Il traforo della discordia, sondaggio o referendum?

  

Che un sondaggio sia più democratico di un referendum voluto da quasi 10.000 cittadini veronesi è un'affermazione che solo il sindaco sceriffo Tosi e il fido collaboratore di Vespa, il Dott. Renato Mannheimer, possono asserire.
E' quello che sta accadendo a Verona.
Da anni un comitato di cittadini sta lottando strenuamente per contrapporsi ad un'opera quasi faraonica che nel tempo è diventata un forte investimento sulla credibilità dell'amministrazione comunale capeggiata dall'assessore Corsi e dal sindaco Tosi.
Si tratta del "Passante Nord" meglio conosciuto come "Traforo delle Torricelle".
Un opera dal costo di quasi mezzo miliardo di euro (era partita da 60 milioni di euro), che prevede 13 chilometri di strade di cui 2 in galleria a doppia canna sotto le colline veronesi. Inserita nell'accordo quadro delle grandi opere, questa nuova autostrada che attraverserà alcuni quartieri cittadini fungendo da tangenziale a nord della città di Verona, non risolvere in alcun modo il congestionamento della viabilità scaligera.
Poche settimane fà il presidente del Tribunale di Verona, con una sentenza, ha confermato quello che il gruppo promotore del referendum e il Comitato dei cittadini afferma da sempre: l'amministrazione comunale di Verona fa ostruzionismo contro le uniche vie democratiche a disposizione dei cittadini che sono i referendum previsti dallo statuto comunale.
Dopo anche quest'ultima ulteriore sentenza del tribunale, che dichiara imparziale la commissione di valutazione di impatto sulla salute voluta dall'amministrazione, il comune di Verona da l'incarico ad una ditta friulana per un sondaggio a sostituzione del referendum spendendo più di 22.000 euro.
Il sindaco Tosi dichiara: «Il referendum sul Traforo? Non si farà, caso mai manderemo il conto al presidente del Tribunale di Verona, visto che il costo calcolato è di circa un milione di euro, soldi sottratti a spese più urgenti in un momento di gravi restrizioni».
«La metodologia dell'audit», si legge nel testo della determina dirigenziale con la quale si conferisce l'incarico alla società triestina, «consentirà all'amministrazione comunale di conoscere quali sono le opinioni dei cittadini sulla realizzazione del Traforo e di prendere scelte ponderate, basate su un buon livello di conoscenza e informazione dei cittadini».
Come può un sondaggio telefonico su un campione casuale di 1400 persone (su una popolazione di quasi 300.000 abitanti) essere più democratico di un referendum in cui tutti i cittadini hanno diritto di dire la propria opinione.
In questo contesto, noi del MoVimento 5 Stelle ci sentiamo di affermare che la democrazia e la dialettica non trovano nessuno spazio e anzi, al contrario, il consenso elettorale conquistato nelle urne diventa pretesto per giustificare la protervia e la tracotanza di chi si arroga il diritto di imporre la sua visione e le sue decisioni rifiutando ogni possibile confronto e condivisione con i cittadini.
Questo non è accettabile in un paese democratico che salvaguarda lo stato di diritto di ogni cittadino.
Lunedi 16.8.2010 alle 8 o'clock, l'orario lo ha deciso il Comune, quattro rappresentanti del comitato promotore del referendum, che prevede l'istituzione di una commissione sull'impatto sulla salute dell'opera, hanno consegnato quasi 9000 firme nelle mani del segretario generale.
Ora, cosa succederà?
Succederà che il collegio dei "garanti" (si tratta di tre avvocati nominati dalla maggioranza del consiglio comunale obbediente al desiderio di chi vuole traforare la collina e farci un'autostrada) ce la metterà tutta per andare un'altra volta contro le indicazioni del tribunale che ha già detto che il referendum si farà. Ma siccome il sig. Tosi ha detto che il referendum "non si farà", allora i garanti diranno che la commissione sanitaria (che un'ordinanza, firmata dal presidente del tribunale di Verona e che il sig. Tosi ha definito "un'ideologica grossolana sciocchezza", ha già detto non essere imparziale e quindi insufficiente per scongiurare il referendum) è sufficiente perché i cittadini non siano coinvolti nel processo decisionale di un'opera faraonica come questa.
Torneranno in tribunale, se ce ne sarà bisogno, ma ora le probabilità che il referendum sia svolto sono altissime.
L'opera è in project financing per cui una cordata di aziende veronesi, capeggiata dalla Techinital che è stata scelta, nel 2009, come soggetto promotore, vedrà riconosciuti 5,06 milioni di euro per la progettazione (ne avevano inizialmente richiesti 4,3). Per accelerare i tempi la giunta ha premuto per arrivare entro la pausa estiva all'approvazione della necessaria variante urbanistica e del progetto preliminare. L'approvazione della delibera è puntualmente avvenuta il 22 luglio scorso con 28 voti a favore e 10 contrari. Il sindaco Tosi, eccezionalmente presente in aula, ha dichiarato che "con quest'opera Verona si avvicina all'Europa". Peccato che sia esattamente il contrario come indicato nel "Libro Bianco La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte".
Un'opera da 460 milioni di euro investiti in parte dai privati che si rifaranno con l'incasso dei pedaggi - inizialmente esclusi nelle dichiarazioni del sindaco Flavio Tosi visto che il costo iniziale dell'opera era di "soli" 60 milioni - e nella concessione di opere compensative - alberghi, aree di servizio, fast-food, centri commerciali e parcheggi - che andranno a corredare il tracciato. In tutto sono previsti 300.000 metri cubi di cemento.
L'accordo di convenzione con la cordata di imprese prevede un contratto di gestione di 46 anni. Nel caso in cui i pedaggi non arrivino ad ammortizzare l'investimento sono previste ulteriori opere compensative e addirittura, nel caso di traffico inferiore al previsto, che l’onere aggiuntivo sia a carico dell’amministrazione.
In un articolo apparso nei giorni scorsi su Carta Estnord Gianni Belloni, scrive ( http://www.estnord.it/content/view/941/1/ ):
Interessante da questo punto di vista il ruolo della Mazzi Impresa Generale Costruzioni s.p.a - coinvolta nella cordata Technital e collegata con la società Serenissima - uno dei tre soggetti della cordata di imprese il cui progetto è stato dichiarato di «pubblico interesse» dall'amministrazione scaligera nel 2009. L'impresa Mazzi non solo ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati, ma ha avuto affidati senza gara i lavori della Valdastico sud [costo 800 milioni] perché parte, con il 30 per cento, della Serenissima costruzioni, società controllata dall'Autostrada Serenissima. Procedura che ha provocato un ricorso, bocciato dal Tar, dell'associazione nazionale costruttori [Ance]. I lavori della Valdastico sud sono stati funestati dal sequestro da parte dei magistrati antimafia di Caltanissetta, di due lotti dell'autostrada nell'ambito dell'inchiesta sul cemento depotenziato utilizzato dalla Calcestruzzi Spa.
La Mazzi la ritroviamo nell'affare del Ponte sullo Stretto insieme alla Technital la quale è presente nei più contestati lavori pubblici: dal ponte sullo stretto di Messina allo scavo del tunnel per la Tav Milano - Bologna, dal Mose all'autostrada Palermo - Messina. Quest'ultima nasce nel 1967 e si rivelerà «l'opera con l'esecuzione più lenta della storia d'Italia, quaranta anni di lavori a singhiozzi - come denuncia il giornalista Antonio Mazzeo nella sua inchiesta pubblicata su www.terrelibere.it -, sprechi di risorse finanziarie, decine d'inaugurazioni e fittizi tagli di nastri, infiltrazioni mafiose e mazzette multimilionarie per politici e amministratori, indicibili disagi e mortali incidenti per utenti e abitanti».

Anche il settimanale l'Espresso ha dedicato una intera pagina al Traforo delle Torricelle riportando:
In un mese sono state raccolte più di 7 mila firme (ad oggi sono più di 8.700 ndr) per un referendum contro l'autostrada richiesto anche da Mario Giulio Schinaia, procuratore capo di Verona. Ma per Tosi il referendum è inutile.

Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle Verona



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ma se tosi é stato votato con più del 60% dei voti senza ballottaggio e nel suo programma c'è il traforo non vedo dove sia il problema.

chi lo ha votato sapeva che il traforo era in progetto e se non lo voleva poteva votare i verdi...

Innanzitutto nel programma di Tosi c'era un'opera ben diversa dall'attuale. Ha volantinato per giorni nei quartieri ora interessati dall'autostrada dicendo che il traforo sarebbe passato a nord di Avesa e Quinzano. Ma a prescindere da questo, non credo che Tosi sia stato votato solo per il Traforo. Un opera di queste dimensioni non può non essere discussa e valutata seriamente con tutte le parti coinvolte. L'amministrazione comunale, invece, sta facendo ostruzionismo come ribadito più volte anche dal tribunale di Verona.
Comunque il voto non ti da diritto di fare opere impattanti come questa!

Caro Gianni voglio postarti l'intervista fatta da NogaraOnLine.net al sondaggista, nonché amico di Bruno Vespa, Renato Mannheimer.
Senti la risposta che da, alla domanda posta da Carlo. Roba da matti!

http://www.youtube.com/watch?v=FlNUZsyNcO4

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