Recentemente nella categoria Edilizia

Sabato 29 ottobre 2011 Adria (Rovigo) ritrovo ore 14.00 lungo viale U. Maddalena (di fronte alla stazione dei treni) Il corteo colorato e pacifico percorrerà le strade a partire dalle ore 14.30 fino alle 16.30. La manifestazione continuerà con interventi dal palco, collegamenti con le altre piazze, spettacolo e si concluderà alle 19.30.
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Per info: http://nocokepolesine.blogspot.com/

Salviamo i Corsi d'Acqua!

  

Il Movimento 5 Stelle unitamente al “Comitato Contro gli Abusi Edilizi di Vicenza"

Denunciano che

dopo la drammatica alluvione di Novmbre 2010 il Comune di Grumolo decide di non tutelare i corsi d’acqua!

L’Amministrazione comunale di Grumolo delle Abbadesse ha da poco modificato la norma locale che regola le distanze dei nuovi edifici dai corsi d’acqua, dimezzando la fascia di rispetto idrogeologico e privilegiando interessi di natura privatistica in danno dell’interesse pubblico. Una scelta grave soprattutto perché avviene dopo la drammatica esondazione dei corsi d’acqua vicentini, le cui cause sono imputabili alla spinta cementificazione del nostro territorio. Nel 2008 il Consiglio Comunale di Grumolo aveva approvato un Piano di Lottizzazione per la costruzione di alcuni condomini a soli 5 metri di distanza dai corsi d’acqua Riale e Moneghina, in violazione delle distanze minime previste dalla norma statale (R.D. n. 523/1904) e dalla stessa norma comunale che ha adesso modificato. Grumolo è il primo comune del Veneto che riduce a meno di 10 metri la fascia di rispetto dei corsi d’acqua. E’ grottesco lamentarsi dei danni causati dall’alluvione e poi smantellare le norme locali che difendono i corsi d’acqua dalla cementificazione. Una vergognosa scelta politica che dimostra l’assoluta insensibilità verso i temi ambientali da parte dell’Amministrazione comunale di Grumolo. Bisogna annullare avanti al TAR l’illegittima delibera comunale che modifica le norme di rispetto fluviale, prima che altri comuni seguano questo pessimo esempio. Il nostro coordinamento che comprende alcune associazioni e movimenti, Vi chiede un contributo per sostenere i costi del ricorso legale.

Per bonifici: IBAN: IT42P 02008 11800 000101646943
Intestato a: Comitato contro gli abusi edilizi
Indicare nella causale: RICORSO AL TAR corsi d’acqua

Contatti:
http://comitatoabusiedilizi.blogspot.com
http://www.movimento5stelle-vicenza.it

info@movimento5stelle-vicenza.it

Dopo un estenuante consiglio comunale (prossimo Consiglio 4 Ottobre 2011 ore 20) di circa 9 ore viene approvata la Delibera del Consiglio Comunale sulla L.R. n. 13/2011 e n. 14/2009, il famoso Piano Casa (qui potete scaricare la proposta di Delibera). Tra gli emendamenti approvati, uno è del Movimento 5 Stelle (l'unico emendamento più restrittivo approvato).

Non ho votato a favore (cioè contrario) di questa delibera in quanto ritengo che le restrizioni inserite non siano sufficienti ad evitare potenziali speculazioni ed importanti appesantimenti urbanistici, in un contesto già al limite di antropizzazione. Sarebbe bastato a mio avviso inserire un limite alle altezze massime degli edifici residenziali (altri comuni lo hanno fatto) e rendere necessario un atto di consenso dei proprietari confinanti per ampliamenti a distanze inferiori di 10 ml dai fabbricati e 5 ml dai confini: gli emendamenti relativi da me presentati sono stati invece respinti. Sono rimasto inoltre molto perplesso su alcuni pareri tecnici Non Favorevoli ad alcuni miei emendamenti da parte del dirigente competente. Riconosco comunque l'apertura della maggioranza a vagliare gli emendamenti (anche quelli del M5S, cioè i più restrittivi) e la volontà di porre almeno un freno rispetto a quanto approvato dalla scorsa amministrazione. Questi i punti salienti della Delibera:

- La monetizzazione dei parcheggi sarà possibile solo per ampliamenti che andranno a costituire al massimo una nuova unità immobiliare;

- I centri storici verranno disciplinati da un'altra Delibera entro il 30 Novembre 2011;

-Rispetto distanze dai confini e fabbricati: deroga ai 3 ml tra fabbricati di lotti confinanti (il mio emendamento per far rispettare le NTA del PRG e del Regolamento Edilizio e rendere obbliatorio il permesso dei proprietari confinanti in caso di distanze inferiori è stato respinto);

-Consentite sopraelevazioni fino a 10 piani e per un'altezza massima di 35 ml solo per strutture alberghiere (emendamento PdL approvato) ;

-Proroga concessioni demaniali per chi effettua ampliamenti su strutture turistiche (emendamento UdC approvato);

-Restrizioni per ampliamenti in zona agricola: non è possibile applicare ampliamenti agli annessi agricoli, priorità al riutilizzo di corpi edilizi esistenti (emendamento M5S approvato);

-Parcheggi di alberghi fino a 1000 ml di distanza dalla struttura ricettiva purchè sia attivo un servizio di bus navetta privato (emendamento approvato presentato dal PD e che ho votato favorevolmente);

-Istanze presentabili anche con Denuncia Inizio Attività (emendamento approvato presentato dal PdL).

Questi gli 11 emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle Chioggia:

- gli aumenti di volume o superficie coperta consentiti dalla L.R. n. 13 del 08/07/2011 non potranno essere sommati agli ampliamenti previsti dalle N.T.A. della Variante al P.R.G. o da altri strumenti o legislazioni urbanistiche vigenti ; Parere Tecnico (P.T.): NON FAVOREVOLE - RESPINTO

-non rientrano nel conteggio delle superfici o volumi ampliabili i fabbricati o le porzioni di fabbricati legittimati da atti abilitativi in sanatoria; P.T.: NON FAVOREVOLE - SI 01 - NO 15 - A 03 - NV 06 - RESPINTO

- di consentire per i fabbricati residenziali (Z.T.O. B-C-E) l’applicazione della L.R. n. 13 del 08/07/2011 esclusivamente per le abitazioni di residenza dei richiedenti classificabili come “prima casa” all’atto di presentazione dell’istanza per l’ampliamento; P.T.: NON FAVOREVOLE - SI 03 - NO 18 - A 00 - NV 03 - RESPINTO

- dovranno essere rispettate le altezze massime ed il numero di livelli massimi previsti per ogni Z.T.O. dalle N.T.A. della Variante al P.R.G. Vigente e dal D.M. n. 1444/1968 (Decreto che disciplina altezze e distanze tra fabbricati). P.T.: NON FAVOREVOLE - SI 03 - NO 17 - A 00 - NV 05 - RESPINTO (ho chiesto anche 5 minuti di pausa per modificarlo, il consiglio ha respinto la proposta).

- dovranno essere rispettate le distanze tra fabbricati di lotti confinanti previste dalle N.T.A. della Variante al P.R.G. Vigente (10 ml). In caso di distanze inferiori (minimo 3 ml previsto dal Codice civile) è indispensabile atto registrato di consenso tra proprietari confinanti. P.T.: NON FAVOREVOLE - SI 01 - NO 14 - A 02 - NV 08 - RESPINTO

-Aumentare del 30% le tariffe per la monetizzazione dei parcheggi (Delibera C.C. n.91/2010); P.T.: FAVOREVOLE - SI 02 - NO 16 - A 02 - NV 05 - RESPINTO

-Non consentire l'installazione di impianti solari fotovoltaici non integrati di potenza superiore a 30 kWp su terreni agricoli; P.T.: NON FAVOREVOLE - SI 01 - NO 14 - A 02 - NV 05 - RESPINTO

-Qualora si volesse suddividre in più unità immobiliari, l'unità immobiliare derivata dall'ampliamento con il Piano casa, le cui aree a parcheggio fossero state monetizzate, sono indispensabili per attuare la divisione le proporzionali aree a parcheggio;P.T.: FAVOREVOLE - SI 01 - NO 13 - A 01 - NV 05 - RESPINTO


-Nelle zone agricole, al fine di evitare l’ulteriore edificazione, l’ampliamento dovrà prioritariamente prevedere il riutilizzo di corpi edilizi esistenti, possibilmente in aderenza, ove non più necessari alla loro naturale destinazione originaria. Inoltre, al fine della tutela delle aree agricole, non si ritiene possibile applicare gli interventi di cui agli artt. 2 e 3 della L.R. 14/2009 come modificati dalla L.R. 13/2011, agli annessi agricoli, se non come completamento del volume massimo edificabile non altrimenti realizzabile nel corpo edilizio principale, destinato a residenza, per il quale si chiede l’ampliamento e la ristrutturazione; P.T.: FAVOREVOLE - SI 18 - NO 00 - A 01 - NV 06 - APPROVATO

-Priorità agli ampliamenti in aderenza, solo viene dimostrato essere impossibile si procederà agli ampliamenti con nuovi fabbricati separati.
P.T.: FAVOREVOLE - SI 03 - NO 16 - A 01 - NV 00 - RESPINTO

-Ampliamento massimo per il quale è monetizzabile la superficie a parcheggio: 50 mq di Superficie Netta di Pavimento. P.T.: FAVOREVOLE - SI 02 - NO 14 - A 02 - NV 07 - RESPINTO

Al termine degli emendamenti si è votata la proposta di Delibera: SI 17 - NO 03 - A 00 - NV 05 - (M5S - NO) APPROVATO

Si è poi votata l'immediata eseguibilità: SI 17 - NO 02 - A 00 - NV 06 - (M5S - NV) ESEGUIBILE

Gilberto Boscolo - Consigliere Comunale M5S

p.s.: tutti gli emendamenti non del M5S nei quali non è specificato nulla sono stati da me votati contrari. - p.p.s.: N.T.A.= Norme Tecniche di Attuazione - P.R.G.: Piano Regolatore Generale

La Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) è un’altra di quelle opere devastanti per il territorio (e per le casse della Regione) realizzata con un progetto imposto grazie alla dichiarazione di una fantomatica emergenza di protezione civile nelle città di Vicenza e Treviso. Viene nominato così un commissario straordinario che agisce in deroga alla legislazione vigente (tra cui quella sul controllo degli appalti).
L’emergenza traffico è stata dichiarata senza alcuno effettivo studio del traffico, il quale tra l’altro dalle rilevazioni risulta in calo dal 2007, essenzialmente a causa della crisi economica che ha fatto chiudere moltissime aziende del Nord-Est.
Tra te tante criticità dell’opera una delle più macroscopiche è la mancanza della valutazione di impatto ambientale, demandata al progetto esecutivo, ovvero nella fase in cui si definiscono gli ultimi dettagli del progetto ed in cui è ovviamente impossibile cambiare l’opera quando emergeranno le problematiche ambientali di inquinamento e di rischio idrogeologico. Già oggi Vicenza rischia nuove inondazioni, figuriamoci dopo l’ulteriore impermeabilizzazione del territorio portata dalla SPV e dalle opere accessorie e quando la situazione delle falde sarà devastata dalla realizzazione dell’autostrada.
Alcuni dati indicativi: la SPV e’ lunga 95 Km, attraversa 36 comuni con 17 accessi (caselli) , dal costo di circa 2,5 miliardi di euro (per rendere l’idea, è il valore del nuovo edificato per uso non residenziale nella provincia di Vicenza negli otto anni che vanno dal 2001 al 2007, ovvero in pieno boom edilizio) che i veneti pagheranno tre volte: direttamente con i finanziamenti della regione, con i pedaggi e con il degrado ambientale e delle condizioni di salute.
Non è un’opera al servizio del territorio attraversato, come si è fatto credere, ma un’arteria per traffico a lunga percorrenza. E’ un’opera realizzata in project financing di cui non si conoscono i dettagli della convenzione economica, che più volte i cittadini hanno richiesto per sapere chi paga e quanto si paga la SPV, ma la cui consultazione è stata sempre negata adducendo come motivo che si tratta di un atto pattizio tra il Commissario e la ditta appaltatrice. Peccato che, da quel che si sa, la Regione Veneto intervenga nel progetto con parecchie centinaia di milioni di euro e che si impegni a garantire il pareggio di bilancio; in altre parole se il traffico è inferiore al previsto e la Società concessionaria sarà in perdita, allora la regione sopperirà con soldi pubblici al mancato guadagno. Altro meraviglioso esempio di capitalismo all’italiana.
Ultimo, ma non meno importante, da considerare che attorno ad ogni casello, per un diametro di 4 km, l’articolo 38 del P.T.R.C in adozione, permetterà di costruire ulteriori centri commerciali, direzionali o aree edificabili senza che i comuni interessati possano in qualche modo avere voce in capitolo.

A Bassano del Grappa un numeroso gruppo di cittadini supportati dal MoVimento 5Stelle di Bassano e da quello di Vicenza hanno raccolto firme e presentato in consiglio comunale una proposta di delibera che impegnasse il Comune di Bassano in un ricorso al TAR contro questo progetto della Pedemontana. Ricorso basato sull’illegittimità della nomina del Commissario Straordinario, che se accolto, avrebbe invalidato le decisioni assunte da quest’ultimo e potuto riportare la SPV ad una progettazione conforme agli obblighi della legislazione vigente anziché a quella di emergenza di protezione civile, che non vede nessuna voce in capitolo né alcuna possibilità di controllo dei cittadini su ciò che viene fatto.
A supporto della richiesta di delibera i cittadini firmatari hanno posto al Consiglio Comunale di Bassano del Grappa tredici domande che di seguito riportiamo.

Prima di decidere in merito alla Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), è opportuno porre, ai componenti del Consiglio Comunale di Bassano, alcuni quesiti per verificare la conoscenza in materia, affinché tali decisioni siano ponderate a tutela e reale beneficio dei nostri concittadini.
1) Il Consiglio Comunale è al corrente del fatto che il progetto della SPV non è giustificato in base ad una reale indagine del traffico, non tenendo conto che quest'ultimo è in diminuzione dal 2007?
2) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che, assecondando le proposte del Commissario si andrà a sottrarre ai cittadini del comprensorio funzionalità della Gasparona? (superstrada gratuita che collega i paesi da Thiene a Bassano del Grappa)
3) Il Consiglio Comunale è a conoscenza dell'esistenza di una proposta progettuale della SPV che lo stesso consiglio aveva approvato nel 2002, (con Delibera n. 82) che prevede lo sviluppo della Pedemontana nelle vicinanze di Castelfranco laddove è già presente un importante snodo ferroviario e che per la presenza dell'elettrodotto interrato si configura una zona più idonea in quanto già sottoposta a servitù e lontana dal centro abitato?
4) Il Consiglio Comunale è al corrente che la nuova revisione del Piano Europeo dei Trasporti introdurrà forti aumenti tariffari per i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate per scoraggiarne la circolazione su gomma, cosa che metterà a dura prova la già fragile sostenibilità economica della SPV?
5) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che la convenzione economica su cui si basa la realizzazione della SPV non è mai stata pubblicata, e che anzi è stata secretata ostacolando così l’accesso agli atti da parte dei cittadini, che hanno il diritto di sapere chi paga e quanto si paga questa Superstrada a Pedaggio?
6) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che per la SPV non è stata fatta alcuna adeguata valutazione dell’impatto ambientale, acustico e sulla vivibilità per i bassanesi post opera?
7) Il Consiglio Comunale è a conoscenza del fatto che, qualora venga introdotto un pedaggio a pagamento per i cittadini del comprensorio, il traffico si riverserà sulla viabilità dei centri limitrofi?
8) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che l'articolo 38 del Piano Territoriale di Coordinamento (PTRC) in adozione da parte del Consiglio Regionale, prevede la possibilità di estendere nel raggio di 2 Km dalla barriera dei caselli ulteriori aree edificabili al fine di soddisfare i futuri progetti strategici della regione, nonostante ciò possa comportare la costruzione di nuove grandi stutture di vendita, come ad esempio le città mercato?
9) Il Consiglio Comunale è a conoscenza delle recenti posizioni assunte dalla Commissione Europea con il nuovo Libro Bianco su mobilità e trasporti (28 marzo 2011) in cui si stabilisce che almeno il 50% delle merci e passeggeri sia su rotaia e che invece l’attuale progetto della SPV è strutturato in modo da rendere alquanto improbabile tale realtà?
10) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che dispone di un’occasione irripetibile di contrastare l’attuale progetto della SPV accogliendo la proposta di delibera presentata dai cittadini bassanesi che chiedono al Comune di ricorrere al T.A.R. contro la Superstrada Pedemontana Veneta per riportare il potere decisionale sul proprio territorio e sul proprio futuro ai bassanesi, senza subire supinamente un progetto imposto da un soggetto privato e da un Commissario nominato illegalmente?
11) Il Consiglio Comunale è al corrente che la Corte dei Conti ha recentemente rilevato che è improprio dichiarare lo stato di emergenza (e conseguentemente la nomina di un commissario) per realizzare grandi opere infrastrutturali (come lo sono ad esempio il Passante di Mestre e la SPV), giacché la realizzazione di una infrastruttura non risulta conciliabile con il l’articolo 1 della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004, che limita la dichiarazione dello stato di emergenza al tempo necessario per operare i “primi interventi” indispensabili a fronteggiare uno stato di calamità?
12) Il Consiglio Comunale è al corrente che la Corte dei Conti chiede di definire puntualmente in sede di progetto preliminare i costi delle opere compensative, sia in senso qualitativo (definendo quali siano) che in senso quantitativo (come oneri economici) dato che il non puntualizzarli può compromettere una gestione trasparente ed oculata dell’opera, influendo significativamente sull’andamento della finanza pubblica?
13) Il Consiglio Comunale, che dovrebbe tutelare l’interesse del cittadino, è a conoscenza che una Sentenza della Corte Costituzionale in data 7 giugno 2011, ha dichiarato illegittimo per gli espropri il criterio dei Valori agricoli medi e che proprio su questo criterio si fonda l’accordo per gli espropri firmato il 10 marzo 2010 dal Commissario Delegato, dall’ass. Renato Chisso, da alcuni rappresentanti di categorie sindacali e dalla ditta esecutrice?

Ascoltate le ragioni dei firmatari il Consiglio Comunale ha respinto la richiesta dei cittadini, impaurito dalla possibilità di perdere qualche ‘compensazione’ gentilmente concessa dal Commissario, come se si potessero in qualche modo compensare i danni irreparabili prodotti da questo assurdo progetto di SPV.
Coloro che hanno scelto questa strada hanno però un nome ed un cognome, e dovranno prima o poi rendere conto ai cittadini del loro comportamento. Incredibile l’intervento del capogruppo PD Fantinato, che si scaglia contro lo strumento della proposta di delibera popolare. Come possono osare i cittadini di pretendere mettere in discussione ciò che per loro decidono i loro infallibili consiglieri comunali !?
Lascia di stucco che tale intervento provenga proprio da un rappresentante di un partito che contiene la parola Democratico nella sua denominazione.


Movimento 5 Stelle Bassano del Gappa

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Movimento 5 Stelle Riviera del Brenta e Miranese
Comunicato Stampa

Veneto CITY va contro lo sviluppo del territorio

Il Movimento 5 Stelle da sempre contrario al progetto esprime grave preoccupazione per l'improvvisa accelerazione “estiva” al progetto.

La Riviera del Brenta ed il Miranese hanno ben altre vocazioni e potenzialità economiche: dal turismo culturale ai manufatti di alta qualità come dimostra il recente "sposalizio" tra Louis Vuitton e il Politecnico calzaturiero, dalla riscoperta dei sapori enogastronomici oggi per gran parte persi anche a Venezia, all'edilizia e al mercato immobiliare storico e monumentale.

La cattedrale Veneto CITY sposa invece solo quell'interesse politico ed imprenditoriale che non è a servizio della cosa pubblica e della cittadinanza e come da sempre il movimento denuncia. Mette inoltre in crisi proprio quelle categorie economiche commerciali ed imprenditoriali locali che credono si possa finalmente ragionare su un riviera del Brenta di nuove opportunità durature, anche occupazionali, che non passino per questa colata di cemento.

Il movimento si impegnerà a proporre nel territorio soluzioni diverse per un rilancio del settore turistico ricettivo, del comparto artigianale di pregio e del recupero della memoria storico monumentale di una riviera divenuta decadente, mai decollata ma dalle potenzialità tali da diventare tra le più importanti mete italiane.

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Non è sfuggito a CAT l’arrivo in Provincia del Masterplan di Veneto City e il susseguirsi frenetico di incontri a porte chiuse tra Comuni, Provincia di Venezia, Regione Veneto e proponenti. Il sospetto che si voglia mettere i cittadini di fronte al fatto compiuto e arrivare alla chetichella all’accordo di programma è più che fondato.
Il progetto aveva già ripreso quota poco prima di Natale, quando è stata presentata agli amministratori di Dolo e Pianiga l’ultima versione del cosiddetto Polo del Terziario avanzato. L'ing. Endrizzi e l’arch. Cucinella questa volta si sono dati un gran da fare: nel masterplan sono quasi sparite le relazioni tecniche e i dati sui flussi di traffico, ma in compenso si fa grande uso di foto ad effetto. Insomma a prima vista un progetto all’insegna del “verde” (leghista?) e della vivibilità. Ma in realtà si scopre che la superficie occupata è pari a quasi due milioni di mq e quella urbanizzata supera abbondantemente il milione di metri quadrati. Quanto al verde, questo è relegato lungo l’autostrada e la ferrovia, su terreni che non rientrano negli ambiti dei progetti norma 4 e 5 attuali (i quali prevedono la costruzione di non più di 200.000 mq. di capannoni.), così come non vi rientra parte della viabilità prevista. Si può quindi affermare che, per molti versi, il progetto è anche uno straordinario esempio di uso privato di un bene pubblico.
Qualche dato: 408.000 mq. per showrooms, centro congressi e fiera (sette volte la fiera di Padova), 225.000 mq per istituzioni finanziarie, 100.000 mq per negozi e centri commerciali (10 volte Auchan di Mestre), 72.500 mq per hotels (pari a 70 alberghi-tipo della Riviera del Brenta), 110.000 mq per cinema, palestre, 117.500 mq per università.
L’area destinata a parcheggio, prevalentemente interrato, con 425.000 mq (60 campi da calcio) è quasi pari all’intera originaria area dei progetti norma 4 e 5 del Comune di Dolo. Su questa superficie sono previsti 37.000 posti auto; il che significa che occorre moltiplicare almeno per 2 se non per 3 lo stesso numero per avere il quantitativo di auto che arriveranno e partiranno ogni giorno da VC: da 70.000 a 100.000. Una questione, quella della viabilità, non di poco conto visto che ad assolvere il compito di smistare il traffico all’interno di Veneto City saranno 4 rotonde (di cui 2 già esistenti) dislocate sul sedime della bretella che da Casello 9 lungo la Brentana portava al casello di Roncoduro.
Insomma CAT non si fa abbagliare dagli effetti speciali e intende smascherare quella che è e rimane una speculazione immobiliare in grande stile dalle enormi ricadute ambientali e socio-economiche su tutto il territorio della Riviera del brenta e del Miranese.
CAT, preoccupato da questa improvvisa accelerazione e soprattutto dal silenzio quasi “omertoso” che circonda l’affare Veneto City, denuncia il comportamento inaccettabile delle istituzioni, soprattutto della Sindaca leghista Manuela Gottardo, che in campagna elettorale aveva più volte sbandierato l’importanza del coinvolgimento degli abitanti e della tutela del territorio
Veneto City non è inserito in Legge Obiettivo e inoltre non c’è nessuna norma che vieta di rivedere le destinazioni d’uso contenute nei Piani Norma 4 e 5 del PRG di Dolo. Le due amministrazioni rivierasche hanno una responsabilità enorme: se vogliono possono dire di NO e bloccare fin da subito questa cementificazione devastante; se invece daranno il loro assenso, allora diranno di si anche ad altre due opere strettamente connesse, la Camionabile e la Romea Commerciale (con innesto a Roncoduro).
Svendere il territorio in cambio degli introiti derivati dall’ICI e dagli oneri di urbanizzazione non risolve i problemi di bilancio ma anzi li aggrava, perché non vengono mai considerate le ingenti somme di denaro pubblico spese per fronteggiare i disastri dovuti alla cementificazione: la recente alluvione in Veneto dovrebbe insegnare qualcosa.
Se proprio c’è bisogno di nuovi centri direzionali/commerciali, si faccia un investimento strategico sulle aree dimesse di Porto Marghera bonificandole e riqualificandole, invece di perseverare nella distruzione di un territorio già ampiamente ferito. Per la Riviera e il Miranese si punti invece sul recupero ambientale, sulla salvaguardia del commercio e dei servizi locali, sul turismo di qualità, e sulla valorizzazione del patrimonio storico-paesaggistico a cominciare dalla creazione di un grande Parco del Graticolato.



CAT Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta e Miranese

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Sembrava quasi uno scherzo ma poi, una volta esaminata la lettera firmata dal Sindaco Giorgio Orsoni, la voglia di ridere era passata.
Dopo aver cancellato infatti il passaggio dei grandi progetti in Commissione di Salvaguardia si pensava, e si sperava, che non si potesse fare più molto per favorire in città la deregulation urbanistica generale…e invece sì!
La nuova delega in materia di autorizzazioni paesaggistiche, passata dalla Regione agli enti locali, è stata infatti affidata, per la città più bella d’Italia nonché patrimonio dell’UNESCO, a tre semplici diplomati che si sono occupati fino al giorno prima di edilizia privata.
La legge nazionale richiede dei requisiti ben specifici per far parte della “Commissione per il Paesaggio”, l’articolo 148 del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004 “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” afferma infatti che: “La commissione e’ composta da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela del paesaggio”.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato allora, attraverso il suo consigliere-portavoce Marco Gavagnin, un’interpellanza urgente per chiedere dei chiarimenti in merito alla scelta fatta e per chiedere la revoca degli incarichi affidati ed avviare da subito una nuova selezione cercando delle professionalità superiori e più adeguate all’importante materia del rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

Interpellanza_Commissione per il Paesaggio_28feb2011.pdf

RASSEGNA STAMPA

2011.02.27 Nuovi progetti in mano a tre diplomati, per il grillino Gavagnin forse è uno scherzo del Sindaco_laNuova.pdf

Lorenzo Buiatti - Movimento 5 Stelle Venezia - grillivenezia.org

Presidente Regione Veneto
Giunta Regione Veneto
Coldiretti Veneto
Unioncamere Veneto
Confagricoltura Veneto
FAI - FLAI - UILA

Egregio Presidente,

il Movimento 5 Stelle Veneto in occasione di questa conferenza sul piano per il futuro della agricoltura veneta Le chiede come pensa di poter coniugare lo sviluppo e la tutela delle risorse agricole con i faraonici progetti urbanistici e viari previsti e approvati dalla Regione Veneto che comportano una cementificazione massiccia del nostro territorio.
Le ricordo che nei prossimi anni sono già in via di realizzazione,approvate o in via di approvazione le seguenti opere:

1) SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (S.P.V.)
2) MOTORCITY DI VERONA
3) VENETOCITY TRA PADOVA E VENEZIA
4) ROMEA COMMERCIALE
5) STRADA NOGARA-MARE
6) TRAFORO TORRICELLE VERONA
7) VALDASTICO NORD
8) VALDASTICO SUD (opera in via di completamento)
9) NUOVA VALSUGANA
10) CAMIONABILE PADOVA-PORTO MARGHERA
11) INCENERITORE DI VERONA CA’DEL BUE E ‘AMPLIAMENTO ‘ INCENERITORE DI SCHIO
12) OSPEDALE DI MESTRE ( già realizzato )
13) OSPEDALE UNICO SANTORSO
14) AMPLIAMENTO AEROPORTO MARCO POLO DI VENEZIA
15) PROLUNGAMENTO A27 DA PIAN DI VEDOIA A CARALTE
16) OSPEDALE QUO VADIS DI DON VERZE’ PROVINCIA DI VERONA

L’impatto sul nostro territorio sarà devastante perché comporterà la costruzione di oltre 500 MILIONI di metri cubi di cemento. Il Veneto è una regione a vocazione agricola e turistica e il piano portato avanti dalla Sua giunta significherà la distruzione della agricoltura e l‘abbruttimento di una zona conosciuta per le sue bellezze architettoniche, per i suoi paesaggi, per la bontà dei prodotti tipici in tutto il mondo con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini. Quanti ettari di terra saranno asfaltati, inibiti alla coltivazione nella fascia di rispetto a causa dell’inquinamento prodotto? Quante proprietà risulteranno spaccate in due? Quali saranno le perdite per le nostre colture pregiate come asparagi, vigneti, ciliegie, radicchi? Lei ha dichiarato di volerli difendere dal nucleare (anche se a Roma da ministro firmò per il nucleare) e ora non li difende dal cemento? Come potremmo continuare a definire i nostri prodotti come DOC e DOP in una zona ad altissima concentrazione di polveri sottili? Ci chiediamo se non sia possibile uno sviluppo diverso, uno sviluppo sostenibile basato sul rispetto delle nostre vocazioni e del nostro territorio anziché sulla cementificazione diffusa. Gli agricoltori sono strozzati dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dal crollo dei prezzi dei prodotti agricoli alla produzione. Si invoca lo sviluppo di una agricoltura di qualità centrata su prodotti pregiati e ad alto reddito. Le prime colture penalizzate saranno proprio queste; noi Veneti che tanti prodotti di eccellenza abbiamo, dobbiamo ridurre la nostra agricoltura per far spazio a tanto cemento che non servirà allo sviluppo del territorio e che anzi lo impoverirà? Non siamo contrari alle opere pubbliche, alla costruzione delle strade e di quanto serva a migliorare la qualità della vita nostra e di quella dei nostri figli; siamo contrari a questa cementificazione senza senso, non al servizio del territorio, nociva a noi Veneti.
La cementificazione selvaggia ha già prodotto risultati disastrosi per l’equilibrio geologico, culminati con le recenti alluvioni a Vicenza,Verona e Padova. Il piano di opere pubbliche in cantiere è un ulteriore duro colpo alla idrogeologia del nostro delicato territorio con risultati facilmente prevedibili.Anziché spendere miliardi di euro per dannose opere pubbliche di interesse privato, sarebbe necessario cominciare a fare la manutenzione degli alvei dei nostri fiumi, rimettere a posto gli argini, creare dei bacini di contenimento e soprattutto rivedere il nostro sistema viario. Perché Lei e la Sua giunta non valutano, ad esempio, la adozione del progetto Metroland, metropolitana di superficie, che il Trentino ha deciso di adottare per cambiare radicalmente la concezione di spostamento da auto a rotaia? Questo è il futuro sostenibile del Veneto. E’ un futuro possibile, che porta benessere e lavoro senza distruggere la nostra terra. Le chiediamo di riconsiderare le opere che consumano territorio e agricoltura e fermare il piano di diffusa cementificazione del Veneto che ne deturpa le bellezze artistiche e naturali e offende un patrimonio collettivo che abbiamo l’obbligo di preservare anche per le prossime generazioni, coinvolgendo le parti sociali in causa.

Per contatti:
e-mail: ufficiostampa@movimento5stelle-veneto.it

MoVimento 5 Stelle - Veneto

La "Zona Koris"

  

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Sono trascorsi solo pochi mesi dalla grande alluvione che ha segnato il Veneto. A ridosso del disastro molto si è discusso dei problemi legati all’eccessiva antropizzazione del territorio e del ruolo negativo che questa probabilmente ha avuto nel disastro. In quelle settimane tutti i politici erano unanimi nel ritenere essenziale una riduzione della cementificazione del territorio e lo stanziamento di fondi per le opere necessarie a prevenire future alluvioni. Purtroppo però sembra che in Italia alle parole NON seguano MAI i fatti.
Molti saranno rimasti scossi nel vedere come, in una zona a ridosso della statale 246, l’area Koris nei pressi di Trissino, in pochi giorni siano sorti enormi capannoni su un’area di ben 87135 mq, pari ad una dozzina di campi da calcio. Due cose hanno lasciato tutti sconvolti: la rapidità della posa degli enormi pilastri, che è stata completata in un paio di settimane ed il fatto che l’enorme area si trovi a ridosso di una delle aree considerate a maggiore pericolosità nel Veneto per la presenza dello stabilimento chimico Miteni che produce composti come ad esempio erbicidi ed insetticidi. La necessità di mantenere un’area di sicurezza attorno a questa ditta ha richiesto una variazione nel progetto dell’Superstrada Pedemontana Veneta e la deviazione in galleria.
Inoltre l’area si trova in una delle zone a maggiore densità di industrie dell’intero continente europeo e quindi con un livello di cementificazione già elevatissimo, ma nonostante tutto si continua a costruire imperterriti. Inoltre a qualche chilometro da Trissino, nel comune di Castelgomberto, solo un paio di anni fa si è sacrificata una zona estremamente interessante dal punto di vista ambientale (quella delle Poscole) per far posto ad un’altra enorme are industriale. Anche in quell’occasione le proteste dei cittadini sono state molte ma l’opera era ritenuta indispensabile, tanto necessaria che ora a più di due anni dalla realizzazione un gran numero di capannoni industriali giaccioni vuoti con cartelli “vendesi” o “affittasi” ben visibili.
Credo quindi che qualcosa ci stia sfuggendo: “Come mai continuiamo a deturpare il nostro territorio per costruire edifici che spesso si rivelano inutili?”.
Ormai nella nostra regione alcune delle aree più belle sono state completamente distrutte dall’incapacità di gestire il territorio e di organizzare in maniera armonica le aree civili, agricole ed industriali. Recentemente anche il critico d’arte Philippe Daverio ha denunciato il deturpamento della riviera del Brenta con le sue bellissime ville.
Ora, mentre da un lato enormi infrastrutture come la Pedemontana Veneta e la Valdastico Sud, stanno cementificando aree enormi, dall’altra parte sorgono enormi zone industriali come quella in corso di realizzazione a Trissino e altre ancora sono in previsione come il Centro Interscambio merci di Montebello.
Se già ora il nostro territorio è sull’orlo del collasso idrogeologico, come ampiamente dimostrato dall’alluvione di pochi mesi fa, come possono i nostri amministratori pensare di continuare su questa strada senza un piano di regolamentazione? Come possono concedere la realizzazione di zone industriali se quelle che già abbiamo costruito giacciono in uno stato deplorevole con enormi capannoni inutilizzati? E infine come possono pensare di lasciare ai nostri figli un territorio devastato da una moltitudine di prefabbricati in cemento armato inutilizzabili e costruiti senza nessun criterio estetico?

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La lotta contro il mostro di cemento della Pedemontana non è una questione di sinistra, destra, centro, ambientalismo. E' una questione di vita, della nostra vita e del nostro futuro. Esiste un'alternativa: quella di allargare di pochi metri la strada esistente. Esistono, ancora meglio, le alternative del futuro. Sono le autostrade digitali che nei prossimi anni porteranno sempre piu' al telelavoro, alla produzione di merci ordinate via web e costruite in casa, diminuendo in parte anche i trasporti.

In un Veneto, cuore economico d'Europa, che è stato altamente e criminalmente cementificato negli ultimi decenni ci troviamo a rincorrere altre Regioni italiane ed europee sul tema cruciale della banda larga dove si fa ancora troppo poco nonostante le ultime azioni.

Quanto alla cementifazione,non sono bastati i disastri delle alluvioni causate anche dalla cementificazione selvaggia per farci riflettere?

La lotta contro la Pedemontana per favorire alternative meno costose ed impattanti da una parte e piu' tecnologiche dall'altra, è una questione di vita e futuro perchè parla della nostra Terra, dei nostri campi dove c'è la nostra vita, dove ci sono le nostre tradizioni più profonde.

Sacrificare altro terreno agricolo, fondamentale per il futuro, condannare a morte altra terra fertile sotto inutili colate di cemento che diventeranno corsie per portare altri carichi d'inquinamento atmosferico significa non capire che cos'è il Veneto ed il valore profondo che c'è dietro l'agricoltura, la tutela di un albero, di una pianta, del volo o del canto di un uccello, del proliferare di animali e specie vegetali, di un vecchio casolare di campagna che anzichè venir lasciato in stato d'abbandono dovrebbe essere recuperato. C'è qualcosa di piu' della mera tutela ambientale dietro a tutto questo.

Costruire questa Pedemontana significa colpire morte il cuore del Veneto anche perchè limita ulteriormente lo sviluppo di un'agricoltura a "km zero" e di qualità, pensiamo ad esempio ai nostri vini, agli asparagi di Bassano del Grappa.
Colpisce un Mondo dove l'agricoltura per la produzione di cibo avrà una funzione strategica come prevedono studi internazionali. Mentre in Italia si parla di "bunga-bunga" la vera questione è quella di avere terra fertile per produrre prodotti alimentari!

Tutelare il territorio per far vivere la nostra agricoltura e tutto quello che vi ruota attorno significa quindi parlare del futuro delle nostre comunità. Significa sviluppare o preservare altri posti di lavoro a lungo termine con una economia legata al territorio e quindi a tutto quello che ne comporta a livello sociale in positivo. Un'economia che non si chiude con lo sviluppo delle autostrade digitali, anzi! Al contrario di quelle di cemento che portano carichi di morte con i gas di scarico, gas di scarico di una economia del petrolio che rappresenta il passato. Una visione del passato alla quale contrapponiamo una visione per il futuro basata sula vita vera del nostro Veneto e di tutto quello che è ed è stato per millenni e che ora in pochi decenni qualcuno ha deciso di violentare per sempre.

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Pedemontana