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Il 23 gennaio 2012 il Comune di Rovigo invia un fax alla Coopoltaxi Scarl in cui annuncia che il servizio di natura-socio assistenziale organizzato dal Comune di Rovigo al fine di consentire alle persone disabili, che non sono in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici, di raggiungere gli istituti scolastici, le sedi di lavoro o i centri di cura di riabilitazione disabili è interrotto.
La decisione è stata presa perché il Comune "NON HA PIU’ I SOLDI".
Erano ammessi a fruire del servizio di trasporto i residenti del Comune di Rovigo di età superiore a tre anni con un grado di disabilità non inferiore al 75% che si trovavano nell’impossibilità di provvedere direttamente ed in proprio alle esigenze del trasporto.
Gli utenti erano chiamati a concorrere al costo del servizio secondo le proprie possibilità economiche in base alla dichiarazione ISEE. Con la precedente Amministrazione il regolamento del servizio trasporto disabili è stato modificato con delibera consiliare n. 9 del 01.03.2011 ed è entrato in vigore il 02.05.2011 passando da un costo di 300 mila a 80 mila euro all’anno.
Ora, all’inizio del 2012, nel bel mezzo dell’anno scolastico e di quello lavorativo, il servizio è interrotto senza essere almeno discusso in Giunta o in Consiglio comunale. L’assessore ai servizi sociali Gianni Saccardin dice che fino all’approvazione del bilancio di previsione si lavora “in dodicesimi” e vista la mancanza di risorse si è preferito sospendere il servizio ad eccezione delle persone non-deambulanti. Questo taglio per "far quadrare i conti” è stato deciso per un servizio sociale in cui il Comune ha delle responsabilità morali e si abbatte pesantemente sulle famiglie degli utenti che giornalmente usufruiscono del servizio. La comunicazione di interruzione del servizio è arrivata, in alcuni casi, alle famiglie come un fulmine a ciel sereno, creando enormi difficoltà.
Non c'erano altri costi, magari sprechi, da tagliare prima di questo importante servizio?
Magari prima di approvare a fine anno 2011 i premi di più di 431 mila euro ai dirigenti, ci si poteva pensare?
Crediamo, nello specifico, che la Consulta dell’handicap debba essere riconosciuta nel suo ruolo esperienzialmente propositivo prima di calare la scure al buio così come sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del buon senso dei cittadini in molte altre
problematiche amministrative. Le persone, caro Saccardin, non vivono “in dodicesimi”, mensilmente. Qual'è la priorità di un Comune, distribuire i soldi senza criterio
tagliando i servizi sociali o avere attenzione al bilancio per garantire i cittadini amministrati?
Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle - Rovigo
Qualche settimana fa il governatore del Veneto Luca Zaia è arrivato in terra bellunese ed ha rispolverato il prolungamento autostradale A27 (che da qualche tempo giaceva in un misterioso silenzio) sostenendo il progetto della famosa Venezia-Monaco. Sono di questi giorni anche i continui tagli al trasporto pubblico ferroviario: la chiusura della biglietteria di Calalzo, la riduzione degli orari della biglietteria di Feltre e la soppressione di ben tredici corse sono gli ultimi episodi di una lunga serie di tagli sconcertanti e in controsenso con le esigenze del nostro territorio.
Purtroppo il bellunese è in buona compagnia dal momento che in tutto il Veneto si stanno portando avanti politiche assurde di mera speculazione finanziaria e cementificatoria del territorio (la nuova Pedemontana, la camionabile tra Venezia e Padova, Veneto City, il Mose di Venezia, tanto per citarne solo alcuni).
Tutte queste “grandi opere” ci vengono spacciate come sviluppo del territorio, ma in realtà sono delle costruzioni vecchie ancor prima di entrare in funzione, oggi riproposte dal solito politico di turno senza alcuna logica e senza tener conto delle ricadute negative che queste avranno sul territorio.
Per dar adito a tutto questo si tagliano i servizi pubblici e ferroviari, gestendoli in malo modo, per avere un alibi a favore degli interessi di pochi e a scapito del cittadino, costretto così ad usare l’auto privata in qualsiasi minimo spostamento.
Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario al prolungamento verso nord della A27 (leggi qui le motivazioni), nella convinzione sia necessario - oggi più che mai - sostenere una progettualità sempre più spinta verso la scelta di trasporti pubblici, specialmente su rotaia.
Un’azione strategica per dare nuova linfa al trasporto pubblico bellunese è quella di ricreare il collegamento ferroviario Calalzo-Cortina-Dobbiaco, chiuso il 17 maggio 1964 quando l’ultimo treno partì da Cortina per Calalzo. Ripristinare quei 65 kilometri di percorso - adeguando la tratta agli standard europei sul modello delle altre ferrovie di montagna, come in Svizzera e in Austria - significherebbe aprire la provincia verso gli amici trentini e oltralpe, anche attraverso il collegamento con la ferrovia della Val Pusteria.
La storia insegna: grazie alla memorabile “Ferrovia delle Dolomiti” Cortina trasse un profondo beneficio in termini di afflusso turistico. Basti pensare che in occasione delle olimpiadi invernali di Cortina del 1956 quel trenino bianco-azzurro riuscì a trasportare 7mila passeggeri al giorno, attraversando vallate dalla natura meravigliosa, località di villeggiatura oggi sempre più trafficate, appassionati di montagna e amanti di sport invernali.
Quel trenino, guardando il traffico automobilistico odierno delle nostre strade provinciali, rappresentava il vero progresso.
Nella visione d’insieme di un piano ferroviario che potrebbe rilanciare turisticamente la provincia, un altro collegamento fondamentale è quello della Venezia-Calalzo: una linea ferroviaria di alta qualità permetterebbe di “vendere” il pacchetto Dolomiti associandolo a quello Venezia. Non ci vuole un genio per capire che le ricadute in termini di presenze, soprattutto straniere, potrebbero essere molto elevate.
Un’altra azione lungimirante, già elaborata agli inizi del secolo scorso e mai realizzata, è quella di creare un collegamento ferroviario fra Feltre e Primolano per mettere in comunicazione la Valbelluna con la Valsugana e la Valbrenta (corridoio con il Trentino e asse ferroviario del Brennero). Si consentirebbe così una connessione strategica fra la tratta Padova/Treviso-Montebelluna-Calalzo con la ferrovia Venezia-Castelfranco-Bassano-Trento e quindi il Brennero. Un percorso di lungo meno di 25 kilometri che avrebbe numerosi effetti benefici sulla circolazione fra le due province (si pensi, ad esempio, ai numerosi studenti bellunesi iscritti all’università di Trento).
Sono queste le valide alternative alla realizzazione di nuove strade in zone caratterizzate da un elevato pregio ambientale e paesaggistico. Il ripristino della Calalzo-Cortina-Dobbiaco e la creazione del collegamento Feltre-Primolano sono due proposte che porterebbero un reale giovamento al territorio bellunese; due sbocchi (uno verso nord, in direzione Dobbiaco e Austria, ed uno verso ovest, in direzione Trentino) che aprirebbero il bellunese alle realtà a noi più vicine.
Per quanto riguarda invece il trasporto su gomma, l’unica opera che possiamo ritenere valida al fine di snellire la circolazione in uscita dalla A27 a Pian di Vedoia è la circonvallazione di Longarone-Castellavazzo, irrisolto punto nero della viabilità bellunese, ultimo tratto critico per il traffico nei giorni di punta poiché è a monte di quel punto che si formano le code chilometriche di cui parlano spesso i telegiornali. Un vero e proprio collo di bottiglia. Ma negli ultimi tempi sembra che i fondi destinati a quest’opera si siano dissolti. La variante di Longarone è sparita perché evidentemente gli interessi che ruotano intorno alla costruzione dell’autostrada (parliamo di miliardi di euro) hanno fatto la magia.
Movimento 5 Stelle Belluno
www.belluno5stelle.it
La sciagura e le morti a Genova suonano come un monito. Un anno dopo l'alluvione del 2010 la provincia di Padova ricorda ancora quanto essa sia vulnerabile.
Le esondazioni misero in ginocchio l'intero Veneto e le persone colpite dalla tragedia oltre ai disagi hanno subito un ulteriore schiaffo: rimborsi decurtati del 75% secondo il governatore Zaia e i sindaci, ma in realtà ridotti a un recupero del 50 % per le famiglie più fortunate. 220 vigili del fuoco che devono ancora ricevere il pagamento degli straordinari.
E che cosa ha fatto in questo anno il Comune di Padova? Si è preoccupato di mettere in sicurezza idrogeologica il territorio? No!
Il Comune pensa al completamento del GRAP: il Grande Raccordo Anulare di Padova. La società titolare del progetto, composta da: Soc. Autostrade PD-VE (55%), Soc.Autostrade BS-PD (40%), Consorzio C.D.P. (4%) e Camera di Commercio (1%), vede come Presidente Vittorio Casarin (ex presidente della Provincia) e tra gli amministratori Flavio Zanonato (sindaco di Padova). Tra gli amministratori della Società Autostrade PD-VE compare anche Giustina Destro (ex sindaco di Padova). Tutti insieme appassionatamente.
Il GRAP, dopo l'ultima Valutazione Impatto Ambientale (agosto 2011), viene contestato da molte associazioni e comitati con precisi rilievi, ai quali ci siamo uniti con nostre osservazioni presentate in Regione Veneto (Prot.N. 491391/62.00).
Tra le tante obiezioni (distruzione di ambienti naturalistici, impatto paesaggistico, costi dell'opera non giustificati), in questi giorni la preoccupazione va all'impatto sulla sicurezza idrogeologica.
La Variante V1 di Limena taglia una zona di interesse comunitario denominata SIC - ZPSIT3260018, un’area golenale che è sempre stata utilizzata come vano di espansione. Il livello delle acque in tale zona può raggiungere 4 m. sul piano campagna in caso di espansione del fiume. Un'area che va assolutamente preservata per il contenimento degli eventi critici.
Ma non basta, il progetto GRAP è strettamente legato, con la funzione di drenare traffico, a un'altra opera sciagurata: la camionabile a pedaggio Padova Venezia destinata al trasporto su gomma; essa dovrebbe essere realizzata lungo il tracciato dell'Idrovia Padova-Mare, sostituendone o strozzandone la portata e la funzione di salvaguardia idraulica.
In caso di alluvione come quella del 1966, sommando le portate di Brenta e Bacchiglione, subito a valle di Padova si formerebbe un disavanzo di portata pari a 350-400 metri cubi per ogni secondo nelle 24-26 ore d'ondata di piena: una massa d'acqua enorme!
L’idrovia Padova-Mare è in grado si scolmarla (come da simulazioni del Dipartimento Ingegneria Marittima di Padova) se la portata progettuale viene rispettata.
L'Idrovia si trova su terreni già espropriati al 95% e ora di proprietà della Regione e per due terzi è già realizzata. Il costo per il completamento e l'adeguamento alla V classe di navigazione Europea è di 143,1 mln., ma può diventare a costo zero se utilizzata per il trasporto su chiatte a basso pescaggio (circa 3 m.).
Le chiatte preleverebbero le merci direttamente dal Terminal off shore progettato al largo di Venezia, evitando l'ingresso in laguna delle grandi navi, e verrebbero trasferite su gomma presso l'interporto di Padova anziché a Venezia (si calcolano 245.000 container TEU all'anno), con un beneficio per l'economia e l'ambiente.
La soluzione per evitare un’altra Genova c’è. Ma i cittadini non vengono ascoltati dalla politica.
Fino alla prossima alluvione.
LA REGIONE VENETO E' A SOVRANITA' LIMITATA? GLI AVVOCATI DELLO STATO POSSONO SEGRETARE ATTI DI AMMINISTRAZIONE PUBBLICA?
GUARDATE IL VIDEO DELL'INCONTRO CON IL COMMISSARIO VERNIZZI.
10 NOVEMBRE 2011: FINTA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA SPV UNA SUPERSTRADA CHE OFFENDE I VENETI E SVUOTA IL LORO PORTAFOGLIO
Il 10 novembre presso il cantiere Sis a Romano d'Ezzelino (VI) verrà simbolicamente posata la prima pietra di una opera tanto controversa e nociva per il territorio come la SPV (Superstrada Pedemontana Veneta)
Una finta posa perché manca ancora in vari punti il progetto esecutivo e soprattutto sono ancora pendenti presso il TAR del Lazio i ricorsi contro la SPV .
Una opera attesa da anni ma che, per come è stata progettata e soprattutto per i costi finanziari, non servirà al Veneto; anzi si configura come una infrastruttura avulsa ai nostri interessi.
Perché?
La Spv, cosi’ come uscita dall’ultimo progetto definitivo, sarà una strada ad altissimo impatto sull'ambiente dato che sarà per 54 dei circa 96 chilometri in trincea e galleria e, soprattutto nella prima parte, modificherà l’assetto idrogeologico della zona senza che sia stata fatta una seria valutazione dell’impatto ambientale. Ricordate le alluvioni dello scorso novembre? Non vorremmo che toccando ulteriormente le falde acquifere e le fragili colline ci ritrovassimo a subire altri disastri per il nostro territorio.
La Spv costerà assai salata ai contribuenti veneti visto che la convenzione economica (a cui peraltro ancora non si è avuto accesso nonostante le ripetute richieste) sembra prevedere che se il passaggio di veicoli sarà mediamente inferiore a 24.000 unità al giorno la Regione Veneto (cioè i contribuenti) ripianerà le perdite di esercizio.
Dato che oggi il traffico a causa della crisi economica è già inferiore a tale cifra, possiamo affermare con certezza che la Regione dovrà mettere mano al portafoglio.
Ci chiediamo come sia giustificabile una tale operazione anche e soprattutto dal punto di vista finanziario .
I nostri politici regionali, soprattutto l'assessore alla mobilità Renato Chisso, ci hanno detto che la SPV sarebbe stata pagata attraverso il project financing, cioè l'apporto di capitale privato, ma di fatto con la clausola sopracitata si pubblicizzano le perdite e si privatizzano i profitti.
Alla faccia della trasparenza e a scapito dei cittadini che oltre a ripianare le perdite dovranno pagare un pedaggio altissimo per utilizzare questa arteria (1 euro ogni 10 kilometri). I veneti pagheranno 2 volte questa strada: con le tasse e con i pedaggi (il costo complessivo di tale opera sarà almeno di 2,5 miliardi di euro)
Ci chiediamo quante cose si potrebbero fare con questi soldi: per esempio si potrebbero sistemare le strade esistenti mettendole in sicurezza, soprattutto la già esistente strada Nuova Gasparona che va da Thiene a Bassano (anche raddoppiandola ove possibile) e si potrebbe magari proseguire il tracciato fino a Spresiano con la costruzione di una strada regionale a scorrimento veloce sul tipo della Nuova Strada Regionale del Santo (che va da Castelfranco a Padova).
Questa operazione costerebbe assai meno dei 2,5 miliardi previsti, risulterebbe molto meno invasiva per il territorio e molto più permeabile al traffico locale, consentendo al tempo stesso di decongestionare il traffico pesante.
Perché allora i nostri amministratori non pensano a questa alternativa? Perchè si trincerano dietro la falsa emergenza traffico per impedire un reale confronto con le amministrazioni locali, utilizzando la legislazione di emergenza e imponendo dall’alto delle scelte disastrose per la nostra collettività a livello finanziario, ambientale, agricolo?
Noi crediamo che la scelta politica di utilizzare il commissario alle grandi opere nasconda la precisa volontà di favorire alcuni grandi interessi e alcune speculazioni a danno del nostro territorio.
Questa strada comporterà la ulteriore cementificazione con opere inutili tipo centri commerciali, uffici, capannoni. Infatti sarà possibile costruire attorno ai 17 caselli per un diametro di 4 chilometri in barba ai piani regolatori locali (in questo caso la regione potrà dare permessi in base all’art 38 del ptrc)
Non è questo il modo forse per favorire sfacciatamente gli interessi dei cementificatori che magari utilizzano denaro di non chiara provenienza? Non è questo forse il modo per favorire la lobby dei cavatori tanto cara a qualche partito?
Non ci prendano in giro con la falsa emergenza e con la strada al servizio del territorio o del traffico internazionale.
Questa strada nasce per servire altri interessi.
I veneti se ne renderanno conto una volta ultimata (se mai lo sarà) questa inutile e costosa opera.
Chiedo all’assessore Chisso , difensore del cemento ad oltranza, quanto costerà la SPV alle casse della nostra Regione, quanto costerà al nostro territorio, al nostro ambiente, al nostro patrimonio artistico, alla nostra agricoltura e infine quanto servirà a decongestionare il traffico locale.
Infine egregio assessore Chisso, perché non cominciamo a potenziare e sviluppare il traffico su rotaia?
Un po’ paradossale che nella nostra regione l’ente che si occupa di ferrovie si chiami VENETOSTRADE.
Crediamo vada ripensata la intera filosofia del trasporto inspirandoci soprattutto a quei paesi che sono anni luce davanti al nostro, tipo Germania e Austria.
Perché cari Chisso, Mincato (presidente della Camera di Commercio di Vicenza ed ex amministratore delegato Eni) invece di fare inutili convegni sulla Valdastico Nord con la provincia autonoma di Trento (che tanto non la vorrà mai) non organizzate un bel convegno sul presente e il futuro del trasporto su rotaia nel Veneto?
Francesco Celotto
Movimento 5 Stelle - Bassano del Grappa
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Oggetto: Sistema viario di collegamento e adduzione alle autostrade nei settori ovest e nord di Padova e tra Padova e Marghera-Mestre, denominato Grande Raccordo Anulare di Padova (GRAP)
Ci sono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni e non vi è cenno ad una nuova presentazione del progetto.
Ricordo che l'opera GRAP è strettamente collegata alla realizzazione della cosiddetta Camionabile sull'Idrovia Padova-Venezia che mi risulta tecnicamente ed economicamente incompatibile con il completamento dell'Idrovia come canale trasportistico e scolmatore delle pericolose piene simultanee del Bacchiglione e del Brenta.
E' in corso lo studio di fattibilità sul completamento dell'Idrovia Padova-Mare. Oltre al danno la beffa: lo studio è finanziato da noi e l'Idrovia rischia di non essere ripresa e terminata.
L'opera GRAP è localizzata nelle province di Padova e Venezia e, in particolare, nei Comuni di:
Mira, Dolo, Camponogara, Stra, Fossò, Vigonovo (prov. di Venezia)
Saonara, Padova, Ponte San Nicolò, Legnaro, Albignasego, Abano Terme, Selvazzano Dentro, Saccolongo, Mestrino, Rubano, Villafranca Padovana, Limena, Vigodarzere, Campodarsego e Cadoneghe (prov. di Padova)
Donatello Negrisolo - Movimento 5 Stelle
La Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) è un’altra di quelle opere devastanti per il territorio (e per le casse della Regione) realizzata con un progetto imposto grazie alla dichiarazione di una fantomatica emergenza di protezione civile nelle città di Vicenza e Treviso. Viene nominato così un commissario straordinario che agisce in deroga alla legislazione vigente (tra cui quella sul controllo degli appalti).
L’emergenza traffico è stata dichiarata senza alcuno effettivo studio del traffico, il quale tra l’altro dalle rilevazioni risulta in calo dal 2007, essenzialmente a causa della crisi economica che ha fatto chiudere moltissime aziende del Nord-Est.
Tra te tante criticità dell’opera una delle più macroscopiche è la mancanza della valutazione di impatto ambientale, demandata al progetto esecutivo, ovvero nella fase in cui si definiscono gli ultimi dettagli del progetto ed in cui è ovviamente impossibile cambiare l’opera quando emergeranno le problematiche ambientali di inquinamento e di rischio idrogeologico. Già oggi Vicenza rischia nuove inondazioni, figuriamoci dopo l’ulteriore impermeabilizzazione del territorio portata dalla SPV e dalle opere accessorie e quando la situazione delle falde sarà devastata dalla realizzazione dell’autostrada.
Alcuni dati indicativi: la SPV e’ lunga 95 Km, attraversa 36 comuni con 17 accessi (caselli) , dal costo di circa 2,5 miliardi di euro (per rendere l’idea, è il valore del nuovo edificato per uso non residenziale nella provincia di Vicenza negli otto anni che vanno dal 2001 al 2007, ovvero in pieno boom edilizio) che i veneti pagheranno tre volte: direttamente con i finanziamenti della regione, con i pedaggi e con il degrado ambientale e delle condizioni di salute.
Non è un’opera al servizio del territorio attraversato, come si è fatto credere, ma un’arteria per traffico a lunga percorrenza. E’ un’opera realizzata in project financing di cui non si conoscono i dettagli della convenzione economica, che più volte i cittadini hanno richiesto per sapere chi paga e quanto si paga la SPV, ma la cui consultazione è stata sempre negata adducendo come motivo che si tratta di un atto pattizio tra il Commissario e la ditta appaltatrice. Peccato che, da quel che si sa, la Regione Veneto intervenga nel progetto con parecchie centinaia di milioni di euro e che si impegni a garantire il pareggio di bilancio; in altre parole se il traffico è inferiore al previsto e la Società concessionaria sarà in perdita, allora la regione sopperirà con soldi pubblici al mancato guadagno. Altro meraviglioso esempio di capitalismo all’italiana.
Ultimo, ma non meno importante, da considerare che attorno ad ogni casello, per un diametro di 4 km, l’articolo 38 del P.T.R.C in adozione, permetterà di costruire ulteriori centri commerciali, direzionali o aree edificabili senza che i comuni interessati possano in qualche modo avere voce in capitolo.
A Bassano del Grappa un numeroso gruppo di cittadini supportati dal MoVimento 5Stelle di Bassano e da quello di Vicenza hanno raccolto firme e presentato in consiglio comunale una proposta di delibera che impegnasse il Comune di Bassano in un ricorso al TAR contro questo progetto della Pedemontana. Ricorso basato sull’illegittimità della nomina del Commissario Straordinario, che se accolto, avrebbe invalidato le decisioni assunte da quest’ultimo e potuto riportare la SPV ad una progettazione conforme agli obblighi della legislazione vigente anziché a quella di emergenza di protezione civile, che non vede nessuna voce in capitolo né alcuna possibilità di controllo dei cittadini su ciò che viene fatto.
A supporto della richiesta di delibera i cittadini firmatari hanno posto al Consiglio Comunale di Bassano del Grappa tredici domande che di seguito riportiamo.
Prima di decidere in merito alla Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), è opportuno porre, ai componenti del Consiglio Comunale di Bassano, alcuni quesiti per verificare la conoscenza in materia, affinché tali decisioni siano ponderate a tutela e reale beneficio dei nostri concittadini.
1) Il Consiglio Comunale è al corrente del fatto che il progetto della SPV non è giustificato in base ad una reale indagine del traffico, non tenendo conto che quest'ultimo è in diminuzione dal 2007?
2) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che, assecondando le proposte del Commissario si andrà a sottrarre ai cittadini del comprensorio funzionalità della Gasparona? (superstrada gratuita che collega i paesi da Thiene a Bassano del Grappa)
3) Il Consiglio Comunale è a conoscenza dell'esistenza di una proposta progettuale della SPV che lo stesso consiglio aveva approvato nel 2002, (con Delibera n. 82) che prevede lo sviluppo della Pedemontana nelle vicinanze di Castelfranco laddove è già presente un importante snodo ferroviario e che per la presenza dell'elettrodotto interrato si configura una zona più idonea in quanto già sottoposta a servitù e lontana dal centro abitato?
4) Il Consiglio Comunale è al corrente che la nuova revisione del Piano Europeo dei Trasporti introdurrà forti aumenti tariffari per i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate per scoraggiarne la circolazione su gomma, cosa che metterà a dura prova la già fragile sostenibilità economica della SPV?
5) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che la convenzione economica su cui si basa la realizzazione della SPV non è mai stata pubblicata, e che anzi è stata secretata ostacolando così l’accesso agli atti da parte dei cittadini, che hanno il diritto di sapere chi paga e quanto si paga questa Superstrada a Pedaggio?
6) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che per la SPV non è stata fatta alcuna adeguata valutazione dell’impatto ambientale, acustico e sulla vivibilità per i bassanesi post opera?
7) Il Consiglio Comunale è a conoscenza del fatto che, qualora venga introdotto un pedaggio a pagamento per i cittadini del comprensorio, il traffico si riverserà sulla viabilità dei centri limitrofi?
8) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che l'articolo 38 del Piano Territoriale di Coordinamento (PTRC) in adozione da parte del Consiglio Regionale, prevede la possibilità di estendere nel raggio di 2 Km dalla barriera dei caselli ulteriori aree edificabili al fine di soddisfare i futuri progetti strategici della regione, nonostante ciò possa comportare la costruzione di nuove grandi stutture di vendita, come ad esempio le città mercato?
9) Il Consiglio Comunale è a conoscenza delle recenti posizioni assunte dalla Commissione Europea con il nuovo Libro Bianco su mobilità e trasporti (28 marzo 2011) in cui si stabilisce che almeno il 50% delle merci e passeggeri sia su rotaia e che invece l’attuale progetto della SPV è strutturato in modo da rendere alquanto improbabile tale realtà?
10) Il Consiglio Comunale è a conoscenza che dispone di un’occasione irripetibile di contrastare l’attuale progetto della SPV accogliendo la proposta di delibera presentata dai cittadini bassanesi che chiedono al Comune di ricorrere al T.A.R. contro la Superstrada Pedemontana Veneta per riportare il potere decisionale sul proprio territorio e sul proprio futuro ai bassanesi, senza subire supinamente un progetto imposto da un soggetto privato e da un Commissario nominato illegalmente?
11) Il Consiglio Comunale è al corrente che la Corte dei Conti ha recentemente rilevato che è improprio dichiarare lo stato di emergenza (e conseguentemente la nomina di un commissario) per realizzare grandi opere infrastrutturali (come lo sono ad esempio il Passante di Mestre e la SPV), giacché la realizzazione di una infrastruttura non risulta conciliabile con il l’articolo 1 della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004, che limita la dichiarazione dello stato di emergenza al tempo necessario per operare i “primi interventi” indispensabili a fronteggiare uno stato di calamità?
12) Il Consiglio Comunale è al corrente che la Corte dei Conti chiede di definire puntualmente in sede di progetto preliminare i costi delle opere compensative, sia in senso qualitativo (definendo quali siano) che in senso quantitativo (come oneri economici) dato che il non puntualizzarli può compromettere una gestione trasparente ed oculata dell’opera, influendo significativamente sull’andamento della finanza pubblica?
13) Il Consiglio Comunale, che dovrebbe tutelare l’interesse del cittadino, è a conoscenza che una Sentenza della Corte Costituzionale in data 7 giugno 2011, ha dichiarato illegittimo per gli espropri il criterio dei Valori agricoli medi e che proprio su questo criterio si fonda l’accordo per gli espropri firmato il 10 marzo 2010 dal Commissario Delegato, dall’ass. Renato Chisso, da alcuni rappresentanti di categorie sindacali e dalla ditta esecutrice?
Ascoltate le ragioni dei firmatari il Consiglio Comunale ha respinto la richiesta dei cittadini, impaurito dalla possibilità di perdere qualche ‘compensazione’ gentilmente concessa dal Commissario, come se si potessero in qualche modo compensare i danni irreparabili prodotti da questo assurdo progetto di SPV.
Coloro che hanno scelto questa strada hanno però un nome ed un cognome, e dovranno prima o poi rendere conto ai cittadini del loro comportamento. Incredibile l’intervento del capogruppo PD Fantinato, che si scaglia contro lo strumento della proposta di delibera popolare. Come possono osare i cittadini di pretendere mettere in discussione ciò che per loro decidono i loro infallibili consiglieri comunali !?
Lascia di stucco che tale intervento provenga proprio da un rappresentante di un partito che contiene la parola Democratico nella sua denominazione.
Movimento 5 Stelle Bassano del Gappa
Non pensate che siamo impazziti e abbiamo deciso di far propaganda ad iniziative di Pdl, Lega e UDC.
Ma è doveroso informarvi che domani (30 giugno 2011) a Campagna Lupia (VE), alle 20.30, presso l'area antistante il municipio, oppure, se piove, presso il palazzetto dello sport (sempre di Campagna Lupia), si svolgerà un incontro sul tema:
GRANDI OPERE INFRASTRUTTURE VIABILITA' E LOGISTICA.
La cosa interessante è nei nomi di chi interverrà:
Fabio Livieri - sindaco di Campagna Lupia ( e fin qui nulla di particolare)
Renato Chisso - Assessore alla mobilità e alle infrastrutture della Regione Veneto
Damiano Zecchinato - Presidente III Commissione Provincia di Venezia Urbanistica Mobilità e trasporti
Ugo Bergamo - Assessore Comune di Venezia alla Mobilità e Trasporti.
Francesco Borga - Presidente Veneto Sviluppo S.P.A.
Come potete vedere la cosa si fa piuttosto interessante.
Invito tutti a partecipare a questa "allegra" serata anche per poter manifestare a questi signori quello che pensiamo di loro e dei loro progetti per il Veneto e per la Riviera del Brenta in particolare
ACCORRETE NUMEROSI.
Sergio Gallo - Movimento 5 Stelle Campolongo Maggiore
www.campolongo5stelle.it
A Verona oltre ai 4 Referendum, 2 sull'acqua 1 sul nucleare e 1 sul Legittimo Impedimento, si vota anche per un quinto referendum.
Si voterà nella giornata di domenica 12 giugno in Piazza Brà dalle 11 alle 19, dove il Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle allestirà un vero e proprio seggio per permettere ai cittadini di Verona di votare per il referendum locale già approvato e pronto, che il sindaco Tosi si ostina a tenere nel cassetto.
L'amministrazione comunale continua a non voler indire tale referendum cittadino nonstante le 6 sentenze del tribunale che danno ragione al Comitato e dichiarano inequivocabilmente che l'Amministrazione Comunale sta facendo ostruzionismo.
Anche l'ex-sindaco di Milano, Mortizia, ha permesso l'accorpamento dei referendum cittadini con quelli nazionali, con un risparmio per le tasche comunali non indifferenti.
Quindi il Comitato ha deciso, in modo simbolico, di fare comunque il referendum cittadino per ribadire l'importanza della democrazia partecipativa soprattutto su decisioni che hanno un impatto su diverse generazioni.
Il MoVimento 5 Stelle di Verona aderisce in pieno all'iniziativa credendo fermamente che la democrazia si esercita facendo partecipare i cittadini alle decisioni.
Abbiamo intervistato Alberto Sperotto Presidente del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle.
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle Verona
http://www.movimento5stelle-verona.it

Da anni se non da decenni a Verona si discute di mobilità. Le strade cittadine sono intasate dal traffico che è in costante aumento.
Le scelte fatte fin'ora sia dalle giunte di destra che da quelle di sinistra portano solo in una direzione: incentivare l'uso dell'auto propria a sfavore del mezzo pubblico. Questo porta guadagni alle solite imprese del cemento e del catrame che realizzano parcheggi, viadotti, sottopassi, rotonde.
Si sono costruiti, e se ne stanno costruendo altri, diversi parcheggi sotterranei in città, all'interno del centro storico, depauperando piazze storiche come Piazza Corrubbio vicino alla chiesa di San Zeno, patrono di Verona.
Ma le scelte più scellerate le stanno compiendo i componenti della Giunta Tosi.
Dal Traforo delle Torricelle ora si giunge al Filobus che di Filo ne ha ben poco.
Oggi è stato reso noto il vincitore della gara per la realizzazione in 1000 giorni del sistema Filobus a Verona che vedrà 37 mezzi della Phileas (http://www.apts-phileas.com/ ) da 18 metri da 145 passeggeri l'uno che percorreranno due tragitti a X, per totali 23,7 chilometri, da San Michele allo Stadio e dal policlinico di Borgo Roma a Ca' di Cozzi.
Non sono previste particolari agevolazioni per i percorsi di questi mezzi come corsie preferenziali o semafori intelligenti. E' previsto solo l'ennesimo sottopasso in circonvallazione (cemento, spostamento terra, asfalto), dedicato al passaggio del filobus, che per realizzarlo creerà non pochi disagi.
L'assurdità è che per motivi estetici a me sconosciuti, in centro storico non saranno installati cavi elettrici sospesi e le vetture saranno spinte da un motore diesel. Questa è una scelta ottusa, anacronistica e a dir poco senza senso.
Nella cordata di imprese che si è aggiudicata l'appalto, guarda caso, compare l'impresa Mazzi che ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati. Lascio al lettore ogni considerazione in merito.
La stessa Mazzi insieme a Technital compare nella cordata promotrice del Traforo delle Torricelle. Era anche la promotrice del famoso parcheggio di Porta Trento proposto dall'allora Giunta Zanotto di centro sinistra, di cui non si sente più parlare, pur essendoci ancora pubblicato sul portale del comune l'aggiudicazione del bando di gara (http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=7352). Non vorrei che, per la mancata realizzazione dell'ennesimo parcheggio in centro, si dovesse pagare una mora sostanziosa al promotore.
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona
Di Traforo delle Torricelle o Passante Nord, a Verona, se ne parla oramai da 30 anni. Verona ha la fortuna e sfortuna di avere delle splendide e ridenti colline a nord, ai piedi delle quali sorgono i quartieri più vivibili e più verdi della città scaligera.
Il traffico automobilistico che deve percorrere da est a ovest la parte nord della città è costretto ad affrontare lunghe code in prossimità della strettoia del Teatro Romano, dove la strada si stringe tra l'Adige e il Teatro all'aperto, sede di una rassegna teatrale e musicale tra le più importanti d'Italia.
Sono state fatte mille ipotesi diverse per risolvere questo problema di congestione. Galleria corta, galleria lunga, galleria lunghissima, ztl allargata, a pagamento o gratis, insomma ogni giunta che si è insediata a Palazzo Barbieri (sede del Comune di Verona) ha fatto la sua proposta.
Ora la giunta capeggiata dal Sindaco più amato dagli italiani a pari merito con Renzi, ha iniziato l'iter per la costruzione di un opera faraonica sotto l'insegna: “se femo el buso lo femo fato ben” (se facciamo la galleria la facciamo fatta bene, leggi grande).
Il progetto dal costo iniziale di 360 milioni di euro ora è arrivato alla cifra di ben 436 milioni per la costruzione di una doppia canna di gallerie di 2 km con due corsie per senso di marcia e relativa corsia di emergenza, altri 2 km in galleria artificiale tagliando in due i quartieri più belli di Verona, un ponte sull'Adige che sovrasta una zona incontaminata in cui proprio in questi giorni sono arrivati i cigni per nidificare, e altri 6 km su un terrapieno artificiale alto più di 6 metri sul piano campagna. In realtà si tratta di una autostrada a pagamento in città , un po' come il tratto cittadino della A4 a Milano.
Il Comune logicamente non dispone di quella cifra e quindi ricorre al famigerato project finansing che comporta un ritorno economico da parte delle ditte o della cordata di ditte appaltatrici dato dalle opere di compensazione e dai pedaggi.
Sono previsti 20 milioni di auto e camion a 2 km da piazza Bra, con 150 mila metri quadrati di opere di compensazione (autogrill, fastfood, alberghi, parcheggi per auto e camion
) per un totale di territorio consumato pari 500mila metri quadrati, equivalenti alla città di Verona dentro all'ansa dell'Adige (il centro storico).
L'opera è in project financing per cui una cordata di aziende veronesi, capeggiata dalla Techinital che è stata scelta, nel 2009, come soggetto promotore, vedrà riconosciuti 5,06 milioni di euro per la progettazione (ne avevano inizialmente richiesti 4,3) di soldi pubblici per un'opera che la magior parte dei cittadini non vuole.
Il contratto col concessionario prevede che l'amministrazione si impegni a non realizzare opere che riducano i flussi di traffico nella nuova autostrada per i prossimi 50 anni (pena la consegna di nuovi territorio per ... fastfood, autogrill ...). Quindi, per i prossimi 50 anni, nessun intervento a favore del trasporto pubblico potrà essere pensato.
In gennaio è iniziata la discussione in Consiglio Comunale sulla variante urbanistica. Sono stati presentati circa 2000 emendamenti dall'opposizione e la discussione poteva protrarsi per mesi senza alcuna possibilità di intervento della maggioranza. Invece, per accelerare i tempi la maggioranza ha chiesto un accorpamento degli emendamenti arrivando ad una proposta di 16 punti generalisti e non vincolanti approvati sia dalla maggioranza che dall'opposizione. E così la variante urbanistica è stata approvata con un bell'inciucio "bipartisan".
Un comitato di cittadini si sta opponendo all'opera da anni proponendo, oltre a mille iniziative di sensibilizzazione e di informazione, anche un referendum consultivo. Il MoVimento 5 Stelle di Verona ha contribuito alla raccolta di 8500 firme autenticate in un mese.
Per il referendum hanno dovuto ricorrere per ben 4 volte di fronte al giudice per farsi dare sempre ragione (per farsi approvare il quesito, consegnare i moduli per la raccolta delle firme, far contare le firme e contro l'ordinanza del sindaco che ancora si ostina a non indirlo).
Siccome il quesito referendario chiede al cittadino se vuole l'istituzione di una commissione super partes che valuti l'impatto sulla salute dell'opera, il Sindaco, per scongiurare il referendum oltre che commissionare un sondaggio a mio avviso assolutamente antidemocratico (vedi video), ha nominato una commissione all'Istituto Superiore di Sanità (quella che ci ha fatto comprare i milioni di vaccini influenzali lo scorso inverno...).
Risultati? Eccoli:
- la nuova autostrada porterà a un miglioramento della qualità dell'aria di "ben" -21,6g di pm nell'ora di punta. Se confrontiamo il dato con la quantità totale risulta che equivale allo 0,016%! risultato ridicolo
- il risultato dice che il 70% dei veronesi respirerà meglio, ma è servita un'operazione di alchimia per spostare 96mila abitanti tra i beneficiari (che in realtà non lo sono). La lettura esatta è che il 32% ne avrà lievissimi benefici e il resto (69%) starà come oggi o peggio.
In un articolo apparso su Carta Estnord Gianni Belloni, scrive ( http://www.estnord.it/content/view/941/1/ ):
Interessante da questo punto di vista il ruolo della Mazzi Impresa Generale Costruzioni s.p.a - coinvolta nella cordata Technital e collegata con la società Serenissima - uno dei tre soggetti della cordata di imprese il cui progetto è stato dichiarato di «pubblico interesse» dall'amministrazione scaligera nel 2009. L'impresa Mazzi non solo ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati, ma ha avuto affidati senza gara i lavori della Valdastico sud [costo 800 milioni] perché parte, con il 30 per cento, della Serenissima costruzioni, società controllata dall'Autostrada Serenissima. Procedura che ha provocato un ricorso, bocciato dal Tar, dell'associazione nazionale costruttori [Ance]. I lavori della Valdastico sud sono stati funestati dal sequestro da parte dei magistrati antimafia di Caltanissetta, di due lotti dell'autostrada nell'ambito dell'inchiesta sul cemento depotenziato utilizzato dalla Calcestruzzi Spa.
La Mazzi la ritroviamo nell'affare del Ponte sullo Stretto insieme alla Technital la quale è presente nei più contestati lavori pubblici: dal ponte sullo stretto di Messina allo scavo del tunnel per la Tav Milano - Bologna, dal Mose all'autostrada Palermo - Messina. Quest'ultima nasce nel 1967 e si rivelerà «l'opera con l'esecuzione più lenta della storia d'Italia, quaranta anni di lavori a singhiozzi - come denuncia il giornalista Antonio Mazzeo nella sua inchiesta pubblicata su www.terrelibere.it -, sprechi di risorse finanziarie, decine d'inaugurazioni e fittizi tagli di nastri, infiltrazioni mafiose e mazzette multimilionarie per politici e amministratori, indicibili disagi e mortali incidenti per utenti e abitanti».
Ogni nuova opera viabilistica oltre che a spostare traffico da un punto ad un altro diventa un vero e proprio attrattore di traffico aumentando l'inquinamento dell'aria in senso assoluto.
500 mila metri quadrati di territorio consumati non verranno mai più restituiti al mondo, alla natura, al pianeta Terra che ci ospita. Siamo degli ospiti irriverenti e profondamente maleducati!
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona
08.02.12 15:58




