Centrali a combustione di biomasse

  

La Regione Veneto non ha ancora emanato un proprio piano per l’energia, eppure persiste, colpevolmente, a concedere indiscriminatamente autorizzazioni per la costruzione di centrali a combustione, favorendo, specie nel nostro territorio, una colossale speculazione da parte di operatori privati i quali sono particolarmente avvantaggiati da rilevanti incentivi e da contributi pubblici. Nel solo Mandamento di Portogruaro è stata già autorizzata la costruzione di ben quattro impianti (Summaga di Portogruaro, Cinto Caomaggiore, Villanova di Fossalta di Portogruaro e Lugugnana), per una potenza complessiva di oltre 27 MW e numerosi altri progetti sono in procinto di essere presentati (ma, stranamente, nessuno nel Sandonatese della Signora Zaccariotto).

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La mappa mette chiaramente in evidenza che le installazioni concentrerebbero in un raggio di poco più di 10 Km, con fulcro Portogruaro, i problemi legati alla circolazione di traffico pesante (decine di migliaia di camion all’anno), all’inquinamento dell’aria, dei terreni ed acustico, con conseguenze gravissime anche sulle strutture produttive della zona, quali le colture vitivinicole, la frutticoltura e il turismo, settori tutti ad alto impiego di manodopera e sensibili alla qualità dell’ambiente. Queste centrali elettriche, cosiddette “a biomasse”, andrebbero a bruciare qualsiasi materiale (dall’olio di palma al cippato, provenienti anche dall’estero, ma anche prodotti derivanti dalla raccolta e trattamento dei rifiuti), producendo grandi quantità di ceneri, fanghi e scorie di problematico smaltimento ed immettendo nell’aria enormi quantità di inquinanti, polveri sottili e ultrasottili (PM 10 e nanoparticelle), dannose per l’organismo umano e soprattutto per i bambini. Come è noto, tali inquinanti provocano, nelle persone in prossimità degli impianti, un sensibile aumento, delle malattie, anche tumorali, ma sono allo stesso tempo dannosi anche per le piante e le colture. È ormai accertato che la Pianura Padana è uno dei siti più inquinati al mondo e, nella nostra zona, lo confermano i dati rilevati dall’unica centralina fissa dell’ARPAV, posizionata in località Loncon di Concordia Sagittaria (è una postazione che dovrebbe dare risultati di inquinamento pari a zero, ma nel 2009 i limiti di PM 10 previsti dalla legge sono stati superati, pur in quella zona sperduta, per ben 62 giorni!). Di fronte alla minaccia che queste centrali a combustione rappresentano per la popolazione ed il territorio, sono sorti anche nel Mandamento di Portogruaro, come in molte altre parti d’Italia, dei Comitati per la tutela della salute e dell’ambiente, i quali, riunitisi nel “Coordinamento dei Comitati per la Difesa Ambientale e lo Sviluppo Sociale del Veneto Orientale”, si propongono di informare i cittadini sui gravi e irreversibili danni di questi impianti (ritenuti ormai obsoleti anche nei Paesi che per primi li avevano sperimentati) e, nel contempo, di contrastare la loro installazione. Anche sulla base dei dati pubblicati da TERNA S.p.A. (società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica in Italia), che indicano per l’Italia una capacità di produzione di energia molto superiore al fabbisogno (98 GW di potenza erogabile, contro 57 GW di richiesta massima), riteniamo

• CHE IL PROFITTO ECONOMICO DI POCHI NON POSSA PREVALERE SUL
DIRITTO ALLA SALUTE DI TUTTI;
• CHE ALTRE DEBBANO ESSERE LE FONTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA
VERAMENTE PULITA, come il solare termico, fotovoltaico, eolico, geotermico,
biomasse a digestione anaerobica (senza combustione).

Chiediamo quindi ai cittadini
• di considerare la gravità della situazione e di riflettere sulle decisioni che
stanno per investire le loro vite e il loro futuro;
• di farsi parte attiva e consapevole, sostenendo la nostra opposizione alla
costruzione di questi impianti di incenerimento.

Per sostenere e partecipare alle iniziative dei comitati per contrastare la realizzazione delle centrali e la devastazione del nostro ambiente contattate l'email comitativenetorientale @ gmail.com



Ok non fare queste centrali, ma l' alternativa?

L'alternativa è riportata:
DEVONO ESSERE LE FONTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA
VERAMENTE PULITA: es. solare termico, fotovoltaico, eolico, geotermico,
biomasse a digestione anaerobica (senza combustione).

Si daccordo, per solare ecc... ma ci vuole un progetto concreto da attuare in alternativa a quello che c'è già.

Ciao Mirko, capisco che tu sia un po' perplesso, non e' facile capire perche' qualcuno sia contrario alle centrali a "biomasse" e questo e' dovuto alla confusione che genera questo termine e l'effettivo impiego progettato per queste.
"Bio Massa" suscita un'idea di natura, biologico, pulito...ecc ma non e' cosi'.
Tutto parte sempre dalla legge che permette di finanziare $ le centrali che usano fonti rinnovabili (per ora vengono anche considera tutte le piante che nel loro ciclo di vita privano l'atmosfera di anidride carbonica) e ASSIMILATE (per assimilate si considerano i rifiuti sia civili che industriali).

Considerato che la superficie del territorio italiano non puo' dare tutte queste biomasse da bruciare bisogna importarle dall'estero con conseguente danno ambientale ai paesi che subiscono le deforestazioni e le piantagioni per la produzione di olii vegetali che poi verranno lavorati e portati nelle centrali qui' in Italia,

senza considerare che per legge queste stesse centrali posso bruciare i rifiuti, ma come se non bastasse cio' che viene prodotto da queste centrali non e' solo energia, ma un inquinamento che parte dal trasporto delle materie prime dai vari paesi produttori nel mondo agli scarti e ai fumi che rilasciano durante la combustione.

Ad oggi non esistono filtri di produzione che possano fermare questi fumi rilasciati in atmosfera che contengono le famose pm 0,2 le quali entrano in circolo nel corpo umano e si depositano sui tessuti, procurando anche tumori.

Chiedi una alternativa? E' piu' facile di quello che pensi, basta togliere il finanziamento dato per pagare il KW ora alle centrali che e' 4 volte il prezzo di mercato, soldi che vengono prelevati dalla bolletta di tutti gli utenti enel e dirottati sulle centrali invece di invertirli quei sistemi veramente ad emissione zero.

Ciao

volevo solo ricordare che quelle centrali a biomassa producono dai 10 ai 30 Mw, quindi sono molto grandi, ma cosa che hanno di peggio è che sono autorizzate (anzi non regolamentate) A BRUCIARE DI TUTTO. io proporrei di creare delle centrali molto più piccole (1MW elettrici più energia termica ovviamente impiegabile per esempio in luoghi come serre o piscine) che possono garantire che l'approvigionamento di carburante (cioè biomasse) a nonpiù di 50 Km di raggio dalla centrale stessa.
Una ditta come renovo lo ha già fatto anche in collaborazione con legambiente!!!!!
Perchè scartare a priori una tecnologia che è costata alla ricerca e che funziona se gestita bene solo perchè qualche furbetto c'ha fatto bruciare la spazzatura?

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