Servizi ai cittadini: Febbraio 2012 Archives
Il 23 gennaio 2012 il Comune di Rovigo invia un fax alla Coopoltaxi Scarl in cui annuncia che il servizio di natura-socio assistenziale organizzato dal Comune di Rovigo al fine di consentire alle persone disabili, che non sono in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici, di raggiungere gli istituti scolastici, le sedi di lavoro o i centri di cura di riabilitazione disabili è interrotto.
La decisione è stata presa perché il Comune "NON HA PIU’ I SOLDI".
Erano ammessi a fruire del servizio di trasporto i residenti del Comune di Rovigo di età superiore a tre anni con un grado di disabilità non inferiore al 75% che si trovavano nell’impossibilità di provvedere direttamente ed in proprio alle esigenze del trasporto.
Gli utenti erano chiamati a concorrere al costo del servizio secondo le proprie possibilità economiche in base alla dichiarazione ISEE. Con la precedente Amministrazione il regolamento del servizio trasporto disabili è stato modificato con delibera consiliare n. 9 del 01.03.2011 ed è entrato in vigore il 02.05.2011 passando da un costo di 300 mila a 80 mila euro all’anno.
Ora, all’inizio del 2012, nel bel mezzo dell’anno scolastico e di quello lavorativo, il servizio è interrotto senza essere almeno discusso in Giunta o in Consiglio comunale. L’assessore ai servizi sociali Gianni Saccardin dice che fino all’approvazione del bilancio di previsione si lavora “in dodicesimi” e vista la mancanza di risorse si è preferito sospendere il servizio ad eccezione delle persone non-deambulanti. Questo taglio per "far quadrare i conti” è stato deciso per un servizio sociale in cui il Comune ha delle responsabilità morali e si abbatte pesantemente sulle famiglie degli utenti che giornalmente usufruiscono del servizio. La comunicazione di interruzione del servizio è arrivata, in alcuni casi, alle famiglie come un fulmine a ciel sereno, creando enormi difficoltà.
Non c'erano altri costi, magari sprechi, da tagliare prima di questo importante servizio?
Magari prima di approvare a fine anno 2011 i premi di più di 431 mila euro ai dirigenti, ci si poteva pensare?
Crediamo, nello specifico, che la Consulta dell’handicap debba essere riconosciuta nel suo ruolo esperienzialmente propositivo prima di calare la scure al buio così come sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del buon senso dei cittadini in molte altre
problematiche amministrative. Le persone, caro Saccardin, non vivono “in dodicesimi”, mensilmente. Qual'è la priorità di un Comune, distribuire i soldi senza criterio
tagliando i servizi sociali o avere attenzione al bilancio per garantire i cittadini amministrati?
Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle - Rovigo
08.02.12 15:58



