Trasporti: Febbraio 2012 Archives
Ci risiamo. Nonostante l'evidente sistema fallimentare di questa classe politica si continua a perseguire la via della cementificazione del Veneto con progetti di mera speculazione finanziaria. 40 anni di fallimenti, a partire dal progetto della Venezia-Monaco degli anni '70 ai progetti attuali di Veneto-city, di Verona-motor, di Nogara-mare, della Pedementana e del prolungamento della A27.
Il cementificatore Zaia e la sua giunta proseguono imperterriti l'azione di distruzione del nostro territorio spacciandolo per sviluppo, senza tener conto delle ripercussioni che queste opere avranno in futuro, e - d'altro canto - tagliando i servizi essenziali per la vita dell'uomo come alibi delle loro scelte.
In tutti questi progetti (se così si possono definire) il Movimento 5 Stelle non rileva nulla che abbia a che fare con lo sviluppo del territorio e tanto meno con la sostenibilità e l’utilità delle varie opere citate: considerate le proporzioni mastodontiche di tali progetti, questi mostri di cemento avranno un impatto devastante per la vita reale di tutti i giorni dei cittadini e del territorio.
In riferimento al prolungamento della A27 che si snoda sul nostro territorio, vorremo chiedere a lor signori quale utilità abbia quest'opera per la montagna veneta. In questi ultimi 20 anni sono stati fatti diversi ammodernamenti sulla viabilità esistente, con delle varianti nei punti critici della SS52 Alemagna che sale verso il Cadore, ma casualmente (?!) non si è provveduto alla più importante, cioè la variante di Longarone, eterna incompiuta, che oggi rappresenta l’unico punto di criticità rimasto per il normale scorrimento del traffico nei fine settimana.
È ragionevole pensare che non lo si sia voluto realizzare proprio in funzione del prolungamento della A27; è per questo motivo che lo proponiamo in alternativa ad un'autostrada che non risolverebbe le problematiche, ma ne porterebbe delle altre spostando il tappo di Longarone alle porte del Cadore con file chilometriche nei fine settimana nei centri abitati delle valli.
Proponiamo (e lo abbiamo già detto, ma quasi nessuno ci ha dato retta) la riconsiderazione della ferrovia, potenziandola e prolungandola verso Cortina e la Val Pusteria con il conseguente collegamento con l'Austria: questo progetto sarebbe sicuramente meno dispendioso in termini di realizzazione e più sostenibile!
Iniziamo tutti, politici e sindaci locali compresi, a prendere esempio dai nostri vicini di casa che della ferrovia hanno fatto uno dei fiori all’occhiello del loro territorio sfruttandone tutti i lati positivi, dal trasporto di persone e merci, fino a promuovere un servizio aggiuntivo a favore della mobilità ciclabile (in questo senso il nostro territorio si presterebbe particolarmente vista la presenza della "Lunga via delle Dolomiti" e dei collegamenti che ne derivano con le altre realtà già esistenti). Questo potrebbe servire anche allo sviluppo di un nuovo modo di fare turismo che si sta sviluppando nel nord Europa.
È a questo che la politica bellunese deve puntare, è per questo modello di sviluppo che i politici bellunesi devono alzare la voce e battere i pugni anche nelle sedi opportune.
Confrontiamoci sul futuro della nostra terra e portiamo avanti idee, non ideologie e facili slogan dal sapore puramente elettorale.
Movimento 5 Stelle Belluno www.belluno5stelle.itIl 23 gennaio 2012 il Comune di Rovigo invia un fax alla Coopoltaxi Scarl in cui annuncia che il servizio di natura-socio assistenziale organizzato dal Comune di Rovigo al fine di consentire alle persone disabili, che non sono in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici, di raggiungere gli istituti scolastici, le sedi di lavoro o i centri di cura di riabilitazione disabili è interrotto.
La decisione è stata presa perché il Comune "NON HA PIU’ I SOLDI".
Erano ammessi a fruire del servizio di trasporto i residenti del Comune di Rovigo di età superiore a tre anni con un grado di disabilità non inferiore al 75% che si trovavano nell’impossibilità di provvedere direttamente ed in proprio alle esigenze del trasporto.
Gli utenti erano chiamati a concorrere al costo del servizio secondo le proprie possibilità economiche in base alla dichiarazione ISEE. Con la precedente Amministrazione il regolamento del servizio trasporto disabili è stato modificato con delibera consiliare n. 9 del 01.03.2011 ed è entrato in vigore il 02.05.2011 passando da un costo di 300 mila a 80 mila euro all’anno.
Ora, all’inizio del 2012, nel bel mezzo dell’anno scolastico e di quello lavorativo, il servizio è interrotto senza essere almeno discusso in Giunta o in Consiglio comunale. L’assessore ai servizi sociali Gianni Saccardin dice che fino all’approvazione del bilancio di previsione si lavora “in dodicesimi” e vista la mancanza di risorse si è preferito sospendere il servizio ad eccezione delle persone non-deambulanti. Questo taglio per "far quadrare i conti” è stato deciso per un servizio sociale in cui il Comune ha delle responsabilità morali e si abbatte pesantemente sulle famiglie degli utenti che giornalmente usufruiscono del servizio. La comunicazione di interruzione del servizio è arrivata, in alcuni casi, alle famiglie come un fulmine a ciel sereno, creando enormi difficoltà.
Non c'erano altri costi, magari sprechi, da tagliare prima di questo importante servizio?
Magari prima di approvare a fine anno 2011 i premi di più di 431 mila euro ai dirigenti, ci si poteva pensare?
Crediamo, nello specifico, che la Consulta dell’handicap debba essere riconosciuta nel suo ruolo esperienzialmente propositivo prima di calare la scure al buio così come sarebbe opportuno un maggior coinvolgimento del buon senso dei cittadini in molte altre
problematiche amministrative. Le persone, caro Saccardin, non vivono “in dodicesimi”, mensilmente. Qual'è la priorità di un Comune, distribuire i soldi senza criterio
tagliando i servizi sociali o avere attenzione al bilancio per garantire i cittadini amministrati?
Lucilla Palmisano
Movimento 5 Stelle - Rovigo
21.02.12 14:11



