Settembre 2010 Archives

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Lettera aperta al Gruppo Femminile polesano della Lega Nord attraverso la persona dell’On. Emanuela Munerato.

Onorevole Munerato, siamo il Gruppo Donne del Movimento5Stelle della provincia di Rovigo e, suo tramite, ci rivolgiamo al Gruppo Femminile della Lega Nord Polesana.

Siamo cittadine qualsiasi impegnate in politica con passione, la stessa che mettiamo nel difendere il nostro territorio e i suoi abitanti dalle continue offese e soperchierie che vengono loro portate da potentati economici e dai politici più sensibili alle blandizie di questi ultimi che alle reali necessità del territorio.

Qualche giorno fa, il 20 settembre, siamo state, assieme ad altri cittadini del Movimento5Stelle - Veneto, a consegnare all’Ufficio di Protocollo della Regione Veneto ed Emilia Romagna una prima tranche di osservazioni (3797) sottoscritte dagli abitanti del nostro territorio e di quelli circostanti contro i progetti estrattivi di idrocarburi che la Società texana AleAnna Resources LLC intenderebbe mettere in pratica in Polesine, nel padovano, nel veneziano e nella provincia di Ferrara.

Abbiamo dato vita a questa iniziativa perché siamo seriamente preoccupate per gli effetti che ne possono derivare nei termini di danno all’ambiente (subsidenza, inquinamento aereo, dei terreni e delle falde acquifere) dall’attività estrattiva e dei danni per la salute degli abitanti , soprattutto ai più giovani, i bambini, delle aree interessate.

La stessa preoccupazione che ci nasce spontanea e che ci porta a contrastare fortemente opere tanto inutili quanto pericolose quali la riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini, le decine di centrali a biomasse create solo per sfruttare gli incentivi statali, le discariche di rifiuti più o meno nocivi ed ogni altro impianto invasivamente dannoso, non soltanto per gli ambiti sopra citati, ma pure per l’economia reale polesana (agricoltura, pesca,

turismo) che rischia di venir seriamente compromessa, ed è sotto gli occhi di tutti quanto sia importante avere un’economia autoctona sviluppata e sostenuta in un momento in cui i settori economici avulsi dal sistema territorio segnano il passo.

Così come avversiamo la cementificazione e l’asfaltamento senza senso che si vorrebbe perpetrare a danno del Polesine.

E ci sembra oltremodo insensato voler trovare una logica compensativa nelle strade che lei prospetta in cambio dell’insediamento di un Centro d’identificazione ed espulsione, che sappiamo essere un vero e proprio lager nonostante lei, Onorevole Munerato, vorrebbe rassicurarci del contrario dopo aver visitato dall’esterno, sue parole, quello di Gradisca d’Isonzo, nell’ex base militare di Zelo senza tenere conto della volontà dei suoi concittadini polesani alcuni dei quali elettori del suo partito.

Anche nel caso specifico del Cie, come in tutti gli altri casi il vostro “paroni a casa nostra” muta in “servi di tutti a casa nostra” e se Maroni dispone e Tosi chiama Zaia che da Verona devia in Polesine il Cie (a Verona la considerazione per il Polesine dev’essere ben bassa se anche l’idea della discarica di Pincara viene da quella provincia), pure per tutto il resto i cittadini polesani non sono mai considerati e non ne viene richiesta l’opinione, anzi.

Chiedere conto, porre quesiti sul Cie e sul resto è un nostro diritto di cittadini datori di lavoro suoi e degli altri nostri dipendenti (il vostro lauto stipendio lo paghiamo con le nostre tasse) Maroni, Tosi, Zaia, Bossi, Calderoli per cui veniamo a chiedervi, nella vostra qualità di organizzatrici della Festa Padana di Lendinara, di farvi latrici del nostro messaggio ai politici partecipanti e di consentirci di porre loro delle domande in occasione della loro partecipazione alla vostra festa.

Nell’auspicio di una vostra risposta positiva vi auguriamo buona salute.

Gruppo Donne Movimento5Stelle di Rovigo :

Barbara Businaro

Cristina Caniato

Martina Crepaldi

Michela Furin

Serena Giuriato

Annalisa Marani

Luisa Mazzariol

Belinda Tommasin

Kety Tommasin

Crivellari Roberta

Ilaria Turri

Viabilità

  

Sono un attivista del Movimento 5 stelle Padova e Provincia, nonchè da 15 anni corridore agonista Udace. In questo periodo ho trovato sulla stampa parecchi articoli sul mondo della bici, che denotano parecchia chiusura e confusione tra ciclismo e cicloturismo. Si parla copiosamente dei percorsi "per ciclisti", come se fossimo all'avanguardia, ma i percorsi menzionati sono in prevalenza argini perciò non possono essere percorsi dalle nostre bici; da noi il ciclismo non ha assolutamente a disposizione percorsi dedicati nè tantomeno infrastrutture adatte come viene fatto credere.

Ora ci si mettono certe amministrazioni comunali come a Teolo e sul Montello dove alle bici da corsa viene proibito l'uso della strada (pena severe multe) col pretesto che saremmo pericolosi ed esistono piste ciclabili. Ma sono strette, piene di buche e interrotte.

Non ci possiamo andare! e poi, vi immaginate ciclisti che sfrecciano a 40 km/h a fianco di famiglie in gita? Sarebbe questa la sicurezza?

Questo dimostra che non si conosce lo sport del ciclismo e di cosa ha bisogno! E poi diciamola: non sono solo i ciclisti indisciplinati ma i motociclisti che si sentono Valentino Rossi e gli automobilisti che imitano Schumacher.

Mi pare ci sia l'esigenza di imparare dall'Austria, Olanda, Francia, cambiando cultura; nel nostro paese, adesso che c'è la vendemmia, danno fastidio pure i trattori per la strada!

In Austria, ad esempio, lungo le strade se un’auto incrocia un gruppo di ciclisti li rispetta, se non sono già in fila indiana, rallenta un filo e, soprattutto, non suona il clacson. Hanno 400 km di piste asfaltate che costeggiano solo la Drava; senza contare quelle che collegano i punti turistici o città lontane dal traffico; noi non siamo capaci da Padova a Venezia di crearne una pista decente e continua lungo la riviera del Brenta: avete idea di quanto può aumentare il turismo?

Sarebbe meglio pensare a ridisegnare il paese tenendo conto delle esigenze di uno sport benefico, che non richiede grandi mezzi, ma è occasione di socializzazione e ha grandi tradizioni nel Veneto. Non si risolve nulla vietando, bisogna modificare la cultura (e la viabilità) per dare spazio e rispetto a tutti.

Davanti a queste manifestazioni di chiusura viene voglia di un gesto di CIVILE disobbedienza.


Marco Maccis
MoVimento 5 Stelle - Padova

QUI SI PARLA DI NEOPLASIE

  

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Art.32 Costituzione
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Art.41 Costituzione
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

E alla salute!
Consapevoli di vivere in una delle aree più inquinate del pianeta, siamo stanchi di veder dipinte le nostre colline a tinte pastello come fossero quadri di Monet e abbiamo deciso di scrostare un po? di colore per vedere cosa c?è sotto.
Qui si parla di NEOPLASIE!
Faccio mia la conclusione del dottor Cavasin, che alla fine del dibattito ha finalmente sigillato il discorso con l?opportuna, pesantissima pietra tombale.
Qui nessuno è contro il vino, o contro gli agricoltori, o contro i vignaioli in generale.
Le ricerche dimostrano in maniera incontrovertibile che le sostanze contenute nei prodotti spruzzati nei vigneti sono CANCEROGENE. Punto.
Nonostante i trapezistici tentativi di coloro che intendevano gettare acqua sul fuoco, peraltro senza addurre argomentazioni valide, ma solo usando arcinote tecniche dialettiche per colpire l?autorevolezza dell?interlocutore, la sala dove sono convenute poco meno di 300 persone è rimasta gelata per qualche interminabile istante.
Conegliano, auditorium Dina Orsi, un piovoso giovedì sera, un incontro con il pubblico organizzato dai Grilli Conegliano, e una mole impressionante di dati che hanno tirato una secchiata di solvente sul quadro di Monet. E sotto: l?Urlo di Munch !
Scusate l?ironia.
Allarmisti. Terroristi. E? a colpi di etichette come queste che si combatte l?informazione quando colpisce l?interesse privato. Ed è accaduto anche stavolta, puntualmente, che per combattere una informazione senza censura ci hanno spruzzato contro un po? di acido.
Qualcuno ha tentato goffamente di affermare che il suo intervento veniva boicottato, ma aveva la ?sfortuna? di avere in mano un microfono perfettamente funzionante e una platea a disposizione per tentare l?impossibile difesa dei veleni. Quindi, avendogli fatto notare che era nella condizione più assurda per dire castronerie simili, si è anche dovuto scusare.
C?è poi chi non si è dato per vinto. Vettorello, Consorzio Tutela Conegliano-Valdobbiadene docg: «Attenzione a non far di ogni erba un fascio. Non si possono collegare i tumori ai trattamenti». Riporto la frase così come scritta sul Gazzettino, che continua dopo qualche giorno a mettere la discussione in secondo piano per privilegiare le festose manifestazioni cittadine o gli Alpini che puliscono il cimitero (perché il Comune non ha soldi? ndr).
Ma ormai è tardi.
Siamo stati ignorati, sbeffeggiati, insultati. Ma il virus è inoculato.
«I pesticidi usati nei vigneti fanno male ai nostri bambini, fermateli». È la sintesi dell?esposto alla Procura di Treviso - corredato da un ampio dossier contenente dati, foto e documenti - che alcune decine di genitori degli alunni che frequentano le scuole di Vidor e Bigolino sono decisi a presentare.
Noi continuiamo a seguire la vicenda, dalla nostra umile posizione di informatori e divulgatori.
Ci sarà un altro incontro a Pieve di Soligo. Siamo pronti.

Massimo Ballali
Grilli Conegliano.

Una carissima amica polacca residente da 20 anni in italia (minuscolo intenzionale) e cittadina italiana, venerdi 9 settembre per cause sconosciute si schianta contro un muretto a bordo strada. Muore e lascia una figlia di 18 anni , già abbandonata dal padre in età infantile. Qui non ha parenti, va ancora a scuola, nessun reddito.
Noi amici di famiglia siamo andati ad informarci per il funerale anche per sostenerne le spese e qui lo schiaffo: posso capire le richieste delle imprese private, ma venire a sapere che ci sono da pagare 400 euro di tasse, questo no! Non è accettabile, mi sono vergognato, di vivere in una nazione che ti spenna anche da morto con le motivazioni più allucinanti: tassa perché non è residente nel comune in cui è morta e altre amenità.
Si dice che lo Stato Svedese abbia un sistema SOCIALE che accompagna i propri cittadini dalla culla alla tomba. Lo stato italiano ha invece un sistema DI TASSAZIONE che ti accompagna dalla culla alla tomba, per di più tra i meno equi, in cui soggetti più deboli non hanno scampo e i più forti hanno i mezzi e i modi per sfuggirvi. Il tutto a fronte di un sistema sociale che nel migliore dei casi è insufficiente in tutte le componenti (sanitario, scolastico, previdenziale) e nel peggiore ti lascia abbandonato a te stesso.
Abolire ogni forma di tassazione sulla morte, compensandola con una tassazione sulle plusvalenze dei nostri nababbi nazionali, mi sembra possa essere un atto di giustizia, di equità e soprattutto, anche se fuori moda, di RISPETTO!

Giacomo Torre
MoVimento 5 Stelle - Terme Euganee

25 Agosto 2010. Mentre due uomini morivano sul posto di lavoro, il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dal palco del Berghem Fest ad Alzano Lombardo dichiarava: "robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci".
Premesso che la 626 è stata abrogata nell’agosto 2008 e quindi qualcuno dovrebbe riferire al “dipendente” Tremonti di aggiornarsi un attimo, essendo questo argomento il “mio lavoro” mi sento parte in causa.
La 626/94, sostituita appunto nel 2008 dal Testo Unico D.Lgs. 81/08, aveva l’obiettivo, o meglio io l’avevo vista così, di introdurre un Nuovo Approccio e una Nuova Sensibilità in ambito sicurezza sul lavoro.
Poi, però, e queste affermazioni me lo confermano, ho avuto l’impressione che fosse solo un modo per diminuire “i costi sociali” inerenti infortuni, malattie professionali e appunto morti sul lavoro. La sicurezza si identifica in due grossi filoni: Prevenzione e Protezione. Entrambi importanti, certamente, ma, come sentiamo in certi slogan televisivi: “prevenire è meglio che curare”.
La prevenzione è un termine però poco usato nel nostro Paese. Noi arriviamo sempre “dopo” e rattoppiamo leggi, leggine per recuperare “buchi legislativi”. Avrei tantissimi casi da illustrarvi ma non voglio annoiare con riferimenti legislativi.
Vista così la “sicurezza sul lavoro” è un “costo effettivo” per il Datore di Lavoro che inciderà sul prezzo del mercato della merce venduta. Ecco che allora, se evita questo costo, é più competitivo e può vendere la merce a minor costo. La sicurezza diventa appunto una “regola inutile”, un “lusso” (lusso è, appunto, un qualcosa di cui puoi farne a meno); diventa, come dice ancora il dipendente Tremonti “uno zaino pieno di sassi che tu stesso ci hai messo dentro”.
Anche se diminuiti nel 2009 - dati Inail - ci sono stati 1.050 morti sul lavoro: cioè quasi 3 morti al giorno (contando 365 giorni all’anno e non giorni lavorativi). E’ una guerra bella e buona!
Io non posso accettare che si debba morire per lavorare, non posso accettare che nel nostro Paese si pensa solo a proteggere e mai a prevenire (vedi battute: esiste solo la Protezione Civile ma non la Prevenzione Civile).
La sicurezza sul lavoro deve diventare “parte integrante” della vita sociale lavorativa del Datore di Lavoro e dei Dipendenti; perché poi, quando ci casca il “morto” quest’ultimo sarà “solo” la 1051 vittima che andrà nella grossa (oramai purtroppo) “tomba bianca”.
Lavorare sicuri è un nostro diritto
Maurizio Grillitreviso - Movimento Veneto 5 Stelle.

PESCA MIRACOLOSA

  

I pescatori veneti sono sul piede di guerra e protestano davanti alla Capitaneria di Porto a Venezia, sono incazzati duri perché le cosiddette “Grandi Opere” a mare starebbero danneggiando pesca e mitilicoltura.
Mose, Terminal Gasiero (oltre 620 milioni di litri d’acqua al giorno necessari per le operazioni di rigassificazione e varechina usata come antifouling il tutto ributtato a mare con abbassamento della temperatura al suolo e inquinamento) , i lavori al Progetto Integrato Fusina e, in prospettiva futura, la riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini con i suoi 2 milioni di metri quadrati di aree marine necessari per la nave storage (stoccaggio e rottura di carico per le navi carboniere) e le oltre 3000 bettoline per il rifornimento della centrale e lo smaltimento dei residui di combustione oltre a riscaldamento delle acque e inquinamento di metalli pesanti e polveri sottili e ultrasottili sono un macigno tombale sulle attività ittiche del Delta del Po e della laguna veneziana.
La decisa presa di posizione degli operatori economici del settore è un segnale positivo per chi, come me, da tempo milita tra le file dei cittadini contrari a questi ecomostri dannosamente invasivi per la salute, l’ambiente e l’economia di questi paraggi e non solo.
Non ricordo neppure quante volte l’abbiamo detto o scritto delle devastazioni che ne sarebbero derivate e, purtroppo, quasi sempre nel generale silenzio e diffidenza salvo rare eccezioni.
Spesso ci si è trovati di fronte ad atteggiamenti ben diversi dall’attuale, al più ambiguo titubare, forse aspettando quelle compensazioni economiche fatte balenare sotto il naso dei pescatori da Società proponenti e politici compiacenti, ma, alla fine, l’amara realtà è sotto gli occhi di tutti: le “Grandi Opere” vengono fatte nell’interesse di pochi e un ovetto oggi non vale la gallina del futuro.
Oltretutto il Terminal Gasiero è praticamente fermo, L’Enel, per bocca di Fulvio Conti alza sempre più l’asticella per avviare i lavori a Polesine Camerini (adesso pretendono la modifica della Legge Istitutiva del Parco del Delta del Po) e sembra fornire segnali di disimpegno rispetto al progetto di riconversione e non vorremmo che chi ci faceva affidamento economico-lavorativo avesse puntato sul cavallo sbagliato, anche questo detto e ridetto, il Mose entrerà in funzione forse 7 giorni l’anno a fronte di costi di gestione stratosferici e così via.
Danni, danni, danni, solo questo è il prodotto già visibile, ma ancora arginabile delle scelte politiche che hanno portato alle “Grandi Opere” a mare o a terra.
Noi metteremo tutto il nostro impegno per bloccare lo scempio.
E ci viene da sorridere se pensiamo alla solerzia con la quale il Ministro della Giustizia Alfano raccoglieva qualche mese fa l’invito dell’onorevole Violante del PD, portavoce di quella specie di massoneria economica che risponde al nome di Italia Decide, a mandare gli ispettori del Ministero capitanati da Arcibaldo Miller (indagato nella vicenda della loggia massonica P3!) per controllare l’operato della Procura della Repubblica di Rovigo rea, a suo dire, di intimidire le commissioni VIA e rallentare i lavori del carbone Enel a Polesine Camerini.
I poteri forti, politici o economici che siano, fanno fronte comune per il loro interesse passando tranquillamente sopra a tutto e tutti, impariamo a farlo anche noi cittadini nei loro confronti?
Se l’ira dei pescatori è un segnale di risveglio ben venga, dunque.
Non è mai troppo tardi.

Vanni Destro
Movimento 5 Stelle
Rovigo

Rifiuti

Mercoledì 22 Settembre alle ore 20:45 presso la sala del centro "Don Ernesto Bordignon" (Via Bassano, 16 - Castelfranco Veneto) si terrà un evento da non perdere: una conferenza per discutere del servizio di gestione dei rifiuti del comune e della provincia.
A più di un anno dall'entrata in vigore della tariffa puntale verranno analizzate i punti di forza e le debolezze dell'attuale gestione affrontando anche il problema sempre più allarmante dell'abbandono dei rifiuti.
I grillini castellani con il contributo dell'associazione "castelfranco libera tutti" sono riusciti a mettere assieme in questo dibattito il Consorzio Tv tre che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, l'assessorato all'ambiente del comune di Castelfranco, e Carla Poli che gestisce il centro riciclo di Vedelago, azienda di eccellenza nel settore del riciclo. Interverrà, inoltre, David Borrelli, consigliere comunale a Treviso per il Movimento 5 Stelle, che, grazie alla sua tenacia, è riuscito a far partire nelle scuole di Treviso, il progetto “rifiuti zero a costo zero”.
Passateparola!


Leonardo Brunetta
MoVimento 5 Stelle - Castelfranco Veneto

Contro tutti i Cie

  

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Appello del coordinamento “No Cie”.
Contro i centri di identificazione ed espulsione, nè qui, nè altrove

Il ministero dell’Interno ha recentemente annunciato l’intenzione di costruire nell’ex base militare di Zelo il primo Centro di identificazione ed espulsione per immigrati irregolari del Veneto. Sono numerose le posizioni contrarie espresse in seguito alla notizia, tra le quali prevale la visione del Cie come problema locale. Un’autorevole eccezione è rappresentata dalle parole del vescovo Lucio Soravito che ha definito i Cie in generale “dei campi di concentramento che ledono la dignità umana”.

Come coordinamento di associazioni, movimenti e rappresentanti della società civile, vogliamo esprimere e valorizzare un punto di vista spesso dimenticato: siamo contrari al Cie come istituzione poiché viola il diritto della persona umana. Noi scegliamo il punto di vista della persona umana rinchiusa, sofferente e privata dei diritti fondamentali, non per avere commesso reati aberranti, ma per il solo fatto di essere nella condizione di “straniero senza documenti”.
Persone arrivate in Italia spesso per fuggire dalla miseria o dalla persecuzione delle dittature, vengono rinchiuse come criminali e quindi rimandate a forza in Paesi in cui rischiano carcere, torture o morte. Si susseguono i casi drammaticamente esemplari di donne immigrate, pur irregolari, vittime di violenze, che dopo aver denunciato il proprio aguzzino, vengono espulse dall’Italia, nonostante la legge preveda la loro protezione. Aberrazione nell’aberrazione, per gli effetti della legge Bossi-Fini rischiano la “clandestinità” numerosi immigrati che perdono il lavoro a causa della crisi economica, magari dopo avere vissuto e lavorato per anni nel nostro paese. Numerose associazioni umanitarie, infine, hanno rilevato abusi e violenze anche all’interno di queste strutture.

Crediamo che l’eventuale insediamento del Cie a Zelo non rappresenti un’emergenza esclusivamente locale, ma riguardi tutti coloro che ritengono ingiusti e immorali questi centri di detenzione per persone semplicemente sprovviste di un pezzo di carta. E’ vitale rafforzare un messaggio chiaro: no al Cie, nè in Polesine, nè in Veneto, nè altrove. Sì invece a politiche sull’immigrazione che abbiano come punti fermi il rispetto della dignità umana, l’inclusione e la promozione dell’individuo.

Il 24 settembre la rivista “Carta” promuove il Clandestino Day, una giornata dedicata all’immigrazione con centinaia di iniziative in tutta Italia. Il tema di quest’anno è la scuola, luogo di possibile, ma oggi più che mai difficile, inclusione e integrazione tra popoli. Il coordinamento aderisce alla giornata, tuttavia, conscio che in Polesine l’urgenza è un’altra, ribadire il fermo “no” non solo a questo Cie, ma a tutti i Cie, strutture indegne di esistere in una società civile.

Il coordinamento “No Cie”

Geotermico? Si, grazie!

  

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Fino ad ora il geotermico si basava sullo sfruttamento di zone naturali di acqua calda o vapore vicino la superficie terrestre. Queste condizioni non sono molto frequenti e finora sono locate soprattutto in zone vulcaniche (come l’ Islanda). Ad oggi la geotermia da energia a circa 52 milioni di persone.
Ma una compagnia australiana sta per cambiare tutto questo. Utilizzando infatti un metodo chiamato Engineered Geothermal System (EGS), saranno in grado di sfruttare, con lo stesso principio, energia geotermica che si trova più o meno in tutto il mondo ma a profondità di circa 5 km dalla superficie.
Questa energia e’ pulita e praticamente inesauribile, si calcola che solo negli USA, ad una profondità dai 3-10KM ci sia energia sufficiente per 140.000 volte la necessità di quel continente!
IL vantaggio di questa energia e’ che non solo e’ pulita e rinnovabile, ma e’ anche molto più stabile dell’energia solare o eolica, che devono fare i conti con le variazioni del clima e delle stagioni.
In questo ambito la nazione più avanzata appare l’Australia, che si calcola abbia progetti nei prossimi 10 anni per circa 2,7 miliardi di $. Ma ci sono anche molti progetti in Gran Bretagna, Francia e Germania.
Chiaramente scavare a quelle profondità non e’ uno scherzo, e per ora l’energia estratta sarà più costosa rispetto a quella prodotta con sistemi più convenzionali. Ma questo non ha fermato molti investitori e governi, che chiaramente vedono in questa energia un potente mix per il loro futuro.
La cosa più interessante e’ che la tecnologia per scavare a quelle profondità e’ la stessa usata per scavare pozzi di petrolio, quindi si ritiene che saranno le stesse compagnie petrolifere che, con lo scarseggiare del greggio e le restrizioni ambientali, si attiveranno per sfruttare questa nuova fonte energetica.

Articolo estratto da “the Economist
tradotto per il MoVimento Veneto da Giorgio Burlini

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Se guardiamo i telegiornali di tutte le reti, c’è una notizia piccola piccola che nessuno riferisce: un milione di italiani ha perso il lavoro, seicentocinquantamila sono in cassa integrazione, quindicimilioni hanno ridotto i consumi perfino di pane e zucchero. Per gli altri si propone di abolire le leggi sulla sicurezza nel lavoro (un lusso!), eliminare (superare!) i contratti, ridurre (rideterminare!) le pensioni!

Condividiamo l’allarme lanciato dall’economista Tito Boeri. Ci sono notizie che non fanno notizia. Come le ottantamila persone che sono uscite dal lavoro nel mese di luglio (dati ISTAT). Come la constatazione che la nostra produzione industriale è del 21 per cento al di sotto dei livelli del secondo trimestre del 2008 e che il reddito medio degli italiani è del 7 per cento al di sotto dei livelli raggiunti nel secondo trimestre del 2008. Ma tutto questo non fa notizia sui telegiornali.disoccupati1.gif

L’INPS ha annunciato l’aumento del 10 per cento delle ore di cassa integrazione a luglio. Aumenta l’evasione fiscale accertata nonostante i controlli siano diminuiti a dimostrazione di come l’evasione sia di fatto cresciuta. Ma tutto questo non fa notizia sui telegiornali, dove sembra che tutto vada per il meglio, che l’ottimismo trionfi e che in cima alle drammatiche preoccupazioni degli italiani ci siano le cinque priorità enunciate dal Presidente del Consiglio Berlusconi.

Ma la realtà sta proprio nelle notizie che non fanno notizia. E siccome come Movimento 5 Stelle non ci limitiamo a fare la lista delle doglianze, ma siamo anche in grado di proporre alcuni interventi volti ad alleviare se non a risolvere gli effetti della crisi, chiediamo a chi ci governa, agli imprenditori ed ai lavoratori di agire ed impegnarsi per risalire la china.

Agli imprenditori italiani chiediamo di imitare gli imprenditori tedeschi che anziché scaricare gli effetti della crisi sui lavoratori, hanno investito in innovazione, nella formazione del personale alle nuove tecnologie e nella ricerca di nuovi prodotti.

Al Governo chiediamo di estendere gli ammortizzatori sociali, attualmente disponibili solo per una minoranza delle persone in difficoltà, attraverso l’istituzione dell’assegno di cittadinanza da finanziare attraverso la fiscalità generale. Ecco che allora diventa preminente dividere le funzioni previdenziali dalle funzioni assistenziali dell’INPS. Assume massima importanza attuare un’efficace lotta all’evasione fiscale ed al lavoro nero potenziando le Agenzie Fiscali ed Il Ministero del Lavoro e valorizzando professionalmente (il contrario di quanto fatto dal ministro Brunetta) i lavoratori di tali enti.

Ai lavoratori chiediamo di essere soggetti attivi, partecipi del cambiamento. Di non subire passivamente quanto avviene loro intorno ma di prestare attenzione a quanto accade anche nel nostro territorio; di mobilitarsi, di rifiutare il qualunquismo. Soprattutto di non cedere al fatalismo. C’è una notizia piccola piccola…

per Il Movimento 5 Stelle

Cristina Caniato


Su iniziativa dei CAT Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta e Miranese, che hanno interamente organizzato e finanziato l'evento culturale, l'autore-attore veneto Marco Paolini metterà in scena il suo nuovo spettacolo "BISOGNA - bestiario veneto novo"; si tratta di un recital che affronta in pieno il tema del territorio. INGRESSO con OFFERTA LIBERA.

L'evento si terrà sabato 11 settembre h 17.00 in un campo di terra messo a disposizione da un privato, ai confini tra Mira e Dolo, in via G.B. Velluti (nuova lottizzazione Ormenese). Nella zona fronte-palco ci si potrà sdraiare per terra su apposito cartone fornito da una delle squadre di volontari; 500 invece saranno i posti a sedere; il resto dietro, in piedi. E' previsto un afflusso di circa 4.000 persone. In caso di maltempo l'evento sarà rinviato in data da destinarsi.

Il luogo è volutamente "spartano" ed evocativo: si trova sul tracciato della cosiddetta Romea commerciale, per esattezza sulla futura autostrada MESTRE - ORTE - CIVITAVECCHIA. In questa sua ultima produzione Paolini descrive e riflette, con lo stile che lo contraddistingue, sulle trasformazioni del territorio veneto in funzione delle nuove grandi opere infrastrutturali e commerciali che, spacciati come sviluppo, sono invece generatori di distruzione di relazioni, cultura, economie e ambiente. Il Movimento contro la nuova grande opera si allarga verso un manifesto unitario in 6 regioni (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Veneto). Dopo l'appello lanciato dai CAT e Rete NO-AR, tutti hanno convenuto sulla necessità immediata di mettere in sicurezza la E45 e la SS309 Romea e scongiurare la realizzazione di un doppione dell’Autostrada del Sole. Significativa l’adesione di organizzazioni di livello nazionale come il Movimento 5 stelle e Legambiente. Il costo dell'infrastruttura autostradale è stato stimato in 10 miliardi e mezzo di euro e stravolgerà per sempre aree come le valli dell’Appenino centrale, il fragilissimo ecosistema del delta del Po e, nel Veneziano, sfigurerà completamente la Riviera del Brenta. Il promotore principale è il pregiucato ed europarlamentare PdL Vito Bonsignore con la sua GEFIP Holding S.p.A.; egli mira a superare Benetton nel monopolio nazionale delle infrastrutture autostradali; è fortemente appoggiato dal segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani con le "sue" COOP "rosse".

Donatello Negrisolo

MoVimento 5 Stelle - Padova

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Chi ha detto che in estate si va in ferie?
A metà luglio il nostro consigliere David Borrelli ci ha comunicato che il comune di Treviso avrebbe modificato il regolamento edilizio per la fine di agosto; dunque mentre l’estate svolgeva il suo corso, i GrilliTreviso si davano da fare in questa “mission impossibile”.
Un’occasione che non potevamo farci sfuggire per dare una spinta verso i temi importanti di bioedilizia, recupero acqua piovana, inquinamento acustico, piste ciclabili e molte altre cose. Non pensavamo di riuscirci, il lavoro era davvero tanto e avevamo poco più di un mese, ma ci siamo impegnati tutti, ognuno si è preso in carico una parte del regolamento, leggendolo e modificandolo dove serviva. Tenete conto che nessuno di noi fa questo di mestiere, infatti, per le tematiche più tecniche, abbiamo collaborato con dei professionisti del settore (es. riguardo sicurezza dei cantieri), inoltre tramite la rete, abbiamo scaricato interi regolamenti di altri comuni più “virtuosi”, combinandoli dove possibile, con il nostro.
Così facendo, abbiamo inserito molti nuovi articoli specialmente sul tema di bioedilizia, la tutela del patrimonio idrico, il risparmio energetico e la viabilità ciclopedonale. Alla fine siamo riusciti a presentare una trentina di emendamenti alcuni dei quali sono stati subito accolti in commissione urbanistica e dunque faranno sicuramente parte del nuovo regolamento edilizio di Treviso.
Per gli altri emendamenti aspettiamo il prossimo consiglio comunale (8 settembre) dove saranno discussi e si spera qualcuno anche approvato. Intanto abbiamo la promessa che prima di fine legislatura, la giunta si impegna a produrre un intero regolamento tutto riguardante la bioedilizia, noi siamo pronti fin da ora a collaborare e a mettere pressione affinché questo avvenga. Ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato a questo progetto, un esempio pratico di politica dal basso, dove un gruppo di cittadini si uniscono e collaborano per migliorare il territorio in cui vivono, e magari, renderlo migliore di come l’hanno trovato.

Simone Scarabel

MoVimento 5 Stelle - GrilliTreviso

In motonave da Chioggia verso il Lido di Venezia per far arrivare il dissenso della Rete veneta contro il nucleare fin sotto i riflettori della mostra del cinema di Venezia.

Questa l’iniziativa organizzata il prossimo 4 Settembre, la partenza è prevista alle 15.00, il rientro in serata.


Con l'approvazione del decreto legislativo del 15.02.2010 da parte del governo che fissa i criteri per l'attuazione del piano energetico si concretizza sempre più il rischio di una fase senza ritorno del riaffermarsi del nucleare in Italia.

Riappare, in tutta la sua cupezza, quella che nel secolo scorso si è dimostrata la scelta energetica più antieconomica, pericolosa e nociva tanto per i territori che la ospitano quanto per le loro popolazioni. La lunga lista di incidenti dichiarati e non, verificatisi nelle centrali europee solo nell'ultimo anno, lo sta a dimostrare. Si vuole far passare l'idea che in un territorio tragicamente instabile come quello italiano possano esistere siti "adatti" ad insediamenti di questo tipo quando è la cronaca quotidiana a richiamare l'attenzione di tutti sul dissesto idrogeologico imperante nel nostro paese. La necessaria vicinanza con corsi d'acqua ed il loro sfruttamento da parte di questi impianti non può non farci pensare a quanto recentemente successo al fiume Lambro e più in generale a quanto la gestione di queste risorse sia approssimativa.

Ma non sono solo i rischi per l'ambiente ed i pericoli per la salute pubblica a preoccuparci. La scelta del nucleare persevera nell'indirizzo di puntare ad una "centralizzazione" della produzione di energia, così come tuttora avviene per quelle derivanti dal metano e dalle risorse fossili. Il conseguente assorbimento di tutti gli investimenti nel campo della ricerca sul nucleare distoglie dalla possibilità di incrementare lo studio e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ciò allontana dallo sviluppo di una vera politica di indipendenza tecnica e culturale dal punto di vista energetico da parte delle grandi masse. Elimina la possibilità di appropriarsi della produzione stessa da parte dei fruitori finali tramite la collettivizzazione della produzione energetica e quindi la possibilità di venderla, distribuirla, scambiarla, barattarla etc. con conseguenti impatti rilevanti sull'occupazione e sul reddito. In definitiva si preferisce anteporre l'interesse economico di pochi a scapito del benessere diffuso.


Altra conseguenza non trascurabile è quella dello svilimento democratico dei processi decisionali e l'espropriazione, mediante la militarizzazione dei siti, di parte dei territori. Nonostante a livello governativo si propagandi tanto il federalismo il ritorno all'atomo viene assolutamente imposto “dall'alto” senza tener conto delle posizioni espresse dagli enti locali e dalla loro cittadinanza e facendo finta di ignorare che un referendum aveva deciso di tener fuori l'Italia dall'avventura nucleare.

L'ipotesi di Chioggia come sito possibile per l'attuazione di questa politica ci pone di fronte ad una responsabilità evidente ed ineludibile. In quanto persone che vivono il territorio non possiamo rimanere indifferenti di fronte allo scempio che ne deriverebbe. L'impatto negativo sul turismo, I rischi contaminazione della terra e dei fiumi con conseguenze disastrose per l'agricoltura e la pesca disegnano un panorama possibile che non vogliamo e non vorremmo per nessuno.

Fonte: www.chioggianonucleare.org

Sergio Gallo
Movimento 5 Stelle (prov. Venezia)

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