Le aziende italiane con meno di 250 impiegati rappresentano 81% della forza lavoro privata, (contro il 67% della media europea) e il 70% del Prodotto Lordo Nazionale.
Per le nostre aziende, che sono fortemente orientate all'esportazione, questa mancanza di massa critica sta impedendo una penetrazione in paesi che adesso sono a piu' forte crescita. Uno studio di settore Europeo ha rivelato che se le aziende Italiane avessero la stessa massa critica di quelle Tedesche avrebbero delle esportazioni superiori del 37%, o 190 Miliardi di euro.
Le aziende Italiane fanno fatica a crescere sopra i 4 impiegati contro i 12 di quelle Tedesche.
La Banca d’Italia ha visto crescere i fallimenti del 26% rispetto al 2009, fino a 10000 aziende, la maggior parte nel settore manifatturiero. A tutto questo si aggiunge il problema del cambio generazionale, con aziende che rischiano di chiudere perché non hanno eredi che vogliano prenderne le redini, e per una certa riluttanza a passare le aziende di famiglia a manager esterni.
Molte aziende inoltre lamentano la difficoltà di accesso al credito, soprattutto in vista della fine di un accordo che era stato stilato tra Confindustria e Ministero delle Finanze per bloccare il pagamento di alcuni debiti dovuti per un certo periodo.
Chiedendo però alle aziende stesse cosa vedono come ostacolo più forte allo sviluppo e’ l’eccesiva incidenza della tassazione sul costo del lavoro.
Estratto dal Financial Times 02/12/2010
da Giorgio Burlini
MoVimento 5 Stelle - Padova
La societa’ energetica Eon, in collaborazione con lo studioso di storia romana Prof. Andrew Wilson dell’Universita’ di Oxford, spiegano come 4 principi di costruzione delle ville dei Romani fossero dei principi di risparmio energetico che sono stati persi nel tempo
1. Sistema di riscaldamento sotto il pavimento - una fornace riscaldava l’intera casa con un sistema di canalette di acqua calda, molto piu’ efficiente dei radiatori
2. Un sistema di riscadamento unico per tutti i tipi di acqua - il sistema precedente serviva anche per scaldare l’acqua per il bagno e il sistema termale
3. Efficienza nell’uso dell’acqua - diverse qualità di acqua a seconda degli usi (noi usiamo acqua potabile sia per bere che per la toilette)
4. Reciclo dell’uso di materiali per costruzione - ad esempio usavano ceramiche rotte come componente per il cemento
Se non avete mai visitato una villa di epoca Romana, vi invito a farlo (ndr.) perché vi renderete conto del livello di sofisticazione raggiunta era sicuramente notevole.
Estratto dal Financial Times
Adattato da Giorgio Burlini
MoVimento 5 Stelle - Padova
L’ Economist ha dedicato uno speciale alle foreste. Ci sono alcuni dati che non conoscevo e che mi hanno impressionato:
- La deforestazione contribuisce a circa il 16% delle emissioni di CO2 annuali, più di tutte le barche, auto, treni e aerei messi assieme.
- Contribuiscono ad assorbire il 25% di tutta la CO2.
- Sono essenziali per il ciclo dell’acqua. Studi uniscono la deforestazione con una decrescita delle piogge in molte zone.
- Forniscono cibo a 400 milioni di persone, soprattutto in zone povere.
- Ci sono zone dell’emisfero Nord in cui le foreste si stanno espandendo. Ma questo e’ dovuto allo scioglimento del permafrost (ghiaccio permanente) con conseguente rilascio di metano, un potente gas-serra.
- Si stima che i costi della perdita delle foreste siano tra i 2000-4.500 Miliardi di Dollari all’anno.
- Molti medicinali in commercio sono ricavati da organismi che esistono nelle foreste siano esse piante, batteri o funghi
- La deforestazione maggiore accade in paesi poveri, che vivono vendendone il legno o ne necessitano per agricoltura.
A tutto oggi non esistono risposte chiare a come affrontare il problema, soprattutto per la complessità di coordinare una azione a livello globale. A questo proposito e’ stato lanciato REDD (Reduced Emissions from Deforestation and Forest Degradation) , uno schema che prevede il pagamento diretto a nazioni che sono proprietarie delle più importanti foreste, perché non le abbattano e con i soldi trovino delle alternative per i loro cittadini. Altre iniziative sono quelle di sensibilizzare i consumatori nei paesi più ricchi di assicurarsi la tracciabilità di carne, legno e altri prodotti agricoli. Tutte queste iniziative comunque sono di poco valore senza uno sforzo di tutti i governi, soprattutto dei paesi in via di sviluppo, a controllarne la loro efficacia.
Tratto dall'Economist
Adattato da Giorgio Burlini
MoVimento 5 Stelle - Padova
Negli ultimi 25 anni le nazioni di tutto il mondo hanno fatto a gara per garantirsi le risorse fossili rimaste. Solo il 10% infatti adesso e’ controllato da società private, l’esatto opposto di allora.
Ma questa ormai e’ la corsa del passato, il futuro si chiama liberare l’energia da una connotazione territoriale specifica e portarla su una sfida tecnologica. In questo senso la Cina, mentre si assicura riserve petrolifere e gassose per i prossimi 20 anni, investe oltre 1000 Miliardi di $ in tecnologie rinnovabili nei prossimi 10 anni, più di qualsiasi stato al mondo.
Chiaramente i cinesi vogliono diventare i più grossi esportatori di tecnologie rinnovabili nei prossimi 10 anni, assieme a Corea del Sud e Emirati Arabi. Sanno che la sfida e’ li, e che le risorse di idrocarburi serviranno solo a gestire questo passaggio.
Ma perché l’occidente appare in ritardo? Il problema va cercato, oltre che nella crisi economica, anche nella disconnessione tra volontà politica e coscienza dei cittadini. Infatti ad una maggior coscienza civile non e’ ancora corrisposta una vera volontà politica.
Molte iniziali tecnologie non si sono dimostrate all’altezza delle speranze, ma questo e’ perché siamo solo alla nascita di una nuova era. La Green Technology e’ dove era la tecnologia dei cellulari nel 1980, in cui i suddetti pesavano mezzo chilo e costavano $4000.
Solo gli stati che capiscono questa riusciranno a crescere e vincere la sfida dell’energia.
Tratto dal Financial Times 13/09/2010
Adattato da Giorgio Burlini
MoVimento 5 Stelle - Padova
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Forse non tutti ricordano che 1.5 miliardi di persone non hanno accesso alla rete elettrica. Cose per noi semplici come cucinare, conservare i cibi, illuminare la casa, diventano una lotta quotidiana. La maggior parte di queste persone vivono in zone rurali, il che richiederebbe delle spese enormi per allacciarle alla rete elettrica (si parla di 35 Miliardi $ all’anno per i prossimi 20 anni).
Ma perché aspettare costose soluzioni quando la tecnologia per produrre energia a livello locale già esiste? Combinazioni di celle solari e lampade LED , con lanterne base ad energia solare possono essere acquistate adesso per $10. Ma la vera rivoluzione sarà quella di creare un nuovo business model, in cui possa fiorire una piccola imprenditoria locale. Per esempio in India si stanno sperimentando piccoli impianti elettrici a biomassa che possono portare energia a 600 famiglie, cucine a gas che vengono usate da interi villaggi e persino filatoi ad energia solare. Tutte queste iniziative permettono anche a chi coinvolto di generare un reddito personale, creando quindi un tessuto di imprenditoriale locale.
La sfida più grande a questi progetti non e’ tecnologica, ma nell’organizzazione del lavoro, dell’educazione richiesta per seguire gli impianti e nel loro finanziamento con risorse locali. Ma questi erano gli stessi ostacoli che 10 anni fa erano nel campo della telefonia cellulare, e che ora vedono la stessa avere uno ruolo essenziale nello sviluppo di quelle aree.
Estratto da “Power to the people” The Economist
Adattato da Giorgio Burlini
MoVimento 5 Stelle - Padova
Fino ad ora il geotermico si basava sullo sfruttamento di zone naturali di acqua calda o vapore vicino la superficie terrestre. Queste condizioni non sono molto frequenti e finora sono locate soprattutto in zone vulcaniche (come l’ Islanda). Ad oggi la geotermia da energia a circa 52 milioni di persone.
Ma una compagnia australiana sta per cambiare tutto questo. Utilizzando infatti un metodo chiamato Engineered Geothermal System (EGS), saranno in grado di sfruttare, con lo stesso principio, energia geotermica che si trova più o meno in tutto il mondo ma a profondità di circa 5 km dalla superficie.
Questa energia e’ pulita e praticamente inesauribile, si calcola che solo negli USA, ad una profondità dai 3-10KM ci sia energia sufficiente per 140.000 volte la necessità di quel continente!
IL vantaggio di questa energia e’ che non solo e’ pulita e rinnovabile, ma e’ anche molto più stabile dell’energia solare o eolica, che devono fare i conti con le variazioni del clima e delle stagioni.
In questo ambito la nazione più avanzata appare l’Australia, che si calcola abbia progetti nei prossimi 10 anni per circa 2,7 miliardi di $. Ma ci sono anche molti progetti in Gran Bretagna, Francia e Germania.
Chiaramente scavare a quelle profondità non e’ uno scherzo, e per ora l’energia estratta sarà più costosa rispetto a quella prodotta con sistemi più convenzionali. Ma questo non ha fermato molti investitori e governi, che chiaramente vedono in questa energia un potente mix per il loro futuro.
La cosa più interessante e’ che la tecnologia per scavare a quelle profondità e’ la stessa usata per scavare pozzi di petrolio, quindi si ritiene che saranno le stesse compagnie petrolifere che, con lo scarseggiare del greggio e le restrizioni ambientali, si attiveranno per sfruttare questa nuova fonte energetica.
Articolo estratto da “the Economist”
tradotto per il MoVimento Veneto da Giorgio Burlini
03.12.10 12:24



