Il 23 gennaio 2012 il Comune di Rovigo invia un fax alla Coopoltaxi Scarl in cui annuncia che il servizio di natura-socio assistenziale organizzato dal Comune di Rovigo al fine di consentire alle persone disabili, che non sono in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici, di raggiungere gli istituti scolastici, le sedi di lavoro o i centri di cura di riabilitazione disabili è interrotto.
La decisione è stata presa perché il Comune "NON HA PIU’ I SOLDI".
Erano ammessi a fruire del servizio di trasporto i residenti del Comune di Rovigo di età superiore a tre anni con un grado di disabilità non inferiore al 75% che si trovavano nell’impossibilità di provvedere direttamente ed in proprio alle esigenze del trasporto.
Gli utenti erano chiamati a concorrere al costo del servizio secondo le proprie possibilità economiche in base alla dichiarazione ISEE. Con la precedente Amministrazione il regolamento del servizio trasporto disabili è stato modificato con delibera consiliare n. 9 del 01.03.2011 ed è entrato in vigore il 02.05.2011 passando da un costo di 300 mila a 80 mila euro all’anno.
Ora, all’inizio del 2012, nel bel mezzo dell’anno scolastico e di quello lavorativo, il servizio è interrotto senza essere almeno discusso in Giunta o in Consiglio comunale. L’assessore ai servizi sociali Gianni Saccardin dice che fino all’approvazione del bilancio di previsione si lavora “in dodicesimi” e vista la mancanza di risorse si è preferito sospendere il servizio ad eccezione delle persone non-deambulanti. Questo taglio per "far quadrare i conti” è stato deciso per un servizio sociale in cui il Comune ha delle responsabilità morali e si abbatte pesantemente sulle famiglie degli utenti che giornalmente usufruiscono del servizio. La comunicazione di interruzione del servizio è arrivata, in alcuni casi, alle famiglie come un fulmine a ciel sereno, creando enormi difficoltà.
Non c'erano altri costi, magari sprechi, da tagliare prima di questo importante servizio?
Magari prima di approvare a fine anno 2011 i premi di più di 431 mila euro ai dirigenti, ci si poteva pensare?
Crediamo, nello specifico, che la Consulta dell’handicap debba essere riconosciuta nel suo ruolo esperienzialmente propositivo prima di calare la scure al buio così come sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del buon senso dei cittadini in molte altre
problematiche amministrative. Le persone, caro Saccardin, non vivono “in dodicesimi”, mensilmente. Qual'è la priorità di un Comune, distribuire i soldi senza criterio
tagliando i servizi sociali o avere attenzione al bilancio per garantire i cittadini amministrati?

Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle - Rovigo

Il 2012 si apre come il 2011: scandali, mazzette, ruberie, sprechi, privilegi. Ormai è chiara la strategia dei partiti: annacquare, sfumare i contorni, invertire i ruoli, sparigliare le carte. Serviva lo scandalo Lusi per capire che voragine di denaro fossero i partiti?
I media nazionali “scoprono” quello che il MoVimento 5 Stelle denuncia da anni.
I Cittadini sono sempre più indignati perchè a riempirsi la bocca di stupore e indignazione, nel tentativo di salvarsi la faccia, sono quelli che si riempiono le tasche: i partiti stessi. In realtà i partiti incassano sordidamente da due decenni centinaia di milioni di euro di rimborsi elettorali in barba al referendum del ‘93 che abolì il finanziamento pubblico. Ora balbettano cambiamento, ma non intaccano alcuna posizione di privilegio, di dominanza e di autoreferenzialità.
Nulla che li tocchi e ridìa ai cittadini il potere di scelta e di controllo. La soluzione sarebbe pronta e semplice: più democrazia diretta, e via il denaro dalla politica. La nostra proposta di legge per il parlamento pulito e per il ripristino del voto di preferenza, presentata nel 2008, non viene discussa.
IDV la lascia marcire nei cassetti, per presentare il suo referendum anti-porcellum. Di Pietro ha appena incassato i “rimborsi” dei referendum del 2011 e già pregustava un’altra abbuffata, ma gli è andata male. Ambigua la sua politica, propone qualche leggina, per ingraziarsi l'onda di sdegno, ma non si sogna minimamente di restituire un euro dei rimborsi che ha incamerato. Sui costi della politica ci propinano, sotto i riflettori, ricettine puntualmente disattese a luci spente. Una limatina (finta) alle retribuzioni dei politici (alla pensione baby non rinunciano), la riduzione dei parlamentari (geniale, per eliminare le minoranze), qualche elemosina,
così nessuno pensa a quanto ci costano le loro decisioni; alle centinaia di milioni sperperati in investimenti sbagliati, ma necessari ai soliti noti: autostrade, camionabili a pedaggio, ospedali in project financing... Guai a mettere mano alle società partecipate, lottizzate da politici trombati, cassaforti dei partiti, palle al piede per i cittadini.
Il finanziamento pubblico ai partiti va ELIMINATO: 3 miliardi di “rimborsi elettorali” dal '93!
Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato che è possibile fare politica senza pesare sulle tasche dei cittadini, rinunciando nel 2010 a 1 milione e 600.000 euro di rimborsi elettorali.
Nel Veneto alle elezioni regionali abbiamo raggiunto il 3% spendendo13.000 euro micro-finanziati da centinaia di simpatizzanti. Centrodestra e centrosinistra ne hanno spesi 5 MILIONI. Giornali e TV continuano a dare spazio a politici grigi che, pretendono di apparire immacolati. Ma tanti cittadini hanno ormai capito che, anche in tempo di crisi, i partiti prosperano di denaro pubblico e che il debito “sono loro”. La domanda da porsi è questa: che credibilità hanno ormai i partiti che hanno fatto del saccheggio delle risorse pubbliche uno scopo esistenziale?
MoVimento 5 Stelle è un movimento di cittadini, non di politici, è nelle piazze e cresce nei sondaggi. Stiamo arrivando....

Movimento 5 Stelle - Veneto


Un saluto a tutti,
vi ringraziamo per la numerosa partecipazione al corso di formazione, con la terza lezione di sabato 3 dicembre scorso abbiamo completato questo progetto, impegnativo sicuramente per tutti noi della squadra organizzatrice e per i relatori, ma decisamente appagato dall’attenzione con la quale sono state seguite le lezioni e dall’entusiasmo da parte di molti corsisti nel chiederci di riproporlo, magari in una citta’ diversa, o integrandolo con altre importanti tematiche.
Eravamo titubanti quando lo abbiamo pensato, consapevoli che le materie probabilmente non sarebbero state in poll position tra gli argomenti di primario interesse. Abbiamo dovuto ricrederci: forse per la semplicità con la quale sono stati trattati i vari moduli, o forse perche’ il Cittadino comune era pronto: aspettava solo che qualcuno gli fornisse l’occasione e alla proposta ha risposto con grande disponibilità.
Rimane un fatto: siamo stati ricompensati e di cio’ ringraziamo tutti i partecipanti al corso, verso i quali speriamo di aver lasciato un mattoncino per partecipare assieme a tante altre iniziative.
Anche per questa ultima lezione, che potrete rivedere con tutta comodità le slides trattate sui temi quali: aziende partecipate del Comune, gli istituti ed i meccanismi della Democrazia partecipata e i reati di Ingiuria, Diffamazione, Calunnia ed i confini/limiti del diritto di critica politica, ecc..


Democrazia Partecipativa


Servizi Pubblici, Capitale Pubblico, Partecipate Comunali


Diritto di critica politica e i reati di ingiuria e diffamazione, querela


Qui trovate le "slide" degli argomenti trattati nei video:

Democrazia Partecipativa
Servizi Pubblici, Capitale Pubblico, Partecipate Comunali
Diritto di critica politica e i reati di ingiuria e diffamazione, querela

Le slides e i video della seconda lezione li troverete al link: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/veneto/2011/11/corso-formazione-politica-2-lezione---i-video.html
Le slides e i video della prima lezione li troverete al link: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/veneto/2011/10/il-movimento-5-stelle-a-scuola-di---video-1-giornata.html
Nella speranza ci sia presto una nuova occasione per incontrarvi, tutto lo staff vi ringrazia e vi augura con l’occasione Felice Anno nuovo.


Qualche settimana fa il governatore del Veneto Luca Zaia è arrivato in terra bellunese ed ha rispolverato il prolungamento autostradale A27 (che da qualche tempo giaceva in un misterioso silenzio) sostenendo il progetto della famosa Venezia-Monaco. Sono di questi giorni anche i continui tagli al trasporto pubblico ferroviario: la chiusura della biglietteria di Calalzo, la riduzione degli orari della biglietteria di Feltre e la soppressione di ben tredici corse sono gli ultimi episodi di una lunga serie di tagli sconcertanti e in controsenso con le esigenze del nostro territorio.

Purtroppo il bellunese è in buona compagnia dal momento che in tutto il Veneto si stanno portando avanti politiche assurde di mera speculazione finanziaria e cementificatoria del territorio (la nuova Pedemontana, la camionabile tra Venezia e Padova, Veneto City, il Mose di Venezia, tanto per citarne solo alcuni).

Tutte queste “grandi opere” ci vengono spacciate come sviluppo del territorio, ma in realtà sono delle costruzioni vecchie ancor prima di entrare in funzione, oggi riproposte dal solito politico di turno senza alcuna logica e senza tener conto delle ricadute negative che queste avranno sul territorio.

Per dar adito a tutto questo si tagliano i servizi pubblici e ferroviari, gestendoli in malo modo, per avere un alibi a favore degli interessi di pochi e a scapito del cittadino, costretto così ad usare l’auto privata in qualsiasi minimo spostamento.

Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario al prolungamento verso nord della A27 (leggi qui le motivazioni), nella convinzione sia necessario - oggi più che mai - sostenere una progettualità sempre più spinta verso la scelta di trasporti pubblici, specialmente su rotaia.

Un’azione strategica per dare nuova linfa al trasporto pubblico bellunese è quella di ricreare il collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco, chiuso il 17 maggio 1964 quando l’ultimo treno partì da Cortina per Calalzo. Ripristinare quei 65 kilometri di percorso - adeguando la tratta agli standard europei sul modello delle altre ferrovie di  montagna, come in Svizzera e in Austria - significherebbe aprire la provincia verso gli amici trentini e oltralpe, anche attraverso il collegamento con la ferrovia della Val Pusteria.

La storia insegna: grazie alla memorabile “Ferrovia delle Dolomiti” Cortina trasse un profondo beneficio in termini di afflusso turistico. Basti pensare che in occasione delle olimpiadi invernali di Cortina del 1956 quel trenino bianco-azzurro riuscì a trasportare 7mila passeggeri al giorno, attraversando vallate dalla natura meravigliosa, località di villeggiatura oggi sempre più trafficate, appassionati di montagna e amanti di sport invernali.

Quel trenino, guardando il traffico automobilistico odierno delle nostre strade provinciali, rappresentava il vero progresso.

Nella visione d’insieme di un piano ferroviario che potrebbe rilanciare turisticamente la provincia, un altro collegamento fondamentale è quello della Venezia-Calalzo: una linea ferroviaria di alta qualità permetterebbe di “vendere” il pacchetto Dolomiti associandolo a quello Venezia. Non ci vuole un genio per capire che le ricadute in termini di presenze, soprattutto straniere, potrebbero essere molto elevate.

Un’altra azione lungimirante, già elaborata agli inizi del secolo scorso e mai realizzata, è quella di creare un collegamento ferroviario fra Feltre e Primolano per mettere in comunicazione la Valbelluna con la Valsugana e la Valbrenta (corridoio con il Trentino e asse ferroviario del Brennero). Si consentirebbe così una connessione strategica fra la tratta Padova/Treviso-Montebelluna-Calalzo con la ferrovia Venezia-Castelfranco-Bassano-Trento e quindi il Brennero. Un percorso di lungo meno di 25 kilometri che avrebbe numerosi effetti benefici sulla circolazione fra le due province (si pensi, ad esempio, ai numerosi studenti bellunesi iscritti all’università di Trento).

Sono queste le valide alternative alla realizzazione di nuove strade in zone caratterizzate da un elevato pregio ambientale e paesaggistico. Il ripristino della Calalzo-Cortina-Dobbiaco e la creazione del collegamento Feltre-Primolano sono due proposte che porterebbero un reale giovamento al territorio bellunese; due sbocchi (uno verso nord, in direzione Dobbiaco e Austria, ed uno verso ovest, in direzione Trentino) che aprirebbero il bellunese alle realtà a noi più vicine.

Per quanto riguarda invece il trasporto su gomma, l’unica opera che possiamo ritenere valida al fine di snellire la circolazione in uscita dalla A27 a Pian di Vedoia è la circonvallazione di Longarone-Castellavazzo, irrisolto punto nero della viabilità bellunese, ultimo tratto critico per il traffico nei giorni di punta poiché è a monte di quel punto che si formano le code chilometriche di cui parlano spesso i telegiornali. Un vero e proprio collo di bottiglia. Ma negli ultimi tempi sembra che i fondi destinati a quest’opera si siano dissolti. La variante di Longarone è sparita perché evidentemente gli interessi che ruotano intorno alla costruzione dell’autostrada (parliamo di miliardi di euro) hanno fatto la magia.

Movimento 5 Stelle Belluno
www.belluno5stelle.it

Già molte volte ho scritto dell'inquinamento da cromo esavalente prodotto dalla ex-Galvanica che ha subito Tezze sul Brenta ma che
interessa tutto il Veneto.
In breve questo inquinamento ha inizio negli anni '70, nei primi anni '80 vi sono stati i primi primi rinvii a giudizio, senza seguito, di
alcuni dirigenti della ditta da parte del tribunale di Bassano del Grappa (VI), ma solamente nel 2006 presso il tribunale di Cittadella
(paese che si trova nella vicina provincia di Padova), interessato dall'inquinamento in quanto vari pozzi attingevano l'acqua inquinata,
si è completato un processo (iniziato nel 2003) con una sentenza di colpevolezza per avvelenamento del territorio, con una pena
detentiva nei confronti del titolare della ditta di 2 anni e 6 mesi, abbonata dall'indulto e una pena pecuniaria di 2 milioni 250 mila
euro, mai pagati in quanto il reo risulta nullatenente.
Dal 2006 viene richiesto alla procura di Bassano del Grappa di procedere con delle indagini per appurare cause e responsabilità
delle numerose morti da tumore (oltre 20 quelle conosciute) avvenute tra gli operai della ditta che sono state appurate durante il
procedimento.
Le indagini per far partire il processo, richiesto da alcuni famigliari delle vittime, vengono rallentate e ostacolate in vari modi,
finché nel nel 2009 e nel 2010, nonostante le caterve di documenti comprovanti che il cromo esavalente è un sicuro cancerogeno
ma sopratutto che le condizioni lavorative all'interno della fabbrica erano a dir poco simili ad un inferno dantesco pieno di vapori
venefici senza protezioni, vi sono state due richieste di archiviazione del processo che il comitato di difesa della salute di Tezze sul
Brenta, assieme ad alcuni famigliari delle vittime è riuscito a far respingere.
Finalmente si riesce a far partire il processo, a porte chiuse e con rito abbreviato (in caso di condanna la pena viene ridotta), ma
vengono richieste ulteriori, inutili, indagini che fanno avvicinare la prescrizione dei reati, ma che comunque comprovano ancora una
volta ciò che già si conosce.
Nel frattempo si conclude anche un processo civile, avviato da alcuni famigliari delle vittime nei confronti di alcuni dirigenti
della ditta, con una sentenza che conferma ancora una volta le condizioni di lavoro che ci furono a dir poco precarie, tale processo
ha condannato al pagamento di una ammenda di 800 mila euro, tale ammenda non verrà pagata, in quanto i colpevoli risultano
nullatenenti.
Il 24 Maggio 2011 a Bassano del Grappa viene emesso il verdetto vergognoso di primo grado: “il fatto non sussiste”, attribuendo le
numerose morti tra i lavoratori dovute al fumo di sigaretta, una sentenza che ha fatto esplodere la rabbia dei famigliari e del comitato
che per ogni udienza presidiava la sede del tribunale.
Tale rabbia è stata espressa con slogan e lanci di uova.

Nel giro di 7 mesi il tribunale di Bassano del Grappa avvia una pratica contro alcuni componenti del comitato per ingiurie e
imbrattamento, facendo avviare un processo presso il tribunale di Trento che inizierà il 12 dicembre 2011.

La cronistoria completa la si può trovare al seguente indirizzo:
http://digilander.libero.it/salute.tezze/cronistoria_2011.pdf

Il comitato sarà presente innanzi al tribunale di Trento per far conoscere la storia di Tezze sul Brenta, dell'inquinamento prodotto e
delle morti che ha causato.

Invitiamo chiunque ad essere presente con noi il 12 dicembre alle ore 9:00 presso il tribunale di Trento in largo Pigarelli, 1.

Emanuele Bonin
MoVimento 5 Stelle - Bassano del Grappa

Comitato di difesa della salute di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa
http://SaluteTezze.Splinder.com

Un caro saluto ai numerosi amici della “Scuola di Formazione”, iniziata il 1° ottobre e che terminerà, almeno per ora, con l’incontro del prossimo 3° dicembre.
E’ stata per noi una grande sfida, non avendo peraltro termini di paragone con cui confrontarsi, ma possiamo affermare che i timori iniziali sono via via scomparsi grazie alla vostra entusiastica risposta. Non escludiamo perciò di poter riproporre altre iniziative di formazione e approfondimento. A tale proposito abbiamo pensato di raccogliere gli eventuali vostri suggerimenti e idee attraverso la compilazione di un breve questionario che vi sarà fornito durante la terza lezione.
Ecco le informazioni dettagliate per il terzo incontro:
1) Data: sabato 3 dicembre 2011
2) location: Sala Teatro Barbazza in via Vincenzo Gioberti a Spinea (Ve), dietro alla chiesa di Santa Bertilla (alleghiamo piantina ed indicazioni);
3) contributo spese: sempre € 4,00 a persona, necessarie a coprire tutti i costi relativi all’organizzazione;
4) orario: il corso comincia alle 15:00 ma è particolarmente utile l'arrivo dei partecipanti almeno 15 minuti prima per le necessarie operazioni di registrazione/distribuzione del materiale, ecc.
5) temi trattati:
- le aziende partecipate del Comune (entriamo nel vivo di come il comune spende i soldi dei cittadini per erogare i servizi) = relatore Marco MARCHIORI;
- gli atti del consigliere e gli istituti ed i meccanismi della Democrazia partecipata = relatore Davide SCANO;
- i reati di Ingiuria, Diffamazione, Calunnia ed i confini/limiti del diritto di critica politica (libertà di manifestazione del pensiero ai sensi dell'art. 21 Costituzione) = relatrice Isabella PERROTTA.
6) raccomandazione per i corsisti della prima e seconda lezione: riportare la cartellina viola del corso, onde evitare inutili sprechi di materiale e aumento delle spese.
7) nel MU regionale troverete anche il filmato e le slides della seconda lezione al seguente link: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/veneto/2011/11/corso-formazione-politica-2-lezione---i-video.html

Tempi utili per confermare la partecipazione: entro e non oltre lunedì 28 novembre al solito indirizzo mail: formazione5stelle@googlegroups.com. Ci scusiamo per i tempi ristretti di questa comunicazione ma la ricerca di una sala alternativa (il Palaplip non è disponibile) ha richiesto purtroppo più tempo del previsto.
P.S.: Nelle vicinanze ci sono delle ottime pizzerie…che ne dite di concludere questa bella avventura chiacchierando davanti ad una pizza? Nella pausa del coffee-break potrete comunicare la vostra disponibilità.
Grazie, a presto.
Lo staff del corso

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Ciao a tutti,
innanzitutto un ringraziamento per la vostra numerosa partecipazione alla 2° lezione del corso di autoformazione politico-amministrativa che ha riscosso un inaspettato successo.
Alleghiamo il filmato che abbiamo ripreso in quell’occasione, in modo che possiate rivederlo con tutta comodità.
Sarà utile anche per chi non fosse stato a conoscenza del corso o per vari motivi non avesse potuto essere presente. A tutti chiediamo di iscriversi alla terza lezione di sabato 3 dicembre 2011, all’indirizzo: formazione5stelle@googlegroups.com entro e non oltre lunedì 28 novembre p.v., per consentirci di ottimizzare la fase ricettiva/organizzativa.
La terza lezione si terrà nella Sala Teatro Barbazza a Spinea (Ve) in via Vincenzo Gioberti, dietro la chiesa di Santa Bertilla.
Le tematiche trattate saranno le aziende partecipate del Comune, gli atti dei consiglieri, gli istituti ed i meccanismi della Democrazia partecipata e i reati di Ingiuria, Diffamazione, Calunnia ed i confini/limiti del diritto di critica politica, ecc..
Una sola raccomandazione: chiediamo a tutti di arrivare entro le ore 14.45, al fine di consentire l’inizio del corso in orario, dopo aver provveduto alla registrazione dei corsisti.
Restiamo a vostra disposizione per ogni informazione e/o chiarimento, certi di rivedervi tutti alla prossima lezione attenti e appassionati come alla prima.

Lo staff del corso

Il Bilancio del Comune

Gli Atti del Comune

Qui trovate le "slide" degli argomenti trattati nei video:
IL BILANCIO COMUNALE
ATTI DEL COMUNE

La sciagura e le morti a Genova suonano come un monito. Un anno dopo l'alluvione del 2010 la provincia di Padova ricorda ancora quanto essa sia vulnerabile.
Le esondazioni misero in ginocchio l'intero Veneto e le persone colpite dalla tragedia oltre ai disagi hanno subito un ulteriore schiaffo: rimborsi decurtati del 75% secondo il governatore Zaia e i sindaci, ma in realtà ridotti a un recupero del 50 % per le famiglie più fortunate. 220 vigili del fuoco che devono ancora ricevere il pagamento degli straordinari.
E che cosa ha fatto in questo anno il Comune di Padova? Si è preoccupato di mettere in sicurezza idrogeologica il territorio? No!
Il Comune pensa al completamento del GRAP: il Grande Raccordo Anulare di Padova. La società titolare del progetto, composta da: Soc. Autostrade PD-VE (55%), Soc.Autostrade BS-PD (40%), Consorzio C.D.P. (4%) e Camera di Commercio (1%), vede come Presidente Vittorio Casarin (ex presidente della Provincia) e tra gli amministratori Flavio Zanonato (sindaco di Padova). Tra gli amministratori della Società Autostrade PD-VE compare anche Giustina Destro (ex sindaco di Padova). Tutti insieme appassionatamente.
Il GRAP, dopo l'ultima Valutazione Impatto Ambientale (agosto 2011), viene contestato da molte associazioni e comitati con precisi rilievi, ai quali ci siamo uniti con nostre osservazioni presentate in Regione Veneto (Prot.N. 491391/62.00).
Tra le tante obiezioni (distruzione di ambienti naturalistici, impatto paesaggistico, costi dell'opera non giustificati), in questi giorni la preoccupazione va all'impatto sulla sicurezza idrogeologica.
La Variante V1 di Limena taglia una zona di interesse comunitario denominata SIC - ZPSIT3260018, un’area golenale che è sempre stata utilizzata come vano di espansione. Il livello delle acque in tale zona può raggiungere 4 m. sul piano campagna in caso di espansione del fiume. Un'area che va assolutamente preservata per il contenimento degli eventi critici.
Ma non basta, il progetto GRAP è strettamente legato, con la funzione di drenare traffico, a un'altra opera sciagurata: la camionabile a pedaggio Padova Venezia destinata al trasporto su gomma; essa dovrebbe essere realizzata lungo il tracciato dell'Idrovia Padova-Mare, sostituendone o strozzandone la portata e la funzione di salvaguardia idraulica.
In caso di alluvione come quella del 1966, sommando le portate di Brenta e Bacchiglione, subito a valle di Padova si formerebbe un disavanzo di portata pari a 350-400 metri cubi per ogni secondo nelle 24-26 ore d'ondata di piena: una massa d'acqua enorme!
L’idrovia Padova-Mare è in grado si scolmarla (come da simulazioni del Dipartimento Ingegneria Marittima di Padova) se la portata progettuale viene rispettata.
L'Idrovia si trova su terreni già espropriati al 95% e ora di proprietà della Regione e per due terzi è già realizzata. Il costo per il completamento e l'adeguamento alla V classe di navigazione Europea è di 143,1 mln., ma può diventare a costo zero se utilizzata per il trasporto su chiatte a basso pescaggio (circa 3 m.).
Le chiatte preleverebbero le merci direttamente dal Terminal off shore progettato al largo di Venezia, evitando l'ingresso in laguna delle grandi navi, e verrebbero trasferite su gomma presso l'interporto di Padova anziché a Venezia (si calcolano 245.000 container TEU all'anno), con un beneficio per l'economia e l'ambiente.
La soluzione per evitare un’altra Genova c’è. Ma i cittadini non vengono ascoltati dalla politica.
Fino alla prossima alluvione.

CHI PAGHERA' LA SPV?

  

LA REGIONE VENETO E' A SOVRANITA' LIMITATA? GLI AVVOCATI DELLO STATO POSSONO SEGRETARE ATTI DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA?
GUARDATE IL VIDEO DELL'INCONTRO CON IL COMMISSARIO VERNIZZI.

10 NOVEMBRE 2011: FINTA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA SPV UNA SUPERSTRADA CHE OFFENDE I VENETI E SVUOTA IL LORO PORTAFOGLIO

Il 10 novembre presso il cantiere Sis a Romano d'Ezzelino (VI) verrà simbolicamente posata la prima pietra di una opera tanto controversa e nociva per il territorio come la SPV (Superstrada Pedemontana Veneta)

Una finta posa perché manca ancora in vari punti il progetto esecutivo e soprattutto sono ancora pendenti presso il TAR del Lazio i ricorsi contro la SPV .

Una opera attesa da anni ma che, per come è stata progettata e soprattutto per i costi finanziari, non servirà al Veneto; anzi si configura come una infrastruttura avulsa ai nostri interessi.

Perché?

La Spv, cosi’ come uscita dall’ultimo progetto definitivo, sarà una strada ad altissimo impatto sull'ambiente dato che sarà per 54 dei circa 96 chilometri in trincea e galleria e, soprattutto nella prima parte, modificherà l’assetto idrogeologico della zona senza che sia stata fatta una seria valutazione dell’impatto ambientale. Ricordate le alluvioni dello scorso novembre? Non vorremmo che toccando ulteriormente le falde acquifere e le fragili colline ci ritrovassimo a subire altri disastri per il nostro territorio.

La Spv costerà assai salata ai contribuenti veneti visto che la convenzione economica (a cui peraltro ancora non si è avuto accesso nonostante le ripetute richieste) sembra prevedere che se il passaggio di veicoli sarà mediamente inferiore a 24.000 unità al giorno la Regione Veneto (cioè i contribuenti) ripianerà le perdite di esercizio.

Dato che oggi il traffico a causa della crisi economica è già inferiore a tale cifra, possiamo affermare con certezza che la Regione dovrà mettere mano al portafoglio.

Ci chiediamo come sia giustificabile una tale operazione anche e soprattutto dal punto di vista finanziario .

I nostri politici regionali, soprattutto l'assessore alla mobilità Renato Chisso, ci hanno detto che la SPV sarebbe stata pagata attraverso il project financing, cioè l'apporto di capitale privato, ma di fatto con la clausola sopracitata si pubblicizzano le perdite e si privatizzano i profitti.

Alla faccia della trasparenza e a scapito dei cittadini che oltre a ripianare le perdite dovranno pagare un pedaggio altissimo per utilizzare questa arteria (1 euro ogni 10 kilometri). I veneti pagheranno 2 volte questa strada: con le tasse e con i pedaggi (il costo complessivo di tale opera sarà almeno di 2,5 miliardi di euro)

Ci chiediamo quante cose si potrebbero fare con questi soldi: per esempio si potrebbero sistemare le strade esistenti mettendole in sicurezza, soprattutto la già esistente strada Nuova Gasparona che va da Thiene a Bassano (anche raddoppiandola ove possibile) e si potrebbe magari proseguire il tracciato fino a Spresiano con la costruzione di una strada regionale a scorrimento veloce sul tipo della Nuova Strada Regionale del Santo (che va da Castelfranco a Padova).

Questa operazione costerebbe assai meno dei 2,5 miliardi previsti, risulterebbe molto meno invasiva per il territorio e molto più permeabile al traffico locale, consentendo al tempo stesso di decongestionare il traffico pesante.

Perché allora i nostri amministratori non pensano a questa alternativa? Perchè si trincerano dietro la falsa emergenza traffico per impedire un reale confronto con le amministrazioni locali, utilizzando la legislazione di emergenza e imponendo dall’alto delle scelte disastrose per la nostra collettività a livello finanziario, ambientale, agricolo?

Noi crediamo che la scelta politica di utilizzare il commissario alle grandi opere nasconda la precisa volontà di favorire alcuni grandi interessi e alcune speculazioni a danno del nostro territorio.

Questa strada comporterà la ulteriore cementificazione con opere inutili tipo centri commerciali, uffici, capannoni. Infatti sarà possibile costruire attorno ai 17 caselli per un diametro di 4 chilometri in barba ai piani regolatori locali (in questo caso la regione potrà dare permessi in base all’art 38 del ptrc)

Non è questo il modo forse per favorire sfacciatamente gli interessi dei cementificatori che magari utilizzano denaro di non chiara provenienza? Non è questo forse il modo per favorire la lobby dei cavatori tanto cara a qualche partito?

Non ci prendano in giro con la falsa emergenza e con la strada al servizio del territorio o del traffico internazionale.

Questa strada nasce per servire altri interessi.

I veneti se ne renderanno conto una volta ultimata (se mai lo sarà) questa inutile e costosa opera.

Chiedo all’assessore Chisso , difensore del cemento ad oltranza, quanto costerà la SPV alle casse della nostra Regione, quanto costerà al nostro territorio, al nostro ambiente, al nostro patrimonio artistico, alla nostra agricoltura e infine quanto servirà a decongestionare il traffico locale.

Infine egregio assessore Chisso, perché non cominciamo a potenziare e sviluppare il traffico su rotaia?

Un po’ paradossale che nella nostra regione l’ente che si occupa di ferrovie si chiami VENETOSTRADE.

Crediamo vada ripensata la intera filosofia del trasporto inspirandoci soprattutto a quei paesi che sono anni luce davanti al nostro, tipo Germania e Austria.

Perché cari Chisso, Mincato (presidente della Camera di Commercio di Vicenza ed ex amministratore delegato Eni) invece di fare inutili convegni sulla Valdastico Nord con la provincia autonoma di Trento (che tanto non la vorrà mai) non organizzate un bel convegno sul presente e il futuro del trasporto su rotaia nel Veneto?


Francesco Celotto

Movimento 5 Stelle - Bassano del Grappa


Quando i Fatti seguono le Idee. Ormai da mesi i nostri cittadini assistono inermi al teatrino legato al controllo politico dell’organo amministrativo della Provincia di Belluno. Uno spettacolo indegno dove si giocano, come al solito, interessi di poltrone e nessun interesse reale legato ai bisogni della popolazione delle nostre vallate.

Per questo motivo, tutti gli attivisti del Movimento 5 Stelle sono consapevoli della profonda rivoluzione che deve coinvolgere l’organizzazione amministrativa del territorio italiano. Il nostro bellissimo Paese non può più permettersi una moltitudine di piccoli organi amministrativi quali i nostri comuni e organi amministrativi intermedi inutili quali sono le provincie italiane e regioni così lontane da sembrare situate a Roma.

L’Italia ha bisogno di unificare i piccoli comuni in realtà amministrative di dimensione maggiore, di eliminare le Province, di legare la Regione al territorio, sia modificando l’assetto istituzionale sia aumentando l’efficienza tecnologica dell’amministrazione pubblica. Questo non significa eliminare i posti di lavoro, ma tagliare le poltrone e i centri di potere intermedi che non servono a nessuno e che rendono macchinoso oltre che costoso ogni iter burocratico.

Pertanto, il Movimento 5 Stelle Belluno non parteciperà con nessuna lista civica alle prossime elezioni amministrative per la Provincia di Belluno. Tutti gli attivisti credono che sia inutile invocare l’eliminazione delle Province come fanno tutti i partiti e poi presentarsi alla spartizione del potere il giorno delle elezioni. Oggi il risparmio conseguente all’eliminazione delle provincie italiane è valutato in 3/4 miliardi di euro, per questo il Movimento 5 Stelle Belluno non si presenta alle elezioni della Provincia perché solo chi decide di seguire con i fatti le proprie idee può essere d’esempio.

Movimento 5 Stelle Belluno
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Pedemontana