Dicembre 2009 Archives
Abbiamo una classe dirigente inetta che fa intrallazzi alle nostre spalle.
E l'abbiamo scelta noi. Come abbiamo potuto? 
Semplice: li abbiamo scelti perché ci dicono bugie rassicuranti, consolatorie. Come da bambini quando perdevamo un dente da latte: lo metti sotto il cuscino e "PUFF", la mattina ci trovi il soldino.
Quel soldino invece non l'abbiamo ancora visto. Da oltre un anno promettono la ripresa economica, ma l'emorragia di posti di lavoro si è solo rallentata. Le famiglie soffrono. Su 100 imprese non sappiamo quante arriveranno a vedere la fatidica ripresa. Intanto provate a chiedere soldi alle banche e capirete la reale fiducia sul futuro dell'economia.
Allora, in questi tempi, se volete far accettare alla gente una porcata, basta dire che produce energia, reddito, occupazione. E proprio con queste bugie stanno per spargere sul Veneto una coltre di inceneritori.
A Padova si sta aprendo il terzo inceneritore e ci sono già i piani per realizzarne un quarto.
A Venezia c'è il progetto per un inceneritore di rifiuti tossici.
A Verona si aspetta la ristrutturazione dell'impianto di Ca' del Bue.
A Monselice c'è il progetto di trasformare i cementifici killer in inceneritori a CDR.
Altri inceneritori sono previsti a S. Urbano (PD) e anche nel Polesine.
Politici "apri-pista" già allettano le famiglie. (Fonte: Corriere del Veneto )
Ci promettono che centinaia di migliaia di tonnellate di materie spariranno nel nulla, senza lasciare traccia, senza alcuna conseguenza, anzi, producendo ricchezza!
Ma vogliamo davvero credere alla formichina che ci dà il soldino?
Per ogni Kwh "prodotto" un inceneritore ce ne fa sprecare molti di più: 3-5 kWh di energia che dovremo spendere per ricostituire la carta e la plastica bruciate e che potremmo risparmiare con il riuso e il riciclo (Fonte: MIT (Massachusetts Institute of Technology)
Se un inceneritore offre occupazione a 40 persone, la raccolta differenziata spinta ne garantisce 800.
O t t o c e n t o posti di lavoro che richiedono una breve formazione, che possono assorbire lavoratori senza altre possibilità di rientro nel mercato del lavoro; o t t o c e n t o famiglie a cui si riconsegna la dignità .
A Padova all'apertura del 3° inceneritore si prospetta un aumento delle tariffe. A Treviso, grazie al progetto di raccolta differenziata nelle scuole comunali presentato da David Borrelli (Consigliere "grillino" e nostro candidato Presidente per la Regione), si prevede un risparmio di quasi 100.000 € e una riduzione delle tariffe.
Vogliamo che sia al più presto avviata una Commissione che studi il rapporto costi/benefici della raccolta differenziata spinta, in alternativa all'incenerimento; vogliamo che questi studi siano vincolanti per le scelte politiche nel Veneto. Ma soprattutto vogliamo che nella Commissione siano presenti le Associazioni e i Comitati per la difesa della salute, dell'ambiente e dei consumatori: in particolare dei consumatori, perché i soldi di tutti non si mandano in fumo con tanta leggerezza.
Ah, già : non dimentichiamo poi i fumi. Ci promettono che dai camini uscirà aria pura, ma allora come mai i cittadini che abitano intorno agli impianti esistenti sono sul piede di guerra? come mai i prezzi delle case in quelle zone crollano? Come mai uno studio mostra un non casuale aumento di tumori intorno agli inceneritori veneziani (Esattamente come in Francia e nel resto del mondo)? (Fonte: fareverde.it)
Noi non ci fidiamo delle promesse: vogliamo che il potere di controllo sulle emissioni si eserciti dal basso: cittadini, associazioni e comitati devono poter decidere come si fanno i controlli, quando si fanno e chi li fa; nominando tecnici accreditati di propria fiducia, altrimenti arriviamo alla tragicomica situazione in cui controllato e controllore sono "soci" in affari.
Giovanni Endrizzi, candidato provinciale (RO) Movimento Veneto a 5 Stelle.
Ho letto oggi un articolo su "IL FATTO QUOTIDIANO" che mi ha a dir poco disgustato.
"SPENDI 100, PRENDI 500: IL BENGODI DEI RIMBORSI ELETTORALI".
Dall'analisi delle rendicontazioni fornite dai Partiti sulle spese elettorali sostenute per le Politiche del 2008 la Corte del Conti conclude che i partiti gonfiano le cifre perchè la legge lo consente.
"il PDL riceverà 206milioni a fronte di spese per 53milioni
al PD spettano 180milioni per spese pari a 18milioni
alla LEGA spettano 41milioni per spese pari a 2,9milioni
l'IDV ha dichiarato costi per 1milione provandone solo 16.000 euro
anomala la situazione del PARTITO SOCIALISTA che prenderà "solo" 2.4milione a fronte di una dichiarazione di costi pari a 3.3milioni, non si è proceduto alla verifica delle pezze giustificative.
Al di là che personalmente trovi scandalosa la realtà dei finanziamenti pubblici ai partiti mi chiedo perchè non si sia mai legiferato in termini di regolamentazione, applicando ad esempio l'elementarissima logica che vige per tutti i cittadini che giungono a privilegiare di AGEVOLAZIONI FISCALI o per quelle aziende che hanno la fortuna di accedere a FINANZIAMENTI REGIONALI PER LE IMPRESE ai quali vengono concordati rispettivamenti i rimborsi o liquidati i contributi sulla scorta delle "SPESE REALMENTE SOSTENUTE E CONTABILMENTE GIUSTIFICATE".
Dobbiamo "esistere e contare" per cambiare le regole dei giochi, non possiamo più limitarci ad indignarci per queste ingiustizie che si perpretano sulla nostra pelle e che il più delle volte ci vedono protagonisti ignari infatti "le norme sul finanziamento ai partiti del 2002 prevedono che i rimborsi vengano calcolati non sulla base dei voti presi ma dei potenziali elettori, se un cittadino non va alle urne, il rimborso corrispondente al suo voto verrà spartito tra i partiti che hanno raggiunto il quorum dell' 1% se parliamo di elezioni politiche. Lo stesso vale per i voti dati a quelle forze che non hanno ottenuto il quorum, i soldi corrispondenti andranni ai partiti che hanno superato lo sbarramento"
..... e pensare che nel 1993 il finanziamento ai partiti venne abrogato con un REFERENDUM approvato con il 90.3 % dei voti.
Caniato Cristina candidato Provincia di RO
Parliamo di isolamento termico di un edificio (abitazione).
Faccio un esempio banale di come l'informazione sia del tutto assente se non deviata.
Chi di noi non vede sempre più spesso in tutte le salse (TV, riviste, fiere, Internet) promuovere impianti tecnici innovativi come la geotermia (questa ancora passi), le pompe di calore ad alto rendimento (dove "alto" è del tutto relativo), le biomasse (con relativi bruciatori). Per non parlare degli impianti classici a pannelli solari che, fosse per i produttori, sostituirebbero del tutto i tetti. Chiaramente sto portando agli estremi l'esempio, però vorrei far passare il concetto di base che è questo: se facciamo due conti un impianto geotermico, ad esempio, costa qualche decina di migliaia di € per un'abitazione; una pompa di calore qualche migliaio (poi con la bolletta arriva il resto); un impiantino solare che integri il riscaldamento arriva tranquillamente sopra i 10.000€. E così via...
Numeri alla mano che contributo danno questi impianti o "integratori" d'impianto?
Per rispondere dobbiamo partire da un altro parametro cioè il grado di isolamento della nostra abitazione: se è ottimo il contributo o meglio l'efficienza sarà in proporzione notevole; se l'isolamento è diciamo "normale" (sto semplificando molto e mi scuso) per il parco edilizio italiano, il contributo o la resa energetica di questi impianti diventa orripilante. Pensiamo ad una piscina da rabboccare con un secchiello d'acqua: se è nuova, ermetica e perfetta non servirebbe rabbocco; se ho qualche poro o forellino con una secchiata ogni tanto mantengo il livello; se ho qualche buco grosso o spaccature notevoli, farò fatica a tenere il livello o peggio dovrò usare una pompa continua e il secchiello non conterà più nulla. Il ragionamento pari pari portiamolo alla nostra casetta bene o male coibentata e vediamo che l'investimento diventerà anche del tutto inutile, all'atto pratico. O meglio, ad essere corretti, avrà un ritorno di convenienza economica pari ad un'era geologica. Analogamente per esempio si dice, a ragione, che di impianti fotovoltaici (a prescindere dal discorso ecologico, s'intende) non se ne venderebbe uno se non ci fosse l'incentivo del conto energia perchè la loro resa è ancora moooolto bassa ed il ritorno economico non si avrebbe mai senza incentivo.
Quindi, per rispondere al quesito iniziale, dove converrebbe spendere i nostri soldi (che son pochi ovviamente)? In impianti tecnologici costosissimi o in isolamento?
Un buon isolante da cappotto termico costa non più di 60€/mc. Cioè uno strato di 10cm (spessore classico di un cappotto) costa circa 6€/mq. Con 200mq si riveste un'appartamento vale a dire con 1.200€. E allora visto che magari il cappotto si è deciso di farlo comunque, perchè limitarsi a farlo di spessore minimo quando la mano d'opera è la stessa e basta montare un pannello più spesso? Con un cappotto da 14cm siffatto si guadagna in maniera esponenziale in termini di isolamento che tradotto significa limitare al minimo l'uso di integrazioni come solare o altro, e la spesa dei 4cm in più (ripsetto ai 10 iniziali) è pari a meno di 2,5€/mq cioè in totale 500€. Fino ad arrivare (vedi classe A) a valutare se vale la pena investire ulteriormente in impianti tecnici costosi. Per assurdo potrebbe bastare la vecchia stupida caldaietta per soddisfare tutti i bisogni. Perchè ricordiamoci sempre che una casa costruita va anche pagata, e dobbiamo fare i conti col portafoglio. E ricordiamoci che un impianto si rompe col tempo, si deve manutenere, ecc. Il cappotto una volta fatto a regola d'arte non si tocca più.
Ing. Giuseppe Dalpasso
Candidato MOVIMENTO 5 STELLE - Verona
Quando si pensa a edifici poco idonei vengono subito in mente le bidonville di alcune metropoli sud americane o le tristi baraccopoli post-terremoto di alcune zone italiane,ma purtroppo non è sempre così:'Meraviglierà sapere-spiega il geopatologo Umberto Cerri-che le case malsane in questione non sono tuguri con poca luce e grondanti d'umidità bensì costruzioni nuove o ristrutturate di recente,oppure edifici tirati su in questi ultimi quarant'anni con materiali a basso costo e,di sicuro,senza tener conto della natura del terreno e della radioattività naturale o riflessa'. Non si tratta qui di fare dell'allarmismo ingiustificato,a trasformare in un ambiente poco salutare interi stabili,villini progettati da architetti di grido e perfino vecchie coloniche rimesse a nuovo sono - secondo Attilio Speciani,specialista in Allergologia e Immunologia Clinica - in primo luogo i prodotti derivanti dalla combustione (fornelli,stufe,scaldabagno,ecc.),il fumo di sigaretta,i vapori di sostanze emesse dai materiali di costruzione e arredamento (pannellature di legno contenenti formaldeide;vernici e pitture con piombo e solventi tossici;materiali edilizi realizzati con scarti da altoforno ricchi di radon;tegole,piastrelle e pannelli antincendio contenenti amianto;ecc.),le polveri ricche di acari,le radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli elettrodomestici e dagli impianti elettrici e il radon (gas inerte che proviene dal sottosuolo).Si tratta di fonti d'inquinamento assai eterogenee,alcune delle quali possono essere combattute con efficacia applicando semplici norme igieniche e soprattutto ripristinando una vecchia quanto efficace abitudine: arieggiare il più frequentemente possibile la casa. Certo,in molte strade delle nostre città i rumori e gli effluvi provenienti dal traffico automobilistico nelle ore di punta fanno sorgere seri dubbi sulla validità del ricambio d'aria,ma anche in questi casi bisogna trovare il modo di aprire frequentemente le finestre,magari sfruttando le prime ore del mattino,quando il traffico è meno intenso.Più difficile è tener testa alle fonti invisibili dell'inquinamento domestico,vale a dire le radiazioni elettromagnetiche,le esalazioni di vapori nocivi da parte dei materiali di costruzione e d'arredamento. La maniera più efficace per ridurre al minimo i rischi dell'inquinamento indoor è quella di ripensare profondamente i criteri con cui sono realizzate le abitazioni e i materiali per l'arredamento,eliminando o quanto meno riducendo le fonti di polluzione domestica. L'obiettivo è arrivare a concepire l'edificio non come un cubo di mattoni e cemento privo di vita,ma come una 'terza pelle' che come tale intesse una relazione intima e profonda con gli esseri viventi con cui è correlata.
La legislazione italiana in materia di efficienza energetica è stata fatta ......proprio all'italiana. Delegando alle regioni quando e soprattutto cosa deliberare, si è creata una Babele di leggi e leggine più o meno precise o dettagliate o se vogliamo "intelligenti".
Faccio un esempio per tutti: mente la linea guida nazionale prevede il rispetto di una serie di requisiti fisici dei materiali usati per costruire e coibentare per cui un materiale non potrà essere troppo poco performante, la regione E. Romagna (dalla quale si potrebbero imparare parecchie cose) ha messo in vigore una delibera regionale secondo la quale non contano particolarmente le singole prestazioni dei componenti bensì l'aspetto prestazionale globale dell'edificio. Morale: "è il risultato che conta". Ma la cosa più innovativa ed intelligente proposta in questa legge è l'incentivo all'uso di sistemi di microcogenerazione del calore (che producono al contempo una valanga di corrente elettrica) al posto delle tradizionali caldaie, magari autonome. Il piatto forte poi è un altro: con questi impianti si è esonerati dall'applicazione coatta di pannelli solari e fotovoltaici sui tetti, con enorme vantaggio economico, funzionale ed estetico. Inoltre questi impianti centralizzati permettono un ottimale e modulare funzionamento degli stessi permettendo una corretta contabilizzazione dei consumi.
E l'energia elettrica prodotta? In parte la si usa al momento, ed è gratuita, per gli utilizzi condominiali o centralizzabili; il resto si vende al gestore guadagnandoci dei soldi (purtroppo la vendita è sconveniente rispetto all'acquisto ma le regole sono state fatte da chi poteva guadagnarci). La prossima volta parlerò dell'isolamento, LA COSA PIU IMPORTANTE.
Giuseppe Dalpasso, candidato lista civica "MoVimento Veneto a 5 Stelle"
Punto 12 del Programma a 5 Stelle: promuovere le produzioni locali
Sono Francesca Martelletto ed oggi vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto in merito al punto 12 del programma a 5 stelle e cioè la promozione delle produzioni locali.
Promuovere le produzioni locali significa far si che quanto prodotto in un territorio venga poi utilizzato dal territorio stesso. Sembra scontata una simile affermazione ma, se andiamo ad analizzare i prodotti che troviamo in commercio, la maggior parte delle volte hanno percorso un bel po' di chilometri per poi magari tornate, per essere utilizzati, nel luogo di produzione!
Oltre all'ovvio spreco di risorse e tempo c'è un ulteriore fattore da prendere i considerazione.
Molto spesso produttore e consumatore abitano a poca distanza tra loro ma non si conoscono.
E qui sta il nocciolo della riflessione: quanti di noi conoscono il proprio vicino?
E' appurato che il tessuto sociale in Italia è andato distrutto a causa del consumismo spinto nel quale la casta ci ha traghettato.
Promuovere le produzioni locali significa promuovere la conoscenza tra persone, promuovere la conoscenza tra vicini, promuovere la solidarietà e la costruzione di un sano tessuto sociale. Solo con la costruzione di un sano tessuto sociale possiamo pensare di modificare la situazione in cui ci si trova l'Italia.
L'Italia è abbellita dai suoi monumenti. Ma non è i suoi monumenti.
L'Italia è fatta dagli Italiani e se vogliamo un nuovo Rinascimento italiano dobbiamo per forza di cose valorizzare la materia prima: gli Italiani.
Francesca Martelletto, Candidata provinciale (VI) Movimento Veneto a 5 Stelle
Ritengo che buona parte del programma del Movimento sia già applicato, ma non in Italia. Qui, quando parliamo di gestione differenziata dei rifiuti, di energia, di acqua pubblica, di mobilità sostenibile, veniamo scambiati per dei marziani o dei pazzi visionari, alla pari con quelli che professano una generica "pace nel mondo".

La verità è che basta passare il confine nazionale e si può riscontrare che molti punti del nostro programma sono già realtà e che basterebbe copiare, senza inventarsi nulla.
La settimana scorsa sono andato in Svezia, ma non in una città qualsiasi, a Norrkoping che è una città che ha lo stesso numero di abitanti di Vicenza, per cui, l'ho visitata cercando continuamente affinità e possibilità mancate per la mia città natia.
Mobilità .
La prima cosa che si nota arrivando a Norrkoping è la scarsità di traffico (tranne nelle ore di punta). Gli abitanti usano l'auto solo quando è strettamente necessario. C'è infatti una fitta rete di trasporti pubblici su rotaia e su gomma. Sono molto frequenti e puntualissimi: alla fermata c'è un tabellone che avvisa quanti minuti mancano all'arrivo del mezzo. Ci sono addirittura degli autobus che, mandando un sms con il telefonino, non ho ben capito in che modo, modificano il loro tragitto e ti vengono a prendere dove sei.
Anche la viabilità è concepita in modo diverso (diciamo in stile "grillino"). Vi faccio un esempio: una strada come viale Milano a Vicenza non esisterebbe. Secondo me se ci fosse un sindaco svedese, la trasformerebbe in una strada a due corsie (una per ogni senso di marcia) e una solo per pedoni e bicilette. Sparirebbero i parcheggi a bordo strada e spunterebbero centinaia di posti di ancoraggio per bicilette. E ovviamente, svariati alberi.
L'attenzione per le bici è quasi maniacale. Appena ha cominciato a nevicare, il sistema di sgombero della neve ha dato la stessa importanza a marciapiedi e piste ciclabili di quella data alle strade. Anche viale D'Alviano e viale Mazzini, sarebbero completamente diverse.
Chi usa l'auto deve essere penalizzato. Un ragazzo che ho conosciuto mi ha spiegato che in un quartiere periferico non c'è praticamente posto per le auto di chi non è residente (che invece ha il garage). Mi ha raccontato che un mese fa ha preso una multa per divieto di sosta per aver lasciato l'auto nel parcheggio di un supermercato alle 2 del mattino, dove c'è il disco orario per soli 30 minuti.
Inoltre, per ridurre la mobilità , tutti gli uffici pubblici possono soddisfare le richieste dei cittadini on-line, senza quindi dover prendere l'auto.
Rifiuti.
In tutti i condòmini ci sono delle stanze in cui ci sono i contenitori per la raccolta differenziata.
Separano:
- carta
- cartone
- vetro bianco
- vetro di altri colori
- plastica
- alluminio e metalli
- umido (in casette di legno molto caratteristiche)
- secco
Il secco non viene gettato in enormi cassonetti posti in strada che incitano a buttarci dentro di tutto. Non c'è n'è nemmeno l'ombra. Nel vano scala dei condomini c'è una botola minuscola dove tutti gli abitanti ci buttano ciò che non è differenziabile, ma in quantità minime.
Per oggi vi faccio riflettere su queste questioni. A giorni pubblicherò un altro articolo che parla invece di energia e tutela ambientale.
Domandatevi: perchè da noi no?
Carlo Braggio, Candidato Provinciale "MoVimento Veneto a 5 Stelle"
Un medico, un operatore giudiziario, un esperto in comunicazione, un direttore della fotografia e un tecnico informatico sistemista. Sono i candidati alla presidenza delle regioni Piemonte, Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Veneto per il Movimento a cinque stelle di Beppe Grillo. Età media, 30 anni. Un'esperienza politica nata nei meet-up legati al blog del comico genovese e cresciuta con l'impegno nelle liste civiche a cinque stelle per le comunali. Non sono iscritti a partiti, non sono mai stati inquisiti. «Io sono uno dei tanti. Il candidato non sono io, è il Movimento», ci tiene a precisare Vito Claudio Crimi, che viene dal quartiere Brancaccio di Palermo ma lavora presso la Corte d'Appello di Brescia e sfiderà il duo Formigoni-Penati in Lombardia. Mentre il napoletano Roberto Fico, primo candidato ufficiale in Campania, spiega: «Se entreranno due consiglieri in Regione, non entreranno due persone, ma uno snodo di un network che è amplissimo».
Mentre ancora i grandi partiti completano il quadro dei nomi che li rappresenteranno alle elezioni del marzo 2010, il Movimento a cinque stelle ha dunque già avviato la sua campagna elettorale. In cinque sole Regioni, perché al momento le forze non permettono di fare di più. Ci sono da formare le liste (requisiti: non essere iscritti a partiti e non essere mai stati indagati), poi raccogliere le firme e autofinanziarsi (con banchetti e contributi su internet). Avendo come snodo la Rete, da cui tutto è partito, e come padre nobile Beppe Grillo, che ha già iniziato il suo tour per presentare le candidature. "Non vogliamo vincere - ha detto mercoledì il comico a Torino - e io ho 62 anni, sono un pregiudicato e ho 40 processi in corso, per cui non potrei mai essere un candidato. Ma basta uno dei nostri - ha aggiunto presentando Davide Bono, 29 anni, medico di base - uno piccolo, magro, con una telecamera. Perché dietro di lui c'è un movimento, un blog con migliaia di persone. Ed è ora che queste persone, non io, si riprendano il Paese».
Roberto Fico, che di anni ne ha 35 e si occupa di comunicazione, è stato il fondatore a Napoli del più numeroso meet-up d'Italia (4000 iscritti). Nella sua Regione hanno discusso a lungo prima di decidere di affrontare la sfida delle elezioni. Ma ora puntano dritto al 3%, ad eleggere almeno un consigliere. Perché anche uno solo, spiega Roberto, «potrà mettere tutta l'attività del Consiglio in Rete e i politici se la vedranno brutta». E la camorra?, gli chiediamo. «Io non ne ho paura - risponde - Ho più paura del sistema per cui i fondi pubblici passano dai partiti e finiscono alla camorra».
Rifiuti, acqua pubblica e trasparenza, sono i temi cardine del programma che stanno costruendo in Campania, in Rete, con il modello Wiki. A Torino ci si batterà soprattutto contro gli inceneritori e la tav, a favore ad esempio di un miglioramento delle tratte dei pendolari. In Emilia Romagna Giovanni Favia, 28 anni, già rappresentante al Comune di Bologna delle liste civiche a cinque stelle, avverte come urgente il problema della cementificazione. Ma con David Borrelli, candidato in Veneto, avranno di sicuro tutti in comune il programma nazionale del Movimento a cinque stelle, loro punto di riferimento. Oltre al blog di Beppe Grillo, dove tutte le notizie convergeranno e troveranno eco. E a un comune codice di condotta. Un esempio? Tutti assicurano che terranno dell'indennità da consigliere («che è scandalosamente alta») quanto strettamente necessario per vivere. Il resto andrà al Movimento, per i suoi progetti.
Tra le metodologie utili a produrre energia elettrica esiste la tecnologia fotovoltaica.
La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare, direttamente e istantaneamente, l'energia solare in energia elettrica senza l'uso di alcun combustibile. Essa sfrutta il cosiddetto "effetto fotoelettrico", cioè la capacità che hanno alcuni semiconduttori opportunamente trattati, di generare elettricità se esposti alla radiazione luminosa. L' elemento base della tecnologia fotovoltaica è la cella, che può essere realizzata con diverse modalità . La cella è formata da materiale semiconduttore con uno spessore ridotto, alla quale vengono collegati i contatti elettrici. Con l'esposizione alla luce la cella produce energia elettrica in corrente continua che poi successivamente verrà trasformata in corrente alternata (tramite inverter) per poter essere utilizzata nei normali impianti elettrici domestici. Quando la cella fotovoltaica viene investita da un fascio luminoso questa diviene un generatore di corrente continua. La potenza massima estraibile dalla cella viene misurata in watt di picco (Wp).
Benefici ambientali
L'energia elettrica prodotta con il fotovoltaico ha un costo nullo per combustibile: per ogni kWh prodotto si risparmiano circa 250 grammi di olio combustibile e si evita l'emissione di circa 700 grammi di CO2, nonché di altri gas responsabili dell'effetto serra, con un sicuro vantaggio economico e soprattutto ambientale per la collettività . Si può valutare in 30 anni la vita utile di un impianto, il che significa che un piccolo impianto da 1,5 kWp, in grado di coprire i due terzi del fabbisogno annuo di energia elettrica di una famiglia media italiana (2.500kWh), produrrà , nell'arco della sua vita efficace, quasi 60.000 kWh, con un risparmio di circa 14 tonnellate di combustibili fossili, evitando l'emissione di circa 40 tonnellate di CO2.
Martina Sartori, Candidata Provinciale (VI) "Movimento Veneto a 5 Stelle"
Sul giornale di Vicenza del 10 cm., il presidente dell'AVS (Alto Vicentino Servizi servizio idrico integrato), ha scritto una "Riflessione sulla privatizzazione dell'acqua", che lascia a mio parere molti interrogativi. Nel suo articolo esclude che la privatizzazione possa creare aumenti dei prezzi, visto che tale decisione resterebbe a carico dei sindaci proprietari esclusivi delle risorse idriche. Nel proseguo della sua riflessione, accenna al fatto che "...Le società di gestione delle acque del Veneto non soffrono infatti dal lato tecnico, ma da quello della gestione finanziaria...." e poche righe più sotto fa riferimento ad aumenti di capitale portati da privati che secondo lui "...Ne guadagneranno anche i nostri cittadini....". A questo punto mi sorge una domanda: Ma chi dovrebbe guadagnarci? L'acqua non deve essere una fonte di guadagno ma un servizio universale il cui unico costo dovrebbe essere la gestione della rete. In questo articolo sembra invece che si ribadisca l'intenzione delle istituzioni di creare profitto anche dai beni indispensabili per la sopravvivenza a discapito dei cittadini.
Matteo Todesco, candidato provinciale (VI) Movimento Veneto a 5 Stelle
Il giornale OggiTreviso versione online ha pubblicato in prima pagina un articolo per annunciare la raccolta di firme del gruppo meetup di Castelfranco Veneto per le regionali 2010.
Il giornale ha riportato correttamente riferimenti e volantino preparato per l'occasione. Bravi i ragazzi di Castelfranco che si dimostrano fra i primi ad organizzare questa iniziativa, che da ora e per tutta la campagna di raccolta firme sarà fondamentale e difficile.
Abbiamo creato un forum di discussione aperto al pubblico per commentare assieme il programma del Movimento Veneto. La condivisione delle idee, lo scambio di idee, la disponibilità ad ascoltare chiunque sono per noi valori molto alti. Da sempre il movimento vicino a Beppe Grillo ha potuto esprimersi, da prima direttamente nel suo blog, poi anche con i meetup. Ora questo nuovo forum regionale veneto va ad affiancarsi al similare forum nazionale per le liste civiche cittadine.
Il nostro movimento crede nella democrazia diretta. Chi crede nella democrazia diretta sa che la partecipazione è il seme di ogni discussione e iniziativa. Divulghiamo questo forum, insegnamo a tutti i nostri elettori che qui verranno ascoltati. Insegnamo la partecipazione. Le iniziative possiamo e vogliamo deciderle assieme.
Ora questo sito ufficiale della lista civica Veneta ha un dominio preciso. Divulgatelo più che potete!
www. movimento veneto . it
Dopo l'annuncio di Beppe Grillo della nascita della Lista Civica Veneto a 5 Stelle, i lavori procedono a ritmi sostenuti. Le persone interessate si sono incontrate a Treviso questa domenica nel primo incontro regionale. Il candidato Governatore del Veneto David Borrelli, assieme ai presenti, ha identificato dei responsabili provinciali, dei referenti, che entro pochi giorni organizzeranno incontri provinciali per decidere i nomi dei candidati dei rispettivi listini provinciali. A brevissimo avremo la lista completa dei candidati.
Concomitantemente si procede per organizzare la raccolta delle firme. Prepariamoci tutti a divulgare l'invito a venire a firmare ai nostri punti d'incontro.
31.12.09 10:58




