Giustizia: Febbraio 2012 Archives

Il danno del TAR

  

Quando vogliono fregarti bene e meglio ti vendono la fregatura mascherandola dietro alla parola libertà. Cosa c’è in fondo di più desiderabile ed effimero della libertà? Ecco allora che con la manovra salvaItalia (la salvezza, altra fregatura) saremo tutti liberi di lavorare di più, liberi di avere meno tempo da dedicare ai nostri figli e ai nostri affetti, liberi di non pensare perché ci sarà chi si prende la briga di farlo per noi. La prova del nove è già stata superata con la sentenza del Tar del Veneto che di fatto consente ai negozi di tenere aperto a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno.
Pronti al via quindi le aperture ad oltranza dei centri commerciali durante le quali, eserciti di commessi in divisa, liberi di lavorare anche nei giorni festivi, saranno schierati contro battaglioni di consumatori pronti a tutto per lo shopping della domenica. Fa riflettere anche la motivazione del Tar che fa riferimento al danno che le chiusure domenicali provocherebbero ai consumatori. Ma quale danno, giudici del Tar! Avere un giorno alla settimana da dedicare al pensiero e agli amori invece che agli acquisti può essere un’opportunità e un privilegio, un danno mai. Ma il nostro non era un Paese cattolico? La storia del settimo giorno in cui Dio si è riposato, simbolo del momento di pace che permette all’uomo di entrare in comunione con lo Spirito, era forse una balla? O piuttosto siamo un Paese cattolico quando si tratta di comprare indulgenze dalla Chiesa in cambio di privilegi fiscali né più né meno di come si faceva 500 anni fa?
La nostra vita è scandita dai riti. Se i valori sono le fondamenta della società, i riti ne sono le colonne. Essi si ripetono, puntuali e precisi, a ricordarci chi siamo, nei momenti di debolezza ci sostengono, nelle incertezze rassicurano. Ritrovarsi con la famiglia un giorno alla settimana, condividere la stessa tavola e la stessa intimità sono gesti che appartengono ad una ritualità allo stesso tempo sacra e profana. Eppure la cattolicissima Italia non esita un secondo a sacrificare i riti famigliari ai cerimoniali del consumismo a tutti i costi e a tutte le ore. Una preghiera in chiesa per purificare l’anima e negozi aperti fino a mezzanotte per svuotare le tasche. Spirito e corpo in perfetta armonia, c’è né per entrambi. Venghino signori venghino, valori in svendita e affari a volontà.

Michela Grotto
Movimento 5 Stelle - Polesine

Il MoVimento 5 stelle di Bassano sul grappa appoggia il comitato di difesa della salute di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa che hanno preparato un video-documentario sulla storia (non ancora terminata) della Ex-Galvanica Tricom di Tezze sul brenta. I proventi delle offerte raccolte dalla distribuzione dei CD saranno utilizzati per aiutare nele spese legali i famigliari delle vittime.

La Tricom Galvanica è un’industria che, dal 1971 al 2003, ha inquinato l’ambiente e le falde acquifere a sud di Bassano del Grappa, sversando nel territorio le sostanze residue della lavorazione (cromo, nickel, cianuri), ed ha causato il decesso di numerosi operai costretti a lavorare in condizioni allucinanti. Il 24 maggio dopo numerosi tentativi di archiviazione è arrivata la sentenza: tutti assolti i dirigenti, perché “il fatto non sussiste”. E’ questa vergognosa sentenza che ha scatenato le proteste da parte dei lavoratori presenti al presidio di solidarietà con le vittime e i loro familiari. E’ inaccettabile che, a fronte di una sentenza vergognosa di assoluzione dei padroni responsabili di morti di lavoro e di avvelenamento ambientale, siano processati coloro che per anni hanno sostenuto le giuste richieste di giustizia da parte dei famigliari delle vittime. La manifestazione, indetta dai comitati di Tezze sul Brenta/Bassano del Grappa e di Sesto San Giovanni ha visto anche la nutrita partecipazione di comitati e lavoratori del Trentino. Il processo è stato rinviato a lunedì 12 marzo 2012, alle ore 15.
Oggi e sempre a fianco di chi lotta contro l’ingiustizia, con i nostri compagni denunciati, perché vogliamo LAVORARE PER VIVERE E NON PER MORIRE.

Il 2012 si apre come il 2011: scandali, mazzette, ruberie, sprechi, privilegi. Ormai è chiara la strategia dei partiti: annacquare, sfumare i contorni, invertire i ruoli, sparigliare le carte. Serviva lo scandalo Lusi per capire che voragine di denaro fossero i partiti?
I media nazionali “scoprono” quello che il MoVimento 5 Stelle denuncia da anni.
I Cittadini sono sempre più indignati perchè a riempirsi la bocca di stupore e indignazione, nel tentativo di salvarsi la faccia, sono quelli che si riempiono le tasche: i partiti stessi. In realtà i partiti incassano sordidamente da due decenni centinaia di milioni di euro di rimborsi elettorali in barba al referendum del ‘93 che abolì il finanziamento pubblico. Ora balbettano cambiamento, ma non intaccano alcuna posizione di privilegio, di dominanza e di autoreferenzialità.
Nulla che li tocchi e ridìa ai cittadini il potere di scelta e di controllo. La soluzione sarebbe pronta e semplice: più democrazia diretta, e via il denaro dalla politica. La nostra proposta di legge per il parlamento pulito e per il ripristino del voto di preferenza, presentata nel 2008, non viene discussa.
IDV la lascia marcire nei cassetti, per presentare il suo referendum anti-porcellum. Di Pietro ha appena incassato i “rimborsi” dei referendum del 2011 e già pregustava un’altra abbuffata, ma gli è andata male. Ambigua la sua politica, propone qualche leggina, per ingraziarsi l'onda di sdegno, ma non si sogna minimamente di restituire un euro dei rimborsi che ha incamerato. Sui costi della politica ci propinano, sotto i riflettori, ricettine puntualmente disattese a luci spente. Una limatina (finta) alle retribuzioni dei politici (alla pensione baby non rinunciano), la riduzione dei parlamentari (geniale, per eliminare le minoranze), qualche elemosina,
così nessuno pensa a quanto ci costano le loro decisioni; alle centinaia di milioni sperperati in investimenti sbagliati, ma necessari ai soliti noti: autostrade, camionabili a pedaggio, ospedali in project financing... Guai a mettere mano alle società partecipate, lottizzate da politici trombati, cassaforti dei partiti, palle al piede per i cittadini.
Il finanziamento pubblico ai partiti va ELIMINATO: 3 miliardi di “rimborsi elettorali” dal '93!
Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato che è possibile fare politica senza pesare sulle tasche dei cittadini, rinunciando nel 2010 a 1 milione e 600.000 euro di rimborsi elettorali.
Nel Veneto alle elezioni regionali abbiamo raggiunto il 3% spendendo13.000 euro micro-finanziati da centinaia di simpatizzanti. Centrodestra e centrosinistra ne hanno spesi 5 MILIONI. Giornali e TV continuano a dare spazio a politici grigi che, pretendono di apparire immacolati. Ma tanti cittadini hanno ormai capito che, anche in tempo di crisi, i partiti prosperano di denaro pubblico e che il debito “sono loro”. La domanda da porsi è questa: che credibilità hanno ormai i partiti che hanno fatto del saccheggio delle risorse pubbliche uno scopo esistenziale?
MoVimento 5 Stelle è un movimento di cittadini, non di politici, è nelle piazze e cresce nei sondaggi. Stiamo arrivando....

Movimento 5 Stelle - Veneto

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