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Il 23 gennaio 2012 il Comune di Rovigo invia un fax alla Coopoltaxi Scarl in cui annuncia che il servizio di natura-socio assistenziale organizzato dal Comune di Rovigo al fine di consentire alle persone disabili, che non sono in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici, di raggiungere gli istituti scolastici, le sedi di lavoro o i centri di cura di riabilitazione disabili è interrotto.
La decisione è stata presa perché il Comune "NON HA PIU’ I SOLDI".
Erano ammessi a fruire del servizio di trasporto i residenti del Comune di Rovigo di età superiore a tre anni con un grado di disabilità non inferiore al 75% che si trovavano nell’impossibilità di provvedere direttamente ed in proprio alle esigenze del trasporto.
Gli utenti erano chiamati a concorrere al costo del servizio secondo le proprie possibilità economiche in base alla dichiarazione ISEE. Con la precedente Amministrazione il regolamento del servizio trasporto disabili è stato modificato con delibera consiliare n. 9 del 01.03.2011 ed è entrato in vigore il 02.05.2011 passando da un costo di 300 mila a 80 mila euro all’anno.
Ora, all’inizio del 2012, nel bel mezzo dell’anno scolastico e di quello lavorativo, il servizio è interrotto senza essere almeno discusso in Giunta o in Consiglio comunale. L’assessore ai servizi sociali Gianni Saccardin dice che fino all’approvazione del bilancio di previsione si lavora “in dodicesimi” e vista la mancanza di risorse si è preferito sospendere il servizio ad eccezione delle persone non-deambulanti. Questo taglio per "far quadrare i conti” è stato deciso per un servizio sociale in cui il Comune ha delle responsabilità morali e si abbatte pesantemente sulle famiglie degli utenti che giornalmente usufruiscono del servizio. La comunicazione di interruzione del servizio è arrivata, in alcuni casi, alle famiglie come un fulmine a ciel sereno, creando enormi difficoltà.
Non c'erano altri costi, magari sprechi, da tagliare prima di questo importante servizio?
Magari prima di approvare a fine anno 2011 i premi di più di 431 mila euro ai dirigenti, ci si poteva pensare?
Crediamo, nello specifico, che la Consulta dell’handicap debba essere riconosciuta nel suo ruolo esperienzialmente propositivo prima di calare la scure al buio così come sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del buon senso dei cittadini in molte altre
problematiche amministrative. Le persone, caro Saccardin, non vivono “in dodicesimi”, mensilmente. Qual'è la priorità di un Comune, distribuire i soldi senza criterio
tagliando i servizi sociali o avere attenzione al bilancio per garantire i cittadini amministrati?
Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle - Rovigo
LA REGIONE VENETO E' A SOVRANITA' LIMITATA? GLI AVVOCATI DELLO STATO POSSONO SEGRETARE ATTI DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA?
GUARDATE IL VIDEO DELL'INCONTRO CON IL COMMISSARIO VERNIZZI.
10 NOVEMBRE 2011: FINTA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA SPV UNA SUPERSTRADA CHE OFFENDE I VENETI E SVUOTA IL LORO PORTAFOGLIO
Il 10 novembre presso il cantiere Sis a Romano d'Ezzelino (VI) verrà simbolicamente posata la prima pietra di una opera tanto controversa e nociva per il territorio come la SPV (Superstrada Pedemontana Veneta)
Una finta posa perché manca ancora in vari punti il progetto esecutivo e soprattutto sono ancora pendenti presso il TAR del Lazio i ricorsi contro la SPV .
Una opera attesa da anni ma che, per come è stata progettata e soprattutto per i costi finanziari, non servirà al Veneto; anzi si configura come una infrastruttura avulsa ai nostri interessi.
Perché?
La Spv, cosi’ come uscita dall’ultimo progetto definitivo, sarà una strada ad altissimo impatto sull'ambiente dato che sarà per 54 dei circa 96 chilometri in trincea e galleria e, soprattutto nella prima parte, modificherà l’assetto idrogeologico della zona senza che sia stata fatta una seria valutazione dell’impatto ambientale. Ricordate le alluvioni dello scorso novembre? Non vorremmo che toccando ulteriormente le falde acquifere e le fragili colline ci ritrovassimo a subire altri disastri per il nostro territorio.
La Spv costerà assai salata ai contribuenti veneti visto che la convenzione economica (a cui peraltro ancora non si è avuto accesso nonostante le ripetute richieste) sembra prevedere che se il passaggio di veicoli sarà mediamente inferiore a 24.000 unità al giorno la Regione Veneto (cioè i contribuenti) ripianerà le perdite di esercizio.
Dato che oggi il traffico a causa della crisi economica è già inferiore a tale cifra, possiamo affermare con certezza che la Regione dovrà mettere mano al portafoglio.
Ci chiediamo come sia giustificabile una tale operazione anche e soprattutto dal punto di vista finanziario .
I nostri politici regionali, soprattutto l'assessore alla mobilità Renato Chisso, ci hanno detto che la SPV sarebbe stata pagata attraverso il project financing, cioè l'apporto di capitale privato, ma di fatto con la clausola sopracitata si pubblicizzano le perdite e si privatizzano i profitti.
Alla faccia della trasparenza e a scapito dei cittadini che oltre a ripianare le perdite dovranno pagare un pedaggio altissimo per utilizzare questa arteria (1 euro ogni 10 kilometri). I veneti pagheranno 2 volte questa strada: con le tasse e con i pedaggi (il costo complessivo di tale opera sarà almeno di 2,5 miliardi di euro)
Ci chiediamo quante cose si potrebbero fare con questi soldi: per esempio si potrebbero sistemare le strade esistenti mettendole in sicurezza, soprattutto la già esistente strada Nuova Gasparona che va da Thiene a Bassano (anche raddoppiandola ove possibile) e si potrebbe magari proseguire il tracciato fino a Spresiano con la costruzione di una strada regionale a scorrimento veloce sul tipo della Nuova Strada Regionale del Santo (che va da Castelfranco a Padova).
Questa operazione costerebbe assai meno dei 2,5 miliardi previsti, risulterebbe molto meno invasiva per il territorio e molto più permeabile al traffico locale, consentendo al tempo stesso di decongestionare il traffico pesante.
Perché allora i nostri amministratori non pensano a questa alternativa? Perchè si trincerano dietro la falsa emergenza traffico per impedire un reale confronto con le amministrazioni locali, utilizzando la legislazione di emergenza e imponendo dall’alto delle scelte disastrose per la nostra collettività a livello finanziario, ambientale, agricolo?
Noi crediamo che la scelta politica di utilizzare il commissario alle grandi opere nasconda la precisa volontà di favorire alcuni grandi interessi e alcune speculazioni a danno del nostro territorio.
Questa strada comporterà la ulteriore cementificazione con opere inutili tipo centri commerciali, uffici, capannoni. Infatti sarà possibile costruire attorno ai 17 caselli per un diametro di 4 chilometri in barba ai piani regolatori locali (in questo caso la regione potrà dare permessi in base all’art 38 del ptrc)
Non è questo il modo forse per favorire sfacciatamente gli interessi dei cementificatori che magari utilizzano denaro di non chiara provenienza? Non è questo forse il modo per favorire la lobby dei cavatori tanto cara a qualche partito?
Non ci prendano in giro con la falsa emergenza e con la strada al servizio del territorio o del traffico internazionale.
Questa strada nasce per servire altri interessi.
I veneti se ne renderanno conto una volta ultimata (se mai lo sarà) questa inutile e costosa opera.
Chiedo all’assessore Chisso , difensore del cemento ad oltranza, quanto costerà la SPV alle casse della nostra Regione, quanto costerà al nostro territorio, al nostro ambiente, al nostro patrimonio artistico, alla nostra agricoltura e infine quanto servirà a decongestionare il traffico locale.
Infine egregio assessore Chisso, perché non cominciamo a potenziare e sviluppare il traffico su rotaia?
Un po’ paradossale che nella nostra regione l’ente che si occupa di ferrovie si chiami VENETOSTRADE.
Crediamo vada ripensata la intera filosofia del trasporto inspirandoci soprattutto a quei paesi che sono anni luce davanti al nostro, tipo Germania e Austria.
Perché cari Chisso, Mincato (presidente della Camera di Commercio di Vicenza ed ex amministratore delegato Eni) invece di fare inutili convegni sulla Valdastico Nord con la provincia autonoma di Trento (che tanto non la vorrà mai) non organizzate un bel convegno sul presente e il futuro del trasporto su rotaia nel Veneto?
Francesco Celotto
Movimento 5 Stelle - Bassano del Grappa
PREMESSA
Abbiamo preso visione della relazione finanziaria semestrale al 30.06.2011 di Acegas Aps, pubblicata sul sito della società per quanto riguarda la Divisione Ambiente.
Constatiamo che quest’anno a Padova le quantità di rifiuti termovalorizzati (inceneriti) nel primo semestre 2011 sono state 84.000 tonnellate contro le 50.000 tonnellate del primo semestre dello scorso anno e questo grazie alla linea 3 che ha incenerito 34.000 tonnellate di rifiuti in più.
Quest’anno a Padova si è dunque incenerito di più grazie “ad una politica commerciale aggressiva per garantire il costadi cui abbiamo appena accennato sul volantinonte approvvigionamento ai due impianti” come indicato nella relazione finanziaria semestrale di Acegas Aps.
Quest’anno Acegas Aps ha investito a Padova 3 milioni di euro per la linea nuova e 745.000,00 euro per le due linee preesistenti.
OSSERVAZIONI
La nuova linea è stata dunque attivata non per chiudere le vecchie ma per fare business.
A questo punto ci chiediamo a cosa serve attivare la raccolta differenziata, anche porta a porta, se la politica di Acegas Aps (e dei suoi soci tra cui il Comune di Padova) è, al contrario, quella di garantire rifiuti per le tre linee di inceneritori?
Anche se la raccolta differenziata avesse successo in tutto il territorio padovano, Acegas Aps continuerebbe a raccogliere rifiuti da altre città per garantire il funzionamento (e l’approvvigionamento) delle tre linee.
Se la politica di Acegas Aps è di continuare ad incenerire rifiuti, a cosa serve acquistare, solo per Padova, 470.000 euro di cassonetti per la raccolta differenziata e 290.000 euro per bidoncini carrellati per il porta a porta?
CONCLUSIONI
Il cittadino padovano in ogni caso ci rimette in salute ed in portafoglio.
Gli inceneritori costituiscono un danno alla salute dei cittadini, all’ambiente e sono un sistema obsoleto per smaltire i rifiuti.
Come può il Comune di Padova, socio di Acegas Aps, ottemperare al regolamento che lo stesso Comune si è dato per la gestione dei rifiuti urbani, che prevede di “evitare danni e pericoli per la salute, l’incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente”?
Movimento 5 Stelle Padova
IL MOVIMENTO 5 STELLE DEL VENETO SI SCUSA PUBBLICAMENTE!
L'articolo pubblicato in questo spazio risulta una bufala già smascherata dal blog di Beppe Grillo alcuni anni fa.
Ci ripromettiamo di pubblicare dati reali sugli stipendi ed indennizzi dei parlamentari al più presto.
MoVimento 5 Stelle Veneto
CONFERENZA STAMPA DEL 20.04.2011, h. 11.00
Dal 30° giorno antecedente la votazione politica è fatto divieto di affiggere pubblicità e manifesti elettorali al di fuori degli spazi elettorali regolarmente assegnati. Così recita la legge (Legge 4 aprile 1956, n. 212 e s.m.i.)
Ma come sempre, fatta la legge e gabbato lo santo!! Con il decreto Milleproroghe, approvato a febbraio 2011 è stata inserita una sanatoria per i manifesti che i partiti politici hanno affisso illegalmente dal febbraio 2010, in particolare in occasione delle ultime elezioni regionali.
Tale sanatoria ha effetto di condono anche per le successive campagne elettorali.
In pratica, con soli 1000 euro per provincia, verranno condonate le decine di migliaia di sanzioni per i
manifesti abusivi e le violazioni alle leggi sulla propaganda politica commesse dai partiti.
Sanzioni che i Comuni hanno già comminato per le passate elezioni, con evidente danno arrecato alle casse comunali che avevano messo in bilancio il ricavato delle multe e che, in ogni caso, hanno già speso milioni di euro per gli interventi di defissione.
In pratica, coloro che hanno affisso illegalmente manifesti negli spazi che spettavano ad altri e deturpato le città mettendoli selvaggiamente su muri, cassonetti, cartelli stradali, lo hanno fatto con la certezza dell’impunità, nonostante le comunicazioni ufficiali della prefettura e la polemica sorta sui quotidiani.
Ricordiamo lo scorso anno il proliferare di ISI POINT e AZZI CORNER - tutti rigorosamente con affissioni illegali - e la “battaglia” intestina tra Coppola e Marangon che ha visto tappezzate di manifesti elettorali anche le bacheche degli annunci mortuari, senza contare le plance riservate agli altri gruppi politici, primo tra tutti quello del Movimento 5 Stelle.
Anche quest’anno per le elezioni amministrative si ripete lo stesso copione: a Rovigo molti candidati sindaci in lizza stanno palesemente violando la legge sulle affissioni elettorali, attaccando in bella mostra sulla strada i loro manifesti elettorali che, per legge, devono essere rivolti verso l’interno della sede (il Piva point sul Corso del Popolo, la pubblicità luminosa di Gianesella alla diramazione del Corso del Popolo verso S. Bortolo, lo striscione della Lega in Piazza Vittorio). Ricordiamo che per legge possono essere solo esibite le bandiere con il simbolo, non annunci o pubblicità elettorale.
Chi, al contrario, ha scelto il rispetto della legge anziché la sua sistematica violazione - è il caso di noi
Movimento 5 Stelle - di fatto si è visto sottrarre la possibilità stessa di fare propaganda.
Ma da cittadini ci chiediamo: se già in campagna elettorale i candidati violano la legge, certi
dell’impunità dalla stessa, se saranno eletti perché si dovrebbero comportare diversamente?
MoVimento 5 Stelle - Rovigo
Per contatti: info@movimento5stellerovigo.it
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Pensate ai tagli alla sanità, alla scuola, all’università, alla cultura e a tutti i servizi che lo Stato, il terzo dell’Unione Eurpea per livello di imposizione fiscale, non eroga più o per i quali vi richiede un ticket e poi pensate al finanziamento pubblico ai partiti, pardon, ai rimborsi elettorali, che il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito nel 1993 con referendum.
Da quando è stato abolito, per effetto di una legge introdotta nello stesso 93 e poi aggiornata successivamente pro domo loro, “rimborsiamo” ora ai partiti oltre 10 volte in più di quello che li “finanziavamo” prima.
E per effetto dei meccanismi previsti dai simpatici legislatori il rimborso si eroga anche se la legislatura chiude anticipatamente.
Stiamo ancora pagando i 468,8 milioni di rimborso della legislatura Prodi durata neppure 2 anni. E riescono pure a farsi rimborsare ben più di quanto dichiarano di spendere. La Corte dei Conti fornisce questi dati: tra il 1994 e il 2010 le spese dei partiti per le elezioni politiche sono ammontate a circa 579 milioni di euro.
I contributi erogati dallo Stato, però, hanno superato i 2,2 miliardi di euro, il 389% in più. Questo solo per le politiche, poi ci sono europee, regionali ecc. ecc.
Dite che potrebbero essere soddisfatti? Ma quando mai.
In questi giorni arriva all Camera una proposta di legge, primo firmatario è Ugo Sposetti, ex tesoriere Ds, ora deputato PD, ma sottoscritta da altri 58 parlamentari multipartisan, dal Pdl all’Idv, passando per l’Udc (dove c’è partito, c’è grana, nostra, ovviamente) con la quale si vorrebbero altri 345 milioncini di euro da assegnare ai partiti tra ulteriori rimborsi elettorali e finanziamenti alle fondazioni culturali ai partiti legate.
Conoscete nessun precario, disoccupato, cassintegrato o con la pensione minima che possa dare un contributo a questi signori?
Forse solo una catastrofe naturale potrebbe estinguere i rimborsauri e, magari, una bella catastrofe a 5 Stelle.
Comunque, noi del Movimento 5 Stelle che spendiamo neanche 3000 euro complessivi per la campagna elettorale tra Rovigo e Adria, che ci tagliamo gli stipendi da consigliere regionale del 75% e rifiutiamo per le stesse regionali 1.700.000 euro di rimborsi elettorali siamo proprio degli alieni in questa politica!
Per fortuna.
Vanni Destro
Movimento 5 Stelle
Rovigo
C’è da chiedersi perché la regione Veneto non dica la verità riguardo lo stato di salute della nostra sanità . Non lo dice perché non può permetterselo. Il settore sociale non avrà nemmeno una centesimo di euro in più, altro che milioni, subirà al contrario fortissimi tagli.
Citiamo testualmente “la giunta Zaia è determinata a concedere un aumento solo del 3,8 % delle risorse pagate ai privati della sanità convenzionati, contro la loro richiesta del 17 %. (Fonte Il Giornale di Vicenza - 24/02/2011 pag.8 )
Con questa mossa propagandistica la giunta Zaia vuole far credere di trovare i fondi per il sociale. In realtà questi soldi serviranno a coprire l’enorme buco della sanità Veneta.
Proprio così, non è affatto vero che la sanità Veneta ha un deficit ridotto.
Grazie ai suoi colleghi predecessori e alle scelte contemporanee, la regione Veneto si trova ben tre project financing utilizzati per la costruzione e ristrutturazione di 3 ospedali: Ulss 8, Ulss 4, Ulss 12. La concessione al privato è rispettivamente della durata circa di 27, 24 e 29 anni. Per l’Ulss 12, la costruzione dell’ospedale è già ultimata e risulta in bilancio già un buco di circa duecento milioni di euro (fonte Giornale di Vicenza 26 settembre 2010) mentre per l’Ulss 4 il progetto vedrà il compimento entro l’anno. Ricordiamo che a fronte di uno studio di fattibilità per l’ampliamento dell’ospedale di Santorso (Ulss 4) che prevedeva un costo di circa 60 milioni, la regione ha preferito ignorare questa soluzione per optare il projetct financing.
A fronte di un impegno del privato totale di circa 91 milioni di euro per l’Ulss 8, 78 milioni per l’Ulss 4 e 120 per l’Ulss 12, la regione dovrà corrispondere al concessionario, per la durata sopra descritta, un canone annuo rispettivamente di circa 44 milioni, 30 e 54. (fonte V Commissione Regione Veneto)
La regione Veneto non ha assolutamente svolto nessuno studio a priori sulle ricadute dell’utilizzo del project financing e tutt’oggi si trova a far fronte a canoni per niente “progettati”. Questo purtroppo sono i risultati del malaffare che intreccia rapporti tra aziende e politica.
Ora che la giunta Zaia è dinanzi a questo enorme disavanzo da coprire, piuttosto che prendere in esame i contratti nei suoi articoli capestro che li compongono, e chiederne la risoluzione immediata a favore della Regione, sceglie la strada della rinegoziazione piuttosto che dell’omertà , cercando di trovare i fondi per pagare i canoni annuali.
Queste sono le motivazioni per cui i servizi sociali subiranno pesanti tagli e non soldi in più da investire in servizi. L’assistenza sanitaria, fra i diritti sociali essenziali, la quale assicura al cittadino le prestazioni pubbliche necessarie, anziché esser preservata quale bene pubblico da garantire, viene smantellata pezzo per pezzo per esser venduta ai privati.
A causa di alcuni nostri rappresentanti nonché dipendenti, a dir poco disonesti, a rimetterci saremo ancora una volta noi cittadini, toccati nel vivo nei fabbisogni più importanti e vitali per la nostra società .
Giovanni Baron
MoVimento 5 Stelle - Vicenza
Se ti rompi una gamba a Vigonza l'ambulanza ti porta a Cittadella (35 Km), quando ci sono ben 5 ospedali più vicini. Lo stesso per una visita otorinolaringoiatrica urgente.
Padova (10km), Dolo (11), Abano (21), Mirano (22), sono fuori territorio ed in base ad una delibera voluta dall'ex Assessore Regionale alla Sanità Tosi, ora sindaco-immagine della Lega a Verona, le aziende Sanitarie non sono tenute a garantire queste prestazioni ai cittadini di altre ULSS.
Resterebbe almeno Camposampiero (23), ma il Direttore Generale dell'Azienda ULSS 15 Francesco Benazzi non vuole saperne di una Sanità a Km zero e propone di accorpare i reparti, alcune specialità raccolte a Cittadella, altre Camposampiero. Con quale logica? Le specialità più importanti (ortopedia, cardiologia...) nell'ospedale del distretto meno popoloso, la geriatria nel distretto più giovane. Geniale.
Senza alcuna possibilità di deroga, né accordi interaziendali per i comuni nei territori al confine, quando già ora le Aziende ULSS comprese nelle Aree Vaste si coordinano per gestire congiuntamente servizi e approvvigionamenti.
Si promette di non toccare i posti letto, né il personale, ma allora che scopo ha lo spostamento?
Siamo andati al Consiglio Comunale Aperto indetto a Vigonza, per intervenire direttamente e portare al Dr. Benazzi le perplessità del Movimento 5 Stelle e dell'Associazione Cittadinanza Attiva (Tribunale dei Diritti del Malato) che ha immediatamente condiviso e sottoscritto il documento.
Egr. Dott. Benazzi,
con la “riorganizzazione” dei servizi sanitari che lei propone e l’accorpamento dei reparti, le urgenze (visite mediche e ricoveri) per alcune specialità saranno indirizzate a Cittadella, per altre a Camposampiero. Scontentando a turno i cittadini dei due distretti che ora possono almeno rivolgersi all’ospedale “meno lontano”. Non ci è concesso di dire “il più vicino”, perchè Padova e Dolo sono fuori territorio e quindi assurdamente negati.
Il suo progetto ridurrà forse il numero dei primari e qualche ricovero improprio, ma spingerà sulle strade una moltitudine di utenti pendolari, con disagi, traffico, inquinamento. Ha pensato alle persone anziane e disabili? E' mai andato in corriera da Vigonza a Cittadella? Sa cosa vuol dire avere un parente in lungodegenza?
Temiamo invece che questa operazione abbia radici esterne al nostro territorio: la costruzione dei nuovi ospedali di Mestre, Verona, Vicenza, Treviso, Asolo, Este con il sistema del project financing, detto in italiano “opere pubbliche di interesse privato”; e la rinuncia all'addizionale IRPEF compiuta nell'era Galan, che ha dilatato progressivamente la voragine del bilancio.
Non ci venga a dire che la riorganizzazione è conveniente per i cittadini perchè risparmia denaro pubblico, cioè nostro. Perchè è nostro anche il denaro che dovremo spendere per auto o corriere, ore di lavoro perse, baby sitter per i bambini a casa, assistenze ospedaliere a pagamento.  Questi sono costi iniqui, perchè l'irpef chiede di più a chi guadagna di più, mentre la sua diventa di fatto una tassa sulla malattia: paga di più chi è più malato. A lei chiediamo che sia fatto uno studio indipendente sull'aumento di questi costi accessori per le famiglie, e che i dati siano resi pubblici.Â
Considerando poi i ticket e fatti due conti, chi potrà sarà spinto verso la sanità privata (bel regalo il suo) gli altri dovranno subire... Non siamo contro i servizi privati, che possono esercitare uno stimolo concorrenziale al settore pubblico e allargano le opzioni per i cittadini; siamo per la libertà di scelta e contro le forzature che rendono il servizio privato una via obbligata. E’ la Costituzione che sancisce il diritto alla scelta sulle cure: tra pubblico e privato, come tra diversi servizi pubblici. Ci sono cose che non hanno prezzo; anche perchè riorganizzare può significare risparmio, ma anche riduzione della qualità e maggior rischio di errore.
Concludiamo con una constatazione elementare: l'ospedale di Cittadella dista da Vigonza 35Km, quello di Camposampiero 23 Km, Dolo 11 Km, Padova 10 Km. Non capiamo come la logica delle aree vaste possa valere per la gestione di un qualsiasi servizio e non possa applicarsi alle visite mediche ed ai ricoveri per i territori di confine. Se ridisegnate l'organizzazione degli ospedali, cambiate il patto con i cittadini. Allora accettate di ridisegnare gli ambiti territoriali oppure lasciate libertà al cittadino, cliente e pagante, di scegliere un'altra “AZIENDA” sanitaria.
Movimento 5 Stelle Padova e Provincia
Cittadinanza Attiva - sezione di Padova
Assolutamente da non perdere la risposta del Direttore Generale, qui sotto riportata fedelmente. Ci scuserà (e ci scuserete) se alcuni passaggi non sono risultati comprensibili nella registrazione audio in nostro possesso: la ripresa video, come al solito ci è stata negata.
Dr. Benazzi: Sono molto amareggiato, direi quasi offeso, dall'intervento del signor Maccis? 5 Stelle..movimento Tribunale dei malati, non so che roba. Sono molto offeso...sono offeso perchè il suo è un vilipendio, vero, non posso accettare che lei parli, sono molto offeso di questo, quasi incazzato...sulla tassa, tassa sulla malattia guardi se la tenga per lei, veramente queste cose se la tenga per lei...
Maccis: Posso risponderle?
Dr. Benazzi: No no se le tenga per lei, mi lasci finire poi casomai mi risponde. Uno perchè assolutamente non è nostra intenzione mettere nessuna tassa sulla malattia, ma casomai essere più vicini al cittadino, non a caso il discorso dei... (incomprensibile) per essere più vicini al cittadino, non a caso, ne parlerò dopo, il potenziamento dei... (incomprensibile) che poi dirò, del distretto...dei servizi del distretto, non a caso credo nella sanità pubblica perchè non mi interessano le tasse, non a caso questa amministrazione regionale, questa amministrazione regionale, ha fatto una cosa intelligentissima, cioè ha finalmente messo il tetto ai privati, cioè i privati a differenza di una volta che potevano aumentare del 17-18% il loro tetto, quindi posti letto, una serie di cose, oggi finalmente sono equiparati al pubblico, quindi se noi andremo a dimagrire, in termini di posti letto, che magari sono in eccesso, andrà a dimagrire anche il privato, e questo è importante perchè è una scelta chiara e precisa di rafforzamento della sanità pubblica, ma chiara e precisa, forse non è stata colta, non è stata letta sui giornali, ma mi pare che, insomma, i privati sono andati là a protestare in regione, hanno fatto un gran casino, però così è, (incomprensibile), e quindi vuol dire che c'è un inversione di tendenza, c'è un rafforzamento della sanità pubblica e io di questo sono estremamente contento e convinto, per cui non posso accettare le logiche della tassa sulla malattia, non c'è nessuna tassa sulla malattia, c'è il tentativo, umano finchè vuole, di aiutare la gente, di capire quali sono le esigenze, di ascoltare, di vedere nei limiti ovviamente delle risorse che abbiamo, perchè dobbiamo fare i conti con questo, per avere una migliore sanità , poi vede, io credo nel tribunale dei malati, perchè il tribunale dei malati mi deve segnalare i casi di malasanità e condivido pienamente. Sa quali sono i casi? Io adesso qua adesso se riesco a tirar fuori, ma se poi glieli faccio vedere, il tribunale dei malati mi segnala ogni anno e poi il nostro... (incomprensibile) li segnala. Sa quali sono i casi di malasanità che mi vengono segnalati? 62 casi nell'anno 2010, provi ad immaginare, secondo lei sono dovuti alla lista d'attesa o a qualche altra cosa? Sono dovuti al fatto che la gente non viene trattata col sorriso dei miei operatori, che qualcuno è maleducato allo sportello, che qualcuno è maleducato in corsia e che non c'è informazione, cioè che l'operatore tratta la persona come un numero, ed è una cosa che noi non vogliamo, in questo stiamo lavorando, stiamo lavorando intensamente e profondamente. Il problema vero è che, lei lo sa meglio di me, ecco non ci nascondiamo dietro a una foglia di fico, il problema è che ci sono i contratti, ci sono i sindacati...giustamente...ci sono le garanzie che il lavoratore ha, per cui ovviamente quando noi troviamo casi di questo tipo dobbiamo fare una serie di procedure e magari il giorno dopo il giudice del lavoro me lo rimette in servizio tranquillamente. Allora lei capisce che abbiamo dei muri, purtroppo, che anche a me piacerebbe sà , trovare un signore che mi ha scritto l'altroieri al quale ho telefonato, e mi ha detto: “guardi direttore lei... (incomprensibile) sulla riorganizzazione degli ospedali, "bea e gà parlà de umanizzazione, però mi so sta trattà da un medico così, così, così...lei cosa fa?”. E ho telefonato, perchè siccome posso far poco, se non scrivere a questo “comportati meglio”, lei capisce l'amarezza che posso provare nel momento in cui succede così. Allora lei capisce, abbiamo troppo legacci, ecco, che ci impongono certe cose, per cui cerchiamo di fare il meglio possibile, mi creda il meglio possibile, però non tassando la malattia, perchè questo non è nostro costume, questa è la più grande offesa che lei potesse farmi.
Egregio Presidente,
il Movimento 5 Stelle Veneto in occasione di questa conferenza sul piano per il futuro della agricoltura veneta Le chiede come pensa di poter coniugare lo sviluppo e la tutela delle risorse agricole con i faraonici progetti urbanistici e viari previsti e approvati dalla Regione Veneto che comportano una cementificazione massiccia del nostro territorio.
Le ricordo che nei prossimi anni sono già in via di realizzazione,approvate o in via di approvazione le seguenti opere:
1) SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA (S.P.V.)
2) MOTORCITY DI VERONA
3) VENETOCITY TRA PADOVA E VENEZIA
4) ROMEA COMMERCIALE
5) STRADA NOGARA-MARE
6) TRAFORO TORRICELLE VERONA
7) VALDASTICO NORD
8) VALDASTICO SUD (opera in via di completamento)
9) NUOVA VALSUGANA
10) CAMIONABILE PADOVA-PORTO MARGHERA
11) INCENERITORE DI VERONA CA’DEL BUE E ‘AMPLIAMENTO ‘ INCENERITORE DI SCHIO
12) OSPEDALE DI MESTRE ( già realizzato )
13) OSPEDALE UNICO SANTORSO
14) AMPLIAMENTO AEROPORTO MARCO POLO DI VENEZIA
15) PROLUNGAMENTO A27 DA PIAN DI VEDOIA A CARALTE
16) OSPEDALE QUO VADIS DI DON VERZE’ PROVINCIA DI VERONA
L’impatto sul nostro territorio sarà devastante perché comporterà la costruzione di oltre 500 MILIONI di metri cubi di cemento. Il Veneto è una regione a vocazione agricola e turistica e il piano portato avanti dalla Sua giunta significherà la distruzione della agricoltura e l‘abbruttimento di una zona conosciuta per le sue bellezze architettoniche, per i suoi paesaggi, per la bontà dei prodotti tipici in tutto il mondo con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini. Quanti ettari di terra saranno asfaltati, inibiti alla coltivazione nella fascia di rispetto a causa dell’inquinamento prodotto? Quante proprietà risulteranno spaccate in due? Quali saranno le perdite per le nostre colture pregiate come asparagi, vigneti, ciliegie, radicchi? Lei ha dichiarato di volerli difendere dal nucleare (anche se a Roma da ministro firmò per il nucleare) e ora non li difende dal cemento? Come potremmo continuare a definire i nostri prodotti come DOC e DOP in una zona ad altissima concentrazione di polveri sottili? Ci chiediamo se non sia possibile uno sviluppo diverso, uno sviluppo sostenibile basato sul rispetto delle nostre vocazioni e del nostro territorio anziché sulla cementificazione diffusa. Gli agricoltori sono strozzati dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dal crollo dei prezzi dei prodotti agricoli alla produzione. Si invoca lo sviluppo di una agricoltura di qualità centrata su prodotti pregiati e ad alto reddito. Le prime colture penalizzate saranno proprio queste; noi Veneti che tanti prodotti di eccellenza abbiamo, dobbiamo ridurre la nostra agricoltura per far spazio a tanto cemento che non servirà allo sviluppo del territorio e che anzi lo impoverirà ? Non siamo contrari alle opere pubbliche, alla costruzione delle strade e di quanto serva a migliorare la qualità della vita nostra e di quella dei nostri figli; siamo contrari a questa cementificazione senza senso, non al servizio del territorio, nociva a noi Veneti.
La cementificazione selvaggia ha già prodotto risultati disastrosi per l’equilibrio geologico, culminati con le recenti alluvioni a Vicenza,Verona e Padova. Il piano di opere pubbliche in cantiere è un ulteriore duro colpo alla idrogeologia del nostro delicato territorio con risultati facilmente prevedibili.Anziché spendere miliardi di euro per dannose opere pubbliche di interesse privato, sarebbe necessario cominciare a fare la manutenzione degli alvei dei nostri fiumi, rimettere a posto gli argini, creare dei bacini di contenimento e soprattutto rivedere il nostro sistema viario. Perché Lei e la Sua giunta non valutano, ad esempio, la adozione del progetto Metroland, metropolitana di superficie, che il Trentino ha deciso di adottare per cambiare radicalmente la concezione di spostamento da auto a rotaia? Questo è il futuro sostenibile del Veneto. E’ un futuro possibile, che porta benessere e lavoro senza distruggere la nostra terra. Le chiediamo di riconsiderare le opere che consumano territorio e agricoltura e fermare il piano di diffusa cementificazione del Veneto che ne deturpa le bellezze artistiche e naturali e offende un patrimonio collettivo che abbiamo l’obbligo di preservare anche per le prossime generazioni, coinvolgendo le parti sociali in causa.
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e-mail: ufficiostampa@movimento5stelle-veneto.it
MoVimento 5 Stelle - Veneto
Il Movimento 5 Stelle osserva che anche questa proposta è stata inascoltata per anni nonostante le insistenze
Treviso, 08.01.2010
“Registriamo l’ultimissima scoperta dell’acqua calda della Giunta Comunale” dicono dal Movimento 5 Stelle “Ma come? Si accorgono solo ora che i Comuni sotto i 5000 abitanti dovrebbero essere accorpati? E’ dal 2006 che il Movimento chiede di unire i piccoli Comuni per risparmiare sui costi della politica!”.
Limitando il numero degli uffici,degli amministratori e di altre strutture pubbliche si otterrebbe subito un grande risparmio, perché i Comuni con meno di 5000 abitanti in tutta Italia sono circa la metà del totale attuale. La proposta del Movimento è visibile sul blog di Beppe Grillo in vari post che recano la data del 2006.
“Altro che politica del fare! Questa è una politica del fai oggi quello che potevi fare ieri” ha sottolineato il Consigliere David Borrelli “ Comunque sono lieto che l’Assessore Zanini ci segua con interesse riprendendo la nostra proposta del 2006. Anzi, prego l’Assessore di copiare tutto il programma dei grillini, compreso il limite di due legislature per i politici. Se vuole prendere altri spunti dal nostro programma lo invito e lo aspetto al nostro banchetto di oggi domenica 9 dicembre in P.zza Aldo Moro, per discutere sulla raccolta differenziata spinta. E grazie per la cortese attenzione.”
MoVimento 5 Stelle - Treviso
08.02.12 15:58



