fu raccolto, separato e il 91% inviato al riciclo-compostaggio (prego prenda visione). La raccolta e lo smaltimento non comportarono dunque un costo, ma anzi un guadagno e ne ricavammo ben 2.000 euro. Fu un record e per noi un motivo di orgoglio e un incoraggiamento a riproporre esperienze analoghe anche per le amministrazioni pubbliche.
Può farlo anche lei.
Si procuri i dati e li faccia conoscere ai cittadini.
Delle tante tonnellate di rifiuti pazientemente separate dai Padovani, quante vengono inviate al riciclo? Quanta plastica, quanta carta?
Quanto ricava ACEGAS APS dalla vendita? e quindi: di quanto si riduce la nostra T.I.A. (Tariffa Igiene Ambientale) ?
Lei ha definito i rifiuti come una materia preziosa. Può mostrarci le fatture della relativa vendita?
Sarebbe molto rassicurante, e fondamentale per motivare le persone a contribuire al progetto. I cittadini sanno ad esempio che il Centro di Riciclo di Vedelago non accetta più questi materiali da Padova e hanno bisogno di conferme che i loro sforzi nel separare i materiali non finiscano in discarica o all'inceneritore.
Giacomo Cusumano, Alberto Zanella, Giovanni Endrizzi - Padova
Lunedì, l’ex consigliere leghista vicentina Franca Equizi ha convocato una conferenza stampa per annunciare che da oggi intende aderire al Movimento 5 Stelle. Di più, ha aperto una personale piattaforma Meetup per la città.
Peccato che un Meetup a Vicenza ci sia già. Per chiarire, Meetup (che significa “incontro”) è la piattaforma web utilizzata dal movimento per l’organizzazione, le iniziative sul territorio e, sotto elezioni, mettere in piedi le liste civiche.
Il Meetup di Vicenza raccoglie quindi la base del movimento, i suoi attivisti, cittadini attivi o “con l’elmetto”, come ci definiamo.
La consigliera Equizi questo lo sa bene, già anni fa era entrata in contatto con l’ex portavoce di Vicenza, Marchiani, e in passato aveva incontrato anche l’attuale “organizer”, Giordano Lain.
Ci teniamo però a precisare che le dichiarazioni della signora Equizi alla stampa, secondo cui il gruppo del Movimento 5 Stelle di Vicenza era a conoscenza della sua iniziativa, sono false, smentite dalla stessa a conferenza conclusa. Il nostro portavoce è stato contattato solo a giochi fatti, tra giovedì e venerdì, per essere informato che sarebbe stata convocata la conferenza.
Conferenza a cui abbiamo assistito e durante la quale la Equizi ha affermato di agire per i cittadini e di volerli ascoltare.
Eppure dobbiamo eccepire che alle attività dei cittadini a cui si riferisce non ha mai partecipato, non si è mai presentata a una riunione per proporre un’idea o per chiedere se questi cittadini apprezzassero l’idea di un secondo gruppo.
A pensare male spesso si azzecca: in provincia di Vicenza è appena stato eletto il primo sindaco del Movimento 5 Stelle, con il 35% di preferenze. Negli altri comuni navighiamo tra il 15% e il 20%, in continua crescita. L’anno prossimo ci sono le elezioni comunali. La Equizi, che ora è tagliata fuori dalla politica vicentina, ha deciso di cavalcare l’onda per rilanciarsi nella mischia politica, immaginando forse di guidare la “terza forza politica d’Italia” nel capoluogo.
Simili infiltrazioni di riciclati della politica nel MoVimento 5 Stelle stanno avvenendo in tutta Italia. Ma non durano a lungo perché il Movimento, i suoi principi e le sue regole restano oscuri per questi vecchi protagonisti della politica.
Il senso del nostro motto, ad esempio: “uno vale uno”. La Equizi l’ha già infranto, agendo senza chiedere il parere a chi da anni (e tuttoggi) si sacrifica e lavora per davvero con il movimento (ad esempio, le liste civiche che hanno trionfato in provincia sono state messe in piedi dai gruppi di Vicenza e Bassano, mentre la Equizi lavorava ai suoi personali progetti).
Ha scavalcato la base, senza ascoltarla, per arrogarsi il diritto di rappresentare il Movimento 5 Stelle a Vicenza. Invece di valere quanto tutti gli altri ha deciso di essere la nuova padrona di casa.
Il Movimento 5 Stelle è aperto a tutti e anche l’ex consigliere è la benvenuta, ma la sua opinione deve valere quanto quella di tutti gli altri. L’impressione più che manifesta è invece che Equizi ritenga di non dover rispondere a nessuno. Suona tanto da “paroni a casa nostra”, e di nuovo, non ci siamo.
Non potendo controbattere a queste argomentazioni, durante la conferenza l’ex consigliera è ricorsa all’antica arma politica del discredito personale, tirando in ballo la famiglia di alcuni attivisti che hanno fatto tanto negli anni per dimostrare il loro valore e la loro buona fede all’interno del MoVimento.
Assenza di democrazia interna e fango mediatico. Questa è scuola Lega Nord, che la Equizi conosce bene, non è il Movimento 5 Stelle.
La stessa consigliera li confonde, utilizzando l’inflazionato e ridicolo paragone tra Grillo e il primo Bossi. Quindi, in conclusione, l’ex consigliera Equizi è partita con il piede sbagliato, con un azione che danneggia la credibilità del Movimento 5 Stelle a Vicenza, dimostrando di conoscere ben poco del Movimento.
Un movimento che punta a rinnovare la classe dirigente, non a riciclarla, tanto che impone il limite di due legislature (10 anni) a chi si candida. La Equizi è stata in Comune già due legislature è almeno a conoscenza di non essere candidabile?
Movimento 5 Stelle - Vicenza
Da tempo, soprattutto ieri dopo le elezioni amministrative, cosiddetti giornalisti, commentatori politici, politici e intellettuali di ogni risma, si affannano nel cercare di capire il fenomeno Grillo. Io sono uno della prima ora del M5S, ho partecipato alla fondazione di una delle prime liste civiche, la lista del comune di Vicenza, ormai 4 anni fa e nella nostra provincia, ieri è stato eletto il primo sindaco del Movimento 5 Stelle a Sarego! Conosco il movimento da dentro e ho conosciuto Grillo su un palco dove anni fa, noi inesperti candidati, affrontammo una platea di affamati di democrazia per la prima volta nella nostra vita.
Quanto è noioso tentare di capire il contesto! Il perché e il 'per come'. L'Europa, la crisi economica, la corruzione del sistema politico italiano ... Certo, certo. Cosa volete? Sono tutti elementi che denotano un momento di crisi del sistema e in questi momenti si aprono falle e dalle falle emerge sempre qualcosa di nuovo. Certo, sarà pure così. I cittadini tremano e non si fidano - giustamente! - di chi li ha guidati finora; abbiamo vissuto sulla nostra pelle, a fatica, le puttane di Governo, le tangenti, i bot e gli spread, l'inutile Tav, i tagli alle spese, le tasse, i suicidi, e non ne possiamo più!
Tutto vero, ma non è questa la cifra del movimento, ve l'assicuro.
Lo dico da critico della seconda ora, perché c'è stato un momento in cui ho vissuto l'antitesi, soprattutto per la disorganizzazione del movimento, che poteva portare a derive anarchiche di ogni tipo (e in alcuni casi è stato così ...).
Il mondo è cambiato, se avete figli o nipoti giovani, lo avete percepito da voi. Ogni nucleo di pensiero che nasce dal nostro sistema nervoso centrale, non si ferma più nel nostro corpo a rimuginare e rifletter-si. Il pensiero corre fuori dal corpo, si connette con il Mondo alla velocità della luce! Il centro è diventato la periferia e la periferia è entrata nel centro. Sono concetti che derivano da intuizioni illuminate di alcuni filosofi della seconda metà del '900; concetti che ora sono incarnati nel vissuto di tutti e nonostante ciò gran parte dei cittadini ancora non li ha assimilati, compresi! Per una sorta di paura atavica? Non so, ma il mondo ormai va così da anni ... Pensi una cosa ed è già superata nel momento in cui la esprimi!
L'uomo e la sua Rete sono il centro del mondo. Questo è avvenuto nei sistemi di comunicazione e nei sistemi sociali. Questo è avvenuto nelle menti degli uomini e delle donne: il medium è il messaggio! Non c'è scantinato per i sotterfugi, non c'è tempo per mentire ... Tutto è estremo e rapido, e ogni pensiero diventa un'onda ...
Tutto questo sta avvenendo in politica. Il cittadino torna al centro della politica, adesso, qui. Il cittadino è il centro della politica. Non è il servo del partito o delle istituzioni. E' tutto ribaltato. Il politico ruba? I ladri sono ovunque, anche in politica! Ebbene? Tempo fa, nelle Repubbliche precedenti, si assisteva impotenti a furti di ogni genere. Tanto loro sono lì, nel cuore della politica, si fanno i propri interessi, che possiamo farci? Ora qualcosa è cambiato. Il mio sindaco ruba? Lo sanno tutti, lo sputtanano tutti, lo twittano tutti. E' finito. Si uniscono, ne parlano, a mille all'ora, nelle strade reali e virtuali. La piazza è tornata più densa che mai di informazioni e di emozioni!
Ad Atene la democrazia era la piazza. Politica deriva da polis, vero? Poi la politica è diventata il palazzo. Ora è tornata la piazza, quella reale e virtuale, grazie alla tecnologia che ha eliminato le barriere e i suoi custodi.
Semplifico perché sono pigro. Se non mi credete, verificate da voi. Questo è il mondo nuovo, dove ognuno può informarsi come vuole.
Il senso profondo di questo movimento è simile a una rivoluzione politica che già da anni qualcuno sogna e che grazie alla Rete sta diventando realtà. Una nuova forma di democrazia partecipativa, dove ciascuno di noi è cittadino e sindaco al contempo.
Grillo ne è sicuramente consapevole. Ma Grillo è stato ed è il megafono di qualcosa che ormai non si ferma più e corre al di là di ogni intenzione individuale, perché è come un organismo fatto di carne e pensieri che va oltre il singolo.
Difficile da credere? Invece è così, questa è la rivoluzione copernicana applicata alla politica: io sono il mio sindaco!
Ora parte una guerra dal sapor medievale. Tenteranno di tutto per impedirlo. Ci saranno processi sommari e inquisizioni ... Ma certe cose non si possono cambiare, si possono al limite rallentare ...
Massimiliano Leone
Movimento 5 Stelle - Vicenza
Nonostante la tenera età del MoVimento 5 Stelle, i nomignoli e gli epiteti attribuitigli da giornalisti e politici di certo non scarseggiano: populisti, demagoghi, antidemocratici, pseudo-leghisti, “grillini”, ruba-voti e molto, molto ma molto altro ancora.
In realtà non c'è mai stato da stupirsi di tale sprezzante atteggiamento nei nostri confronti: dinnanzi al nuovo che avanza è ben difficile riuscire a mantenere la calma, soprattutto avendo la consapevolezza che accordi, compromessi e sotterfugi di una vita potrebbero definitivamente venire eliminati da comuni cittadini nuovamente interessati al benessere delle rispettive cittadine e regioni. Il non appartenere ad un'etichetta politica, il rinunciare a soldi e potere, lo scardinare le vecchie porte poste tra le istituzioni ed i cittadini ed il favorire la nascita di un nuovo modo di amministrare il bene pubblico hanno sempre spaventato la grande maggioranza di tutti coloro i quali occupano o hanno occupato importanti cariche all'interno della nostra società.
Erano spaventati perché sapevano che, prima o poi, ciò a cui stiamo assistendo oggi sarebbe accaduto: Sarego (VI) diviene il primo comune a 5 Stelle!!!!!
Comacchio, Parma e Budrio andranno al ballottaggio con gli attivisti del MoVimento mentre in molte cittadine sparse per l'Italia le liste civiche “stellate” hanno surclassato numerosi partiti di vecchia fama. Un moto di piccola grande rivoluzione ha toccato i diversi angoli dell'Italia, mettendo a nudo quanto i vecchi sistemi di riferimento partitocratici risultino vecchi, instabili ed incapaci di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più attanagliata dalla crisi e sempre più desiderosa di aria finalmente fresca da respirare, socialmente, politicamente ed anche economicamente parlando.
Nonostante la non facilmente contenibile felicità per gli -a nostro giudizio- ottimi risultati raggiunti, non possiamo altrettanto gioire dell'ennesimo fallimento della politica italiana.
Fino ad oggi abbiamo vissuto con alle spalle un sistema oppressivo e deprimente allo stesso tempo, il quale ci ha resi lentamente (ma inesorabilmente) cittadini non più convinti delle nostre potenzialità, sconfitti dalle assurde regole imposte dai potenti e dai potentati, sottomessi a logiche e giochi di mercato atti a tramutarci in pura merce di scambio. I risultati elettorali ai quali oggi diamo un caloroso benvenuto sono in realtà solo il primo passo di un processo lungo e faticoso che dovrà cancellare definitivamente quanto di orribile commesso negli ultimi decenni, allo stesso proiettandoci in un futuro che di certo non pare voler splendere di benessere e prosperità.
Ciò che da oggi in avanti ci aspetta è un cammino sempre più arduo ed irto di imprevisti e trappole, che potrà essere battuto con successo solamente se forti dell'aiuto e della partecipazione di tutte le persone disponibili a mettere nuovamente in gioco sé stesse e le proprie abilità individuali per il rifacimento di una nuova Italia.
Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno!
Marco Baroncini
Movimento 5 Stelle - Polesine
L’IMU, la nuova imposta municipale sugli immobili, introdotta con il cosiddetto decreto “Salva Italia”, in via sperimentale per il 2012, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) rappresentare uno dei tanti mezzi e strumenti pensati dal governo tecnico per salvare il nostro paese dalla crisi.
“Salvare” l’Italia con un esperimento è chiaro ci fa stare veramente tranquilli, come è altrettanto chiaro che è “imposta” dallo Stato, che se la incamera quasi tutta, mentre è “municipale” perché a qualcuno bisogna pur dar la colpa !
Nella sostanza stiamo annegando nel mare della crisi e il governo lancia un salvagente di nuova concezione (sperimentale) per vedere se ci salviamo e, per testare ulteriormente la bontà del prodotto, ci aggiunge pure una difficoltà, il vortice.
Nel mare in tempesta fluttuano tra i marosi lanciando disperati SOS gli enti locali che trarranno il minimo beneficio nella massima incertezza, dettata dall’ulteriore ondata della rateizzazione, vorticosa pure quella; la Confcommercio ed il Censis che paventano il rischio che si ammazzi anche la propensione a comprare per affittare, visto che la tassa inciderà pesantemente sulle seconde case.
Sicuramente i più colpiti saranno come al solito i cittadini che si dovranno arrangiare e del salvagente non vedranno nemmeno l’ombra, ma con una distinzione di non poco conto tra proprietari ed inquilini.
Ciò perché le ripercussioni si avranno soprattutto per l’applicazione massima dell’imposta per i proprietari, con la dovuta differenziazione tra prima e seconda casa, che si dovranno pure sobbarcare anche l’ingrato compito di scindere la parte dovuta al Comune e la parte all’erario, con ovvii rischi di incappare in errori. I cittadini invece che ricorrono alla locazione avranno il fondato rischio di vedersi aumentare il canone di locazione, perché sarà quasi inevitabile che il proprietario si rifaccia su di lui per quanto sborsato sulla seconda casa.
E’ quanto mai lecito pensare che aumenterà il cosiddetto “nero” nel mercato della locazione oltre a rappresentare un freno per all’acquisto di nuove case da parte delle fasce economicamente più deboli.
Se questo è salvare l’Italia !
Annalisa Marani
Movimento 5 Stelle - Polesine
Di cosa hanno parlato finora i politici ?
Hanno cavalcato l’onda, dicendo alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire.
I lavoratori vogliono sentirsi dire che i loro diritti saranno salvaguardati?
E loro glielo dicono.
Poi arrivano gli industriali che preferiscono parole come flessibilità e riduzione dei costi?
E loro, pronti a vomitarle, davanti a telecamere e giornali.
I cittadini chiedono sicurezza?
I politici parlano di sicurezza.
I cittadini vogliono sentire che la crisi è finita?
Eccoli accontentati.
Balle su balle su balle dopo balle.
E mentre davanti alla gente mostrano la faccia delle buone intenzioni, dietro le spalle remano al contrario, come accade da noi con il consigliere regionale Mainardi del Pdl che, mentre dichiara alla stampa con grande enfasi che, mai permetterà la perdita dell’U.L.S.S. di Adria, suo bacino elettorale, in commissione regionale vota a favore di un piano sanitario che toglierà: azienda, servizi e ospedale e costringerà i residenti del Delta a percorrere decine e decine di chilometri per un posto letto in medicina o cardiologia.
Facendo affidamento sull’enorme quantità di argomenti che si sovrappongono ogni giorno e sulla memoria corta popolare, possono con disinvoltura dire tutto e il contrario di tutto e intanto farsi gli affari loro.
Questo comportamento genera consensi e i consensi portano voti e i voti careghe e le careghe il potere per continuare così.
Il Movimento 5 Stelle a questi giochi non ci sta. Il movimento 5 Stelle ha scelto la strada in salita e per di più sconnessa e senza asfalto, ma siamo sempre più convinti che questa è la strada giusta e l’unica che porti ad una politica vera.
Noi non diremo mai alla gente quello che ha voglia di sentirsi dire per continuare a vivere nel mondo dei sogni.
Noi diremo loro e sempre la verità e li sveglieremo, dal sonno e dal sogno.
C’è un mondo qui, in cui bisogna affondare le unghie ogni giorno; non è più il tempo delle illusioni e delle belle speranze.
E’ arrivato il tempo della presa di coscienze e della consapevolezza.
La crisi c’è e la stiamo pagando noi, la pensione chissà se la vedremo mai, la sanità diventerà un servizio prezioso a disposizione di pochi, l’istruzione pure, perfino avere una casa sarà un privilegio.
Ci stanno togliendo tutto quello per cui intere generazioni hanno lottato prima di noi.
Oppure no.
Se ci sveglieremo in tempo e smetteremo in massa di credere alle bugie.
Il sonno è finito e il sogno pure.
E ’l’alba e abbiamo davanti un intenso giorno di lavoro.
Michela Grotto
Movimento 5 Stelle - Polesine
Approvato nel Consiglio comunale del 18/04/2012 la modifica dello Statuto del Comune di Chioggia (file non ancora definitivo). Lavoro svolto complessivamente con serenità da parte di tutti gli schieramenti politici ed in particolare del Movimento 5 Stelle. Ho portato all'attenzione del Consiglio le proposte cardine del nostro programma elettorale e sono state, con modalità diverse, quasi tutte approvate dalla maggioranza. Nel dettaglio:
-Acqua pubblica: Inserito nella proposta di Delibera su segnalazione del M5S in commissione consiliare Art. 5 comma 2 par. f)
Finalità ed obiettivi dell'azione comunale "[...]Il comune riconosce l’acqua quale patrimonio dell’umanità, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Esso è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, essenziale per garantire l’accesso all’acqua e la pari dignità umana a tutti i cittadini" ;
- Referendum Abrogativi e Deliberativi: su proposta del M5S in commissione consiliare ho presentato un emendamento poi approvato in Consiglio Comunale. Art. 61 I referendum deliberativi, abrogativi e consultivi (questo il nuovo comma inserito)
"4. Sono indetti referendum deliberativi ed abrogativi quando ne facciano richiesta il 12% degli elettori del Comune risultanti alla data del 31 Dicembre dell'anno precedente. Le firme dei sottoscrittori della richiesta debbono essere autenticate nelle forme di legge."
- Difensore civico : su proposta del M5S in commissione consiliare è stato modificato gli artt. 63 e 56 preservando la figura del Difensore Civico nelle forme previste per legge. La proposta iniziale dell'amministrazione era quella di stralciare completamente la figura del Difensore civico comunale. Verrà discusso a breve un Ordine del giorno del M5S in consiglio comunale per impegnare la giunta ad istituire il Difensore civico territoriale.
- Bilancio partecipativo: i due emendamenti del M5S per l'istituzione del Bilancio partecipativo e per obbligare la giunta a consultare le consulte, comitati e associazioni di categoria prima di approvare il bilancio di previsione annuale sono stati giudicati negativamente dal Segretario Generale Maurizio Lucca sotto l'aspetto normativo, in quanto andrebbero contro il principio di semplificazione del procedimento amministrativo. Per tale motivo ho scelto di ritirarli.
Segnalo poi: l'abrogazione dell'articolo che consentiva il doppio incarico ai consiglieri comunali (Art. 11 comma 7), l'auspicio che la giunta possa essere composta al 50% da donne (Art. 5 comma 2 par. d), l'apertura alla partecipazione dei cittadini stranieri regolari (Art. 6 comma 3), la salvaguardia della vita.
Nel complesso abbiamo ritenuto le modifiche buone, essendo state accettate buona parte delle nostre proposte, per questo ho votato favorevolmente la delibera. Dimostrazione che anche con un solo consigliere si possono ottenere buoni risultati, alla faccia di chi accusa di essere inesistenti.
19 SI - 2 NO - M5S SI
Gilberto Boscolo - Consigliere comunale
Movimento 5 Stelle Chioggia
Quando si parla di salute e sanità, si tocca inevitabilmente un nervo scoperto, che percorre le nostre vite da quando veniamo al mondo a quando lo lasciamo. In un ospedale, il nostro primo vagito, si sovrappone al grido di dolore e di gioia delle nostre madri, mentre veniamo alla luce; il pronto soccorso ci accoglie quando arriviamo cuccioli con il mento ferito, contro lo spigolo del famigerato gradino che non manca mai.
E poi la prevenzione, le visite specialistiche, le diagnosi e le cure, le malattie più o meno gravi che ci colpiscono o colpiscono le persone che amiamo.
E ancora, le code per le prenotazioni, le lunghe attese a volte cariche d’ansia e di paura, le ricerche di rassicurazioni negli sguardi di medici e infermieri.
Davanti al gigante che si prende cura della sua salute, anche l’uomo più forte e sicuro di sé diventa impotente e indifeso.
Perché questo gigante rappresenta tutta la provvisorietà della nostra vita, che oggi abbiamo e domani potremmo non avere più.
Allora questo gigante è prezioso e dobbiamo avere cura noi di lui, prima ancora che lui di noi.
Il nuovo piano sanitario regionale sta mettendo le mani sul nostro gigante e sta cominciando a spogliarlo.
Ci sono troppi ospedali. Tagliamoli!
Ci sono troppi posti letto. Diminuiamoli!
Ci sono troppi reparti. Riduciamoli!
Ci sono troppi dipendenti. Blocchiamo le assunzioni!
La salute costa e noi non ce la possiamo più permettere.
In futuro avremo un solo ospedale con alte specialità, nelle provincie con almeno un milione di abitanti.
Le periferie saranno assistite da ospedali chiamati di secondo o terzo livello, questi ultimi poco più che ambulatori specialistici con al massimo il pronto soccorso.
Se vivi a Scardovari, paesino sperduto nel delta del Po e ti prenderà un ictus improvviso, sarai fottuto.
Ora che arriverai al pronto soccorso più vicino e da lì ti dirotteranno a Padova o a Mestre, sarai già diventato buono per fare crescere il fatturato delle onoranze funebri locali.
Il reparto nascite sarà attivo solo nei territori con almeno 1000 nuovi nati in un anno.
Se la tua mamma ha deciso di farti nascere in Polesine, dove a malapena si arriva alla metà, hai da sperare che si affidi ad una buona ostetrica che la assista a casa, come si faceva quarant’anni fa e soprattutto che al momento del parto non si presentino complicazioni.
Per una visita oncologica o cardiologica urgente, chiameremo il cup zonale e una voce gentile da call center ci dirà che c’è un posto tra 15 giorni in un ospedale in tanta malora a 70 chilometri di distanza da casa oppure, se non muori prima, tra 8 mesi nell’ospedale di terza categoria, più vicino ma con tempi improponibili.
Ci sarà però l’alternativa del privato, che forse proprio in vista di questi sviluppi, si sta attrezzando in tutta la regione per darci quei servizi che il pubblico non potrà più assicurare.
Naturalmente a pagamento e naturalmente a chi se lo potrà permettere.
Michela Grotto
Movimento 5 Stelle - Polesine
La storia la facciamo noi
Il tour elettorale di Beppe Grillo sta per concludersi.
Le elezioni sono vicinissime. In moltissimi comuni italiani le liste di cittadini liberi con il simbolo del Movimento 5 Stelle, sono pronte sulla linea di partenza per cominciare l’avventura dentro le istituzioni.
La fintapolitica dei partiti si è spesso mascherata da lista civica per imbrogliare gli elettori una volta di più, consapevoli di aver bruciato ormai, tutti i travestimenti e tutte le facce toste possibili.
Sono terrorizzati dalla presenza del Movimento 5 Stelle che per loro sono come l’aglio e la luce del sole per i vampiri.
Facciamo i complimenti e gli auguri a tutti quelli che si sono presentati in lista, a quelli che hanno lavorato gratis per le campagne elettorali, a quelli ci hanno creduto e ci crederanno ancora.
Mancano pochi giorni ma siamo più che certi che sarà un successo.
Dal prossimo mese altri comuni si aggiungeranno a quelli in cui il Movimento 5 Stelle è già rappresentato e ad ogni tornata elettorale lo sarà sempre di più.
Non stiamo più cambiando la musica, non stiamo più cambiando la politica.
I cittadini del Movimento 5 Stelle stanno cambiando la storia.
Movimento 5 Stelle Polesine
24.05.12 12:10



