Marzo 2011 Archives


PREGANZIOL (TREVISO) - Preganziol ritorna alla ribalta...della censura.
A gennaio il comune guidato dal leghista Sergio Marton che al tempo stesso è anche assessore all'urbanistica di Treviso, finì su tutte le prime pagine perchè la Biblioteca comunale aveva messo all'indice lo scrittore Roberto Saviano. Ora a finire "dietro alla lavagna", ufficialmente per problemi burocratici, è la presentazione del libro inchiesta sulla Lega "Umberto Magno" (Aliberti 2010) scritto dall'ex redattore della Padania Leonardo Facco in programma venerdì alle 21 in una serata organizzata dai Grilli Treviso-Movimento 5 stelle in cui interverrà anche Matteo Incerti giornalista freelance di Radio Bruno e de Il Fatto Quotidiano che presenterà inchieste sui rapporti tra Lega Nord ed estrema destra e dittatori come Milosevic, Gheddafi ultimo dei quali è questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/quegli-strani-intrecci-tra-la-lega-e-i-gruppi-dellestrema-destra-europea/97550/ e illustrerà materiale inedito.

In un primo tempo l'autorizzazione all'uso dell'aula magna della scuola elementare "Granziol" era stata autorizzata regolarmente a Maurizio Aronica, militante dei Grilli Treviso. Permessi per il 1 e 13 aprile datati rispettivamente 1 e 13 marzo per due diverse iniziative.


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La richiesta fatta dai Grilli Treviso


"Questa mattina l'amara sorpresa - spiega David Borrelli, consigliere comunale dei Grilli Treviso nel capoluogo della Marca- arriva un fax dal comune che ci avvisa che la sala ci veniva revocata in quanto i permessi erano revocati in quanto erano stati rilasciati a Maurizio Aronica mentre l'iniziiativa era da ricondursi alla associazione "Grilli Treviso". Peccato che Maurizio sia un nostro attivista".


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Il fax del Comune di Preganziol


Tutto annullato. Con il Comune leghista pronto a rimborsare 36 euro della sala. "Una cosa assurda e contro questa censura con scuse burocratiche mi imbavaglierò in consiglio comunale a Treviso - tuona Borrelli - dove Marton è anche assessore". "Abbiamo ripresentato immediatamente domanda per la sala come Grilli Treviso - continua il consigliere comunale- se non ce la daranno per venerdì organizzeremo la presentazione del libro inchiesta sulla Lega in piazza ci stiamo muovendo con la Questura".
Non è la prima volta che amministrazioni leghiste ostacolano la presentazione del libro inchiesta su Bossi e la Lega "Umberto Magno". "Una cosa simile è avvenuta a Cantù dove la presentazione era stata programmata nella sala civica da una locale lista - spiega l'autore Leonardo Facco - la Lega non potendo più negare la sala ha organizzato una super convention a spese del contribuente in contemporanea. Risultato ? Sala piena per la nostra iniziativa, vuota per i leghisti".
"La scusa è veramente assurda - rimarca Borrelli - un cittadino, tra l'altro nostro attivista, non può prenotare la sala per presentare libri ? Probabilmente hanno visto il titolo e quello di cui tratta. Una ragione in più per andare avanti". "Aula magna o piazza, i grillini trevigiani presenteranno il libro venerdì e presto faremo un evento ancora più grande".

Lo stesso libro era stato presentato a Verona il 18 marzo scorso in una serata organizzata sempre dal Movimento 5 Stelle. A Verona però dal 2005 vige un assurdo regolamento comunale che non permette a singoli cittadini di occupare temporaneamente suolo pubblico né di affittare sale civiche. Solo chi è titolare di una associazione o di un comitato o di un partito politico, previo deposito dello statuto e dell'atto costitutivo può utilizzare risorse comunali.
Quindi il Movimento 5 Stelle di Verona si è visto costretto ad affittare una sala privata. Questo è l'unico motivo per cui a Verona non abbiamo subito l'assurda censura che si abbatte ora sul Movimento 5 Stelle di Treviso.

Movimento 5 Stelle - Veneto

Di Traforo delle Torricelle o Passante Nord, a Verona, se ne parla oramai da 30 anni. Verona ha la fortuna e sfortuna di avere delle splendide e ridenti colline a nord, ai piedi delle quali sorgono i quartieri più vivibili e più verdi della città scaligera.
Il traffico automobilistico che deve percorrere da est a ovest la parte nord della città è costretto ad affrontare lunghe code in prossimità della strettoia del Teatro Romano, dove la strada si stringe tra l'Adige e il Teatro all'aperto, sede di una rassegna teatrale e musicale tra le più importanti d'Italia.
Sono state fatte mille ipotesi diverse per risolvere questo problema di congestione. Galleria corta, galleria lunga, galleria lunghissima, ztl allargata, a pagamento o gratis, insomma ogni giunta che si è insediata a Palazzo Barbieri (sede del Comune di Verona) ha fatto la sua proposta.
Ora la giunta capeggiata dal Sindaco più amato dagli italiani a pari merito con Renzi, ha iniziato l'iter per la costruzione di un opera faraonica sotto l'insegna: “se femo el buso lo femo fato ben” (se facciamo la galleria la facciamo fatta bene, leggi grande).
Il progetto dal costo iniziale di 360 milioni di euro ora è arrivato alla cifra di ben 436 milioni per la costruzione di una doppia canna di gallerie di 2 km con due corsie per senso di marcia e relativa corsia di emergenza, altri 2 km in galleria artificiale tagliando in due i quartieri più belli di Verona, un ponte sull'Adige che sovrasta una zona incontaminata in cui proprio in questi giorni sono arrivati i cigni per nidificare, e altri 6 km su un terrapieno artificiale alto più di 6 metri sul piano campagna. In realtà si tratta di una autostrada a pagamento in città, un po' come il tratto cittadino della A4 a Milano.
Il Comune logicamente non dispone di quella cifra e quindi ricorre al famigerato project finansing che comporta un ritorno economico da parte delle ditte o della cordata di ditte appaltatrici dato dalle opere di compensazione e dai pedaggi.
Sono previsti 20 milioni di auto e camion a 2 km da piazza Bra, con 150 mila metri quadrati di opere di compensazione (autogrill, fastfood, alberghi, parcheggi per auto e camion …) per un totale di territorio consumato pari 500mila metri quadrati, equivalenti alla città di Verona dentro all'ansa dell'Adige (il centro storico).
L'opera è in project financing per cui una cordata di aziende veronesi, capeggiata dalla Techinital che è stata scelta, nel 2009, come soggetto promotore, vedrà riconosciuti 5,06 milioni di euro per la progettazione (ne avevano inizialmente richiesti 4,3) di soldi pubblici per un'opera che la magior parte dei cittadini non vuole.
Il contratto col concessionario prevede che l'amministrazione si impegni a non realizzare opere che riducano i flussi di traffico nella nuova autostrada per i prossimi 50 anni (pena la consegna di nuovi territorio per ... fastfood, autogrill ...). Quindi, per i prossimi 50 anni, nessun intervento a favore del trasporto pubblico potrà essere pensato.
In gennaio è iniziata la discussione in Consiglio Comunale sulla variante urbanistica. Sono stati presentati circa 2000 emendamenti dall'opposizione e la discussione poteva protrarsi per mesi senza alcuna possibilità di intervento della maggioranza. Invece, per accelerare i tempi la maggioranza ha chiesto un accorpamento degli emendamenti arrivando ad una proposta di 16 punti generalisti e non vincolanti approvati sia dalla maggioranza che dall'opposizione. E così la variante urbanistica è stata approvata con un bell'inciucio "bipartisan".
Un comitato di cittadini si sta opponendo all'opera da anni proponendo, oltre a mille iniziative di sensibilizzazione e di informazione, anche un referendum consultivo. Il MoVimento 5 Stelle di Verona ha contribuito alla raccolta di 8500 firme autenticate in un mese.
Per il referendum hanno dovuto ricorrere per ben 4 volte di fronte al giudice per farsi dare sempre ragione (per farsi approvare il quesito, consegnare i moduli per la raccolta delle firme, far contare le firme e contro l'ordinanza del sindaco che ancora si ostina a non indirlo).

Siccome il quesito referendario chiede al cittadino se vuole l'istituzione di una commissione super partes che valuti l'impatto sulla salute dell'opera, il Sindaco, per scongiurare il referendum oltre che commissionare un sondaggio a mio avviso assolutamente antidemocratico (vedi video), ha nominato una commissione all'Istituto Superiore di Sanità (quella che ci ha fatto comprare i milioni di vaccini influenzali lo scorso inverno...).
Risultati? Eccoli:
- la nuova autostrada porterà a un miglioramento della qualità dell'aria di "ben" -21,6g di pm nell'ora di punta. Se confrontiamo il dato con la quantità totale risulta che equivale allo 0,016%! risultato ridicolo
- il risultato dice che il 70% dei veronesi respirerà meglio, ma è servita un'operazione di alchimia per spostare 96mila abitanti tra i beneficiari (che in realtà non lo sono). La lettura esatta è che il 32% ne avrà lievissimi benefici e il resto (69%) starà come oggi o peggio.

In un articolo apparso su Carta Estnord Gianni Belloni, scrive ( http://www.estnord.it/content/view/941/1/ ):
Interessante da questo punto di vista il ruolo della Mazzi Impresa Generale Costruzioni s.p.a - coinvolta nella cordata Technital e collegata con la società Serenissima - uno dei tre soggetti della cordata di imprese il cui progetto è stato dichiarato di «pubblico interesse» dall'amministrazione scaligera nel 2009. L'impresa Mazzi non solo ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati, ma ha avuto affidati senza gara i lavori della Valdastico sud [costo 800 milioni] perché parte, con il 30 per cento, della Serenissima costruzioni, società controllata dall'Autostrada Serenissima. Procedura che ha provocato un ricorso, bocciato dal Tar, dell'associazione nazionale costruttori [Ance]. I lavori della Valdastico sud sono stati funestati dal sequestro da parte dei magistrati antimafia di Caltanissetta, di due lotti dell'autostrada nell'ambito dell'inchiesta sul cemento depotenziato utilizzato dalla Calcestruzzi Spa.
La Mazzi la ritroviamo nell'affare del Ponte sullo Stretto insieme alla Technital la quale è presente nei più contestati lavori pubblici: dal ponte sullo stretto di Messina allo scavo del tunnel per la Tav Milano - Bologna, dal Mose all'autostrada Palermo - Messina. Quest'ultima nasce nel 1967 e si rivelerà «l'opera con l'esecuzione più lenta della storia d'Italia, quaranta anni di lavori a singhiozzi - come denuncia il giornalista Antonio Mazzeo nella sua inchiesta pubblicata su www.terrelibere.it -, sprechi di risorse finanziarie, decine d'inaugurazioni e fittizi tagli di nastri, infiltrazioni mafiose e mazzette multimilionarie per politici e amministratori, indicibili disagi e mortali incidenti per utenti e abitanti».

Ogni nuova opera viabilistica oltre che a spostare traffico da un punto ad un altro diventa un vero e proprio attrattore di traffico aumentando l'inquinamento dell'aria in senso assoluto.
500 mila metri quadrati di territorio consumati non verranno mai più restituiti al mondo, alla natura, al pianeta Terra che ci ospita. Siamo degli ospiti irriverenti e profondamente maleducati!

Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona

Il Movimento 5 Stelle NON È CONTRARIO agli impianti a biogas… PURCHE’:
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* ·non siano collocati in vicinanza di centri abitati: l’acido solfidrico prodotto puzza di uova marce ed è pericoloso per la salute. Piccole fughe possono essere frequenti e peggiorare di molto la qualità della vita.

* ·siano alimentate con scarti agricoli e liquami zootecnici prodotti in loco;
* ·se si usano prodotti agricoli (e non scarti) si toglie spazio alle colture per l’alimentazione che aumentano di prezzo.
* ·se gli scarti o i liquami vengono da lontano si produce traffico, disagi, spreco di carburante, inquinamento
* ·l’uso combinato di liquami zootecnici, scarti agricoli e una piccola quantità di prodotti agricoli coltivati appositamente, dà i risultati migliori nell’impianto.

* ·il calore prodotto con la combustione sia veramente utilizzato per la produzione e distribuzione LOCALE di acqua calda a cittadini e imprese del paese o dei paesi limitrofi e non disperso.

* ·sia effettuata regolarmente l’analisi chimica del compost fertilizzante: non sempre è di buona qualità o utilizzabile in zona; il suo uso potrebbe creare dei problemi.

* ·il progetto sia mostrato alla popolazione PRIMA di procedere con l’attuazione, e che i cittadini possano rifiutare l’impianto o imporre modifiche al progetto

* ·i comitati per la difesa dell’ambiente e dei cittadini siano coinvolti nella valutazione del progetto e poi nelle procedure di controllo sull’impatto ambientale

* ·Nell’organico delle società non vi siano persone legate al mondo politico: altrimenti si perde una garanzia di trasparenza e controllo sulla corretta gestione; potranno un sindaco, un consigliere, o loro parenti controllare se la società per cui lavorano rispetta le procedure, se le analisi chimiche e ambientali vengono effettuate nel modo corretto, ecc.?

7 REGOLE D’ORO, 7 RICHIESTE NORMALI. IN UN PAESE NORMALE.

IN ITALIA DOBBIAMO ATTIVARCI PER OTTENERLE

IL MOVIMENTO 5 STELLE VIGILA

www.movimento5stellerovigo.it

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IL PASSANTE NON RISPETTA LA NORMATIVA VIGENTE

“Il passante è l'esempio del Veneto che sa fare presto e bene”. Questo lo slogan coniato dal duo Chisso/Galan e fatto proprio anche dall'attuale Governatore Zaia. Slogan certamente non condiviso da quei cittadini ai quali il passante ha reso la vita invivibile: a loro CAT esprime la propria solidarietà.

Ma, dopo otto anni dalla prima delibera, è ancora in corso l'esame, da parte del Cipe, di un progetto sottoposto dal Commissario Vernizzi che tenta di giustificare la mancata esecuzione di talune prescrizioni, sanare numerose difformità esecutive non previamente autorizzate e, infine, di introdurre nuove opere non previste nel progetto originario.

Più precisamente ci riferiamo a:

1) mancato arretramento della barriera a Roncoduro (e relativa liberalizzazione del tratto Dolo-Mestre) che ha determinato la congestione della SR11 - funzionale a giustificare surrettiziamente la camionabile - e il quotidiano intasamento del casello di Mirano ad opera dei cosiddetti “furbetti” (ma i furbetti, in questa vicenda, certamente sono altri);

2) trasformazione del Casello di Mirano da provvisorio a definitivo;

3) nuovo casello di Albarea funzionale a Veneto City.

Ma CAT è ora in grado di far emergere un'altra grave anomalia strutturale che interessa la conformazione della carreggiata Mestre-Padova prima della sua confluenza in quella del passante in direzione Padova. Questa carreggiata è stata realizzata secondo il progetto originario che prevedeva, a monte, la barriera di esazione del pedaggio e, quindi, presupponeva una limitazione di velocità (70 km/h) coerente col raggio di curvatura di 200 metri.

La mancata realizzazione della nuova barriera ha determinato che il tratto di curvatura sia diventato una diretta prosecuzione del precedente tracciato rettilineo percorribile fino ad una velocità di 140 km/h; quindi, il raggio di curvatura avrebbe dovuto essere non inferiore ai 400 metri sino alla dimensione ottimale di sicurezza di 964 metri.

La gravità di tale anomalia rende non collaudabile il tratto autostradale in questione, a meno della ricollocazione della barriera a Roncoduro o. in alternativa, un rilevante intervento di modifica del tracciato.

CAT ha già segnalato la vicenda a tutti gli enti interessati, alla Commissione VIA che ha in corso la verifica di attuazione del progetto, all'Ispettorato di Vigilanza dell'ANAS ed ha inoltrato denuncia alla Commissione Petizioni dell'Europarlamento che ha già aperto un'indagine sulla base di una nostra precedente segnalazione.

CAT ritiene inammissibile l'inerzia dei Comuni danneggiati dalla incompleta e difforme realizzazione del passante, Comuni ai quali spetterebbe ogni azione necessaria per la tutela dei diritti dei propri cittadini ed operatori economici; ma i Sindaci di questi comuni hanno altre priorità che si chiamano Veneto City, centro logistico di Dogaletto e camionabile. Sindaci sempre proni e pronti ad addossare agli enti sovracomunali la paternità di decisioni che non vogliono contrastare o, quasi sempre, non vedono l'ora di avallare.

CAT Comitati Ambiente e Territorio



Il “bonus” sforamenti e' ormai terminato. Sa legge consente un numero massimo di 33 sforamenti annuali, in soli due mesi e mezzo la citta' di Feltre ha superato il limite per ben 32 volte. Tradotto significa che in questi 72 giorni abbiamo respirato aria “scadente” e “pessima” una giornata si' e una no.

I dati registrati dalla centralina Arpav sono allarmanti. Le polveri sottili hanno raggiunto picchi di valore quasi tre volte superiori al limite di legge (50 mg/mc). La tregua successiva all’incendio del San Mauro (che per due giorni ha fatto innalzare i valori di PM10 sino a 144 mg/mc) e' gia' finita e negli ultimi quattro giorni i valori sono balzati alle stelle (dai 54 ai 123 mg/mc).

Ora, sappiamo che l’innalzamento dei livelli di polveri sottili e' tipico del periodo invernale. Ma non possiamo aspettare che sia sempre e solo la pioggia (come sta accadendo in queste ore) a contrastare questo pericolo per la salute dei cittadini. E questi dati dovrebbero portare i nostri amministratori ad una profonda riflessione sul fenomeno. I cittadini di Feltre chiedono vere risposte al Sindaco, diretto responsabile della salute pubblica; non comunicati e bollettini pieni di faccine sorridenti.

Tutti siamo coscienti di come Feltre viva in una conca senza ricambio d’aria, con conseguenti elevati problemi di inversione termica e di ristagno delle polveri. Ma e' venuto il tempo che chi amministra Feltre si occupi veramente della salute dei suoi cittadini e attui delle azioni concrete, anche insieme agli altri Comuni, volte a ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera.

Il blocco dei veicoli “euro zero” in centro citta'  (autobus esclusi) serve ben poco a migliorare la qualita'  dell’aria che respiriamo e i dati lo confermano. Piuttosto sembra un’operazione di facciata, un tentativo di auto-tutela contro chi evidenzia da tempo l’immobilita'  politica dell’amministrazione su questo tema. E il dirottamento dei camion lungo le arterie periferiche della citta'  “allevia” solo parzialmente il fenomeno.

Cio' che occorre fare, e subito, e' ridurre drasticamente il numero delle auto circolanti in citta' , creando una mobilita' alternativa efficiente che punti sui mezzi pubblici. Servono vere politiche volte ad incentivare anche l’uso delle bici, sul modello delle capitali nord-europee. Chi oggi sceglie le due ruote, “grazie” a inverosimili percorsi ciclabili, rischia ogni giorno la vita. E ancora, e' necessario monitorare attentamente e costantemente tutti gli insediamenti industriali presenti sul nostro territorio, in modo da avere un riscontro di quali siano le fabbriche e le industrie potenzialmente piu' pericolose per la salute dei cittadini. Quale di questi provvedimenti stanno attuando i nostri amministratori? Questo e' l’unico futuro possibile per salvare la nostra salute e per restituire benessere e serenita' ai feltrini e non solo.

Certo non e' un passo semplice; serve un importante cambio di mentalita' . Ma se i nostri amministratori saranno i primi a dare il buon esempio, a ruota li seguiranno i cittadini.

Non c’e' alternativa: chiunque governera' la citta' dopo le prossime elezioni dovra' andare in questa direzione. Il Movimento 5 Stelle di Feltre e' pronto al confronto e continuera'   a dare battaglia su questi temi.

MoVimento 5 Stelle - FELTRE (BL)
www.belluno5stelle.it

A Tezze sul Brenta nel 1973 è stata installata una galvanica in una zona in cui era stato
espressamente vietato l'installazione di un impianto industriale del genere, in quanto la zona circostante era prevalentemente ad uso agricolo.
Questa galvanica è rimasta attiva fino al 24 dicembre 2003, giorno in cui ha dichiarato fallimento, ma non ve n'era motivo se non le indagini che stavano avvenendo su di essa.
In tutti questi anni (più di 35) la Tricom PM ha inquinato la falda idrica sottostante che fa parte del Bacino scolante della laguna Veneta ed il Terreno. Si parla di una superficie sui 15 Km quadrati. Tutt'ora il terreno è inquinato (fino a 26 metri di profondità) e l'acqua che vi passa attraverso si inquina anch'essa, non vi è ancora in atto una bonifica vera e propria, ma solamente un emungimento di quest'acqua, una ripulitura della stessa e quindi un invio alla rete fognaria consortile.
Tra gli operai vi è stato un numero di morti per tumore al polmone 5 volte superiore alla media nazionale. Un processo finito nel 2006 ha condannato il proprietario per inquinamento, il quale comunque ha goduto dell'indulto e pecuniariamente non ha pagato nulla (risulta nullatenente). Attualmente un nuovo processo, il quale ha rischiato più volte l'archiviazione, è partito, questo processo serve a capire cosa abbia ucciso gli operai e di chi è l'eventuale responsabilità.
Naturalmente a queste due domande per noi del comitato non è difficile rispondere, purtroppo alle domande devono rispondere i giudici e in questa storia c'è fin troppa politica di mezzo, basti pensare che nella Galvanica “lavorava” il sindaco in carica per quasi tutto l'arco di tempo in cui essa fu attiva.

Emanuele Bonin
Comitato di difesa del diritto alla salute di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa

MoVomento 5 Stelle - Vicenza

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Un grazie a tutto il comitato promotore, ai cittadini ed alle 95 organizzazioni aderenti, tra cui la CIA - CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI e la CONFESERCENTI PROVINCIA DI VENEZIA.
Splendido il lungo corteo con musica itinerante, emozionante e lungimirante il comizio dei vari relatori su turismo ed economia locale, ambiente e sviluppo, referendum su acqua pubblica e nucleare; un grazie al prof. Edoardo Salzano, autorevole urbanista dello IUAV, ottimi gli artisti musicali locali, magistrale Herman Medrano anche come presentatore, divertenti ed acute le proiezioni video dei Doliwood, nutrito il punto ristoro e i gazebi. Immensi i trattori della CIA.

Un grazie al Comune di Dolo che ci ha ospitato e alle forze dell'Ordine.

Ora siamo ancor più numerosi e sorridenti.

Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle

p.s. un grazie speciale agli amici del Movimento 5 stelle per l'impegno e per aver rispettato la richiesta degli organizzatori di non esporre bandiere, striscioni, gadgets. Siete stati gli unici.
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Ringraziamo tutto il popolo della Rete presente a questa Manifestazione d'amore verso la splendida terra della Riviera del Brenta e del Miranese, a pochi chilometri da una delle città più attraenti del mondo: VENEZIA.
La filiera del Turismo in Italia pesa per il 12% del PIL (prima industria del nostro Paese). Il Veneto contribuisce addirittura per il 5,5%. La macroarea della Riviera del Brenta e del Miranese vanta un patrimonio di oltre 500 ville antiche censite dall'Istituto Ville venete.
Pregiati e numerosi sono anche i parchi, tanto che riteniamo vincente investire nella realizzazione del Parco dell'Agricenturiato Romano.

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Quanto pesanti saranno le ricadute economiche sulla filiera del turismo e su quelle ad essa collegate (alimentare, dell'edilizia di qualità, dei servizi, dell'intrattenimento artistico, etc.), se Grandi Opere come la Romea Commerciale, Veneto City e la Camionabile sfigureranno irreversibilmente il volto di un paesaggio che attrae tutto l'anno turisti nazionali ed internazionali?
Quanto gravose saranno le ripercussioni occupazionali per tutti quei studenti che aspirano a diventare operatori dell'impresa turistica e dei servizi alberghieri nella propria terra natìa?

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Abbiamo chiesto a tutti gli Amministratori di essere con noi nella difesa del territorio, del suolo e della salute, dell'economia locale e del turismo di qualità.
Abbiamo chiesto ai cittadini del Padovano, della Riviera del Brenta, del Miranese e del Veneziano di dimostrare i loro valori e l'attaccamento al territorio, di capire cosa sta accadendo a questa macroarea a forte vocazione turistica, di riuscire a valutare i propri Amministratori per quello che fanno e non solo per quello che dicono.

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Torniamo subito. Stay tuned!
Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle

AD OGGI (11/03/11) HANNO ADERITO QUESTE ORGANIZZAZIONI (90):

ALTRO.VE. RETE PER UN ALTRO VENETO
ANPI ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA (SEZIONI RIVIERA DEL BRENTA E CADONEGHE)
AIAB ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI BIOLOGICI (RIVIERA DEL BRENTA)
Alternativa Veneto
AMICI DELLA BICICLETTA (RIVIERA DEL BRENTA)
ASSEMBLEA PERMANENTE contro il RISCHIO CHIMICO MARGHERA
ASSOCIAZIONE AMICI DEI GIARDINI STORICI DELLA RIVIERA DEL BRENTA
ASSOCIAZIONE AMISSI DEL PIOVEGO (PADOVA)
ASSOCIAZIONE ECOLOGISTI DEMOCRATICI (PROVINCIA DI VENEZIA) ASSOCIAZIONE AGORÀ (CADONEGHE)
ASSOCIAZIONE ARINOSOLIDALE
ASSOCIAZIONE IL PORTICO (DOLO)
ASSOCIAZIONE GIOVANI CAZZAGO
ASSOCIAZIONE PER LA SALVAGUARDIA IDRAULICA (PADOVA) ASSOCIAZIONE ISOLA BASSA (DOLO)
ASSOCIAZIONE KANKARI (MARANO)
ASSOCIAZIONE BIOINSIEME (RIVIERA DEL BRENTA)
ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCOBALENO (DOLO)
ASSOCIAZIONE CULTURALE ECHIDNA (DOLO)
ASSOCIAZIONE CULTURALE DEDALO (MIRA)
ASSOCIAZIONE CULTURALE VIVIMIRA
ASSOCIAZIONE CULTURALE UNA,CENTO,MILLE FARFALLE PER ... di MOGLIANO VENETO (TV)
ASSOCIAZIONE ZONE ONLUS (VENEZIA)
ASSOCIAZIONE VAS VENEZIA (Verdi Ambiente Società)
AVERIKO ONLUS
CAT. COMITATI AMBIENTE TERRITORIO
CIA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI (RIVIERA DEL BRENTA)
CIRCOLO ACLI DI CAZZAGO
CIRCOLO ACLI DI MIRANO
CIRCOLO A.R.C.I. PIROLA (PIANIGA)
CIRCOLO IL MANIFESTO MIRANO
CIRCOLO 1554 (NOALE)
CIRCOLO di Campagna Wigwam IL PRESIDIO
COMITATO Antinucleare di Legnago e Basso Veronese
COMITATO DIFENDIAMO L’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO (FIESSO D’ARTICO)
COMITATO LASCIATECI RESPIRARE PADOVA
COMITATO PER LA DIFESA DEL GRATICOLATO ROMANO (MIRANO) COMITATO PER LA TUTELA DEL GRATICOLATO ROMANO (PIANIGA) COMITATO PER LA TUETAL DEL TERRITORIO (STRA-PALUELLO)
COMITATO Referendario Veneto Vota SI per fermare il nucleare
COMITATO VIGONOVESE “A. CANOVA”
CONFESERCENTI PROVINCIA DI VENEZIA
COOPERATIVA LA RAGNATELA (MIRANO)
EKOCLUB INTERNATIONAL
EL TAMISO COOPERATIVA AGRICOLA BIOLOGICA (PADOVA)
EMERGENCY DOLO
FDS RIVIERA DEL BRENTA
FEDERCACCIA (RIVIERA DEL BRENTA)
FIAB FEDERAZIONE ITALIANA Amici della Bicicletta
GAS GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE RIVIERA DEL BRENTA
GRILLI DI MARTELLAGO
GRILLI SPINEA 5 STELLE
GRILLI DEL MIRANESE 5 STELLE
GRUPPO CONSILIARE Federazione della Sinistra Veneta
GRUPPO GIARDINO STORICO UNIVERSITÀ DI PADOVA ORTO BOTANICO
GRUPPO SINISTRA PER CAMPONOGARA
ITALIA DEI VALORI COORDINAMENTO MANDAMENTALE RIVIERA DEL BRENTA
ITALIA NOSTRA RIVIERA DEL BRENTA
ITALIA NOSTRA MIRANO
LABORATORIO MIRANO CONDIVISA
LA SPECOLA OSSERVATORIO DELLA RIVIERA DEL BRENTA E DEL MIRANESE
LEGAMBIENTE MIRANESE
LEGAMBIENTE PADOVA
LEGAMBIENTE RIVIERA DEL BRENTA
LEGAMBIENTE SAONARA-VIGONOVO
LISTA CIVICA IL PONTE DEL DOLO
LISTA CIVICA STRADA COMUNE (STRA)
MOVIMENTO CITTADINO PROMOTORI SICUREZZA IDRAULICA (FIESSO D’ARTICO)
MOVIMENTO 5 STELLE CHIOGGIA
MOVIMENTO 5 STELLE PADOVA E PROVINCIA
MOVIMENTO 5 STELLE RIVIERA DEL BRENTA
MOVIMENTO 5 STELLE Provincia di VENEZIA
MOVIMENTO 5 STELLE VIGONOVO
MOVIMENTO NAZIONALE STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO
NEGOZIO EQUO SOLIDALE BANDERA FLORIDA (MIRANO)
NO GRA Un Tavello per tutti Limena
PANIFICIO BIOLOGICO EL FORNO A LEGNA (MIRA)
PARTITO VENEZIE per l'AUTOGOVERNO
PEDALIAMO PER LA VITA (VIGONOVO)
RETE NO AUTOSTRADA ROMEA RIVIERA DEL BRENTA
RIFONDAZIONE COMUNISTA di MIRANO e del Miranese
SINISTRA CRITICA VENETO
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' RIVIERA DEL BRENTA
SLAI Cobas per in Sindacato di Classe
SLOW FOOD CONDOTTA DELLA RIVIERA DEL BRENTA
UN FIUME DI VILLE ASS.NE OPERATORI TURISTICI RIVIERA DEL BRENTA
VILLA BEMBO ASS.NE DI PROMOZIONE SOCIALE RIVIERA DEL BRENTA
WWF DOLO
WWF MIRANESE
WWF VENEZIA

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Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle

Noi cittadini della Riviera del Brenta e del Miranese, noi organizzazioni della società civile, noi commercianti e artigiani di quest’area, noi agricoltori e operatori del turismo, noi operatori della cultura, noi che con orgoglio difendiamo l’identità di queste terre e che immaginiamo un altro futuro per i suoi abitanti lanciamo un appello:

FERMIAMO QUESTA CEMENTIFICAZIONE DISSENNATA ! FERMIAMO QUESTE OPERE DEVASTANTI !

Il territorio è un bene comune e va ripensato secondo priorità che tutelino prima di tutto l’ambiente, la salute dei cittadini, la qualità della vita e l'economia locale a cominciare da:

SICUREZZA IDRAULICA. La razionalizzazione delle reti fognarie, la riqualificazione della rete idrica secondaria, la sistemazione dei corsi d’acqua, la realizzazione di opere di compensazione idraulica come il completamento dell’Idrovia Padova mare.

Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle

Tutte le contraddizioni delle Grandi Opere stradali del Veneto. Dalla Pedemontana alla Romea commerciale (10 miliardi di euro). Dal GRA di Padova alla Nogara mare. Vi aspettiamo sabato 12 marzo a Dolo per lanciare le nostre proposte. Ritrovo h 15.00 c/o park impianti sportivi di via Arino. Ci saranno anche i trattori.

Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle


Una megacentrale termoelettrica a biomasse, al lavoro ventiquattr’ore su ventiquattro, 365 giorni l’anno, situata a poche centinaia di metri dal centro del paese di Trichiana (BL). Il progetto - presentato da una ditta privata pochi giorni prima che entrasse in vigore una legge regionale che blocca la realizzazione di questo tipo di impianti - prevede lo sviluppo di una potenza di 5,2 MW termici e 1 MW elettrico bruciando biomassa legnosa per l’equivalente di circa 150.000 quintali di legna l’anno (pari al consumo annuo di legna di circa 3.000 famiglie bellunesi).

I cittadini temono pesanti conseguenze sul paese di Trichiana, sull’intera Valbelluna e sul Feltrino, e per questo si appellano agli organi competenti affinchè non venga concessa la costruzione dell’impianto, tenendo soprattutto conto della direttiva dell’Unione Europea 96/62/CE in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambientale (fra gli obbiettivi, anche quello di “mantenere la qualità dell’aria ambientale, laddove è buona, e migliorarlo negli altri casi“).

NO-alla-centrale-biomasse.jpgSono numerosi i motivi per dire no alla megacentrale a biomassa di Trichiana:

1. come dimostrato da numerosi studi scientifici, la centrale a biomassa produce elementi inquinanti come diossine, PM10 e benzo(a)pirene, tutti causa di tumori e patologie dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio;

2. in Valbelluna e nel Feltrino si verificano già numerosi superamenti del livello di PM10 e benzo(a)pirene rilevati dalle autorità competenti con gravi problemi di inquinamento;

3. la realizzazione della centrale andrebbe ad aggravare la situazione in termini di salute della nostra provincia, area purtroppo già ad alta incidenza tumorale;

4. Trichiana è già servita dal metano, combustibile molto meno inquinante rispetto a quelli bruciati nella centrale termoelettrica;

5. a causa del trasporto del legname vi sarà un aumento del traffico pesante sulle strade che produrrà ulteriore inquinamento;

6. l’inquinamento, oltre ad essere respirato dalla popolazione, si potrà depositare sui nostri orti e terreni compromettendo la qualità delle produzioni agricole e potrebbe bloccare lo sviluppo turistico del nostro territorio;

7. le abitazioni e i terreni del paese potranno subire una seria riduzione di valore;

8. la costruzione della centrale non ridurrà i costi della bolletta elettrica delle singole famiglie;

9. viste le grandi quantità di legname utilizzate per questa centrale, questo potrebbe essere importato dall’estero con gli ulteriori rischi connessi.

E’ questo il futuro che vogliamo per la Valbelluna? (Per mettersi in contatto con il gruppo di cittadini contro la centrale, scrivere a trichiananocentrale@gmail.com)

LA REFURTIVA ELETTORALE

  

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Il movimento5stelle di Rovigo per la campagna elettorale di Rovigo ed Adria ha preventivato di spendere in totale 3.000 €.

Questa cifra sarà suddivisa tra tutti gli operativi e confidiamo ovviamente anche nella generosità di qualche simpatizzante o sostenitore.

Certo ci accontenteremo degli spazi elettorali a noi destinati, sperando che gli altri partiti non ci coprano i manifesti che ovviamente saranno contati, non potremo riempire la buca delle lettere dei cittadini con brochure coloratissime e patinate o spedendo lettere piene di promesse da non mantenere con le nostre belle facce in evidenza, anche perché in contrasto con la nostra peculiarità ecologista, non potremo comprare spazi sulla stampa ma sperare semplicemente di essere pubblicati come fortunatamente ancora succede.

Non offriremo risi e bisi a nessuno e nemmeno aperitivi, non avremo una “vetrina/sede” “poin o corner” lungo il corso di Adria o quello di Rovigo ma saremo presenti nelle piazze a giorni alterni perché abbiamo un solo gazebo. Tutto questo perché il Movimento5stelle ha rinunciato al bottino a lui riservato per il risultato ottenuto alle elezioni regionali del 2010, che avremo potuto incassare per 5 anni, in quanto lo riteniamo REFURTIVA pura sottratta ai cittadini.

Invitiamo tutti ad analizzare come abbiamo fatto noi questo meraviglioso meccanismo attraverso il quale i partiti che per le elezioni del 2008 hanno speso 136 milioni e ne incasseranno 503 fino al 2012.

In un momento in cui i cittadini sono costretti a contare gli euro per far quadrare i conti, c’è chi sta ricevendo milioni senza il dovere di giustificarsi perché gli spettano per legge: sono i partiti.

Benvenuti nel meraviglioso mondo della legge sui rimborsi elettorali dove i partiti prendono quattro volte quanto spendono, dove stiamo ancora pagando i rimborsi elettorali del Governo Prodi, dove per ogni voto i partiti prendono 1 euro; e dove, se il governo di quest’anno (2011) dovesse cadere, esso farebbe pagare agli italiani i rimborsi ai partiti fino al quinto anno di fine legislatura. Così dice la legge 5122/2006.” Sì, perché l’erogazione prosegue, per una assai tattica ragione, anche se la legislatura si interrompe.

Dopo la vittoria del sì al referendum del 1993 contro il finanziamento pubblico ai partiti, una serie di leggi e leggine, dalla stessa fine del 1993 al 2006, hanno fatto rientrare dalla finestra ciò che i cittadini avevano fatto uscire dalla porta. “La casta costa”.

Il Movimento 5 Stelle ha rinunciato a questo vero e proprio finanziamento e a suo tempo chiese che il denaro fosse utilizzato per opere di pubblica utilità, ma la legge non prevede la rinuncia. Il Movimento allora, primo nella storia della politica italiana, fece richiesta formale di rinuncia al 1.600.000 euro di contributi spettanti, che rimase nel fondo dei rimborsi elettorali. I partiti presero atto della situazione ma nessuno seguì l’esempio, nessuno protestò, né rinunciò a questa sorta di premio imprevisto, e in silenzio, si spartirono anche il denaro che avrebbe dovuto accettare il Movimento 5 Stelle.

Questa è la realta del paese dei balocchi partitici, dove, per mero calcolo politico, si dividono elezioni e referendum sperperando tra i 300 e i 400 milioni di euro pubblici, dei cittadini contribuenti,senza vergogna neppure per i signori della Lega Nord che hanno la morigeratezza a geometria variabile: risparmiare lavorando il giorno dei festeggiamenti per l’unità d?Italia e invece buttare i milioni se si tratta dei pericolosi referendum sull’acqua pubblica, sul nucleare e, soprattutto, sul legittimo impedimento.

Questa politica va cambiata per il bene del nostro Paese e dei suoi cittadini

Movimento 5 Stelle

Rovigo

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Non è sfuggito a CAT l’arrivo in Provincia del Masterplan di Veneto City e il susseguirsi frenetico di incontri a porte chiuse tra Comuni, Provincia di Venezia, Regione Veneto e proponenti. Il sospetto che si voglia mettere i cittadini di fronte al fatto compiuto e arrivare alla chetichella all’accordo di programma è più che fondato.
Il progetto aveva già ripreso quota poco prima di Natale, quando è stata presentata agli amministratori di Dolo e Pianiga l’ultima versione del cosiddetto Polo del Terziario avanzato. L'ing. Endrizzi e l’arch. Cucinella questa volta si sono dati un gran da fare: nel masterplan sono quasi sparite le relazioni tecniche e i dati sui flussi di traffico, ma in compenso si fa grande uso di foto ad effetto. Insomma a prima vista un progetto all’insegna del “verde” (leghista?) e della vivibilità. Ma in realtà si scopre che la superficie occupata è pari a quasi due milioni di mq e quella urbanizzata supera abbondantemente il milione di metri quadrati. Quanto al verde, questo è relegato lungo l’autostrada e la ferrovia, su terreni che non rientrano negli ambiti dei progetti norma 4 e 5 attuali (i quali prevedono la costruzione di non più di 200.000 mq. di capannoni.), così come non vi rientra parte della viabilità prevista. Si può quindi affermare che, per molti versi, il progetto è anche uno straordinario esempio di uso privato di un bene pubblico.
Qualche dato: 408.000 mq. per showrooms, centro congressi e fiera (sette volte la fiera di Padova), 225.000 mq per istituzioni finanziarie, 100.000 mq per negozi e centri commerciali (10 volte Auchan di Mestre), 72.500 mq per hotels (pari a 70 alberghi-tipo della Riviera del Brenta), 110.000 mq per cinema, palestre, 117.500 mq per università.
L’area destinata a parcheggio, prevalentemente interrato, con 425.000 mq (60 campi da calcio) è quasi pari all’intera originaria area dei progetti norma 4 e 5 del Comune di Dolo. Su questa superficie sono previsti 37.000 posti auto; il che significa che occorre moltiplicare almeno per 2 se non per 3 lo stesso numero per avere il quantitativo di auto che arriveranno e partiranno ogni giorno da VC: da 70.000 a 100.000. Una questione, quella della viabilità, non di poco conto visto che ad assolvere il compito di smistare il traffico all’interno di Veneto City saranno 4 rotonde (di cui 2 già esistenti) dislocate sul sedime della bretella che da Casello 9 lungo la Brentana portava al casello di Roncoduro.
Insomma CAT non si fa abbagliare dagli effetti speciali e intende smascherare quella che è e rimane una speculazione immobiliare in grande stile dalle enormi ricadute ambientali e socio-economiche su tutto il territorio della Riviera del brenta e del Miranese.
CAT, preoccupato da questa improvvisa accelerazione e soprattutto dal silenzio quasi “omertoso” che circonda l’affare Veneto City, denuncia il comportamento inaccettabile delle istituzioni, soprattutto della Sindaca leghista Manuela Gottardo, che in campagna elettorale aveva più volte sbandierato l’importanza del coinvolgimento degli abitanti e della tutela del territorio
Veneto City non è inserito in Legge Obiettivo e inoltre non c’è nessuna norma che vieta di rivedere le destinazioni d’uso contenute nei Piani Norma 4 e 5 del PRG di Dolo. Le due amministrazioni rivierasche hanno una responsabilità enorme: se vogliono possono dire di NO e bloccare fin da subito questa cementificazione devastante; se invece daranno il loro assenso, allora diranno di si anche ad altre due opere strettamente connesse, la Camionabile e la Romea Commerciale (con innesto a Roncoduro).
Svendere il territorio in cambio degli introiti derivati dall’ICI e dagli oneri di urbanizzazione non risolve i problemi di bilancio ma anzi li aggrava, perché non vengono mai considerate le ingenti somme di denaro pubblico spese per fronteggiare i disastri dovuti alla cementificazione: la recente alluvione in Veneto dovrebbe insegnare qualcosa.
Se proprio c’è bisogno di nuovi centri direzionali/commerciali, si faccia un investimento strategico sulle aree dimesse di Porto Marghera bonificandole e riqualificandole, invece di perseverare nella distruzione di un territorio già ampiamente ferito. Per la Riviera e il Miranese si punti invece sul recupero ambientale, sulla salvaguardia del commercio e dei servizi locali, sul turismo di qualità, e sulla valorizzazione del patrimonio storico-paesaggistico a cominciare dalla creazione di un grande Parco del Graticolato.



CAT Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta e Miranese

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Si tratta di una figuraccia che mette in imbarazzo tutta l'Italia, e sopratutto il Veneto, nei confronti del resto d'Europa.
Sono ben 24 i Comuni italiani, sui 32 comuni europei, che non hanno rispettato i termini di presentazione dei piani di azione per l’energia sostenibile (paes) e che quindi sono stati cacciati con ignominia dal patto dei sindaci per l'ambiente promosso dalla commissione europea ( http://www.eumayors.eu/show.php?id=178&lang=en ).

Dei 24 comuni italiani ben 15 sono veneti e di questi 13 in provincia di Vicenza, 1 in provincia di Padova e 1 in provincia di Verona.

Ecco l'elenco completo (in grassetto i comuni veneti):

* Abano Terme (IT)
* Alonte (IT)
* Arcugnano (IT)
* Arzignano (IT)
* Barbarano Vicentino (IT)
* Brendola (IT)
* Campiglia dei Berici (IT)
* Casola di Napoli (IT)
* Castelnuovo del Garda (IT)
* Castelnuovo di Val di Cecina (IT)
* Chiusdino (IT)
* Coventry (UK)
* Cremona (IT)
* Ferentillo (IT)
* Ferreira do Alentejo (PT)
* Longare (IT)
* Montecatini Val di Cecina (IT)
* Montecchio Maggiore (IT)
* Monterotondo Marittimo (IT)
* Nanto (IT)
* Noventa Vicentina (IT)
* Oden (ES)
* Orgiano (IT)
* Palmela (PT)
* Pojana Maggiore (IT)
* Ponta Delgada (PT)
* Radicondoli (IT)
* Rossano (IT)
* Saint-Etienne (FR)
* San Ildefonso - La Granja (ES)
* Ulldecona (ES)
* Villaga (IT)

C'è da fare una considerazione in calce. Gli altri comuni che hanno presentato il piano d'azione non è detto che lo mettano in atto e che tale piano sia realmente rivolto alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Nello stesso sito del progetto europeo logo29ca.png si trovano elencati i progetti di eccellenza.
Ecco un assaggio delle eccellenze italiane riportate nel sito (fra parentesi la regione di apparteneza) divise per Categoria:

INFRASTRUTTURE PER L'ENERGIA LOCALE (24 eccellenze totali, 4 italiane, 1 veneta)
* Unione dei Comuni (Sardegna)
* Impianto termico a biomassa tenutasi (Friuli Venezia Giulia)
* Melpignano (LE): spot-by-spot town public lighting (Puglia)
* Verona: Biogas & Natural Gas CHP (VENETO; Verona)

MOBILITA' URBANA (7 eccellenze, 0 italiane)

EDILIZIA (12 eccellenze, 2 italiane, 0 venete)
* School project financing (Lazio)
* Bando Energia (Lazio)

PIANIFICAZIONE URBANA E POLITICHE DI SETTORE (8 eccellenze, 2 italiane, 0 venete)
* Mercogliano Si.Tu. (Sicurezza e Turismo) (Campania)
* Sauris (UD): an example of quality policies (Friuli Venezia Giulia)


MISURE LEGGERE
( 34 eccellenze, 6 italiane, 0 venete)
* 1st national meeting between Supporting Structure (interegionale)
* BASELINE CO2 INVENTORY IN PROVINCE OF GENOA (Liguria)
* PUBLIC AND ONLINE FORUMS for Cesena SEAP (Emilia Romagna)
* Cesena GREEN ENERGY 2010 (Emilia Romagna)
* Fara San Martino (CH): built for the environment (Abruzzo)
* Green Public Procurement Action Plan (Lazio)


ALTRE
(20 eccellenze, 2 italiane, 0 venete)
* Unione dei Comuni (Sardegna)
* 20 intermediate Local Authorities have joined COM (interregionale)

Da notare un unica eccellenza veneta.
A Verona l'Azienda Opedaliera Integrata nel 2008 ha installato due cogeneratori nei due ospedali cittadini che, oltre al riscaldamento e all'acqua sanitaria, producono in totale 2,2 MW di energia elettrica dal gas metano bruciato con un efficienza energetica superiore al 90%.

Gianni Benciolini

MoVimento 5 Stelle - Verona

Dopo la bocciatura dai luminari dello IUAV di Venezia, dopo i mal di pancia trasversali di sezioni locali dei partiti, lo STOP al Polo logistico di Giare-Dogaletto di MIRA arriva anche da uno dei vertici regionali della Lega Nord, l'ass. all'Ambiente Maurizio Conte: "Se ne riparlerà fra 10 anni"."Che fine ha fatto la riqualificazione di Porto Marghera di cui si parla da anni? Quale senso ha fagocitare ancora 500 ettari di campagna di fronte alla laguna?". La proposta del sindaco Carpinetti (PD) diventa pertanto sempre più debole di fronte alle risorse regionali e ad un nuovo modo di concepire il trasporto merci in ambito europeo, un modello meno energivoro e inquinante: quello multimodale integrato acqua-ferrovia-gomma, sfruttando le autostrade del mare, i TOF (Terminals Off Shore), le vie di navigazione interna e i poli logistici già esistenti o in zone da riqualificare.

Nel video è riportata una parte del Consiglio Comunale straordinario di MIRA, svoltosi al Teatro Villa dei Leoni il 16 febbraio 2011.
Si è parlato della politica logistica del Veneto, in particolare nel territorio padovano e veneziano.

Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle

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La Regione Veneto ha stanziato 200.000 euro per lo studio di fattibilità sul completamento dell'Idrovia Padova-mare. L'emendamento proposto da Pietrangelo Pettenò (Prc-Sinistra Europea) è stato approvato all'unanimità dal Consiglio regionale. Ritirato invece l'analogo emendamento di Piero Ruzzante (PD), che riguardava il solo canale scolmatore. "Siamo soddisfatti, tenevamo moltissimo a questa tema - aggiunge Federico Canèr, capogruppo consiliare della Lega Nord in Regione. L'Idrovia è fondamentale per questa parte del Veneto". (Fonte: il Mattino di Padova del 3 Marzo 2011, pag.24).
Speriamo ora non inseriscano nel bando anche la camionale affianco dell'Idrovia (le due opere sono incompatibili).
La battaglia NON è finita, anche se questo è un passo avanti.

Vi aspetto alla Grande Manifestazione in Riviera, sabato 12 Marzo a Dolo - Evento su facebook

Donatello Negrisolo - Movimento 5 stelle


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Non è stata una scelta semplice, ma necessaria per creare qualcosa di diverso e di veramente alternativo. Sarà una prova dura ma che ci giocheremo fino in fondo alla pari degli altri. Sono stato scelto perchè la persona che a Chioggia, da sempre, ha creduto di più in questo MoVimento, anche nei momenti di difficoltà lontani da campagne elettorali nei quali ogni ipotesi di lista civica in un'eventuale competizione elettorale comunale sembrava utopistica. E invece ci siamo eccome. Con tutto l'entusiasmo e l'impegno necessario per dimostrare che i cittadini informati, senza finanziamenti, possono rovesciare il sistema marcio e corrotto che abbiamo subito da decenni. Grazie a me, ma soprattutto grazie ad un gruppo di cittadini fantastici che costituiscono l'ossatura della lista e che si stanno impegnando a fondo per realizzare questo progetto. Un gruppo del quale sono portavoce, proprio perchè ogni attivista candidato nella lista del Movimento 5 Stelle Chioggia potrebbe essere al posto mio. Chioggia ha una classe politica ultra ventennale in piena crisi, che ha creato un pesante debito per le casse comunali, che sta avallando speculazioni edilizie a favore di pochi gruppi economici a danno dei cittadini comuni (soprattutto per i giovani che sono costretti a scappare per i prezzi immobiliari troppo alti) e dell'ambiente. Il paradosso poi è che la città è considerata pochissimo a livello regionale ma le decisioni locali che contano vengono prese dai vertici regionali dei partiti che sfruttano il nostro bacino elettorale per i loro interessi e lasciano mano libera ai politici locali di poter speculare sul territorio. Oltre al danno la beffa.

Insomma è ora di dire BASTA. Non per esssere un movimento di protesta, ma per mettere in pratica idee sane ed alternative che coinvolgano direttamente i cittadini nell'amministrazione della città slegate da interessi economici di qualsiasi genere. Se gli altri schierameni adottassero le nostre regole interne si azzererebbero i loro vertici, sparirebbero in 24 ore, per cui non lo faranno mai. Spero che insieme a me, agli straordinari attivisti del MoVimento 5 Stelle Chioggia sarete in molti ad unirvi in questa iniziativa di sano cambiamento.

Oggi ci siamo noi, domani vorremmo ci foste anche voi. L'interesse pubblico deve tornare a primeggiare sull'interesse privato. Solo i cittadini potranno rendere realtà quella che sembra una pura utopia. Sono ancora giovane e ho il diritto di crederci. Perchè non sopporto più vedere vanificare, rubare, distruggere il mio futuro e quello di tutti i giovani.

Il mio curriculum Vitae:

Gilberto Boscolo, nato a Chioggia il 19/11/1981, residente a S.Anna di Chioggia, geometra abilitato (maturità anno 2000, abilitazione anno 2003), lavoro presso l’azienda di famiglia.

Da sempre appassionato di storia contemporanea ed ecologia, mi interesso di politica informandomi fin dall’età adolescenziale.

Conscio della insostenibilità del sistema in cui viviamo, dei disastri ambientali verso i quali ci sta conducendo, della mancanza di futuro e prospettive che i giovani hanno, ho deciso di fare qualcosa impegnandomi in prima persona, senza nessun fine personale e slegato da qualsiasi tipo di interesse.

Cominciai l’8 Settembre 2007 quando andai a firmare a Mestre per la proposta di Legge popolare lanciata da Beppe Grillo denominata V-Day. Entusiasmato dell’iniziativa frequentai da allora attivamente il gruppo dei GrilliVenezia fino ad Aprile 2008 quando riuscii insieme ad altri ragazzi ad aprire un meetup degli Amici di Beppe Grillo anche a Chioggia, organizzando la raccolta firme per i referendum per la libera informazione (V-Day2).

Proseguimmo con varie iniziative di carattere informativo con ospiti di spessore come Marco Travaglio, Gioacchino Genchi, Salvatore Borsellino, Giuseppe Lo Bianco, Maurizio Pallante, Giuseppe Onufrio, Angelo Baracca, con il Gruppo d’Acquisto Fotovoltaico Veneto, e con altre raccolte firme per l’acqua pubblica e contro le Trivellazioni petrolifere. La campagna elettorale per le elezioni Regionali 2010 da noi supportata nel nostro territorio per il Movimento 5 Stelle, è stata la prima prova di riscontro del consenso nei confronti delle nostre iniziative ed idee da parte dei cittadini locali, con un risultato buono ed inaspettato. Con la caduta anticipata dell’amministrazione di Chioggia il 30 Novembre 2010 il gruppo ha deciso di presentarsi alle elezioni comunali ed ha scelto me come candidato sindaco (portavoce) della lista civica. FEDINA PENALE PULITA

Gilberto Boscolo - Portavoce MoVimento 5 Stelle Chioggia

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Fa più rumore un albero che cade o una foresta che cresce?
Il 12 Marzo a Dolo daremo un segnale forte ai partiti di ogni colore e livello.

Invia ai tuoi amici un'e-mail con i flyers della manifestazione: fronte e retro.

La manifestazione costa! Per liberare la Riviera dal cemento serve anche il tuo contributo. Fai un piccolo versamento a sostegno della manifestazione sul cc di CAT:
IBAN IT18K0840736180044000088960

GRAZIE.

Donatello Negrisolo - Movimento 5 Stelle

POLESINE: AREA DA SFRUTTARE

  

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Il Polesine, considerato il granaio d’Italia con vaste aree coltivate a soia, barbabietole da zucchero, frumento e grano e con area litorale bellissima, sta cambiando destinazione d’uso.

I nostri politici, infatti, stanno pensando che il Polesine può essere sfruttato in maniera diversa: costruendo autostrade come la NOGARA-MARE e la ROMEA COMMERCIALE, installando ettari ed ettari di FOTOVOLTAICO e impianti energetici a BIOGAS e BIOMASSE, innalzando selvaggiamente abitazioni civili, come sta succedendo a Rovigo.

Camuffate dai partiti durante la campagna elettorale come interventi di primaria importanza per la creazione di posti di lavoro per i giovani Rodigini che ogni mattina vediamo alla stazione ferroviaria prendere il treno per Padova, Venezia, Ferrara o Bologna, queste opere sono a partecipazione comunale.

Ma in realtà non c’è nessuna programmazione, né da parte della Regione né della Provincia, tanto meno del Comune, c’è solo una costruzione selvaggia. E chi la spunta è sempre chi si crede di essere più furbo degli altri.

Compito della Politica è quello di manipolare l’opinione pubblica affinché si legittimino questi interventi, come quello di costruire strade nuove anziché adeguare al traffico attuale le vie di comunicazioni esistenti.

Vediamo di analizzare la sorte della superstrada TRANSPOLESANA, comoda strada di collegamento Rovigo-Verona. La si vuole trasformare nell’autostrada che si chiamerà NOGARA-MARE, ovviamente a pagamento! Stranamente si vocifera che a Nogara sarà realizzato un interporto ad investimento privato…

La TRANSPOLESANA, costata alla comunità non poco a causa di errori di progettazione, di esecuzione e di aggiustamento, è stata costruita in diverse fasi e precisamente:

1) Costruzione del fondo stradale

2) Interventi continui di sistemazione e rafforzamento del fondo stradale

3) Costruzione della corsia di emergenza

4) Eliminazione degli attraversamenti a raso (dopo l’ennesimo incidente mortale)

Finalmente ora che è utilizzabile, nonostante la non curanza dell’ANAS, viene consegnata a delle società finanziarie intenzionate a sfruttarla per la costruzione di nuovi tratti autostradali di collegamento come il tratto NOGARA-LEGNAGO e il tratto da ROVIGO fino all’inserimento alla nuova ROMEA COMMERCIALE, (per la quale vale lo stesso discorso della NOGARA-MARE).

Una nuova ferita di circa 2.500.000 mq separerà il territorio agricolo del Polesine in due, uno a Nord e uno a Sud dell’autostrada, senza prendere in considerazione che esistono già delle realtà che collegano Rovigo al Basso Polesine e che sono:

1) Strada Statale Rovigo - Adria - Loreo

2) Strada Polesella - Guarda Veneta - Crespino - Bottrighe

3) Ferrovia Rovigo - Adria - Chioggia

4) Canale navigabile Canal Bianco

5) Il fiume Po

6) Il fiume Adige

Ora ci mettiamo anche l’autostrada e, come ha ventilato la Lega, pure un aeroporto! Non sarebbe sufficiente sviluppare talune delle sei realtà elencate qui sopra per aiutare l’economia dell’Alto e Basso Polesine?

Oppure ci sono dei terreni che hanno bisogno di una lottizzazione a spese dello Stato per cui bisogna costruire la nuova autostrada su un percorso obbligato disegnato a tavolino politicamente ?????

Inoltre, su entrambi i lati dell’autostrada correrà un corridoio di circa 300 metri di larghezza che, una volta costruita l’autostrada, subirà una variante catastale e precisamente da TERRENO AGRICOLO diventerà terreno EDIFICABILE. Anche questa volta i politici si giustificheranno dicendo che questa manovra è obbligatoria per portare lavoro nel territorio!

Quantificando, si può dire che il valore del terreno agricolo attuale varia da 10/15 €/mq, dopo la costruzione dell’autostrada e della variante catastale lieviterà a 70 €/mq, in prossimità delle uscite autostradali, terreni in vista e più appetibili, potrà arrivare a 100 €/mq, ed è per questo che cercano di progettare più uscite autostradali possibili. Faccio presente che il terreno di cui stiamo parlando rappresenta circa 9.000.000 di mq, per un importo complessivo che si aggira attorno a 600.000.000,00 € (seicentomilioni di euro).

Pertanto, con la costruzione dell’autostrada solo nella tratta Rovigo - innesto autostrada Romea Commerciale, vengono sottratti circa 10.000.000 mq di terreno agricolo che nessuna generazione futura potrà più utilizzare in quanto verrà cementificata e invasa da capannoni che i costruttori abbandoneranno una volta avuti i contributi dallo Stato. Così, nell’arco di una decina d’anni, l’agricoltura polesana diventerà un lontano ricordo di cosa fosse coltivare la terra.

Questo modo di ragionare ci ha portato alla situazione attuale: di diffidenza nei confronti della classe politica, di incredulità nel vedere che tante nefandezze vengano portate avanti, anche se a priori si sa che non porteranno beneficio a nessuno se non a coloro che propongono l’esecuzione di tali opere. Bell’affare, ancora oggi stiamo pagando e chissà fino a quando?! I risultati li abbiamo visti ad esempio con l’INTERPORTO, IL CENSER, ed altre opere simili.

Il presidente del CENSER S.p.A., ad esempio, in consiglio comunale ha proposto di risanare il bilancio negativo aumentando l’affitto del bar! Siamo proprio in buone mani… Sarebbe bene che, anziché proporre l’aumento dell’affitto al bar, il Signor Presidente proponesse di versare il suo onorario nelle casse del Comune, farebbe sicuramente più bella figura!

Chissà perché tutte le compartecipazioni comunali debbano sempre essere in passivo? Tanto paga sempre Pantalon! Forse i politici sono dei benemeriti incapaci, dei burattini manovrati da alcuni pochi furbi?! Non sarebbe meglio affidarci alle mani di professionisti che debbano rendere conto del loro operato?

Secondo Bortot

Movimento 5 Stelle

Rovigo

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Sembrava quasi uno scherzo ma poi, una volta esaminata la lettera firmata dal Sindaco Giorgio Orsoni, la voglia di ridere era passata.
Dopo aver cancellato infatti il passaggio dei grandi progetti in Commissione di Salvaguardia si pensava, e si sperava, che non si potesse fare più molto per favorire in città la deregulation urbanistica generale…e invece sì!
La nuova delega in materia di autorizzazioni paesaggistiche, passata dalla Regione agli enti locali, è stata infatti affidata, per la città più bella d’Italia nonché patrimonio dell’UNESCO, a tre semplici diplomati che si sono occupati fino al giorno prima di edilizia privata.
La legge nazionale richiede dei requisiti ben specifici per far parte della “Commissione per il Paesaggio”, l’articolo 148 del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004 “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” afferma infatti che: “La commissione e’ composta da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio”.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato allora, attraverso il suo consigliere-portavoce Marco Gavagnin, un’interpellanza urgente per chiedere dei chiarimenti in merito alla scelta fatta e per chiedere la revoca degli incarichi affidati ed avviare da subito una nuova selezione cercando delle professionalità superiori e più adeguate all’importante materia del rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

Interpellanza_Commissione per il Paesaggio_28feb2011.pdf

RASSEGNA STAMPA

2011.02.27 Nuovi progetti in mano a tre diplomati, per il grillino Gavagnin forse è uno scherzo del Sindaco_laNuova.pdf

Lorenzo Buiatti - Movimento 5 Stelle Venezia - grillivenezia.org

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No Dal Molin

Pedemontana