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Il Movimento 5 Stelle unitamente al “Comitato Contro gli Abusi Edilizi di Vicenza"
L’Amministrazione comunale di Grumolo delle Abbadesse ha da poco modificato la norma locale che regola le distanze dei nuovi edifici dai corsi d’acqua, dimezzando la fascia di rispetto idrogeologico e privilegiando interessi di natura privatistica in danno dell’interesse pubblico. Una scelta grave soprattutto perché avviene dopo la drammatica esondazione dei corsi d’acqua vicentini, le cui cause sono imputabili alla spinta cementificazione del nostro territorio. Nel 2008 il Consiglio Comunale di Grumolo aveva approvato un Piano di Lottizzazione per la costruzione di alcuni condomini a soli 5 metri di distanza dai corsi d’acqua Riale e Moneghina, in violazione delle distanze minime previste dalla norma statale (R.D. n. 523/1904) e dalla stessa norma comunale che ha adesso modificato. Grumolo è il primo comune del Veneto che riduce a meno di 10 metri la fascia di rispetto dei corsi d’acqua. E’ grottesco lamentarsi dei danni causati dall’alluvione e poi smantellare le norme locali che difendono i corsi d’acqua dalla cementificazione. Una vergognosa scelta politica che dimostra l’assoluta insensibilità verso i temi ambientali da parte dell’Amministrazione comunale di Grumolo. Bisogna annullare avanti al TAR l’illegittima delibera comunale che modifica le norme di rispetto fluviale, prima che altri comuni seguano questo pessimo esempio. Il nostro coordinamento che comprende alcune associazioni e movimenti, Vi chiede un contributo per sostenere i costi del ricorso legale.
Per bonifici: IBAN: IT42P 02008 11800 000101646943
Intestato a: Comitato contro gli abusi edilizi
Indicare nella causale: RICORSO AL TAR corsi d’acqua
Contatti:
http://comitatoabusiedilizi.blogspot.com
http://www.movimento5stelle-vicenza.it
info@movimento5stelle-vicenza.it

Il 9 ottobre 1963, alle ore 22.39, una frana di 270 milioni di metri cubi di terra cade nel bacino idroelettrico della diga del Vajont, provocandone la fuoriuscita dell’acqua lungo le sponde del lago e nella vallata sottostante. L’intero paese di Longarone (BL) e le sue frazioni vengono rase al suolo dalla furia delle acque. La vita di duemila persone viene annientata in pochi minuti. Si tratta del più grande disastro ambientale mai provocato dall’uomo. Dopo Caporetto, il Vajont è la più grande tragedia italiana del dopoguerra. E tutto era ampiamente previsto diversi anni prima. “Tutti sapevano, nessuno si mosse”.
A quarantotto anni di distanza i comuni di Longarone, Castellavazzo e Erto-Casso (le comunità disastrate) firmano un accordo con il privato (la En&En spa) per costruire una centralina idroelettrica sul torrente della tragedia e ricavarne energia. Al privato spetterà il 40% degli introiti, mentre il restante 60% verrà suddiviso nei tre comuni partecipi. Un introito annuale di circa 300mila euro per ogni cassa comunale.
Mi interessa. Da anni seguo le vicende del Vajont, dal giorno in cui - tredicenne - i miei mi portarono a vedere la diga. Da allora la mia “passione” per il Vajont è cresciuta su libri e saggi, nei documentari, col monologo di Paolini e il film di Martinelli, fra articoli di stampa locale e informazioni reperite su internet. Una costante “auto-informazione” (sui banchi di scuola, purtroppo, del Vajont non si parla, nemmeno qui nel bellunese), i primi contatti con quel di Longarone e qualche lettera alla stampa. L’ultima di queste proprio sulla nuova centralina. Una questione che “puzza” e non poco. Non resta dunque che informarmi, approfondire la vicenda e il contesto in cui viene maturando. L’idea è quella di un piccolo “reportage”, per capire, far capire, ma - anche solo - informare, far conoscere, perché è giusto che se ne parli.
Breve reportage di una vicenda che offende passato e memoria, in un Paese dove il corso della Storia non ha insegnato nulla. Leggi il reportage completo
MoVimento 5 Stelle Belluno
(VI) ABBIAMO FATTO IL QUORUM!
Oggi è una grandissima vittoria per la Democrazia, quella vera, quella con la lettera maiuscola, quella fatta dai cittadini, dal basso.
Tutti e 4 i quesiti referendari hanno superato largamente il quorum, forte segnale di voglia di partecipazione che i cittadini danno alla politica, oltre che essere espressione della volontà popolare su temi fondamentali come l’acqua pubblica, il nucleare e il legittimo impedimento.
E’ stato un grandissimo risultato soprattutto se si pensa all’azione di boicottaggio dei referendum stessi tentata dal governo, al ricorso a sentenze per invalidare i quesiti, alla poca informazione data dagli organi di stampa sui contenuti e modalità di voto.
Questa è una vittoria dei comitati, dei movimenti, dei liberi cittadini che si sono messi in campo in prima persona un anno fa per raccogliere le firme e che hanno diffuso capillarmente sul territorio le informazioni tramite banchetti e volantinaggi. E’ una vittoria anche del passaparola, del tam tam della rete, dei canali alternativi che hanno aggirato i normali canali di informazione.
Non è certo una vittoria dei partiti tradizionali, che si sono espressi - spesso in modo blando, contradditorio e molto spesso a giochi fatti - tanto per non perdere il treno, dopo magari aver ostacolato la sua partenza.
Noi del Movimento 5 stelle, che ci abbiamo creduto fin dall’inizio, che abbiamo affiancato i comitati referendari in questa campagna informativa, che siamo sempre scesi in campo in prima persona non risparmiando forze e risorse, finalmente possiamo gridare:
(VI) ABBIAMO FATTO IL QUORUM!!!!!!!
VITTORIA DEGLI ITALIANI SULLA CASTA !
VITTORIA SU questa CASTA che ha provato con la disinformazione !!!!
VITTORIA SU questa CASTA che non ha mandato fino all'ultimo gli SPOT REFERENDUM !!!
VITTORIA SU questa CASTA che INVITAVA AD ASTENERSI (miglior metodo preferito dalla MAFIA) !!!!
VITTORIA SU questa CASTA che CI HA PROVATO IN TUTTI I MODI !
Uno spiraglio di LUCE per gli Italiani comincia a farsi vedere !!
W INTERNET e W L' INFORMAZIONE LIBERA !!
Video Montato da Cristian T.
Movimento 5 Stelle - Rovigo
Il 12 giugno 2011 si terrà il referendum con 4 quesiti:
1 quesito - Vuoi eliminare il ricorso all'energia nucleare? Vota Sì.
2 quesiti - Vuoi cancellare la privatizzazione dell'acqua? Vota 2 Sì.
1 quesito - Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento affinchè la legge sia uguale per TUTTI? Vota Sì.
Bisogna impegnarsi affinchè il maggior numero di cittadini partecipi a questo importantissimo referendum, è necessario raggiungere il quorum necessario alla validità del referendum. Organizzeremo banchetti informativi e saremo a disposizione di quanti vorranno avere delucidazioni a riguardo dei quesiti posti dal referendum!!
IMPEGNAMOCI A PORTARE PIU' PERSONE POSSIBILE A VOTARE INVECE DI RECARSI IN SPIAGGIA.
PER COLPA DEI NOSTRI PARLAMENTARI SPOSTANDO LA DATA DEL REFERENDUM CI COSTA PIU' DI 400.000.000 DI EURO.
QUESTI PARLAMENTARI NON CI RAPPRESENTANO PIU' !!
Video montato da Tommasin Cristian
A Tezze sul Brenta nel 1973 è stata installata una galvanica in una zona in cui era stato
espressamente vietato l'installazione di un impianto industriale del genere, in quanto la zona circostante era prevalentemente ad uso agricolo.
Questa galvanica è rimasta attiva fino al 24 dicembre 2003, giorno in cui ha dichiarato fallimento, ma non ve n'era motivo se non le indagini che stavano avvenendo su di essa.
In tutti questi anni (più di 35) la Tricom PM ha inquinato la falda idrica sottostante che fa parte del Bacino scolante della laguna Veneta ed il Terreno. Si parla di una superficie sui 15 Km quadrati. Tutt'ora il terreno è inquinato (fino a 26 metri di profondità ) e l'acqua che vi passa attraverso si inquina anch'essa, non vi è ancora in atto una bonifica vera e propria, ma solamente un emungimento di quest'acqua, una ripulitura della stessa e quindi un invio alla rete fognaria consortile.
Tra gli operai vi è stato un numero di morti per tumore al polmone 5 volte superiore alla media nazionale. Un processo finito nel 2006 ha condannato il proprietario per inquinamento, il quale comunque ha goduto dell'indulto e pecuniariamente non ha pagato nulla (risulta nullatenente). Attualmente un nuovo processo, il quale ha rischiato più volte l'archiviazione, è partito, questo processo serve a capire cosa abbia ucciso gli operai e di chi è l'eventuale responsabilità .
Naturalmente a queste due domande per noi del comitato non è difficile rispondere, purtroppo alle domande devono rispondere i giudici e in questa storia c'è fin troppa politica di mezzo, basti pensare che nella Galvanica “lavorava” il sindaco in carica per quasi tutto l'arco di tempo in cui essa fu attiva.
Emanuele Bonin
Comitato di difesa del diritto alla salute di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa
MoVomento 5 Stelle - Vicenza
L’articolo 2 della Costituzione recita: “La somministrazione dei servizi essenziali è volta a soddisfare i bisogni primari aventi fondamento costituzionale nella tutela di diritti inviolabili come il diritto all'acqua potabile.”
Noi, donne e uomini dei movimenti dell'acqua, difendiamo da anni un bene che scorre libero e trasparente. Il 4 dicembre, giornata di mobilitazione nazionale, si è svolta la manifestazione regionale promossa dal Forum Veneto dei Movimenti per l’Acqua. Attraverso le strette vie di Venezia e i sui canali con cortei via terra e via acqua abbiamo raggiunto il ponte di Rialto e siamo tornati in piazza per ribadire:
l'importanza di una moratoria nazionale sui processi di privatizzazione del servizio idrico;
perchè il referendum si svolga nel 2011;
per modificare lo Statuto veneto in difesa dei beni comuni;
per difendere gli ecosistemi fluviali e salvare il territorio dalle colate di cemento e dalle devastazioni idro-geologiche;
per unire la nostra voce alle mobilitazioni globali nei giorni del vertice dell'ONU sui cambiamenti climatici a Cancun e chiedere giustizia ambientale e sociale.
All'evento hanno parteciperanno i comitati territoriali che si stanno battendo per la ri-publicizzazione del servizio idrico integrato e che nella scorsa primavera hanno raccolto 1.400.000 firme per proporre i tre quesiti referendari, oltre agli amministratori in rappresentanza degli Enti Locali sensibili all'argomento.
Un corteo e un concerto finale stupendo, persone meravigliose unite per una tra le cause più importanti. Grazie a tutti di aver partecipato e a Luca Bassanese per la sua musica.
È una questione di democrazia. È una questione di vita. L'Acqua.
Laura Treu
MoVimento 5 Stelle Veneto

Lo straordinario risultato della raccolta firme per indire un referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi, un milione e quattrocentomila firme raccolte, di cui oltre ventitremila solo nella nostra provincia, hanno dato un salutare scossone al dibattito sul governo dei beni comuni e sui processi di privatizzazione che, espropriando la collettività , garantiscono a pochi privati la gestione di risorse fondamentali e comuni.
A Vicenza questa discussione, con l’esplodere della vicenda Dal Molin, ha sensibilizzato e responsabilizzato migliaia di cittadini che, preoccupati dall’impatto che la nuova base avrebbe avuto sulla falda sottostante, si sono mobilitati per denunciare i rischi e per difendere uno dei beni comuni per eccellenza: l’acqua.
Tra poche settimane si apriranno a Cancun i lavori del COP16 sui Cambiamenti Climatici, dopo il sostanziale fallimento del vertice di Copenhagen dello scorso dicembre. La crisi ambientale e climatica è sotto gli occhi di tutti. Già dal 21 agosto noi tutti saremo a credito per sostenere il peso dell’impronta ecologica umana sul pianeta. Per noi è sempre stato importante pensare globalmente per agire localmente. Siamo convinti che ognuno debba essere responsabile di fronte a questa situazione. Vogliamo partire dalle buone pratiche che possono essere sviluppate a livello locale.
Per questo avevamo proposto molti mesi fa un ordine del giorno in consiglio comunale sulla difesa dell’acqua come bene comune. Conseguentemente abbiamo presentato una proposta di modifica dello Statuto che sancisse formalmente che l’acqua, essendo un diritto umano fondamentale, è una risorsa priva di rilevanza economica. “L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale”, ha addirittura sancito, con una storica risoluzione, l’assemblea delle Nazioni Unite nel luglio scorso.
Purtroppo, ad oggi, solo l’ordine del giorno, che è semplicemente un atto d’indirizzo, è stato portato in discussione in consiglio comunale, dove è stato tra l’altro approvato a larghissima maggioranza. E’ invece bloccata la proposta di modifica dello statuto, a quanto sembra per la difficoltà nell’avere un parere da parte di AIM sulla materia.
Noi vogliamo invece che la questione venga discussa pubblicamente, in consiglio comunale perché, come dicevamo prima, l’acqua è trasparente, e vogliamo trasparenza sull’acqua. Che è di tutti, non di un presidente di CdA o di un amministratore locale.
Per questo presenteremo una diffida al presidente del CdA di AIM, al sindaco Variati e al segretario generale del Comune, dott. Vetrano, affinché sia garantita la discussione di questo importante tema in consiglio comunale. Sabato 23 ottobre, dalle 10, è stato effettuato sit in di fronte alla sede di AIM a S. Biagio per sensibilizzare la cittadinanza e per consegnare ad AIM la diffida, e ne verrà fatto uno prossimamente anche a Palazzo Trissino.
dal sito del comitato No Dal Molin
Nei mesi scorsi, l’associazione “Vicenza 5 stelle” ha ufficialmente proposto al comune di Vicenza una delibera avente tema “Proprietà e gestione del servizio idrico”. La delibera propone una modifica dello statuto comunale, che vada ad inserire il concetto di acqua pubblica come un bene inalienabile e un diritto per tutta la comunità vicentina, dal quale non si debba trarne profitto. Potete leggere il testo presentato qui. Dopo i canonici 60 giorni, tempo concesso per la raccolta firme e la presentazione, pubblichiamo con soddisfazione la lettera inviataci dal Sindaco di Vicenza, Achille Variati:
Le comunico che la proposta di deliberazione da lei presentata il 21 giugno 2010 è stata sottoscritta, nel periodo utile per la raccolta delle firme, da n. 552 cittadini elettori di questo comune.
la proposta, pertanto, a norma di quanto dispone l’articolo 38 del regolamento comunale degli istituti di partecipazione, sarà trasmessa dal Presidente del Consiglio comunale all’esame della competente commissione consiliare.
cordiali saluti.
IL SINDACO
Attendiamo con trepidazione la messa all’ordine del giorno nel consiglio comunale, della discussione riguardante la nostra proposta e ringraziamo sentitamente tutti i Vicentini che hanno partecipato e contribuito al raggiungimento di questo risultato!
MoVimento 5 Stelle - Vicenza
A maggio 2010 ho vissuto un'esperienza molto singolare che mi ha arricchito profondamente.
Devo fare una piccola premessa per raccontare il motivo che mi ha condotto in quel luogo.
Il luogo si chiama Isola di Zannone nell'arcipelago delle Isole Ponziane o Pontine in provincia di Latina.
E' un isola di origine vulcanica che è stata, alla fine degli anni '70, annessa al Parco Nazionale del Circeo.
Ha una estensione di meno di un km quadrato ed il Monte Pellegrino, l'altura più elevata, è a 185 metri sul livello del mare. L'intera isola è ricoperta da fitta vegetazione mediterranea ed un paio di versanti sono per la maggior parte ricoperti da un folto bosco di leccio.
Non è abitata se non da parecchi mufloni e da una vecchia asina, non ha elettricità , non ha acqua corrente.
Esistono solo due edifici, il faro in cui soggiornano due guardie forestali a turni di una settimana e la fatiscente villa del Conte Casati Stampa, ex proprietario dell'intera isola, oramai inagibile tranne il portico ed un paio di stanze, costruita sui resti di un Convento di frati Benedettini-Cistercensi del XIII secolo.
Apro una parentesi. Il Conte Casati Stampa, morto suicida nel 1970 dopo aver assassinato la moglie Anna Fallarino e il di lei compagno Massimo Minorenti, faceva festini orgiastici sull'isola. Ma la cosa più interessante è che era proprietario di una certa villa San Martino ad Arcore che dopo la sua morte fu ereditata da una minorenne che aveva come pro-tutore Cesare Previti. Il resto della storia la trovate su Wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_San_Martino ). Chiusa la parentesi.
Sono stato a Zannone per studiare la migrazione degli uccelli attraverso il mediterraneo. Molti uccelli che svernano in Africa passano dal tirreno centrale per migrare a nord verso l'Europa, luogo di nidificazione.
Eravamo in 5 ricercatori. Abbiamo dovuto portare tutto l'occorrente e soprattutto cibo e acqua.
Sembra una sciocchezza ma il fatto di dover dipendere totalmente da ciò che hai previsto di avere al seguito è un'esperienza che segna.
In particolare per quanto riguarda l'acqua.
Abbiamo trasportato sull'isola circa 200 litri di acqua con delle taniche e dei boccioni (tipo quelli che si usano nelle aziende per pagare comunque qualcuno per acqua privata invece di bere dal rubinetto).
L'approdo dista circa 25 minuti a piedi dal luogo in cui abbiamo svolto le nostre attività percorrendo un sentiero lungo un selciato di origine benedettina del XIII secolo, che si inerpica irto fino ai resti del Convento e alla Villa del Casati a circa 120 metri sul livello del mare.
Sbarcato il materiale, il cibo e l'acqua all'approdo, ogni giorno si andava a recuperare parte del bagaglio. Eravamo aiutati da una vecchia asina, unico animale domestico dell'isola. Era comunque una faticaccia caricare l'asina e farla salire fino ai ruderi della villa. Un'asina giovane è testarda, pensate ad una vecchia. Ma a quell'asina mi sono profondamente affezionato.
La fatica, ogni goccia di sudore, man mano si trasformavano in consapevolezza dell'importanza dell'acqua.
Siamo perennemente abituati ad aprire un rubinetto, sprecare qualche litro aspettando che si rinfreschi, e bere direttamente l' "acqua del sindaco". O, peggio, ad andare regolarmente al supermercato ad acquistare acqua in bottiglia sempre disponibile in grandi quantità .
Dobbiamo invece considerare il fatto che l'acqua è un bene inalienabile nonché preziosissimo che deve restare pubblica.
Siamo estremamente fortunati ad averne in grandi quantità direttamente nelle proprie dimore.
Sono state raccolte 1.400.000 firme per 3 referendum che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell’acqua ai privati e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce. Ora dobbiamo portare a votare 25 milioni di italiani. Dobbiamo farcela!
Proprio il 29 luglio 2010 c'è stato uno storico voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: con 122 voti a favore, 41 astensioni e nessun contrario l’Assemblea ha votato un documento proposto dal Governo Boliviano che “...dichiara il diritto all’acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani».
Credo si debba riconsiderare il valore e l'importanza di moltissimi gesti che noi diamo per scontati e che invece creano conseguenze.
Ecco alcuni suggerimenti su come risparmiare acqua quotidianamente:
http://www.ecoage.it/risparmiare-acqua.htm
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle
La raccolta si è conclusa in un successo senza eguali.
Più di 100 mila cittadini del Veneto hanno scritto con noi questa bella pagina di democrazia e di coesione intorno al Bene Comune Acqua. Un segnale straordinario di autodeterminazione popolare, una testimonianza concreta di cosa significa coniugare radicalità di valori e puntuale lavoro territoriale aperto, orizzontale, in grado di fare delle diversità un forte collante di unità e reciprocità . Un nuovo patrimonio di reti e relazioni che si sono connesse spontaneamente su un crescere di "snodi" preziosi, di amicizie, competenze, esperienze e fraternità . Generosità ed azioni mai competitive od autoreferenziali, questo è il fondamentale valore aggiunto di un risultato straordinario, un inizio promettente e gioioso per i prossimi impegni futuri.
Grazie e un forte abbraccio a tutti,
Valter Bonan
coordinatore regionale del forum Acquabenecomune

09.10.11 00:04


