
Aleanna è un bel nome, da cartone animato giapponese degli anni ‘80, penso a Polyanna, a qualche amica di Heidi o Remy un po’ viziata, ma dal cuore d’oro in fondo.
E invece questa Aleanna è diversa, è una texana fredda (Aleanna Resources LLC con sede a Houston) e senza scrupoli, che spaccia buchi e rende il mondo tossico.
Aleanna ha delle sorelle, più piccole o più grandi, ma altrettanto cattive.
Si chiamano Shell, BP, Eni, Saras, Petrolceltic e una miriade di altre raggruppate in Assomineraria ed ognuna di loro sparge morte dove passa.
Una di loro, la BP, ha sparso per mesi il suo veleno nel Golfo del Messico e gli effetti graveranno per centinaia d’anni in quel pezzo di mondo.
Il bello della faccenda è che sono spacciatrici abili, che ottengono addirittura la copertura e il permesso governativo per la loro venefica attività .
Il Governo italiano di nuove concessioni per questi buchi ne ha date cento, alla faccia della modica quantità !
Così si trivella un po’ ovunque, dalla Brianza. alle isole Tremiti, lungo le coste della Sicilia, in Abruzzo, in tutta la bassa padana dal Piemonte all’Adriatico, sulla costa dalle Marche alla Puglia, nel mare di Cagliari e di Oristano, nell’area tra le Egadi e Pantelleria, nello Ionio calabrese e nel mare a sud dell’Elba.
Uno scempio nella terra del sole e delle città d’arte, del mare e delle montagne, dei grandi vini, dell’agroalimentare di alta qualità .
Una cosa talmente sfacciata che addirittura la Ministra alla Distruzione dell’Ambiente Prestigiacomo è stata costretta a correre ai ripari dando lo stop alle trivellazioni petrolifere offshore in una fascia di 5 miglia per tutte le coste nazionali e a 12 miglia attorno al perimetro delle aree marine protette. Su terra vale tutto..
Questa corsa alle trivellazioni nel Belpaese avviene anche perché qui abbiamo le royalties (diritti di estrazione incamerati dallo Stato) più basse del mondo visto che sono al 4%, 7% per il gas, mentre negli altri Paesi oscillano tra il 30 e il 70 %. Un paradiso per i petrolieri.
E nel Governo italiano c’è già chi pensa ad agevolare ulteriormente il compito dei spacciatori di buchi di Assomineraria: c’è allo studio una legge, proposta dai parlamentari del Pdl Vicari, Gasparri, Quagliariello e Cursi che consentirebbe, con una semplice domanda per l’esplorazione trimestrale, una cosa temporanea e non particolarmente invasiva, tramite un l’aggiunta nel testo di una clausoletta che dice “nel caso di buon esito esplorativo si richiede di procedere all’estrazione”, di impiantare un bell’ambaradan di inquinamento e devastazione per almeno vent1anni. Semplice no?
E adesso che le trivelle arrivano qui da noi in Polesine, oltre che nelle province di Venezia, Padova e Ferrara, tutte le istituzioni locali cadono dal pero; eppure era da prima di giugno che la notizia girava.
In tantissime altre parti d’Italia coinvolte nel problema le amministrazioni si sono mobilitate da tempo.
Ma qui siamo abituati bene: sniffiamo polvere di carbone, inaliamo gas, bruciamo biomasse a go go come se le diossine che producono fossero aerosol corroboranti.
Due eurozzi di compensazione e qualche centesimo di diritti ed ognuno ci fa quel che vuole del Polesine, lo si può brutalizzare come fa un pedofilo con un bimbo indifeso.
E allora vai Aleanna, spaccia pure i tuoi buchi che qui trovi poca resistenza, anzi, sicuramente, da destra a sinistra saranno in molti a parlare di “opportunità impedibile” e di “necessità di governare il processo per trarne il maggior vantaggio possibile garantendo la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente”.
E se sprofondiamo un po’ tanto meglio, qualcuno di certo già pensa ad un bel megaparco acquatico.
Vanni Destro
Movimento 5 Stelle
Rovigo
20.08.10 10:06




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